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	<title>Art&#039;Empori &#187; caravaggio</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>A proposito di Caravaggio</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Apr 2014 08:32:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
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		<description><![CDATA[[di Franco Bove] Michelangelo Merisi da Caravaggio è una delle personalità artistiche più celebrate della pittura occidentale soprattutto perché le sue opere sembrano non risentire del tempo passato, mantenendo una drammatica attualità, e non essere inquadrabili in una precisa corrente di pensiero o in uno stile ben codificato. La loro forza espressiva e l’eccezionale qualità [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" align="center"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/04/22di-Luciano-Ferrara-Brunch-baratto-16.03.14.jpg"><img class="alignleft  wp-image-11621" alt="22di Luciano Ferrara Brunch baratto 16.03.14" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/04/22di-Luciano-Ferrara-Brunch-baratto-16.03.14.jpg" width="332" height="518" /></a>[di Franco Bove] Michelangelo Merisi da Caravaggio è una delle personalità artistiche più celebrate della pittura occidentale soprattutto perché le sue opere sembrano non risentire del tempo passato, mantenendo una drammatica attualità, e non essere inquadrabili in una precisa corrente di pensiero o in uno stile ben codificato. La loro forza espressiva e l’eccezionale qualità dei dettagli colpiscono ancora profondamente l’osservatore odierno. Ma, in verità, non sono solo tali aspetti a costituire la peculiarità di questo artista lombardo la cui vita si consumò in soli trentanove anni, chiudendosi misteriosamente su una spiaggia laziale. Nei suoi quadri c’è ancora altro, anche se non è immediata la comprensione delle ulteriori valenze.</p>
<p style="text-align: justify;">Roberto Longhi, che a partire dai primi decenni del Novecento ne fece oggetto di approfonditi studi, attribuì a Caravaggio anche il ruolo di caposcuola di un notevole gruppo di artisti, i cosiddetti caravaggeschi, e, pur evidenziando la sua derivazione dagli orientamenti nordici verso il naturalismo, presenti nell’ambiente bergamasco di origine (era stato allievo del Petersano e aveva verosimilmente conosciuto i ritratti accuratissimi del Moroni, qualche notturno del Savoldo, oltre alle raffinate raffigurazioni di Lorenzo Lotto), lo giudicò un radicale modernizzatore dell’iconografia cristiana e l’inventore di un nuovo modo di intendere la realtà. Altri critici lo hanno perfino considerato un anticipatore del realismo novecentesco e, in genere, hanno messo in relazione il profilo inquieto e ribelle della sua vita con la singolarità della sua produzione artistica. Federico Zeri lo ha ritenuto l’iniziatore del naturalismo, distinguendo con sottili argomentazioni tale definizione dal verismo di marca germanica e dal realismo classicista.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia l’immagine di geniale<i> maudit</i> e di precursore della sensibilità moderna sembra più dovuta all’eccessiva attenzione che la critica contemporanea  ha dedicato alla dimensione esistenziale degli artisti, quasi fosse possibile stabilire un rapporto di causa ed effetto tra le loro condizioni di vita e l’attività compositiva. E’, dunque, in parte un’eredità del romanticismo e, insieme della visione marxista dell’arte. Entrambi interpretano la produzione artistica come esclusiva manifestazione di individualità che assume significato nella caratterizzazione della Weltangshauung di un’epoca o dell’ideologia di un intero sistema politico.</p>
<p style="text-align: justify;">Le ricerche più recenti tendono ad abbandonare questo metodo controverso di classificazione e a porre in maggiore evidenza l’appartenenza dell’artista a ristretti circoli culturali, a una limitata cerchia di committenti, che lo condizionano, e a modelli linguistici ben definiti, tenendo comunque, conto che egli intrattiene con la realtà un rapporto per lo più indiretto, anche quanto tutto sembra dimostrare il contrario. L’artista, in fondo, è destinato a comunicare attraverso le sue opere e per ognuna di esse attinge alla profondità del suo essere. Attraverso questo inevitabile processo di introversione viene prodotta l’immagine della realtà o quello che noi accettiamo come tale, anche quando, come nel caso di Caravaggio, sembra scaturire da una cosciente intenzione mimetica.</p>
<p style="text-align: justify;">Che cosa distingue, in tal senso, il nostro Michelangelo Merisi?</p>
