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	<title>Art&#039;Empori &#187; sindaco</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>L&#8217;uccisione di un idealista: il movente è sempre la droga, quella delle emozioni che impediscono il cambiamento</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Sep 2010 15:44:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Masone]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/09/alessio-masone-acciaroli-0974.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3253" title="alessio-masone acciaroli-0974" alt="" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/09/alessio-masone-acciaroli-0974.jpg?w=300" width="300" height="300" /></a>Di solito, evito di parlare di notizie inflazionate, ma Acciaroli è il luogo di mare più affine al mio sentire: con alle spalle rilievi montuosi che fanno pensare a un Fortore che affaccia sul mare, lì, per non sentirmi turista, parassita del luogo, mi prendo cura di una decina di piante di fico d&#8217;India che collocai su un ciglio della strada (oggi si dice guerrilla gardening), all&#8217;ingresso di questa località. Inoltre, Angelo Vassallo era il vicepresidente delle CittàSlow e io sono stato, per tre anni, dal 2004, il fiduciario di Slow Food Benevento. A Pioppi (altra frazione di Pollica), tramite il fisiologo americano Ancel Keys che qui risiedeva, è nata la &#8220;dieta mediterranea&#8221;, quella che incoraggia una nostra identità e un modello di sviluppo sostenibile. Quindi, l&#8217;uccisione del sindaco di Pollica (e di Acciaroli e Pioppi), ha toccato da vicino il mio sentire e mi ha reso più intollerante con quella società civile che ritengo complice del paradigma della cittadinanza delegata che ha armato quel delitto.<br />
Alessio Masone </em></p>
<hr />
<p><strong>L&#8217;uccisione di un idealista: il movente è sempre la droga, quella delle emozioni che impediscono il cambiamento<br />
</strong><em>di <a href="http://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/autori-di-artempori/alessio-masone-x-autori/" target="_blank">Alessio Masone</a> &#8211; 12 settembre 2010</em> <strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/09/acciaroli-alessio-masone1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3251" title="acciaroli alessio masone" alt="" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/09/acciaroli-alessio-masone1.jpg?w=300" width="300" height="225" /></a>Il funerale di Angelo Vassallo mi riporta alla mente quei film in cui si mostra che, dopo l&#8217;assassinio di chi si è opposto al sistema del malaffare, alle conseguenti esequie partecipano anche quelle persone che sono state funzionali a quell&#8217;omicidio. Ebbene, <strong>quei film dovrebbero farci pensare a quanto noi benpensanti siamo complici, ogni volta, che viene trucidato un idealista. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tutti quelli che, in onore della vittima, partecipano alla fiaccolata di solidarietà, fanno commenti indignati, leggono morbosamente le notizie sui giornali, linkano gli articoli su facebook, non sono forse funzionali a quell&#8217;omicidio?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Dove erano questi, espressione di una società civile a intermittenza, quando Angelo Vassallo non era alla ribalta dei giornali? Dove saranno, appena spenti i riflettori sulla vittima di turno?</p>
<p style="text-align: justify;">Per noi, <strong>decide la camorra chi e quando deve essere considerato degno di considerazione,</strong> tra l&#8217;altro, tardiva e retorica. Per noi, decidono i magistrati chi deve essere considerato indegno, a prescindere da quanto la maggioranza degli altri, di fatto, viva indegnamente. Per noi, decidono i mass media come dobbiamo vagliare il mondo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questo avviene perché noi non siamo esercitati a considerare l&#8217;altro in base alle nostre opportunità esperienziali. </strong><strong>Se un artista e un intellettuale valgono</strong><strong>, lo dobbiamo sapere dai mass media.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/09/alessio-masone-acciaroli-98.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3255" title="alessio-masone-acciaroli-98" alt="" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/09/alessio-masone-acciaroli-98.jpg?w=300" width="300" height="224" /></a>Quelli che si indignano per l&#8217;omicidio di Vassallo, poi, nei fatti quotidiani, nella vita esperienziale, sono come Vassallo, il sindaco della filiera corta,</strong> o sono come quelli che comprano nei supermercati, che &#8220;comprano&#8221; seducenti notizie di filiera lunga, già belle e confezionate sui giornali nazionali, che frequentano gli eventi culturali perché vi recita l&#8217;attore noto?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Chi, nel percorso, non è come Angelo Vassallo,</strong> <strong>è a favore del modello in cui proliferano le mafie, i politicanti, le multinazionali.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La maggioranza della popolazione, <strong>ascoltando o leggendo Travaglio e Saviano, soddisfatta la dose giornaliera di emozione di giustitiza, di fatto, resta piegata al sistema</strong> e sentenzia la morte di quei pochi idealisti che non si piegano.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A causa di una dipendenza dalle emozioni,</strong> <strong>i &#8220;tossici dell&#8217;informazione&#8221; commentano appassionati le ingiustizie</strong> che leggono sui giornali e su facebook, <strong>&#8220;consumano dosi emozionali&#8221; ed egoistiche in teatri e ai concerti.