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	<title>Art&#039;Empori &#187; libri</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>Il computer serve a tutto, come un coltellino svizzero. Ma uno chef sostituirebbe con questo i suoi strumenti?</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Feb 2014 08:44:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
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		<description><![CDATA[[di Marzia Coronati da Comune-Info] Ricordo che una mattina di quattro anni fa, camminando per le vie di una periferia nord di Roma, mi sono imbattuta in due alte pile di tomi verde scuro, disposti affianco a un cassonetto dell’immondizia. Era un’enciclopedia completa dalla A alla Z, di quelle classiche che si usavano per le [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/02/libri.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10719" alt="libri" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/02/libri-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a>[di Marzia Coronati da <a href="http://comune-info.net/2014/02/lenciclopedia-vicino-un-cassonettomarzia/" target="_blank">Comune-Info</a>] Ricordo che una mattina di quattro anni fa, camminando per le vie di una periferia nord di Roma, mi sono imbattuta in due alte pile di tomi verde scuro, disposti affianco a un cassonetto dell’immondizia. Era un’enciclopedia completa dalla A alla Z, di quelle classiche che si usavano per le tesine a scuola. Sono corsa subito a recuperare la mia automobile e sono tornata di gran fretta al cassonetto. Sorpresa: i libri erano ancora lì, intoccati. Li ho caricati nel porta bagagli, non senza una certa fatica, e li ho portati a casa, cinque piani a piedi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ai tempi vivevo in una soffitta di circa quattordici metri quadri, nove calpestabili. Avevo fatto fatica a fare entrare un minuscolo scaffale e i pochi libri che vi avevo disposto erano frutto di una selezione serratissima. Quella mattina, presa dall’entusiasmo di quell’imperdibile affare, non avevo pensato a quel dettaglio. Non c’era niente da fare, non sarebbero entrati neanche sotto il letto, avevo un futon. Non mi sono persa d’animo, sono corsa a casa di mio fratello, ho scaricato i tomi sul pianerottolo (fortunatamente stavolta al piano terra) e ho suonato. Il mio sorriso soddisfatto per quel regalo straordinario che stavo per consegnargli non mi sembrò totalmente ricambiato, ancor meno dalla moglie, intenta a inscatolare le ultime cose per il trasloco imminente che stavano per affrontare. “Li sistemiamo in cima a quell’armadio solo sino a quando non gli troverai un altro posto” è il massimo che sono riuscita a ottenere. Da quel giorno ho iniziato una serie di telefonate, dagli amici. “Un’enciclopedia? macchè sei fuori? Ma che ci dovrei fare?”, alle scuole “No guardi ne abbiamo già una, ogni tanto dobbiamo ricordarci di spolverarla”. Alla fine, disperata, ho deciso di regalare i libri a un negozio dell’usato. “E’ un vero peccato, ma non sono riuscita a trovare nessuno che li vuole, però è una fortuna per voi, ecco, sono come nuovi, ho spiegato al commesso, intento a sistemare qualcosa sugli scaffali. “Può anche tenerseli”, ha risposto secco, senza neanche guardarmi “queste cose non le vuole più nessuno”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho abbandonato l’enciclopedia vicino a un cassonetto, di notte, un mese dopo averla trovata. Questa volta l’ho lasciata in una periferia e est della città.</p>
<p style="text-align: justify;">“Nessuno si stamperebbe mai Wikipedia. Per quale motivo dovrebbe farlo? Per avere gli scaffali pieni di cose che non guarderesti mai?”, mi ha detto Roberto Casati, filosofo e direttore del Cnrs dell’Ecole Normale di Parigi.</p>
<p style="text-align: justify;">[...] Roberto Casati ha disegnato un coltellino multiuso su un foglio. “La scuola oggi sembra vedere nei tablet una sorta di coltellino svizzero, uno strumento cioè che permette di fare tutto, ed è per questo che si sta dirigendo nella direzione della sostituzione degli strumenti didattici con questo supporto digitale. Ma, pensateci bene, nessuno chef sostituirebbe i suoi strumenti da cucina con un coltellino svizzero”.</p>
<p>Per l&#8217;articolo integrale, dal sito di <a href="http://comune-info.net/" target="_blank">Comune-Info</a>:<br />
