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	<title>Art&#039;Empori &#187; Carmela Longo</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>A Pierluigi Santillo, con affetto e gratitudine</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2019/02/03/a-pierluigi-santillo-con-affetto-e-gratitudine/</link>
		<comments>https://www.artempori.it/artempori/2019/02/03/a-pierluigi-santillo-con-affetto-e-gratitudine/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 03 Feb 2019 22:11:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Articoli Testata]]></category>
		<category><![CDATA[..Distretto di Economia Solidale e di Arte Inclusiva]]></category>
		<category><![CDATA[Carmela Longo]]></category>
		<category><![CDATA[Galleria]]></category>
		<category><![CDATA[pierluigi santillo]]></category>
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		<description><![CDATA[[di Carmela Longo] &#8220;Ma chi persevera, nella rivolta resta libero, e padrone dei propri pensieri. Può perdere tutto, ma conserva integro il proprio cuore&#8221;. Pierluigi Santillo [1] A 51 anni, il 6 febbraio 2018, ci ha lasciato Pierluigi Santillo, dopo una breve quanto devastante malattia, un tumore cerebrale, che nel giro di tre mesi non gli [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>[di Carmela Longo]</p>
<p align="right"><i>&#8220;Ma chi persevera, nella rivolta resta libero, e padrone dei propri pensieri.<br />
Può perdere tutto, ma conserva integro il proprio cuore&#8221;.<br />
</i><i>Pierluigi Santillo <a title="" href="file:///C:/Users/Alessio/Downloads/Articolo%20per%20Artempori%20PIER%20corretto.docx#_ftn1"><b>[1]</b></a></i></p>
<h3 style="text-align: justify;"><i></i><i>A 51 anni, il 6 febbraio 2018, ci ha lasciato Pierluigi Santillo, dopo una breve quanto devastante malattia, un tumore cerebrale, che nel giro di tre mesi non gli ha lasciato scampo.<br />
Noto e amato nel mondo dell&#8217;ambientalismo e dell&#8217;impegno civico a Benevento e provincia, ha lasciato un patrimonio di gratitudine e affetto sincero in quanti lo hanno conosciuto.</i></h3>
<p style="text-align: justify;"><i>La morte fa parte della vita, che la contempla e la racchiude insieme alle tante nascite;</i><i> è il polo necessario e sacro affinché la vita continui.<br />
</i><i>La vita non muore.<br />
</i><i>E Pierluigi ha sempre coltivato e donato vita dentro e intorno a sé, </i><i>nella costruzione e nella salvaguardia del bene comune, nella partecipazione attiva nei comitati, nello sport che ha praticato con passione, convinto che sia un mezzo speciale per lo sviluppo della persona, per l&#8217;amicizia e l&#8217;integrazione. Ha servito lo Stato e i suoi cittadini con grande spirito di abnegazione e integrità, grazie al suo lavoro nella Pubblica Amministrazione, nell&#8217;Inpdap prima e nell&#8217;Inps poi, sempre come ingegnere; </i><i>e proprio <strong>l&#8217;Inps gli intitolerà, il 6 febbraio 2019, alle ore 11.00, la sala del Centro Medico Legale presso la propria sede, a Benevento, in via Martiri d&#8217;Ungheria.</strong></i></p>
<p style="text-align: justify;"><b>Pierluigi vivo nei nostri cuori.<br />
</b>Pierluigi è stato un uomo buono.<br />
Non per questo mite, non per questo arrendevole. Nel suo lavoro portava sempre avanti con forza e determinazione le sue idee e i suoi incarichi.Il suo impegno era costante, instancabile e non poche volte contro corrente.Non ha mai mirato all’interesse personale, si è dedicato al suo lavoro con umiltà e dedizione, certo che le scelte volte al bene comune sarebbero state  premiate e avrebbero dato buoni frutti. Questa non era ingenuità ma un segno tangibile della sua integrità e della sua forza. Aveva una particolare reverenza verso il suo impiego nella Pubblica Amministrazione, che lui viveva come un vero e proprio servizio. Incorruttibilità, attenzione alle necessità degli utenti e dunque delle persone, immedesimazione nei bisogni dei più vulnerabili socialmente, senso del dovere e della giustizia.</p>
<p style="text-align: justify;">Un guerriero sannita, con garbo, con gentilezza, ma sempre un instancabile, indomito guerriero.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;attivismo, si è molto impegnato nella diffusione di tematiche sociali e politiche, inerenti la corretta gestione della cosa pubblica: difesa dei BENI COMUNI &#8211; acqua, territorio, biodiversità, scuola, informazione, energia, gestione dei rifiuti &#8211; sostenibilità, bioarchitettura, protezione civile, partecipazione democratica, etica sociale e professionale. Molti attivisti lo ricordano con affetto, nelle numerose serate presso la libreria Masone (ai tempi della Rete Arcobaleno), a discutere di emergenze ambientali e problemi legati alla vita civica, nelle manifestazioni di piazza, nelle raccolte di firme per le più svariate problematiche di interesse civile, dall&#8217;acqua pubblica al diritto di cittadinanza.</p>
<p style="text-align: justify;">Ha fatto parte del Comitato di San Salvatore Telesino contro l&#8217;inceneritore, e dal 2009 si è dedicato alla libera associazione &#8220;<a href="http://transizionesst.blogspot.it/" target="_blank">Cittadini in Movimento &#8211; Laboratorio di Cittadinanza Attiva</a>&#8220;. Nel periodo fra gennaio 2011 e settembre 2014, ha preso parte alla <a href="http://consulta-ambientale.blogspot.it/" target="_blank">Consulta Ambientale di San Salvatore Telesino</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo sport, inoltre, ha rappresentato per lui un fantastico mezzo di sviluppo personale e sociale: Pierluigi ha praticato sport agonistico per oltre 25 anni (allievi, poi II e I categoria dei campionati di calcio dilettanti, con il San Salvatore e il Telese, ma &#8220;<i>solo per passione</i>&#8220;, come scrive nel suo blog). Nella sua ultima estate, insieme ad altri amici, aveva voluto risistemare il vecchio campo sportivo di San Salvatore Telesino, per renderlo di nuovo fruibile dopo anni di abbandono. Fu così reso idoneo al gioco per tutti coloro, piccoli e grandi, che avessero desiderato tirare due calci a un pallone in spensieratezza e amicizia. Nell&#8217;estate del 2017, si adoperò dunque affinché si ritornasse a giocare per il torneo cittadino in onore di San Leucio, e fece in modo che potessero prendervi parte anche i ragazzi rifugiati che abitavano in paese. Fu chiaro a tutti, nonostante alcune resistenze iniziali, che si stava prospettando una bellissima possibilità di integrazione e amicizia a colori, di lealtà e correttezza sportiva, rispetto per l’altro ed educazione all&#8217;interculturalità. La manifestazione sarebbe stata occasione di incontro e divertimento, e così fu.</p>
<p style="text-align: justify;">Pierluigi aveva inoltre pubblicato numerosi articoli sulla rivista di Cultura e Medicina “Asclepiadi del Terzo Millennio”, curata dall&#8217;amico e medico Giovanni Malgieri.<br />
Aveva poi raccolto nel suo blog numerosi e svariati scritti sui temi a lui cari, inserendo in un unico contenitore tutto quello che aveva elaborato in tanti anni di impegno professionale e civile, per condividerlo e stimolare discussioni e azioni pratiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Pierluigi amava i libri e la lettura, tanto da dispensarne con generosità a chi, negli ultimi periodi, è venuto a trovarlo. Sul suo blog, oltre a essere riportati i titoli dei molti libri che ha letto, ha trascritto anche le frasi o i passi per lui più significativi, che erano aderenti ai moti della sua anima, e nei quali si riconosceva.</p>
<p style="text-align: justify;">Aveva inoltre sviluppato nel tempo un grande senso del sacro e della dignità nella sofferenza, sia quella dovuta alle scelte degli uomini, sia quella dovuta alla malattia, accettando con compostezza tutto ciò che è accaduto, compresa la malattia e la progressiva perdita dell’autonomia, le lampadine che si spegnevano una ad una. Non un rancore né un risentimento, mai che abbia detto <i>Perché proprio a me</i>. Davanti al Presepe, nella notte di Natale, disse <i>Sia fatta la Sua volontà, qualunque essa sia</i>. Nel periodo della malattia fece questa considerazione: <i>Devo impostare il navigatore sull’ultima speranza, non sull’ultima paura</i>.</p>
<p style="text-align: justify;">Speriamo che anche noi possiamo impostare il navigatore come hai fatto tu.</p>
<p style="text-align: justify;">Crediamo fermamente che, dal tuo passaggio su questa terra, qualcosa risulterà migliorato.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciao Pierluigi, grazie per il tempo che sei stato con noi e per la ricchezza che  hai saputo dispensare.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci manca il tuo delicato sorriso.</p>
<div>
<hr align="left" size="1" width="33%" />
<div>
<p><a title="" href="file:///C:/Users/Alessio/Downloads/Articolo%20per%20Artempori%20PIER%20corretto.docx#_ftnref1"><b>[1]</b></a><i>da &#8220;Ad esempio l&#8217;etica&#8221;, post del 10 settembre 2017,  </i>P.S.: BENI COMUNI DA TUTELARE, <a href="http://pierluigi-santillo.blogspot.com/" target="_blank">http://pierluigi-santillo.blogspot.com/</a></p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p align="right"><i>Di seguito sono riportati alcuni suoi scritti tratti dal blog. </i></p>
<p align="right"><i>P.S. BENI COMUNI DA TUTELARE - </i><a href="http://pierluigi-santillo.blogspot.com/" target="_blank"><i>http://pierluigi-santillo.blogspot.com/</i></a></p>
<p>Coraggio e onestà: armi invincibili in difesa della propria libertà!</p>
<p>Ognuno di noi nella vita affronta il suo viaggio verso terre straniere e sconosciute, e ci vuole coraggio e forza per affrontare le fatiche di un andare verso un traguardo che è lo stesso per tutti.</p>
<p>Shimon Peres, premio Nobel per la pace, fece un giorno questa domanda: &#8220;come possiamo conoscere il momento preciso in cui finisce la notte e comincia il giorno?&#8221;. La risposta: quando si avvicina uno straniero e noi lo confondiamo con un nostro fratello, ponendo fine a ogni conflitto. Ecco, questo è il momento in cui le tenebre svaniscono e la luce del giorno prende il sopravvento!<br />
C&#8217;è solo una cosa che disprezzo più dell&#8217;arroganza dei potenti: la vigliaccheria distruttiva degli schiavi per vocazione.<br />
Episodi? C&#8217;è solo l&#8217;imbarazzo della scelta, purtroppo! Gente indegna, che approfitta della sua presunta autorità per fini privati, del tutto estranei all&#8217;interesse collettivo e al buon andamento della pubblica amministrazione, e indifferenti (quelli, assai deleteri, odiati da Gramsci &#8211; ti riferivi a Lui, vero Giovanni?) e vili servi volontari, che assecondano e materializzano il potere ridicolo di questi gerarchi moderni, a loro volta schiavi (ma &#8220;prezzolati&#8221;) della finanza distruttiva, quella che trasforma in denaro il cambio di destinazione d&#8217;uso di un terreno, o il vento, &#8230; Anche i criminali di guerra si giustificavano e si giustificano asserendo di aver &#8220;semplicemente&#8221; obbedito agli ordini. La metafora tragica di &#8220;cecità&#8221; (capolavoro di J. Saramago) è diventata realtà, e le prospettive sono deprimenti, perché alla base di tutto, in fondo, c&#8217;è la stupidità umana, quella che Einstein diceva essere, come l&#8217;Universo, infinita (ma sull&#8217;Universo in realtà aveva dei dubbi!).<br />
E fra i vari tipi di stupidità, la peggiore, e più diffusa, ahinoi, è quella di coloro che riescono a danneggiare gli altri, ma anche se stessi!<br />
Il pessimismo dell&#8217;intelligenza va combattuto con l&#8217;ottimismo della volontà&#8221;: grande Giovanni Sartori !!</p>
<p><b>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</b></p>
<p>Domenica, 10 settembre 2017<br />
<b><a href="http://pierluigi-santillo.blogspot.com/2017/09/per-esempio-letica.html" target="_blank">AD ESEMPIO, L’ETICA.</a></b>La sete di potere per il potere è insaziabile.<br />
Più ne conquisti, più ne invochi,<br />
più ne bevi, più ti corrode dentro,<br />
uccidendo giorno dopo giorno la tua sensibilità.</p>
<p>E, qualunque sia stato il tuo valore, ti trasforma<br />
nel marciume ambiguo che alimenta le paludi.</p>
<p>Putrescenza non più umana, che inesorabilmente<br />
erode le coste delle ultime isole superstiti<br />
per le quali ho combattuto con vigore, e dove ancora<br />
resiste il mio sogno, ma il cui perimetro continua a ridursi.</p>
<p>In queste acque stagnanti l’onestà ormai reca scandalo<br />
e il rispetto dei codici, di combattimento e d’onore, desta sospetto.</p>
<p>Solo, straniato, non posso più nulla,<br />
se non attendere di esserne sommerso,<br />
recitando una fiducia che non ho più,<br />
disobbediente per intransigente fedeltà ai miei princìpi,<br />
con il sorriso sguainato, e le delusioni,<br />
amare, sempre ben nascoste in fondo al cuore fiero.</p>
<p>Condannato dal potere, misero, e dai suoi invidi sgherri,<br />
per il rifiuto sdegnato della facile resa alla servitù volontaria,<br />
ma con la complicità di tanti indifferenti,<br />
che per convenienze e spartizioni indicibili, o per viltà,<br />
hanno lasciato sprofondare nel putridume quello<br />
che, per quanto piccolo, era Tutto ciò che avevamo.</p>
<p>Assediato e isolato, inviso a nemici astuti e ben assecondati,<br />
eppure mi credevo invincibile, e mai ho fatto un passo indietro,<br />
forte della Libertà che alimenta i sogni di giustizia.</p>
<p>Sin dall’inizio, invece, ero destinato alla sconfitta,<br />
avrei dovuto saperlo, e non per mie mancanze,<br />
ma per infamie altrui, frecce avvelenate e ignobili tradimenti.</p>
<p>L’onestà meritava riconoscimento, però, non disprezzo e derisione.<br />
La cecità puzzolente domina. Ma anche i torvi comandanti senza virtù,<br />
e i loro adepti, chiusi nella loro grigia e buia torre, pagano un prezzo,<br />
illusi che possa salvarli dalla putrefazione la bella corazza d’oro,<br />
lucidata con il sangue e le lacrime dei loro soldati,<br />
arruolati con l’inganno, e poi sacrificati senza scrupoli.</p>
<p>Quanti sono stati immolati, per le vostre medaglie?<br />
Il loro fiero spirito e la loro mente, però, possono ancora volare,<br />
e voi invece impantanati, non riuscirete a uscirne, mai.</p>
<p>Nelle paludi anche l’oro si corrode, tutto si corrompe,<br />
sembra che non ci sia altro destino possibile: o desisti,<br />
e diventi tu stesso putredine, o, indomito, ne sarai soffocato.</p>
<p>Resistere, qui, ormai, è una lotta impari,<br />
con il presagio perenne del fallimento,<br />
la cui memoria sarà usata come monito<br />
per i pochi che si ribellano. Ma chi persevera,<br />
nella rivolta resta libero, e padrone dei propri pensieri.</p>
<p>Può perdere tutto, ma conserva integro il proprio cuore.<br />
E la speranza! C’è ancora qualcosa di buono oltre questa palude?<br />
Se ancora sono in tempo, la lascerò al suo disfacimento dunque, e,<br />
abbandonate le fatiche vane e il dolore, arreso alle evidenze,<br />
proseguirò solitario la mia dura scalata, scavallerò il valico,<br />
lascerò i miasmi, oltre i quali si aprono nuovi orizzonti,<br />
ed esule, solo, ma libero, seguirò il mio sogno in altre Terre.</p>
<p>Quelle per le quali qui ho combattuto,<br />
la palude e i caimani, infine, con l’inganno, se le sono riprese<br />
e le hanno condannate al marciume perenne.</p>
<p>Qui, ormai, nel pantano, ribolle solo il risentimento,<br />
non c’è più nulla per cui valga la pena combattere,<br />