<p style="text-align: justify;">Innanzitutto il suo netto superamento di quella visione scientifica dello spazio di rappresentazione, che aveva influenzato tra gli altri Piero della Francesca, Antonello da Messina, Paolo Veronese, Raffaello e Giovanni Bellini e che li aveva indotti a collocare ogni elemento della composizione in uno spazio virtuale ben delimitato, perfettamente leggibile e costruito mediante l’applicazione rigorosa delle regole della prospettiva, fino a costruire virtuosistici, stupefacenti scenari e sfondi.</p>
<p style="text-align: justify;">Caravaggio, invece, tende progressivamente a collocare i suoi personaggi in uno spazio quasi indeterminato, ad evocarli dall’ombra come se stessero su un palcoscenico di un ridotto teatro, privo anche della illusoria profondità dei fondali, e a farli intercettare da una pluralità di luci radenti non identificabili. I suoi quadri danno quell’effetto di sorpresa che si ha quando si alza il palcoscenico e al buio d’improvviso le facce degli attori si illuminano, insieme ai loro studiati gesti.</p>
<p style="text-align: justify;">C’è, pertanto, nel suo modo di raffigurare il recupero dell’esperienza teatrale e l’accorgimento di lasciar vedere solo ciò che serve a comunicare la sostanza dell’evento cruciale di una storia. La realtà si riduce così all’emozione del momento, all’apparenza del fatto rappresentato che, soprattutto negli ultimi anni della sua vita,  viene depurato da ogni componente allegorica e simbolica superflua, da ogni connotazione colta, la cui lettura comporti una conoscenza esoterica o, comunque, sofisticata.</p>
<p style="text-align: justify;">Per dare maggiore efficacia a tale scelta Caravaggio si avvalse di figuranti presi dalla strada o dagli ambienti popolari che amava frequentare. Di questi soggetti sottolineò la rustica fisicità, le fisionomie sofferenti e l’ordinaria gestualità. In ciò portò alle estreme conseguenze l’eredità di alcuni grandi artisti che lo avevano preceduto, i quali come Hieronymus Bosch, Bruegel il Vecchio,  Antonio Moro e lo stesso Albrecht Durer (di quest’ultimo si veda l’impietoso ritratto della madre) non avevano esitato a riprodurre sulla tela gente dall’aspetto decisamente comune e perfino deforme. Ma sarebbe il caso di chiedersi perché i committenti di Caravaggio, che furono, è bene ricordarlo, cardinali, alti aristocratici e importanti istituzioni religiose, accettarono di acquistare quadri in cui si riconoscevano cortigiane, prostitute, una di queste raffigurata perfino con la pancia gonfia per morte da annegamento, oltre a turpi ubriaconi, rugosi contadini e feroci masnadieri. A Roma egli fu ospite del cardinale Dal Monte e frequentò Ferdinando de’ Medici, Pietro Aldobrandini e Alessandro Montalto. La risposta non si può trovare solo nel talento elevatissimo del Merisi che sublimava ogni cosa, anche particolari allusivi alla sua ambivalente sessualità. Bisogna cercarla, necessariamente, anche nel particolare clima culturale e religioso instauratosi a seguito della conclusione del Concilio di Trento. Come dimenticare le <i>Istruzioni</i> del card. Carlo Borromeo che accoglieva la scelta nordica e protestante del naturalismo, opposta alla tradizione celebrativa del ritratto italiano e raccomandava una pittura aderente al vero, semplice, devozionale, didascalica ed efficace nella comunicazione del messaggio cristiano? Come ignorare l’eclisse del platonismo che aveva innervato gran parte della pittura rinascimentale e le stesse opere di Michelangelo? Neppure si può sottovalutare l’azione concreta di vescovi e alti prelati nell’orientare le scelte artistiche, come nel caso del cardinale Paleotti, il quale nel suo <i>Discorso intorno alle immagini sacre e profane</i> del 1582 aveva prescritto: &#8220;&#8230;<i>si dovrà curare che la faccia od altra parte del corpo non fosse fatta più bella o più grave da quella che la natura in quell&#8217;età ha conceduto, anzi, se vi fossero anco difetti, o naturali o accidentali che molto la deformassero, né questi s&#8217;avriano a tralasciare</i>&#8230;&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">A tale orientamento si attenne palesemente Caravaggio che, dunque, rientra, nel novero degli osservanti della riforma tridentina ma con una sua particolare cifra stilistica e capacità di rimeditazione dei temi religiosi in chiave popolare che non si può ricondurre meccanicamente alla sua inquietudine temperamentale, alle pericolose vicende affettive, all’oscuro impulso ad esporsi ai rischi sfidando tutto e tutti. Caravaggio ha tratto sicuramente ispirazione dalla sue scelte di vita, dalla sua solitaria e temeraria esistenza, ma per derivarne una personale idea del male e della sofferenza. Un raggelante pessimismo matura in lui e per noi assume il