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	<title>Art&#039;Empori &#187; Carmela D’antonio</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>Riflessioni a mente aperta tra delega e pratica di vita.</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Mar 2015 10:06:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
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		<description><![CDATA[ [di Carmela D&#8217;Antonio] Leggevo di Bauman, con  l’eco nella mente di quello che ho sentito o letto circa il suo intervento a Benevento. Ed un po’ come scrive Alessio Masone anche io rifletto sui tanti giovani che fanno la fila per farsi autografare il libro e che poi non ritrovi nelle pratiche di vita concrete, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/01/IMG_20150116_2355542.jpg"><br />
</a><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/03/10570338_10205177108215832_8010318059709141082_n.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-16259" alt="10570338_10205177108215832_8010318059709141082_n" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/03/10570338_10205177108215832_8010318059709141082_n-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a> [di <a href="http://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/autori-di-artempori/carmela-dantonio-autori-di-artempori/" target="_blank">Carmela D&#8217;Antonio]</a> Leggevo di Bauman, con  l’eco nella mente di quello che ho sentito o letto circa il suo intervento a Benevento. Ed un po’ come scrive Alessio Masone anche io rifletto sui tanti giovani che fanno la fila per farsi autografare il libro e che poi non ritrovi nelle pratiche di vita concrete, offline direbbe Bauman.</p>
<p style="text-align: justify;">E quindi rifletto sul senso di delega imperante, sulla seduzione fugace delle parole edulcorate e l’ipocrisia che ne deriva, la retorica abbondante e le mode fighe.<br />
E cerco di andare oltre chiedendomi perché si ci lascia incantare dalle parole e non si riesce a varcare la soglia della pratica? Come mai si avverte questa enorme fatica, o molto più spesso questo pseudo disinteresse nel tradurre in pratica di vita i pensieri dei grandi filosofi così come le frasi che riempiono le bacheche dei social network?</p>
<p style="text-align: justify;">Ci basta postare un pensiero, una critica per credere di  cambiare il mondo? Ci basta avere un autografo per sentirci di appartenere ad un ideologia?<br />
Io non credo di essere capace di dare risposte esaurienti, ma soprattutto non mi va di addossare colpe, rientrerebbe nel consueto atto di delega delle responsabilità.</p>
<p style="text-align: justify;">Di una cosa però sono convinta che abitiamo un processo storico in cui è venuto a mancare la fiducia nelle proprie possibilità; il senso di efficacia; il sentimento di potenza che ti porta ad affidarti ai tuoi ideali, ad avere la forza di affrontare una critica, di sopportare un dispiacere in nome di qualcosa di più importate. Da qui comprendiamo facilmente quanto sia più facile non fare, piuttosto che provarci e sbagliare, più semplice criticare chi fa invece che mettersi in discussione.</p>
<p style="text-align: justify;">E ancora una volta non mi interessa sapere di chi è la colpa, non risolverebbe il problema individuare sintomi e cause, mi interessa capire come fare per offrire al mondo coriandoli di autostima, iniezioni di fiducia, senso di potere, relazioni significative che  empowerizzano.<br />
E penso al GASB (gruppo di acquisto solidale e barattario) Arcobaleno, e penso al Visbal, alla Banda del bukò, ai ragazzi dell’ @Asilo 31, alla mia associazione di clown dottori S-fusi, ai pomeriggi all’uncinetto quando con Elide sogniamo di abbellire la città, e ai tanti eroi che ogni giorno hanno pratiche di vita a misura di uomo e di ambiente e che nel loro piccolo fanno la differenza.</p>
<p style="text-align: justify;">E questi pensieri già mi riscaldano il cuore e mi sento più efficace e quindi mi piacerebbe che molti altri, soprattutto quelli che restano incastrati tra le righe di un libro, quelli che si fermano ad osservare dalla finestra , possano avere la possibilità di incontri sani e responsivi, di esperienze di proattività.<br />
Ed io cosa posso fare affinchè tutto ciò si verifichi? Affinchè i miei desideri non restino aleatorie emozioni ma si traducano in pratica di vita?</p>
<p>Su questo ci sto ragionando e vorrei farlo anche con voi, sia on line ma soprattutto offline.</p>
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		<title>A te donna</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Mar 2015 08:45:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[..Articoli Testata]]></category>
		<category><![CDATA[Auguri d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></category>
		<category><![CDATA[Pensiero della differenza di genere]]></category>
		<category><![CDATA[8 marzo]]></category>
		<category><![CDATA[Carmela D’antonio]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[otto marzo]]></category>

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		<description><![CDATA[[di Carmela D&#8217;Antonio] A te donna che il consumismo ti porta a credere che la tua pseudofesta è l&#8217;unico momento di una trasgressiva libertà&#8230; A te donna che credi che il tuo corpo sia l&#8217;unico mezzo per un successo facile o per una carezza mascherata di attenzione A te donna che ti propinano la necessità [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/03/cenabaratto-07-nativi-digitali.jpg"><img class=" wp-image-16116 alignleft" alt="cenabaratto 07 nativi digitali" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/03/cenabaratto-07-nativi-digitali-168x300.jpg" width="118" height="210" /></a></p>
<p>[di <a href="http://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/autori-di-artempori/carmela-dantonio-autori-di-artempori/" target="_blank">Carmela D&#8217;Antonio</a>]<br />
A te donna che il consumismo ti porta a credere che la tua pseudofesta è l&#8217;unico momento di una trasgressiva libertà&#8230;</p>
<p>A te donna che credi che il tuo corpo sia l&#8217;unico mezzo per un successo facile o per una carezza mascherata di attenzione<br />
A te donna che ti propinano la necessità di un corpo sempre giovane per poter essere all&#8217;altezza dei tempi<br />
A te donna che elemosini amore poiché la tua mamma ti ha insegnato che senza un principe accanto non sei donna e non ha importanza se sotto al mantello azzurro si nasconde un orco<br />
A te donna che rinunci ai battiti del tuo cuore per mantener fede alla promessa di famiglia che ti sei giurata<br />
A te donna che inseguendo il business ti scordi di essere donna<br />
A te donna che ti fai scudo di una pseudo maschilità per nasconderti alla consapevolezza e alla forza delle tue fragilità</p>
<p>Ricorda: tu sei la tua dignità!<br />
benedici il tempo che ti solca il viso e ti incenerisce i capelli, ti sta ricordando che sei preziosa</p>
<p>Benedici la tua fragilità come segno della tua umanità, potrebbe essere la tua migliore forza;<img class=" wp-image-16084 alignleft" alt="mariapaola bianchini benevento" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/02/mariapaola-bianchini-benevento-300x225.jpg" width="210" height="158" /><br />
ascolta il tuo cuore, il tuo corpo, i tuoi pensieri, accoglili come una nave accoglie un faro in una notte buia e tempestosa, potrebbero permetterti di non violarti, di non auto abusare di te quando dimentichi chi sei;</p>
<p>Non vivere di foto ingiallite, di illusioni disattese, di ricordi sbiaditi, di romanzi scritti da altri, ma abbi il coraggio di essere la protagonista dell&#8217;unica opportunità che ti ha concesso il destino: la tua vita!</p>
<p>Abbraccia con sincerità, raccontati la verità,  sperimenta ciò che ti fa stare bene, accarezza le tue fragilità, accogliti, coccolati, ascoltati, si presente a te stessa, consapevole delle tue emozioni e dei tuoi bisogni, ed anche mentre allatti, stiri, ti trucchi, prepari il pranzo: ViViTi .</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Carmela D&#8217;Antonio<a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/03/10451908_611666562299787_772962254538398151_n.jpg"><img class=" wp-image-16159 alignleft" alt="10451908_611666562299787_772962254538398151_n" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/03/10451908_611666562299787_772962254538398151_n-225x300.jpg" width="158" height="210" /></a></p>
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		<title>Per non dimenticare. Il potere del ricordo, il coraggio della relazione!</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jan 2015 19:55:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[..Articoli Testata]]></category>
		<category><![CDATA[Carmela D'Antonio]]></category>
