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	<title>Art&#039;Empori &#187; Numen art gallery</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>Luca Carnevale alla Numen Art, dal 5 giugno al 4 agosto 2010, e 2/4our con &#8220;Sinfonie fantasmagoriche&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jun 2010 09:54:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Venerdì  4 giugno 2010 dalle ore 18.00 alle 21.00 presso lo spazio II della galleria Numen di Benevento sarà inaugurata la prima personale dell’artista Luca Carnevale  dal titolo Vita a cura di Raffaele Nespoli. Luca Carnevale, napoletano, vive e lavora a Napoli. Una serie di opere  realizzate site specific per la galleria Numen per questa [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/06/luca-carnevale-numen2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2815" title="Luca-Carnevale-Numen2" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/06/luca-carnevale-numen2.jpg?w=300" alt="" width="300" height="224" /></a>Venerdì  <strong>4 giugno 2010</strong> dalle <strong>ore 18.00</strong> alle 21.00 presso lo <strong>spazio II </strong>della galleria <strong>Numen </strong>di<strong> Benevento </strong>sarà<strong> </strong>inaugurata la prima personale dell’artista <strong>Luca Carnevale  </strong>dal titolo <strong>Vita </strong>a cura di<strong> Raffaele Nespoli.</strong></p>
<p>Luca Carnevale, napoletano, vive e lavora a Napoli.<br />
<strong>Una serie di opere </strong> realizzate <em>site specific</em> per la galleria Numen per questa sua personale,  alcune in esposizione altre <em>visionabili</em>  riprodurranno in un caos vitale lo spazio in cui Luca lavora, un video proiettato sulla parete esterna del vicolo ed una <strong>performance</strong> che sarà eseguita dall’artista in estemporanea durante  il concerto jazz di <strong>RVB ensamble in “Dizzy</strong>” del festival Riverberi ospitato in galleria e che si terrà alle <strong>ore 20.30.</strong></p>
<p>Nella stessa sera sarà inaugurato negli spazi esterni della galleria il progetto delle artiste <strong>2/4our </strong>(Carolina Ciuccio e Sofia Scarano) <strong><em>Sinfonie fantasmagoriche, </em></strong>sei corpi luminosi: un suonatore e due coppie di innamorati balleranno fino all‘alba sulle note della notte.<span id="more-2812"></span><strong></p>
<p>Note del curatore<br />
</strong>Uno stile che mescola con spontanea immediatezza l’arte metropolitana al segno grafico del fumetto, con decisi richiami alla Pop Art, già più matura, dei primi anni Sessanta. Nelle opere di Luca Carnevale, il tratto è volutamente espressione del legame tra immagine e concetto. Il suo ruolo non è tuttavia quello di spiegare l’anima dell’artista, dare prova della sua esistenza, bensì quello di legare tra loro i diversi elementi pittorici che, in un continuo rimando ideale, spingono la visuale oltre il limite materiale della tela, trasformando l’opera stessa in un tutt’uno dinamico. La porta, o se vogliamo il limite estremo, verso la comprensione di un simbolismo che fa dell’ironia la sua arma vincente. Del segno grafico del fumetto, Luca Carnevale, sfrutta la capacità comunicativa che permette al dipinto di trasformarsi in racconto. I suoi personaggi, fissati come in un’istantanea d’epoca, ritrovano il movimento grazie ai fondi stilizzati che, alcune volte sono adoperati per contestualizzare, altre per interagire e liberare l’opera dal suo senso immanente e trasportarla ad un livello immateriale, quasi chimerico. Nella pittura di Luca Carnevale non mancano inoltre elementi che richiamano quella di Lichtenstein. La possibilità di fermarsi a contemplare quanto una frase, una stanza, una situazione possano essere semplificate nei colori acrilici del fumetto. Le tinte sono prevalentemente calde e, volutamente, quasi mai composite. Infatti, nelle opere di Luca Carnevale, il colore è in parte il segno di un legame indissolubile proprio con quella dimensione fumettistica che costituisce il tratto distintivo della sua ricerca; in parte il desiderio di trasmettere un senso di immediatezza ai suoi soggetti. Talvolta, quasi fotografati in un gesto che esiste solo nell’attimo e nella dimensione in cui il narratore della storia, l’artista, ha inteso fissarli sulla tela.</p>