nulla che possa ancora incantarmi, e trattenermi.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>Domenica, 22 gennaio 2017<b><a href="http://pierluigi-santillo.blogspot.com/2017/01/etica-personale-nellamministrazione.html" target="_blank"><br />
Etica personale nell&#8217;amministrazione della cosa pubblica.</a></b></p>
<p align="right">&#8230;<br />
Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi<br />
ogni volta che la carriera diventa<br />
idolo della vostra vita;<br />
il sorpasso, progetto dei vostri giorni;<br />
la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.<br />
&#8230;<br />
(Don Tonino Bello)</p>
<p>Esempio 1 di Principio Etico: accettare un incarico solo se si possiede la capacità professionale (e la libertà) di svolgerlo come si deve.<br />
Esempio 2 di Principio Etico: prima di accettare una candidatura valuta se possiedi forza e libertà per assolvere al mandato con onore.<br />
Esempio 3 di Principio Etico:dignitosamente dimettersi se non si riesce più a svolgere in modo appropriato un incarico o un mandato elettivo.<br />
Esempio 3 bis di Principio Etico: dimettersi, quando le cose non vanno, anche se i motivi del fallimento sono estranei alle proprie capacità.<br />
Esempio 3 ter di Principio Etico: a maggior ragione dimettersi se si è operato indegnamente, per incompetenza o presunzione.<br />
&#8230;<br />
In questi giorni mi sono venuti in mente tanti nomi di persone che bene avrebbero fatto a rassegnare dignitose dimissioni, ma non meritano nemmeno una citazione. Invece mi piace rendere onore a chi, per essere coerente con i suoi valori e le sue idee, è stato prima privato della direzione del suo dipartimento all&#8217;università di Istanbul, e poi licenziato: Prof. Serdar Degirmencioglu. Altri accademici sono stati perfino arrestati per aver partecipato a dei convegni e aver confermato il loro impegno per la pace, così come tanti giornali sono stati chiusi e tanti giornalisti arrestati per aver cercato di fare il loro dovere: informare! Ho avuto l&#8217;onore di trascorrere alcuni giorni con Serdar e la sua compagna qui in Italia, di apprezzare la loro semplicità e di conoscere la loro esperienza e quella di tanti altri intellettuali turchi che non hanno esitato a scendere in campo e lottare per la libertà e la pace. Com&#8217;è triste il confronto con il nostro Paese e le sue piccole miserie e i suoi servi volontari&#8230;<br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>Domenica, 12 giugno 2011</p>
<p><a href="http://pierluigi-santillo.blogspot.com/2011/06/indifferenza-e-impegno.html" target="_blank">Indifferenza e impegno</a></p>
<p>Domenica e lunedì prossimi, 12 e 13 giugno, DOBBIAMO assolutamente andare tutti a VOTARE i REFERENDUM:<br />
per l’ACQUA BENE COMUNE;<br />
per FERMARE la follia NUCLEARE del governo Berlusconi;<br />
e per UNA GIUSTIZIA UGUALE PER TUTTI.<br />
(&#8230;)<br />
Ognuno deve fare il proprio dovere civico, consapevolmente, e recarsi alle urne. Si tratta del nostro futuro, e nessuno deve dirci di “andare al mare” o comunque di disprezzare i referendum dicendo che sono inutili o addirittura dannosi: il nostro parere su questioni fondamentali come quelle oggetto di consultazione non può essere considerato inutile.<br />
E allora, tutti a votare:<br />
QUATTRO SI per la DEMOCRAZIA<br />
per rinnovare il nostro impegno di cittadini consapevoli (e non indifferenti o, peggio, autolesionisti).</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>Venerdì, 25 febbraio 2011</p>
<p><a href="http://pierluigi-santillo.blogspot.com/2011/02/rete-arcobaleno-benevento-eco-solidale.html" target="_blank">OSSERVAZIONI al PTCP della RETE ARCOBALENO &#8211; coordinamento delle associazioni ambientaliste</a></p>
<p>Rete Arcobaleno &#8211; Benevento eco-solidale<br />
Coordinamento delle associazioni ambientaliste<br />
e dei comitati civici della provincia di Benevento</p>
<p>Al Presidente della<br />
Provincia di Benevento<br />
Rocca dei Rettori – Piazza Castello<br />
82100 Benevento</p>
<p><b>OGGETTO: Osservazioni al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (P.T.C.P.).</b><br />
Dopo aver partecipato, il 19 novembre scorso, presso la Rocca dei Rettori, all&#8217;incontro pubblico di presentazione del PTCP, in cui abbiamo sottoposto sinteticamente alcune richieste della Rete delle Associazioni Ambientaliste e dei Comitati Civici della provincia (Rete Arcobaleno – Benevento eco-solidale), con la presente nota intendiamo formalizzare alcune osservazioni.<br />
Nel corso dell&#8217;incontro del 19 novembre, abbiamo già espresso il nostro netto dissenso rispetto alla previsione nel piano della realizzazione della piattaforma logistica prevista in Contrada Olivola, in quanto infrastruttura che riteniamo espressione di un sistema economico in dissolvimento. Inoltre, abbiamo chiesto attenzione rispetto alla previsione di piccoli impianti a biomasse e relative filiere, che erano previsti anche nel piano energetico provinciale (impianti che noi vorremmo evitare, o almeno limitare a potenze non superiori ad 1 MWe), e abbiamo espresso perplessità rispetto ai campi fotovoltaici su terreno, impianti che dovrebbero essere realizzati solo sugli edifici esistenti.<br />
Anche per quanto riguarda la regolamentazione dei campi eolici, chiediamo che in ogni comune, e quindi su tutto il territorio provinciale, non siano rilasciate autorizzazioni oltre un certo numero di torri eoliche per ettaro di territorio, tenendo conto anche di quelle già realizzate. Il fabbisogno di energia di molte zone, infatti, risulta già ampiamente soddisfatto dai numerosi già realizzati, che spesso restano inattivi.<br />
Un&#8217;altra osservazione che sottoponiamo all&#8217;attenzione della Provincia, riguarda la nuova linea ad alta tensione di collegamento con la Puglia che sembra essere prevista dalla società Terna. Ove non sia possibile eliminare questa infrastruttura, chiediamo di individuare dei corridoi di servizi già esistenti dove la linea aerea possa attraversare il territorio riducendo gli impatti visivi ed ambientali. Per esempio potrebbe essere sfruttato il tracciato della linea ferroviaria Benevento &#8211; Foggia, che già ha un impatto non indifferente. In generale, per le linee elettriche ad alta tensione dovrebbe essere comunque privilegiato l&#8217;interramento, e tutte le infrastrutture di collegamento dovrebbero utilizzare tracciati già esistenti, evitando altre deturpazioni del paesaggio.<br />
A nostro avviso, la tutela dell&#8217;ambiente, della biodiversità, del paesaggio, e dell&#8217;economia basata sull&#8217;agricoltura e sul turismo di qualità devono essere il principale obiettivo di ogni strumento di pianificazione territoriale, e pertanto, ove possibile e necessario, chiediamo di integrare i documenti di piano con strumenti per: la tutela attiva degli ecosistemi fluviali e lacustri (acque, fasce boscate, terreni agricoli, ecc.), che non siano solo indicazioni di vincoli (&#8220;corridoi ecologici&#8221;), e la definizione di strategie gestionali con il coinvolgimento delle associazioni ambientaliste e la previsione di un organismo/ufficio di gestione/supervisione delle aree della rete Natura 2000 (SIC e ZPS);<br />
l&#8217;individuazione di boschi di pregio e di aree da rimboschire con essenze autoctone, non solo di montagna ma per tutti i vari ambienti/ecosistemi (pianura, collina, zone umide, &#8230;), per aumentare la biodiversità complessiva provinciale; l&#8217;individuazione delle vie di percolato, percorsi che, in aggiunta ai corridoi ecologici, consentono alle specie animali di raggiungere, da terra, i vari luoghi della nostra provincia o regione senza ostacoli come strade o agglomerati urbani; la mappatura dei sentieri naturalistici-ecologici e di aree per la realizzazione di siti geologici ed archeologici universitari nelle zone di interesse; l&#8217;individuazione delle zone in cui sono presenti vecchie discariche in cui, accertati i livelli di inquinamento, disporre la modifica della destinazione d&#8217;uso; la previsione di aree in cui realizzare isole ecologiche, punti di stoccaggio per il recupero di materia secondaria dai rifiuti e piccoli impianti di compostaggio dimensionati per non più di 15 000 abitanti.<br />
In generale, chiediamo di rendere ancora più rigide le indicazioni del piano finalizzate a tutelare i terreni agricoli e di limitare il consumo di suolo per nuove costruzioni e per nuove zone di espansione, in presenza di vani per residenza già in eccesso rispetto alle esigenze, e di migliaia di strutture produttive già realizzate in tutto il territorio provinciale, soprattutto nel corso degli ultimi 20 anni, e in gran parte in abbandono.<br />
Altro obiettivo che va perseguito è il recupero e la valorizzazione del patrimonio edilizio esistente, privilegiando l&#8217;edilizia di qualità ed il miglioramento energetico.<br />
In proposito, riteniamo utile segnalare che la Rete Arcobaleno di Benevento aderisce alla Campagna Nazionale “Stop al Consumo di Territorio”, una campagna d&#8217;opinione, nata nel dicembre 2008, alla quale aderiscono attualmente oltre 40 000 cittadine e cittadini e circa 250 tra associazioni e comitati locali, e raccomandiamo di valutare con attenzione le argomentazioni e le proposte di tale associazione.<br />
La campagna si propone di bloccare il consumo di suolo, proponendo di recuperare il patrimonio edilizio esistente e limitando l&#8217;occupazione con nuove costruzioni, se veramente necessarie, alle sole aree già urbanizzate, senza prevedere ulteriori espansioni, e inoltre promuove la cura, la manutenzione e la messa in sicurezza del territorio, degli edifici e del patrimonio storico e artistico. Queste politiche, che riprendono gli impegni assunti dal nostro Paese con la sottoscrizione della Convenzione Europea del Paesaggio, possono essere peraltro un ottimo volano virtuoso per l&#8217;economia, aprendo centinaia di cantieri che salvaguardino non solo il patrimonio naturale e le bellezze del nostro paese, ma la vita stessa dei cittadini.<br />
D&#8217;altra parte, l&#8217;art. 9 della Costituzione Italiana così recita: La Repubblica (…) tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. I padri costituenti ci hanno quindi assegnato un chiaro compito: adottare precauzioni per difendere e salvaguardare un bene comune, non riproducibile e non mercificabile quale è il territorio.<br />
A maggior ragione, dopo aver nuovamente dovuto osservare, anche negli ultimi giorni, le immagini sempre più frequenti di terribili colate di fango che cancellano vite umane e trascinano a valle i sacrifici di tanti lavoratori, disastri che sono sempre conseguenza delle colate di cemento che sigillano il territorio e deturpano il paesaggio, non possiamo non chiedere con forza che il P.C.T.P., in fase di approvazione da parte della nostra Provincia, richiami le amministrazioni comunali che dovranno redigere o adeguare i rispettivi PP.UU.CC. a limitare il consumo di suolo, valutando con estrema attenzione i reali fabbisogni delle popolazioni rispetto ai volumi già edificati, sia per esigenze abitative che per le attività terziarie e produttive, ponendo la massima attenzione alla sicurezza delle popolazioni in relazione al rischio idrogeologico.<br />
Concludiamo con una sintesi delle raccomandazioni già sottoposte all&#8217;attenzione dell&#8217;amministrazione comunale di Benevento nell&#8217;ambito della procedura di approvazione del P.U.C.</p>
<p>“Chiediamo che si dia priorità assoluta alla tutela del territorio e delle sue emergenze naturalistiche, storiche ed archeologiche, ed alla salvaguardia dell’ambiente e della qualità di vita quotidiana come attrattore di flussi turistici, e che si ponga la massima attenzione alla tutela della vocazione rurale ed ambientale del territorio.<br />
Il recente sviluppo del turismo nelle aree interne della Campania, che potrà garantire nei prossimi anni il sostentamento economico delle nostre Comunità, se sapremo preservare le risorse del territorio, deriva dal bisogno, sempre più diffuso, di fruire, non solo dei tanti siti di rilevanza artistico/archeologica, ma soprattutto dei luoghi diffusi che, con la loro qualità di vita quotidiana, consentono al visitatore l’opportunità di permanere per più volte e per periodi più prolungati nei territori delle zone interne, non ancora soffocati da edilizia e cementificazione selvaggia.<br />
Il turista sta maturando la necessità di individuare mete che non siano da consumare una tantum, ma che diano l’opportunità di interagire in modo più concreto, continuativo e relazionale con il territorio che li ospita.<br />
Per queste motivazioni, siamo convinti che debba essere incentivata la qualità di vita percepibile, dal cittadino e quindi dal visitatore, preservando soprattutto la vocazione rurale del nostro territorio.<br />
Inoltre è necessario non cadere nella tentazione di suddividere il territorio in aree specializzate: archeologiche, aggregative, verdi, residenziali, commerciali, amministrative. Una vivibilità quotidiana richiede che tutte le funzioni siano non centralizzate, ma diffuse, per quanto possibile.<br />
Per conservare ed incentivare ulteriormente i flussi turistici è quindi obbligatorio tutelare il paesaggio agrario e le connotazioni naturalistiche quotidiane che caratterizzano ancora il nostro territorio.<br />
Sono numerosi gli esempi, purtroppo anche nella nostra provincia, di agglomerati urbani che soffrono la mancanza di quel paesaggio agrario che, realizzando un filtro tra una località e l’altra, è capace di rigenerare la qualità ambientale dei centri abitati. E’ fondamentale che i turisti che si recano nelle nostre zone non riscontrino la stessa sgradevolezza che vogliono sfuggire rivolgendosi al nostro territorio: strade di collegamento corredate di quelle strutture commerciali extraurbane che, cancellando, allo sguardo, il paesaggio agrario, tendono a trasformare una cittadina, con una sua identità, in una città (o conurbazione) senza fine e senza confine con le altre località.<br />
L’isolamento, che, nel secolo scorso ha caratterizzato le aree interne della Campania, aveva costituito un limite allo sviluppo che ora, nel XXI secolo, col senno di poi, sta risultando essere un vantaggio competitivo, in termini di risorse identitarie ed economiche.<br />
E l’attuale crisi dei sistemi di scala sta favorendo ancora di più i piccoli centri e le aree rurali.<br />
Negli ultimi quindici anni, le industrie europee hanno espulso il 30% della classe operaia. La crescita demografica delle aree metropolitane ha toccato il suo culmine e, negli ultimi quindici anni, si assiste ad una inversione di tendenza che vede la crescita dei piccoli centri, a scapito delle grandi città.<br />
La popolazione mondiale, già ora oltre i 6,5 miliardi, crescendo al ritmo di 84 milioni di individui annui, nel giro di pochi anni, giungerà alla preoccupante cifra di 8 miliardi. A quel punto, non basteranno tutti i terreni coltivabili del pianeta per soddisfare la domanda alimentare della popolazione mondiale. E l’Italia ha il dovere di preservare un minimo di autonomia in questo senso, salvaguardando dalle speculazioni edilizie i terreni agricoli, soprattutto quelli più fertili e ricchi.<br />
Su 32 000 aziende beneventane, 14 500 sono aziende agricole: quando l&#8217;economia di scala, tipica della produzione industriale e della grande distribuzione, è in recessione, le aree, come il Sannio, non industrializzate e a bassa densità demografica, sono quelle più avvantaggiate per agganciare quell&#8217;economia che, basata sulla filiera corta, sulla sicurezza agroalimentare, sul turismo ambientale e culturale, costituisce l&#8217;unico comparto in espansione nel XXI secolo.<br />
