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	<title>Art&#039;Empori &#187; valani</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>Valani. Attori e spettatori, di ieri e di oggi</title>
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		<pubDate>Sun, 09 May 2010 00:02:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Masone]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[benevento]]></category>
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		<category><![CDATA[valani]]></category>

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		<description><![CDATA[Valani: attori e spettatori di ieri e di oggi Nel Valani, del 5 maggio, al Teatro Comunale, facendo eccezione alla mia pigra attitudine di fruitore culturale, ho assistito, tra le altre cose mirabili, a un ottimo Tonino Intorcia. Così convincente che, quando parodiava gli spettatori della fiera ignobile, mi ha trasferito il senso di morbosità dello spettatore. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h4 style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Valani: attori e spettatori di ieri e di oggi</span></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Nel Valani, del 5 maggio, al Teatro Comunale, facendo eccezione alla mia pigra attitudine di fruitore culturale, ho assistito, tra le altre cose mirabili, a un ottimo Tonino Intorcia.</span></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Così convincente che, quando parodiava gli spettatori della fiera ignobile, mi ha trasferito il senso di morbosità dello spettatore. Tale è stata la capacità di elevare dal passato una denuncia che io, come spettatore del &#8220;Valani&#8221;, mi sono percepito colpevole delle odierne ingiustizie quanto, all&#8217;epoca, lo era lo spettatore della fiera dei valani.</span></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Ho rivisto la morbosità che, per spegnere la propria noia, il passante utilizzava soffermandosi alla fiera dei valani. Ebbene quel suo gesto morboso al servizio dell&#8217;ignavia poteva essere indirizzato altrove al servizio di un&#8217;idea, di un progetto che cambiasse il mondo, invece di esserne complice.</span></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Ho pensato che se fosse sufficiente essere spettatori, alla fine di uno spettacolo pregnante come Valani, tutti &#8220;cadremmo in ginocchio a venerarci l&#8217;un l&#8217;altro&#8221;.</span></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Ho pensato alla funzione di chi agisce e a quella di fruitore. Ho pensato alla morbosità che, tutta d&#8217;un pezzo, il protagonista (egocentrico?) utilizza per una direzione che incide nel mondo e a quella morbosità sparsa che, invece, la persona normalizzata disperde, nell&#8217;essere complice del mondo, in tanti piccoli frammentari pezzi che, presi ognuno a sé stante, non evidenziano alcuna negatività, ma che, nell&#8217;insieme, costituiscono una morbosità collettiva che decide al posto dell&#8217;uomo. </span></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Ho pensato alla morbosità diluita, come resa invisibile, quando disperdiamo le nostre energie, per colmare la noia con approccio individualistico, in viaggi che non ci portano a nessuna parte, in comunicazioni voyeuristiche su fb, nell&#8217;acquistare un ennesimo prodotto di cui non abbiamo bisogno.</span></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Ho pensato a quei villaggi rurali dove la festa del grano non era, come oggi, uno spettacolo promosso da attori a favore di curiosi e morbosi, quanto inutili, spettatori, ma un&#8217;azione di condivisione naturale e obbligata che coinvolgeva, come protagonisti, tutti i componenti di una comunità territoriale.</span></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Certo, la specializzazione del lavoro, causa principale di una carente coesione sociale, non può essere rimossa, ma certo si possono perseguire degli adattamenti.</span></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Lo spettacolo Valani è un evento comunitario perché coinvolge, a vario titolo, più persone e più elementi del nostro territorio: le attività per la realizzazione dello spettacolo, “iniziate” negli anni cinquanta, vedono, come protagonisti, l&#8217;indimenticabile don Ciccio Romano (avvocato beneventano), Elisabetta Landi (Libreria Luidig, BN), Michelangelo Fetto e Tonino Intorcia (Solot) e i Sancto Ianne. </span></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">La valenza comunitaria di questo evento dovrebbe dare la stura a un più ampio e strutturato agire condiviso in cui ognuno, in base alle proprie specificità, da protagonista, mette a disposizione del territorio, canalizzandole, le proprie energie (morbosità) e contribuendo a uno spettacolo collettivo che vede tutti, come attori e spettatori emozionati dall&#8217;altro.