<p>-VITA-<br />
Una visione sarcastica della vita, uno sguardo che scruta con dissacrante ironia la sfera delle relazioni umane, la violenza, la libertà declinata in tutte le sue espressioni. Dieci opere, presentate da Luca Carnevale come dieci istantanee di una realtà talvolta grottesca, talvolta drammatica. Ogni tela offre così un personalissimo sguardo sul mondo, sulle coscienze di ognuno, sulla vita, appunto, che in ultima analisi è l’elemento ispiratore di questo nuovo percorso creativo. Se ogni opera è una monade a se stante, altrettanto vero è che ogni lavoro è legato all’altro da un unicum concettuale, la negazione, che si manifesta nelle sue diverse espressioni. Talvolta questa è rappresentata nella metafora di una catena che costringe all’immobilità, tal’altra è invece la negazione dell’infanzia o addirittura del diritto alla vita. E allora, sempre con quella spigolosa ironia che ne contraddistingue il gesto, Luca Carnevale porta sulle sue tele l’immagine di una pattumiera dalla quale, con innocente brutalità, spunta un giocattolo che richiama alla mente la culla di un neonato. Appena percettibile poi, quasi a simboleggiare l’annientamento della coscienza, l’abbandono, l’immagine sbiadita di una madre che si allontana. Ma la negazione che caratterizza la vita è vista anche come “mancanza” o “alienazione”, e in questo caso il gesto pittorico pervade la sfera dei sentimenti, e con spudorata insolenza se ne fa gioco, mettendone a nudo la natura più effimera. Così, mentre il bacio di una giovane coppia promette amore eterno, le loro mani accarezzano già il caldo sapore del tradimento. La scena, nello stile tipico del manifesto cinematografico anni ’80, si richiama idealmente ai valori catodici che ispirano e sono il cardine della sociètà moderna. Nelle opere della sua personale, Luca Carnevale non esprime però un giudizio, bensì determina, a beneficio di chi osserva, una struttura quasi didascalica, capace di fondere il reale con il surreale, di trascinare nella sfera del visibile l’Io inconscio dei suoi soggetti. In questo rimescolarsi di esperienze, quasi si trattasse di un laboratorio che sperimenta la vita, il progetto artistico trae ispirazione dai media, dalle più disparate vicende di cronaca che, con eclatante indifferenza, scandiscono il tempo della nostra vita. Esperienze fissate su tela, delle quali altrimenti non resterebbe altro che un ricordo sbiadito.</p>
<p><strong>Raffaele Nespoli</strong></p>
<p><strong>La mostra visitabile fino al 4 agosto 2010 è aperta dal martedì al giovedì dalle ore 10.00 alle 13.00 ed il venerdì e sabato dalle 17.00 alle 20.00 e su appuntamento telefonando al 338/7503300. </strong>L’ingresso è libero.</p>
<p><strong>Numen </strong>arti contemporanee<br />
Vico noce 20/22/33<br />
Benevento_italia &#8211; Info:338/503300<br />
<a href="http://www.numen.it">www.numen.it</a>    <a href="mailto:info@numen.it">info@numen.it</a></p>
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		<title>Alì Nassereddine. Opening della personale. 22 maggio 2010 Numen Art Gallery BN</title>
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		<pubDate>Thu, 20 May 2010 09:11:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[22.maggio 2010 alle 18. opening della personale di ali&#8217; nassereddine&#8230; direttamente da beirut&#8230; dove per 20 anni l&#8217;artista ha vissuto la lunga e cattiva guerra&#8230;ma questo non gli impedisce di rappesentare nei suoi lavori la luce]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align:center;"><span style="font-family:Georgia;color:#008000;"><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/05/locandina-nassaredine.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2765" title="LOCANDINA-nassaredine" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/05/locandina-nassaredine.jpg" alt="" width="413" height="601" /></a></span></div>
<p>22.maggio 2010 alle 18.<br />
opening della personale di ali&#8217; nassereddine&#8230; direttamente da beirut&#8230; dove per 20 anni l&#8217;artista ha vissuto la lunga e cattiva guerra&#8230;ma questo non gli impedisce di rappesentare nei suoi lavori la luce</p>