Il mondo vedrà emergere, come protagonisti del XXI secolo, la provincia e i piccoli centri: casseforti di biodiversità e di vivibilità che, con il loro modello di sviluppo, hanno conservato, a dispetto delle omologanti aree metropolitane, un&#8217;identità e un&#8217;economia reale.<br />
Chiediamo quindi di non inseguire una strategia votata al massimo della cementificazione e dell’infrastrutturazione, che sono la causa della perdita della vocazione ambientale e rurale, a danno dell’indotto turistico e agroalimentare (che costituisce l’unica attività imprenditoriale che non sta subendo la crisi economica globale). Ciò stravolgerebbe la nostra identità rurale e sociale, dilapidando un patrimonio che costituisce, per il prossimo futuro, un fattore di crescita e di benessere che poche altre realtà possono vantare.<br />
Stiamo assistendo ad un cambiamento epocale che comporterà, in tutto il mondo, l&#8217;adozione di un nuovo modello di sviluppo: gli amministratori di oggi si trovano nella posizione di assumersi la responsabilità del futuro delle proprie comunità”, e ciò vale anche e soprattutto per la redazione degli strumenti di pianificazione territoriale sovracomunale, che devono dettare disposizioni di carattere che consentano di indirizzare adeguatamente, ed in modo omogeneo, il futuro sviluppo sociale ed economico della nostra provincia.<br />
Pierluigi Santillo</p>
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<p>Sabato 19 giugno 2010</p>
<p><a href="http://pierluigi-santillo.blogspot.com/2010/06/saramago-e-noi.html" target="_blank">A Saramago &#8230; e a Noi.</a></p>
<p>Ieri è morto José Saramago, uno degli scrittori contemporanei che più mi hanno appassionato negli ultimi anni.<br />
Sono addolorato per la scomparsa di un uomo che ho apprezzato attraverso alcuni suoi libri (Cecità, il Vangelo secondo Gesù Cristo, Saggio sulla lucidità, il Quaderno), ma mi consola che ancora potrò godere della sua arte attraverso i molti suoi scritti che ancora potrò leggere.<br />
Uno dei temi ricorrenti, nei libri di Saramago, è la capacità, comunque, dell&#8217;uomo, di essere altruista, di essere capace, anche se &#8220;immerso&#8221; in un &#8220;brodo&#8221; di egoismo dilagante, di fare qualcosa per gli altri; e il più luminoso esempio di questa capacità, come l&#8217;ateo Saramago ha straordinariamente raccontato, fu Gesù, che donò se stesso, fino all&#8217;estremo sacrificio, per amore dei suoi simili, quelli che vissero insieme a lui e quelli che ancora dovevano nascere.<br />
&#8220;<i>La politica è stata l&#8217;altra sua grande passione dopo la scrittura. In una intervista, concessa a FrancescRelea de ElPais l&#8217;anno scorso, Saramago ammise che forse il partito nel quale militava dagli anni Sessanta (l&#8217;ultima formazione comunista europea che conserva &#8220;l&#8217;iconografia dei bolscevichi&#8221;, bandiera rossa e falce e martello), era &#8220;ancorato nel passato&#8221;. Ma aggiunse: &#8220;<b>Abbiamo una eredità dalla quale non riesco a liberarmi. Ed è possibile che questa eredità storica non abbia molto a che fare con la realtà di oggi. Ma perché la realtà di oggi avrebbe ragione? I sentimenti sono importanti. Non riuscirei a riconoscermi in nessun altro partito che non fosse quello comunista portoghese: ci resto per rispetto di me stesso</b>&#8221; </i>(da La Repubblica on line &#8211; post di Omero Ciai).<br />
Queste parole mi hanno fatto riflettere: in Italia non nemmeno c&#8217;è più un partito comunista credibile in cui riconoscerci, e a cui poter restare, almeno sentimentalmente, legati (così come non abbiamo più tante altre cose), ed essere, o essere stati, comunisti, quasi sempre, è percepito come un fatto negativo, anche da chi, come me, è, o è stato, comunista.<br />
Nell&#8217;ultimo &#8220;post&#8221; del suo blog Saramago ha lasciato queste parole: &#8220;<b><i>Penso che la società di oggi abbia bisogno di filosofia. Filosofia come spazio, luogo, metodo di riflessione, che può anche non avere un obiettivo concreto, come la scienza, che avanza per raggiungere nuovi obiettivi. Ci manca riflessione, abbiamo bisogno del lavoro di pensare, e mi sembra che, senza idee, non andiamo da nessuna parte</i></b>&#8220;.<br />
Ebbene, in Italia, le buone idee sembrano scarseggiare, e quelle poche che vengono fuori hanno sempre ben poca fortuna.<br />
Io credo che l&#8217;unica possibilità di riscossa che abbiamo, come popolo, ma anche come genere umano, sia che si diffonda sempre più la consapevolezza della nostra condizione, con i consequenziali comportamenti che ne dovrebbero derivare, come avvenne per i cittadini, intesi come massa indistinta, senza &#8220;capibastone&#8221; (o &#8220;colpevoli&#8221;) che il potere possa individuare e colpire, che Saramago ha raccontato in &#8220;Saggio sulla lucidità&#8221;.<br />
E certo, il destino è beffardo: nello stesso giorno della morte dell&#8217;autore di quel romanzo, il governo italiano rinnova la sua fiducia nel poliziotto De Gennaro, condannato in appello per istigazione alla falsa testimonianza, in quanto convinse l&#8217;ex questore di Genova ad &#8220;aggiustare&#8221; la sua testimonianza sul blitz nella scuola Diaz. il Ministro della Giustizia ha detto: &#8220;Ha servito lo Stato&#8221;.<br />
Se lo Stato ha bisogno di questi &#8220;servizi&#8221; &#8230;<br />
Almeno il Ministro della Giustizia di &#8220;Saggio sulla lucidità&#8221;, a un certo punto, ebbe un momento di &#8220;lucidità&#8221; e lasciò &#8220;la casta&#8221; e la sua gestione criminale della cosa pubblica.</p>
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<p>Sabato, 30 gennaio 2010</p>
<p><a href="http://pierluigi-santillo.blogspot.com/2010/01/2010-anno-della-diversita-della-vita-e.html" target="_blank">2010 anno della &#8220;diversità della vita&#8221; (e quindi della VITA stessa)</a></p>
<p>La biodiversità sulla Terra è in serio pericolo: occorrono da 1 a 4 milioni di anni perché una specie possa evolvere in due specie diverse, mentre una specie si estingue in 10.000 anni (ma con una tendenza alla riduzione) e, alle condizioni attuali, il tasso di estinzione è 1000 volte maggiore di quello che c&#8217;era prima della comparsa dell&#8217;uomo sulla terra.<br />
Soprattutto negli ultimi 100 anni la perdita di biodiversità ha avuto un progressivo e drammatico aumento, e, con questo ritmo, nel 2100 si saranno estinte dal 50 all&#8217;80 % delle specie attuali.<br />
Se si riduce la vita del pianeta, in proporzione, ad un anno solare, la data di comparsa dell&#8217;uomo &#8220;cadrebbe&#8221; il 31 dicembre, negli ultimi minuti delle ore 23 (il periodo che va da Dante ad oggi equivale a circa 4 secondi di questo intero anno).<br />
Eppure, l&#8217;uomo è riuscito a fare così tanti danni alla vita sul pianeta come nessun altro evento dei prima, con una drammatica accelerazione con l&#8217;inizio dell&#8217;era industriale: eccessivo aumento della popolazione, deforestazione, pesca ed agricoltura intensiva, specie aliene, cambiamenti climatici, introduzione nell&#8217;ambiente di sostanze di sintesi chimica ed altri inquinanti, &#8230;<br />
Abbiamo dunque un&#8217;enorme responsabilità e l&#8217;ineludibile dovere di porre un freno alla estinzione delle specie.<br />
Dal 1975 in poi, convenzioni internazionali e direttive europee hanno iniziato a porre l&#8217;attenzione su questa tematica imponendo le prime misure di tutela: istituzione di aree protette, salvaguardia dei corridoi ecologici, strumenti di pianificazione, campagne di sensibilizzazione, &#8230;<br />
La convenzione delle Nazioni Unite sulla biodiversità è del 1992 (Rio de Janeiro).<br />
Nel 2001 l&#8217;Unione Europea si era impegnata ad arrestare il declino della biodiversità entro il 2010, ma, solo nel 2006 ha adottato un piano d&#8217;azione in tal senso, e ancora oggi la consapevolezza del problema da parte dei cittadini è del tutto inadeguata. L&#8217;ignoranza, o l&#8217;indifferenza, rispetto a questo problema, ancora predominano.<br />
Dunque, dichiarando il 2010 anno della biodiversità, l&#8217;ONU ha voluto porre con forza l&#8217;attenzione delle nazioni e degli uomini sulla necessità di tutelare la bio-diversità per assicurare la vita sulla terra: <strong>i nostri approvvigionamenti alimentari e, quindi, la nostra stessa vita sono minacciati dalla perdita di biodiversità che noi stessi stiamo causando</strong>.<br />
Ora bisogna fare una scelta: considerare la biodiversità e l&#8217;habitat come BENI COMUNI, e non più come risorse da sfruttare economicamente, capitale da valorizzare.<br />
Lo spirito di sopravvivenza, come specie, e la responsabilità fra generazioni, una volta acquisita la consapevolezza della drammatica situazione in cui ci troviamo, deve portarci ad <strong>AGIRE</strong> per contribuire alla conservazione della biodiversità, conciliando l&#8217;economia con l&#8217;irrinunciabile protezione e conservazione dell&#8217;ambiente.<br />
(&#8230;)</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>Domenica 29 novembre 2009</p>
<h3><a href="http://pierluigi-santillo.blogspot.com/2009/11/introduzione-al-dibattito-emergenza-sul.html" target="_blank">Introduzione al dibattito “Emergenza sul Territorio e aggressione ai Beni Comuni”</a></h3>
<p>Siamo qui per discutere alcune emergenze che interessano il nostro territorio, alcune già ampiamente note in Valle Telesina, altre che forse ancora non sono percepite come tali, ma che potrebbero in futuro arrecare ulteriore pregiudizio alla salubrità dell’ambiente nel quale viviamo e alle risorse agricole, enogastronomiche e turistiche di cui ancora possiamo vantarci, e senza alcun vantaggio economico per i cittadini.<br />
Si tratta di problematiche apparentemente diverse, ma che hanno un filo che le lega tutte: si tratta, in ogni caso, di beni pubblici, cioè di tutti, che vengono svenduti per favorire gli interessi di pochi.<br />
Subdolamente ci parlano di libero mercato e liberalizzazioni, ma invece, quasi sempre, si tratta di privatizzazioni di servizi e beni essenziali in regime di monopolio, realizzate in modo da sabotare anche le “regole di mercato” che potrebbero garantire quanto meno una reale concorrenza.<br />
(&#8230;)</p>
<p>Eppure sembriamo poter accettare ogni cosa senza reagire, un po’ perché assuefatti e rassegnati, e un po’ perché il controllo dell’informazione è così capillare che ben poche sono le voci e le opinioni di dissenso che riescono a trapelare, immediatamente sommerse dalle rassicuranti repliche di chi ormai detiene tutti i poteri, tranne, per il momento, quello giudiziario. E qui torniamo al mio incubo: con le carceri che ormai debordano di “delinquenti” comuni, soprattutto tossicodipendenti, e la mancanza di risorse denunciate dallo stesso responsabile dei servizi, fra quanto tempo pensate che sarà data la possibilità ai privati di costruire carceri, certamente senza far mancare loro deroghe di ogni tipo ed incentivi? E le ipotesi di riforma della magistratura, in primis la separazione delle carriere fra P.M. e Magistrati Giudicanti, cosa credete che siano, se non l’avvio di una trasformazione in senso privatistico del ruolo di Giudice?<br />
Tuttavia gli enti locali, ed in particolare i comuni, possono opporsi a queste logiche, e rivendicare e concretizzare i loro spazi di autonomia.<br />
Perché ciò avvenga, però, è necessario che i cittadini incalzino i loro rappresentanti eletti. Intanto bisogna smetterla di disinteressarci dei nostri conti e di come vengono gestite le nostre risorse. Bisogna rifiutare le logiche clientelari e muoversi in associazione, come gruppi aperti, dove prevalga l’interesse collettivo e non quelli particolari.<br />
Certo ci sono da fronteggiare resistenze e diffidenze: tempo addietro, un amministratore del mio comune, rispetto alla richieste perché si avviasse una redazione partecipata del bilancio preventivo, e di sottoporre al controllo dei cittadini il bilancio consuntivo, così come si fa da anni in tante amministrazioni, italiane e non, reagì con le seguenti testuali parole, che poi mi sono state riferite: “vuol dare il potere al popolo!”.<br />
Ma quello di partecipare alle decisioni che ci riguardano è un nostro diritto, e non una richiesta eversiva, ed oggi sono disponibili tutti gli strumenti, culturali, legislativi e tecnologici per rendere effettivo questo diritto.<br />
Dunque, andiamo a prenderci quel potere di decidere, che, in democrazia, è nostro, è dei cittadini.<br />
Il nostro impegno civile, come abbiamo dimostrato con la vicenda VOCEM, anche se adesso dobbiamo ancora attendere l’esito dei ricorsi al TAR, ovviamente facendo sentire comunque la nostra voce agli Enti citati, è fondamentale per opporsi alle aggressioni che il nostro territorio sta subendo, per gli interessi di speculatori ed affaristi, che spesso non trovano nessun ostacolo dai nostri rappresentanti politici, per inadeguatezza, magari in buona fede, o per incapacità o, ancora, a volte, per complicità.<br />
Dobbiamo assumerci quindi la responsabilità, come cittadini, di vigilare, controllare, chiedere spazi di democrazia e partecipazione, fare proposte, rappresentare buoni esempi e pratiche virtuose e, quando ci è consentito, lavorare insieme alle amministrazioni per realizzare ogni tipo di iniziativa che vada nella direzione di perseguire l’interesse collettivo.<br />
E’ certo, purtroppo, e qui concludo, che gli spazi che i cittadini lasciano liberi dal loro controllo democratico, vengono immediatamente occupati da imprenditori, professionisti e associazioni di categoria, che vanno a negoziare all’interno delle istituzioni, con modalità lobbistiche, o per il tramite dei loro rappresentanti eletti, tutto ciò che possono: incarichi, affidamenti, finanziamenti, concessioni, …</p>
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<p>Giovedì, 26 novembre 2009</p>
<h3><a href="http://pierluigi-santillo.blogspot.com/2009/11/territori-da-difendere.html" target="_blank">TERRITORI DA DIFENDERE</a></h3>
<p><strong>La partecipazione attiva di tanti cittadini alla vita democratica e la capacità che avremo in futuro di influenzare, in nome del bene comune, le decisioni della politica, sono ormai la nostra unica speranza.</strong></p>
<p align="center">Cittadini in Movimento – Laboratorio di cittadinanza attiva<br />
Comitati civici di San Salvatore Telesino e Guardia S. contro l&#8217;inceneritore<br />
Altrabenevento &#8211; Associazione per la città sostenibile contro il malaffare<br />
Benevento EcoSolidale – Comunità delle associazioni ambientaliste e solidali sannite<br />
Rete Arcobaleno – Associazioni per un’economia ecosolidale<br />
Coordinamento delle associazioni/comitati contro la centrale elettrica di Ponte Valentino<br />
LerkaMinerka – Naturalismo ed escursionismo<br />
Città di Eufemia – Nodo di economia solidale</p>
<p align="center">invitano a partecipare</p>
<p align="center">Sabato 28 novembre 2009ore 18.00 <strong>al dibattito pubblico:<br />
Emergenze sul territorio ed aggressione ai beni comuni<br />
</strong><em>Controllo dei cittadini sul governo degli Enti Locali, sull’uso delle risorse pubbliche e sulla gestione dei beni comuni</em></p>
<p style="text-align: center;">• Inceneritore di San Salvatore Telesino;<br />
• Centrale a turbogas “La Luminosa” a Ponte Valentino;<br />
• Rifiuti: discariche, raccolta differenziata e smaltimento;<br />
• Consumo di territorio e degrado del paesaggio;<br />