<a href="http://comune-info.net/2014/02/lenciclopedia-vicino-un-cassonettomarzia/" target="_blank">App non significa apprendere</a></p>
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		<title>La biblioteconomia secondo Amos Oz</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Jan 2014 16:14:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Articoli Testata]]></category>
		<category><![CDATA[.Antologia artistica]]></category>
		<category><![CDATA[Vivere con i libri]]></category>
		<category><![CDATA[amos oz]]></category>
		<category><![CDATA[biblioteconomia]]></category>
		<category><![CDATA[cinzia robbiano]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[storia di amore e di tenebra]]></category>

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		<description><![CDATA[[di Cinzia Robbiano da Occhimentecuore] Trovo le case senza libri raggelanti. D’istinto penso e sospetto che lo stesso gelo sia nel cuore di chi in quella casa vive. Inizio una “categoria” dedicata al “vivere con i libri”, raccogliendo immagini che mi sono piaciute, immagini del mio vivere coi libri; brani di libri sui libri e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/01/amos-oz.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10277" alt="amos-oz" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/01/amos-oz-300x205.jpg" width="300" height="205" /></a>[di Cinzia Robbiano da <a href="http://eyesmindandhearthaboveall.wordpress.com/2014/01/18/living-with-books/" target="_blank">Occhimentecuore</a>] Trovo le case senza libri raggelanti. D’istinto penso e sospetto che lo stesso gelo sia nel cuore di chi in quella casa vive. Inizio una “categoria” dedicata al “vivere con i libri”, raccogliendo immagini che mi sono piaciute, immagini del mio vivere coi libri; brani di libri sui libri e altro che via via troverò. Le raccolte di libri sono più che una collezione di oggetti, sono il racconto della nostra vita.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">[...] I libri li si può ordinare per titolo, in ordine alfabetico per autore, per collana o editore, cronologicamente, per lingua, argomento, genere e contesto, e persino per luogo di edizione. Tutto è possibile. Così appresi i segreti della sfumatura: la vita è fatta di itinerari diversi. Ogni cosa può accadere così ma anche altrimenti, secondo partiture diverse e logiche parallele. Ogni logica parallela è di per sé coerente e consequenziale, a suo modo conchiusa, indifferente a tutte le altre.</p>
<p style="text-align: justify;">[...] I libri, insomma mi fecero conoscere gli spazi sterminati, la zona d’ombra che sta fra il lecito e il proibito, fra la normalità e l’eccezione: questa lezione mi accompagnò per lunghi anni. E ora che arrivai all’amore, non ero più un perfetto principiante: sapevo invece che esistono combinazioni diverse, che c’è l’autostrada ma c’è anche la strada panoramica, ci sono i sentieri sperduti, mai percorsi da nessuno. Che c’è un lecito che è quasi proibito, e un proibito che è quasi lecito. Di tutto e di più.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">[da Storia di amore e di tenebra, Amos Oz, Feltrinelli editore]</p>
<p style="text-align: justify;">Dalla rubrica &#8220;Vivere con i libri&#8221; di Cinzia Robbiano (<a href="http://eyesmindandhearthaboveall.wordpress.com/2014/01/18/living-with-books/" target="_blank">Occhimentecuore</a>)</p>
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		<title>Manifesto delle librerie indipendenti e degli altri empori/ritrovi di resistenza artistica</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2013/03/29/manifesto-delle-librerie-indipendenti-e-degli-altri-emporiritrovi-di-resistenza-artistica/</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Mar 2013 09:33:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Masone]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[..Progetti Art'Empori/Distretto di EcoVicinanza]]></category>
		<category><![CDATA[.Art'Empori-Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[.EcoVicinanza-Distretto]]></category>
		<category><![CDATA[Cittadinanza artistica non delegata]]></category>
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		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[empori e ritrovi di resistenza artistica]]></category>