		<category><![CDATA[Carmela D’antonio]]></category>
		<category><![CDATA[pregiudizio]]></category>
		<category><![CDATA[shoah]]></category>

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		<description><![CDATA[[di Carmela D&#8217;Antonio] Da sempre la diversità ha creato sentimenti di timore, ha spaventato e alzato muri, prima fra tutti i muri del pregiudizio, difese inconsce e sociali cavalcate dai poteri dominati per il classico e vincente schema gestionale del “dividi et impera”. I diversi poteri civili e religiosi hanno spesso cavalcato  i sentimenti di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/01/cielo-libre-christian-mirra-030115-libreria-masone7-e1423302503805.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-15714" alt="cielo libre christian mirra  030115 libreria masone7" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/01/cielo-libre-christian-mirra-030115-libreria-masone7-e1423302503805-300x254.jpg" width="300" height="254" /></a>[di <a href="http://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/autori-di-artempori/carmela-dantonio-autori-di-artempori/" target="_blank">Carmela D&#8217;Antonio</a>] Da sempre la diversità ha creato sentimenti di timore, ha spaventato e alzato muri, prima fra tutti i muri del pregiudizio, difese inconsce e sociali cavalcate dai poteri dominati per il classico e vincente schema gestionale del “dividi et impera”. I diversi poteri civili e religiosi hanno spesso cavalcato  i sentimenti di timore per controllare e organizzare le masse, usandolo come un germe che è facile da inoculare tra i popoli  proprio perché fa leva sulla paura del diverso.</p>
<p style="text-align: justify;">Nelle dinamiche della formazione dell&#8217; &#8220;unità&#8221; ideologica di un paese è spesso fondamentale creare situazioni di odio, di avversità contro un altro e molti sono gli esempi storici di civiltà, società, o gruppi di qualsiasi genere e natura, che hanno trovato nel nemico comune il &#8220;cemento&#8221; delle proprie relazioni. E se questo nemico incontra i timori e le reticenze che si celano nel cuore di chi teme basta davvero poco per passare dal pregiudizio a veri e propri atti di discriminazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il pericolo maggiore sono le crisi economiche: in queste occasioni i gruppi umani, nel tentativo di darsi spiegazioni, cercano una causa e quando non la riescono a trovare con i mezzi della ragione si affidano all’irrazionale timore del nemico. Nella crisi l&#8217;altro fa più paura e diventa bersaglio di aggressività ed odio ed è facile passare dall’intolleranza e alla violenza, le difficoltà economiche istigano alla xenofobia, a cercare le vie più corte per compattarsi rispetto al &#8220;diverso&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed oggi siamo bombardati da una grande crisi, sia economica ma soprattutto morale ed etica ed anche se sembriamo molto  più tolleranti verso ciò che “prima” era “diverso” dicerto lo siamo di meno verso ciò che lo è “adesso”.</p>
<p style="text-align: justify;">Potenziare questi sentimenti di odio, oggi come oggi, sarebbe molto facile e già qualcuno ne approfitta. Per questo diventa necessario ricordare il passato, fare memoria “delle macchine dello sterminio” messe in atto nella storia dell’umanità, tratti efferati di storia dove il dolore e la vergogna per ciò che gli uomini hanno fatto devono essere ricordati, capiti, difficilmente compresi ed accettati, ma di certo non dimenticati, non lasciati all’oblio e alla negligenza degli animi insensibili.</p>
<p style="text-align: justify;">La pace si può costruire partendo dalla possibilità di abbattere i muri delle paure e costruendo ponti di fiducia, di conoscenza, di memoria del passato. Raccontare l’irracontabile è il dovere di ogni abitante di questo mondo che voglia costruire una convivenza pacifica in cui le differenze diventano motivo di coesione più che di frattura. Incontrarsi per raccontare dell’Olocausto, per celebrare la Shoah, per fare relazione, parlare, per stare insieme è già un passo in avanti verso la costruzione di comunità che abbiano a cuore l’umanità intera. Allor inventiamoci ogni giorno una celebrazione, ogni giorno un evento, ogni giorno delle riflessioni collettive purchè ci vedano insieme a costruire relazioni che legano e creino valore umano.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>(disegni da cielo libre di christian mirra)</em></p>
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		<title>Genitori per figli emotivamente competenti. Mercoledì 5 novembre. Mese della cultura, Tufara. Coerenze:17/20</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2014/11/04/genitori-per-figli-emotivamente-competenti-mercoledi-5-novembre-centro-cultura-madonna-del-rosario-tufara-coerenze1720/</link>
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		<pubDate>Tue, 04 Nov 2014 13:42:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Comunicati Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Carmela D’antonio]]></category>
		<category><![CDATA[mariapaola bianchini]]></category>

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		<description><![CDATA[Novembre, nel Centro di cultura Madonna del Rosario della chiesa Madonna del Carmine di Tufara Valle, è il Mese della cultura. Si tratta di uno spazio temporale dedicato ad approfondire temi culturali significativi per la salute e la crescita della persona. E’ stato organizzato dall’associazione “I have a dream” che ha nella figura di padre [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Novembre, nel Centro di cultura Madonna del Rosario della chiesa Madonna del Carmine di Tufara Valle, è il Mese della cultura. Si tratta di uno spazio temporale dedicato ad approfondire temi culturali significativi per la salute e la crescita della persona. E’ stato organizzato dall’associazione “I have a dream” che ha nella figura di padre Albert Mwise, parroco della Chiesa di Tufara Valle, il suo riferimento più attivo e propositivo. Padre Albert ha immaginato, organizzato e poi promosso  incontri con esperti del mondo della cultura e della salute; i cittadini possono così informarsi e confrontarsi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il prossimo incontro è previsto per il 5 novembre 2014, ore 18.00. Il tema sarà la cultura delle emozioni, ovvero il potenziale dell’educazione emotiva nel prevenire disagi e malesseri, rafforzando i più giovani nell’affrontare le sfide della crescita. Mariapaola Bianchini, psicologa psicoterapeuta dell’età, e Carmela D’Antonio, counselor ed educatrice professionale, presenteranno l’incontro “GENITORI PER FIGLI EMOTIVAMENTE COMPETENTI”. Verranno illustrate le strategie educative e psicologiche con cui i genitori possono vaccinare i figli dal disagio emotivo, rendendoli più forti e capaci nel gestire i momenti difficili.</p>
<p style="text-align: justify;">La ricerca scientifica mostra che bambini e adolescenti emotivamente competenti raggiungono risultati scolastici migliori, superano più facilmente le emozioni spiacevoli, sperimentano maggiori emozioni piacevoli. L’educazione emotiva è quindi uno strumento di prevenzione dal disagio, che oggi è più mai manifesto in una serie di difficoltà emotive, comportamentali e relazionali nella scuola primaria come in quella secondaria. Inoltre è anche uno strumento di promozione del benessere perché aiuta le persone in formazione, bambini e adolescenti, a interpretare gli eventi in modo più funzionale, agire in modo responsabile, vivere eventi e relazioni sereni e consapevoli. L’incontro è previsto dalle 18 alle 20 e i cittadini che saranno presenti avranno anche la possibilità di sperimentare una piccola esperienza emotiva.</p>
<p> Per informazioni: 328 0830 005.</p>
<p>&#8212;</p>
<p><strong>Qui seguono gli altri appuntamenti della rassegna “Mese della cultura” promossa dall’associazione “I have a dream”</strong> presso il Centro di cultura Madonna del Rosario della chiesa Madonna del Carmine di Tufara Valle.</p>
<p>Ad inaugurare il ciclo di incontri sono stati il preside Giacomo De Cunto e il sociologo Claudio Marotti, il 19 ottobre 2014, con una riflessione sul ruolo della cultura oggi nel risollevare energie e valori, soprattutto nei giovani. Il tema della cultura applicata alla salute delle persone è un tema ricorrente negli incontri in programma.</p>
<p>Sabato 8 novembre il professore Cesare Gridelli, oncologo direttore del dipartimento di Onco-Ematologia dell’Azienda ospedaliera San Giuseppe Moscati di Avellino, approfondirà il tema dell’alimentazione come prevenzione del tumore. Presentando il suo libro “IN CUCINA CONTRO IL CANCRO”, approfondirà gli stili alimentari che più predispongono a sviluppare malattie e quelli che invece agiscono nel fronte opposto. L’incontro è previsto alle ore 18 e al termine chi vorrà potrà restare per condividere una cena  esperienziale con le ricette presenti nel libro.</p>