• Ecovicinanza, un paradigma contro il verticismo culturale, politico ed economico;<br />
• Privatizzazione dei servizi pubblici: il caso dell&#8217;acqua;<br />
• Presìdi sanitari e tutela della salute.</p>
<p>Modera Jusy Iuliano, giornalista di Media TV<br />
Telese Terme &#8211; Biblioteca Comunale &#8211; Piazza M.Teresa di Calcutta</p>
<p align="center">“<i>Come potete acquistare o vendere il cielo, il calore della terra? L&#8217;idea ci sembra strana. Se noi non possediamo la freschezza dell&#8217;aria,lo scintillio dell&#8217;acqua, come potete voi acquistarli? Ogni parte di questa terra è sacra per il mio popolo</i>&#8230;”<br />
Lettera del Gran Capo Seattle, Tribù Suwamish, a Franklin Pierce, Presidente degli Stati Uniti (1855)</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p><b>TESTAMENTO BIOLOGICO</b></p>
<p>Io sottoscritto, PIERLUIGI SANTILLO, nato a Rho (MI), il 9.02.1966,<br />
nella pienezza delle mie facoltà fisiche e mentali, dispongo quanto segue.<br />
Qualora fossi affetto:<br />
- da una malattia allo stadio terminale,<br />
- da una malattia o una lesione traumatica cerebrale invalidante e irreversibile,<br />
- da una malattia implicante l’utilizzo permanente di macchine o altri sistemi artificiali e tale da impedirmi una normale vita di relazione,<br />
non voglio più essere sottoposto ad alcun trattamento terapeutico.<br />
Nelle predette ipotesi:<br />
- qualora io soffra gravemente dispongo che si provveda ad opportuno trattamento analgesico pur<br />
consapevole che possa affrettare la fine della mia esistenza;<br />
- qualora non fossi più in grado di assumere cibo o bevande, rifiuto di essere sottoposto alla<br />
idratazione o alimentazione artificiale;<br />
- qualora io fossi anche affetto da malattie intercorrenti (come infezioni respiratorie ed urinarie,<br />
emorragie, disturbi cardiaci e renali) che potrebbero abbreviare la mia vita, rifiuto qualsiasi<br />
trattamento terapeutico attivo, in particolare antibiotici, trasfusioni, rianimazione cardiopolmonare, emodialisi.<br />
Sempre nelle predette ipotesi:<br />
Rifiuto qualsiasi forma di rianimazione o di continuazione dell’esistenza dipendente da macchine.<br />
Lo scopo principale di queste mie volontà è di salvaguardare la dignità della mia persona, riaffermando il mio diritto di scegliere fra le diverse possibilità di cura disponibili ed eventualmente anche rifiutarle tutte, diritto che deve essere garantito anche quando avessi perduto la mia possibilità di esprimermi in merito.<br />
E questo al fine di evitare l’applicazione di terapie che non avessero altro scopo di prolungare la mia esistenza in uno stato vegetativo o incosciente e di ritardare il sopravvenire della morte.<br />
Firmato: Pierluigi Santillo</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>LEGGI UMBERTO ECO: Perché ho il diritto di scegliere la mia morte.<br />
<a href="http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/cronaca/eluana-englaro-5/eluana-englaro-5/eluana-englaro-5.html" target="_blank">http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/cronaca/eluana-englaro-5/eluana-englaro-5/eluana-englaro-5.html</a></p>
<p><i>&#8220;C&#8217;era qualcosa di pacificante in quel rimettersi a una volontà superiore. Smettere di sentirsi padroni e artefici di ogni cosa. Si era fatto quello che si era potuto, adesso come vuole Dio facciamo. Non pretendiamo più di quanto non sia in nostra mano&#8221; &#8211; </i></p>
<p><i>Tratto da Il paese dei coppoloni, di Vinic</i><i>io Capossela,  pag. 32</i></p>
<p>&#8212;&#8211;<br />

<a href='https://www.artempori.it/artempori/2019/02/03/a-pierluigi-santillo-con-affetto-e-gratitudine/poster-mondo-migliore/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/02/Poster-mondo-migliore-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Poster mondo migliore" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2019/02/03/a-pierluigi-santillo-con-affetto-e-gratitudine/marcia-contro-luminosa/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/02/marcia-contro-luminosa-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="marcia contro luminosa" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2019/02/03/a-pierluigi-santillo-con-affetto-e-gratitudine/img-20180209-wa0012-1/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/02/IMG-20180209-WA0012-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG-20180209-WA0012 (1)" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2019/02/03/a-pierluigi-santillo-con-affetto-e-gratitudine/guerriero-sannita/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/02/Guerriero-sannita-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Guerriero sannita" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2019/02/03/a-pierluigi-santillo-con-affetto-e-gratitudine/foto-partita-inpdap/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2019/02/foto-partita-INPDAP-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="foto partita INPDAP" /></a>
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</p>
</div>
</div>
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		<title>Gli spettacoli popolari stanno al supermercato come il teatro sta al Carrefour</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2017/08/11/gli-spettacoli-popolari-stanno-al-supermercato-come-il-teatro-sta-al-carrefour/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Aug 2017 17:11:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[..Articoli Testata]]></category>
		<category><![CDATA[Alessio Masone]]></category>
		<category><![CDATA[assessorato alla cultura]]></category>
		<category><![CDATA[avere a cuore il mondo]]></category>
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		<category><![CDATA[stili di azione culturale]]></category>
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		<description><![CDATA[[di Alessio Masone] Molte polemiche per il video promo di Città Spettacolo 2017 girato all&#8217;interno di un supermercato in quanto la rassegna è destinata all&#8217;intera popolazione. Sicuramente qui non si configura una comunicazione responsabile, agevolando consumi poco etici, ma è ancora più preoccupante che le critiche sulla scelta scenografica del video vengano dai sostenitori di una [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_3915"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2013/09/poecivismo-logo-stili-di-azione-culturale.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-18269" alt="poecivismo-logo-stili-di-azione-culturale" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2013/09/poecivismo-logo-stili-di-azione-culturale.jpg" width="312" height="250" /></a>[di <a href="http://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/autori-di-artempori/alessio-masone-x-autori/" target="_blank">Alessio Masone</a>] Molte polemiche per il video promo di Città Spettacolo 2017 girato all&#8217;interno di un supermercato in quanto la rassegna è destinata all&#8217;intera popolazione.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_3936">Sicuramente qui non si configura una comunicazione responsabile, agevolando consumi poco etici, ma è ancora più preoccupante che le critiche sulla scelta scenografica del video vengano dai sostenitori di una Città Spettacolo che sia più impegnata ed elitaria.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_28734">.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_3957">Non risulta affatto che i fruitori di eventi colti poi evitino la grande distribuzione: semmai i fruitori di jazz e teatro, nel quotidiano, fruiscono, non dei supermercati noti per il risparmio, ma del Carrefour, &#8220;teatro&#8221; colto ed elitario dei consumi irresponsabili.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_3961">.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_3960">Gli attivisti dell&#8217;economia solidale, p&#8217;artigiani che contrastano i consumi seriali e delegati a danno del territorio e dell&#8217;ambiente, sono tolleranti con i consumatori che si rivolgono alla grande distribuzione se spinti dal risparmio monetario, viste le ristrettezze economiche a cui sono costretti.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_3963">.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_3965">Ma non si può essere comprensivi con chi, da benestante, frequenta il comparto elitario dei consumi e delle fruizioni: Carrefour, teatri, musei, musica colta (ma anche librerie di catena e online).</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_3969">.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_3968">Ogni epoca è caratterizzata dalle sue emergenze e dalla rivoluzione culturale che ne consegue. Non si può definire culturale quell&#8217;attività che poi non produce cambiamento, risultando complice di una crisi economica e climatica che colpisce il cittadino medio e i territori: spettacolo popolare o colto, resta solo intrattenimento se non mette in discussione il fruitore e il sistema. E&#8217; come parlare di sesso degli angeli mentre i turchi sono alle porte.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_3971">.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_3973">Non mi risulta che il cantante Enzo Savastano, per i suoi concerti, eviti i luoghi che utilizzano i bicchieri monouso in plastica (sostituendoli con quelli di cellulosa, cosiddetti di carta): ogni suo concerto forse resta intrattenimento fine a sé stesso, se è complice del cambiamento climatico.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31821">.</div>
<div id="yiv4677115295yqtfd38231">
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_4010">Se il modello di sviluppo che viviamo è collassato, la responsabilità è della classe dirigente e intellettuale, quella della cultura elitaria. Anzi ogni volta che ci esprimiamo a favore di artisti elitari stiamo diffondendo, come costo occulto in termini esperienziali, competizione ed esclusione, quelle stesse attitudini che ricadono a danno di migranti, individui svantaggiati e anche di piccoli esercizi commerciali che, se sopravvivessero, genererebbero economia territoriale e felicità diffusa.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_4009">.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_4012">Paradossalmente, se parliamo di stile di azione culturale, ci tocca ipotizzare che sia alquanto sostenibile lo stile di Renato Giordano (e dell&#8217;assessorato) nella progettazione della Città Spettacolo.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_4016">.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_4014">Con i rivolgimenti globali in corso abbiamo perso ogni coordinata: necessitiamo di nuovi parametri a cui appellarci evitando pregiudizi e approcci di parte.</div>
<div dir="ltr" id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_4019">In base ai parametri del &#8220;<a href="http://www.artempori.it/artempori/2013/09/27/poecivismo-stili-di-azione-culturale-responsabili/" target="_blank">PoeCivismo, stili di azione culturale responsabili</a>&#8221; (pubblicati nel libro di Carmela Longo, <a href="http://www.artempori.it/artempori/2013/08/04/avere-a-cuore-il-mondo-il-libro-di-carmela-longo-dalla-psicologia-individuale-al-bene-comune/" target="_blank">&#8220;Avere a cuore il mondo. </a><i id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502445831281_13777"><a href="http://www.artempori.it/artempori/2013/08/04/avere-a-cuore-il-mondo-il-libro-di-carmela-longo-dalla-psicologia-individuale-al-bene-comune/" target="_blank">Prendersi cura di sé, degli altri, del bene comune&#8221;</a>, edizioni La Meridiana, 2013)</i>, bisogna ammettere che la Città Spettacolo del 2017, nei confronti di altre rassegne calata dall&#8217;alto, sia avanti in termini di inclusione, di incentivo all&#8217;economia territoriale, di felicità diffusa, di sostenibilità ambientale.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_4033">.<br clear="none" />Mentre gli intellettuali sanniti sono ancora fermi alla qualità del contenuto, bisognerebbe puntare ai metodi, agli stili con cui si veicolano i contenuti: in termini di cambiamento, il fruitore di un&#8217;opera recepisce soprattutto &#8220;l&#8217;esperienza&#8221; tramite cui si interfaccia ad essa.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_4035">.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_4038">Si parla di &#8220;turismo esperienziale&#8221;: visto il tema devo specificare che non si tratta di un mio neologismo ma di un recente articolo de &#8220;L&#8217;inkiesta (<a href="http://www.linkiesta.it/it/article/2017/07/20/filosofia-borghi-abbandonati-e-programmi-dautore-ecco-la-guida-allesta/34964/" target="_blank">Filosofia, borghi abbandonati e programmi d’autore: ecco la guida all’estate dei festival impegnati</a>).<a id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502296445266_4040" href="http://www.linkiesta.it/it/article/2017/07/20/filosofia-borghi-abbandonati-e-programmi-dautore-ecco-la-guida-allesta/34964/" target="_blank" rel="nofollow" shape="rect"><br />
</a></div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31712">.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31706">L&#8217;articolo prende in considerazione le manifestazioni culturali delle aree interne dove il fruitore è più attivo ed è coinvolto nell&#8217;utilizzo di stoviglie biodegradabili visto che la plastica monouso è qui bandita.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31710">.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31709">Tornando a Benevento e alla sua rassegna, Giordano è avanti in quattro punti, secondo i parametri del PoeCivismo.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31711">Primo. Il suo metodo è inclusivo dei gusti dell&#8217;intera popolazione nella scelta degli spettacoli.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31716">Secondo. Rende centrale il cibo e l&#8217;indotto economico a favore degli esercenti locali: questo è atto politico, una scelta culturale forte, stante l&#8217;attuale crisi economica. Sulle sovranità alimentari, sulla responsabile filiera agroalimentare e sull&#8217;economia fisica (territoriale) si combatte il terzo  conflitto globale: noi siamo in guerra per opporre resistenza al nazismo economico che ci sta portando in un genocidio silenzioso perché  attuato con armi finanziarie, non con le armi convenzionali.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31778">Terzo. L&#8217;inclusione economica del vicino di casa (i piccoli esercenti) e l&#8217;aggregazione, che scaturiscono dal comparto cibo, innescano coesione territoriale e felicità diffusa. Quello che appare volgare agli intellettuali, è il cibo che rende centrale la figura del fruitore a scapito dell&#8217;artista. Questo nuovo baricentro tra fruitore e opera è sintomatico della rivoluzione culturale del XXI secolo, un&#8217;esperienzialità diffusa che si fenomenizza come cittadinanza artistica ed economica non delegata.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31863">Quarto. Almeno nell&#8217;edizione 2016 di Città Spettacolo, gli esercizi commerciali coinvolti durante la rassegna erano tenuti (almeno in teoria) a utilizzare bicchieri e piatti di carta, quindi biodegradabili.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31875">.</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31874">Certo, se si vogliono approfondire i fermenti che stanno portando verso una riformulazione dei metodi degli eventi culturali, si frequentino a Benevento le attività dal basso proposte dal GASb Arcobaleno, Circolo Bukó, Janara Squat, Lerka Minerka e Banda del Bukò.<br clear="none" />.<br clear="none" /></p>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_32023">Alessio Masone</p>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31874">
