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	<title>Art&#039;Empori &#187; Libri &#8211; saggistica</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>un valore</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Jun 2009 17:50:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[acrilici]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Calvino Italo]]></category>
		<category><![CDATA[Libri - saggistica]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8221; Alle volte mi sembra di non aver mai buttato nulla, altre volte di non aver fatto altro che scartare. In ogni esperienza va cercata la sostanza, che è poi quella che resta. Ecco un &#8220;valore&#8221;: buttar via molto per poter conservare l&#8217;essenziale&#8221;.  Italo Calvino, Eremita a Parigi.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color:#993300;">&#8221; Alle volte mi sembra di non aver mai buttato nulla, altre volte di non aver fatto altro che scartare. In ogni esperienza va cercata la sostanza, che è poi quella che resta. Ecco un &#8220;valore&#8221;: buttar via molto per poter conservare l&#8217;essenziale&#8221;.</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;"> Italo Calvino, Eremita a Parigi.</span></h3>
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		<title>Caro libri e consumo critico</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Feb 2009 11:48:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Masone]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[.Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Alessio Masone]]></category>
		<category><![CDATA[alessio masone]]></category>
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		<description><![CDATA[di Alessio Masone     Nella società dell&#8217;opulenza (e della recessione), dimentichiamo spesso la differenza tra povertà reale e povertà percepita. Tra quella che ricorre quando non si è in grado di soddisfare le funzioni fisiologiche e sociali essenziali (fame, salute, condivisione sociale) e quella in cui l&#8217;individuo, pur possedendo molti comfort, in relazione ai suoi simili si [&#8230;]]]></description>
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<div><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"></span></div>
<p><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"></p>
<h3><span style="color:#800000;">di Alessio Masone</span>    </h3>
<h3><span style="color:#800000;">Nella società dell&#8217;opulenza (e della recessione), dimentichiamo spesso la differenza tra povertà reale e povertà percepita. Tra quella che ricorre quando non si è in grado di soddisfare le funzioni fisiologiche e sociali essenziali (fame, salute, condivisione sociale) e quella in cui l&#8217;individuo, pur possedendo molti comfort, in relazione ai suoi simili si percepisce economicamente inadeguato . </span></h3>
<h3><span style="color:#800000;">   Nella società occidentale, noi tutti, non potendo possedere tutto quello che il mercato ci impone per consentirci adeguatezza, ci ritroviamo frustrati quanto a ricchezza.</span></h3>
<h3><span style="color:#800000;">    Molti di noi, per inseguire prodotti superflui, ma alla moda, si ritrovano, a fine mese, a corto di denaro: a questo punto acquistare beni necessari, come i testi scolastici, diventa un problema.</span></h3>
<h3><span style="color:#800000;">    Quegli stessi ragazzi che, per risparmiare, comprano libri usati o che non li comprano affatto, poi, non rinunciano allo zaino griffato o al telefonino ultima generazione.</span></h3>
<h3><span style="color:#800000;">    I testi scolastici non hanno prezzi proibitivi: costano meno di un profumo, durano più di una maglietta alla moda.            </span></h3>
<h3><span style="color:#800000;">    Collaudati negli anni, di solito, sono corredati da un ricchissimo apparato iconografico e realizzati con legatura, non a colla, ma con filo (praticamente indistruttibili): qualsiasi tipologia di libro (saggistica, giuridica, universitaria, letteraria, ecc.) non può competere per rapporto qualità/prezzo con i manuali scolastici. In più, questi ci risulteranno utili oltre il limite degli anni scolastici. Dovrebbero restare nella libreria di casa a testimoniare la nostra gioventù, utili come opere di consultazione, idonei ad &#8220;arredare&#8221;, con i loro contenuti, le nostre dimore.</span></h3>
<h3><span style="color:#800000;">    E invece, noi, spesso, i libri scolastici li rivendiamo (svendendoli), poi, compriamo nelle edicole, a puntate, asettiche enciclopedie, uguali per tutti ed estranee alla nostra esistenza.</span></h3>