</span></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Questo procedere in rete consente che le specificità (diversità) siano motivo di inclusione e non di esclusione. Mettere in circuito le competenze di ognuno di noi realizza le basi per una democrazia partecipata.</span></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">La congiuntura sperimentata dal &#8220;Valani&#8221; non sia svilita per consentire, a noi spettatori di oggi, un inutile gesto di pietismo, quando ormai è tardi, quando l&#8217;ingiustizia è acclarata sotto gli occhi di tutti.</span></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Evitiamo che il beneventano di oggi, rivestendo il ruolo di spettatore scandalizzato dei valani di ieri, di fatto, sia autorizzato ad essere lo spettatore inconsapevole di quelle ingiustizie di oggi che non sono ancora acclarate.    </span></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Alessio Masone</span></h4>
<p> </p>
<p><a href="http://artempori.wordpress.com/2010/03/25/valani-una-storia-nostra-di-peppe-porcaro/">http://artempori.wordpress.com/2010/03/25/valani-una-storia-nostra-di-peppe-porcaro/</a></p>
<p><a href="http://artempori.wordpress.com/2010/03/19/valani-solot-e-sancto-ianne-20-e-21-marzo-2010-al-mulino-pacifico-bn/">http://artempori.wordpress.com/2010/03/19/valani-solot-e-sancto-ianne-20-e-21-marzo-2010-al-mulino-pacifico-bn/</a></p>
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		<title>Valani. Replica al Teatro Comunale, 5 maggio 2010</title>
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		<pubDate>Mon, 03 May 2010 21:16:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Solot]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/05/valani-5-maggio-101.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2675" title="Valani-5-maggio-'10" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/05/valani-5-maggio-101.jpg" alt="" width="500" height="706" /></a></p>
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		<title>&#8220;Valani, una storia nostra&#8221; di Peppe Porcaro</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 22:36:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[.Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Peppe Porcaro]]></category>
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		<description><![CDATA[Posto l&#8217;ottimo articolo di Peppe Porcaro sullo spettacolo “Valani”. Lo definisce &#8220;una storia nostra&#8221; perché “Valani” descrive una consuetudine radicata nella normalità della vita beneventana, poi, riconosciuta vergognosa. Ma è &#8220;una storia nostra&#8221; anche perché le attività per la realizzazione dello spettacolo, “iniziate” negli anni cinquanta, vedono, come protagonisti, l&#8217;indimenticabile don Ciccio Romano (avvocato beneventano), Elisabetta Landi (Libreria Luidig, BN), Michelangelo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Posto l&#8217;ottimo articolo di Peppe Porcaro sullo spettacolo “Valani”. Lo definisce &#8220;una storia nostra&#8221; perché “Valani” descrive una consuetudine radicata nella normalità della vita beneventana, poi, riconosciuta vergognosa.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Ma è &#8220;una storia nostra&#8221; anche perché le attività per la realizzazione dello spettacolo, “iniziate” negli anni cinquanta, vedono, come protagonisti, l&#8217;indimenticabile don Ciccio Romano (avvocato beneventano), Elisabetta Landi (Libreria Luidig, BN), Michelangelo Fetto e Tonino Intorcia (Solot) e i Sancto Ianne. </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Ritengo di ringraziare tutti questi per aver fatto giustizia due volte: nell&#8217;innescare processi culturali che procurano giustizia (ai valani di ieri) e nell&#8217;utilizzare temi e risorse locali che agevolano una comunità che, identitaria e coesa, è portatrice naturale di giustizia (ai valani di oggi).</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Alessio Masone</span></p>
<p><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/03/valani-2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2565" title="valani 2" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/03/valani-2.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p><a title="Permanent Link: Valani, una storia nostra" rel="bookmark" href="http://www.campaniapress.com/?p=5298">Valani, una storia nostra </a></p>
<div>
<div>