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_32028">Biolibraio indipendente<br />
Attivista di economia solidale</div>
</div>
</div>
<div dir="ltr" id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_32025">Cofondatore di Art&#8217;Empori, movimento di fruitori responsabili ed esperienziali</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_32028">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</div>
</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31879"></div>
<blockquote>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31882">Dove sono quegli uomini colti che, durante la fruizione di un libro o di un film sulla shoah, si dimostrano contro il male gratuito, ma solo con il senno di poi, quando i danni sono ormai irreparabili, quando tutto è acclarato?</div>
<div id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31957">Verranno fuori quegli intellettuali, anche questa volta, col senno di poi, quando tutto sarà irreparabile, quando anche le persone più insipienti avranno coscienza della distruzione dei beni primari di una popolazione?&#8221; <br clear="none" />Alessio Masone</div>
</blockquote>
<div dir="ltr" id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31957">(dal libro di Carmela Longo, &#8220;<a href="http://http://www.artempori.it/artempori/2013/08/04/avere-a-cuore-il-mondo-il-libro-di-carmela-longo-dalla-psicologia-individuale-al-bene-comune/" target="_blank">Avere a cuore il mondo. </a><i id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502445831281_13777"><a href="http://http://www.artempori.it/artempori/2013/08/04/avere-a-cuore-il-mondo-il-libro-di-carmela-longo-dalla-psicologia-individuale-al-bene-comune/" target="_blank">Prendersi cura di sé, degli altri, del bene comune</a>&#8220;, edizioni La Meridiana, 2013)</i></div>
<div dir="ltr" id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502445831281_13778"><i id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502445831281_13779">&#8212;-</i></div>
<div dir="ltr" id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502368272262_31962"><span id="yiv4677115295yui_3_16_0_ym19_1_1502445831281_13953" style="color: #454545;">I metodi del &#8220;PoeCivismo. Stili di azione culturale responsabili&#8221; sono stati pubblicati nel libro </span>di Carmela Longo, &#8220;<a href="http://http//www.artempori.it/artempori/2013/08/04/avere-a-cuore-il-mondo-il-libro-di-carmela-longo-dalla-psicologia-individuale-al-bene-comune/" target="_blank">Avere a cuore il mondo. </a><i><i><a href="http://http//www.artempori.it/artempori/2013/08/04/avere-a-cuore-il-mondo-il-libro-di-carmela-longo-dalla-psicologia-individuale-al-bene-comune/" target="_blank">Prendersi cura di sé, degli altri, del bene comune</a><a href="&quot;Avere a cuore il mondo. Prendersi cura di sé, degli altri, del bene comune&quot;, edizioni La Meridiana, 2013)" target="_blank">&#8220;</a>, edizioni La Meridiana, 2013</i></i></div>
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<div dir="ltr"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2013/09/poecivismo-stili-di-azione-culturale-1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-18264" alt="poecivismo-stili-di-azione-culturale-1" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2013/09/poecivismo-stili-di-azione-culturale-1.jpg" width="756" height="1054" /></a></div>
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<div dir="ltr"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2013/09/poecivismo-stili-di-azione-culturale-2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-18265" alt="poecivismo-stili-di-azione-culturale-2" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2013/09/poecivismo-stili-di-azione-culturale-2.jpg" width="756" height="1063" /></a></div>
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		<title>Il Re è nudo. Collusioni e cecità collettive contro l’anima del mondo</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Feb 2017 15:41:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[[di Carmela Longo] Ho conosciuto Serdar in un convegno internazionale di Psicologia di Comunità, a Napoli, nel 2013. Mi colpirono la chiarezza e la estrema forza delle sue parole, le più nette in quel convegno. “Psicologi, chiedetevi se state lavorando per cose serie. Chiedetevi perché vi danno certi fondi di ricerca e non altri”. Mi domandai [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/02/libro-rosso-jung.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18243" alt="libro-rosso-jung" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2017/02/libro-rosso-jung-300x300.jpg" width="300" height="300" /></a>[di <a title="Carmela Longo" href="http://www.artempori.it/artempori/category/autori-x/carmela-longo/" target="_blank">Carmela Longo</a>] Ho conosciuto Serdar in un convegno internazionale di Psicologia di Comunità, a Napoli, nel 2013. Mi colpirono la chiarezza e la estrema forza delle sue parole, le più nette in quel convegno. “<i>Psicologi, chiedetevi se state lavorando per cose serie. Chiedetevi perché vi danno certi fondi di ricerca e non altri</i>”. Mi domandai come mai le parole più forti fossero le sue. E ancora le leggo e le rileggo come un monito: “<i>L’invasione dell’Iraq mi ha aiutato a riconoscere la compiacenza della psicologia. Quando ho appreso che durante l’invasione dell’Iraq venivano utilizzate le bombe al napalm, ho esaminato la storia del napalm ed ho imparato che la psicologia ha ignorato completamente le armi al napalm. Il mondo conosceva le sofferenze che queste armi provocano, ma gli psicologi non erano interessati a ciò”. (…) </i>“<i>Gli psicologi devono prendere la pace sul serio per il bene della loro stessa professione e per il bene comune</i>” (da un articolo di Serdar Degirmencioglu su Peace Reports, ottobre 2016)</p>
<p>La mente va da sola al <i>qui ed ora</i>.</p>
<p>Siamo in una società “<i>sciacquettata</i>”, obnubilati da una quotidianità che sembra “<i>normale</i>”. L’indignazione appare e scompare a tratti, in occasioni trucide o scivoloni politici dell’incapace di turno. Siamo dei passionari noi: andiamo a tutte le sfilate, ci piacciono molto quelle ambientali, e contemporaneamente strizziamo l’occhio al politico che è favorevole agli inceneritori o suggerisce non meglio definite “<i>fritture di pesce</i>”. Ma tant’è. Il tal dei tali può trovare i fondi per <i>quella</i> legge, può favorire <i>quella</i>  categoria, per cui, baldanzosi e lesti, rischiamo di svendere le cose in cui  crediamo. Perché ci crediamo.</p>
<p>Noi psicologi, in particolar modo, crediamo fermamente nelle buone relazioni, nella colleganza,  nella pace e soprattutto nei diritti.</p>
<p>Certo che ci crediamo.</p>
<p>Il <i>gruppo Jung Italia</i> su internet e su fb, debitamente da me sollecitato, con dettagliate motivazioni, circa un anno e mezzo fa a non servirsi più del circuito Amazon per la vendita dei libri, risponde con un ironico “<i>Anzi, stiamo rafforzando la partnership</i>”. I miei post al riguardo non vengono inseriti.</p>
<p>Voi tutti sapete delle condizioni disumane in cui si trovano i lavoratori di Amazon. Carl Gustav Jung ha mai detto “occupatevi solo dell’interiorità e lasciate perdere tutto il resto”? Certo che no.  Anzi, tra i suoi scritti troviamo queste chiarissime parole: “<i>La nostra </i><a href="http://www.frasicelebri.it/frasi-celebri/psiche/?utm_source=internal&amp;utm_medium=link&amp;utm_campaign=phrase_snippet_term"><i>psiche</i></a><i> è costituita in </i><a href="http://www.frasicelebri.it/frasi-celebri/armonia/?utm_source=internal&amp;utm_medium=link&amp;utm_campaign=phrase_snippet_term"><i>armonia</i></a><i> con la </i><a href="http://www.frasicelebri.it/frasi-celebri/struttura/?utm_source=internal&amp;utm_medium=link&amp;utm_campaign=phrase_snippet_term"><i>struttura</i></a><i> dell’</i><a href="http://www.frasicelebri.it/frasi-celebri/universo/?utm_source=internal&amp;utm_medium=link&amp;utm_campaign=phrase_snippet_term"><i>universo</i></a><i>, e ciò che accade nel macrocosmo accade egualmente negli infinitesimi e più soggettivi recessi dell’</i><a href="http://www.frasicelebri.it/frasi-celebri/anima/?utm_source=internal&amp;utm_medium=link&amp;utm_campaign=phrase_snippet_term"><i>anima</i></a>.”</p>
<p>Possiamo coltivare meravigliose fantasie o teorie sulla nostra interiorità e non impegnarci per il degrado fisico e morale che è fuori di noi?</p>
<p>Sono discorsi che ci competono come psicologi <i>tutti</i> o competono solo alla psicologia di comunità? Riguardano anche gli psicologi che si occupano di psicoterapia individuale?</p>
<p><b>Si. Riguardano tutti gli psicologi</b>, a prescindere dal ramo e dall’orientamento teorico nel quale poi si va ad operare.</p>
<p>A prescindere dal fatto che abbiamo una formazione sistemica o no, <i>dobbiamo avere una visione sistemica</i> e non parcellizzata.</p>
<p>Perché?</p>
<p><b>Perché non possiamo conoscere tutto dell’albero,  e poi non sapere nulla del bosco.</b></p>
<p>Per smetterla di scollegare le nostre scelte e le nostre azioni dall’impatto che tali scelte e tali azioni hanno sul mondo vicino a noi e lontano da noi.</p>
<p>Tocca dunque anche agli psicologi occuparsi di come questa economia violenta crei ingiustizie strutturali nel sistema, sia distruttrice di diritti umani, delle risorse ambientali, energetiche, biodiverse e degli equilibri climatici.</p>
<p>Tocca anche agli psicologi sensibilizzare a un diverso stile di vita che vada verso la sobrietà e la decrescita.</p>
<p>Tocca anche agli psicologi interrogarsi sulla necessità di modificare le politiche per l’alimentazione, implementando inoltre pratiche di rispetto per gli animali.</p>
<p>Tocca anche agli psicologi conoscere e osteggiare i trattati di libero scambio e di libero mercato. (<i>Il libero mercato è come avere una libera volpe in un libero pollaio</i>, dice l’economista Latouche).</p>
<p>Tocca anche agli psicologi sapere che nell’economia violenta che abbiamo creato, decisioni su opere ad alto impatto ambientale vengono spesso imposte ai popoli e alle comunità.</p>
<p>A casa nostra, nel fiorente Sannio, quanti di noi conoscono le lotte e l’impegno di un gruppo di persone contro l’eolico selvaggio? E dei gruppi e comitati contro gli inceneritori, contro le discariche, per l’acqua pubblica?</p>
<p>Se ci interessiamo anche di queste cose, siamo ancora psicologi o siamo attivisti? La questione così posta,  di lana caprina, ha del surreale.  Compete a tutti essere bravi cittadini, interessarsi del bene comune e lavorare per esso, anche, e ancor di più, se siamo psicologi.</p>
<p>Tocca pure agli psicologi sapere che per questo anno l’esborso complessivo per le armi in Italia viene stimato in 23 miliardi e 400 milioni, ossia 64 milioni di euro al giorno.</p>
<p>Scuola, sanità e welfare, le briciole.</p>
<p>Tocca pure agli psicologi sapere che a novembre 2016 a Benevento decine di attivisti del comitato campano di solidarietà con il Kurdistan hanno occupato a scopo dimostrativo l’azienda AgustaWestland, una società del gruppo Leonardo-Finmeccanica e quindi controllata del governo italiano che vende da anni gli elicotteri militari, i micidiali T129, alla Turchia.</p>
<p>E qui si pone, stridente, il problema delle BANCHE ARMATE<b>,</b> a cominciare da quelle dove noi abbiamo i nostri risparmi, a quelle che abbiamo come ordini professionali, a quelle tramite le quali gli studenti pagano le loro tasse universitarie, agli istituti bancari ai quali ci appoggiamo quando facciamo i convegni. A titolo esemplificativo, per es., al Convegno di settembre 2016 a Roma su “Trauma, Relazioni e Compassione”, la banca di riferimento figura tra le banche armate.</p>
<p>In quel convegno si parlò tantissimo di guerre.</p>
<p><i>Se ne parlò</i>.</p>
<p>Società “<i>sciacquettata</i>”.</p>
<p>Ci sta bene che la Turchia faccia il buttafuori dell’Europa, chiudendo la rotta Turchia-Grecia. Questo piccolo “accorgimento” chiesto da Bruxelles alla Turchia di Erdogan, in cambio di ben 6 miliardi di euro (in due tranche da 3 miliardi) produrrà oltre 800 mila arrivi in meno (da Open Migration, dicembre 2016). L’assedio sarà meno veemente e noi potremmo dormire sogni tranquilli.</p>
<p>Tocca anche agli psicologi sapere che l’Italia ha la maglia nera in Europa per la condizione degli istituti carcerari. Sovraffollamento, detenuti in prevalenza stranieri e tossicodipendenti.</p>
<p>Tolleriamo anche che vi siano gli Istituti Penali per Minori. Siamo una società che non sa far altro che punire anziché prevenire e lavorare sulle proprie inadempienze.</p>
<p>Dei reati finanziari che non hanno in Italia la giusta pena, e che contribuiscono a creare violenza strutturale del sistema, di questi reati, gli psicologi sono tenuti a essere a conoscenza o no?</p>
<p>In Italia non esiste il reato di tortura, questo è il paese dove se un ragazzo muore pestato in carcere avrà grandi difficoltà a vedere condannati i colpevoli, è il paese dove se dici che la TAV si deve boicottare ti fanno un processo, è il paese dove se arriva il Primo ministro in una tranquilla cittadina di provincia come Benevento bisogna stare attenti a non uscirsene con la testa fracassata.</p>
<p>L’Italia è il paese dove la libertà di stampa è al 77° posto (RAPPORTO REPORTER SENZA FRONTIERE 2016<b>): </b>più in basso del <strong>Nicaragua</strong>, più giù della <strong>Moldavia </strong>e più ancora dell’<strong>Armenia</strong><b>.</b></p>
<p>Inoltre, tocca anche a noi conoscere che non tutto ciò che è volontariato è bello e buono, e non tutto ciò che è beneficenza è amabile? Quanti eventi di raccolta fondi vengono organizzati, anche da roboanti associazioni legate a lobby massoniche, e che non fanno altro che riproporre lo status quo e lo stesso meccanismo perverso che mantiene le disparità? Che valore ha un volontariato che organizza cene di beneficenza in pelliccia, e che non solleciti anche a cambiare lo stile di vita nella direzione di una maggiore sobrietà?</p>
<p>“<i>Tutto il degrado che è fuori nell’ambiente è anche dentro di noi, nella nostra anima collettiva. Il risveglio di una coscienza antica legata alla nostra terra è la condizione essenziale per un cambiamento reale per garantire la nostra salute e il futuro delle nuove generazioni</i>”: questo il titolo di una conferenza che i colleghi psicologi di Carinaro hanno voluto scegliere come evento alla Settimana del Benessere Psicologico 2016. Quali parole più vere….</p>
<p><i>La psicologia non può essere il fine</i>. Può e deve essere <i>uno dei mezzi possibili</i> per migliorare come umanità.</p>
<p><i>Il fine è che possiamo stare meglio tutti</i>, che cessino le disuguaglianze e la violenza strutturale, il depredamento di risorse, lo stupro della Terra,  la crudeltà verso umani e animali.</p>
<p><i>Il fine è che possiamo avviarci verso un salto di qualità epocale</i>.</p>
<p>E dunque, non è più ben chiaro di quale assedio stiamo parlando, se, come dice Serdar, è proprio la mente che può essere sotto assedio.</p>
<p>La mente, le azioni, le intenzioni. La <i>vista.</i></p>
