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	<title>Art&#039;Empori &#187; pregiudizio</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>Per non dimenticare. Il potere del ricordo, il coraggio della relazione!</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jan 2015 19:55:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
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		<description><![CDATA[[di Carmela D&#8217;Antonio] Da sempre la diversità ha creato sentimenti di timore, ha spaventato e alzato muri, prima fra tutti i muri del pregiudizio, difese inconsce e sociali cavalcate dai poteri dominati per il classico e vincente schema gestionale del “dividi et impera”. I diversi poteri civili e religiosi hanno spesso cavalcato  i sentimenti di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/01/cielo-libre-christian-mirra-030115-libreria-masone7-e1423302503805.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-15714" alt="cielo libre christian mirra  030115 libreria masone7" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/01/cielo-libre-christian-mirra-030115-libreria-masone7-e1423302503805-300x254.jpg" width="300" height="254" /></a>[di <a href="http://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/autori-di-artempori/carmela-dantonio-autori-di-artempori/" target="_blank">Carmela D&#8217;Antonio</a>] Da sempre la diversità ha creato sentimenti di timore, ha spaventato e alzato muri, prima fra tutti i muri del pregiudizio, difese inconsce e sociali cavalcate dai poteri dominati per il classico e vincente schema gestionale del “dividi et impera”. I diversi poteri civili e religiosi hanno spesso cavalcato  i sentimenti di timore per controllare e organizzare le masse, usandolo come un germe che è facile da inoculare tra i popoli  proprio perché fa leva sulla paura del diverso.</p>
<p style="text-align: justify;">Nelle dinamiche della formazione dell&#8217; &#8220;unità&#8221; ideologica di un paese è spesso fondamentale creare situazioni di odio, di avversità contro un altro e molti sono gli esempi storici di civiltà, società, o gruppi di qualsiasi genere e natura, che hanno trovato nel nemico comune il &#8220;cemento&#8221; delle proprie relazioni. E se questo nemico incontra i timori e le reticenze che si celano nel cuore di chi teme basta davvero poco per passare dal pregiudizio a veri e propri atti di discriminazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il pericolo maggiore sono le crisi economiche: in queste occasioni i gruppi umani, nel tentativo di darsi spiegazioni, cercano una causa e quando non la riescono a trovare con i mezzi della ragione si affidano all’irrazionale timore del nemico. Nella crisi l&#8217;altro fa più paura e diventa bersaglio di aggressività ed odio ed è facile passare dall’intolleranza e alla violenza, le difficoltà economiche istigano alla xenofobia, a cercare le vie più corte per compattarsi rispetto al &#8220;diverso&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed oggi siamo bombardati da una grande crisi, sia economica ma soprattutto morale ed etica ed anche se sembriamo molto  più tolleranti verso ciò che “prima” era “diverso” dicerto lo siamo di meno verso ciò che lo è “adesso”.</p>
<p style="text-align: justify;">Potenziare questi sentimenti di odio, oggi come oggi, sarebbe molto facile e già qualcuno ne approfitta. Per questo diventa necessario ricordare il passato, fare memoria “delle macchine dello sterminio” messe in atto nella storia dell’umanità, tratti efferati di storia dove il dolore e la vergogna per ciò che gli uomini hanno fatto devono essere ricordati, capiti, difficilmente compresi ed accettati, ma di certo non dimenticati, non lasciati all’oblio e alla negligenza degli animi insensibili.</p>
<p style="text-align: justify;">La pace si può costruire partendo dalla possibilità di abbattere i muri delle paure e costruendo ponti di fiducia, di conoscenza, di memoria del passato. Raccontare l’irracontabile è il dovere di ogni abitante di questo mondo che voglia costruire una convivenza pacifica in cui le differenze diventano motivo di coesione più che di frattura. Incontrarsi per raccontare dell’Olocausto, per celebrare la Shoah, per fare relazione, parlare, per stare insieme è già un passo in avanti verso la costruzione di comunità che abbiano a cuore l’umanità intera. Allor inventiamoci ogni giorno una celebrazione, ogni giorno un evento, ogni giorno delle riflessioni collettive purchè ci vedano insieme a costruire relazioni che legano e creino valore umano.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>(disegni da cielo libre di christian mirra)</em></p>
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		<title>L&#8217;arte che disabilità pregiudizi</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Aug 2012 08:16:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Mariapaola Bianchini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Distretto di Economia Solidale e di Arte Inclusiva]]></category>