senso di un’anticipazione dell’esperienza moderna. Lo si riscontra soprattutto in alcune opere quali il Martirio di San Matteo, la crocifissione di San Pietro, la morte della Madonna e la decollazione del Battista. In esse il male vi appare nella sua cruda ordinarietà, come se la morte che viene osservata in quelle scene fosse una faccenda quasi banale. Il carnefice di san Matteo è addirittura rappresentato con sembianze atletiche, di un’equivoca bellezza, quasi anticipatrice delle trafitture estatiche delle vergini barocche. Il boia del Battista sembra un macellaio concentrato su un taglio particolarmente difficile che intende effettuare col dovuto mestiere indifferente ai tormenti della vittima. La medesima ossessiva attenzione agli aspetti pratici dell’esecuzione si intravede nella crocifissione di san Pietro che guarda annichilito quel gelido affaccendarsi  intorno al suo corpo sospeso. Infine i personaggi che circondano la Madonna defunta sembrano più che altro disorientati come se si stessero interrogando sulle cause di quella fine.</p>
<p style="text-align: justify;">Ca<b>r</b>avaggio non è il solo pittore dalla vita turbolenta. Lo fu anche il Cerano suo contemporaneo. Ma in Michelangelo Merisi la violenza che lo tormentò senza tregua si trasformò in uno straordinario riscatto estetico del negativo e non in una sorta di esibito grandguignol.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8212;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>La foto è stata scattata da Luciano Ferrara durante una visita al Pio Monte della Misericordia di Napoli, in occasione del <a href="http://www.artempori.it/artempori/2014/03/18/fotoracconto-del-brunch-baratto-co-studio-di-luciano-ferrara-con-sofia-ferraioli-michele-serio-e-caravaggio/" target="_blank">Brunch Baratto</a> presso lo studio fotografico di Luciano Ferrara organizzato, il 16 marzo 2014, con il GAS Arcobaleno Benevento, Art&#8217;Empori, Gli Enogastronauti e Mustilli. Sul Caravaggio e su &#8220;Le sette opere di misericordia&#8221; ha introdotto lo scrittore napoletano Michele Serio (nella foto). Breve intervento anche del beneventano Maurizio Cimmino, storico dell&#8217;arte. </em></p>
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		<title>Brunch baratto con Michele Serio e Caravaggio. Domenica 16 marzo. C/o studio di Luciano Ferrara. Napoli. Coerenze:19/20</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Mar 2014 14:39:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Luciano Ferrara, fotografo napoletano è stato ospite entusiasta di una cenabaratto del GAS Arcobaleno Benevento, presso la libreria Masone, iniziativa che consente uno scambio di competenze alimentari e artistiche. . Ferrara, quindi, ha voluto replicarne lo spirito, coinvolgendo noi beneventani in un brunch baratto che si terrà, domenica 16 marzo, a Napoli, presso il suo studio, in [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="yui_3_13_0_ym1_1_1394364176611_4039" style="text-align: justify;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/03/luciano-ferrara-cenabaratto-140214.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10996" alt="luciano-ferrara-cenabaratto-140214" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/03/luciano-ferrara-cenabaratto-140214-300x220.jpg" width="300" height="220" /></a>Luciano Ferrara, <span id="yui_3_13_0_ym1_1_1394364176611_4038"><a id="yui_3_13_0_ym1_1_1394364176611_4037" href="http://www.ziguline.com/luciano-ferrara-fotografia-e-rivoluzione/#" target="_blank" rel="nofollow">fotografo napoletano</a></span> è stato ospite entusiasta di una <a href="http://www.artempori.it/artempori/2014/02/12/la-fotografia-sociale-di-luciano-ferrara-alla-cenabaratto-del-14-febbraio-2014-coerenze1920/" target="_blank">cenabaratto</a> del GAS Arcobaleno Benevento, presso la libreria Masone, iniziativa che consente uno scambio di competenze alimentari e artistiche.</div>
<div style="text-align: justify;">.</div>
<div style="text-align: justify;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/2014/02/13/trailer-del-documentario-di-maria-manfredi-sul-fotoreporter-luciano-ferrara-in-proiezione-alla-cenabaratto-del-14-febbraio/" target="_blank">Ferrara</a>, quindi, ha voluto replicarne lo spirito, coinvolgendo noi beneventani in un brunch baratto che si terrà, domenica 16 marzo, a Napoli, presso il suo studio, in via dei Tribunali, 138, nel centro storico della città.</div>
<div style="text-align: justify;">.</div>
