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	<title>Art&#039;Empori &#187; Alessio Masone</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
	<lastBuildDate>Thu, 22 Jul 2021 21:41:15 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Gli spettacoli popolari stanno al supermercato come il teatro sta al Carrefour</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2017/08/11/gli-spettacoli-popolari-stanno-al-supermercato-come-il-teatro-sta-al-carrefour/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Aug 2017 17:11:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[..Articoli Testata]]></category>
		<category><![CDATA[Alessio Masone]]></category>
		<category><![CDATA[assessorato alla cultura]]></category>
		<category><![CDATA[avere a cuore il mondo]]></category>
		<category><![CDATA[benevento]]></category>
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		<category><![CDATA[stili di azione culturale]]></category>
		<category><![CDATA[supermercato]]></category>

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		<description><![CDATA[[di Alessio Masone] Molte polemiche per il video promo di Città Spettacolo 2017 girato all&#8217;interno di un supermercato in quanto la rassegna è destinata all&#8217;intera popolazione. Sicuramente qui non si configura una comunicazione responsabile, agevolando consumi poco etici, ma è ancora più preoccupante che le critiche sulla scelta scenografica del video vengano dai sostenitori di una [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_3915"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2013/09/poecivismo-logo-stili-di-azione-culturale.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-18269" alt="poecivismo-logo-stili-di-azione-culturale" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2013/09/poecivismo-logo-stili-di-azione-culturale.jpg" width="312" height="250" /></a>[di <a href="http://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/autori-di-artempori/alessio-masone-x-autori/" target="_blank">Alessio Masone</a>] Molte polemiche per il video promo di Città Spettacolo 2017 girato all&#8217;interno di un supermercato in quanto la rassegna è destinata all&#8217;intera popolazione.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_3936">Sicuramente qui non si configura una comunicazione responsabile, agevolando consumi poco etici, ma è ancora più preoccupante che le critiche sulla scelta scenografica del video vengano dai sostenitori di una Città Spettacolo che sia più impegnata ed elitaria.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_28734">.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_3957">Non risulta affatto che i fruitori di eventi colti poi evitino la grande distribuzione: semmai i fruitori di jazz e teatro, nel quotidiano, fruiscono, non dei supermercati noti per il risparmio, ma del Carrefour, &#8220;teatro&#8221; colto ed elitario dei consumi irresponsabili.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_3961">.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_3960">Gli attivisti dell&#8217;economia solidale, p&#8217;artigiani che contrastano i consumi seriali e delegati a danno del territorio e dell&#8217;ambiente, sono tolleranti con i consumatori che si rivolgono alla grande distribuzione se spinti dal risparmio monetario, viste le ristrettezze economiche a cui sono costretti.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_3963">.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_3965">Ma non si può essere comprensivi con chi, da benestante, frequenta il comparto elitario dei consumi e delle fruizioni: Carrefour, teatri, musei, musica colta (ma anche librerie di catena e online).</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_3969">.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_3968">Ogni epoca è caratterizzata dalle sue emergenze e dalla rivoluzione culturale che ne consegue. Non si può definire culturale quell&#8217;attività che poi non produce cambiamento, risultando complice di una crisi economica e climatica che colpisce il cittadino medio e i territori: spettacolo popolare o colto, resta solo intrattenimento se non mette in discussione il fruitore e il sistema. E&#8217; come parlare di sesso degli angeli mentre i turchi sono alle porte.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_3971">.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_3973">Non mi risulta che il cantante Enzo Savastano, per i suoi concerti, eviti i luoghi che utilizzano i bicchieri monouso in plastica (sostituendoli con quelli di cellulosa, cosiddetti di carta): ogni suo concerto forse resta intrattenimento fine a sé stesso, se è complice del cambiamento climatico.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31821">.</div>
<div id="yiv4677115295yqtfd38231">
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_4010">Se il modello di sviluppo che viviamo è collassato, la responsabilità è della classe dirigente e intellettuale, quella della cultura elitaria. Anzi ogni volta che ci esprimiamo a favore di artisti elitari stiamo diffondendo, come costo occulto in termini esperienziali, competizione ed esclusione, quelle stesse attitudini che ricadono a danno di migranti, individui svantaggiati e anche di piccoli esercizi commerciali che, se sopravvivessero, genererebbero economia territoriale e felicità diffusa.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_4009">.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_4012">Paradossalmente, se parliamo di stile di azione culturale, ci tocca ipotizzare che sia alquanto sostenibile lo stile di Renato Giordano (e dell&#8217;assessorato) nella progettazione della Città Spettacolo.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_4016">.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_4014">Con i rivolgimenti globali in corso abbiamo perso ogni coordinata: necessitiamo di nuovi parametri a cui appellarci evitando pregiudizi e approcci di parte.</div>
<div dir="ltr" id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_4019">In base ai parametri del &#8220;<a href="http://www.artempori.it/artempori/2013/09/27/poecivismo-stili-di-azione-culturale-responsabili/" target="_blank">PoeCivismo, stili di azione culturale responsabili</a>&#8221; (pubblicati nel libro di Carmela Longo, <a href="http://www.artempori.it/artempori/2013/08/04/avere-a-cuore-il-mondo-il-libro-di-carmela-longo-dalla-psicologia-individuale-al-bene-comune/" target="_blank">&#8220;Avere a cuore il mondo. </a><i id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502445831281_13777"><a href="http://www.artempori.it/artempori/2013/08/04/avere-a-cuore-il-mondo-il-libro-di-carmela-longo-dalla-psicologia-individuale-al-bene-comune/" target="_blank">Prendersi cura di sé, degli altri, del bene comune&#8221;</a>, edizioni La Meridiana, 2013)</i>, bisogna ammettere che la Città Spettacolo del 2017, nei confronti di altre rassegne calata dall&#8217;alto, sia avanti in termini di inclusione, di incentivo all&#8217;economia territoriale, di felicità diffusa, di sostenibilità ambientale.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_4033">.<br clear="none" />Mentre gli intellettuali sanniti sono ancora fermi alla qualità del contenuto, bisognerebbe puntare ai metodi, agli stili con cui si veicolano i contenuti: in termini di cambiamento, il fruitore di un&#8217;opera recepisce soprattutto &#8220;l&#8217;esperienza&#8221; tramite cui si interfaccia ad essa.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_4035">.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_4038">Si parla di &#8220;turismo esperienziale&#8221;: visto il tema devo specificare che non si tratta di un mio neologismo ma di un recente articolo de &#8220;L&#8217;inkiesta (<a href="http://www.linkiesta.it/it/article/2017/07/20/filosofia-borghi-abbandonati-e-programmi-dautore-ecco-la-guida-allesta/34964/" target="_blank">Filosofia, borghi abbandonati e programmi d’autore: ecco la guida all’estate dei festival impegnati</a>).<a id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_4040" href="http://www.linkiesta.it/it/article/2017/07/20/filosofia-borghi-abbandonati-e-programmi-dautore-ecco-la-guida-allesta/34964/" target="_blank" rel="nofollow" shape="rect"><br />
</a></div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31712">.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31706">L&#8217;articolo prende in considerazione le manifestazioni culturali delle aree interne dove il fruitore è più attivo ed è coinvolto nell&#8217;utilizzo di stoviglie biodegradabili visto che la plastica monouso è qui bandita.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31710">.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31709">Tornando a Benevento e alla sua rassegna, Giordano è avanti in quattro punti, secondo i parametri del PoeCivismo.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31711">Primo. Il suo metodo è inclusivo dei gusti dell&#8217;intera popolazione nella scelta degli spettacoli.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31716">Secondo. Rende centrale il cibo e l&#8217;indotto economico a favore degli esercenti locali: questo è atto politico, una scelta culturale forte, stante l&#8217;attuale crisi economica. Sulle sovranità alimentari, sulla responsabile filiera agroalimentare e sull&#8217;economia fisica (territoriale) si combatte il terzo  conflitto globale: noi siamo in guerra per opporre resistenza al nazismo economico che ci sta portando in un genocidio silenzioso perché  attuato con armi finanziarie, non con le armi convenzionali.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31778">Terzo. L&#8217;inclusione economica del vicino di casa (i piccoli esercenti) e l&#8217;aggregazione, che scaturiscono dal comparto cibo, innescano coesione territoriale e felicità diffusa. Quello che appare volgare agli intellettuali, è il cibo che rende centrale la figura del fruitore a scapito dell&#8217;artista. Questo nuovo baricentro tra fruitore e opera è sintomatico della rivoluzione culturale del XXI secolo, un&#8217;esperienzialità diffusa che si fenomenizza come cittadinanza artistica ed economica non delegata.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31863">Quarto. Almeno nell&#8217;edizione 2016 di Città Spettacolo, gli esercizi commerciali coinvolti durante la rassegna erano tenuti (almeno in teoria) a utilizzare bicchieri e piatti di carta, quindi biodegradabili.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31875">.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31874">Certo, se si vogliono approfondire i fermenti che stanno portando verso una riformulazione dei metodi degli eventi culturali, si frequentino a Benevento le attività dal basso proposte dal GASb Arcobaleno, Circolo Bukó, Janara Squat, Lerka Minerka e Banda del Bukò.<br clear="none" />.<br clear="none" /></p>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_32023">Alessio Masone</p>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31874">
