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	<title>Art&#039;Empori &#187; Dopofuturismo</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>Manifesto del dopofuturismo</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 00:34:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[.Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Sguera]]></category>
		<category><![CDATA[Post della lista di discussione]]></category>
		<category><![CDATA[artempori]]></category>
		<category><![CDATA[Dopofuturismo]]></category>
		<category><![CDATA[manifesto]]></category>

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		<description><![CDATA[Manifesto del dopofuturismo &#8220;Le Figarò&#8221; 20 Febbraio 2009 1. Noi vogliamo cantare il pericolo dell’amore, la creazione quotidiana dell’energia dolce che non si disperde. 2. L’ironia, la dolcezza e la ribellione saranno elementi essenziali della nostra poesia. 3. L’ideologia e la pubblicità hanno esaltato finora la mobilitazione permanente delle energie produttive e nervose dell’umanità per [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color:#800000;">Manifesto del dopofuturismo<br />
<em>&#8220;Le Figarò&#8221; 20 Febbraio 2009</em></span></h3>
<h3><span style="color:#800000;">1. Noi vogliamo cantare il pericolo dell’amore, la creazione quotidiana dell’energia dolce che non si disperde.</span></h3>
<h3><span style="color:#800000;">2. L’ironia, la dolcezza e la ribellione saranno elementi essenziali della nostra poesia.</span></h3>
<h3><span style="color:#800000;">3. L’ideologia e la pubblicità hanno esaltato finora la mobilitazione permanente delle energie produttive e nervose dell’umanità per il profitto e per la guerra, noi vogliamo esaltare la tenerezza il sonno e l’estasi, la frugalità dei nostri bisogni e il piacere dei sensi.</span></h3>
<h3><span style="color:#800000;">4. Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza dell’autonomia. Ciascuno ha il suo ritmo e nessuno deve esser costretto a correre ad una velocità uniforme. Le automobili hanno perduto il fascino della rarità e soprattutto non possono più svolgere il compito per il quale furono concepite. La velocità è diventata lenta. Le automobili sono immobili come tartarughe stupide nel traffico cittadino. Solo la lentezza è veloce.</span></h3>
<h3><span style="color:#800000;">5. Noi vogliamo cantare l’uomo e la donna che si accarezzano per meglio conoscersi e per meglio conoscere il mondo.</span></h3>
<h3><span style="color:#800000;">6. Bisogna che il poeta si spenda con calore e prodigalità per aumentare la potenza dell’intelligenza collettiva e per ridurre il tempo del lavoro salariato.</span></h3>
<h3><span style="color:#800000;">7. Non vi è più bellezza se non nell’autonomia. Nessuna opera che non esprima l’intelligenza del possibile può essere un capolavoro. La poesia è un ponte gettato sull’abisso del nulla per creare condivisione tra immaginazioni diverse e liberare singolarità.</span></h3>
<h3><span style="color:#800000;">8. Siamo sul promontorio estremo dei secoli… Dobbiamo assolutamente guardare dietro di noi per ricordare l’abisso di violenza e di orrore che l’aggressività militare e l’ignoranza nazionalista possono in ogni momento scatenare. Viviamo da molto tempo nella religione del tempo uniforme. L’eterna velocità onnipresente è già dietro di noi, nell’Internet, perciò ora possiam dimenticarla per trovare il nostro ritmo singolare.</span></h3>
<h3><span style="color:#800000;">9. Noi vogliamo ridicolizzare gli idioti che diffondono il discorso di guerra: i fanatici della competizione, i fanatici del dio barbuto che ci incita al massacro, i fanatici terrorizzati della disarmante femminilità che c’è in noi tutti.</span></h3>
<h3><span style="color:#800000;">10. Vorremmo fare dell’arte forza di cambiamento della vita, vorremmo abolire la separazione tra poesia e comunicazione di massa, vorremmo sottrarre il dominio sui media ai mercanti per consegnarlo ai sapienti e ai poeti.</span></h3>
<h3><span style="color:#800000;">11. Canteremo le folle che possono infine liberarsi dalla schiavitù del lavoro salariato, canteremo la solidarietà e la rivolta contro lo sfruttamento. Canteremo la rete infinita della conoscenza e dell’invenzione, la tecnologia immateriale che ci libera dalla fatica fisica. Canteremo il cognitario ribelle che si mette in contatto con il proprio corpo. Canteremo l’infinità presente e non avremo più bisogno di futuro. </span></h3>
<h3><span style="color:#800000;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</span></h3>
<h3><span style="color:#800000;">Manifesto scritto da Franco Berardi &#8220;Bifo&#8221; in occasione del&#8217;evento creato dal Corso di Nuove Tecnologie dell&#8217;Arte dell&#8217;Accademia di Belle Arti di Carrara.</span></h3>
<h4><span style="color:#800000;">Postato, il 25/02/09, da Nicola Sguera su <a href="mailto:artempori@yahoo.gruops.com">artempori@yahoo.gruops.com</a> </span></h4>
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