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	<title>Commenti a: In principio era l’email. Ora, la comunicazione a bassa intensità</title>
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	<link>https://www.artempori.it/artempori/2014/05/18/in-principio-era-lemail-ora-la-comunicazione-a-bassa-intensita/</link>
	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>Di: Giancarlo De Gregorio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giancarlo De Gregorio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 May 2014 11:10:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Gentilissimi,  per chi non mi conosce, sono uno dei fondatori dell&#039;associazione culturale LILIS (www.lilis.it) seguo le vostre discussioni e iniziative anche se sono intervenuto molto di rado. Trovo interessante questa discussione per formazione e in quanto frequentatore dagli albori di diversi gruppi di discussione e con un gruppo di amici ne facevamo una simile. Vorrei aggiungere un nuovo particolare alla questione social network/mailing list spesso sottovalutato ovvero la proprietà dei dati. Quando scriviamo su Facebook o su altri social network, oltre ad utilizzare un servizio centralizzato e proprietario, di fatto è come se cedessimo la proprietà di quanto scritto visto che questo non è ne organizzabile in categorie ne esportabile o scaricabile in qualunque maniera.

Un social network offre degli strumenti che sono sicuramente utili in un progetto di condivisione moderno tra cui quelli già elencati di poter seguire una conversazione dimostrando apprezzamento per alcuni interventi senza allungare la discussione stessa, condividere facilmente, descrivere se stessi e i propri interessi in maniera semplice ecc. Di contro si rinuncia a parte o tutta la propria privacy che viene letteralmente rivenduta assieme alle proprie preferenze, si delega ad un servizio centralizzato, spersonalizzante, dispersivo e proprietario.

Una soluzione potrebbe essere adottare un social network open source su un server proprio. In questo modo si resta proprietari dei propri dati, si può scegliere quali notifiche ricevere, non si rinuncia alla semplificazione della &quot;comunicazione 2.0&quot;, non si delega ne in termini di privacy fuori dal territorio ne alla vendita dei dati per scopi pubblicitari ecc.

Una soluzione del genere potrebbe essere allargata, inoltre, ad un intero territorio e al tessuto associativo in esso contenuto in modo da avere contributi differenziati e molteplici.

Un software Open Source permette di avere il completo controllo del codice e assicura l&#039;assenza di backdoor in favore di nsa e servizi di spionaggio vari come invece hanno fatto facebook e compagnia bella e non lega l&#039;utente a nessuna società, ne locale ne tanto meno multinazionale, visto che è liberamente condivisibile, studiabile, modificabile e senza limitazioni di uso.

Esempi di software di social network Liberi e Open Source sono Pump.io, Diaspora Elgg ecc. ma ne sono rinvenibili diversi in rete, basta cercare.

