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	<title>Art&#039;Empori &#187; tre donne al mare</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>Il coraggio di Liuba Scudieri fra &#8220;Tre donne al mare&#8221;.</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Mar 2014 19:55:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Tullia Bartolini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
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		<category><![CDATA[centro sociale depistaggio]]></category>
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		<description><![CDATA[[di Tullia Bartolini] Regge da sola un intero spettacolo, un’ora ricca di parole, gesti, suggestioni. La fisarmonica di Davide Chimenti la accompagna lungo il percorso, complice, come a voler rendere leggero il peso del racconto: storie di donne al limite, in fuga. Brava Liuba Scudieri, che si è mossa con grazia &#8211; e pure con forza [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/03/tre-donne-al-mare-b.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-11008" alt="tre donne al mare b" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/03/tre-donne-al-mare-b-300x168.jpg" width="300" height="168" /></a>[di Tullia Bartolini] Regge da sola un intero spettacolo, un’ora ricca di parole, gesti, suggestioni.</p>
<p style="text-align: justify;">La fisarmonica di Davide Chimenti la accompagna lungo il percorso, complice, come a voler rendere leggero il peso del racconto: storie di donne al limite, in fuga.</p>
<p style="text-align: justify;">Brava Liuba Scudieri, che si è mossa con grazia &#8211; e pure con forza &#8211; sul palco del Centro Sociale Depistaggio, alla presenza di un pubblico attento e numeroso, domenica 9 marzo scorso, a Benevento.</p>
<p style="text-align: justify;">Presentava il suo ‘Tre donne al mare’,  scritto dopo anni di ricerche tra Procida, Orano e Marsiglia.</p>
<p style="text-align: justify;">E lo ha fatto tracciando il percorso delle protagoniste col gesso, sulla lavagna; frecce che indicavano spostamenti, graffi dell’anima, da sud a nord, da est ad ovest, verso una  terra promessa.</p>
<p style="text-align: justify;"><i>“Quella cosa incredibile da farsi, per un ragazza, attraversare il mare e passare dal vecchio al nuovo mondo per raggiungere colui che ama: quella cosa io la farò”.</i>  La frase tratta dal film di Truffaut, ‘Adele H., si sposa bene col senso dello spettacolo di Liuba.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ anche lei, dopotutto, questa coraggiosa ragazza che si dona al pubblico con i capelli raccolti e le spalle nude. Ha uno sguardo in fiamme, quando ci parla di Giuseppina, donna procidana che lascia Marsiglia per raggiungere il marito in America;  e di Venturina che, invece, vuol arrivare a Procida dall’Algeria e s’imbarca su una nave merci. E poi c’è Emma, giovane nigeriana partita a piedi dal suo villaggio, sul delta del fiume Niger, per raggiungere il suo amore, che vive in Europa.</p>
<p style="text-align: justify;">Sogni, illusioni, ferite. Vite difficili, borderline, sofferte. Apparentemente solo sullo sfondo, eppure presente,   una città che Liuba conosce bene: Marsiglia. Ci vive da anni: la immagino salire lungo i vicoli del Panier, o guardare da una panchina a strapiombo sulla costa l’isola d’If risplendere nel mare.</p>
<p style="text-align: justify;">Marsiglia: da sempre terra di rivoluzionari e di libertà, di approdi e ripartenze. Le donne di Liuba sono vere, i loro ritratti nascono da testimonianze di vita vissuta, da storie che Liuba ha ascoltato, facendole sue.</p>
<p style="text-align: justify;">Rappresentato in Francia e in varie città italiane, ‘Tre donne al mare’ è dedicato, come dice Liuba, <i>“a Esceth Ekos, la ragazza che cercò di attraversare il mare, e a Asik Tuygun, il giovane capitano che ne recuperò il corpo il 16 aprile 2009, nel tratto di mare che separa la Tunisia dalla Sicilia”.</i></p>
<p style="text-align: justify;">
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