<h3><span style="color:#800000;">    Arrediamo la casa, omologando la libreria, con libri (veicolati in massa dai giornali, col miraggio del risparmio) che poi spesso non saranno mai letti, mai fatti propri.</span></h3>
<h3><span style="color:#800000;">    Semmai, impreziosiamo la casa con oggetti di dubbia valenza artistica, che poi col tempo, cambiato il gusto, saranno sostituiti da ennesimi acquisti. Invece i testi scolastici, raccontando la nostra gioventù andata, col tempo acquisiranno sempre più valore personale. I loro contenuti, le pagine di storia letteraria, di arte, di latino, di scienza, di storia della nostra civiltà, non saranno mai superati dal &#8220;nuovo che avanza&#8221;.</span></h3>
<h3><span style="color:#800000;">    La finanziaria 2005 prevede che, nei prossimi anni, i testi scolastici debbano essere scaricabili da internet: in questo modo si sposteranno altre risorse economiche, originariamente destinate a beni fondamentali, dalla filiera locale (librerie) e nazionale (editori e autori) alle multinazionali che ci venderanno ulteriori beni superflui nella grande distribuzione.</span></h3>
<h3><span style="color:#800000;">    Questo provvedimento debilita la, già scarsa, credibilità che godono i libri e i loro contenuti presso la popolazione italiana.</span></h3>
<h3><span style="color:#800000;">    Potendo, molti studenti stamperebbero solo le pagine più necessarie alle interrogazioni, perdendo ogni familiarità con il bene libro, strumento fondamentale per il progresso culturale e civile di una nazione.</span></h3>
<h3><span style="color:#800000;">    Le famiglie, realmente impossibilitate ad affrontare la spesa dei libri scolastici, comunque, già si organizzano comprandoli usati o fotocopiandoli, sebbene ciò violi le norme a tutela del diritto d&#8217;autore.</span></h3>
<h3><span style="color:#800000;">    Lo Stato, se davvero vuole tutelare la capacità d&#8217;acquisto delle famiglie italiane, vieti, come già avviene per il latte in polvere per neonati, la pubblicità (su TV e giornali) dei prodotti di corredo scolastico (diari, quaderni e zaini griffati) e di tutti quei beni che incidono sulle attitudini e i consumi dei giovani in età scolare (playstation, telefonini, motocicli).</span></h3>
<h3><span style="color:#800000;">    Lo Stato, se davvero vuole uno sviluppo economico che favorisca le popolazioni, freni quell&#8217;erosione di risorse dell&#8217;economia locale e culturale che favorisce gli azionisti dell&#8217;economia globale: quell&#8217;insaziabile forza colonizzatrice che sta impoverendo le popolazioni locali di tutto il pianeta, sottraendogli risorse economiche, ambientali e culturali.</span></h3>
<h3><span style="color:#800000;"> </span></h3>
<h3><span style="color:#800000;">    I giornali, le TV e le associazioni dei consumatori, invece di incentivare una caccia alle streghe contro i libri scolastici, facciano controinformazione. Sensibilizzino il cittadino al consumo critico: meno acquisti condizionati dalla grande industria per beni superflui, più consapevolezza nell&#8217;utilizzo delle risorse economiche del singolo e nello sfruttamento delle risorse ambientali della collettività.</span></h3>
<h3><span style="color:#800000;">    Si ricordi al consumatore di risparmiare scartando i beni voluttuari. le cose essenziali, oltre che più economiche, sono anche le migliori: il pane con il pomodoro, non solo, è più economico della merendina confenzionata dalla grande industria e imposta dai mass media, ma è anche più buono e salutare; per di più, non inquina, né con i residui della confezione, né con il trasporto per mezza Italia. </span></h3>
<h3><span style="color:#800000;">    Denuncino che i supermercati e i centri commerciali consentono alla famiglia un risparmio medio del 20% sui propri prodotti, ma che nel contempo la inducono all&#8217;acquisto di beni superflui per oltre il 20%: in pratica, la famiglia spende, in totale, più di quanto avrebbe speso nel negozio di quartiere (tra l&#8217;altro, senza uso dell&#8217;auto).</span></h3>
<h3><span style="color:#800000;">    Le famiglie italiane, irretite da beni voluttuari, proposti maliziosamente, in offerta o con pagamento rateizzato, negli scaffali della grande distribuzione, sedotte da libri e DVD in offerta nelle edicole, alla fine del mese, si ritrovano senza fondi: allora ci si accanisce contro i beni necessari, come quei libri su cui i giovani si formano, contribuendo al proprio futuro e a quello della civiltà.</span></h3>
<h3><span style="color:#800000;">Alessio Masone</span></h3>
<h3><span style="color:#800000;">Benevento, 7 settembre 2008</span></h3>
<h3><span style="color:#800000;">Pubblicato sul Sannio Quotidiano del 16 settembre 2008</span></h3>
<p></span></span></p>
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