</strong> Cosa avrà da compiacersi alla Città spettacolo, se poi <strong>quel colto e raffinato beneventano, esaurito l&#8217;effetto della droga emozionale, come in ogni dipendenza, si ritrova in un mondo reale che non è cambiato? </strong>Le emozioni scatenate dall&#8217;opera d&#8217;arte e dall&#8217;omicidio di un idealista, sono capaci di produrre nelle persone l&#8217;attitudine al bene comune, anche semplicemente, nel comprare di filiera corta, di commercio equo, nel frequentare il volontariato?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/09/alessio-masone-acciaroli-22.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3256" title="alessio masone-acciaroli-2" alt="" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/09/alessio-masone-acciaroli-22.jpg?w=300" width="300" height="224" /></a>Le attività culturali, se fruite passivamente servono ad un&#8217;emozionalità secondaria, di rimando che produce un appagamento tampone che, di fatto, impedisce di cambiare il mondo. </strong>Le attività, invece,<strong> se realizzate esperienzialmente producono un&#8217;emozionalità primaria, originaria che provoca cambiamento,</strong> personale e del mondo. <strong>Se vagliamo un&#8217;opera d&#8217;arte nella sua capacità di azione, di bene comune, noi stiamo agendo, stiamo soggettivando quell&#8217;opera</strong> (ma anche il mondo)<strong> e, quindi, ne siamo coautori.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Certo, <strong>ognuno deve essere libero di emozionarsi a teatro o al cospetto di un&#8217;opera d&#8217;arte, ma, se non soggettiva quell&#8217;opera producendo cambiamento, almeno a</strong><strong>mmetta che si emoziona a teatro, come fosse allo stadio.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le mafie</strong> non fanno solo profitti illegali, <strong>i politicanti</strong> non si spartiscono solo mazzette, <strong>le multinazionali</strong> non solo concentrano le ricchezze in mano a poche persone: questi, oggi, <strong>saccheggiano i beni comuni, il territorio, l&#8217;aria salubre, l&#8217;acqua, ma anche la dignità del vivere, la coesione sociale e una cittadinanza agita in prima persona.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Se si vuole che queste forze negative siano messe in discussione, il cittadino deve aprire la strada mettendosi in discussione.</strong> <strong>Può apparire impensabile</strong>, ma, se vogliamo il cambiamento, <strong>anche l&#8217;intellettuale deve fare le sue faticose rinunce: non può più aderire all&#8217;opera d&#8217;arte in funzione della sola eccellenza che risiede in essa</strong>, della sola fruizione estetica, agevolando una delega, <strong>se si vuole che il criminale non delinqua rinunciando a &#8220;possedere&#8221; l&#8217;emozione dell&#8217;eccellenza di un&#8217;automobile prestante</strong>, di un abito griffato, di una villa sontuosa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/09/acciaroli-alessiomasone2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3257" title="acciaroli alessiomasone" alt="" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/09/acciaroli-alessiomasone2.jpg?w=300" width="300" height="225" /></a>I criminali, i corrotti e i manager senza scrupoli vivono in mezzo a noi</strong>, &#8220;comprano&#8221; le stesse emozioni, fanno gli stessi viaggi, frequentano gli stessi cinema, gli stessi stadi di calcio: <strong>se in questi luoghi utilizzassimo un&#8217;altra modalità emozionale, quella capace di bene comune, loro resterebbero senza emozioni da fruire. </strong>Per ritrovarle, anche loro dovrebbero assecondare la modalità etica delle emozioni. Le loro mogli comprano dove comprano le nostre mogli, i loro figli frequentano gli stessi cinema dei nostri figli: <strong>se non si riconosceranno più nello sguardo delle loro donne e dei loro bambini, la legge che governa il loro sentire necessariamente si modificherà.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Se dimostriamo che le emozioni non si comprano con i soldi, ma che si acquisiscono con la consapevolezza</strong>, tramite la coesione sociale e l&#8217;agire per il bene comune, <strong>i criminali e i corrotti non avranno da trasformare in emozioni il denaro ottenuto con il crimine.</strong> <strong>Se dimostrassimo che, per emozionarsi, non basta domandarsi &#8220;mi piace?&#8221;,</strong> come intrappolati in un perenne facebook, <strong>ma che è necessario chiedersi &#8220;serve al cambiamento, all&#8217;azione capace di bene comune?&#8221;, la componente patologica della nostra collettività tenderebbe verso l&#8217;estinzione naturale.</strong> <strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questo è un processo culturale autentico,</strong> originario: <strong>esercitare una capacità a selezionare le proprie emozioni. Esserne coautore anche quando quelle promanano da altri individui.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Grazie a un responsabile approccio con le emozioni, <strong>è possibile esercitarsi a un mondo vagliato in prima persona, a una cittadinanza non delegata.</strong> <strong>Questo è il cambiamento dal basso: la popolazione che si mette in discussione, </strong>nelle sue abitudini quotidiane, nelle sue emozioni. Di conseguenza, <strong>gli intellettuali, gli amministratori pubblici, ma anche i criminali, gli arrivisti, i corrotti,</strong> in quanto vivono lo stesso quotidiano,<strong> si adeguano al nuovo sentire comune.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tutto questo è possibile perché <strong>il mondo,</strong> più che nelle grandi riforme <strong>svolte da altri</strong>, <strong>si evolve</strong> nelle <strong>sue emozioni</strong> quotidiane.</p>
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