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		<title>Installazioni corporee a più dimensioni: quando opera e fruitore sono un unicum.</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Feb 2010 01:45:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quando opera d&#8217;arte e fruitore sono un unicum. Alla ricerca della dimensione oltre. Mostra nella mostra. Durante l&#8217;opening di &#8220;Pettinesse&#8221; di Francesca Capasso, ho registrato alcune performance involontarie realizzatesi, tra spettatore e opera, nella Numen Art Gallery, il 20 febbraio 2010. Ogni performance denuncia l&#8217;assenza di un linguaggio comune tra dimensione spirituale e dimensione fisica, tra [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp mceIEcenter">
<h3 class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align:center;"><span style="color:#800000;">Quando opera d&#8217;arte e fruitore sono un unicum.<br />
</span><span style="color:#800000;">Alla ricerca della dimensione oltre.</span></h3>
<h4 class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align:center;"><span style="color:#800000;">Mostra nella mostra. Durante l&#8217;opening di &#8220;Pettinesse&#8221; di Francesca Capasso, ho registrato alcune performance involontarie realizzatesi, tra spettatore e opera, nella Numen Art Gallery, il 20 febbraio 2010.<br />
Ogni performance denuncia l&#8217;assenza di un linguaggio comune tra dimensione spirituale e dimensione fisica, tra sentire femminile e vedere maschile.</span></h4>
<h4 class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align:center;"><span style="color:#800000;">Alessio Masone</span></h4>
</div>
<div id="attachment_2436" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/02/img_1667web41.jpg"><img class="size-full wp-image-2436" title="IMG_1667web4" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/02/img_1667web41.jpg" alt="" width="500" height="500" /></a><p class="wp-caption-text">&quot;Verso Amsterdam&quot;. (Particolare di) Corpo di donna pittorica (bidimensionale) resa ignuda da corpi maschili (tridimensionali, fuori campo) che la osservano, come merce, oltre la vetrina. A terra, miriade di pettinesse tridimensionali infrante nell&#039;incapacità di penetrare nella natura bidimensionale delle chiome della donna pittorica.</p></div>
<div id="attachment_2400" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/02/img_1672-web-4b.jpg"><img class="size-full wp-image-2400" title="IMG_1672-web-4b" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/02/img_1672-web-4b.jpg" alt="" width="500" height="500" /></a><p class="wp-caption-text">Dittico di corpi tridimensionali rappresentanti una gallerista e una architetto con lo sfondo di affresco murale monocromatico</p></div>
<div id="attachment_2404" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/02/img_1670web-4.jpg"><img class="size-full wp-image-2404" title="IMG_1670web-4" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/02/img_1670web-4.jpg" alt="" width="500" height="500" /></a><p class="wp-caption-text">&quot;L&#039;ombra della donna&quot;. Corpo di donna romana che, con le sue ombre, dialoga, sul piano bidimensionale, con il corpo di donna pittorica.</p></div>
<div id="attachment_2406" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/02/img_1675web-4.jpg"><img class="size-full wp-image-2406" title="IMG_1675web-4" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/02/img_1675web-4.jpg" alt="" width="500" height="500" /></a><p class="wp-caption-text">(Particolare di) Corpo di donna pittorica mentre è fotografata e ammirata da corpi umani tridimensionali (fuori campo).</p></div>
<div id="attachment_2409" style="width: 364px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/02/img_1673web.jpg"><img class="size-full wp-image-2409" title="IMG_1673web" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/02/img_1673web.jpg" alt="" width="354" height="1079" /></a><p class="wp-caption-text">(Particolare di) Corpo di donna pittorica disperata mentre un corpo tridimensionale maschile, che la fotografa, catturatore del solo corpo di lei, calpesta i suoi pettini/sogni infranti. </p></div>
