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	<title>Art&#039;Empori &#187; patologia della cultura</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>La patologia della collettività preferisce che si incolpi il singolo</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Aug 2010 13:53:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Carmela Longo]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[bene comune]]></category>
		<category><![CDATA[patologia della cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[La patologia della cultura, ciò di cui non si parla: meglio incolpare il singolo di Carmela Longo (psicologa) La presenza di una certa quota di disagio, conflittualità, sofferenza è insita nella nostra stessa condizione di esseri umani e costituisce il nostro fardello esistenziale di dolore. È esperienza comune che talvolta, anche grazie a ciò (e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color:#993300;"><strong>La patologia della cultura, ciò di cui non si parla: meglio incolpare il singolo<br />
</strong><em>di Carmela Longo (psicologa)</em></span></p>
<div id="attachment_3127" style="width: 160px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/08/carmela-longo.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-3127" title="carmela longo" alt="" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/08/carmela-longo.jpg?w=150" width="150" height="127" /></a><p class="wp-caption-text">Carmela Longo (clown Caramella)</p></div>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;"><strong>La presenza di una certa quota di disagio, conflittualità, sofferenza è insita nella nostra stessa condizione di esseri umani e costituisce il nostro fardello esistenziale di dolore.</strong> È esperienza comune che talvolta, anche grazie a ciò (e non necessariamente ciò nonostante), si possa condurre una vita il più possibile aperta alla possibilità di: Essere, autostima, sicurezza, sfera fisica, psicologica, sociale, spiritua-le.<br />
Divenire, capacità di raggiungere scopi ed obiettivi autonomamente prefissati, appagamento, aspirazioni.<br />
Appartenere, il modo e la possibilità che l’individuo e l’ambiente si integrino e si nutrano vicendevolmente.<br />
</span><span style="color:#993300;"><br />
Per usare le parole della famosa scienziata americana, Candace Pert, che nei suoi studi ha saputo inscrivere le brillanti ricerche sui recettori degli oppiacei nel più ampio quadro dell’unità corpo-mente, <strong>«la salute è molto più che l’assenza di malattie; significa vivere in modo non egoistico, che mira a pro-muovere una sensazione di comunione, amorevole cortesia e perdono. </strong>Vivere in questo modo crea una sensazione di felicità spirituale che aiuta realmente a prevenire le malattie. Benessere significa confidare nella capacità e nel desiderio del corpo/mente di guarire e migliorare, se appena esiste la possibilità di farlo».</span></p>
<p><span style="color:#993300;">Il terreno più che mai attuale, sul quale muoversi, può dunque venire individuato dal modo in cui influiscono reciprocamente le anomalie della neuro-chimica, le eventuali predisposizioni al piacere, le esperienze relazionali, ambientali e simboliche. Compito ultimo della scienza, a seconda delle varie discipline nelle quali essa si esplica, dovrebbe sempre essere quello di portare l’Uomo ad un maggiore e più integrato livello di consapevolezza verso se stesso, verso gli altri, verso le creature animate e inanimate con le quali ci troviamo a condividere la nostra esistenza sulla Terra.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;"><strong>L’andamento dissociato e folle dell’individuo contemporaneo è l’inevitabile esito della grossa difficoltà e talora incapacità di esprimere se stessi.</strong> La distanza dall’autenticità delle emozioni e la non consapevolezza conduce a, e allo stesso tempo è alimentata da, una visione meccanicistica, all’interno della quale parole come sentimenti, solidarietà, amicizia e amore sono quasi diventate tabù. Lavorare nelle tossicodipendenze implica necessariamente riflettere su quella che può essere considerata,<strong> per usare le parole di Hillman (2002), una patologia della cultura, che spesso crea, o perlomeno supporta, la patologia dell’individuo.</strong></span></p>
<p><em>(Da Montanari C., Longo C., L&#8217;integrazione pluralistica nelle tossicodipendenze, percorsi formativi e terapeutici, F.Angeli ed. 2005)</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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