<p>Nella fiaba danese “<i>I vestiti nuovi dell’imperatore</i>”, il re, stolto e vanesio, sfila tra la folla con addosso <i>nulla</i>, dopo essersi convinto di avere, altresì, un bellissimo abito cangiante, così come gli era stato detto dai suoi sarti. Nessuno ha il coraggio di rilevare la completa nudità di quel sovrano ignorante, per cui tutti lo omaggiano e lo compiacciono, tessendo le lodi di un abito che non c’è. Il teatrino ipocrita è spezzato da un bimbo che, sgranando gli occhi, grida, solo, in mezzo alla massa adulante, “<i>Ma il Re è nudo</i>!”.</p>
<p>Ricordiamoci queste parole e agiamo di conseguenza.</p>
<p>Il Re è nudo.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il libro Cum munus. Quando i cervelli sono in onda</title>
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		<pubDate>Tue, 13 May 2014 16:22:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[[di Tullia Bartolini] Un libro è sempre un dono, in qualche modo. Felicità è donarsi, scriveva Claudio Risè, titolando così un suo bel libro. &#8216;Cum munus&#8217; è il titolo di una collectanea di scritti cui hanno dato vita donne impegnate nel sociale: insegnanti, consuellor, psicologhe. Un testo che mi è piaciuto leggere e pure presentare, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/04/cum-munus-cervelli-in-onda.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-12017" alt="cum munus cervelli in onda" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/04/cum-munus-cervelli-in-onda-214x300.jpg" width="214" height="300" /></a>[di Tullia Bartolini] Un libro è sempre un dono, in qualche modo. Felicità è donarsi, scriveva Claudio Risè, titolando così un suo bel libro. &#8216;Cum munus&#8217; è il titolo di una collectanea di scritti cui hanno dato vita donne impegnate nel sociale: insegnanti, consuellor, psicologhe. Un testo che mi è piaciuto leggere e pure presentare, tra le suggestive mura dell&#8217;Abazia di San Salvatore Telesino, nei giorni scorsi.</p>
<div style="text-align: justify;"></div>
<p style="text-align: justify;">Il testo parla di relazione e alterità; e del modo di accorciare le distanze, armonizzando le differenze. &#8216;Cervelli in onda&#8217; è un movimento apartitico che, nella Valle Telesina, si occupa di disagio sociale e individuale. Belle menti e belle persone che ho avuto modo di conoscere personalmente. Penso a Luisa Palumbo e al suo &#8216;viaggio&#8217;nella comunicazione. Il suo intervento è incentrato sull&#8217;altro, inteso come specchio, tanto per citare Gurdjieff: diventiamo le parole che ascoltiamo. In definitiva, <i>l&#8217;altro siamo noi</i>, ci piaccia o no. Dunque, ogni effrazione dell&#8217;altro è sempre effrazione di sè.</p>
<div style="text-align: justify;"></div>
<p style="text-align: justify;">Penso a Gianna Volpe e alla sua ecologia del profondo. La natura ha qualcosa da insegnarci, qualcosa di importante che ci ostiniamo a dimenticare, presi dal nostro tempo &#8216;liquido&#8217;. &#8216;Abbracciare un albero, di tanto in tanto, fa bene all&#8217;anima&#8217;, scrive Gianna. E, ancora, val la pena ricordare il resoconto dell&#8217;esperienza nella clown terapia di Carmela D&#8217;Antonio che, all&#8217;incontro in Abazia, ha deliziato il pubblico con la sua ironia. E pure il teaching in progress di Nella Napolitano; le parole di suor Raffaela Letizia, che si occupa di anziani da sempre, fautrice di una terza età da riscoprire nella sua interezza e ricchezza. Nell&#8217;opera, poi, Gaetana Iannelli racconta l&#8217; approccio corporeo con la malattia e la vecchiaia; e, scorrendo le pagine fitte, ci imbatteremo nelle donne di Concetta Gallo, vittime di una violenza che chiamano amore.</p>
<p style="text-align: justify;">Penso alle pagine di Carmela Longo, che da anni scrive &#8211; e si occupa &#8211; di bene comune: ai suoi &#8216;incontri possibili&#8217; a dispetto di droghe e dipendenze. Come il gioco d&#8217;azzardo, di cui ci parla Elisa Liberti. E penso, ancora, alle tecniche di counseling integrato nella professione educativa: una sperimentazione nell’istituto penale minorile di Airola di cui ci racconta Rosa Vieni. Questo &#8220;Cum munus&#8221; è, insomma, un libro basato su fatti e dati esperenziali: perciò val la pena leggerlo. In questa logica di contribuzione al bene comune, tutti i cittadini costituiscono una risorsa unica e irripetibile. E dunque utile mettere in rete le risorse, fare della propria esperienza una sorta di laboratorio permanente,basato sul confronto e sul dialogo. &#8220;Bisogna avere l’umiltà di riconoscersi &#8216;parte di un tutto&#8217;, senza protagonismi&#8221;, è scritto nell&#8217;esergo iniziale all&#8217;opera. Questa interconnessione, assieme alla passione, sono il filo conduttore del libro, che merita tutto il nostro plauso.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8212;</p>
<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/05/parco-grassano-san-salvatore-t..jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-12229" alt="parco grassano san salvatore t." src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/05/parco-grassano-san-salvatore-t.-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a>La foto in evidenza è del Parco del Grassano di San Salvatore Telesino (BN).</em></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cum munus, libro dei Cervelli in onda. Presentazione 3 maggio. Abazia di San Salvatore T. Coerenze:16/20</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2014/04/29/cum-munus-libro-dei-cervelli-in-onda-presentazione-3-maggio-abazia-di-san-salvatore-t-coerenze1620/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Apr 2014 19:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Presso l&#8217;Abazia di San Salvatore Telesino, alle 19.30, sabato 3 maggio si presenta il libro CUM MUNUS. RELAZIONE, ALTERITA&#8217;, DONO. Tullia Bartolini modera l&#8217;incontro con i Cervelli in onda, autori di questa pubblicazione collettanea. Gli argomenti trattati nel libro: - Il viaggio della vita: la comunicazione e le sue tecniche di Luisa Palumbo - Cambiare in verde di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><b><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/04/cum-munus-cervelli-in-onda.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-12017" alt="cum munus cervelli in onda" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/04/cum-munus-cervelli-in-onda-214x300.jpg" width="214" height="300" /></a></b>Presso l&#8217;Abazia di San Salvatore Telesino, alle 19.30, sabato 3 maggio si presenta il libro CUM MUNUS. RELAZIONE, ALTERITA&#8217;, DONO. Tullia Bartolini modera l&#8217;incontro con i Cervelli in onda, autori di questa pubblicazione collettanea.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli argomenti trattati nel libro:<br />
- <strong>Il viaggio della vita: la comunicazione e le sue tecniche</strong> di Luisa Palumbo<br />
- <strong>Cambiare in verde</strong> di Gianna Volpe<br />
- <strong>La clown terapia: una rivoluzione di universi possibili</strong> di Carmela D’antonio<br />
- <strong>Teaching in progress. Non solo leggere, scrivere e far di conto</strong> di Nella Napolitano<br />
- <strong>Dalla parte degli anziani</strong> di Raffaela Letizia<br />
- <strong>L’ approccio corporeo</strong> di Gaetana Iannelli<br />
- <strong>Illusioni… d’amore: il lavoro con le donne vittime di violenza di genere</strong> di Concetta Gallo<br />
- <strong>Né alcol né droghe: una storia d’altri incontri possibili</strong> di Carmela Longo<br />
- <strong>Abitare il cambiamento: del gioco d’azzardo&#8230; di tutto un po’</strong> di Elisa Liberti<br />
- <strong>Le tecniche del counseling integrato nella professione educativa: una sperimentazione nell’istituto penale minorile di Airola</strong> di Rosa Vieni.</p>
<p style="text-align: justify;">Cervelli in onda è il nome, volutamente fantasioso, di un movimento di persone che intendono mettersi in rete per progettare<br />
percorsi di collaborazione e integrazione tra più professionalità e competenze, oltre che tra singoli e tra associazioni, sorto dal desiderio di trovare modi per stanare il diffuso disagio individuale e sociale sommerso.<br />
Tale gruppo è rigorosamente apartitico ed è nato nella Valle Telesina nell’ambito del volontariato e dell’impegno civico, frutto dell’esigenza di conoscersi, riconoscersi e creare rete, per fare proposte fattive sul territorio, senza dunque delegare tutto il lavoro sociale ai professionisti del settore. Ogni persona anche nel proprio piccolo fa volontariato ogni qual volta dà parte di sé (del proprio tempo, delle proprie risorse e capacità) in maniera spontanea e gratuita, secondo un orientamento solidaristico e volto alla tutela del bene comune.<br />
In questa logica tutti i cittadini costituiscono una risorsa unica e irripetibile del nostro territorio: vogliamo mettere in rete queste risorse, in una sorta di laboratorio permanente, in cui alla base ci siano princìpi quali l’accoglienza di ogni persona e/o associazione, la gratuità, il confronto e il dialogo basato sulla non violenza, l’umiltà di riconoscersi “parte di un tutto”, senza protagonismi, l’impegno costante per la tutela dell’ambiente, fisico e sociale in cui viviamo (&#8230;).</p>
<p style="text-align: justify;">—</p>
<div dir="ltr" align="left">SEGUONO I <a href="http://www.artempori.it/artempori/2013/09/27/metodi-responsabili-per-la-fruizione-di-iniziative-socio-culturali/" target="_blank"><strong>METODI RESPONSABILI</strong></a> CON CUI ART’EMPORI HA VAGLIATO L’EVENTO<br />
Chi è interessato può comunicarci eventuali modifiche da apportare alla seguente ipotesi.</div>
<div dir="ltr" align="left">_____________________________________________________________</p>
<table width="690" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td rowspan="2" width="500" height="264"><em><strong>PoeCivismo.</strong><br />
<strong>Metodi responsabili<br />
per la fruizione di iniziative socio-culturali</strong><br />
Questi Metodi agevolano PRATICHE<br />
capaci di inclusione e cittadinanza non delegata.<br />
Ogni iniziativa, infatti, a prescindere dall’encomiabile<br />
tema trattato, paradossalmente rischia di utilizzare<br />
un metodo escludente e delegato che è incoerente<br />
con qualsiasi processo culturale che voglia creare reale<br />
consapevolezza e capacità di azione partecipata dal cittadino.<br />
.<br />
Non conta l’eccellenza di un’opera, di una teoria o di un evento,<br />
ma cosa ne fa il fruitore, portandola in prima persona nel mondo.<br />
</em><em>.<br />
Ogni fruitore, nell’approcciarsi esperienzialmente all’evento,<br />
può considerare i criteri che ritiene utili<br />
</em><em>e può anche creare altri criteri adatti al proprio percorso.<br />
</em><em>_____________________________________________</em></td>
<td width="20"></td>
<td colspan="2" width="170">Cum munus, libro dei Cervelli in onda. Presentazione 3 maggio. Abazia di San Salvatore T.</td>
</tr>
<tr>
<td width="20" height="131"><em> 16<strong>/20</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong>TOTALE</strong></em><br />
<b>COERENZE</b><br />
<em><strong>rilevate</strong></em><br />
<em><strong>con i Metodi </strong></em><br />
<em><strong>responsabili<br />
________</strong></em></td>
<td width="54"><em><strong> </strong></em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="150"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UNA RESISTENZA ECONOMICA TERRITORIALE</em><br />
<em>E UNA REDISTRIBUZIONE DEI REDDITI</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative culturali che, a prescindere<br />
dal tema, promuovono anche l’attitudine a contrastare<br />
la crisi economica che colpisce il cittadino medio e i territori </strong><br />
Ogni iniziativa dovrebbe considerare il bisogno di giustizia sociale<br />
di questa epoca in cui i redditi si stanno spostando dal cittadino<br />
medio ai milionari.<br />
_____________________________________________</em></td>
<td width="20"><em> <strong><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong><strong>_________</strong><br />
1. Tutela </strong></em><br />
<em><strong>economica </strong></em><br />
<em><strong>del cittadino </strong></em><br />
<em><strong>e<br />
del territorio<br />
_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="126"><em>PER UN’IDENTITA’ TERRITORIALE</em><br />
<em>E UNA COESIONE SOCIALE</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative culturali che, a prescindere<br />
dal tema, promuovono anche l’identità del territorio<br />
e la coesione sociale che ne deriverebbe</strong><br />
Queste iniziative, in quanto di visibilità pubblica, dovrebbero<br />
considerare la vocazione territoriale e le specificità del luogo<br />
da tutelare come opportunità di identità e di reddito.<br />
_____________________________________________<br />
</em></td>
<td width="20"><em> </em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong>2. Tutela<br />
identitaria<br />
del territorio</strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><em> </em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="123"><em>PER UNA RESPONSABILITA’ SOCIALE CORTA</em><br />
<em>E NON DELEGATA</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative realizzate da associazioni locali<br />
o dai residenti, senza la partecipazione e i fondi<br />
degli enti pubblici</strong><br />
<em>Quando l’iniziativa non è calata dall’alto ma realizzata<br />
in prima persona dai residenti diventa opportunità per<br />
una coesione territoriale e una cittadinanza non delegata<br />
in tutti gli aspetti della vita collettiva.<br />
</em>Se l’iniziativa è realizzata senza i fondi pubblici contiene<br />
meno costi occulti: non pesa sulla collettività;<br />
non partecipa a un modello di sviluppo assistenzialista<br />
e delegato; non si agevola il clientelismo politico;<br />
non è complice dei costi pubblici che, gravando<br />
sull’economia reale, causano la crisi economica<br />
</em><em>a danno dei cittadini e dei territori. </em></td>
<td width="20"><em> <strong><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong>3. Senza<br />
enti pubblici</strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="177"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’INCLUSIONE DEI LUOGHI</em><br />
<em>CHE ANIMANO IL TERRITORIO</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che, realizzate presso le sedi</strong><br />
<strong>di associazioni e di aziende indipendenti, evitando<br />
i non luoghi </strong><strong>delle sedi istituzionali, si contaminano<br />
dei progetti </strong><strong>e delle persone del territorio</strong><br />
Quando l’iniziativa è realizzata in sedi istituzionali, oltre a gravare<br />
sulla collettività, rischia di proporsi unilateralmente in quanto<br />
non si contamina delle persone e dei progetti che animano<br />
il luogo ospitante.<br />
</em></td>
<td width="20"><em> NO<strong><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong>4. Presso<br />
sedi</strong><br />
<strong>non<br />
istituzionali</strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="130"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’ATTITUDINE ALL’INCLUSIONE</em><br />
<em>E PER DISINCENTIVARE IL FAMILISMO</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che, promosse da un’associazione,</strong><br />
<strong>coinvolgono nell’organizzazione le altre associazioni<br />
del territorio </strong><strong>e i residenti locali</strong><br />
Spesso, nelle attività quotidiane del cittadino<br />
e nelle attività culturali e di volontariato, si utilizzano metodi<br />
esclusivi e familistici come avviene<br />