Saluti
Giancarlo]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gentilissimi,  per chi non mi conosce, sono uno dei fondatori dell&#8217;associazione culturale LILIS (www.lilis.it) seguo le vostre discussioni e iniziative anche se sono intervenuto molto di rado. Trovo interessante questa discussione per formazione e in quanto frequentatore dagli albori di diversi gruppi di discussione e con un gruppo di amici ne facevamo una simile. Vorrei aggiungere un nuovo particolare alla questione social network/mailing list spesso sottovalutato ovvero la proprietà dei dati. Quando scriviamo su Facebook o su altri social network, oltre ad utilizzare un servizio centralizzato e proprietario, di fatto è come se cedessimo la proprietà di quanto scritto visto che questo non è ne organizzabile in categorie ne esportabile o scaricabile in qualunque maniera.</p>
<p>Un social network offre degli strumenti che sono sicuramente utili in un progetto di condivisione moderno tra cui quelli già elencati di poter seguire una conversazione dimostrando apprezzamento per alcuni interventi senza allungare la discussione stessa, condividere facilmente, descrivere se stessi e i propri interessi in maniera semplice ecc. Di contro si rinuncia a parte o tutta la propria privacy che viene letteralmente rivenduta assieme alle proprie preferenze, si delega ad un servizio centralizzato, spersonalizzante, dispersivo e proprietario.</p>
<p>Una soluzione potrebbe essere adottare un social network open source su un server proprio. In questo modo si resta proprietari dei propri dati, si può scegliere quali notifiche ricevere, non si rinuncia alla semplificazione della &#8220;comunicazione 2.0&#8243;, non si delega ne in termini di privacy fuori dal territorio ne alla vendita dei dati per scopi pubblicitari ecc.</p>
<p>Una soluzione del genere potrebbe essere allargata, inoltre, ad un intero territorio e al tessuto associativo in esso contenuto in modo da avere contributi differenziati e molteplici.</p>
<p>Un software Open Source permette di avere il completo controllo del codice e assicura l&#8217;assenza di backdoor in favore di nsa e servizi di spionaggio vari come invece hanno fatto facebook e compagnia bella e non lega l&#8217;utente a nessuna società, ne locale ne tanto meno multinazionale, visto che è liberamente condivisibile, studiabile, modificabile e senza limitazioni di uso.</p>
<p>Esempi di software di social network Liberi e Open Source sono Pump.io, Diaspora Elgg ecc. ma ne sono rinvenibili diversi in rete, basta cercare.</p>
<p>Saluti<br />
Giancarlo</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: Brunella la strega</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2014/05/18/in-principio-era-lemail-ora-la-comunicazione-a-bassa-intensita/#comment-1845</link>
		<dc:creator><![CDATA[Brunella la strega]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 May 2014 07:52:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Io sto riflettendo molto su tutto ciò: ho ridotto fb e lo utilizzo per condividere appuntamenti, contenuti interessanti con amici lontani. non mi interessa come vetrina..magari come ricerca di un fidanzato sì..scherzo naturalmente..non lo voglio virtuale!
  invece la mail è il mio pane quotidiano nel lavoro, per condividere progetti e allegati in breve tempo con il gruppo di lavoro. se va in tilt la posta elettronica sono persa!la mail la utilizzo anche per comunicare con persone alle quali voglio scrivere una lettera che non uso più neanche io ormai. Concludendo, credo che non ci si possa sottrarre da una fetta di esistenza in rete, ma è importante continuare a vedersi, negli occhi, e in gruppi, per condividere fisicamente, a pelle, in un abbraccio, in un bacio, in un dibattito ...e poi cercare di partecipare il più possibile a spettacoli dal vivo, piuttosto che stando dietro ad un video o schermo, per quanto gigante possa essere. la vostra strega multimediale..ma sempre con la scopa!]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io sto riflettendo molto su tutto ciò: ho ridotto fb e lo utilizzo per condividere appuntamenti, contenuti interessanti con amici lontani. non mi interessa come vetrina..magari come ricerca di un fidanzato sì..scherzo naturalmente..non lo voglio virtuale!<br />
  invece la mail è il mio pane quotidiano nel lavoro, per condividere progetti e allegati in breve tempo con il gruppo di lavoro. se va in tilt la posta elettronica sono persa!la mail la utilizzo anche per comunicare con persone alle quali voglio scrivere una lettera che non uso più neanche io ormai. Concludendo, credo che non ci si possa sottrarre da una fetta di esistenza in rete, ma è importante continuare a vedersi, negli occhi, e in gruppi, per condividere fisicamente, a pelle, in un abbraccio, in un bacio, in un dibattito &#8230;e poi cercare di partecipare il più possibile a spettacoli dal vivo, piuttosto che stando dietro ad un video o schermo, per quanto gigante possa essere. la vostra strega multimediale..ma sempre con la scopa!</p>
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	<item>
		<title>Di: Alessio Masone</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2014/05/18/in-principio-era-lemail-ora-la-comunicazione-a-bassa-intensita/#comment-1840</link>
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Masone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 May 2014 23:52:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Lorenzo, credo che bisogni analizzare le modalità di comunicazione web tramite una visione, un percorso, evitando di prendere dalle cose quello che ci conviene al momento. 