<div id="attachment_2420" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/02/img_1669web-b.jpg"><img class="size-full wp-image-2420" title="IMG_1669web-b" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/02/img_1669web-b.jpg" alt="" width="500" height="252" /></a><p class="wp-caption-text">&quot;Assenti che costringono&quot;. Barriera di corpi umani che impedisce la visione della dimensione pittorica che si intravede solo grazie ai vuoti creati da assenze che costringono/consentono di guardare oltre, anche oltre l&#039;ombra che segue il passo. </p></div>
<div id="attachment_2426" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/02/img_1676web4.jpg"><img class="size-full wp-image-2426" title="IMG_1676web4" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/02/img_1676web4.jpg" alt="" width="500" height="416" /></a><p class="wp-caption-text">&quot;Corpi sonanti&quot;. Dittico di corpi umani tridimensionali che, rappresentando due musicisti, producono la dimensione sonora. Con lo sfondo di due affreschi murali simmetrici e monocromatici.</p></div>
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		<title>PETTinESSE a Numen Art Gallery &#8211; Opening 20.02.10</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Feb 2010 00:39:51 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/02/numen-180210-1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2395" title="numen-180210-1" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/02/numen-180210-1.jpg" alt="" width="384" height="384" /></a><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/02/numen-18-0210-2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2396" title="numen-18-0210-2" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/02/numen-18-0210-2.jpg" alt="" width="384" height="384" /></a></p>
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		<title>Numen Art Gallery: 14.11.09, opening di Adelaide Di Nunzio</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 15:11:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Masone]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1948" title="lumen-14.11.09_Pagi1" src="http://artempori.files.wordpress.com/2009/11/lumen-14-11-09_pagi1.jpg" alt="lumen-14.11.09_Pagi1" width="500" height="500" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1951" title="lumen-14.11.09_Pagi2" src="http://artempori.files.wordpress.com/2009/11/lumen-14-11-09_pagi2.jpg" alt="lumen-14.11.09_Pagi2" width="500" height="500" /></p>
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		<title>ACQUA, ARIA, TERRA, FUOCO, AMORE, ODIO, VITA, MORTE &#8211; Numen Art Gallery</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Sep 2009 18:30:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[ACQUA, ARIA, TERRA, FUOCO, AMORE, ODIO, VITA, MORTE a cura di Stefano Taccone Numen Art Gallery, Benevento Inaugurazione: 5 settembre 2009 &#8211; ore 18,00-21,00 È il filosofo ionico Empedocle (ca. 450 a.C.), benché storicamente preceduto nella sua formulazione sostanziale dal Buddha, ad elaborare ed immettere nella tradizione occidentale la teoria dei quattro elementi, hydor (acqua), [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1703" title="invito-numen-citta-spett-09[1]" src="http://artempori.files.wordpress.com/2009/09/invito-numen-citta-spett-091.jpg" alt="invito-numen-citta-spett-09[1]" width="500" height="237" /></p>
<p>ACQUA, ARIA, TERRA, FUOCO,<br />
AMORE, ODIO, VITA, MORTE<br />
a cura di Stefano Taccone</p>
<p>Numen Art Gallery, Benevento<br />
Inaugurazione: 5 settembre 2009 &#8211; ore 18,00-21,00</p>
<p>È il filosofo ionico Empedocle (ca. 450 a.C.), benché storicamente preceduto<br />
nella sua formulazione sostanziale dal Buddha, ad elaborare ed immettere nella<br />
tradizione occidentale la teoria dei quattro elementi, hydor (acqua), aer (aria), gaia<br />
(terra), heile (fuoco). Essi, permanendo eternamente uguali e indistruttibili, per<br />
mezzo del loro mescolarsi e dissolversi costituiscono le “radici di tutte le cose”.<br />
Ma come e quanto la considerazione di tale teoria, evidente prodotto di un<br />