<p>Sul fronte tumore ci sarà anche l’intervento del dottore Pasquale Zagarese, senologo presso l’ospedale Rummo di Benevento. Il 14 novembre, alle ore 17, approfondirà il delicato tema del tumore al seno, illustrando l’importanza della prevenzione e la fiducia nei risultati raggiunti dalla ricerca degli ultimi anni.</p>
<p>Un altro tema importante è la cultura applicata all’ambiente, che a sua vola ha dei risvolti anche sulla salute. Domenica 9 novembre, alle 17, padre Maurizio Patricielli parlerà della sua esperienza attiva sul fronte ambientale.</p>
<p>La cultura come possibilità di impegno proattivo per tutti in direzione della salute fisica, psicologica e spirituale è l’invito che Padre Albert fa alla cittadinanza, chi vorrà e potrà il calendario degli eventi è ricco ed aperto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/11/genitori-per-figli-emotivamente-competenti.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-15065" style="border: 1px solid black;" alt="genitori per figli emotivamente competenti" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/11/genitori-per-figli-emotivamente-competenti.jpg" width="543" height="768" /></a></p>
<p style="text-align: center;">—</p>
<p>SEGUONO I <a href="http://www.artempori.it/artempori/2013/09/27/metodi-responsabili-per-la-fruizione-di-iniziative-socio-culturali/" target="_blank"><strong>METODI RESPONSABILI</strong></a> CON CUI ART’EMPORI HA VAGLIATO L’EVENTO<br />
Chi è interessato può comunicarci eventuali modifiche da apportare alla seguente ipotesi.</p>
<div dir="ltr" align="left">_____________________________________________________________</div>
<table width="690" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td rowspan="2" width="500" height="264"><em><strong>PoeCivismo.</strong><br />
<strong>Metodi responsabili<br />
per la fruizione di iniziative socio-culturali</strong><br />
Questi Metodi agevolano PRATICHE<br />
capaci di inclusione e cittadinanza non delegata.<br />
Ogni iniziativa, infatti, a prescindere dall’encomiabile<br />
tema trattato, <em>IN TERMINI DI LINGUAGGIO ESPERIENZIALE, </em><br />
paradossalmente rischia di realizzare<br />
STILI DI AZIONE CULTURALE che,<br />
dialogando con gli STILI DI VITA del fruitore,<br />
utilizzano un metodo escludente e delegato che è incoerente<br />
con qualsiasi processo culturale che voglia creare reale<br />
consapevolezza e capacità di azione partecipata dal cittadino.<br />
.<br />
Non conta l’eccellenza di un’opera, di una teoria o di un evento,<br />
ma cosa ne fa il fruitore, portandola in prima persona nel mondo.<br />
</em><em>.<br />
Ogni fruitore, nell’approcciarsi esperienzialmente all’evento,<br />
può considerare i criteri che ritiene utili<br />
</em><em>e può anche creare altri criteri adatti al proprio percorso.<br />
</em><em>Considerare le iniziative per la capacità di cambiamento<br />
(AZIONE ETICA) e non per la piacevolezza emozionale<br />
(FRUIZIONE ESTETICA DELLE EMOZIONI) che </em><em>può<br />
renderci passivi </em><em>perpetuatori del malessere collettivo<br />
</em><em>Spesso, siamo abituati ad approcciare gli eventi culturali<br />
</em><em>per l’attitudine emozionale (estetica) ereditata che impedisce<br />
</em><em>l’azione in prima persona e quindi il cambiamento.</em><em> </em></td>
<td width="20"></td>
<td colspan="2" width="170">Genitori per figli emotivamente competenti. Mercoledì 5 novembre. Centro cultura Madonna del Rosario, Tufara.</td>
</tr>
<tr>
<td width="20" height="131"><em> 17<strong>/20</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong>TOTALE</strong></em><br />
<b>COERENZE</b><br />
<em><strong>rilevate</strong></em><br />
<em><strong>con i Metodi </strong></em><br />
<em><strong>responsabili<br />
________</strong></em></td>
<td width="54"><em><strong> </strong></em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="150"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UNA RESISTENZA ECONOMICA TERRITORIALE</em><br />
<em>E UNA REDISTRIBUZIONE DEI REDDITI</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative culturali che, a prescindere<br />
dal tema, promuovono anche l’attitudine a contrastare<br />
la crisi economica che colpisce il cittadino medio e i territori </strong><br />
Ogni iniziativa dovrebbe considerare il bisogno di giustizia sociale<br />
di questa epoca in cui i redditi si stanno spostando dal cittadino<br />
medio ai milionari.<br />
_____________________________________________</em></td>
<td width="20"><em> <strong><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong><strong>_________</strong><br />
1. Tutela </strong></em><br />
<em><strong>economica </strong></em><br />
<em><strong>del cittadino </strong></em><br />
<em><strong>e<br />
del territorio<br />
_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="126"><em>PER UN’IDENTITA’ TERRITORIALE</em><br />
<em>E UNA COESIONE SOCIALE</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative culturali che, a prescindere<br />
dal tema, promuovono anche l’identità del territorio<br />
e la coesione sociale che ne deriverebbe</strong><br />
Queste iniziative, in quanto di visibilità pubblica, dovrebbero<br />
considerare la vocazione territoriale e le specificità del luogo<br />
da tutelare come opportunità di identità e di reddito.<br />
_____________________________________________<br />
</em></td>
<td width="20"><em> </em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong>2. Tutela<br />
identitaria<br />
del territorio</strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><em> </em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="123"><em>PER UNA RESPONSABILITA’ SOCIALE CORTA</em><br />
<em>E NON DELEGATA</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative realizzate da associazioni locali<br />
o dai residenti, senza la partecipazione e i fondi<br />
degli enti pubblici</strong><br />
<em>Quando l’iniziativa non è calata dall’alto ma realizzata<br />
in prima persona dai residenti diventa opportunità per<br />
una coesione territoriale e una cittadinanza non delegata<br />
in tutti gli aspetti della vita collettiva.<br />
</em>Se l’iniziativa è realizzata senza i fondi pubblici contiene<br />
meno costi occulti: non pesa sulla collettività;<br />
non partecipa a un modello di sviluppo assistenzialista<br />
e delegato; non si agevola il clientelismo politico;<br />
non è complice dei costi pubblici che, gravando<br />
sull’economia reale, causano la crisi economica<br />
</em><em>a danno dei cittadini e dei territori. </em></td>
<td width="20"><em> <strong><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong>3. Senza<br />
enti pubblici</strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="177"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’INCLUSIONE DEI LUOGHI</em><br />
<em>CHE ANIMANO IL TERRITORIO</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che, realizzate presso le sedi</strong><br />
<strong>di associazioni e di aziende indipendenti, evitando<br />
i non luoghi </strong><strong>delle sedi istituzionali, si contaminano<br />
dei progetti </strong><strong>e delle persone del territorio</strong><br />
Quando l’iniziativa è realizzata in sedi istituzionali, oltre a gravare<br />
sulla collettività, rischia di proporsi unilateralmente in quanto<br />
non si contamina delle persone e dei progetti che animano<br />
il luogo ospitante.<br />
</em></td>
<td width="20"><em> no<strong><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong>4. Presso<br />
sedi</strong><br />
<strong>non<br />
istituzionali</strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="130"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’ATTITUDINE ALL’INCLUSIONE</em><br />
<em>E PER DISINCENTIVARE IL FAMILISMO</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che, promosse da un’associazione,</strong><br />
<strong>coinvolgono nella progettazione le altre associazioni indipendenti<br />
del territorio </strong><strong>e i residenti locali</strong><br />
Spesso, nelle attività quotidiane del cittadino<br />
e nelle attività culturali e di volontariato, si utilizzano metodi<br />
esclusivi e familistici come avviene<br />
nelle aziende e nella partitocrazia.<br />
</em></td>
<td width="20"><em><strong> no</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong>5. Coinvolgimento<br />
delle associazioni</strong><br />
<strong>indipendenti e dei residenti</strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="145"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’INCLUSIONE DEI RIONI E DEL TERRITORIO</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che coinvolgono diffusamente<br />