<div id="yui_3_13_0_ym1_1_1394364176611_4125" style="text-align: justify;">Il programma dell&#8217;evento prevede, sempre a via dei Tribunali, alle ore 11.00, la visita del museo &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pio_Monte_della_Misericordia" target="_blank" rel="nofollow">Pio Monte della Misericordia</a>&#8221; dove, guidati dallo scrittore Michele Serio, ammireremo l&#8217;opera del Caravaggio &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sette_opere_di_Misericordia" target="_blank" rel="nofollow">Le sette opere di Misericordia</a>&#8220;.</div>
<div id="yui_3_13_0_ym1_1_1394364176611_4127" style="text-align: justify;">.</div>
<div id="yui_3_13_0_ym1_1_1394364176611_4129" style="text-align: justify;">Alle ore 13.30, ci spostiamo allo studio di Luciano Ferrara dove si presenta l&#8217;opera &#8220;La medusa di Caravaggio&#8221; di Sofia Ferraioli.</div>
<div style="text-align: justify;">.</div>
<div id="yui_3_13_0_ym1_1_1394364176611_4131" style="text-align: justify;">Alle 14.00, inizia il brunch baratto in compagnia di <a href="http://www.marlineditore.it/autori.xhtml?id=49" target="_blank">Michele Serio</a>, autore di &#8220;<a href="http://napoliexpress.wordpress.com/2013/01/19/pizzeria-inferno-torna-in-libreria-la-napoli-onirica-di-michele-serio/" target="_blank">Pizzeria inferno</a>&#8221; che baratterà la sua esperienza di scrittore di noir.</div>
<div style="text-align: justify;">.</div>
<div style="text-align: justify;">A seguire, un&#8217;asta fotografica che sarà condotta da Gigi Monaco.</div>
<div style="text-align: justify;">.</div>
<div style="text-align: justify;">L&#8217;evento è organizzato con la collaborazione delle associazioni sannite GAS Arcobaleno, Art&#8217;Empori, Gli Enogastronauti e Mustilli vine&amp;culture.</div>
<div style="text-align: justify;">.</div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Modalità di partecipazione. </strong>Per partecipare è necessario portare una cibo cucinato da condividere con gli altri partecipanti: in alternativa, è possibile versare la quota per una bottiglia di vino Mustilli da condividere. Ogni cibo cucinato consente la partecipazione di due persone, ogni quota versata per il vino consente la partecipazione di una persona.</div>
<div style="text-align: justify;">.</div>
<div id="yui_3_13_0_ym1_1_1394364176611_4135" style="text-align: justify;">Per motivi di sostenibilità e di esperienzialità è fondamentale che ogni partecipante porti con sé le stoviglie che userà durante il brunch baratto: chi porta le stoviglie riceverà un SoldoCorto, buono sconto da utilizzare presso gli esercenti indipendenti del circuito locale sannita.</div>
<div style="text-align: justify;">.</div>
<div id="yui_3_13_0_ym1_1_1394364176611_4133" style="text-align: justify;">La socia GAS Dolores Troisi, con Gli Enogastronauti, si preoccupa di organizzare un mini pullman per agevolare la trasferta da Benevento.</div>
<div style="text-align: justify;">.</div>
<div style="text-align: justify;">Per prenotazioni, quindi, bisogna rivolgersi al 339 2179 464 (Gli Enograstronauti).</div>
<div style="text-align: justify;">Per informazioni ulteriori, comunque, potete contattare anche il 331 1571 893 (GAS Arcobaleno Benevento).</div>
<div style="text-align: justify;">.</div>
<div style="text-align: justify;">L&#8217;ingresso al Pio Monte della Misericordia, che verrà aperto apposta per noi, prevede un biglietto d&#8217;ingresso al costo agevolato di tre euro (invece dei previsti sette euro).</div>
<div style="text-align: justify;">.</div>
<div style="text-align: justify;">In calce, la locandina realizzata da Luciano Ferrara per divulgare l&#8217;evento anche a Napoli.</div>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/03/brunch-baratto-16.03.14.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10997" style="border: 1px solid black;" alt="brunch-baratto-16.03.14" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/03/brunch-baratto-16.03.14.jpg" width="709" height="953" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p style="text-align: justify;">Michele Serio vive e lavora a Napoli. Dopo un inizio da musicista e autore teatrale, esordisce come narratore con <em>La signora dei lupi</em> (Spirali), un fantasy a sfondo erotico. Scrive poi <em>Pizzeria Inferno</em>, un horror che viene considerato un libro di culto dagli scrittori cosiddetti ‘pulp’, e <em>Nero metropolitano</em>, romanzo dal montaggio serrato che di recente è stato opzionato per una versione cinematografica (entrambi pubblicati da Baldini &amp; Castoldi). Il suo ultimo romanzo è <em>Reporter di strada</em> (l’ancora del mediterraneo), una divertente satira di costume dai risvolti erotici. Ha inoltre pubblicato il racconto<em>Uguale</em> nell’antologia <em>Italia odia</em> (Mondadori), da cui è stato tratto un fumetto uscito a puntate su un quotidiano a larga tiratura. Ha partecipato in Francia all’antologia <em>Portes d’Italie</em> con il racconto <em>La cagnetta</em> e contemporaneamente all’antologia <em>14 colpi al cuore</em> (Mondadori) con il racconto <em>La casa infestata</em>. Ha scritto programmi per la radio e la televisione, e collabora a numerosi quotidiani e riviste.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.marlineditore.it/autori.xhtml?id=49" target="_blank">http://www.marlineditore.it/autori.xhtml?id=49</a></p>