pensiero scientifico meno che embrionale, nel contesto di una concezione del sapere<br />
cui è ancora completamente estranea la divisione in branche, può suscitare un<br />
qualche interesse nell’uomo contemporaneo? Risulta intanto non privo di rilievo<br />
constatare come il percorso intrapreso dalla civiltà occidentale, a partire dall’antichità<br />
fino ai nostri giorni, risulti assai più improntato ad una fede nell’immutabilità e<br />
nell’incorruttibilità di tali elementi, che, come le attuali dinamiche ci mostrano (e<br />
l’odierna scienza conferma), alla coscienza della loro finitezza.<br />
Anche se l’uomo occidentale continua ad attingere alla biosfera a mo’ di riserva<br />
di risorse illimitata, non vi è infatti chi non veda che come per Empedocle questi<br />
elementi, in virtù dell’azione rispettivamente aggregante e disgregante di philia<br />
(amore) e neikos (odio), sono all’origine della vita, così, nel nostro presente, il<br />
continuo sottoporli ad uno sperpero e/o ad un uso improprio potrebbe rappresentare,<br />
in un futuro non lontano, la fine della vita stessa. <span id="more-1704"></span><br />
Dalla presa di coscienza di tale situazione scaturisce l’idea di affrontare in arte il<br />
tema dei quattro elementi senza indulgere ad alcun substrato mitico o motivo<br />
alchemico, ma nemmeno concentrandosi sulla loro mera fisicità. La chiave di lettura<br />
prescelta è invece proprio quella della sostenibilità ambientale.<br />
I quattro artisti selezionati, Domenico Di Martino (acqua), Giuditta Nelli<br />
(terra), Alessandro Ratti (aria), Ur5o (fuoco), pur nel rispetto delle loro singole<br />
poetiche, abbinano una sempre rigorosa, ma estremamente flessibile ricerca sul piano<br />
del linguaggio, che li conduce ad adoperare una pluralità di media (fotografia, video,<br />
installazione, performance…), ad una costante attenzione per la dimensione sociale<br />
dell’esistenza. Caratteristica quest’ultima che, se da una parte li spinge a fondare il<br />
loro lavoro a pratiche partecipative, nell’ottica della trasformazione dell’opera in un<br />
paradigma di autentica democrazia, dall’altra determina il loro porsi in esplicita<br />
antitesi rispetto alle logiche del sistema vigente.</p>
<p>Numen Art Gallery,<br />
Vico Noce 20-22, 33, 82100 Benevento<br />
+39 3387503300; www.numen.it; info@numen.it</p>
<p>Inaugurazione: sabato 5 settembre, ore 18–21<br />
Dal 5 settembre al 2 ottobre 2009<br />
Da Martedì a Sabato, dalle ore 17,00 alle ore 20,00</p>
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		<item>
		<title>IN NUMEN… DELL’ARTE. INTERVISTA A GIULIANA IPPOLITO di Loredana Barillaro</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Aug 2009 08:59:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[acrilici]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Giuliana Ippolito]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[artempori]]></category>
		<category><![CDATA[benevento]]></category>
		<category><![CDATA[galleria d'Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Numen art gallery]]></category>

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		<description><![CDATA[Giuliana Ippolito Giuliana Ippolito è una giovane gallerista che lavora a Benevento. Il suo spazio, la Numen Art gallery, è situato nel cuore della città, fra i vicoli del centro storico, a due passi dall&#8217;Hortus Conclusus, dove si trovano le sculture di Mimmo Paladino. Un luogo ricco di storia, ma ancora non del tutto intriso [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color:#993300;"></p>
<h3 class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align:justify;">
<dl class="wp-caption   aligncenter">
<dt class="wp-caption-dt"><img class="size-full wp-image-1614" title="giulianaIppolito" src="http://artempori.files.wordpress.com/2009/08/giulianaippolito2.jpg" alt="Giuliana Ippolito" width="300" height="273" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Giuliana Ippolito</dd>
</dl>
</h3>
