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	<title>Art&#039;Empori &#187; familismo</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>Auguri per le ricorrenze. Gentilezza o familismo?</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Jan 2014 10:59:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Masone]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
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		<description><![CDATA[[di Alessio Masone] Affronto l&#8217;argomento per scusarmi con tutti quelli che si aspettano da me auguri per le ricorrenze festive. Infatti, escluse le stringate risposte per ricambiare, da alcuni anni, evito di fare auguri alle singole persone. Da quando mi occupo di associazionismo e di cambiamento dal basso, sempre più trovo sconveniente il gesto di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/01/albero-natale.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9902" alt="albero-natale" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/01/albero-natale-224x300.jpg" width="224" height="300" /></a>[<a href="http://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/autori-di-artempori/alessio-masone-x-autori/" target="_blank">di Alessio Masone</a>] Affronto l&#8217;argomento per scusarmi con tutti quelli che si aspettano da me auguri per le ricorrenze festive. Infatti, escluse le stringate risposte per ricambiare, da alcuni anni, evito di fare auguri alle singole persone.</p>
<p>Da quando mi occupo di associazionismo e di cambiamento dal basso, sempre più trovo sconveniente il gesto di contattare individualmente amici, per telefono, sms, mail, per comunicare i miei auguri. Al contrario, per strada o nella mia libreria, con piacere faccio gli auguri a conoscenti e clienti.</p>
<p>A fine anno, ho mandato gli auguri a tutti i membri compresi nei nostri gruppi di discussione. Ma ogni persona vuole essere considerata speciale, non come tutti gli altri conoscenti, associati o clienti. Qui ha radice quel rapporto di seduzione che, innescandosi bilateralmente tra persone e parenti, diventa humus per il familismo e l&#8217;esclusione.</p>
<p>Per queste ragioni, ritengo fondamentale relazionarmi all&#8217;altro, in base al progetto che mi accomuna a lui (un&#8217;associazione, una comunità territoriale&#8230;) e non in base alla mia posizione individuale.</p>
<p>Relazionarsi all&#8217;altro con approccio multilaterale (progetto, comunità), non in base a rapporti bilaterali, è il primo passo per cambiare il mondo dal basso, contribuendo a un linguaggio della pace e dell&#8217;inclusione. Per lo stesso motivo, sui social network (facebook&#8230;), in quanto si scelgono i propri interlocutori, la comunicazione interpersonale è orientata all&#8217;individualismo e al familismo, mentre i gruppi fb e i gruppi di discussione per mail, in quanto aggregano i membri per temi e non per amicizia, sono improntati a un linguaggio comunitario, inclusivo.</p>
<p>Per lo stesso motivo, chiedo di essere giustificato ogni volta che sono poco accomodante con chi collabora con me in libreria o in associazione (Art&#8217;Empori, GAS Arcobaleno, SoldoCorto, Distretto di EcoVicinanza): le persone, che si ritengono maltrattate da me, nel giudicare i miei gesti, non guardino il proprio orgoglio ferito, matrice di violenza ed esclusione, ma il progetto della libreria o dell&#8217;associazione in cui sono inseriti i miei gesti scomodi.</p>
<p>Il tutto diventa esercizio a un approccio comunitario, non individualistico, alla vita.</p>
<p>In pratica, se a Natale e a Pasqua siamo tutti più buoni, almeno dovremmo sforzarci a non scambiarci auguri individualistici, escludenti.</p>
<p>Auguri a tutti.</p>
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		<title>Reti di specificità contro il familismo quotidiano</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Apr 2013 09:44:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Masone]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[.Art'Empori-Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[Alessio Masone]]></category>
		<category><![CDATA[Coesione sociale]]></category>
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		<category><![CDATA[Inclusione]]></category>
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		<category><![CDATA[familismo quotidiano]]></category>