<p>—</p>
<p>SEGUONO I <a href="http://www.artempori.it/artempori/2013/09/27/metodi-responsabili-per-la-fruizione-di-iniziative-socio-culturali/" target="_blank"><strong>METODI RESPONSABILI</strong></a> CON CUI ART’EMPORI HA VAGLIATO L’EVENTO<br />
Chi è interessato può comunicarci eventuali modifiche da apportare alla seguente ipotesi.</p>
<p>_____________________________________________________________</p>
<table width="690" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td rowspan="2" width="500" height="264"><em><strong>PoeCivismo.</strong><br />
<strong>Metodi responsabili<br />
per la fruizione di iniziative socio-culturali</strong><br />
Questi Metodi agevolano PRATICHE<br />
capaci di inclusione e cittadinanza non delegata.<br />
Ogni iniziativa, infatti, a prescindere dall’encomiabile<br />
tema trattato, paradossalmente rischia di utilizzare<br />
un metodo escludente e delegato che è incoerente<br />
con qualsiasi processo culturale che voglia creare reale<br />
consapevolezza e capacità di azione partecipata dal cittadino.<br />
Non conta l’eccellenza di un’opera, di una teoria o di un evento,<br />
ma cosa ne fa il fruitore, portandola in prima persona nel mondo.<br />
_____________________________________________</em></td>
<td width="20"></td>
<td colspan="2" width="170"><span style="color: #ff0000;"><em><strong>Brunch baratto con Michele Serio e Caravaggio. 16 marzo<br />
C/o studio di Luciano Ferrara. Napoli<br />
__________</strong></em></span></td>
</tr>
<tr>
<td width="20" height="131"><span style="color: #ff0000;"><em> <strong>19/20</strong></em></span></td>
<td width="116"><span style="color: #ff0000;"><em><strong>TOTALE</strong></em></span><br />
<span style="color: #ff0000;"><b><i>COERENZE</i></b></span><br />
<span style="color: #ff0000;"><em><strong>rilevate</strong></em></span><br />
<span style="color: #ff0000;"><em><strong>con i Metodi </strong></em></span><br />
<span style="color: #ff0000;"><em><strong>responsabili<br />
________</strong></em></span></td>
<td width="54"><em><strong> </strong></em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="150"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UNA RESISTENZA ECONOMICA TERRITORIALE</em><br />
<em>E UNA REDISTRIBUZIONE DEI REDDITI</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative culturali che, a prescindere<br />
dal tema, promuovono anche l’attitudine a contrastare<br />
la crisi economica che colpisce il cittadino medio e i territori </strong><br />
Ogni iniziativa dovrebbe considerare il bisogno di giustizia sociale<br />
di questa epoca in cui i redditi si stanno spostando dal cittadino<br />
medio ai milionari.<br />
_____________________________________________</em></td>
<td width="20"><em> <strong><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong><strong>_________</strong><br />
1. Tutela </strong></em><br />
<em><strong>economica </strong></em><br />
<em><strong>del cittadino </strong></em><br />
<em><strong>e<br />
del territorio<br />
_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="126"><em>PER UN’IDENTITA’ TERRITORIALE</em><br />
<em>E UNA COESIONE SOCIALE</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative culturali che, a prescindere<br />
dal tema, promuovono anche l’identità del territorio<br />
e la coesione sociale che ne deriverebbe</strong><br />
Queste iniziative, in quanto di visibilità pubblica, dovrebbero<br />
considerare la vocazione territoriale e le specificità del luogo<br />
da tutelare come opportunità di identità e di reddito.<br />
_____________________________________________<br />
</em></td>
<td width="20"><em> </em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>2. Tutela<br />
identitaria<br />
del territorio</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><em> </em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="123"><em>PER UNA RESPONSABILITA’ SOCIALE CORTA</em><br />
<em>E NON DELEGATA</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative realizzate da associazioni locali<br />
o dai residenti, senza la partecipazione e i fondi<br />
degli enti istituzionali</strong><br />
<em><em>Se l&#8217;iniziativa è realizzata senza i fondi pubblici contiene<br />