<h3><span style="color:#800000;"><em>Giuliana Ippolito è una giovane gallerista che lavora a Benevento. Il suo spazio, la Numen Art gallery, è situato nel cuore della città, fra i vicoli del centro storico, a due passi dall&#8217;Hortus Conclusus, dove si trovano le sculture di Mimmo Paladino. Un luogo ricco di storia, ma ancora non del tutto intriso di una tradizione legata al contemporaneo. Giuliana ha scelto di lavorare in provincia per dimostrare che, in fondo, centro e  periferia altro non sono che due facce di una stessa medaglia. Così il suo lavoro diviene intenso e appassionato, lontano da logiche di potere, incentrato unicamente sul talento, per vivere appieno l&#8217;arte e creare, con gli artisti, l&#8217;immaginario.</em></span></h3>
<h3><span style="color:#800000;">Loredana Barillaro/ Ciao Giuliana, vorrei che tu mi raccontassi il tuo lavoro di gallerista: quando hai deciso di lavorare con l’arte contemporanea?<br />
Giuliana Ippolito/ Ho deciso di lavorare nel mondo dell’arte circa venti anni fa. Il mio primo approccio l’ho avuto con il teatro, dove ho sperimentato per alcuni anni il corpo. Poi, pian piano, ho alimentato lo spirito con studi di filosofia e architettura, fino ad approdare alle arti contemporanee.</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#800000;">LB/ Quali sono i tuoi gusti? In base a quale criterio scegli gli artisti coi cui lavori?<br />
GI/ Mi piace seguire l’istinto, mi piacciono gli artisti che mi percepiscono e che si affidano, con cui poter progettare l’immaginario.</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#800000;">LB/ Abiti a Benevento, una città molto interessante, ricca di storia, ma lontana dai grossi centri dell’arte contemporanea, quali Roma o Milano. Pensi sia difficile per un artista e per un gallerista essere tali in provincia?<br />
GI/ Aprire uno spazio a Benevento, che è la mia città da appena cinque anni, è stata una sfida. Fare cultura in provincia mi appartiene da tempo, ho sempre scelto di far vivere l’arte in periferia per disabituarmi all’idea del centro che, peraltro, esiste solo da noi nel mondo.</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#800000;">LB/ Dunque è stata una scelta, o solo una conseguenza del tuo vivere quotidiano?<br />
GI/ Mi sono trasferita a Benevento per affinità elettive del tutto casuali, mentre la scelta di aprire una galleria è stata fortemente voluta e progettata per questa città, valutando certamente che non esiste ancora un mercato specifico, né esistono altri spazi dedicati al contemporaneo, se non il museo Arcos, il quale si trova a 50 metri dalla mia galleria e con cui ho rapporti di collaborazione.</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#800000;">LB/ E’ sempre più attuale la riflessione che mira ad una riqualificazione della provincia italiana mediante l’arte contemporanea. Ti senti parte di questo movimento?<br />
GI/ Sì, se di qualità.</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#800000;">LB/ Che tipo di pubblico frequenta la tua galleria? I collezionisti locali sono ricettivi verso ciò che proponi, o ti rivolgi soprattutto all’esterno?<br />
GI/ La galleria è frequentata soprattutto da giovani, e questo mi lusinga molto. Sento di potermi considerare una giovane gallerista in tutti i sensi, ed è proprio al collezionismo giovane che intendo rivolgermi, proponendo giovani artisti e piccoli investimenti. Un unico rischio: vivere la bellezza!!!</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#800000;">LB/ In un momento di forte crisi economica, molti si domandano se il mercato dell’arte contemporanea possa reggere o meno. Tu cosa pensi? Che peso assume il dato economico, in particolare nel Meridione?<br />
GI/ C&#8217;è necessità di più arte e meno forza di potere. Oggi nel mondo dell’arte qualcuno decide e nasce un artista, qualcuno decide e nasce un critico…e così di seguito. Credo che questo meccanismo sia espressione solo di potere e non di talento. </span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#800000;">LB/ Cosa ti aspetti per il futuro della Numen Art Gallery? Hai un sogno nel cassetto?<br />
GI/ L’etimo latino di Numen è “potere divino”…quindi…lunga e gioiosa vita alla Numen Art Gallery!</span></h3>
<p></span></p>
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