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		<description><![CDATA[[di Alessio Masone] Percepirsi nel quotidiano, come un’unica rete territoriale in cui ogni individuo, nella sua irriducibilità, è portatore di una specificità, consente che ognuno sia riconosciuto come una risorsa per l’altro da includere e non come un concorrente da escludere. . Questo significa abolire già nel nostro quotidiano quel familismo con cui interagiamo con [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div><em><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2013/04/persone2.jpg"><img class="alignleft  wp-image-6889" alt="persone2" src="http://artempori.files.wordpress.com/2013/04/persone2.jpg?w=300" width="270" height="202" /></a></em></div>
<div>[di Alessio Masone] Percepirsi nel quotidiano, come un’unica rete territoriale in cui ogni individuo, nella sua irriducibilità, è portatore di una specificità, consente che ognuno sia riconosciuto come una risorsa per l’altro da includere e non come un concorrente da escludere.</div>
<div style="text-align: justify;">.</div>
<div style="text-align: justify;">Questo significa abolire già nel nostro quotidiano quel familismo con cui interagiamo con l’altro, quando, invece di riconoscergli una specificità, lo valutiamo benevolmente o ostilmente, in base all’eventuale rapporto affettivo e di seduzione che ha con noi.</div>
<div style="text-align: justify;">Con le persone, che ci sono amiche o che ci seducono con la gentilezza e con il carisma, noi siamo più accondiscendenti. Al contrario, a quelle che non ci seducono opponiamo esclusione e pregiudizio.</div>
<div style="text-align: justify;">.</div>
<div style="text-align: justify;">Quando necessitiamo di una specificità di cui non disponiamo personalmente, tendiamo a rivolgerci alla persona che ci è più vicina affettivamente e non a quella più portatrice di quella specificità.</div>
<div style="text-align: justify;">Insomma, le emozioni affettive, spesso, diventano condizionanti, escludenti dello sconosciuto, del diverso: sono le basi per un familismo che prolifera già nel quotidiano dei rapporti umani, del lavoro, dell’associazionismo. In quante occasioni decidiamo di fruire di un&#8217;iniziativa in base al pregiudizio che nutriamo per i protagonisti/organizzatori e non in base a quanto il contenuto dell’evento si intrecci con la specificità di cui è portatore naturale il nostro percorso personale?</div>
<div style="text-align: justify;">.</div>
<div style="text-align: justify;">Ogni individuo è titolare di un percorso portatore di una specificità da dare al confronto del mondo e da tutelare come bene comune: gli amici, i parenti, ma anche la “familiarità” delle abitudini collettive, delle mode e dei personaggi noti, tendono a sedurre l’individuo tirandolo fuori dal suo percorso personale per omologarlo a un non percorso che schiaccia ogni diversità attitudinale utile a quella contaminazione necessaria al cambiamento e a quella coesione capace di benessere personale e collettivo.</div>
<div style="text-align: justify;">Se vogliamo che il familismo non permei la gestione della cosa pubblica, dobbiamo, noi cittadini, per primi, evitare di utilizzarlo nel nostro quotidiano.</div>
<div style="text-align: justify;">.</div>
<div style="text-align: justify;">E’ questo il cambiamento dal basso: evitando di delegare il cambiamento agli altri, se io cambio nella pratica giornaliera, quelle persone che rappresentano la classe dirigente o anche la classe criminale, in quanto anch’essi, nel quotidiano, sono cittadini, consumatori, fruitori, condividendo le mie stesse emozioni quotidiane, naturalmente porteranno il cambiamento nell’amministrazione pubblica e aziendale.</div>
<div style="text-align: justify;">.</div>
<div style="text-align: justify;">Per ottenere questo cambiamento, quindi, è necessario un approccio responsabile ed esperienziale alle emozioni quotidiane: spostandosi da una fruizione estetica delle emozioni (utilizzandole così come le abbiamo ereditate), che non porta cambiamento nel mondo, a un’azione etica delle emozioni, in quanto capace di dirigerle e di agirle in funzione di una giustizia e di un cambiamento personale e universale.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
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