meno costi occulti: non pesa sulla collettività;<br />
non partecipa a un modello di sviluppo assistenzialista<br />
e delegato; non si agevola il clientelismo politico;<br />
non è complice dei costi pubblici che, gravando<br />
sull&#8217;economia reale, causano la crisi economica<br />
</em><em>a danno dei cittadini e dei territori. </em></em><br />
</em></td>
<td width="20"><em> <strong><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>3. Senza<br />
enti pubblici</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="177"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’INCLUSIONE DEI LUOGHI</em><br />
<em>CHE ANIMANO IL TERRITORIO</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che, realizzate presso le sedi</strong><br />
<strong>di associazioni e di aziende indipendenti, evitando<br />
i non luoghi </strong><strong>delle sedi istituzionali, si contaminano<br />
dei progetti </strong><strong>e delle persone del territorio</strong><br />
Quando l’iniziativa è realizzata in sedi istituzionali, oltre a gravare sulla collettività, rischia di proporsi unilateralmente in quanto non si contamina delle persone e dei progetti che animano il luogo ospitante.<br />
</em></td>
<td width="20"><em> <strong><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>4. Presso<br />
sedi</em></strong><br />
<strong><em>non<br />
istituzionali</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="130"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’ATTITUDINE ALL’INCLUSIONE</em><br />
<em>E PER DISINCENTIVARE IL FAMILISMO</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che, promosse da un’associazione,</strong><br />
<strong>coinvolgono nell’organizzazione le altre associazioni<br />
del territorio </strong><strong>e i residenti locali</strong><br />
Spesso, nelle attività quotidiane del cittadino<br />
e nelle attività culturali e di volontariato, si utilizzano metodi<br />
esclusivi e familistici come avviene<br />
nelle aziende e nella partitocrazia.<br />
</em></td>
<td width="20"><em> <strong><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>5. Coinvol-gimento<br />
delle altre associazioni</em></strong><br />
<strong><em>e dei residenti</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="145"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’INCLUSIONE DEI RIONI E DEL TERRITORIO</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che coinvolgono diffusamente<br />
i rioni della città e/o il territorio</strong><br />
Quando l’iniziativa è realizzata, in modo decentrato,<br />
fuori dai luoghi istituzionali, coivolgendo i luoghi, eventualmente<br />
all’aperto, dei rioni, in particolare quelli meno frequentati,<br />
consente un cambiamento che può rimuovere lo squilibrio sociale<br />
e urbanistico della città.<br />
</em></td>
<td width="20"><strong><em> NO<em><strong></strong></em><em><strong><br />
</strong></em></em></strong></td>
<td width="116"><strong><em>_________</em></strong><br />
<strong><em>6. Coinvol-<br />
gimento<br />
dei rioni<br />
e/o del<br />
territorio</em></strong><br />
<strong><em>_________</em></strong></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="143"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’AUTODETERMINAZIONE</em><br />
<em>E UNA COESIONE TERRITORIALE</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative ideate da soggetti locali senza aderire<br />
a iniziative promosse a livello sovraterritoriale</strong><br />
Quando l’iniziativa non è calata dall’alto, ma realizzata<br />
esperienzialmente da soggetti locali, diventa opportunità<br />
per una coesione territoriale e per un esercizio<br />
a una cittadinanza non delegata in ogni aspetto collettivo.</em></td>
<td width="20"><em> </em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>7. Senza<br />
aderire</em></strong><br />
<strong><em>a iniziative</em></strong><br />
<strong><em>nazionali</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><em> </em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="166"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER CONTRASTARE LA DELEGA,</em><br />
<em>IL VERTICISMO E L’ESCLUSIONE</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che, non prevedendo l’assegnazione<br />
di premi e riconoscimenti, non proiettano un approccio<br />
competitivo ed esclusivo dell’impegno e della cultura</strong><br />
Quando, all’interno di un’iniziativa, vengono assegnati premi<br />
e riconoscimenti, è opportuno che questi almeno valorizzino<br />
persone non note e/o del territorio.<br />
Assegnando riconoscimenti a persone note, l’iniziativa tende<br />
a dare visibilità a se stessa.</em></td>
<td width="20"><em> </em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>8. Senza</em></strong><br />