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		<category><![CDATA[manifesto delle librerie indipendenti]]></category>
		<category><![CDATA[resistenza artistica all'economia sovraterritoriale]]></category>

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		<description><![CDATA[CITTADINANZA LIBRARIA NON DELEGATA Per una creatività che sia già nel tratto di competenza del fruitore, quando ci si rapporta all&#8217;opera d&#8217;arte: già nel metodo, con cui acquistiamo un libro, possiamo essere coautori dell&#8217;opera e, di conseguenza, del mondo. . Non più un&#8217;eccellenza assoluta dell&#8217;opera, calata dall&#8217;alto e uguale per tutti, quindi omologante, ma un&#8217;eccellenza [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="yiv991384735yui_3_7_2_6_1364632732314_39"><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2013/03/manifesto-librerie-indipendenti-bn.jpg" target="_blank"><img class="alignleft  wp-image-6508" alt="manifesto-librerie-indipendenti-bn" src="http://artempori.files.wordpress.com/2013/03/manifesto-librerie-indipendenti-bn.jpg" width="237" height="134" /></a></div>
<div style="text-align: justify;">CITTADINANZA LIBRARIA NON DELEGATA<br />
Per una creatività che sia già nel tratto di competenza del fruitore, quando ci si rapporta all&#8217;opera d&#8217;arte: già nel metodo, con cui acquistiamo un libro, possiamo essere coautori dell&#8217;opera e, di conseguenza, del mondo.<br />
.<br />
Non più un&#8217;eccellenza assoluta dell&#8217;opera, calata dall&#8217;alto e uguale per tutti, quindi omologante, ma un&#8217;eccellenza relazionale che risiede anche nella fruizione non delegata del fruitore.<br />
.<br />
Il mondo intellettuale e artistico non può prescindere dall&#8217;emergenza economica e sociale in corso. Ogni gesto culturale non può consistere in una fruizione puramente estetica e individualistica, ma deve essere capace di azione etica, in quanto capace di incidere sul mondo e sul bene comune.</div>
<h3 style="text-align: justify;">Per il formato in pdf <a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/05/Manifesto-librerie-indipendenti.pdf">Manifesto librerie indipendenti</a></h3>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/05/Manifesto-librerie-indipendenti-artempori.jpg"><img class="alignleft  wp-image-16389" style="border: 1px solid black;" alt="Manifesto-librerie-indipendenti-artempori" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/05/Manifesto-librerie-indipendenti-artempori.jpg" width="632" height="904" /></a></p>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div></div>
<div>.</div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div>
<p>Manifesto delle librerie indipendenti e degli altri empori/ritrovi di resistenza artistica</p>
</div>
<div></div>
<div><span style="color: #993300;"><strong></strong>all’economia sovraterritoriale che sottrae identità, autodeterminazione e redditi ai territori<br />
.</span></div>
<div><span style="color: #993300;">Pratiche per una fruizione responsabile degli empori/ritrovi culturali corti:</span><br />
<span style="color: #993300;"> LIBRERIE INDIPENDENTI</span><br />
<span style="color: #993300;"> CINEMATOGRAFI DI CITTA’ INDIPENDENTI</span><br />
<span style="color: #993300;"> EMPORI MUSICALI INDIPENDENTI</span><br />
<span style="color: #993300;"> GALLERIE D’ARTE</span><br />
<span style="color: #993300;"> CAFFETTERIE MUSICALI E ARTISTICHE</span></div>
<div><span style="color: #993300;">.</span><br />
<span style="color: #993300;"> &#8211; PER UNA CITTADINANZA NON DELEGATA CHE INIZI DA FRUIZIONI ARTISTICHE RESPONSABILI CAPACI DI REAGIRE ALLA CRISI ECONOMICA E SOCIALE</span><br />
<span style="color: #993300;"> &#8211; PER UN APPROCCIO ESPERIENZIALE CHE CONSENTA IL MOMENTO CREATIVO ANCHE NEL RAPPORTO TRA PERCORSO DEL FRUITORE E OPERA</span><br />
<span style="color: #993300;"><span style="color: #993300;"> &#8211; PER UNA CITTADINANZA ARTISTICA NON DELEGATA CHE SOLLEVI DA QUELL’ECCELLENZA NELL’ARTE CALATA DALL’ALTO E OMOLOGANTE<br />
</span></span>.<br />
CITTADINANZA LIBRARIA NON DELEGATA<br />
Per una creatività che sia già nel tratto di competenza del fruitore dell&#8217;opera d&#8217;arte: già nel metodo responsabile, con cui acquistiamo un libro, possiamo essere coautori dell&#8217;opera e, di conseguenza, del mondo.Non più un&#8217;eccellenza assoluta dell&#8217;opera, calata dall&#8217;alto e uguale per tutti, quindi omologante, ma un&#8217;eccellenza relazionale che risieda anche nella fruizione non delegata del fruitore.</div>