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_32028">Biolibraio indipendente<br />
Attivista di economia solidale</div>
</div>
</div>
<div dir="ltr" id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_32025">Cofondatore di Art&#8217;Empori, movimento di fruitori responsabili ed esperienziali</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_32028">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</div>
</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31879"></div>
<blockquote>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31882">Dove sono quegli uomini colti che, durante la fruizione di un libro o di un film sulla shoah, si dimostrano contro il male gratuito, ma solo con il senno di poi, quando i danni sono ormai irreparabili, quando tutto è acclarato?</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31957">Verranno fuori quegli intellettuali, anche questa volta, col senno di poi, quando tutto sarà irreparabile, quando anche le persone più insipienti avranno coscienza della distruzione dei beni primari di una popolazione?&#8221; <br clear="none" />Alessio Masone</div>
</blockquote>
<div dir="ltr" id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31957">(dal libro di Carmela Longo, &#8220;<a href="http://http://www.artempori.it/artempori/2013/08/04/avere-a-cuore-il-mondo-il-libro-di-carmela-longo-dalla-psicologia-individuale-al-bene-comune/" target="_blank">Avere a cuore il mondo. </a><i id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502445831281_13777"><a href="http://http://www.artempori.it/artempori/2013/08/04/avere-a-cuore-il-mondo-il-libro-di-carmela-longo-dalla-psicologia-individuale-al-bene-comune/" target="_blank">Prendersi cura di sé, degli altri, del bene comune</a>&#8220;, edizioni La Meridiana, 2013)</i></div>
<div dir="ltr" id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502445831281_13778"><i id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502445831281_13779">&#8212;-</i></div>
<div dir="ltr" id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31962"><span id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502445831281_13953" style="color: #454545;">I metodi del &#8220;PoeCivismo. Stili di azione culturale responsabili&#8221; sono stati pubblicati nel libro </span>di Carmela Longo, &#8220;<a href="http://http//www.artempori.it/artempori/2013/08/04/avere-a-cuore-il-mondo-il-libro-di-carmela-longo-dalla-psicologia-individuale-al-bene-comune/" target="_blank">Avere a cuore il mondo. </a><i><i><a href="http://http//www.artempori.it/artempori/2013/08/04/avere-a-cuore-il-mondo-il-libro-di-carmela-longo-dalla-psicologia-individuale-al-bene-comune/" target="_blank">Prendersi cura di sé, degli altri, del bene comune</a><a href="&quot;Avere a cuore il mondo. Prendersi cura di sé, degli altri, del bene comune&quot;, edizioni La Meridiana, 2013)" target="_blank">&#8220;</a>, edizioni La Meridiana, 2013</i></i></div>
<div dir="ltr"></div>
<div dir="ltr"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2013/09/poecivismo-stili-di-azione-culturale-1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-18264" alt="poecivismo-stili-di-azione-culturale-1" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2013/09/poecivismo-stili-di-azione-culturale-1.jpg" width="756" height="1054" /></a></div>
<div dir="ltr"></div>
<div dir="ltr"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2013/09/poecivismo-stili-di-azione-culturale-2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-18265" alt="poecivismo-stili-di-azione-culturale-2" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2013/09/poecivismo-stili-di-azione-culturale-2.jpg" width="756" height="1063" /></a></div>
<div dir="ltr">
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
</div>
]]></content:encoded>
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		<title>La censura che omologa è messa in atto, ogni giorno, dai giornali locali, a danno della società civile</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2016/04/17/la-censura-che-omologa-e-messa-in-atto-ogni-giorno-dai-giornali-locali-a-danno-della-societa-civile/</link>
		<comments>https://www.artempori.it/artempori/2016/04/17/la-censura-che-omologa-e-messa-in-atto-ogni-giorno-dai-giornali-locali-a-danno-della-societa-civile/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 17 Apr 2016 12:45:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[..Articoli Testata]]></category>
		<category><![CDATA[Alessio Masone]]></category>
		<category><![CDATA[censura]]></category>
		<category><![CDATA[fausto pepe]]></category>
		<category><![CDATA[giornali locali]]></category>
		<category><![CDATA[libro di riina]]></category>
		<category><![CDATA[sindaco di benevento]]></category>
		<category><![CDATA[società civile]]></category>

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		<description><![CDATA[- Il caso del sindaco di Benevento che ha vietato simbolicamente la vendita del libro di Riina. - La mafiosità può risiedere nel rapporto tra lettore e opera. &#8211; E’ emergenza democratica informativa se i giornali locali continuano, allineandosi alle testate nazionali, a dare priorità alle notizie eclatanti. [di Alessio Masone] Non si configura una [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/04/giornali.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17965" alt="giornali" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/04/giornali-300x129.jpg" width="300" height="129" /></a><strong><em>- Il caso del sindaco di Benevento che ha vietato simbolicamente la vendita del libro di Riina.<br />
</em><em>- La mafiosità può risiedere nel rapporto tra lettore e opera.</em></strong><br />
<strong><em> &#8211; E’ emergenza democratica informativa se i giornali locali continuano, allineandosi alle testate nazionali, a dare priorità alle notizie eclatanti.</em></strong></p>
<p>[di <a href="http://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/autori-di-artempori/alessio-masone-x-autori/" target="_blank">Alessio Mason</a>e]<b> Non si configura una censura nel gesto simbolico del sindaco di Benevento di vietare la vendita di un libro.<br />
</b>Considero il gesto del sindaco Fausto Pepe come una provocazione, visto che non ha efficacia giuridica: resta invece come reale censura quella che operano, ogni giorno, i giornali locali, tacendo della società civile territoriale che non fa &#8220;notizia&#8221;.</p>
<p><b>Quello che i giornali locali hanno censurato: la mafiosità può risiedere nel rapporto tra lettore e opera.</b><br />
Al riguardo, come libraio indipendente, sono stato interpellato da numerose testate locali, ma avevano già in mente cosa pubblicare e hanno oscurato quanto sia fondamentale considerare la &#8220;responsabilità sociale del lettore&#8221;: non conta tanto l&#8217;opera, su cui non si può incidere neanche con la censura, ma la parte di competenza del lettore dove si può incidere tramite una fruizione responsabile. Una sorta di fatica coautoriale dell&#8217;opera che rende il lettore responsabile attore del mondo in cambiamento.<br />
.<br />
Entrando nello specifico caso, la mafiosità non è tanto nel libro di Riina, ma nell&#8217;eventuale approccio del lettore: se compro un libro contro la mafia, ma tramite i centri commerciali, librerie di catena e online, per risparmiare, io sto accettando una micro tangente che mette al primo posto la mia convenienza personale, trascurando il bene comune e incentivando la crisi economica, quindi a danno dell&#8217;economia territoriale, della redistribuzione del reddito, della coesione locale. Questo approccio si consolida nel quotidiano della mia vita e di quelli a me vicini, al punto che, se un giorno dovrò ricoprire cariche pubbliche, sarò culturalmente assuefatto a favorire me e i miei amici, a danno del bene comune. Paradossalmente, se si compra il libro di Riina tramite una libreria indipendente, si realizza uno stile di azione culturale responsabile e capace di cambiamento: l&#8217;eccellenza non è più assoluta, quindi da ricercare esclusivamente nell&#8217;opera, ma si parla di eccellenza relazionale, quella agita nella parte di competenza del fruitore, se portata responsabilmente nel tessuto quotidiano.</p>
<p><b>L’intervista di Porta a porta a Riina è figlia del sistema mass mediatico.<br />
</b>Bruno Vespa, nell’intervistare Riina, è solo espressione di un sistema mass mediatico malato. I giornali perseguono uno stile di azione culturale basato prevalentemente sulla notorietà dei soggetti: i capi mafiosi, ma anche gli artisti noti e gli esponenti politici più visibili, sono un unicum che è privilegiato a danno dei tanti contenuti costruttivi messi in atto da soggetti misconosciuti della società civile.</p>
<p><b> I mass media locali, censurando il cambiamento, danno spazio solo alle notizie desiderate dai lettori che delegano.<br />