<strong><em>premi</em></strong><br />
<strong><em>e selezioni</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><em> </em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="140"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UNA CITTADINANZA INCLUSIVA</em><br />
<em>DELLE SPECIFICITA’ E NON FAMILISTICA</em><br />
<em><strong>Considerare le iniziative per i contenuti<br />
che possono </strong><strong>intrecciarsi con il nostro personale<br />
percorso e non </strong><strong>per il rapporto di amicizia/seduzione<br />
o di inimicizia/intolleranza</strong><br />
<strong>che intratteniamo con chi li organizza </strong><br />
</em><em>Spesso, siamo abituati ad approcciare gli eventi culturali</em><br />
<em>con metodo familistico: li evitiamo per pregiudizio negativo</em><br />
<em>(esclusione) o li frequentiamo per amicizia o simpatia (familismo).</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>9. Considerare</strong><br />
<strong>i contenuti</strong><br />
<strong>e non gli organizzatori</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="124">_____________________________________________<br />
PER UN’AZIONE ETICA DELLE EMOZIONI,<br />
RIDUCENDO LA FRUIZIONE ESTETICA DELLE EMOZIONI<br />
<strong>Considerare le iniziative per la capacità di cambiamento<br />
e non per la piacevolezza emozionale che può renderci passivi<br />
perpetuatori del malessere collettivo</strong><br />
<em>Spesso, siamo abituati ad approcciare gli eventi culturali</em><br />
<em>per l’attitudine emozionale (estetica) ereditata che impedisce</em><br />
<em>l’azione in prima persona e quindi il cambiamento.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>10. Fruizione</strong><br />
<strong>etica, </strong><strong>non estetica</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="158">_____________________________________________<br />
PER UNA COESIONE SOCIALE<br />
E UN’INCLUSIONE DELLE SPECIFICITA’<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che prevedono dibattiti in cui<br />
ogni relatore impegni il tavolo del convegno solo nel momento<br />
del proprio intervento</strong><br />
<em>Ogni relatore dovrebbe essere un membro della platea prestato,</em><br />
<em>temporaneamente e per una sua specificità, alla funzione</em><br />
<em>di consulente di una comunità in cui ognuno è consulente degli altri.</em><br />
<em>Quando possibile, è opportuno che i partecipanti al dibattito</em><br />
<em>siano disposti in cerchio.</em></td>
<td width="20"><strong> </strong></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>11. Senza</strong><br />
<strong>tavolo</strong><br />
<strong>dei relatori</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="113">_____________________________________________<br />
PER UN’INCLUSIONE DELLE SPECIFICITA’<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che, nel comunicare<br />
i nomi delle persone coinvolte, utilizzano<br />
solo eventuali qualifiche pertinenti con l’iniziativa.</strong><br />
<em>Ogni relatore dovrebbe essere impegnato nell’iniziativa<br />
per portare la sua personale specificità acquisita<br />
nel concreto, a prescindere dai titoli.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>12. Senza comunicare</strong><br />
<strong>titoli di studio</strong><br />
<strong>non pertinenti</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="152">_____________________________________________<br />
PER UNA PROMOZIONE<br />
DELLE SPECIFICITA’ DEI CITTADINI<br />
<strong>Valorizzare iniziative (convegni, dibattiti, ecc.)<br />
dove </strong><strong>prendono parte prevalentemente<br />
le competenze tecniche e di fatto</strong><br />
<strong>e non i personaggi politici e istituzionali</strong><br />
<em>Spesso il convegno perde di vista il suo contenuto e diventa</em><br />
<em>luogo di presenzialismo. Le autorità politiche e istituzionali</em><br />
<em>hanno comunque la possibilità di vedersi pubblicati</em><br />
<em>i propri comunicati sui media.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>13. Senza personaggi </strong><br />
<strong>istituzionali</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="117">_____________________________________________<br />
PER UNA CITTADINANZA ARTISTICA NON DELEGATA<br />
E UNA BIODIVERSITA’ CULTURALE<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che prevedono,<br />
come protagonisti, </strong><strong>personaggi e artisti<br />
</strong><strong>non mediaticamente noti<br />
</strong><em>Le iniziative locali hanno senso se danno visibilità<br />
</em><em>a personaggi e/o artisti che non sono già agevolati<br />