<div><span style="color: #993300;">.</span><br />
<span style="color: #993300;"> PER UNA RESISTENZA ARTISTICA ALL’ECONOMIA SOVRATERRITORIALE CHE SOTTRAE IDENTITÀ, COESIONE E REDDITI AI TERRITORI</span></div>
<div><span style="color: #993300;"> <strong>1. Valorizzare librerie e sale cinematografi che indipendenti, a scapito di quelle i finanziate da capitali anonimi, </strong></span><br />
<span style="color: #993300;"> <strong>come quelle affiliate a catene di franchising o come i siti e-commerce di libri.</strong></span><br />
<span style="color: #993300;"> &#8211; Di quelle non indipendenti ne sono comproprietari, solitamente, persone e capitali che, estranei al territorio, non si relazionano ad esso e portano lontano i profitti (costi occulti), come se riscuotessero quotidianamente una tassa dalla popolazione locale, contribuendo all’attuale crisi economica.</span><br />
<span style="color: #993300;"> &#8211; Coesione sociale è anche rendere l’acquisto un atto relazionale con gli esercenti che sono parte della nostra comunità territoriale.</span><br />
<span style="color: #993300;"> &#8211; Gli empori/ritrovi culturali indipendenti sono portatori di biodiversità culturale, di identità territoriale e di economia condivisa.</span><br />
<span style="color: #993300;"> .</span></div>
<div><span style="color: #993300;">PER ACQUISTI CULTURALI CHE CONTENGANO MENO COSTI OCCULTI E PIÙ COSTI ARTISTICI ED ESPERIENZIALI</span></div>
<div><span style="color: #993300;"> <strong>2. I consumi presso librerie e cinema indipendenti consentono meno funzionalità, ma maggiore esperienzialità</strong></span><br />
<span style="color: #993300;"> &#8211; Le librerie e i cinema indipendenti sono meno efficienti di quelli di catena e dei siti e-commerce di libri, ma consentono consumi culturali che nel prezzo contengono meno costi occulti e più costi artistici, quelli esperienziali con cui il fruitore, evitando la delega e partecipando in prima persona al cambiamento, diventa coautore dell’opera fruita, applicandosi ad essa nella porzione della filiera in cui può incidere.</span></div>
<div><span style="color: #993300;">.</span><br />
<span style="color: #993300;"> PER UN’IDENTITÀ DEI LUOGHI E UNA TUTELA DEL TERRITORIO</span><br />
<span style="color: #993300;"> <strong>3. Valorizzare librerie, gallerie d’arte, ritrovi musicali e cinema ubicati in città, a scapito di centri commerciali e multisala cinematografi ci che compromettono il paesaggio agrario periurbano, rendendolo un non luogo, e che costringono all’uso dell’automobile.</strong></span><br />
<span style="color: #993300;"> &#8211; Il nostro benessere dipende anche dai luoghi che viviamo: solo in città, meglio se a piedi, sono possibili emozioni relazionali durante l’azione quotidiana delle compere.</span><br />
<span style="color: #993300;"> &#8211; Le grandi strutture commerciali, collocate lungo le strade extraurbane, cancellando, al nostro sguardo, il paesaggio agrario, tendono a trasformare una cittadina, con una sua identità, in una città senza i ne e senza coni ne con altre località.</span><br />
<span style="color: #993300;"> .</span></div>
<div><span style="color: #993300;">PER UN’AUTODERMINAZIONE NEI CONSUMI CULTURALI E PER UN’ECONOMIA RELAZIONALE E TERRITORIALE</span><br />
<span style="color: #993300;"> <strong>4. Evitare di acquistare d’impulso libri negli scaffali della grande distribuzione</strong></span><br />
<span style="color: #993300;"> &#8211; Acquistare libri è un gesto culturale, anche nella modalità: comprarli in luoghi, come i supermercati, che incentivano l’omologazione e i consumi compulsivi, a scapito dei salari del consumatore e dell’economia territoriale, non è coerente con un processo culturale e di emancipazione.<br />
</span><span style="color: #993300;">.</span></div>
<div><span style="color: #993300;">PER UNA RESPONSABILITÀ SOCIALE CORTA, UNA REDISTRIBUZIONE DEI REDDITI E UNA BIBLIODIVERSITÀ LIBRARIA</span><br />
<span style="color: #993300;"> <strong>5. Valorizzare librerie e ritrovi musicali del proprio rione (o della propria cittadina)</strong></span><br />