i rioni della città e/o il territorio</strong><br />
Quando l’iniziativa è realizzata, in modo decentrato,<br />
fuori dai luoghi istituzionali, coinvolgendo i luoghi, eventualmente<br />
all’aperto, dei rioni, in particolare quelli meno frequentati,<br />
consente un’attitudine all’inclusione e un cambiamento che<br />
può rimuovere lo squilibrio sociale e urbanistico della città.<br />
</em></td>
<td width="20"><strong><em> </em></strong></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>6. Coinvol-<br />
gimento<br />
dei rioni<br />
e/o del<br />
territorio</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="143"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’AUTODETERMINAZIONE</em><br />
<em>E UNA COESIONE TERRITORIALE</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative ideate da soggetti locali senza aderire<br />
a iniziative promosse a livello sovraterritoriale</strong><br />
Quando l’iniziativa non è calata dall’alto, ma realizzata<br />
esperienzialmente da soggetti locali, diventa opportunità<br />
per una coesione territoriale e per un esercizio<br />
a una cittadinanza non delegata in ogni aspetto collettivo.</em></td>
<td width="20"><em> </em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong>7. Senza<br />
aderire</strong><br />
<strong>a iniziative</strong><br />
<strong>nazionali</strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><em> </em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="166"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER CONTRASTARE LA DELEGA,</em><br />
<em>IL VERTICISMO E L’ESCLUSIONE</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che, non prevedendo l’assegnazione<br />
di premi e riconoscimenti, non proiettano un approccio<br />
competitivo ed esclusivo dell’impegno e della cultura</strong><br />
Quando, all’interno di un’iniziativa, vengono assegnati premi<br />
e riconoscimenti, è opportuno che questi almeno valorizzino<br />
persone non note e/o del territorio.<br />
Assegnando riconoscimenti a persone note, l’iniziativa tende<br />
a dare visibilità a se stessa.</em></td>
<td width="20"><em> </em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong>8. Senza</strong><br />
<strong>premi</strong><br />
<strong>e selezioni</strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><em> </em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="140"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UNA CITTADINANZA<br />
ESPERIENZIALE </em><em>E NON DELEGATA</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative per la capacità<br />
</strong><strong>di rendere i fruitori coautori dell’iniziativa<br />
e quindi coautori del mondo, abbattendo la barriera<br />
tra attori e spettatori.</strong><br />
</em><em>Spesso, i fruitori partecipano agli eventi in modo passivo<br />
senza quella fruizione esperienziale che agevola nell’individuo<br />
la cittadinanza non delegata, la coesione sociale e la felicità diffusa.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>9. Con partecipazione<br />
esperienziale<br />
dei fruitori<br />
</strong><strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="124">_____________________________________________<br />
PER UNA COMUNICAZIONE NON FAMILISTICA<br />
E INDIPENDENTE DALLE MULTINAZIONALI DEL WEB<br />
<strong>Valorizzare le iniziative divulgate prevalentemente<br />
tramite strumenti indipendenti da quei social network<br />
che agevolano il familismo nelle relazioni<br />
</strong>Spesso, nell’ansia di divulgare l’evento, usiamo strumenti fondati<br />
sul familismo e l’omologazione, come i social network basati sulle<br />
cerchie di amicizie e non sui percorsi progettuali e territoriali.</td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>10. </strong><strong>Comunicazione</strong><br />
<strong>indipendente dai social<br />
</strong><strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="158">_____________________________________________<br />
PER UNA COESIONE SOCIALE<br />
E UN’INCLUSIONE DELLE SPECIFICITA’<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che prevedono dibattiti in cui<br />
ogni relatore impegni il tavolo del convegno solo nel momento<br />
del proprio intervento</strong><br />
<em>Ogni relatore dovrebbe essere un membro della platea prestato,</em><br />
<em>temporaneamente e per una sua specificità, alla funzione</em><br />
<em>di consulente di una comunità in cui ognuno è consulente degli altri.</em><br />
<em>Quando possibile, è opportuno che i partecipanti al dibattito</em><br />
<em>siano disposti in cerchio.</em></td>
<td width="20"><strong> </strong></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>11. Senza</strong><br />
<strong>tavolo</strong><br />
<strong>dei relatori</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="113">_____________________________________________<br />
PER UN’INCLUSIONE DELLE SPECIFICITA’<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che, nel comunicare<br />
i nomi delle persone coinvolte, utilizzano<br />
solo eventuali qualifiche pertinenti con l’iniziativa.</strong><br />
<em>Ogni relatore dovrebbe essere impegnato nell’iniziativa<br />
per portare la sua personale specificità acquisita<br />
nel concreto, a prescindere dai titoli.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>12. Senza comunicare</strong><br />
<strong>titoli di studio</strong><br />
<strong>non pertinenti</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="152">_____________________________________________<br />
PER UNA PROMOZIONE<br />
DELLE SPECIFICITA’ DEI CITTADINI<br />
<strong>Valorizzare iniziative (convegni, dibattiti, ecc.)<br />
dove </strong><strong>prendono parte prevalentemente<br />
le competenze tecniche e di fatto</strong><br />
<strong>e non i personaggi politici e istituzionali</strong><br />
<em>Spesso il convegno perde di vista il suo contenuto e diventa</em><br />
<em>luogo di presenzialismo. Le autorità politiche e istituzionali</em><br />
<em>hanno comunque la possibilità di vedersi pubblicati</em><br />
<em>i propri comunicati sui media.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>13. Senza personaggi </strong><br />
<strong>istituzionali</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="117">_____________________________________________<br />
PER UNA CITTADINANZA ARTISTICA NON DELEGATA<br />
E UNA BIODIVERSITA’ CULTURALE<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che prevedono,<br />
come protagonisti, </strong><strong>personaggi e artisti<br />
</strong><strong>non mediaticamente noti<br />
</strong><em>Le iniziative locali hanno senso se danno visibilità<br />
</em><em>a personaggi e/o artisti che non sono già agevolati<br />
</em><em>dai media nazionali.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>14. Senza personaggi<br />
e/o artisti</strong><br />
<strong>massmediatici</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="155">_____________________________________________<br />
PER UNA CITTADINANZA ECONOMICA NON DELEGATA<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che utilizzano monete locali<br />
per incentivare un’economia condivisa, una coesione<br />
sociale e una resistenza economica territoriale<br />
</strong><em>Ogni gesto economico può essere portatore di giustizia<br />
sociale, redistribuzione dei redditi e inclusione del vicino.</em></td>
<td width="20"> no</td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>15. Con<br />
</strong><strong>moneta locale<br />
</strong><strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="138">_____________________________________________<br />
PER UN’INCLUSIONE SOCIALE<br />
<strong>Valorizzare, anche a teatro e ai concerti, le iniziative<br />
in cui non siano previsti posti privilegiati<br />
e biglietti omaggio per le autorità<br />
</strong><em>Per valutare realmente la portata di un evento culturale,<br />
gli esponenti politici ed istituzionali devono misurarsi</em><br />
<em>con esso, in veste di cittadini comuni.</em><br />
Nei luoghi dell’arte, siti dell’emancipazione e della giustizia,<br />
non dovrebbero esistere discriminazioni.</td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>16. Senza</strong><br />
<strong>spazi e posti</strong><br />
<strong>a sedere</strong><br />
<strong>privilegiati</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="148">_____________________________________________<br />
PER UN MODELLO DI SVILUPPO DI PICCOLA SCALA<br />
E PER REDDITI CHE RESTANO SUL TERRITORIO<br />
<strong>Valorizzare le iniziative realizzate senza quegli<br />
ingenti capitali che portano i profitti via dai territori<br />
e che promuovono quel modello di sviluppo che,<br />
basato sui sistemi di scala, è la causa dell’attuale<br />