<p>di <strong>Peppe Porcaro &#8211; </strong>23 marzo 2010 &#8211; Sanniopress</p>
</div>
<p style="text-align:justify;">C’è una storia mai raccontata che riguarda noi tutti, una storia negata, nascosta. Una storia da non divulgarsi, da tenersi  <em>ammucciata</em> tra le rive del sabato e del Calore.  Una storia che i più preferirebbero dimenticare, tanto la vergogna che si porta dietro.</p>
<p>Una storia di ordinario sfruttamento e schiavitù andata in scena nelle campagne del beneventano fino agli anni sessanta del secolo scorso, quando giovani fanciulli di sesso maschile, e in qualche caso anche i loro padri, venivano venduti agli agrari, notabili proprietari terrieri, per qualche sacco di grano e poche lire.</p>
<p style="text-align:justify;">Il prezzo veniva concordato nella centralissima piazza Orsini di Benevento, all’ombra delle macerie del Duomo fatto oggetto del bombardamento alleato. Tutto accadeva alla luce del sole,dunque. Sotto gli occhi della città ignava. Il 15 di agosto, giorno dedicato all’Assunta, le famiglie povere del contado beneventano portavano i loro figli sul candido marmo degli scalini del Duomo perché, acquistati dal Padrone, diventassero infine Valani.</p>
<p style="text-align:justify;">L’acquisto del Valano da parte del Padrone avveniva dietro  un’attenta valutazione morfofunzionale del candidato: al malcapitato veniva richiesto di aprire la bocca perché si constatasse lo stato di salute. Poi il Padrone controllava spalle e gambe per sincerarsi della capacità del <em>Ualano</em> a sopportare lo sforzo fisico. Infine si pattuiva il prezzo, che per un anno di lavoro non andava oltre 2-3 quintali di grano e mille-duemila lire! </p>
<p style="text-align:justify;">I giovani <em>valani</em> così acquistati  passavano, per un intero anno, nella piena disponibilità degli agrari il giorno 8 settembre, natività della vergine Maria non a caso Protettrice dei <em>Ualani</em>. Presso il padrone il valano si occupava in genere del lavoro in stalla e di ogni altra attività propria del calendario agricolo. Tornava il valano  presso la sua famiglia per poche ore ogni 2-3 settimane per la cambiata, ossia per depositare panni sporchi e prenderne di puliti, quando c’erano. Per il resto ai giovani schiavi non restava che lavoro a servizio e sopraffazione, anche fisica, fino al 15 agosto successivo quando, tornati in piazza Orsini, ci si poteva ancora una volta vendere ad un nuovo padrone. E così via, di catena in catena.</p>
<p style="text-align:justify;">La città di Benevento, come detto, assisteva con ignavia  al mercato dei <em>Ualani.</em> Per molti beneventani, in verità, il giorno dell’Assunta era un diversivo importante, un modo come un altro per godersi lo spettacolo.</p>
<p style="text-align:justify;">Ci volle la penna e la sensibilità dell’indimenticato Francesco “Ciccio” Romano per denunciare pubblicamente l’ignobile mercato. Romano pubblicò un primo articolo nel 1950 sul Secolo Nuovo (Uomini venduti in cambio di sacchi di grano) cui fecero seguito altri due articoli-denunce. Successivamente all’avvocato Francesco Romano dell’ignobile tratta si interessano Corrado Alvaro, Luigi Einaudi, Gaetano Salvemini. Ci fu anche un’interrogazione parlamentare, nel 1952, a firma del socialista Luigi Renato Sansone. Grande scandalo per la pubblica esposizione di carne umana nel mercato di piazza Duomo Benevento.</p>
<p style="text-align:justify;">Ci si interrogò sulla stampa nazionale delle condizioni in cui versavano le popolazioni rurali nel Mezzogiorno. Poi i cambiamenti economici che investirono l’Italia del secondo dopoguerra (campagne comprese) posero fine alla tratta dei <em>Ualani</em> oggi in verità sostituita, in molte realtà agricole del Paese, dal vergognoso sfruttamento degli immigrati, soprattutto africani ma anche rumeni e indiani, i nuovi valani.</p>
<p style="text-align:justify;">Quella dei <em>Ualani</em>, gli schiavi bambini, rischiava di essere una storia non raccontata, una storia persa. Dunque, una non storia. Ci ha pensato però una giovane studiosa sannita, Elisabetta Landi, a dare voce ai <em>Ualani </em>con la sua pregevole Tesi in storia moderna e contemporanea<em> “Valani e Varzoni: la schiavitù nel beneventano nel secondo dopoguerra (1945-1960</em>)”. Ora quel lavoro della Landi, liberamente adattato dalla Solot compagnia stabile di Benevento,  è diventata un’opera teatrale e magistralmente rivive con le parole di Michelangelo Fetto e Tonino Intorcia e le musiche originali, eseguite dal vivo, dei Sancto Ianne chiamati pure a sostenere il ruolo del Coro recitante, come da migliore tradizione. Valani, questo il titolo, è andato in scena con gran successo al Mulino Pacifico il 20 e 21 marzo.</p>