</b>I mass media locali, come quelli nazionali, danno priorità alle notizie eclatanti: delitti, scandali politici, spettacoli con artisti affermati, tutte notizie che non portano cambiamento. Utilizzando un linguaggio esperienziale che agevola esclusione e competizione, censurano invece quanto ci sia di volontariato e di costruttivo nei territori, tutte azioni culturali capaci di cambiamento ma che vogliono essere evitate dal cittadino qualunquista perché lo mettono in discussione.</p>
<p><b>Mettere in prima pagina reati e scandali innesca cambiamento?<br />
</b>Mettere in prima pagina fatti di reati e corruzioni non comporta la riduzione del numero di delitti. Invece, se si mettessero in prima pagina i fermenti dell’associazionismo locale, si costruirebbero le basi per prevenire la commissione di reati e ingiustizie. Se la magistratura e le forze di polizia hanno il compito di reprimere i reati in corso, il cittadino può interagire solo rimuovendo le cause d&#8217;ingiustizia per cui proliferano i reati.</p>
<p><b>I giornali locali, più di tutti, potrebbero essere il volano dei territori e quindi del cambiamento.<br />
</b>Collassato il modello centralizzato delle metropoli e grande industria, il cambiamento parte dai territori perché il volontariato e l’associazionismo avvengono lontano dai riflettori e diffusamente dal basso: è quindi compito dei giornali locali invertire le priorità e dare visibilità maggiore alle informazioni della società civile territoriale. I giornali nazionali, per loro natura, non possono comunicare i fermenti territoriali. Fino ad ora, i media locali si sono omologati a quelli nazionali: alla ricerca di consenso del lettore, invece, di promuovere il cambiamento, si sono allineati ai gusti della maggioranza qualunquista. Anche quando trattano di cultura e arte, si adeguano ai parametri della maggioranza del settore, frenando il cambiamento: nel dare visibilità a modalità culturali (calate dall&#8217;alto) già affermate e ad artisti già noti, quale cambiamento si promuove?</p>
<p><b>I giornali locali si sostituiscono alla società civile, interpretando, da tuttologi, il mondo del cambiamento.<br />
</b>I giornalisti locali con il loro potere di parola, si ritengono competenti in ogni campo dell’associazionismo, interpretandolo con canoni novecenteschi. Se gli esponenti della politica sono assenti nel mondo del volontariato, i giornalisti locali sono presenti asetticamente negli eventi della società civile solo per il tempo necessario a raccogliere notizie e foto per l’articolo calato dall’alto.</p>
<p><b>I giornalisti locali, come i politici, si esprimono senza esperienza diretta<br />
</b>Se è sempre più rilevante la spaccatura tra la classe politica, che decide sugli altri, e il volontariato, che agisce in prima persona, è da considerare che anche i giornalisti locali, prevalentemente estranei al volontariato e all&#8217;economia reale, si esprimono sugli altri, senza agire in prima persona, parlando dall’alto, senza esperienza diretta.</p>
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		<title>La campagna &#8220;Basta Compiti&#8221; partecipa alla costruzione di una cittadinanza esperienziale, non delegata</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2016/03/13/la-campagna-basta-compiti-partecipa-alla-costruzione-di-una-cittadinanza-esperienziale-non-delegante/</link>
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		<pubDate>Sun, 13 Mar 2016 09:42:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[nozionismo]]></category>
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		<description><![CDATA[[di Alessio Masone] La campagna &#8220;Basta Compiti&#8221;, per quanto appaia provocatoria, esprime il sintomo dei cambiamenti in corso: si pone come obiettivo la riduzione delle attività nozionistiche per agevolare maggiore spazio alla creatività dello scolaro e all&#8217;esperienzialità del futuro cittadino. La proposta ci risulterà più credibile, se la collochiamo all&#8217;interno di una serie di fattori [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p id="yui_3_16_0_1_1457855635077_3683"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/03/basta-compiti.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-17921" alt="basta compiti" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/03/basta-compiti.jpg" width="467" height="280" /></a>[di <a href="http://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/autori-di-artempori/alessio-masone-x-autori/" target="_blank">Alessio Masone</a>] La campagna &#8220;Basta Compiti&#8221;, per quanto appaia provocatoria, esprime il sintomo dei cambiamenti in corso: si pone come obiettivo la riduzione delle attività nozionistiche per agevolare maggiore spazio alla creatività dello scolaro e all&#8217;esperienzialità del futuro cittadino.</p>
<p id="yui_3_16_0_1_1457855635077_3683">La proposta ci risulterà più credibile, se la collochiamo all&#8217;interno di una serie di fattori che, nel mondo, stanno portando alla ribalta le attività esperienziali/manuali, mentre le attività nozionistiche/formali appaiono sempre più il filo conduttore di una società barcollante al cospetto di una crisi economica che è anche culturale.</p>
<p id="yui_3_16_0_1_1457855635077_3683">Finalmente, stiamo prendendo atto che il collasso dell&#8217;attuale modello di sviluppo non è procurato da frange minoritarie di incolti e criminali, ma che è da addebitare alla classe dominante: questa coincide con il mondo intellettuale che, facendo il pari con il cittadino delegante, ha prevaricato fino ad oggi il mondo dell&#8217;esperienzialità, dell&#8217;agire in prima persona che fa il pari con i mestieri manuali.</p>
<p dir="ltr" id="yui_3_16_0_1_1457855635077_3683" data-setdir="false">Bisogna restituire unione tra  attività intellettuali e saperi manuali, tra dirigenza e cittadinanza, se vogliamo realmente il cambiamento, se vogliamo cittadini che smettano di delegare e inizino ad agire in prima persona, in modo esperienziale, fisico, manuale. Non serve una soluzione, se calata dall&#8217;alto, ma un percorso esperito in prima persona per arrivare alla soluzione. Mentre il nozionismo e la delega omologano, generando competizione, la creatività e l&#8217;esperienzialità generano inclusione dei talenti di cui ognuno è portatore.</p>
<p id="yui_3_16_0_1_1457855635077_3683">In questa direzione vanno i vari movimenti di neoruralesimo, di decrescita felice, di artigianato creativo. Sempre più numerosi, complice la crisi economica, sono i laureati che si rivolgono ad attività rurali, artigianali e di piccolo commercio.</p>
<p dir="ltr" id="yui_3_16_0_1_1457855635077_3683" data-setdir="false">Nello stesso solco si pone la &#8220;cittadinanza artistica non delegata&#8221; promossa dal nostro movimento di Resistenza P&#8217;Artigianale/distretto di EcoVicinanza (economia relazionale e arte inclusiva).<br />
Qui, si incentiva nel concreto una fruizione esperienziale dei processi culturali, economici e giuridici: Art&#8217;Empori.it (movimento artistico/economico di fruitori creativi), Lettor&#8217;Indie. Festival Diffuso del Lettore Indipendente (per mettere al centro dell&#8217;opera le competenze del lettore), Giornate P&#8217;Artigianali (fiera delle autoproduzioni e del baratto di competenze), GASb Arcobaleno (approccio esperienziale al cibo tramite i Gruppi d&#8217;Acquisto Solidale e Barattario), CeneBaratto (fruizione esperienziale degli eventi culturali tramite il baratto tra competenze alimentari e intellettuali), SoldoCorto (moneta locale/buono sconto per un&#8217;economia condivisa).</p>
<p id="yui_3_16_0_1_1457855635077_3683">Ebbene, chiunque frequenti attività simili al nostro movimento, troverà consona la campagna &#8220;Basta compiti&#8221; promossa da Maurizio Parodi.</p>
<p>&#8212;</p>
<p>Iniziativa suggerita da Valentina Ricciardi, insegnante.<br />
Per firmare la petizione:</p>
<h1><a href="https://www.change.org/p/genitori-docenti-dirigenti-scolastici-campagna-basta-compiti?recruiter=236448306&amp;utm_source=share_petition&amp;utm_medium=facebook&amp;utm_campaign=autopublish&amp;utm_term=des-lg-share_petition-no_msg&amp;fb_ref=Default" target="_blank">Campagna: BASTA COMPITI!</a></h1>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Un &#8220;libraio etico&#8221; deve essere coautore del libri che vende o deve esserne lettore?</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2015/12/14/un-libraio-etico-deve-essere-coautore-del-libri-che-vende-o-deve-esserne-lettore/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2015 10:13:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[[di Alessio Masone] Molti criticano il mio non leggere libri da tempo: in verità, da quando siamo alle prese con la crisi economica, non vado neanche a cinema, non leggo riviste, non faccio passeggiate ed escursioni&#8230; e rinuncio a tutto quello che i più fortunati possono ancora permettersi di fare. . Un giorno, in banca, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div data-block="true" data-offset-key="78ldj-0-0"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/12/cenabaratto-masone-alisei-BN-libreria-indipendente.jpg"><img class="alignleft  wp-image-17820" alt="cenabaratto masone alisei BN libreria indipendente" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/12/cenabaratto-masone-alisei-BN-libreria-indipendente.jpg" width="768" height="432" /></a></div>
<div data-block="true" data-offset-key="78ldj-0-0">
<p>[di <a href="http://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/autori-di-artempori/alessio-masone-x-autori/" target="_blank">Alessio Masone</a>] Molti criticano il mio non leggere libri da tempo: in verità, da quando siamo alle prese con la crisi economica, non vado neanche a cinema, non leggo riviste, non faccio passeggiate ed escursioni&#8230; e rinuncio a tutto quello che i più fortunati possono ancora permettersi di fare.</div>
<div data-block="true" data-offset-key="65bus-0-0">.</div>
<div data-block="true" data-offset-key="62ct1-0-0">Un giorno, in banca, la cassiera si era scusata per la fila davanti al suo sportello: ma io le risposi, con serenità, che quell&#8217;attesa mi regalava un raro momento in cui non ero tenuto ad essere produttivo di un qualcosa.</div>