disagio economico e sociale</strong><br />
<em>Per un modello di sviluppo che includa i piccoli operatori<br />
locali e che incentivi un’economia di piccola scala che</em><br />
<em>produce economia territoriale.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>17. Senza</strong><br />
<strong>ingenti</strong><br />
<strong>investimenti</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="148">_____________________________________________<br />
PER UN’AUTODETERMINAZIONE DEL TERRITORIO<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che, evitando, come sponsor,<br />
aziende estranee al territorio o promotrici di economia<br />
insostenibile, non rischiano<br />
di veicolare condizionamenti a danno<br />
delle popolazioni locali</strong><br />
<em>Queste iniziative, in quanto di visibilità pubblica, devono essere<br />
autonome dalla aziende che potrebbero condizionare le attività<br />
di autodeterminazione e di coesione della popolazione locale.  </em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>18. Senza</strong><br />
<strong>sponsor<br />
sovraterritoriali</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="148">_____________________________________________<br />
PER UNA CULTURA MATERIALE RESPONSABILE<br />
E UN’ECONOMIA CONDIVISA<br />
<strong>Valorizzare le iniziative culturali che promuovono<br />
i prodotti del territorio o etici, quando prevedono<br />
la somministrazione di cibo o in quanto ospitate<br />
in esercizi commerciali che abitualmente<br />
somministrano cibo del territorio</strong><br />
<em>Processo culturale è quello che, a prescindere dal tema affrontato,<br />
dovrebbe comunque essere capace, nel metodo, di agevolare<br />
identità territoriale, redistribuzione del reddito, tutela ambientale.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>19. Cibo responsabile</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="145">_____________________________________________<br />
PER UN RESPONSABILE USO<br />
DELLE RISORSE NATURALI<br />
<strong>Evitare le iniziative culturali che prevedendo,</strong><br />
<strong>anche accessoriamente, sommistrazione di cibo<br />
e bevande, </strong><strong>utilizzano stoviglie monouso<br />
non biodegradabili</strong><br />
<em>Queste iniziative, in quanto di visibilità pubblica, devono essere</em><br />
<em>più responsabili dei singoli cittadini riguardo all’uso di stoviglie:</em><br />
<em>in caso di monouso, si utilizzino almeno quelle biodegradabili.</em><br />
_____________________________________________</td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>20. Stoviglie</strong><br />
<strong>ecosostenibili</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Clown Dottori Sfusi, esempio di cambiamento dal basso</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2014/10/16/clown-dottori-sfusi-esempio-di-cambiamento-dal-basso/</link>
		<comments>https://www.artempori.it/artempori/2014/10/16/clown-dottori-sfusi-esempio-di-cambiamento-dal-basso/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 16 Oct 2014 14:44:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Mariapaola Bianchini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Articoli Testata]]></category>
		<category><![CDATA[..Distretto di Economia Solidale e di Arte Inclusiva]]></category>
		<category><![CDATA[.Iniziative sostenibili]]></category>
		<category><![CDATA[Clown Dottori]]></category>
		<category><![CDATA[Mariapaola Bianchini]]></category>
		<category><![CDATA[Carmela D’antonio]]></category>
		<category><![CDATA[Clown Dottori sfusi la tribù dei nasi rossi]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Liberato]]></category>
		<category><![CDATA[lorenzo canzanella]]></category>
		<category><![CDATA[Mariano MaLaccorto]]></category>
		<category><![CDATA[scorrevole]]></category>

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		<description><![CDATA[[di Mariapaola Bianchini] Domenica 12 ottobre, passeggiavano sul corso di Benevento Mecala, Split e Supplì, clown dottori appartenenti alla neonata associazione Clown Dottori Sfusi, la Tribù dei nasi rossi. . Per chi ha avuto il piacere di incontrarli e intrattenersi con loro è stata una vera sorpresa, trattandosi di un&#8217;uscita estemporanea e non annunciata. I tre [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">[di Mariapaola Bianchini] Domenica 12 ottobre, passeggiavano sul corso di Benevento Mecala, Split e Supplì, clown dottori appartenenti alla neonata associazione <b>Clown Dottori Sfusi, la Tribù dei nasi rossi</b>.<br />
.<br />
Per chi ha avuto il piacere di incontrarli e intrattenersi con loro è stata una vera sorpresa, trattandosi di un&#8217;uscita estemporanea e non annunciata. I tre amici &#8211;  Carmela D&#8217;Antonio, Lorenzo Canzanella, Giuseppe Liberato &#8211; portavano in giro ciò che ai clown sta più a cuore: colori, bellezza, speranza per un mondo migliore a partire da semplici gesti di cura. Lo facevano con delicatezza, rispetto, umiltà di cuore, come è tipico di un clown. Ad accompagnarli c&#8217;era la musica di Mariano MaLaccorto, insegnante di spagnolo originario dell&#8217;Argentina. In particolare il tema della serata era la gratitudine, un sentimento da alimentare sempre. Riuscire a ringraziare e ringraziarsi per Mecala, Split e Supplì è un atto di responsabilità che muove il cambiamento dal basso e che per tanto va mostrato umilmente a tutti.<br />
.<br />
Insomma, un grande e bello stimolo da portarsi a casa in una domenica di ottobre sporcata, come spesso accade, da episodi di violenza e negatività. Penso in particolare agli episodi di bullismo estremo raccontati nella settimana e all&#8217;accanimento della cronaca sul soffermarsi sui dettagli, sorvolando sulla tutela della vittima. Siamo in una fase della società in cui molti valori, soprattutto quelli di educazione affettiva e sociale, chiedono con forza di essere ri-centrati. Il cambiamento dal basso è l&#8217;unica via al momento praticabile; per cui grazie ai clown! Domenica, come in altre occasioni passate e future, hanno  mostrato esempio di umanità da riscoprire. Ne aspettiamo di nuovi da tutti i Clown Dottori Sfusi.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8212;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">Per una visione ottimale delle foto, <strong>cliccare all’interno della foto in testa all’articolo</strong> e, poi (apertasi una nuova finestra), cliccare sulla destra di ogni foto (per andare avanti) o cliccare sulla sinistra della foto (per andare indietro).</span><br />
<span style="color: #993300;"> Le foto scorrono più velocemente se si utilizza la rondella del mouse (solo in avanti).</span><br />
<span style="color: #993300;"> <strong>E’ sconsigliato</strong> cliccare sulle foto in miniatura che qui seguono.</span></p>

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<a href='https://www.artempori.it/artempori/2014/10/16/clown-dottori-sfusi-esempio-di-cambiamento-dal-basso/mecala/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/10/mecala-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="mecala" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2014/10/16/clown-dottori-sfusi-esempio-di-cambiamento-dal-basso/split-e-suppli/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/10/Split-e-Supplì-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Split e Supplì" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2014/10/16/clown-dottori-sfusi-esempio-di-cambiamento-dal-basso/stefania-e-split/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/10/stefania-e-split-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="stefania e split" /></a>

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		<item>
		<title>Il libro Cum munus. Quando i cervelli sono in onda</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2014/05/13/il-libro-cum-munus-quando-i-cervelli-sono-in-onda/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 May 2014 16:22:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
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		<description><![CDATA[[di Tullia Bartolini] Un libro è sempre un dono, in qualche modo. Felicità è donarsi, scriveva Claudio Risè, titolando così un suo bel libro. &#8216;Cum munus&#8217; è il titolo di una collectanea di scritti cui hanno dato vita donne impegnate nel sociale: insegnanti, consuellor, psicologhe. Un testo che mi è piaciuto leggere e pure presentare, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/04/cum-munus-cervelli-in-onda.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-12017" alt="cum munus cervelli in onda" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/04/cum-munus-cervelli-in-onda-214x300.jpg" width="214" height="300" /></a>[di Tullia Bartolini] Un libro è sempre un dono, in qualche modo. Felicità è donarsi, scriveva Claudio Risè, titolando così un suo bel libro. &#8216;Cum munus&#8217; è il titolo di una collectanea di scritti cui hanno dato vita donne impegnate nel sociale: insegnanti, consuellor, psicologhe. Un testo che mi è piaciuto leggere e pure presentare, tra le suggestive mura dell&#8217;Abazia di San Salvatore Telesino, nei giorni scorsi.</p>
