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	<title>Art&#039;Empori &#187; linguaggio familistico</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>Esercizi spirituali per navigatori di Facebook</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Feb 2015 14:59:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
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		<category><![CDATA[Alessio Masone]]></category>
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		<description><![CDATA[[di Alessio Masone] Si naviga a vista sui social. Invece, per orientarci, se vogliamo che non sia solo un superfluo gesto narcisistico, ogni nostra comunicazione dovrebbe essere canalizzata in un percorso comunitario, come un &#8220;gruppo Facebook&#8221;, che si sviluppa intorno a un tema, una visione, un progetto. Qui, siamo costretti a verificare se quello che scriviamo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/02/barche-a-vela.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-16061" alt="&quot;La Sfida&quot; regatta between sister ships Eilean and Latifa.Ph: Guido Cantini/Panerai/Sea&amp;See.com" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/02/barche-a-vela-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a>[di <a href="http://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/autori-di-artempori/alessio-masone-x-autori/" target="_blank">Alessio Masone</a>] Si naviga a vista sui social. Invece, per orientarci, se vogliamo che non sia solo un superfluo gesto narcisistico, ogni nostra comunicazione dovrebbe essere canalizzata in un percorso comunitario, come un &#8220;gruppo Facebook&#8221;, che si sviluppa intorno a un tema, una visione, un progetto. Qui, siamo costretti a verificare se quello che scriviamo sia inclusivo delle esigenze degli altri membri del gruppo (che spesso non conosciamo) e se sia coerente con il progetto del gruppo. Questo alleggerisce le quantità di notizie da far leggere ai nostri contatti e ci esercita a un linguaggio inclusivo, identitario, comunitario, in quanto considera anche gli altri come potenziali coautori dei nostri post.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo continuo verificare consente una funzione terapeutica della comunicazione, una sorta di esercizio spirituale che alimenta nell&#8217;individuo una centratura e un&#8217;attitudine al bene comune. Nei gruppi fb diventa centrale il percorso che ci accomuna agli altri membri: ognuno di noi si esercita a percepirsi parte inclusa del tutto, non più il centro di tutto che esclude il resto.</p>
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<h3 style="text-align: justify;">Nei gruppi fb diventa centrale il percorso che ci accomuna agli altri membri: ognuno di noi si esercita a percepirsi parte inclusa del tutto, non più il centro di tutto che esclude il resto.</h3>
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<div>
<p style="text-align: justify;">Normalmente, in Facebook, ognuno, tramite la propria bacheca personale con cui si affaccia sul mondo, si esercita all&#8217;egocentrismo: il web, accolto come luogo di democrazia dell&#8217;informazione, qui diventa deriva per estremizzare l&#8217;individualismo e l&#8217;affermazione del sé. Anche per questo assistiamo al crollo della coesione territoriale e alla riduzione di felicità diffusa di cui godevano le popolazioni quando erano meno tecnologiche.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;enorme diffusione del social network origina dal consentire alle persone di percepirsi società civile, ma senza mettersi in discussione, senza frequentare faticosamente il mondo associazionistico e culturale: ognuno è presidente della propria associazione (la propria bacheca fb) e i suoi associati sono rappresentati dai contatti, dagli amici. Il linguaggio familistico della comitiva, della cerchia di amici si sostituisce alla già scarsa dimensione progettuale e superindividuale della relazione sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; grave che questo metodo pervada tutti: ne sono vittime i tifosi di calcio e le ragazzine fan di cantanti, ma anche gli intellettuali e il mondo del volontariato. L&#8217;individuo della bacheca fb, invece di considerare gli altri utenti per quello che fanno per il mondo, li stima per quello che da loro ricevono (i &#8220;mi piace&#8221;, gli auguri), per il rapporto di seduzione, di amicizia: in pratica, si configura un linguaggio protomafioso, humus quotidiano per la corruzione nel mondo politico e per la criminalità nei luoghi del disagio.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni frase o link inserito sulla propria bacheca, in termini di stile di azione culturale, nonostante la qualità dei contenuti, a prescindere dagli encomiabili obiettivi, non porta cambiamento nel mondo, ma solo altra credibilità e denaro a una multinazionale quotata in borsa che specula sul nostro bisogno di comunicare. Al contrario, ogni gesto, anche il più narcisistico, se inserito in un &#8220;gruppo fb&#8221;, rafforza il progetto comune che ne è alla base: questo gesto di comunità, già nel metodo, nel linguaggio esperienziale, porta cambiamento nel mondo.</p>
</div>
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