<div data-block="true" data-offset-key="d243b-0-0">.</div>
<div data-block="true" data-offset-key="4v7dq-0-0">Infatti, negli ultimi anni, non resta mai tempo per me dopo gli impegni per la libreria e le attività associative (GASb Arcobaleno, Art&#8217;Empori.it, CeneBaratto, SoldoCorto, Giornate P&#8217;Artigianali, Distretto di EcoVicinanza, Festival del Lettore Indipendente&#8230;).</div>
<div data-block="true" data-offset-key="5pum1-0-0">.</div>
<div data-block="true" data-offset-key="6akru-0-0">Anche le rare uscite, dopo aver chiuso la libreria, solitamente tra le 22.00 e le 23.00, le finalizzo a rapporti costruttivi con le persone e con le associazioni che solcano, come me, il percorso del cambiamento dal basso. Raramente, esco con le persone per il solo piacere dell&#8217;amicizia, visto che la cosa mi rende più simile al mafioso che al libraio e all&#8217;attivista.</div>
<div data-block="true" data-offset-key="5afmi-0-0">.</div>
<div data-block="true" data-offset-key="b113f-0-0">Ebbene, questa mia ansia di concentrare azioni ed emozioni in un determinato e responsabile percorso, con tutti i limiti e le rinunce conseguenti, consente di immedesimarmi negli autori del mondo che mi circondano in libreria: scrittori, artisti, registi, pensatori e scienziati, per riuscire nel loro intento, a quanta vita da individualista hanno rinunciato?</div>
<div data-block="true" data-offset-key="gavt-0-0">.</div>
<div data-block="true" data-offset-key="7a2lr-0-0">L&#8217;autore di un capolavoro, per quanti sabati, non è uscito a cena per perseguire il suo obiettivo?</div>
<div data-block="true" data-offset-key="h2o0-0-0">Quindi, un &#8220;libraio etico ed indipendente&#8221;, che combatte per una giustizia sociale (nel mio caso, l&#8217;economia solidale e l&#8217;arte inclusiva), essendo coerente con il contenuto dei capolavori che veicola nella sua libreria, ne diventa coautore.</div>
<div data-block="true" data-offset-key="crrb9-0-0">.</div>
<div data-block="true" data-offset-key="4obt8-0-0">Anche un &#8220;lettore etico ed indipendente&#8221;, che sia coautore del libro che legge, dovrebbe essere capace di portare coerentemente le emozioni di giustizia (scaturite dal romanzo) nella propria vita quotidiana, rendendo reale lo sforzo dell&#8217;autore: i lettori, che mi criticano, trascorrono il sabato sera e la domenica con gli amici (escludendo gli altri) o all&#8217;interno di un percorso (inclusivo degli altri) di resistenza a quella crisi economica e sociale in corso che porta ingiustizia sotto casa e nel mondo?</div>
<div data-block="true" data-offset-key="ctmbi-0-0">.</div>
<div data-block="true" data-offset-key="4ocs9-0-0">Quanti &#8220;lettori estetici&#8221;, nell&#8217;ansia di leggere più romanzi possibili, acquistano online libri ed ebook rendendosi complici, fuori dal romanzo, nella vita reale, dell&#8217;ingiustizia sociale per cui appunto era nato quel libro?</div>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Le isole pedonali erano già sintomo della crisi?</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Aug 2015 13:33:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[[di Alessio Masone] Le aree pedonali e i parchi urbani sono più numerosi nelle metropoli che nei borghi di provincia e nei villaggi africani: questo perché probabilmente le metropoli usano le isole pedonali e i parchi per surrogare la vivibilità smarrita che ancora si gode nei borghi e nei villaggi.Quindi, la realizzazione di un&#8217;area pedonale [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div dir="ltr" id="yiv8497537823yui_3_16_0_1_1439716129053_3304"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/08/isola-pedonale.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17098" alt="isola pedonale" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/08/isola-pedonale-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a>[di <a href="http://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/autori-di-artempori/alessio-masone-x-autori/" target="_blank">Alessio Masone</a>] Le aree pedonali e i parchi urbani sono più numerosi nelle metropoli che nei borghi di provincia e nei villaggi africani: questo perché probabilmente le metropoli usano le isole pedonali e i parchi per surrogare la vivibilità smarrita che ancora si gode nei borghi e nei villaggi.<br clear="none" /><br clear="none" />Quindi, la realizzazione di un&#8217;area pedonale non è necessariamente espressione di civiltà, ma è sicuramente sintomo che quella città ormai è invivibile nel suo tessuto quotidiano: ogni isola pedonale, nel suo essere un &#8220;non luogo&#8221;, è la foglia di fico che tenta di nascondere il fallimento del modello di sviluppo applicato al complessivo centro urbano.<br clear="none" /><br id="yiv8497537823yui_3_16_0_1_1439716129053_4156" clear="none" />Allo stesso modo, teatri e musei sono più numerosi nelle metropoli che in provincia forse perché nelle grandi città c&#8217;è bisogno di surrogare artificialmente quella vita che avviene ancora in presa diretta, in prima persona, nei territori, luoghi più ancestrali e rurali?<br clear="none" /><br clear="none" />Allo stesso modo, le donne, in passato, forse non godevano di potere temporale e titoli di studio perché questi strumenti erano necessari alla limitatezza dell&#8217;uomo per surrogare la competenza ancestrale femminile, quella dei mestieri manuali, dei saperi concreti, dell&#8217;esperienzialità e dell&#8217;inclusione. Le donne di oggi cercano la parità con l&#8217;uomo, portatore di competizione: e se invece fosse necessario che l&#8217;uomo cerchi di assimilarsi alla donna, portatrice del linguaggio della pace? <br clear="none" /><br clear="none" />Crollato il modello di sviluppo occidentale, maschile, industriale e delegato, per sopravvivere all&#8217;attuale crisi economica, sociale e psicologica, è necessario recuperare il modello rurale e dei mestieri fisici che incentiva la vita in prima persona e la felicità diffusa.</div>
<div dir="ltr" id="yiv8497537823yui_3_16_0_1_1439716129053_3304">.</div>
<div dir="ltr" id="yiv8497537823yui_3_16_0_1_1439716129053_3304">Abbiamo, fino ad oggi, forse confuso lo strumento con l&#8217;obiettivo: la tecnologia, le professioni intellettuali, la cultura, l&#8217;arte dovrebbero tornare a essere strumentali alla vita reale, visto che, da accessori all&#8217;economia fisica e territoriale, sono diventate prevalenti e insostenibilmente a carico del cittadino.</div>
<div dir="ltr" id="yiv8497537823yui_3_16_0_1_1439716129053_3304">.</div>
<div dir="ltr" id="yiv8497537823yui_3_16_0_1_1439716129053_3304">Non usciremo dalla crisi, fin quando i giovani, soprattutto le donne, brameranno professioni intellettuali, tradizionalmente di competenza maschile, per poi vivere di rimando la loro &#8220;non vita&#8221; nelle isole pedonali e nei musei.</div>
<div dir="ltr">.<br />
.<br />
.<br />
.</div>
<div dir="ltr">&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</div>
<div dir="ltr"></div>
<div dir="ltr">
<blockquote><p>Sull&#8217;ARCIPELAGO PEDONALE<br />
Dal <a href="http://artempori.files.wordpress.com/2013/04/manifesto-di-resistenza-economica.pdf" target="_blank">Manifesto di resistenza economica territoriale</a> (2012, Distretto di EcoVicinanza).<br />
PER UN TURISMO INTRAURBANO E INTRAPROVINCIALE CAPACE DI ECONOMIA CONDIVISA E COESIONE TERRITORIALE<br />
Per la passeggiata del sabato, posso anche frequentare le STRADINE secondarie del centro storico E LE STRADE COMMERCIALI DEGLI ALTRI RIONI e dei paesi vicini,  invece dei centri commerciali extraurbani e delle isole pedonali delle grandi città:</p>
<p>- Come un viaggiatore meravigliato, se passeggio per le stradine e per le zone commerciali di altri rioni, che ho visto sempre dall’automobile, posso trascorrere alcune piacevoli ore relazionandomi con un misconosciuto paesaggio urbano.</p>
<p>- Frequentando, valorizzandoli, più spesso i rioni, alternativi all’isola pedonale del centro, gli amministratori saranno incoraggiati a realizzare un’isola pedonale minore per ogni rione, consentendo a tutti, compreso bambini ed anziani, di “raggiungere a piedi” quotidianamente un’area pedonale e consentendo ai cittadini una mobilità dolce, a piedi o in bici, grazie a una rete di isole pedonali che agevolerà un turismo intraurbano (Arcipelago pedonale).</p></blockquote>
</div>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Verso una musica relazionale: il gemellaggio tra i Concerti della Bottega e le Giornate P&#8217;Artigianali</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2015/08/01/verso-una-musica-relazionale-il-gemellaggio-tra-i-concerti-della-bottega-e-le-giornate-partigianali/</link>
