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	<title>Art&#039;Empori &#187; verticismo delle emozioni</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>Il verticismo delle emozioni è contro il benessere del territorio</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 00:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Masone]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Alessio Masone]]></category>
		<category><![CDATA[Bmagazine]]></category>
		<category><![CDATA[alessio masone]]></category>
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		<description><![CDATA[Il verticismo delle emozioni è contro il benessere del territorio di Alessio Masone (bmagazine &#8211; novembre 2009)    Aldo Montano, fiorettista, consiglia: “Cerco sempre l’affondo, ma mai sul pedale”. Questo è il motto della campagna di comunicazione &#8220;Sulla buona strada&#8221; promossa del governo italiano. Paradossalmente, da una parte, a parole, la campagna &#8220;dice&#8221; ai giovani [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="color:#993300;">Il verticismo delle emozioni è contro il benessere del territorio</span></strong><strong><br />
</strong><span style="color:#993300;"><em>di Alessio Masone (bmagazine &#8211; novembre 2009) </em> <em></em> </span></p>
<p><span style="color:#993300;">Aldo Montano, fiorettista, consiglia: “Cerco sempre l’affondo, ma mai sul pedale”.<br />
</span><span style="color:#993300;">Questo è il motto della campagna di comunicazione &#8220;Sulla buona strada&#8221; promossa del governo italiano.</span></p>
<p><span style="color:#993300;">Paradossalmente, da una parte, <strong>a parole, la campagna &#8220;dice&#8221; ai giovani di non correre in auto</strong>, dall&#8217;altra, <strong>utilizzando, come testimonial, un asso sportivo, &#8220;comunica&#8221; di fatto che, chi vuole considerazione, deve risultare competitivo e performante nella vita e, quindi, anche in auto!</strong></span></p>
<p><span style="color:#993300;">Questa contraddizione è sintomo che i governanti e i loro consiglieri non possiedono gli strumenti per affrontare un nuovo modello culturale che sia capace di produrre una popolazione coesa e felice (quindi, non autolesionista in auto&#8230;) e, al contempo, nuova occupazione, una reale tutela ambientale e una giustizia sociale.</span></p>
<p><span style="color:#993300;">Stiamo imparando che <strong>i prodotti locali, non promossi da testimonial di visibilità nazionale e internazionale, sono portatori di una ricaduta benefica complessa</strong>: maggiore sicurezza alimentare, nuove occasioni occupazionali, giustizia sociale (maggiore retribuzione ai piccoli produttori, invece che ai capitalisti azionisti della grande distribuzione), coesione sociale (maggiore relazione tra produttori e consumatori e tra negozianti e residenti rionali, attori dello stesso territorio), tutela ambientale (meno inquinamento e meno infortuni stradali causati dal trasporto di merci lontane).</span></p>
<p><span style="color:#993300;">Finché la classe intellettuale non sarà capace di comprendere intimamente le opportunità del modello della filiera corta e dei processi sociali orizzontali, la classe dirigente non potrà affrontare la complessità delle trasformazioni necessarie al XXI secolo.</span></p>
<p><span style="color:#993300;"><strong>Nonostante rivoluzioni e referendum, culturalmente siamo, tutt&#8217;ora, sotto monarchia.<br />
</strong></span><span style="color:#993300;">Non esiste alcuna differenza tra un popolano medievale, che urla d&#8217;emozione al passaggio del principe, e un cittadino odierno che prova coinvolgimento, mai per il vicino di casa, ma, sempre e senza alcuna convenienza, per personaggi, nazionali e internazionali, dello sport, dello spettacolo, della cultura, dell&#8217;arte, della politica e dell&#8217;imprenditoria.</span></p>
<p><span style="color:#993300;"><strong>Finché esisterà un verticismo delle emozioni,</strong> a causa della fruizione di un&#8217;arte e di una cultura calate dall&#8217;alto, <strong>avremo, come riferimento, prodotti commerciali e leader politici a valenza semplicemente mediatica e sovraterritoriale</strong>: la popolazione, in mancanza di un recupero dell&#8217;orizzontalità dei processi emozionali e culturali, in assenza di una condivisione del territorio, non è capace di preferire, sebbene utili alla propria convenienza, i prodotti del vicino (negoziante o produttore) e i rappresentanti politici più vicini ai propri territori e ai propri rioni. <span id="more-2041"></span></span></p>
<p><span style="color:#993300;"><strong>Finché esisterà un verticismo delle emozioni, avremo, come modelli di vita, i personaggi da gossip</strong>: esiste una corrispondenza diretta fra la fascinazione per i personaggi sovraterritoriali e l&#8217;aggressività che si genera, su piano orizzontale, tra le persone comuni (violenza fra automobilisti, fra adolescenti, negli stadi, ma, anche, invidia, conflittualità, competizione, incomunicabilità, solitudine, frustrazione&#8230;).</span></p>