</em><em>dai media nazionali.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>14. Senza personaggi<br />
e/o artisti</strong><br />
<strong>massmediatici</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="155">_____________________________________________<br />
PER UNA CITTADINANZA ECONOMICA NON DELEGATA<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che utilizzano monete locali<br />
per incentivare un’economia condivisa, una coesione<br />
sociale e una resistenza economica territoriale<br />
</strong><em>Ogni gesto economico può essere portatore di giustizia<br />
sociale, redistribuzione dei redditi e inclusione del vicino.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>15. Con<br />
</strong><strong>moneta locale</strong><strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="138">_____________________________________________<br />
PER UN’INCLUSIONE SOCIALE<br />
<strong>Valorizzare, anche a teatro e ai concerti, le iniziative<br />
in cui non siano previsti posti privilegiati<br />
e biglietti omaggio per le autorità<br />
</strong><em>Per valutare realmente la portata di un evento culturale,<br />
gli esponenti politici ed istituzionali devono misurarsi</em><br />
<em>con esso, in veste di cittadini comuni.</em><br />
Nei luoghi dell’arte, siti dell’emancipazione e della giustizia,<br />
non dovrebbero esistere discriminazioni.</td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>16. Senza</strong><br />
<strong>spazi e posti</strong><br />
<strong>a sedere</strong><br />
<strong>privilegiati</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="148">_____________________________________________<br />
PER UN MODELLO DI SVILUPPO DI PICCOLA SCALA<br />
E PER REDDITI CHE RESTANO SUL TERRITORIO<br />
<strong>Valorizzare le iniziative realizzate senza quegli<br />
ingenti capitali che portano i profitti via dai territori<br />
e che promuovono quel modello di sviluppo che,<br />
basato sui sistemi di scala, è la causa dell’attuale<br />
disagio economico e sociale</strong><br />
<em>Per un modello di sviluppo che includa i piccoli operatori<br />
locali e che incentivi un’economia di piccola scala che</em><br />
<em>produce economia territoriale.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>17. Senza</strong><br />
<strong>ingenti</strong><br />
<strong>investimenti</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="148">_____________________________________________<br />
PER UN’AUTODETERMINAZIONE DEL TERRITORIO<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che, evitando, come sponsor<br />
e promotori, aziende estranee al territorio,<br />
non rischiano di veicolare condizionamenti<br />
a danno delle popolazioni locali</strong><br />
<em>Queste iniziative, in quanto di visibilità pubblica, devono essere<br />
autonome dalla aziende che potrebbero condizionare le attività<br />
di autodeterminazione e di coesione della popolazione locale.  </em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>18. Senza</strong><br />
<strong>sponsor<br />
sovraterritoriali</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="148">_____________________________________________<br />
PER UNA CULTURA MATERIALE RESPONSABILE<br />
E UN’ECONOMIA CONDIVISA<br />
<strong>Valorizzare le iniziative culturali che promuovono<br />
i prodotti del territorio o etici, quando prevedono<br />
la somministrazione di cibo o in quanto ospitate<br />
in esercizi commerciali che abitualmente<br />
somministrano cibo del territorio</strong><br />
<em>Processo culturale è quello che, a prescindere dal tema affrontato,<br />
dovrebbe comunque essere capace, nel metodo, di agevolare<br />
identità territoriale, redistribuzione del reddito, tutela ambientale.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>19. Cibo responsabile</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="145">_____________________________________________<br />
PER UN RESPONSABILE USO<br />
DELLE RISORSE NATURALI<br />
<strong>Evitare le iniziative culturali che prevedendo,</strong><br />
<strong>anche accessoriamente, sommistrazione di cibo<br />
e bevande, </strong><strong>utilizzano stoviglie monouso<br />
non biodegradabili</strong><br />
<em>Queste iniziative, in quanto di visibilità pubblica, devono essere</em><br />
<em>più responsabili dei singoli cittadini riguardo all’uso di stoviglie:</em><br />
<em>in caso di monouso, si utilizzino almeno quelle biodegradabili.</em><br />
_____________________________________________</td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>20. Stoviglie</strong><br />
<strong>ecosostenibili</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
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