		<comments>https://www.artempori.it/artempori/2015/08/01/verso-una-musica-relazionale-il-gemellaggio-tra-i-concerti-della-bottega-e-le-giornate-partigianali/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2015 07:40:41 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/07/giornate-partigianali-2015-banner-30.07.jpg"><img class="alignleft  wp-image-16954" style="border: 1px solid black;" alt="giornate-partigianali-2015-banner-30.07" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/07/giornate-partigianali-2015-banner-30.07.jpg" width="334" height="227" /></a>[di Alessio Masone] <strong>Un dialogo costante tra economia solidale e musica si realizzerà grazie alle Giornate P&#8217;Artigianali che si gemellano a “I Concerti della Bottega”. Per orientarci verso una musica relazionale e inclusiva, quindi fruita esperienzialmente e non delegata,</strong> “I Concerti della Bottega” realizzeranno presso le fattorie sannite una serie di concerti in occasione degli appuntamenti mensili delle Giornate P&#8217;Artigianali. Allo stesso fine, durante la rassegna, ideata da “I concerti della bottega”, che si realizzerà a fine agosto, a Benevento, il GASb Arcobaleno (Gruppo d&#8217;Acquisto Solidale e Barattario) organizzerà, al termine di ogni concerto, una cenabaratto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Oggi che il modello della delega ci ha portato nell&#8217;attuale crisi economica e sociale, il mondo rurale e la filiera corta dovrebbero essere portatori di un nuovo modello culturale capace di esperienzialità e felicità diffusa</strong> che riduca il tasso di delega a multinazionali, grande distribuzione, istituzioni pubbliche e burocrazia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La ruralità relazionale, tramite questo gemellaggio tra musica e filiera corta, diventa paradigma di esperienzialità da applicare alla fruizione artistica e del mondo:</strong> non conta tanto la ruralità come soggetto, ma il suo paradigma, lo stile di azione culturale, il linguaggio esperienziale che agevola una &#8220;cittadinanza artistica non delegata&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Infatti, imperversano sempre più numerosi gli eventi, definibili neosagre, che, nei borghi e nei casali, hanno per tema la ruralità, l&#8217;artigianato, gli artisti di strada, le rievocazioni storiche e anche arte e musica: ma, in questi eventi finanziati e calati dall&#8217;alto, la modalità fruitiva resta identica a quella della sagra.</strong> Il fruitore anche qui resta passivo, come quando delega a una sagra o a un centro commerciale o alle istituzioni; in questi eventi, contadini, artigiani e artisti, in quanto non autogestiti, sono coinvolti dagli organizzatori come comparse di un presepe vivente che non interagisce con il quotidiano in cambiamento. In pratica, l’organizzatore, anche quando è un’associazione culturale, nel metodo, nello stile di azione culturale, agisce dall&#8217;alto, quindi diventa delega, quindi istituzione, partitocrazia, burocrazia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Al contrario, durante le Giornate P&#8217;Artigianali/Concerti della bottega, eventi autorganizzati e autofinanziati, l&#8217;artista e il musicista, nelle loro opere, non utilizzano necessariamente temi rurali, ma propongono il contesto rurale come nuovo modello di fruizione. Qui, tramite la ruralità relazionale, il fruitore dell&#8217;artista e/o del musicista (ma anche del mercatino contadino/artigiano) non è più uno spettatore passivo, ma è un testimone del mondo in cambiamento che mette la sua fatica da coautore per partecipare esperienzialmente alla mostra, al concerto e agli spettacoli di strada:</strong> in un contesto di arte relazionale/inclusiva, dovrà raggiungere in campagna la fattoria, potrà condividere l&#8217;intera giornata con la comunità artistica/rurale che promuove l&#8217;evento, potrà partecipare al pranzo comune portandosi le stoviglie di casa, anche portandosi cibo cucinato, potrà utilizzare la moneta locale, contribuendo in prima persona a un’economia inclusiva e resistente alla crisi, potrà vivere fisicamente il territorio partecipando all’escursione, potrà interagire con i laboratori previsti e con i contadini e gli artigiani presenti alla Giornata P&#8217;Artigianale. Non solo: il fruitore della mostra e/o del concerto potrà barattare una sua competenza extraprofessionale o oggetti autoprodotti, allestendo un proprio banchetto presso il mercatino p&#8217;artigianale complementare alla mostra e/o al concerto. In pratica, si instaura un sentirsi comunità, dove, senza barriere tra attore e spettatore, prevalentemente, ognuno è fruitore dell&#8217;altro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Allo stesso modo, i Concerti della Bottega che si realizzeranno a Benevento, alla fine di agosto, saranno seguiti da cenebaratto</strong> che, curate dal GASb Arcobaleno, consentono lo scambio di competenze artistiche (il concerto del musicista) con competenze alimentari (il cibo cucinato proposto dagli spettatori che vorranno restare nel dopo concerto).</p>
<p style="text-align: justify;">Nata per resistere alla crisi economica, la cenabaratto diventa anche opportunità, nella comunità locale, per promuovere inclusione, un linguaggio della pace e una cittadinanza non delegata. Seduti intorno alla stessa tavola, accomunati dal cibo, tutti partecipano da coautori dell&#8217;evento: chi si esibisce, chi porta un cibo cucinato, e tutti portano le stoviglie di casa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Infranta la separazione tra attore e spettatore, tra cultura intellettuale e cultura materiale, ognuno è fruitore dell’altro,</strong> tutti sono membri di un&#8217;unica comunità rurale/artistica.</p>
<p>&#8212;-</p>
<p><strong>Il programma della Giornata P’Artigianale/Concerto della Bottega di domenica 2 agosto,</strong> con Festa del raccolto, presso la Casa delle erbe e Lentamente, Casaldianni (Circello, BN), prevede il duo Abbruzzese &amp; Mola con bossa nova e jazz, ma anche esercizi di yoga (con Nathalie Siviglia), passeggiata erboristica (con Daniela Verbena), laboratorio di circo (con la Scuola di circo), giocoleria comica (con Angelo Miraglia), mostra fotografica contro l’eolico selvaggio e le trivellazioni petrolifere (Giulio Martino), escursione di 5 km fino al torrente Tammarecchia, pranzo a km zero, moneta locale (SoldoCorto), esercizi di Qi Gong (con Antonio Stefanucci), falò sacro e musica con il didgeridoo.</p>
<p><strong>Per il programma dettagliato</strong>: <a href="http://www.artempori.it/artempori/2015/07/30/giornata-partigianale-e-concerto-della-bottega-del-2-agosto-casa-delle-erbe-co-lentamente-casaldianni/" target="_blank">http://www.artempori.it/artempori/2015/07/30/giornata-partigianale-e-concerto-della-bottega-del-2-agosto-casa-delle-erbe-co-lentamente-casaldianni/</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Per una panoramica degli articoli sulle Giornate P&#8217;Artigianali:</strong><br />
<a href="http://www.artempori.it/artempori/2015/07/30/giornata-partigianale-e-concerto-della-bottega-del-2-agosto-casa-delle-erbe-co-lentamente-casaldianni/" target="_blank">http://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/rubriche/giornate-partigianali-rubriche/<br />
</a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Banda del Bukò: da colonna sonora del cambiamento a collaborazionista della cultura competitiva?</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2015/07/16/banda-del-buko-da-colonna-sonora-del-cambiamento-a-collaborazionista-della-cultura-competitiva/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Jul 2015 17:51:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[[di Alessio Masone] Numerosi fermenti sanniti, che si oppongono al modello culturale basato su competizione e liberismo, avevano visto, nella Banda del Bukò, un appoggio nel mondo artistico: ogni loro concerto per strada, lontano dai palcoscenici, faceva da eco a tutte le attività solidali e inclusive svolte dal volontariato locale. Finalmente, si intravedeva uno spontaneo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div dir="ltr" id="yui_3_16_0_1_1437064197918_2133" style="text-align: justify;" data-setdir="false"><span id="yui_3_16_0_1_1437064197918_2132"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/07/banda-del-buko2-artempori-e1406479302100.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13473" alt="banda del buko2 artempori" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/07/banda-del-buko2-artempori-e1406479302100-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a>[di <a href="http://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/autori-di-artempori/alessio-masone-x-autori/" target="_blank">Alessio Masone</a>] Numerosi fermenti sanniti, che si oppongono al modello culturale basato su competizione e liberismo, avevano visto, nella Banda del Bukò, un appoggio nel mondo artistico: ogni loro concerto per strada, lontano dai palcoscenici, faceva da eco a tutte le attività solidali e inclusive svolte dal volontariato locale. Finalmente, si intravedeva uno spontaneo ponte tra mondo del cambiamento e una musica che si dissociava dal modello competitivo.<br clear="none" />.<br clear="none" />Se vogliamo effettivamente il cambiamento, non possiamo delegare, pretendendolo dal mondo dello sport, della finanza, della partitocrazia, della criminalità: tutti mondi accomunati dal paradigma della competizione e dell&#8217;esclusione. Ebbene, gli artisti e gli intellettuali, per primi, dovrebbero dare l&#8217;esempio mettendo in discussione l&#8217;analogo spirito competitivo che li anima: questo se non vogliamo un&#8217;arte collaborazionista. <br clear="none" />.<br clear="none" />Una volta per tutte, per fare fronte all&#8217;emergenza economica e sociale in corso, i fruitori delle arti dovranno prendere posizione: dalla parte di un&#8217;arte che insegue un&#8217;eccellenza calata dall&#8217;alto sul fruitore passivo o dalla parte di un&#8217;arte che interagisce con il fruitore promuovendo inclusione, coesione e felicità diffusa?<br clear="none" />Avere il coraggio di rinunciare a una fruizione estetica, a cui si è assuefatti e inerti, sarebbe già cambiamento personale che si ripercuote nel mondo: non siete nauseati dalla miriade di eventi culturali che si &#8220;consumano&#8221; ogni giorno e che non spostano di una virgola il mondo?<br clear="none" />.<br clear="none" />Non sono da disdegnare gli artisti più virtuosi e più noti, ma è da considerare che sono comunque rappresentativi di un&#8217;arte proporzionata alla fine del XX secolo, quando il mondo liberista e competitivo sembrava avere ragione su tutte le altre visioni.<br clear="none" />.<br clear="none" />Invece, oggi, il mondo, in pochi anni, ci ha catapultato in un contesto di cannibalismo economico (odierno nazismo) che rischia di produrre genocidi economici legalizzati da governi e tribunali di ogni nazione.<br clear="none" />.<br clear="none" />Oggi, nel XXI secolo, quando parliamo di musica, quindi, abbiamo bisogno soprattutto di &#8220;artisti p&#8217;artigiani&#8221; come la Banda del Bukò: finalmente, in mezzo al brulicare di musicisti individualisti ansiosi di svettare su tutti gli altri, il nostro territorio genera un gruppo che interpreta la musica come strumento di inclusione per &#8220;seminare pratiche di vita felice&#8221;. <br clear="none" />.<br />