<p><span style="color:#993300;"><strong>Dando spazio, invece, all&#8217;orizzontalità delle emozioni</strong>, in un contesto di filiera corta delle relazioni sociali e commerciali, recuperando il rapporto con la propria comunità locale,<strong> si potrebbe usufruire, naturalmente, di coesione sociale, condivisione territoriale, solidarietà, giustizia sociale e redistribuzione del reddito</strong>: questi strumenti di felicità diffusa, nell&#8217;individuo, più di qualsiasi posizione sociale e più di tutti i beni status symbol, sono capaci di soddisfazione personale.</span></p>
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		<title>Cerco sempre l&#8217;affondo: il verticismo delle emozioni</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jul 2009 00:43:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Masone]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Alessio Masone]]></category>
		<category><![CDATA[Contributi]]></category>
		<category><![CDATA[Post della lista di discussione]]></category>
		<category><![CDATA[alessio masone]]></category>
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		<category><![CDATA[verticismo delle emozioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Aldo Montano, fiorettista, consiglia: “Cerco sempre l’affondo, ma mai sul pedale”. Questo è il motto della campagna di comunicazione &#8220;Sulla buona strada&#8221; promossa del governo italiano. Paradossalmente, da una parte, a parole, la campagna &#8220;dice&#8221; ai giovani di non correre in auto, dall&#8217;altra, utilizzando, come testimonial, un asso sportivo, &#8220;comunica&#8221; di fatto che, chi vuole considerazione, deve risultare competitivo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color:#993300;">Aldo Montano, fiorettista, consiglia: “Cerco sempre l’affondo, ma mai sul pedale”.</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">Questo è il motto della campagna di comunicazione &#8220;Sulla buona strada&#8221; promossa del governo italiano.</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">Paradossalmente, da una parte, a parole, la campagna &#8220;dice&#8221; ai giovani di non correre in auto, dall&#8217;altra, utilizzando, come testimonial, un asso sportivo, &#8220;comunica&#8221; di fatto che, chi vuole considerazione, deve risultare competitivo e performante nella vita e, quindi, anche in auto!</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">Questa contraddizione è sintomo incontrovertibile che i governanti e i loro consiglieri non possiedono gli strumenti per affrontare un nuovo modello culturale che sia capace di produrre una popolazione coesa e felice (quindi, non autolesionista in auto&#8230;) e, al contempo, nuova occupazione, una reale tutela ambientale e una giustizia sociale.</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">Abbiamo imparato che i prodotti locali, che non sono promossi da testimonial di visibilità nazionale e internazionale, sono portatori di una ricaduta benefica complessa: maggiore sicurezza alimentare, nuove occasioni occupazionali, giustizia sociale (maggiore retribuzione ai piccoli produttori, invece che ai capitalisti azionisti della grande distribuzione), coesione sociale (maggiore relazione tra produttori e consumatori, attori dello stesso territorio), tutela ambientale e personale (meno inquinamento e meno infortuni stradali causati dal trasporto di merci lontane).</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">Finché la classe intellettuale non sarà capace di comprendere intimamente le opportunità del modello della filiera corta e dei processi orizzontali, la classe dirigente non potrà affrontare la complessità delle trasformazioni necessarie al XXI secolo.</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">Nonostante rivoluzioni e referendum, culturalmente siamo, tutt&#8217;ora, sotto monarchia.<br />
</span><span style="color:#993300;">Non esiste alcuna differenza tra un popolano medievale, che urla d&#8217;emozione al passaggio del principe, e un cittadino odierno che prova coinvolgimento, mai per il vicino di casa, ma, sempre e senza alcuna convenienza, per personaggi, nazionali e internazionali, dello sport, dello spettacolo, della politica e dell&#8217;imprenditoria.</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">Finché esisterà un verticismo delle emozioni, avremo, come modelli di vita, i personaggi da gossip: esiste una corrispondenza diretta fra la fascinazione per i personaggi sovraterritoriali e l&#8217;aggressività che si genera, su piano orizzontale, tra le persone comuni (violenza fra automobilisti, fra adolescenti, negli stadi, ma, anche, invidia, conflittualità, competizione, incomunicabilità, solitudine, frustrazione&#8230;).</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">Dando spazio, invece, all&#8217;orizzontalità delle emozioni, in un contesto di filiera corta delle relazioni sociali e commerciali, recuperando il senso di appartenenza alla propria comunità locale, si potrebbe usufruire, naturalmente, di coesione sociale, solidarietà, condivisione: questi strumenti di felicità diffusa, nell&#8217;individuo, più di qualsiasi posizione sociale e più di tutti i beni status symbol, sono capaci di soddisfazione personale.</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">Alessio Masone</span></h3>
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