		<category><![CDATA[.Eventi locali]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Biodiversità]]></category>
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		<category><![CDATA[mariapaola bianchini]]></category>
		<category><![CDATA[pregiudizio]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho trascorso il mio pomeriggio del 1 agosto 2012 a raccogliere stimoli nuovi sulla disabilità, partecipando al convegno “DISABILITA LA TUA INDIFFERENZA” , svoltosi  presso la  sala consiliare del Grand Hotel Telese Terme all’interno della V edizione del ArTelesia Festival. Il convegno era mediato dalla dottoressa Anna Tecce, psicologa e psicoterapeuta presidente dell’associazione “Il Girasole”, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2012/08/pregiudizio.jpg"><br />
<img class="aligncenter  wp-image-5500" title="pregiudizio" src="http://artempori.files.wordpress.com/2012/08/pregiudizio.jpg?w=1024" alt="" width="614" height="409" /></a></p>
<p>Ho trascorso il mio pomeriggio del 1 agosto 2012 a raccogliere stimoli nuovi sulla disabilità, partecipando al convegno “DISABILITA LA TUA INDIFFERENZA” , svoltosi  presso la  sala consiliare del Grand Hotel Telese Terme all’interno della V edizione del ArTelesia Festival.</p>
<p>Il convegno era mediato dalla dottoressa Anna Tecce, psicologa e psicoterapeuta presidente dell’associazione “Il Girasole”, che ha ben saputo coordinare i vari punti di vista sulla disabilità &#8211; sociali, psicologici, politici &#8211; tenendo sempre costante l’attenzione sul valore delle emozioni e dei vissuti che appartengono a chiunque, senza differenze. Emozioni e vissuti che quando espressi attraverso il canale privilegiato dell’arte riescono ad avvicinare le persone ponendosi come un ponte tra se’ e gli altri.</p>
<p>Disabilitare la disabilità anche attraverso l’arte, questo il filo conduttore dell’incontro e questo lo stimolo  che  ho portato a casa.</p>
<p>L’arte, sia essa musica, pittura, danza, poesia, permette di entrare in contatto con il proprio mondo interno, capirlo meglio, coccolarlo, visualizzarlo fino a dargli una forma che lo rende visibile al mondo esterno e quindi comunicarlo anche agli altri, condividendo nuove possibilità di cambiamento.</p>
<p>L’arte come esplorazione di sé ed anche come co-terapia da associare a terapie più tecniche come la psicoterapia, o l’utilizzo di farmaci. Presso il centro di salute mentale dell’asl di Benevento sono attivi laboratori di manipolazione artistica che utilizzano questo potenziale. Come testimoniato dalla responsabile del servizio, la dottoressa Lucia Penna presidente dell’associazione ‘la Clessidra’,   questi laboratori permettono agli utenti di entrare in contatto più diretto ed immediato rispetto al colloquio clinico con il loro vissuti e pensieri problematici, siano essi ansie, ossessioni, depressione, dipendenza, paure. Una volta emersi diventano stimolo terapeutico verso un miglioramento della salute, intendendo per salute anche la percezione di una buona qualità di vita.</p>
<p>L’arte come comprensione e potenziamento delle proprie caratteristiche, ognuna specifica cosicché nessuno è uguale all’altro e ogni confine perde di significato. Allora arte come diritto a essere se stessi nelle debolezze come nelle qualità e fare di ogni piccola imperfezione una risorsa. Prendiamo per esempio il teatro,  che anche è arte. E prendiamo la compagnia “Mani nel cappello” del centro di riabilitazione neuromotoria “l’Oasi”. Come testimoniato dal dottor Alfredo Stella, sociologo che collabora con l’Oasi , i ragazzi che ne fanno parte si impegnano nel realizzare prodotti di qualità che riscuotano nel pubblico apprezzamento e successo.</p>
<p>L’arte infine come abbattimento delle barriere mentali, visto che la disabilità si scontra  ancora con barriere mentali oltre che fisiche.</p>
<p>Barriere mentali che si nutrono di pregiudizio. Lo ha spiegato bene Gianna Volpe, clown cogito dell’associazione Clown Dottori RNCD: il pregiudizio è culturale, morale, religioso; allontana le persone impedendo a prescindere conoscenza reciproca. Vero che abbiamo ognuno  caratteristiche che ci rendono unici ma vero anche, come mostrato dagli altri clown presenti in sala, che queste si incontrano nella naturale tendenza a sorridere ed abbracciarci.</p>
<p>Sorrisi e abbracci per sollevare il cuore dai dispiacere che tutti inevitabilmente incontriamo nel nostro percorso, chi più chi meno. E sorrisi e abbracci per disabilitarsi dall’indifferenza verso chi sta al mondo con specificità diverse dalle nostre.</p>
<p style="text-align:right;">Mariapaola Bianchini, Serenamente Onlus Associazione di psicologia per l’Infanzia e l’Adolescenza</p>
<p style="text-align:right;"><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2012/08/pregiudizio.jpg">[slideshow]</a></p>
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