<span style="color: #993300;"> &#8211; Sono raggiungibili a piedi e, rendendo il rione più vivibile e più sicuro, agevolano una coesione sociale e un benessere diffuso.</span><br />
<span style="color: #993300;"> &#8211; Ogni volta che un lettore compra un libro in luoghi diversi dalla libreria del proprio rione o della propria città, sta impedendo che uno specifico titolo o un genere di libro sopravviva nella libreria rionale e cittadina perché, ogni libro, che resta invenduto per 6/12 mesi, viene reso dal libraio all’editore e non farà più parte dell’assortimento.<br />
</span><span style="color: #993300;">.</span></div>
<div><span style="color: #993300;">PER L’ATTITUDINE A UNA CITTADINANZA NON DELEGATA E PER UNA BIBLIODIVERSITÀ PROMOSSA DAGLI EDITORI INDIPENDENTI</span><br />
<span style="color: #993300;"> <strong>6. Selezionare i libri da acquistare, tramite un percorso personale, senza affidarsi all’autore noto o ai grandi editori </strong></span><strong style="color: #993300;">e senza delegare la scelta ai mass media che, con i loro suggerimenti, omologano i gusti e i percorsi personali</strong><br />
<span style="color: #993300;"> &#8211; Selezionare in prima persona i libri più idonei al proprio percorso, grazie all’approccio esperienziale, consente l’esercizio a essere coautori dell’opera (e del mondo) e a una cittadinanza non delegata.</span><br />
<span style="color: #993300;"> &#8211; Dare spazio agli editori indipendenti, evitando le concentrazioni, consente un mercato librario meno omologato e più capace di cambiamento.<br />
</span><span style="color: #993300;">.</span></div>
<div><span style="color: #993300;">PER UN’AUTODERMINAZIONE DELL’INDIVIDUO E DEL TERRITORIO E PER UN’ECONOMIA CAPACE DI GIUSTIZIA</span><br />
<span style="color: #993300;"> <strong>7. Evitare l’acquisto di ebook e le promozioni che condizionano l’acquisto del libro</strong></span><br />
<span style="color: #993300;"> &#8211; Le convenienze pratiche sono sempre capaci di seduzioni (costi occulti) che comprimono il nostro percorso personale e territoriale.</span><br />
<span style="color: #993300;"> &#8211; Ricordiamo sempre che compriamo un libro per un’opportunità, non di risparmio, ma di emancipazione e di autodeterminazione.<br />
</span><span style="color: #993300;">.</span></div>
<div>
<p><span style="color: #993300;"> PER PRODOTTI CULTURALI LEGATI AI PERCORSI PERSONALI</span><br />
<span style="color: #993300;"> <strong>8. Valorizzare i testi scolastici e universitari che hanno accompagnato la nostra formazione e la nostra gioventù.</strong></span><br />
<span style="color: #993300;"> &#8211; Nessun prezioso oggetto d’arredamento o artistico, che non abbia un legame con il nostro vissuto, può sostituire i libri scolastici; invece di disfarsene o di metterli a deposito, conviene esporli in casa a testimoniare la nostra gioventù e per costituire delle valide opere di consultazione.<br />
</span><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p><span style="color: #993300;"> PER UN’ARTE BIODIVERSA ED EMANCIPATA DALL’OMOLOGAZIONE</span><br />
<span style="color: #993300;"> <strong>9. Frequentare librerie, gallerie e ritrovi musicali che ospitano eventi con autori e artisti non noti sui media nazionali.<br />
</strong></span><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p><span style="color: #993300;">PER UN CONSUMO CULTURALE COERENTE CON L’IDENTITÀ TERRITORIALE, UNA TUTELA AMBIENTALE E UN’ECONOMIA CONDIVISA<br />
</span><strong style="color: #993300;">10. Valorizzare i ritrovi musicali che somministrano prodotti del territorio e che non utilizzano stoviglie monouso.</strong></p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<div>
<p id="yui_3_7_2_17_1366611146916_39"><strong>Resistenza artistica all&#8217;economia sovraterritoriale che sottrae identità, coesione e redditi ai territori</strong><br />
Il mondo intellettuale e artistico non può prescindere dall&#8217;emergenza economica e sociale in corso. Ogni gesto culturale non può consistere in una fruizione puramente estetica e individualistica, ma deve essere capace di azione etica, in quanto capace di incidere sul mondo e sul bene comune.<br />
Il <strong>nazismo </strong>di oggi è rappresentato dal sistema finanziario e sovraterritoriale che sottrae identità e redditi alle popolazioni locali, ormai anche in occidente, mettendo in ginocchio ogni territorio.</p>