nelle aziende e nella partitocrazia.<br />
</em></td>
<td width="20"><em> NO<strong><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong>5. Coinvol-gimento<br />
delle altre associazioni</strong><br />
<strong>e dei residenti</strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="145"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’INCLUSIONE DEI RIONI E DEL TERRITORIO</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che coinvolgono diffusamente<br />
i rioni della città e/o il territorio</strong><br />
Quando l’iniziativa è realizzata, in modo decentrato,<br />
fuori dai luoghi istituzionali, coivolgendo i luoghi, eventualmente<br />
all’aperto, dei rioni, in particolare quelli meno frequentati,<br />
consente un cambiamento che può rimuovere lo squilibrio sociale<br />
e urbanistico della città.<br />
</em></td>
<td width="20"><strong><em> NO<em><strong><br />
</strong></em></em></strong></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>6. Coinvol-<br />
gimento<br />
dei rioni<br />
e/o del<br />
territorio</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="143"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’AUTODETERMINAZIONE</em><br />
<em>E UNA COESIONE TERRITORIALE</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative ideate da soggetti locali senza aderire<br />
a iniziative promosse a livello sovraterritoriale</strong><br />
Quando l’iniziativa non è calata dall’alto, ma realizzata<br />
esperienzialmente da soggetti locali, diventa opportunità<br />
per una coesione territoriale e per un esercizio<br />
a una cittadinanza non delegata in ogni aspetto collettivo.</em></td>
<td width="20"><em> </em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong>7. Senza<br />
aderire</strong><br />
<strong>a iniziative</strong><br />
<strong>nazionali</strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><em> </em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="166"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER CONTRASTARE LA DELEGA,</em><br />
<em>IL VERTICISMO E L’ESCLUSIONE</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che, non prevedendo l’assegnazione<br />
di premi e riconoscimenti, non proiettano un approccio<br />
competitivo ed esclusivo dell’impegno e della cultura</strong><br />
Quando, all’interno di un’iniziativa, vengono assegnati premi<br />
e riconoscimenti, è opportuno che questi almeno valorizzino<br />
persone non note e/o del territorio.<br />
Assegnando riconoscimenti a persone note, l’iniziativa tende<br />
a dare visibilità a se stessa.</em></td>
<td width="20"><em> </em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong>8. Senza</strong><br />
<strong>premi</strong><br />
<strong>e selezioni</strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><em> </em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="140"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UNA CITTADINANZA INCLUSIVA</em><br />
<em>DELLE SPECIFICITA’ E NON FAMILISTICA</em><br />
<em><strong>Considerare le iniziative per i contenuti<br />
che possono </strong><strong>intrecciarsi con il nostro personale<br />
percorso e non </strong><strong>per il rapporto di amicizia/seduzione<br />
o di inimicizia/intolleranza</strong><br />
<strong>che intratteniamo con chi li organizza </strong><br />
</em><em>Spesso, siamo abituati ad approcciare gli eventi culturali</em><br />
<em>con metodo familistico: li evitiamo per pregiudizio negativo</em><br />
<em>(esclusione) o li frequentiamo per amicizia o simpatia (familismo).</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>9. Considerare</strong><br />
<strong>i contenuti</strong><br />
<strong>e non gli organizzatori</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="124">_____________________________________________<br />
PER UN’AZIONE ETICA DELLE EMOZIONI,<br />
RIDUCENDO LA FRUIZIONE ESTETICA DELLE EMOZIONI<br />
<strong>Considerare le iniziative per la capacità di cambiamento<br />
e non per la piacevolezza emozionale che può renderci passivi<br />
perpetuatori del malessere collettivo</strong><br />
<em>Spesso, siamo abituati ad approcciare gli eventi culturali</em><br />
<em>per l’attitudine emozionale (estetica) ereditata che impedisce</em><br />
<em>l’azione in prima persona e quindi il cambiamento.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>10. Fruizione</strong><br />
<strong>etica, </strong><strong>non estetica</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="158">_____________________________________________<br />
PER UNA COESIONE SOCIALE<br />
E UN’INCLUSIONE DELLE SPECIFICITA’<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che prevedono dibattiti in cui<br />
ogni relatore impegni il tavolo del convegno solo nel momento<br />
del proprio intervento</strong><br />
<em>Ogni relatore dovrebbe essere un membro della platea prestato,</em><br />
<em>temporaneamente e per una sua specificità, alla funzione</em><br />
<em>di consulente di una comunità in cui ognuno è consulente degli altri.</em><br />
<em>Quando possibile, è opportuno che i partecipanti al dibattito</em><br />
<em>siano disposti in cerchio.</em></td>
<td width="20"><strong> </strong></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>11. Senza</strong><br />
<strong>tavolo</strong><br />
<strong>dei relatori</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="113">_____________________________________________<br />
PER UN’INCLUSIONE DELLE SPECIFICITA’<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che, nel comunicare<br />
i nomi delle persone coinvolte, utilizzano<br />
solo eventuali qualifiche pertinenti con l’iniziativa.</strong><br />
<em>Ogni relatore dovrebbe essere impegnato nell’iniziativa<br />
per portare la sua personale specificità acquisita<br />
nel concreto, a prescindere dai titoli.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>12. Senza comunicare</strong><br />
<strong>titoli di studio</strong><br />
<strong>non pertinenti</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="152">_____________________________________________<br />
PER UNA PROMOZIONE<br />
DELLE SPECIFICITA’ DEI CITTADINI<br />
<strong>Valorizzare iniziative (convegni, dibattiti, ecc.)<br />
dove </strong><strong>prendono parte prevalentemente<br />
le competenze tecniche e di fatto</strong><br />
<strong>e non i personaggi politici e istituzionali</strong><br />
<em>Spesso il convegno perde di vista il suo contenuto e diventa</em><br />
<em>luogo di presenzialismo. Le autorità politiche e istituzionali</em><br />
<em>hanno comunque la possibilità di vedersi pubblicati</em><br />
<em>i propri comunicati sui media.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>13. Senza personaggi </strong><br />
<strong>istituzionali</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="117">_____________________________________________<br />
PER UNA CITTADINANZA ARTISTICA NON DELEGATA<br />
E UNA BIODIVERSITA’ CULTURALE<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che prevedono,<br />
come protagonisti, </strong><strong>personaggi e artisti<br />
</strong><strong>non mediaticamente noti<br />
</strong><em>Le iniziative locali hanno senso se danno visibilità<br />
</em><em>a personaggi e/o artisti che non sono già agevolati<br />
</em><em>dai media nazionali.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>14. Senza personaggi<br />
e/o artisti</strong><br />
<strong>massmediatici</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="155">_____________________________________________<br />
PER UNA CITTADINANZA ECONOMICA NON DELEGATA<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che utilizzano monete locali<br />
per incentivare un’economia condivisa, una coesione<br />
sociale e una resistenza economica territoriale<br />
</strong><em>Ogni gesto economico può essere portatore di giustizia<br />
sociale, redistribuzione dei redditi e inclusione del vicino.</em></td>
<td width="20"> NO</td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>15. Con<br />
</strong><strong>moneta locale<br />
</strong><strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="138">_____________________________________________<br />
PER UN’INCLUSIONE SOCIALE<br />
<strong>Valorizzare, anche a teatro e ai concerti, le iniziative<br />
in cui non siano previsti posti privilegiati<br />
e biglietti omaggio per le autorità<br />
</strong><em>Per valutare realmente la portata di un evento culturale,<br />
gli esponenti politici ed istituzionali devono misurarsi</em><br />
<em>con esso, in veste di cittadini comuni.</em><br />
Nei luoghi dell’arte, siti dell’emancipazione e della giustizia,<br />
non dovrebbero esistere discriminazioni.</td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>16. Senza</strong><br />
<strong>spazi e posti</strong><br />
<strong>a sedere</strong><br />
<strong>privilegiati</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="148">_____________________________________________<br />
PER UN MODELLO DI SVILUPPO DI PICCOLA SCALA<br />
E PER REDDITI CHE RESTANO SUL TERRITORIO<br />
<strong>Valorizzare le iniziative realizzate senza quegli<br />
ingenti capitali che portano i profitti via dai territori<br />
e che promuovono quel modello di sviluppo che,<br />
basato sui sistemi di scala, è la causa dell’attuale<br />
disagio economico e sociale</strong><br />
<em>Per un modello di sviluppo che includa i piccoli operatori<br />
locali e che incentivi un’economia di piccola scala che</em><br />
<em>produce economia territoriale.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>17. Senza</strong><br />
<strong>ingenti</strong><br />
<strong>investimenti</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="148">_____________________________________________<br />
PER UN’AUTODETERMINAZIONE DEL TERRITORIO<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che, evitando, come sponsor,<br />
aziende estranee al territorio, non rischiano<br />
di veicolare condizionamenti a danno<br />
delle popolazioni locali</strong><br />
<em>Queste iniziative, in quanto di visibilità pubblica, devono essere<br />
autonome dalla aziende che potrebbero condizionare le attività<br />
di autodeterminazione e di coesione della popolazione locale.  </em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>18. Senza</strong><br />
<strong>sponsor<br />
sovraterritoriali</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="148">_____________________________________________<br />
PER UNA CULTURA MATERIALE RESPONSABILE<br />
E UN’ECONOMIA CONDIVISA<br />
<strong>Valorizzare le iniziative culturali che promuovono<br />
i prodotti del territorio o etici, quando prevedono<br />
la somministrazione di cibo o in quanto ospitate<br />
in esercizi commerciali che abitualmente<br />
somministrano cibo del territorio</strong><br />
<em>Processo culturale è quello che, a prescindere dal tema affrontato,<br />
dovrebbe comunque essere capace, nel metodo, di agevolare<br />
identità territoriale, redistribuzione del reddito, tutela ambientale.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>19. Cibo responsabile</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="145">_____________________________________________<br />
PER UN RESPONSABILE USO<br />
DELLE RISORSE NATURALI<br />
<strong>Evitare le iniziative culturali che prevedendo,</strong><br />
<strong>anche accessoriamente, sommistrazione di cibo<br />
e bevande, </strong><strong>utilizzano stoviglie monouso<br />
non biodegradabili</strong><br />
<em>Queste iniziative, in quanto di visibilità pubblica, devono essere</em><br />
<em>più responsabili dei singoli cittadini riguardo all’uso di stoviglie:</em><br />
<em>in caso di monouso, si utilizzino almeno quelle biodegradabili.</em><br />
_____________________________________________</td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>20. Stoviglie</strong><br />
<strong>ecosostenibili</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.artempori.it/artempori/2014/04/29/cum-munus-libro-dei-cervelli-in-onda-presentazione-3-maggio-abazia-di-san-salvatore-t-coerenze1620/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Avere a cuore il mondo. 25 gennaio, presentazione a San Lorenzello. Coerenze:16/20</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2014/01/24/avere-a-cuore-il-mondo-25-gennaio-presentazione-a-san-lorenzello-coerenze1620/</link>
		<comments>https://www.artempori.it/artempori/2014/01/24/avere-a-cuore-il-mondo-25-gennaio-presentazione-a-san-lorenzello-coerenze1620/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 24 Jan 2014 14:24:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Comunicati Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[alfonso guarino]]></category>
		<category><![CDATA[Carmela Longo]]></category>
		<category><![CDATA[lucia cassella]]></category>
		<category><![CDATA[mario festa]]></category>
		<category><![CDATA[nicola vigliotti]]></category>
		<category><![CDATA[san lorenzello]]></category>
		<category><![CDATA[schola cantorum san lorenzo martire]]></category>
		<category><![CDATA[suor raffaella]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato 25 gennaio 2014, ore 17.30, presso Palazzo Massone di San Lorenzello (BN), l&#8217;Ente culturale &#8220;Nicola Vigliotti&#8221; promuove un incontro con Carmela Longo, autrice di &#8220;Avere a cuore il mondo&#8221;, testo su psicologia e bene comune pubblicato dalle edizioni La Meridiana, 2013. . Introduce Alfonso Guarino, Ente Culturale “Nicola Vigliotti”, e invervengono Mario Festa, esperto in architettura [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: Tahoma;"><span style="color: #333333;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/01/avere-a-cuore-il-mondo-san-lorenzello.jpg"><img class="alignleft  wp-image-10384" alt="avere a cuore il mondo san lorenzello" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/01/avere-a-cuore-il-mondo-san-lorenzello.jpg" width="357" height="511" /></a>Sabato 25 gennaio 2014, ore 17.30, presso Palazzo Massone di San Lorenzello (BN), l&#8217;Ente culturale &#8220;Nicola Vigliotti&#8221; promuove un incontro con Carmela Longo, autrice di &#8220;Avere a cuore il mondo&#8221;, testo su psicologia e bene comune pubblicato dalle edizioni La Meridiana, 2013.</span><span><br />
</span></span></div>
<div style="text-align: justify;">.</div>
<div style="text-align: justify;"><span><span><span style="font-family: Tahoma;"><span style="color: #333333;">Introduce Alfonso Guarino, Ente Culturale “Nicola Vigliotti”, e invervengono Mario Festa, esperto in architettura partecipata, Lucia Cassella LUCIA, Ente Culturale “Nicola Vigliotti”, Suor Raffaella Letizia, Comunità Emmanuel.</span></span></span></span></div>
<div style="text-align: justify;">.</div>
<div style="text-align: justify;"><span><span style="font-family: Tahoma;"><span style="color: #333333;">CARMELA LONGO<br />
Psicoterapeuta, è psicologa dirigente di primo livello presso l’Unità Operativa Dipendenze Patologiche, ASL BN1, di Telese Terme. Svolge attività di volontariato nel campo della clown terapia con l’Associazione Comunità RNCD, Raduno Nazionale Clown Dottori-Comunità libertaria di clown e sognatori pratici.<br />
Si occupa, inoltre, di tematiche legate alla tutela dell’ambiente, all’economia solidale e alla diffusione di una cultura capace di bene comune.<br />