<div style="text-align: justify;"></div>
<p style="text-align: justify;">Il testo parla di relazione e alterità; e del modo di accorciare le distanze, armonizzando le differenze. &#8216;Cervelli in onda&#8217; è un movimento apartitico che, nella Valle Telesina, si occupa di disagio sociale e individuale. Belle menti e belle persone che ho avuto modo di conoscere personalmente. Penso a Luisa Palumbo e al suo &#8216;viaggio&#8217;nella comunicazione. Il suo intervento è incentrato sull&#8217;altro, inteso come specchio, tanto per citare Gurdjieff: diventiamo le parole che ascoltiamo. In definitiva, <i>l&#8217;altro siamo noi</i>, ci piaccia o no. Dunque, ogni effrazione dell&#8217;altro è sempre effrazione di sè.</p>
<div style="text-align: justify;"></div>
<p style="text-align: justify;">Penso a Gianna Volpe e alla sua ecologia del profondo. La natura ha qualcosa da insegnarci, qualcosa di importante che ci ostiniamo a dimenticare, presi dal nostro tempo &#8216;liquido&#8217;. &#8216;Abbracciare un albero, di tanto in tanto, fa bene all&#8217;anima&#8217;, scrive Gianna. E, ancora, val la pena ricordare il resoconto dell&#8217;esperienza nella clown terapia di Carmela D&#8217;Antonio che, all&#8217;incontro in Abazia, ha deliziato il pubblico con la sua ironia. E pure il teaching in progress di Nella Napolitano; le parole di suor Raffaela Letizia, che si occupa di anziani da sempre, fautrice di una terza età da riscoprire nella sua interezza e ricchezza. Nell&#8217;opera, poi, Gaetana Iannelli racconta l&#8217; approccio corporeo con la malattia e la vecchiaia; e, scorrendo le pagine fitte, ci imbatteremo nelle donne di Concetta Gallo, vittime di una violenza che chiamano amore.</p>
<p style="text-align: justify;">Penso alle pagine di Carmela Longo, che da anni scrive &#8211; e si occupa &#8211; di bene comune: ai suoi &#8216;incontri possibili&#8217; a dispetto di droghe e dipendenze. Come il gioco d&#8217;azzardo, di cui ci parla Elisa Liberti. E penso, ancora, alle tecniche di counseling integrato nella professione educativa: una sperimentazione nell’istituto penale minorile di Airola di cui ci racconta Rosa Vieni. Questo &#8220;Cum munus&#8221; è, insomma, un libro basato su fatti e dati esperenziali: perciò val la pena leggerlo. In questa logica di contribuzione al bene comune, tutti i cittadini costituiscono una risorsa unica e irripetibile. E dunque utile mettere in rete le risorse, fare della propria esperienza una sorta di laboratorio permanente,basato sul confronto e sul dialogo. &#8220;Bisogna avere l’umiltà di riconoscersi &#8216;parte di un tutto&#8217;, senza protagonismi&#8221;, è scritto nell&#8217;esergo iniziale all&#8217;opera. Questa interconnessione, assieme alla passione, sono il filo conduttore del libro, che merita tutto il nostro plauso.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8212;</p>
<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/05/parco-grassano-san-salvatore-t..jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-12229" alt="parco grassano san salvatore t." src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/05/parco-grassano-san-salvatore-t.-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a>La foto in evidenza è del Parco del Grassano di San Salvatore Telesino (BN).</em></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Cum munus, libro dei Cervelli in onda. Presentazione 3 maggio. Abazia di San Salvatore T. Coerenze:16/20</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2014/04/29/cum-munus-libro-dei-cervelli-in-onda-presentazione-3-maggio-abazia-di-san-salvatore-t-coerenze1620/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Apr 2014 19:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Comunicati Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Carmela D’antonio]]></category>
		<category><![CDATA[Carmela Longo]]></category>
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		<description><![CDATA[Presso l&#8217;Abazia di San Salvatore Telesino, alle 19.30, sabato 3 maggio si presenta il libro CUM MUNUS. RELAZIONE, ALTERITA&#8217;, DONO. Tullia Bartolini modera l&#8217;incontro con i Cervelli in onda, autori di questa pubblicazione collettanea. Gli argomenti trattati nel libro: - Il viaggio della vita: la comunicazione e le sue tecniche di Luisa Palumbo - Cambiare in verde di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><b><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/04/cum-munus-cervelli-in-onda.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-12017" alt="cum munus cervelli in onda" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/04/cum-munus-cervelli-in-onda-214x300.jpg" width="214" height="300" /></a></b>Presso l&#8217;Abazia di San Salvatore Telesino, alle 19.30, sabato 3 maggio si presenta il libro CUM MUNUS. RELAZIONE, ALTERITA&#8217;, DONO. Tullia Bartolini modera l&#8217;incontro con i Cervelli in onda, autori di questa pubblicazione collettanea.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli argomenti trattati nel libro:<br />
- <strong>Il viaggio della vita: la comunicazione e le sue tecniche</strong> di Luisa Palumbo<br />
- <strong>Cambiare in verde</strong> di Gianna Volpe<br />
- <strong>La clown terapia: una rivoluzione di universi possibili</strong> di Carmela D’antonio<br />
- <strong>Teaching in progress. Non solo leggere, scrivere e far di conto</strong> di Nella Napolitano<br />
- <strong>Dalla parte degli anziani</strong> di Raffaela Letizia<br />
- <strong>L’ approccio corporeo</strong> di Gaetana Iannelli<br />
- <strong>Illusioni… d’amore: il lavoro con le donne vittime di violenza di genere</strong> di Concetta Gallo<br />
- <strong>Né alcol né droghe: una storia d’altri incontri possibili</strong> di Carmela Longo<br />
- <strong>Abitare il cambiamento: del gioco d’azzardo&#8230; di tutto un po’</strong> di Elisa Liberti<br />
- <strong>Le tecniche del counseling integrato nella professione educativa: una sperimentazione nell’istituto penale minorile di Airola</strong> di Rosa Vieni.</p>
<p style="text-align: justify;">Cervelli in onda è il nome, volutamente fantasioso, di un movimento di persone che intendono mettersi in rete per progettare<br />
percorsi di collaborazione e integrazione tra più professionalità e competenze, oltre che tra singoli e tra associazioni, sorto dal desiderio di trovare modi per stanare il diffuso disagio individuale e sociale sommerso.<br />
Tale gruppo è rigorosamente apartitico ed è nato nella Valle Telesina nell’ambito del volontariato e dell’impegno civico, frutto dell’esigenza di conoscersi, riconoscersi e creare rete, per fare proposte fattive sul territorio, senza dunque delegare tutto il lavoro sociale ai professionisti del settore. Ogni persona anche nel proprio piccolo fa volontariato ogni qual volta dà parte di sé (del proprio tempo, delle proprie risorse e capacità) in maniera spontanea e gratuita, secondo un orientamento solidaristico e volto alla tutela del bene comune.<br />
In questa logica tutti i cittadini costituiscono una risorsa unica e irripetibile del nostro territorio: vogliamo mettere in rete queste risorse, in una sorta di laboratorio permanente, in cui alla base ci siano princìpi quali l’accoglienza di ogni persona e/o associazione, la gratuità, il confronto e il dialogo basato sulla non violenza, l’umiltà di riconoscersi “parte di un tutto”, senza protagonismi, l’impegno costante per la tutela dell’ambiente, fisico e sociale in cui viviamo (&#8230;).</p>
<p style="text-align: justify;">—</p>
<div dir="ltr" align="left">SEGUONO I <a href="http://www.artempori.it/artempori/2013/09/27/metodi-responsabili-per-la-fruizione-di-iniziative-socio-culturali/" target="_blank"><strong>METODI RESPONSABILI</strong></a> CON CUI ART’EMPORI HA VAGLIATO L’EVENTO<br />
Chi è interessato può comunicarci eventuali modifiche da apportare alla seguente ipotesi.</div>
<div dir="ltr" align="left">_____________________________________________________________</p>
<table width="690" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td rowspan="2" width="500" height="264"><em><strong>PoeCivismo.</strong><br />
<strong>Metodi responsabili<br />
per la fruizione di iniziative socio-culturali</strong><br />
Questi Metodi agevolano PRATICHE<br />
capaci di inclusione e cittadinanza non delegata.<br />
Ogni iniziativa, infatti, a prescindere dall’encomiabile<br />