<p id="yui_3_7_2_17_1366611146916_39">I <strong><a href="http://artempori.wordpress.com/2010/03/25/valani-una-storia-nostra-di-peppe-porcaro/" target="_blank">valani</a> </strong>di oggi sono gli esercenti indipendenti, ultimi attori dell&#8217;economia reale e territoriale (insieme ai produttori rurali): piccoli negozianti e artigiani che per salvare il posto di lavoro dei loro pochi dipendenti, mentre già stanno rischiando di perdere l&#8217;azienda e la casa, vivono con un reddito inferiore a quello dei loro dipendenti, lavorando per molte più ore di questi. Questo avviene nella grande indifferenza della popolazione e delle istituzioni, come accadeva, fino agli anni cinquanta, per i valani.</p>
<p>Parlare, oggi, con il senno di poi, di nazismo e di valani rischia di non realizzare un&#8217;azione culturale ma solo un&#8217;emozione omologante se solleva dal confrontarsi con il genocidio economico che si sta perpetrando nel mondo intero, sotto casa di ognuno. Agire su quello, che avviene adesso e che sfugge alla maggioranza, è un processo che si può responsabilmente definire culturale e capace di cambiamento.</p>
</div>
<div>.</div>
<div>Alessio Masone</div>
<div>&#8212;</div>
<div>ALCUNI OBIETTIVI DEL MANIFESTO</div>
<div><strong>Co-Libraio e coesione sociale grazie a questo Manifesto</strong></div>
<div>Ogni lettore può configurarsi come Co-Libraio e compartecipe della libreria più vicina al suo sentire, agevolando le librerie indipendenti del territorio:</div>
<div>- per combattere la crisi economica, agevolando un’economia locale;</div>
<div>- per un’economia condivisa e territoriale;<br />
- per una redistribuzione dei redditi;</div>
<div>- per una maggiore relazionalità tra librai-negozianti e lettori-consumatori;</div>
<div>- per una cittadinanza più attiva e meno delegata.</div>
<div>
<div><strong>.</strong></div>
<div><strong>La cittadinanza artistica non delegata </strong></div>
<div><strong></strong>Come nel consumo critico del cibo, si realizza un cittadino che non delega ma che cambia se stesso e, quindi, il mondo, così si necessita di una cittadinanza artistica non delegata.</div>
<div><strong>.</strong></div>
<div>
<p><strong>L’eccellenza nell’arte: nel rapporto tra il percorso del fruitore e l’opera</strong><br />
L’eccellenza non può risiedere nell’opera calata dall’alto, già confezionata e uguale per tutti: il momento creativo è anche nel rapporto che ogni singolo fruitore riesce a individuare, in prima persona, con approccio esperienziale (diventando coautore dell’opera e del mondo), tra il proprio percorso personale (la propria specificità) e l&#8217;opera fruita.<br />
.</p>
</div>
</div>
<div><strong>Fruizione responsabile delle arti</strong></div>
<div id="yiv991384735yui_3_7_2_6_1364632732314_39">Questo Manifesto costituisce uno strumento per portare, nel mondo dell&#8217;arte e delle attività culturali, il consumo critico, normalmente perseguito tramite un&#8217;economia di piccola scala, territoriale, inclusiva.</div>
<div id="yiv991384735yui_3_7_2_6_1364632732314_39">.</div>
<div id="yiv991384735yui_3_7_2_6_1364632732314_39">Se si vuole il cambiamento, non possiamo pretendere che questo parta dalle persone più semplici o dai criminali, ma deve iniziare dal mondo intellettuale e dalla società civile che possono mettersi in discussione già durante i consumi culturali e nella fruizione delle arti.</div>
<div>.</div>
</div>
<div>
<p><span style="color: #800000;">.</span></p>
<p>2010/2012 (versione aprile 2013) &#8211; PoeCivismo &#8211; Art’Empori &#8211; Libreria Masone Alisei &#8211; Benevento</p>
</div>
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		<item>
		<title>Gli unici 10 libri che ho letto. Mappa letteraria di Giuseppe De Rienzo (Art’Empori-bmagazine novembre 2009)</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2009/11/10/gli-unici-10-libri-che-ho-letto-mappa-letteraria-di-giuseppe-de-rienzo-artempori-bmagazine-novembre-2009/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 15:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Dieci libri della mia vita]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe de rienzo]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>