</span><span id="yui_3_16_0_1_1437064197918_2132"><span id="yui_3_16_0_1_1437064197918_3726">Ma cosa resta di</span></span><span id="yui_3_16_0_1_1437064197918_2132"> tutto questo, se la Banda si ritrova a suonare in un centro commerciale in onore di una rassegna musicale? Se finisce a fare da sottofondo, pur originale, a un modello culturale che ci opprime e che fa vittime tutti i giorni?<br clear="none" />.<br clear="none" />Rappresentativa del cambiamento nell&#8217;arte, come gli artisti di strada, è un bene comune del territorio: per il ruolo impegnato, la Banda del Bukò, mi domando se avrebbe dovuto &#8220;confrontarsi&#8221; con la popolazione locale, prima di virare verso la rassegna che rischia di portarla a essere parte del sistema. Sintomatici ne sono la conferenza con tavolo di relatori contrapposti agli ascoltatori, con bicchieri di plastica, all&#8217;interno del tempio dell&#8217;aggressione ai territori qual è un centro commerciale. Un &#8220;non luogo&#8221; resta tale a prescindere da quanti artisti seduca: al contrario, sono questi che rischiano di diventare &#8220;non artisti&#8221; nell&#8217;esibirsi in un centro commerciale. <br clear="none" />.<br />
</span><span id="yui_3_16_0_1_1437064197918_2171">Qui, alcune suggestioni contenute nell&#8217;articolo che scrissi, nel luglio 2014, per conto di Art&#8217;Empori, sulla rivoluzione musicale della Banda del Bukò:</span></div>
<div dir="ltr"></div>
<blockquote>
<div dir="ltr" id="yui_3_16_0_1_1437064197918_2172">&#8220;Senza progettarlo, senza intellettualismi, spesso, si ritrovano a esibirsi come artisti di strada: spontaneamente, musicanti che arrivano all’essenza delle cose. Produttori di una musica relazionale, quella dei primordi che, senza sovrastrutture, soccorreva una popolazione locale che, scarseggiando di beni materiali, trovava almeno conforto in quelli immateriali degli artisti di strada.<br />
&#8230;<br />
Una rivoluzione, quella della musica relazionale, che, nella visione di Art’Empori, con linguaggio esperienziale, importa nell’arte le attitudini dell’economia relazionale, inclusiva, solidale, territoriale. Siamo abituati a musicisti attenti alla massima prestazione, spesso animati da un narcisismo che, complice del sistema, utilizza l’arte per competere e per escludere: qui, invece, ci troviamo di fronte alla rivoluzione musicale di cui necessita questa epoca. Fallito l’efficientismo del mondo occidentale, dobbiamo diffidare di quella produttività che viene anteposta alle persone, dobbiamo dubitare della professionalità dello strumento, l’estetica, che diventa prioritaria sulla giustizia dell’obiettivo, l’etica.&#8221;</div>
</blockquote>
<div id="yui_3_16_0_1_1437064197918_2160">
<div id="yui_3_16_0_1_1437064197918_2159">
<div id="yui_3_16_0_1_1437064197918_2158">
<div id="yui_3_16_0_1_1437064197918_2157">
<div id="yui_3_16_0_1_1437064197918_2156">
<div id="yui_3_16_0_1_1437064197918_2155">
<div id="yui_3_16_0_1_1437064197918_2154">
<div id="yui_3_16_0_1_1437064197918_2153">
<div id="yui_3_16_0_1_1437064197918_2151">
<div id="yui_3_16_0_1_1437064197918_2150">
<div dir="ltr" id="yui_3_16_0_1_1437064197918_2162">.</div>
<div dir="ltr" id="yui_3_16_0_1_1437064197918_2149">Per l&#8217;articolo completo del luglio 2014:<br />
<a id="yui_3_16_0_1_1437064197918_2941" href="http://www.artempori.it/artempori/2014/07/27/la-musica-relazionale-della-banda-del-buko-suonare-seminando-pratiche-di-vita-felice/" target="_blank" rel="nofollow" shape="rect">La musica relazionale della Banda del Buko’. Suonare seminando pratiche di vita felice | Art&#8217;Empori</a></div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
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		<title>Nutriamoci di pace. Corporeità e territorio, yoga e cibo inclusivo.</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Jul 2015 05:20:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[[Testo di Alessio Masone &#8211; Foto di Alessandro Caporaso] Abbiamo accettato l&#8217;invito di Premjeet Kaur Tina perché condividiamo la visione di una connessione tra il linguaggio di pace promosso dallo yoga e quello promosso nell&#8217;economia del cibo responsabile: evento, questo di Montesarchio, da ripetere per quanta armonia ha diffuso. Un approccio esperienziale e inclusivo al cibo, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">[Testo di <a href="http://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/autori-di-artempori/alessio-masone-x-autori/" target="_blank">Alessio Masone</a> &#8211; Foto di A<a href="http://www.artempori.it/artempori/?x=0&amp;y=0&amp;s=alessandro+caporaso" target="_blank">lessandro Caporaso</a>] Abbiamo accettato l&#8217;invito di Premjeet Kaur Tina perché condividiamo la visione di una connessione tra il linguaggio di pace promosso dallo yoga e quello promosso nell&#8217;economia del cibo responsabile: evento, questo di Montesarchio, da ripetere per quanta armonia ha diffuso. Un approccio esperienziale e inclusivo al cibo, tipico della filiera corta e dell&#8217;economia solidale, quando non si delega comodamente alle multinazionali e alla grande distribuzione, infatti, può essere il primo passo per realizzare nel quotidiano un&#8217;attitudine al cambiamento e alla felicità diffusa.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/07/nutriamoci-di-pace-f.-alessandro-caporaso12.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-16888" alt="nutriamoci di pace f. alessandro caporaso12" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/07/nutriamoci-di-pace-f.-alessandro-caporaso12-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a>Inclusivo è un cibo quando ne facciamo un atto relazionale capace di giustizia e coesione: includendo, come fornitore, il proprio vicino, piccolo produttore locale o negoziante indipendente locale, e facendoci carico della fatica maggiore che ne consegue. Ma questa fatica è una sorta di esercizio spirituale, una messa in discussione delle nostre convenienze che, isolandoci ed escludendoci dalle ragioni dei nostri vicini territoriali, scatenano infelicità diffusa che si aggiunge mestamente a un&#8217;economia che abbandona i territori.</p>
<p style="text-align: justify;">Godendo delle comodità (virtualità e delega) della moderna tecnologia, incentivando un individuo autoreferenziato, stiamo dimenticando di essere coautori di un&#8217;economia fisica che, capace di comunità territoriale, è anche un mettere al centro la corporeità nella relazione con il mondo. Il respiro di ogni corpo individuale può contribuire al ritmo di un unico universo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/07/nutriamoci-di-pace-f.-alessandro-caporaso18.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-16893" alt="nutriamoci di pace f. alessandro caporaso18" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/07/nutriamoci-di-pace-f.-alessandro-caporaso18-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a>Connessione tra cibo e respiro è incarnata da un&#8217;altra ospite della manifestazione, Rosa Viola: presente per esporre la sua linea di Senatore Cappelli (SpigaBruna Bio, Pietrelcina), pasta tra le più responsabili e salutari in Italia, è anche insegnante presso la scuola di yoga integrale Chintamani di Benevento. Rosa Viola e Premjeet Kaur Tina, senza conoscersi tra loro, hanno entrambe sentito il bisogno di lasciare Napoli per trasferirsi in provincia, nel territorio sannita: esiste quindi una connessione tra territori e corporeità/esperienzialità, come tra metropoli e virtualità/delega?</p>
<p style="text-align: justify;">Il cambiamento che viene dal cibo, come nello yoga, non può essere delegato, ma può solo partire da sé: ogni cambiamento, in termini di linguaggio della pace, non può essere imposto agli altri, ma esperito faticosamente in prima persona. Perseguire una soluzione esperienzialmente, senza delegarla ad altri, già, prima di raggiungere l&#8217;obiettivo, è capace di una felicità personale che è anche universale.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni emergenza innesca una salvezza che è maggiore della stessa emergenza.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/07/nutriamoci-di-pace-f.-alessandro-caporaso00.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-16876" alt="nutriamoci di pace f. alessandro caporaso00" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/07/nutriamoci-di-pace-f.-alessandro-caporaso00-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a><em>Dal comunicato ufficiale dell&#8217;evento.</em><br />
GIORNATA DI KUNDALINI YOGA&#8230; E NON SOLO<br />
<em>Domenica 5 luglio 2015, Villa comunale di Montesarchio.</em><br />
Tutti siamo a conoscenza della deriva della comunicazione e delle relazioni, della difficoltà di costruire reti dialogiche; dell&#8217;alieniazione come dell&#8217;identificazione con modelli esterni; dell&#8217;aumento di “malattie psichiatriche”; della perdita del sentirci umanamente gli uni con gli altri, impensabile il vivere “per gli altri” per poi essere Uno con tutto. Sono molti gli esperti che denunciano la crisi dell&#8217; attuale condizione esistenziale e pagine lucidissime sono state scritte su questi temi. Di fronte all&#8217;impellenza di rieducarci all&#8217; umano possibile”, insieme ad altri promotori di stili di vita sani e consapevoli, abbiamo creato questa occasione d&#8217;incontro: Nutriamoci di Pace! Perché “niente può sopravvivere senza nutrimento” sostiene Thich Nhat Hanh.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo giorno desideriamo semplicemente condividere antichi saperi e strumenti di cura: pratiche di consapevolezza per imparare a nutrirci di pace e strumenti per meglio amministrare il mondo interiore. Yogi Bhajan, Maestro Spirituale del kundalini Yoga, afferma: “Se riesci a trasformarti interamente, anche l&#8217;epoca cambierà con te. Questa la nostra possibilità e la cosa più bella che un uomo possa fare sulla terra” La responsabilità verso di sé è amore per l&#8217;altro. Un evento, un piccolo seme che vede idealmente racchiusi pratiche orientali e occidentali: Kundalini Yoga e Meditazioni, Mindfulness, Gatka, Shodo, Art counseling. Abbiamo scelto la via dell&#8217;incontro e della condivisione tra varie discipline perché riteniamo che oggi sia giunto il momento di unire le forze nel rispetto della diversità di ciascuna. E, perché i limiti tra Est ed Ovest sono limiti geografici ma non umani. Coinvolti a partecipare e a condividere anche associazioni territoriali, produttori locali, editori nazionali per sottolineare che la cura ed il nutrimento intraprendendo vie polimorfe. Che sia questa una giornata di nutrimento: Felice San (t)a e di Gioia , per tutti coloro che vorranno farne parte e desiderano costruire insieme.</p>