Utilizzando la visione di Art&#039;Empori, quella dell&#039;esperienzialità, potremmo ipotizzare che la mail stia al libro come il social network sta al film. Quando più si delega alla tecnologia, tanto più perdiamo in esperienzialità. 

Quando leggiamo un romanzo, mettiamo molta nostra creatività per completare le descrizioni che l&#039;autore ci fornisce. Nel film, invece, il regista (tramite le immagini e il sonoro) decide molti più dettagli, alleggerendo l&#039;incombenza/esperienzialità del fruitore. 

In pratica, quanto più la tecnologia ci alleggerisce la fatica del vivere, tanto più ci sottrae vita. Questa visione darebbe giustizia agli uomini che ci hanno preceduto senza aver conosciuto tv, computer, aerei, ma che forse hanno vissuto in prima persona più di noi.
Allo stesso modo, noi non possiamo ritenerci più sfortunati delle prossime generazioni che godranno di maggiori tecnologie rispetto a noi. Di questo passo, potremmo anche ipotizzare che le specie viventi più sono primordiali (meno evolute) e più sono connesse alla vita. 
Questa sarebbe giustizia universale.

Al riguardo, suggerisco http://www.artempori.it/artempori/2013/04/30/conoscere-di-persona-i-personaggi-dei-romanzi-dal-blog-di-isabella-pedicini/]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Lorenzo, credo che bisogni analizzare le modalità di comunicazione web tramite una visione, un percorso, evitando di prendere dalle cose quello che ci conviene al momento. </p>
<p>Utilizzando la visione di Art&#8217;Empori, quella dell&#8217;esperienzialità, potremmo ipotizzare che la mail stia al libro come il social network sta al film. Quando più si delega alla tecnologia, tanto più perdiamo in esperienzialità. </p>
<p>Quando leggiamo un romanzo, mettiamo molta nostra creatività per completare le descrizioni che l&#8217;autore ci fornisce. Nel film, invece, il regista (tramite le immagini e il sonoro) decide molti più dettagli, alleggerendo l&#8217;incombenza/esperienzialità del fruitore. </p>
<p>In pratica, quanto più la tecnologia ci alleggerisce la fatica del vivere, tanto più ci sottrae vita. Questa visione darebbe giustizia agli uomini che ci hanno preceduto senza aver conosciuto tv, computer, aerei, ma che forse hanno vissuto in prima persona più di noi.<br />
Allo stesso modo, noi non possiamo ritenerci più sfortunati delle prossime generazioni che godranno di maggiori tecnologie rispetto a noi. Di questo passo, potremmo anche ipotizzare che le specie viventi più sono primordiali (meno evolute) e più sono connesse alla vita.<br />
Questa sarebbe giustizia universale.</p>
<p>Al riguardo, suggerisco <a href="http://www.artempori.it/artempori/2013/04/30/conoscere-di-persona-i-personaggi-dei-romanzi-dal-blog-di-isabella-pedicini/" rel="nofollow">http://www.artempori.it/artempori/2013/04/30/conoscere-di-persona-i-personaggi-dei-romanzi-dal-blog-di-isabella-pedicini/</a></p>
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	<item>
		<title>Di: Lorenzo Canzanella</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2014/05/18/in-principio-era-lemail-ora-la-comunicazione-a-bassa-intensita/#comment-1784</link>
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Canzanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 May 2014 09:51:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Condivido, anche se parzialmente, il messaggio o &quot;allarme&quot; contenuto nell&#039;articolo, ma non ne condivido il tono che trovo troppo giudicante.

La tecnologia, come i soldi e il potere in generale, sono come un coltello: puoi usarlo in modo costruttivo o distruttivo. Non è quindi in assoluto &quot;il male&quot;. Dipende solo da noi stessi.