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		<description><![CDATA[[di Giuseppe De Rienzo] Mio padre che sapeva quanto fossi secchione mi consigliò di abbandonare ogni tanto i libri scolastici e dedicarmi alla lettura di qualche romanzo anche per migliorare le mie capacità espressive; mi suggerì di approfittare della libreria sotto casa (masone) dove avrei potuto scegliere libri a credito che lui avrebbe provveduto a [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="center"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2009/11/Aspettando-Godot-Ugo-Pagliai-e-Eros-Pagni-orizz.-Foto-M.-Norberth.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-15108" alt="Aspettando Godot Ugo Pagliai e Eros Pagni orizz. Foto M. Norberth" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2009/11/Aspettando-Godot-Ugo-Pagliai-e-Eros-Pagni-orizz.-Foto-M.-Norberth-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a>[<em>di Giuseppe De Rienzo]</em></p>
<p style="text-align: justify;"><i>Mio padre che sapeva quanto fossi secchione mi consigliò di abbandonare ogni tanto i libri scolastici e dedicarmi alla lettura di qualche romanzo anche per migliorare le mie capacità espressive; mi suggerì di approfittare della libreria sotto casa (masone) dove avrei potuto scegliere libri a credito che lui avrebbe provveduto a pagare. Così avvenne. Con una precisa responsabilità del predetto libraio. Scelsi un testo breve del vincitore del Nobel in quell’anno.</i></p>
<p style="text-align: justify;"><b>1) Samuel Beckett, “Aspettando Godot”.<br />
</b>Due deficienti si incontrano e iniziano a sproloquiare senza senso su un tale che deve arrivare: non si capisce se è Dio o un “gratta e vinci” fortunato. Poi sopraggiungono altri due mentecatti che continuano a dire assurdità e mettono in burla anche una delle poche cose che ci distinguono dagli animali: il pensiero. Non riesco a capire come a distanza di oltre 50 anni il testo riscuota ancora grande successo a teatro.</p>
<p style="text-align: justify;"><i>Citare Beckett impressionava i miei interlocutori soprattutto femminili così decisi di proseguire nella lettura dei grandi.</i></p>
<p style="text-align: justify;"><b>2) Franza Kafka, “L’avvoltoio”.<br />
</b>E’ un racconto di una sola pagina nel quale è concentrata tutta l’angoscia, il terrore, la morte gioiosa dei grandi romanzi dell’autore.</p>
<p style="text-align: justify;"><i>Poi mi dedicai ai latino americani.</i></p>
<p style="text-align: justify;"><b>3) Borges, “La rosa di Paracelso”.<br />
</b>Paracelso, mago e laico, sconfigge l’avidità con la religiosità.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>4) Machado de Assis, “L’alienista”.<br />
</b>Imprevedibile apologo sulla grandezza e sulle infamie del Potere psichiatrico.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>5) Juan Carlo Onetti, “Gli addii”<br />
</b>Un uomo morente si rifugia in un piccolo paese. Due donne vanno periodicamente a trovarlo, prodighe entrambe del loro amore, manifestamente rivali. Finale sconvolgente!</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Capii che i libri che avevano come protagonisti le donne erano anche i più intriganti.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><b>6) Vladimir Nabokov, “Re, Regina e Fante”.<br />
</b>Un triangolo amoroso dove l’unica a soccombere è la regina. Il miglior romanzo di Nabokov.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>7) Paula Fox, “Quello che rimane”.<br />
</b>La solitudine esistenziale assume le proporzioni dell’immortalità e la protagonista viene tradita e ferita anche dal suo gatto.</p>
<p style="text-align: justify;"><i>Avevo sempre considerato i gialli un genere inferiore poi Sciascia recensì:</i></p>
<p style="text-align: justify;"><b>8) Geoffrey Holiday Hall, “La fine è nota”.<br />
</b>Non si sa se questo autore sia mai esistito ma il riferimento nel titolo al Giulio Cesare di Shakespeare è un ottimo viatico per  una storia avvincente dalla prima all’ultima pagina.</p>
<p style="text-align: justify;"><i>Godot arriva con:</i></p>
<p style="text-align: justify;"><b>9) Thomas Bernard, “Estinzione”.<br />
</b>Il bisturi di Bernard si esercita, in un libro filosofico di 500 pagine, in una vivisezione della famiglia (madre, padre, fratello) e del processo di istupidimento messo in moto dalla fotografia, per capire il quale bisogna arrivare all’ultima pagina. Lettura sconsigliata ai cultori della retorica dei buoni sentimenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>10) Spazio vuoto; ero convinto che fossero dieci e invece sono soltanto nove.</b></p>