<p>Yoga e educazione e Proloco Montesarchio  in collaborazione con:<br />
Ass. Teatro Caccabak, Centro yoga Akhara, Centro yoga Jap, Ass. Adi Shakti, Ass. Hastinapura, Ass.Oneness Family Napoly, Gas Arcobaleno Benevento, Idea cooperativa sociale, Libreria indipendente e alimentare Masone Alisei, Mape illustrazioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">—<a href="http://www.fiabonlus.it/" target="_blank" rel="nofollow"><span style="color: #993300;"><br />
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</p>
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		<title>Un caso di evoluzione etica del gusto: la falanghina Mustilli.</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2015 18:53:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
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		<category><![CDATA[..Aziende del GAS Arcobaleno e del SoldoCorto]]></category>
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		<description><![CDATA[[di Alessio Masone] Ho avuto occasione di frequentare la famiglia Mustilli di Sant&#8217;Agata de&#8217; Goti: familiarizzare con la loro vita privata e con le attività culturali, di cui sono artefici, mi ha consentito di conoscere da vicino l&#8217;humus su cui poggia il progetto delle cantine Mustilli Wine&#38;Culture. . A casa Mustilli si respira un&#8217;aria alternativa, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p id="yui_3_16_0_1_1427985004428_6822" style="text-align: justify;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/01/mustilli-14-e1389208023460.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10108" alt="mustilli 14" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/01/mustilli-14-e1389208023460-276x300.jpg" width="276" height="300" /></a>[di <a href="http://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/autori-di-artempori/alessio-masone-x-autori/">Alessio Masone</a>] Ho avuto occasione di frequentare la famiglia Mustilli di Sant&#8217;Agata de&#8217; Goti: familiarizzare con la loro vita privata e con le attività culturali, di cui sono artefici, mi ha consentito di conoscere da vicino l&#8217;humus su cui poggia il progetto delle cantine <a href="http://www.mustilli.com/" target="_blank">Mustilli Wine&amp;Culture</a>.<br />
.<br />
A casa Mustilli si respira un&#8217;aria alternativa, anche grazie agli artisti, mariti di Paola e Anna Chiara: musicista e promotore di eventi culturali, Maurizio Chiantone; attore teatrale, come seconda attività quella di Giosuè Zurzolo. E che dire dei genitori, Leonardo e Marilì, che vollero imbottigliare in purezza, nel 1979, la prima falanghina al mondo?<br />
.<br />
Esistono numerose eccellenze vitivinicole nel Sannio, ma è raro che un produttore di vino passi presso la mia libreria, a Benevento, per acquistare libri e prodotti bio e del Commercio Equo e Solidale o per partecipare all&#8217;acquisto comunitario di cibi locali tramite il GASb Arcobaleno (Gruppo d&#8217;Acquisto Solidale e Barattario). Questo invece accade spesso con le sorelle Mustilli. Ma Mustilli è anche la prima cantina sannita che ha aderito al SoldoCorto, la moneta locale/artigianale sannita che agevola un&#8217;economia condivisa e una coesione territoriale.<br />
.<br />
Ebbene, ora, non posso essere imparziale, ormai, non posso essere oggettivo quando bevo il vino Mustilli. Sapere cosa c&#8217;è dietro la produzione di un alimento, ti cambia per sempre la percezione di quel manufatto.</p>
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<div dir="ltr" id="yiv2210126597yui_3_16_0_1_1418547746951_2492" style="text-align: justify;">Siamo abituati a una fruizione alimentare dove prevale un gusto collettivo che ereditiamo da chi ci ha preceduto: certo, il gusto si affina coll&#8217;esercizio personale, ma sempre in una direzione puramente estetica, subita. Questo perché raramente conosciamo di persona il produttore del cibo che consumiamo e, quando lo conosciamo, spesso dimentichiamo di considerare l&#8217;eventuale idea di giustizia che anima quell&#8217;artigiano.</div>
<div dir="ltr" id="yiv2210126597yui_3_16_0_1_1418547746951_2492" style="text-align: justify;">.<br />
Fruendo delle emozioni alimentari, come per quelle artistiche, rischiamo di viverle passivamente ed esteticamente, come durante un appagante concerto che, quando termina, ci dimostra che il mondo è rimasto nel frattempo immutato.</div>
<div dir="ltr" id="yiv2210126597yui_3_16_0_1_1418547746951_2492" style="text-align: justify;">.<br />
Certo, è fondamentale considerare la competenza necessaria a produrre un&#8217;opera d&#8217;arte o un vino, ma a parità di tecnica, il fruitore può mettere la sua parte: con il suo personale percorso, soggettivando il mondo, può diventare coautore dell&#8217;opera o coproduttore del vino di cui fruisce.</div>
<div dir="ltr" id="yiv2210126597yui_3_16_0_1_1418547746951_2492" style="text-align: justify;">.<br />
Senza l&#8217;impegno in prima persona del consumatore, il gusto si uniforma omologando il mondo intero. Si pensi alle nuove generazioni il cui gusto si è trasformato (vedi i bambini che preferiscono i polli allevati industrialmente), adattandosi alla prevalenza dei cibi consumati, quelli più facilmente reperibili, in quanto veicolati dalla grande distribuzione. Nel nuovo gusto collettivo che ne emerge, restano esclusi i produttori locali, le varietà autoctone, il negozianti indipendenti, le economie locali, i mestieri manuali, le coesioni territoriali.</div>
<div dir="ltr" id="yiv2210126597yui_3_16_0_1_1418547746951_2492" style="text-align: justify;">.<br />
Al contrario, con un approccio alle emozioni esperienziale, territoriale e non delegato, si è autori di un gusto etico e si partecipa a una biodiversità del mondo che promuove giustizia, inclusione territoriale, felicità diffusa e resistenza alla crisi economica e sociale che oggi stiamo subendo.</div>
<div dir="ltr" id="yiv2210126597yui_3_16_0_1_1418547746951_2492" style="text-align: justify;">.<br />
<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/05/mustilli-artempori14-09.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-12629" alt="mustilli artempori'14 09" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/05/mustilli-artempori14-09-300x168.jpg" width="300" height="168" /></a>Se, nel dare identità al nostro gusto, orientiamo il nostro palato verso alimenti, non solo con ottime proprietà organolettiche, ma prodotti da chi è anche artefice di giustizia nel mondo, possiamo portare cambiamento perché anche gli altri produttori, a loro volta, si orienteranno a stili di vita capaci di giustizia. Ciò diventa anche un esercizio a un&#8217;etica relazionale: quando l’individuo considera l’altro per quello che fa per il mondo, non per quello che da lui riceve, per il rapporto di seduzione, di amicizia.</div>
<div dir="ltr" id="yiv2210126597yui_3_16_0_1_1418547746951_2492" style="text-align: justify;">.<br />
Forse perché il Sannio è prevalentemente una realtà rurale, a Benevento è nato Art&#8217;Empori, un movimento artistico/economico di fruitori responsabili che fa proprie le istanze rurali della relazione corta e dell&#8217;esperienzialità.<br />
.</div>
<div dir="ltr" id="yiv2210126597yui_3_16_0_1_1418547746951_2492" style="text-align: justify;">Stiamo apprendendo, tramite la cultura materiale, che non esiste l&#8217;eccellenza assoluta, che non si produce un vino che eccelle su tutti gli altri nel mondo: stiamo familiarizzando con un nuovo tipo di eccellenza, quella relazionale in quanto esistono numerosi vini che sono nesso per la propria comunità locale, in termini d&#8217;identità territoriale, di economia condivisa, di coesione sociale, di tutela ambientale.<br />
.<br />
Allo stesso modo, nella fruizione artistica non possiamo più considerare l&#8217;eccellenza che risiede nell&#8217;opera, calata dall&#8217;alto e uguale per tutti: dobbiamo invece considerare rilevante anche il momento creativo che risiede nella parte di competenza del fruitore che, con approccio esperienziale, tramite una fruizione etica capace di cambiamento, diventa coautore dell&#8217;opera e quindi del mondo. Sull&#8217;opera d&#8217;arte, di cui fruiamo, non possiamo incidere, ma possiamo essere coautori dell&#8217;opera nella parte di nostra competenza: anche decidere dove vediamo un film o dove compriamo il libro consente che la fatica dell&#8217;autore abbia continuità nella nostra fatica di &#8220;autori di una fruizione responsabile&#8221;.</div>
<div dir="ltr" id="yiv2210126597yui_3_16_0_1_1418547746951_2492" style="text-align: justify;">.<br />
E&#8217; faticoso essere parte attiva del film nel dare continuità al senso di giustizia promosso dal regista: come quando scegliamo di fruire del film nello sconveniente cinema indipendente di città, invece che nell&#8217;efficiente multisala che, però, porta via identità ed economia dai territori. Allo stesso modo, è faticoso fruire eticamente di un vino o di un cibo, mettendo in discussione complessivamente le nostre abitudini alimentari e relazionali.</div>