tema trattato, paradossalmente rischia di utilizzare<br />
un metodo escludente e delegato che è incoerente<br />
con qualsiasi processo culturale che voglia creare reale<br />
consapevolezza e capacità di azione partecipata dal cittadino.<br />
.<br />
Non conta l’eccellenza di un’opera, di una teoria o di un evento,<br />
ma cosa ne fa il fruitore, portandola in prima persona nel mondo.<br />
</em><em>.<br />
Ogni fruitore, nell’approcciarsi esperienzialmente all’evento,<br />
può considerare i criteri che ritiene utili<br />
</em><em>e può anche creare altri criteri adatti al proprio percorso.<br />
</em><em>_____________________________________________</em></td>
<td width="20"></td>
<td colspan="2" width="170">Cum munus, libro dei Cervelli in onda. Presentazione 3 maggio. Abazia di San Salvatore T.</td>
</tr>
<tr>
<td width="20" height="131"><em> 16<strong>/20</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong>TOTALE</strong></em><br />
<b>COERENZE</b><br />
<em><strong>rilevate</strong></em><br />
<em><strong>con i Metodi </strong></em><br />
<em><strong>responsabili<br />
________</strong></em></td>
<td width="54"><em><strong> </strong></em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="150"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UNA RESISTENZA ECONOMICA TERRITORIALE</em><br />
<em>E UNA REDISTRIBUZIONE DEI REDDITI</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative culturali che, a prescindere<br />
dal tema, promuovono anche l’attitudine a contrastare<br />
la crisi economica che colpisce il cittadino medio e i territori </strong><br />
Ogni iniziativa dovrebbe considerare il bisogno di giustizia sociale<br />
di questa epoca in cui i redditi si stanno spostando dal cittadino<br />
medio ai milionari.<br />
_____________________________________________</em></td>
<td width="20"><em> <strong><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong><strong>_________</strong><br />
1. Tutela </strong></em><br />
<em><strong>economica </strong></em><br />
<em><strong>del cittadino </strong></em><br />
<em><strong>e<br />
del territorio<br />
_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="126"><em>PER UN’IDENTITA’ TERRITORIALE</em><br />
<em>E UNA COESIONE SOCIALE</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative culturali che, a prescindere<br />
dal tema, promuovono anche l’identità del territorio<br />
e la coesione sociale che ne deriverebbe</strong><br />
Queste iniziative, in quanto di visibilità pubblica, dovrebbero<br />
considerare la vocazione territoriale e le specificità del luogo<br />
da tutelare come opportunità di identità e di reddito.<br />
_____________________________________________<br />
</em></td>
<td width="20"><em> </em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong>2. Tutela<br />
identitaria<br />
del territorio</strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><em> </em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="123"><em>PER UNA RESPONSABILITA’ SOCIALE CORTA</em><br />
<em>E NON DELEGATA</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative realizzate da associazioni locali<br />
o dai residenti, senza la partecipazione e i fondi<br />
degli enti pubblici</strong><br />
<em>Quando l’iniziativa non è calata dall’alto ma realizzata<br />
in prima persona dai residenti diventa opportunità per<br />
una coesione territoriale e una cittadinanza non delegata<br />
in tutti gli aspetti della vita collettiva.<br />
</em>Se l’iniziativa è realizzata senza i fondi pubblici contiene<br />
meno costi occulti: non pesa sulla collettività;<br />
non partecipa a un modello di sviluppo assistenzialista<br />
e delegato; non si agevola il clientelismo politico;<br />
non è complice dei costi pubblici che, gravando<br />
sull’economia reale, causano la crisi economica<br />
</em><em>a danno dei cittadini e dei territori. </em></td>
<td width="20"><em> <strong><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong>3. Senza<br />
enti pubblici</strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="177"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’INCLUSIONE DEI LUOGHI</em><br />
<em>CHE ANIMANO IL TERRITORIO</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che, realizzate presso le sedi</strong><br />
<strong>di associazioni e di aziende indipendenti, evitando<br />
i non luoghi </strong><strong>delle sedi istituzionali, si contaminano<br />
dei progetti </strong><strong>e delle persone del territorio</strong><br />
Quando l’iniziativa è realizzata in sedi istituzionali, oltre a gravare<br />
sulla collettività, rischia di proporsi unilateralmente in quanto<br />
non si contamina delle persone e dei progetti che animano<br />
il luogo ospitante.<br />
</em></td>
<td width="20"><em> NO<strong><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong>4. Presso<br />
sedi</strong><br />
<strong>non<br />
istituzionali</strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="130"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’ATTITUDINE ALL’INCLUSIONE</em><br />
<em>E PER DISINCENTIVARE IL FAMILISMO</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che, promosse da un’associazione,</strong><br />
<strong>coinvolgono nell’organizzazione le altre associazioni<br />
del territorio </strong><strong>e i residenti locali</strong><br />
Spesso, nelle attività quotidiane del cittadino<br />
e nelle attività culturali e di volontariato, si utilizzano metodi<br />
esclusivi e familistici come avviene<br />
nelle aziende e nella partitocrazia.<br />
</em></td>
<td width="20"><em> NO<strong><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong>5. Coinvol-gimento<br />
delle altre associazioni</strong><br />
<strong>e dei residenti</strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="145"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’INCLUSIONE DEI RIONI E DEL TERRITORIO</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che coinvolgono diffusamente<br />
i rioni della città e/o il territorio</strong><br />
Quando l’iniziativa è realizzata, in modo decentrato,<br />
fuori dai luoghi istituzionali, coivolgendo i luoghi, eventualmente<br />
all’aperto, dei rioni, in particolare quelli meno frequentati,<br />
consente un cambiamento che può rimuovere lo squilibrio sociale<br />
e urbanistico della città.<br />
</em></td>
<td width="20"><strong><em> NO<em><strong><br />
</strong></em></em></strong></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>6. Coinvol-<br />
gimento<br />
dei rioni<br />
e/o del<br />
territorio</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="143"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’AUTODETERMINAZIONE</em><br />
<em>E UNA COESIONE TERRITORIALE</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative ideate da soggetti locali senza aderire<br />
a iniziative promosse a livello sovraterritoriale</strong><br />
Quando l’iniziativa non è calata dall’alto, ma realizzata<br />
esperienzialmente da soggetti locali, diventa opportunità<br />
per una coesione territoriale e per un esercizio<br />
a una cittadinanza non delegata in ogni aspetto collettivo.</em></td>
<td width="20"><em> </em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong>7. Senza<br />
aderire</strong><br />
<strong>a iniziative</strong><br />
<strong>nazionali</strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><em> </em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="166"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER CONTRASTARE LA DELEGA,</em><br />
<em>IL VERTICISMO E L’ESCLUSIONE</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che, non prevedendo l’assegnazione<br />
di premi e riconoscimenti, non proiettano un approccio<br />
competitivo ed esclusivo dell’impegno e della cultura</strong><br />
Quando, all’interno di un’iniziativa, vengono assegnati premi<br />
e riconoscimenti, è opportuno che questi almeno valorizzino<br />
persone non note e/o del territorio.<br />
Assegnando riconoscimenti a persone note, l’iniziativa tende<br />
a dare visibilità a se stessa.</em></td>
<td width="20"><em> </em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong>8. Senza</strong><br />
<strong>premi</strong><br />
<strong>e selezioni</strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><em> </em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="140"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UNA CITTADINANZA INCLUSIVA</em><br />
<em>DELLE SPECIFICITA’ E NON FAMILISTICA</em><br />
<em><strong>Considerare le iniziative per i contenuti<br />
che possono </strong><strong>intrecciarsi con il nostro personale<br />
percorso e non </strong><strong>per il rapporto di amicizia/seduzione<br />
o di inimicizia/intolleranza</strong><br />