<p style="text-align: justify;"><i>Prima o poi, tra i quattromila volumi della mia biblioteca riuscirò a trovare il decimo.</i></p>
<p style="text-align: justify;">Giuseppe De Rienzo, classe 1952, ingegnere, sposato con due figli coltiva l’hobby della cucina. Abita in Benevento alla via San Gaetano, 10 dove condivide uno stesso pianerottolo con la suocera.</p>
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top" width="36"><b>1</b></td>
<td valign="top" width="144"><b>S. Beckett</b></td>
<td valign="top" width="168"><b>Aspettando Godot</b></td>
<td valign="top" width="216"><b>Einaudi teatro</b></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="36"><b>2</b></td>
<td valign="top" width="144"><b>F. Kafka</b></td>
<td valign="top" width="168"><b>L’avvoltoio</b></td>
<td valign="top" width="216"><b>Franco Maria Ricci (1978)</b></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="36"><b>3</b></td>
<td valign="top" width="144"><b>J.L. Borges</b></td>
<td valign="top" width="168"><b>Venticinque agosto 1983 e altri racconti inediti</b></td>
<td valign="top" width="216"><b>Franco Maria Ricci (1980)</b></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="36"><b>4</b></td>
<td valign="top" width="144"><b>Machado de Assis</b></td>
<td valign="top" width="168"><b>L’alienista</b></td>
<td valign="top" width="216"><b>F.M. Ricci (1976)</b></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="36"><b>5</b></td>
<td valign="top" width="144"><b>Juan Carlos Onetti</b></td>
<td valign="top" width="168"><b>Gli addii</b></td>
<td valign="top" width="216"><b>Editori Riuniti</b></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="36"><b>6</b></td>
<td valign="top" width="144"><b>V. Nabokov</b></td>
<td valign="top" width="168"><b>Re. Regina, Fante</b></td>
<td valign="top" width="216"><b>F.M. Ricci (1974)</b></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="36"><b>7</b></td>
<td valign="top" width="144"><b>Paula Fox</b></td>
<td valign="top" width="168"><b>Quello che rimane</b></td>
<td valign="top" width="216"><b>Fazi editore</b></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="36"><b>8</b></td>
<td valign="top" width="144"><b>G. Holiday Hall</b></td>
<td valign="top" width="168"><b>La fine è nota</b></td>
<td valign="top" width="216"><b>Sellerio editore</b></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="36"><b>9</b></td>
<td valign="top" width="144"><b>Thomas Bernhard</b></td>
<td valign="top" width="168"><b>Estinzione</b></td>
<td valign="top" width="216"><b>Adelphi</b></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="36"><b>10</b></td>
<td valign="top" width="144"><b>======</b></td>
<td valign="top" width="168"><b>=====</b></td>
<td valign="top" width="216"><b>=====</b></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><em>(pubblicato in Art’Empori-bmagazine di novembre 2009)</em></p>
<p>—</p>
<p>Mappe letterarie dei lettori<br />
<em>I dieci libri della mia vita</em></p>
<p>Invece di una rubrica sui libri monopolizzata da un solo autore, di questa ne è coautore ogni lettore che, a turno, è invitato a commentare brevemente (max 3000 battute) i 10 libri che hanno formato la sua vita o che comunque si sente di consigliare al mondo, anche raccontando il suo personale rapporto con il libro e le librerie. Grazie all’azione di scrittura, il lettore consapevolizza il suo rapporto con la lettura e condivide con gli altri una personale mappa intellettuale le cui coordinate sono date dai 10 libri individuati individuati come i più rappresentativi. Completa l’azione di condivisione, una scheda con cui il lettore, coautore per l’occasione, racconta brevemente (max 500 battute) le sue passioni diverse dal libro.</p>
<p>Questa rubrica è iniziata nel 2008 nella sezione di Art’Empori, all’interno della rivista bmagazine, quando era pubblicata in versione cartacea.</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/rubriche/dieci-libri-della-mia-vita/">Clicca qui per gli articoli di questa rubrica</a><a href="http://artempori.wordpress.com/category/rubriche/dieci-libri-della-mia-vita/">.</a></p>
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