<div id="yui_3_16_0_1_1427985004428_19111" style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">&#8212;</div>
<div style="text-align: justify;"><em>Il testo di questo articolo rappresenta l&#8217;intervento svolto da Alessio Masone durante il dibattito svoltosi, a Benevento, a Palazzo Paolo V, nel dicembre 2014, nell&#8217;ambito della manifestazione Falanghina Felix.</em></div>
<div style="text-align: justify;"></div>
</div>
</div>
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</div>
</div>
</div>
</div>
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		<title>Ilaria Fragnito fa outing: sono un&#8217;artigiana della lana, non più un addetto stampa!</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Mar 2015 09:42:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[[di Tullia Bartolini e Alessio Masone] &#8220;Vendevo parole, quando ero addetto stampa. Non ero me stessa&#8221;. Così esordisce, in uno sfogo liberatorio, Ilaria Fragnito, durante la cenabaratto, su &#8220;Nativi digitali e perdita delle competenze manuali&#8221;, organizzata da Mariapaola Bianchini, psicologa cofondatrice del movimento Art&#8217;Empori-Resistenza P&#8217;Artigianale. .Con voce rotta dall&#8217;emozione, si racconta: &#8220;Per assecondare le aspettative degli [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="yiv0379741993yui_3_16_0_1_1425202849460_24658" style="text-align: justify;">[di <a href="http://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/autori-di-artempori/tullia-bartolini-autori/" target="_blank">Tullia Bartolini</a> e <a href="http://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/autori-di-artempori/alessio-masone-x-autori/" target="_blank">Alessio Masone</a>]<i id="yiv0379741993yui_3_16_0_1_1425202849460_24967"> </i>&#8220;Vendevo parole, quando ero addetto stampa. Non ero me stessa&#8221;. Così esordisce, in uno sfogo liberatorio, Ilaria Fragnito, durante la cenabaratto, su &#8220;Nativi digitali e perdita delle competenze manuali&#8221;, organizzata da Mariapaola Bianchini, psicologa cofondatrice del movimento Art&#8217;Empori-Resistenza P&#8217;Artigianale.</div>
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<div dir="ltr" id="yiv0379741993yui_3_16_0_1_1425202849460_24648" style="text-align: justify;"><span><span>.<br clear="none" />Con voce rotta dall&#8217;emozione, si racconta: &#8220;Per assecondare le aspettative degli altri, avevo studiato scienze della comunicazione e avevo intrapreso una professione intellettuale, ma ora ho trovato la mia naturale dimensione, sono rinata con le mie creazioni in lana&#8221;.</span></span></div>
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<div id="yiv0379741993yqtfd14802"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/03/ilaria-fragnito-lailana-cenabaratto-gas-arcobaleno.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-16123" alt="ilaria fragnito lailana cenabaratto gas arcobaleno" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/03/ilaria-fragnito-lailana-cenabaratto-gas-arcobaleno-300x168.jpg" width="300" height="168" /></a>Ilaria si libera come un gay che smette di essere oppresso dalle aspettative altrui e fa outing: ormai, per molti, esercitare una professione intellettuale è un peso da sopportare per conformismo. Un esempio del fermento collettivo in corso che, reagendo al collasso dell&#8217;attuale modello di sviluppo, sta riportando i giovani verso i mestieri manuali: un bisogno di riappropriarsi delle proprie identità, del percepirsi comunità locale, del rapporto con la fisicità della vita che è anche un rigenerare economia fisica, riportandola in un argine territoriale, condiviso.<br clear="none" />.<br clear="none" />Questo e tanto altro è avvenuto durante l&#8217;affollata cenabaratto del 27 febbraio 2015, presso la libreria indipendente Masone Alisei, all&#8217;interno del Distretto di EcoVicinanza, con il GASb Arcobaleno e Art&#8217;Empori.<br clear="none" />.<br clear="none" />Unisci due competenze, due belle personalità, due forme di comunicazione e metti su un laboratorio, che vuol coinvolgere i più giovani, quelli che faranno il nostro futuro.<br clear="none" /><br clear="none" /><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/03/cenabaratto-01-mariapaola-bianchini.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-16112" alt="cenabaratto 01 mariapaola bianchini" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/03/cenabaratto-01-mariapaola-bianchini-300x168.jpg" width="300" height="168" /></a>Maria Paola Bianchini, psicologa dell&#8217;età evolutiva e Ilaria Fragnito, artigiana della lana, creativa, titolare di Lailana, (facebook.com/lailanahandmade), hanno organizzato un laboratorio per i più piccoli presso la libreria Masone Alisei (Benevento) e ce ne hanno parlato durante la cenabaratto. <br clear="none" />.<br clear="none" />Eravamo in tanti, tra cibo vegano, buon vino, i piatti di Rocco, Brunella, Giuseppe, una filiera corta di intenti, entusiasmo e fiducia nel futuro, tutto rigorosamente non delegato e dal basso.<br clear="none" />.<br clear="none" />Siamo colpiti dalle creazioni di Ilaria, dai colori che sa usare così bene, dall&#8217;intreccio sapiente dei fili attraverso cui è capace di creare oggetti armoniosi, belli: bracciali, anelli, collane, scalda collo.<br clear="none" />.<br clear="none" />Durante l&#8217;incontro, le due giovani promesse hanno barattato la propria esperienza, sviluppata in campi solo apparentemente diversi: le unisce infatti la necessità di evidenziare l&#8217;importanza e il recupero delle competenze manuali, in particolare per i nativi digitali. &#8220;Lana in fabula&#8221; è il nome dato al laboratorio che vuol incentivare nei bambini la creatività, sviluppandola attraverso la dimensione materica del gioco manuale e della lettura dei libri cartacei. <br clear="none" />.<br clear="none" /><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/03/lana-in-fabula-libreria-masone-alisei-ilaria-fragnito-mariapaola-bianchini.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-16124" alt="lana in fabula libreria masone alisei ilaria fragnito mariapaola bianchini" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/03/lana-in-fabula-libreria-masone-alisei-ilaria-fragnito-mariapaola-bianchini-300x168.jpg" width="300" height="168" /></a>Sin da piccoli, i nativi digitali si abituano all&#8217;uso dei computer, all&#8217;interconnessione via internet, al linguaggio dei tablet, senza sviluppare competenze motorie, che li metta a contatto con la materia e con la possibilità di trasformarla, dando vita a qualcosa di personale, ricreando la realtà. Sappiamo bene quanto lo sviluppo senso-motorio e cognitivo dei più piccoli non possa prescindere dalla conoscenza tattile delle cose.<br clear="none" />.<br clear="none" />L&#8217;uso esclusivo di certi canali &#8211; che hanno certo i loro vantaggi, ma non possono escludere il resto &#8211; li lascia monchi, dando vita anche a deficit di attenzione e ad altre patologie attualmente allo studio degli psicologi. <br clear="none" />.<br clear="none" />Con l&#8217;aiuto di slide, Maria Paola Bianchini ci ha parlato di questi argomenti, mentre Ilaria ci ha raccontato la sua esperienza, la possibilità che si è data di cambiare vita, diventando &#8216;artigiana della lana&#8217;.</div>
<p><span id="yiv0379741993yui_3_16_0_1_1425202849460_24877">.<br clear="none" />&#8220;La crisi economica e sociale ci suggerisce un ritorno ai mestieri manuali per la rigenerazione di un’economia condivisa e di una felicità diffusa&#8221;, afferma il Distretto di EcoVicinanza. Il laboratorio &#8211; a cui si spera seguano altri incontri, anche in sedi diverse &#8211; è sostenuto anche da “Resistenza P’Artigianale, movimento per l’approccio artigianale e territoriale alla produzione, vendita e consumo dei beni e delle arti.</span></p>
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<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/03/02/ilaria-fragnito-fa-outing-sono-unartigiana-della-lana-non-piu-un-addetto-stampa/cenabaratto-01-mariapaola-bianchini/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/03/cenabaratto-01-mariapaola-bianchini-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="cenabaratto 01 mariapaola bianchini" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/03/02/ilaria-fragnito-fa-outing-sono-unartigiana-della-lana-non-piu-un-addetto-stampa/cenabaratto-012-ilaria-fragnito/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/03/cenabaratto-012-ilaria-fragnito-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="cenabaratto 01,2 ilaria fragnito" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/03/02/ilaria-fragnito-fa-outing-sono-unartigiana-della-lana-non-piu-un-addetto-stampa/cenabaratto-02-nativi-digitali/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/03/cenabaratto-02-nativi-digitali-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="cenabaratto 02 nativi digitali" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/03/02/ilaria-fragnito-fa-outing-sono-unartigiana-della-lana-non-piu-un-addetto-stampa/cenabaratto-06-nativi-digitali/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/03/cenabaratto-06-nativi-digitali-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="cenabaratto 06 nativi digitali" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/03/02/ilaria-fragnito-fa-outing-sono-unartigiana-della-lana-non-piu-un-addetto-stampa/cenabaratto-07-nativi-digitali/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/03/cenabaratto-07-nativi-digitali-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="cenabaratto 07 nativi digitali" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/03/02/ilaria-fragnito-fa-outing-sono-unartigiana-della-lana-non-piu-un-addetto-stampa/cenabaratto-08-nativi-digitali/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/03/cenabaratto-08-nativi-digitali-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="cenabaratto 08 nativi digitali" /></a>
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