<strong>che intratteniamo con chi li organizza </strong><br />
</em><em>Spesso, siamo abituati ad approcciare gli eventi culturali</em><br />
<em>con metodo familistico: li evitiamo per pregiudizio negativo</em><br />
<em>(esclusione) o li frequentiamo per amicizia o simpatia (familismo).</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>9. Considerare</strong><br />
<strong>i contenuti</strong><br />
<strong>e non gli organizzatori</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="124">_____________________________________________<br />
PER UN’AZIONE ETICA DELLE EMOZIONI,<br />
RIDUCENDO LA FRUIZIONE ESTETICA DELLE EMOZIONI<br />
<strong>Considerare le iniziative per la capacità di cambiamento<br />
e non per la piacevolezza emozionale che può renderci passivi<br />
perpetuatori del malessere collettivo</strong><br />
<em>Spesso, siamo abituati ad approcciare gli eventi culturali</em><br />
<em>per l’attitudine emozionale (estetica) ereditata che impedisce</em><br />
<em>l’azione in prima persona e quindi il cambiamento.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>10. Fruizione</strong><br />
<strong>etica, </strong><strong>non estetica</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="158">_____________________________________________<br />
PER UNA COESIONE SOCIALE<br />
E UN’INCLUSIONE DELLE SPECIFICITA’<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che prevedono dibattiti in cui<br />
ogni relatore impegni il tavolo del convegno solo nel momento<br />
del proprio intervento</strong><br />
<em>Ogni relatore dovrebbe essere un membro della platea prestato,</em><br />
<em>temporaneamente e per una sua specificità, alla funzione</em><br />
<em>di consulente di una comunità in cui ognuno è consulente degli altri.</em><br />
<em>Quando possibile, è opportuno che i partecipanti al dibattito</em><br />
<em>siano disposti in cerchio.</em></td>
<td width="20"><strong> </strong></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>11. Senza</strong><br />
<strong>tavolo</strong><br />
<strong>dei relatori</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="113">_____________________________________________<br />
PER UN’INCLUSIONE DELLE SPECIFICITA’<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che, nel comunicare<br />
i nomi delle persone coinvolte, utilizzano<br />
solo eventuali qualifiche pertinenti con l’iniziativa.</strong><br />
<em>Ogni relatore dovrebbe essere impegnato nell’iniziativa<br />
per portare la sua personale specificità acquisita<br />
nel concreto, a prescindere dai titoli.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>12. Senza comunicare</strong><br />
<strong>titoli di studio</strong><br />
<strong>non pertinenti</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="152">_____________________________________________<br />
PER UNA PROMOZIONE<br />
DELLE SPECIFICITA’ DEI CITTADINI<br />
<strong>Valorizzare iniziative (convegni, dibattiti, ecc.)<br />
dove </strong><strong>prendono parte prevalentemente<br />
le competenze tecniche e di fatto</strong><br />
<strong>e non i personaggi politici e istituzionali</strong><br />
<em>Spesso il convegno perde di vista il suo contenuto e diventa</em><br />
<em>luogo di presenzialismo. Le autorità politiche e istituzionali</em><br />
<em>hanno comunque la possibilità di vedersi pubblicati</em><br />
<em>i propri comunicati sui media.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>13. Senza personaggi </strong><br />
<strong>istituzionali</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="117">_____________________________________________<br />
PER UNA CITTADINANZA ARTISTICA NON DELEGATA<br />
E UNA BIODIVERSITA’ CULTURALE<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che prevedono,<br />
come protagonisti, </strong><strong>personaggi e artisti<br />
</strong><strong>non mediaticamente noti<br />
</strong><em>Le iniziative locali hanno senso se danno visibilità<br />
</em><em>a personaggi e/o artisti che non sono già agevolati<br />
</em><em>dai media nazionali.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>14. Senza personaggi<br />
e/o artisti</strong><br />
<strong>massmediatici</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="155">_____________________________________________<br />
PER UNA CITTADINANZA ECONOMICA NON DELEGATA<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che utilizzano monete locali<br />
per incentivare un’economia condivisa, una coesione<br />
sociale e una resistenza economica territoriale<br />
</strong><em>Ogni gesto economico può essere portatore di giustizia<br />
sociale, redistribuzione dei redditi e inclusione del vicino.</em></td>
<td width="20"> NO</td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>15. Con<br />
</strong><strong>moneta locale<br />
</strong><strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="138">_____________________________________________<br />
PER UN’INCLUSIONE SOCIALE<br />
<strong>Valorizzare, anche a teatro e ai concerti, le iniziative<br />
in cui non siano previsti posti privilegiati<br />
e biglietti omaggio per le autorità<br />
</strong><em>Per valutare realmente la portata di un evento culturale,<br />
gli esponenti politici ed istituzionali devono misurarsi</em><br />
<em>con esso, in veste di cittadini comuni.</em><br />
Nei luoghi dell’arte, siti dell’emancipazione e della giustizia,<br />
non dovrebbero esistere discriminazioni.</td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>16. Senza</strong><br />
<strong>spazi e posti</strong><br />
<strong>a sedere</strong><br />
<strong>privilegiati</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="148">_____________________________________________<br />
PER UN MODELLO DI SVILUPPO DI PICCOLA SCALA<br />
E PER REDDITI CHE RESTANO SUL TERRITORIO<br />
<strong>Valorizzare le iniziative realizzate senza quegli<br />
ingenti capitali che portano i profitti via dai territori<br />
e che promuovono quel modello di sviluppo che,<br />
basato sui sistemi di scala, è la causa dell’attuale<br />
disagio economico e sociale</strong><br />
<em>Per un modello di sviluppo che includa i piccoli operatori<br />
locali e che incentivi un’economia di piccola scala che</em><br />
<em>produce economia territoriale.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>17. Senza</strong><br />
<strong>ingenti</strong><br />
<strong>investimenti</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="148">_____________________________________________<br />
PER UN’AUTODETERMINAZIONE DEL TERRITORIO<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che, evitando, come sponsor,<br />
aziende estranee al territorio, non rischiano<br />
di veicolare condizionamenti a danno<br />
delle popolazioni locali</strong><br />
<em>Queste iniziative, in quanto di visibilità pubblica, devono essere<br />
autonome dalla aziende che potrebbero condizionare le attività<br />
di autodeterminazione e di coesione della popolazione locale.  </em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>18. Senza</strong><br />
<strong>sponsor<br />
sovraterritoriali</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="148">_____________________________________________<br />
PER UNA CULTURA MATERIALE RESPONSABILE<br />
E UN’ECONOMIA CONDIVISA<br />
<strong>Valorizzare le iniziative culturali che promuovono<br />
i prodotti del territorio o etici, quando prevedono<br />
la somministrazione di cibo o in quanto ospitate<br />
in esercizi commerciali che abitualmente<br />
somministrano cibo del territorio</strong><br />
<em>Processo culturale è quello che, a prescindere dal tema affrontato,<br />
dovrebbe comunque essere capace, nel metodo, di agevolare<br />
identità territoriale, redistribuzione del reddito, tutela ambientale.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>19. Cibo responsabile</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="145">_____________________________________________<br />
PER UN RESPONSABILE USO<br />
DELLE RISORSE NATURALI<br />
<strong>Evitare le iniziative culturali che prevedendo,</strong><br />
<strong>anche accessoriamente, sommistrazione di cibo<br />
e bevande, </strong><strong>utilizzano stoviglie monouso<br />
non biodegradabili</strong><br />
<em>Queste iniziative, in quanto di visibilità pubblica, devono essere</em><br />
<em>più responsabili dei singoli cittadini riguardo all’uso di stoviglie:</em><br />
<em>in caso di monouso, si utilizzino almeno quelle biodegradabili.</em><br />
_____________________________________________</td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>20. Stoviglie</strong><br />
<strong>ecosostenibili</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
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