Ricordo molto bene non solo le prime email scritte sulle oramai preistoriche BBS nei primi anni &#039;90 (prima di internet), ma ricordo anche lo stupore della primissima chat cui ho assistito su un vecchio Commodore64 attraverso un contatto telematico diretto via cavo telefonico.
Ricordo tutto questo con tenerezza, ma non con attaccamento.

Per me tutto è benvenuto, anche se non mi piace. E se non mi piace, non l&#039;adotto, mantengo una mia coerenza.
Sono un utente dinamico che trova questi canali di comunicazioni a &quot;bassa intensità&quot; come una grande occasione, se usati e non abusati.

Sono estremamente contento di poter oggi condividere un acquisto, un fiore, un&#039;emozione a distanza attraverso una fotografia scattata al volo.
Sono estremamente contento di poter oggi indicare la mia posizione con precisione agli amici o alla mia compagna grazie al sistema satellitare, senza usare fiumi di parole per descriverlo.
In definitiva: sono estremamente contento di usare, senza abusare, le nuove possibilità di comunicazione che sono e saranno sempre in continua evoluzione.

Non ci dimentichiamo mai che il mondo gira anche senza di noi, come ha sempre fatto e continuerà a fare. E&#039; nostra semplice responsabilità accettare che tutto è in continuo mutamento e quanto questo possa esserci utile o meno nella nostra vita.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Condivido, anche se parzialmente, il messaggio o &#8220;allarme&#8221; contenuto nell&#8217;articolo, ma non ne condivido il tono che trovo troppo giudicante.</p>
<p>La tecnologia, come i soldi e il potere in generale, sono come un coltello: puoi usarlo in modo costruttivo o distruttivo. Non è quindi in assoluto &#8220;il male&#8221;. Dipende solo da noi stessi.</p>
<p>Ricordo molto bene non solo le prime email scritte sulle oramai preistoriche BBS nei primi anni &#8217;90 (prima di internet), ma ricordo anche lo stupore della primissima chat cui ho assistito su un vecchio Commodore64 attraverso un contatto telematico diretto via cavo telefonico.<br />
Ricordo tutto questo con tenerezza, ma non con attaccamento.</p>
<p>Per me tutto è benvenuto, anche se non mi piace. E se non mi piace, non l&#8217;adotto, mantengo una mia coerenza.<br />
Sono un utente dinamico che trova questi canali di comunicazioni a &#8220;bassa intensità&#8221; come una grande occasione, se usati e non abusati.</p>
<p>Sono estremamente contento di poter oggi condividere un acquisto, un fiore, un&#8217;emozione a distanza attraverso una fotografia scattata al volo.<br />
Sono estremamente contento di poter oggi indicare la mia posizione con precisione agli amici o alla mia compagna grazie al sistema satellitare, senza usare fiumi di parole per descriverlo.<br />
In definitiva: sono estremamente contento di usare, senza abusare, le nuove possibilità di comunicazione che sono e saranno sempre in continua evoluzione.</p>
<p>Non ci dimentichiamo mai che il mondo gira anche senza di noi, come ha sempre fatto e continuerà a fare. E&#8217; nostra semplice responsabilità accettare che tutto è in continuo mutamento e quanto questo possa esserci utile o meno nella nostra vita.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: tullia</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2014/05/18/in-principio-era-lemail-ora-la-comunicazione-a-bassa-intensita/#comment-1769</link>
		<dc:creator><![CDATA[tullia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 May 2014 21:24:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Concordo. Molto interessante.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo. Molto interessante.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: franca</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2014/05/18/in-principio-era-lemail-ora-la-comunicazione-a-bassa-intensita/#comment-1768</link>
		<dc:creator><![CDATA[franca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 May 2014 21:20:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[giuro...ho letto tutto d&#039;un fiato e condivido...bell&#039;articolo, franca]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>giuro&#8230;ho letto tutto d&#8217;un fiato e condivido&#8230;bell&#8217;articolo, franca</p>
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