<p style="text-align:justify;">Due sole serate per ricordare l’immane dramma che ha riguardato diverse centinaia di giovani <em>Ualani</em> e una fetta di storia della nostra città.  L’augurio è che la città voglia ora riscattarsi da questa sua storia, vergognandosene quanto basta ma non nascondendola, come sua consuetudine. La si porti in giro nei teatri, dunque. Che se ne faccia un libro, e poi un altro ancora. E magari un film, perché no? Ma soprattutto, che qualche docente coraggioso, o forse soltanto curioso, ne parli a scuola a quei ragazzi che oggi hanno la stessa età dei <em>Ualani</em> di allora.</p>
</div>
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		<title>&#8220;Valani&#8221;: Solot e Sancto Ianne, 20 e 21 marzo 2010 al Mulino Pacifico BN</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 10:28:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[.Eventi locali]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[michelangelo fetto]]></category>
		<category><![CDATA[mulino pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[sancto ianne]]></category>
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		<description><![CDATA[Ci fu un tempo, neanche tanto lontano, in cui nella nostra città si svolgeva periodicamente una fiera. Non era una fiera convenzionale in cui si vendevano alimenti, vino, manufatti o bestiame … si vendevano i valani. Chi erano i valani? Bambini, figli di povera gente, fittati in cambio di un sacco di grano di scarsa [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/03/valani.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2543" title="valani" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/03/valani.jpg?w=300" alt="" width="300" height="200" /></a>Ci fu un tempo, neanche tanto lontano, in cui nella nostra città si svolgeva periodicamente una fiera. Non era una fiera convenzionale in cui si vendevano alimenti, vino, manufatti o bestiame … si vendevano i valani. Chi erano i valani? Bambini, figli di povera gente, fittati in cambio di un sacco di grano di scarsa qualità e poche lire, per una stagione o un anno intero, al proprietario terriero, che da quel giorno diventava il padrone. Il mercato si svolgeva a Benevento, il giorno dell’Assunta, in Piazza Orsini …</p>
<p>Solot e Sancto Ianne, prendendo spunto da documenti inediti e testimonianze orali, raccontano tra musica e parole una tragedia locale che, ancora oggi, Benevento non vuole ricordare.</p>
<p>[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=YzZP2PuMDUc]</p>
<p>Mulino Pacifico 20 e 21 marzo ore 20.30<br />
Solot Compagnia Stabile di Benevento e Sancto Ianne<br />
presentano</p>
<p>Valani</p>
<p>di Michelangelo Fetto<br />
musiche composte ed eseguite dai Sancto Ianne</p>
<p>con<br />
Michelangelo Fetto e Antonio Intorcia<br />
e con<br />
Gianni Principe – voce<br />
Ciro Maria Schettino – chitarre e mandoloncello<br />
Antonio Pasquariello – chitarre<br />
Raffaele Tiseo – violino<br />
Sargio Napolitano – fisarmonica<br />
Massimo Amoriello – basso elettrico<br />
Alfonso Coviello – percussioni</p>
<p>regia Michelangelo Fetto<br />
una produzione Solot Compagnia Stabile di Benevento e Sancto Ianne</p>
<p>Figli senza a faccia<br />
pe’ chi vo’ sulo doje braccia,<br />
figli pelle e chianto<br />
nisciuno ve fa santo maje,<br />
figli ‘e poca storia<br />
stipata int’a memoria,<br />
figli malaciorta<br />
e chi pensa: a ciorta se po accattà,<br />
o futuro e chesta terra è scritto già<br />
dint’all’ uocchie e chillo figlio che sarrà.<br />
(da Valani – di Ciro Schettino)</p>
<p>Un lavoro di scrittura che ha impegnato Michelangelo Fetto nell’indagare un fenomeno tipico e ancora oscuro della nostra storia, che riporta a galla ricordi dolorosi per i sopravvissuti insieme alla consapevolezza che il centro storico della città sia stato scenario di immensa crudeltà.<br />
Le atmosfere musicali dei Sancto Ianne che accompagnano la drammatizzazione si accordano con il lavoro storico del gruppo, che si è sempre ispirato a storie strettamente legate al territorio.<br />
Attori e musicisti si sono incontrati nel desiderio comune di dare voce alla vicenda storica di quegli uomini che ancora oggi portano sulla pelle i segni della violenza e tra le labbra il sapore della fame, vecchi guerrieri col viso ancora segnato a raccontare il dramma che ne ha segnato l’esistenza, rendendoli per sempre “valani”.</p>
<p>Biglietteria dalle ore 17.00 presso il Mulino Pacifico.  <a href="http://www.solot.it/">http://www.solot.it/</a></p>
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