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	<title>Art&#039;Empori &#187; Zygmunt Bauman</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>Modus vivendi &#8211; appunti su Bauman</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Feb 2009 17:39:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[[di Tullia Bartolini] Zygmunt Bauman è uno degli autori che più ho avuto di apprezzare in questi anni. Affascinante personalità, sociologo, a torto definito reazionario dalla sociologia di massa e d&#8217;assalto. Ho letto varie cose, di questo &#8216;giovane&#8217; ottantenne, prolifico e vivace. L&#8217;ultimo saggio s&#8217;intitola &#8216;Modus Vivendi&#8217; ed è illuminante, come tutto quello che Bauman scrive. Si [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2009/02/zygmunt_bauman.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-11634" alt="zygmunt_bauman" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2009/02/zygmunt_bauman-225x300.jpg" width="225" height="300" /></a><span style="color: #000000;">[di Tullia Bartolini] Zygmunt Bauman è uno degli autori che più ho avuto di apprezzare in questi anni. Affascinante personalità, sociologo, a torto definito reazionario dalla sociologia di massa e d&#8217;assalto. Ho letto varie cose, di questo &#8216;giovane&#8217; ottantenne, prolifico e vivace. L&#8217;ultimo saggio s&#8217;intitola &#8216;Modus Vivendi&#8217; ed è illuminante, come tutto quello che Bauman scrive.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"> Si parla della &#8216;nostra&#8217; società, quella occidentale, malata e decadente. Per descrivere il mondo in cui ci muoviamo, quest&#8217;ovest senza valori, Bauman ha coniato un termine: liquidità. Tutto scorre, niente è fisso, niente resta: così sradicato, l&#8217;uomo occidentale è facile vittima del mercato. E&#8217; <em>l&#8217;homo economicus</em> per eccellenza. È solo, solissimo, e gli si propongono luoghi in cui si vendono a buon prezzo incontri e finto benessere. Fino al prossimo bisogno, consumati i primi, che ovviamente non sono stati risolti.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"> In Modus Vivendi, Bauman affronta il tema della &#8216;mixofobia&#8217;. È la paura che l&#8217;individuo avverte, nel proprio contesto abituale, quando viene messo a contatto con la diversità. Le città – un tempo luoghi di protezione, per il singolo –, oggi lo minacciano da ogni lato.<br />
La polifonia e la policromia culturale dell&#8217;ambiente urbano globalizzato lo spaventano. La mixofobia si manifesta, scrive Bauman, nella spinta a ritagliarsi isole di similitudine. Il sentimento del &#8216;noi&#8217;, diventa un modo per isolarsi dalla diversità, frequentando solo i &#8216;simili&#8217; – o i presunti tali – ed evitando così di analizzarsi a fondo attraverso gli altri. &#8220;Il sentimento comune unisce senza che si verifichi l&#8217;esperienza comune, in primo luogo perché gli individui sono intimoriti dalla partecipazione e spaventati dalla sofferenza&#8221;. Non avendo vere &#8216;radici&#8217;, la paura li attanaglia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"> La globalizzazione, infatti, ci ha sradicati, reso fragili, tolto punti di riferimento. L&#8217;unica cosa che l&#8217;individuo sa fare è applicare – scrive Bauman – la terapia della fuga. Il dialogo e l&#8217;interazione, che potrebbero farci assimilare l&#8217;alterità, svaniscono nel moto di fuga verso il &#8216;simile&#8217;. Quello con cui non ci si rapporta veramente, a cui ci uniscono mire ed interessi materiali, che non ci contesta e che ci dà sempre ragione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"> La città favorisce la mixofilia – il diverso attrae, è ovvio – , nella stessa misura in cui scatena la mixofobia. Questa attrazione-repulsione si verifica anche nel privato. Siamo liberi di allacciare e sciogliere rapporti. Di incontrarci in chat, fissare appuntamenti al buio, andare a letto con chi ci pare, ma tutto deve restare in superficie, per non provocare confronti reali. Per non portare, insomma, a mettere in discussione quel poco, pochissimo che sappiamo di noi e su cui – così irriflessivi – abbiamo fondato il nostro instabile equilibrio.<br />
Georg Gadamer scriveva: &#8220;La comprensione reciproca è favorita dalla fusione degli orizzonti cognitivi, ossia di quegli orizzonti tracciati ed estesi nel corso dell&#8217;accumulazione dell&#8217;esperienza di vita&#8221;. La fusione, che è richiesta dalla comprensione reciproca, può essere solo l&#8217;esito di un&#8217;esperienza condivisa.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;"><span style="color: #000000;"> Da cinquant&#8217;anni Bauman vive con la stessa donna. È passato attraverso esperienze come la guerra e la modernizzazione. Oggi affronta i problemi della post-modernità con la saggezza di un grande vecchio.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;">
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