__________________________<wbr /></span></span></span><span style="font-family: Tahoma;"><span style="font-family: Tahoma;"><span style="color: #333333;">______________________</span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;">C’è urgente bisogno di migliorare la capacità di ascolto verso di sé, verso gli altri, verso la Terra che ci sostiene. Ascolto di sé è anche dialogo interno: cosa sento? (sensazioni del corpo), cosa provo? (emozioni), cosa penso? (immagini, ricordi, sogni). Ascolto degli altri è anche riconoscere il valore intrinseco di ogni persona, e criticare, quando necessario, il singolo comportamento errato o difforme dai propri parametri, senza sminuire l’identità dell’altro. Relazioni ecologiche con gli altri significa anche imparare a negoziare, a trovare un punto d’incontro, a gestire in maniera costruttiva le conflittualità. Ascolto della Terra è sentire con il cuore il suo battito antico, legato alle nostre azioni e alla noncuranza. La Terra ci chiede da tempo una nuova umanità, per costruire e ricostruire. Nella bottega delle relazioni ecologiche si lavora ogni giorno, senza stancarsi né scoraggiarsi, e si fabbricano mattoncini di tenerezza che aiutano le persone e il mondo a stare meglio. Questo libro è per coloro che lavorano nell’ambito della psicologia ma anche del volontariato e, in generale, della relazione di cura, per cogliere che il senso più ampio della loro azione è concorrere alla costruzione di un diverso destino.<br />
(Avere a cuore il mondo)</p>
<p>—</p>
<div>
<p>SEGUONO I <a href="http://www.artempori.it/artempori/2013/09/27/metodi-responsabili-per-la-fruizione-di-iniziative-socio-culturali/" target="_blank"><strong>METODI RESPONSABILI</strong></a> CON CUI ABBIAMO VAGLIATO L’EVENTO<br />
_____________________________________________________________</p>
<table width="690" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<colgroup>
<col width="500" />
<col width="20" />
<col width="116" />
<col width="54" /></colgroup>
<tbody>
<tr>
<td rowspan="2" width="500" height="264"><em><strong>PoeCivismo.</strong><br />
<strong>Metodi responsabili<br />
per la fruizione di iniziative socio-culturali</strong><br />
Questi Metodi agevolano PRATICHE<br />
capaci di inclusione e cittadinanza non delegata.<br />
Ogni iniziativa, infatti, a prescindere dall’encomiabile<br />
tema trattato, paradossalmente rischia di utilizzare<br />
un metodo escludente e delegato che è incoerente<br />
con qualsiasi processo culturale che voglia creare reale<br />
consapevolezza e capacità di azione partecipata dal cittadino.<br />
Non conta l’eccellenza di un’opera, di una teoria o di un evento,<br />
ma cosa ne fa il fruitore, portandola in prima persona nel mondo.<br />
_____________________________________________</em></td>
<td width="20"></td>
<td colspan="2" width="170"><span style="color: #ff0000;"><em><strong>Avere a cuore il mondo. Presentazione 25 gennaio 2014<br />
San Lorenzello (BN)<br />
___________</strong></em></span></td>
</tr>
<tr>
<td width="20" height="131"><span style="color: #ff0000;"><em> <strong>16/20</strong></em></span></td>
<td width="116"><span style="color: #ff0000;"><em><strong>TOTALE</strong></em></span><br />
<span style="color: #ff0000;"><b><i>COERENZE</i></b></span><br />
<span style="color: #ff0000;"><em><strong>rilevate</strong></em></span><br />
<span style="color: #ff0000;"><em><strong>con i Metodi </strong></em></span><br />
<span style="color: #ff0000;"><em><strong>responsabili<br />
________</strong></em></span></td>
<td width="54"><em><strong> </strong></em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="150"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UNA RESISTENZA ECONOMICA TERRITORIALE</em><br />
<em>E UNA REDISTRIBUZIONE DEI REDDITI</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative culturali che, a prescindere<br />
dal tema, promuovono anche l’attitudine a contrastare<br />
la crisi economica che colpisce il cittadino medio e i territori </strong><br />
Ogni iniziativa dovrebbe considerare il bisogno di giustizia sociale<br />
di questa epoca in cui i redditi si stanno spostando dal cittadino<br />
medio ai milionari.<br />
_____________________________________________</em></td>
<td width="20"><em><span style="color: #ff0000;"> </span><em><strong><span style="color: #ff0000;">NO</span> </strong></em><strong><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong><strong>_________</strong><br />
1. Tutela </strong></em><br />
<em><strong>economica </strong></em><br />
<em><strong>del cittadino </strong></em><br />
<em><strong>e<br />
del territorio<br />
_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="126"><em>PER UN’IDENTITA’ TERRITORIALE</em><br />
<em>E UNA COESIONE SOCIALE</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative culturali che, a prescindere<br />
dal tema, promuovono anche l’identità del territorio<br />
e la coesione sociale che ne deriverebbe</strong><br />
Queste iniziative, in quanto di visibilità pubblica, dovrebbero<br />
considerare la vocazione territoriale e le specificità del luogo<br />
da tutelare come opportunità di identità e di reddito.<br />
_____________________________________________<br />
</em></td>
<td width="20"><em> </em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>2. Tutela<br />
identitaria<br />
del territorio</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><em> </em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="123"><em>PER UNA RESPONSABILITA’ SOCIALE CORTA</em><br />
<em>E NON DELEGATA</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative realizzate da associazioni locali<br />
o dai residenti, senza la partecipazione e i fondi<br />
degli enti pubblici</strong><br />
Quando l’iniziativa è realizzata in sedi istituzionali, oltre a gravare<br />
sulla collettività, rischia di proporsi unilateralmente<br />
in quanto non si contamina delle persone e dei progetti<br />
che animano il luogo ospitante.</em></td>
<td width="20"><em> <strong><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>3. Senza<br />
enti pubblici</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="177"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’INCLUSIONE DEI LUOGHI</em><br />
<em>CHE ANIMANO IL TERRITORIO</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che, realizzate presso le sedi</strong><br />
<strong>di associazioni e di aziende indipendenti, evitando<br />
i non luoghi </strong><strong>delle sedi istituzionali, si contaminano<br />
dei progetti </strong><strong>e delle persone del territorio</strong><br />
Quando l’iniziativa è realizzata fuori dai luoghi istituzionali,<br />
coinvolgendo i luoghi, eventualmente all’aperto, dei rioni,<br />
in particolare quelli meno frequentati, consente un cambiamento<br />
che può rimuovere lo squilibrio sociale e urbanistico della città.<br />
</em></td>
<td width="20"><em> <em><strong><span style="color: #ff0000;">NO</span> </strong></em><strong><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>4. Presso<br />
sedi</em></strong><br />
<strong><em>non<br />
istituzionali</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="130"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’ATTITUDINE ALL’INCLUSIONE</em><br />
<em>E PER DISINCENTIVARE IL FAMILISMO</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che, promosse da un’associazione,</strong><br />
<strong>coinvolgono nell’organizzazione le altre associazioni<br />
del territorio </strong><strong>e i residenti locali</strong><br />
Spesso, nelle attività quotidiane del cittadino<br />
e nelle attività culturali e di volontariato, si utilizzano metodi<br />
esclusivi e familistici come avviene<br />
nelle aziende e nella partitocrazia.<br />
</em></td>
<td width="20"><em><strong><span style="color: #ff0000;">NO</span><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>5. Coinvol-gimento<br />
delle altre associazioni</em></strong><br />
<strong><em>e dei residenti</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="145"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’INCLUSIONE DEI RIONI E DEL TERRITORIO</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che coinvolgono diffusamente<br />
i rioni della città e/o il territorio</strong><br />
Quando l’iniziativa è realizzata, in modo decentrato,<br />
fuori dai luoghi istituzionali, coivolgendo i luoghi, eventualmente<br />
all’aperto, dei rioni, in particolare quelli meno frequentati,<br />
consente un cambiamento che può rimuovere lo squilibrio sociale<br />
e urbanistico della città.<br />
</em></td>
<td width="20"><strong><em> <em><strong><span style="color: #ff0000;">NO</span> </strong></em></em></strong></td>
<td width="116"><strong><em>_________</em></strong><br />
<strong><em>6. Coinvol-<br />
gimento<br />
dei rioni<br />
e/o del<br />
territorio</em></strong><br />
<strong><em>_________</em></strong></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="143"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’AUTODETERMINAZIONE</em><br />
<em>E UNA COESIONE TERRITORIALE</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative ideate da soggetti locali senza aderire<br />
a iniziative promosse a livello sovraterritoriale</strong><br />
Quando l’iniziativa non è calata dall’alto, ma realizzata<br />
esperienzialmente da soggetti locali, diventa opportunità<br />
per una coesione territoriale e per un esercizio<br />
a una cittadinanza non delegata in ogni aspetto collettivo.</em></td>
<td width="20"><em> </em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>7. Senza<br />
aderire</em></strong><br />
<strong><em>a iniziative</em></strong><br />
<strong><em>nazionali</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><em> </em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="166"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER CONTRASTARE LA DELEGA,</em><br />
<em>IL VERTICISMO E L’ESCLUSIONE</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che, non prevedendo l’assegnazione<br />
di premi e riconoscimenti, non proiettano un approccio<br />
competitivo ed esclusivo dell’impegno e della cultura</strong><br />
Quando, all’interno di un’iniziativa, vengono assegnati premi<br />
e riconoscimenti, è opportuno che questi almeno valorizzino<br />
persone non note e/o del territorio.<br />
Assegnando riconoscimenti a persone note, l’iniziativa tende<br />
a dare visibilità a se stessa.</em></td>
<td width="20"><em> </em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>8. Senza</em></strong><br />
<strong><em>premi</em></strong><br />
<strong><em>e selezioni</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><em> </em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="140"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UNA CITTADINANZA INCLUSIVA</em><br />
<em>DELLE SPECIFICITA’ E NON FAMILISTICA</em><br />
<em><strong>Considerare le iniziative per i contenuti<br />
che possono </strong><strong>intrecciarsi con il nostro personale<br />
percorso e non </strong><strong>per il rapporto di amicizia/seduzione<br />
o di inimicizia/intolleranza</strong><br />
<strong>che intratteniamo con chi li organizza </strong><br />
</em><em>Spesso, siamo abituati ad approcciare gli eventi culturali</em><br />
<em>con metodo familistico: li evitiamo per pregiudizio negativo</em><br />
<em>(esclusione) o li frequentiamo per amicizia o simpatia (familismo).</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>9. Considerare</strong><br />
<strong>i contenuti</strong><br />
<strong>e non gli organizzatori</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="124">_____________________________________________<br />
PER UN’AZIONE ETICA DELLE EMOZIONI,<br />
RIDUCENDO LA FRUIZIONE ESTETICA DELLE EMOZIONI<br />
<strong>Considerare le iniziative per la capacità di cambiamento<br />
e non per la piacevolezza emozionale che può renderci passivi<br />
perpetuatori del malessere collettivo</strong><br />
<em>Spesso, siamo abituati ad approcciare gli eventi culturali</em><br />
<em>per l’attitudine emozionale (estetica) ereditata che impedisce</em><br />
<em>l’azione in prima persona e quindi il cambiamento.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>10. Fruizione</strong><br />
<strong>etica, </strong><strong>non estetica</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="158">_____________________________________________<br />
PER UNA COESIONE SOCIALE<br />
E UN’INCLUSIONE DELLE SPECIFICITA’<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che prevedono dibattiti in cui<br />
ogni relatore impegni il tavolo del convegno solo nel momento<br />
del proprio intervento</strong><br />
<em>Ogni relatore dovrebbe essere un membro della platea prestato,</em><br />
<em>temporaneamente e per una sua specificità, alla funzione</em><br />
<em>di consulente di una comunità in cui ognuno è consulente degli altri.</em><br />
<em>Quando possibile, è opportuno che i partecipanti al dibattito</em><br />
<em>siano disposti in cerchio.</em></td>
<td width="20"><strong> </strong></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>11. Senza</strong><br />
<strong>tavolo</strong><br />
<strong>dei relatori</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="113">_____________________________________________<br />
PER UN’INCLUSIONE DELLE SPECIFICITA’<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che, nel comunicare<br />
i nomi delle persone coinvolte, utilizzano<br />
solo eventuali qualifiche pertinenti con l’iniziativa.</strong><br />
<em>Ogni relatore dovrebbe essere impegnato nell’iniziativa<br />
per portare la sua personale specificità acquisita<br />
nel concreto, a prescindere dai titoli.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>12. Senza comunicare</strong><br />
<strong>titoli di studio</strong><br />
<strong>non pertinenti</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="152">_____________________________________________<br />
PER UNA PROMOZIONE<br />
DELLE SPECIFICITA’ DEI CITTADINI<br />
<strong>Valorizzare iniziative (convegni, dibattiti, ecc.)<br />
dove </strong><strong>prendono parte prevalentemente<br />
le competenze tecniche e di fatto</strong><br />
<strong>e non i personaggi politici e istituzionali</strong><br />
<em>Spesso il convegno perde di vista il suo contenuto e diventa</em><br />
<em>luogo di presenzialismo. Le autorità politiche e istituzionali</em><br />
<em>hanno comunque la possibilità di vedersi pubblicati</em><br />
<em>i propri comunicati sui media.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>13. Senza personaggi</strong><br />
<strong>istituzionali</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="117">_____________________________________________<br />
PER UNA CITTADINANZA NON DELEGATA<br />
E UNA BIODIVERSITA’ CULTURALE<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che prevedono,<br />
come protagonisti,</strong><br />
<strong>personaggi non mediaticamente noti </strong><br />
<em>Le iniziative locali hanno senso se danno visibilità </em><br />
<em>a personaggi e istanze che non sono già agevolati </em><br />
<em>dai media nazionali.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>14. Senza personaggi</strong><br />
<strong>massmediatici</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="155">_____________________________________________<br />
PER UNA CITTADINANZA ARTISTICA NON DELEGATA:<br />
FRUIZIONE RESPONSABILE DELLE ARTI<br />
<strong>Valorizzare le iniziative (spettacoli, concerti, mostre)<br />
che propongono soggetti e artisti non veicolati<br />
da TV, cinema e media nazionali   </strong><br />
<em>Per biodiversità e approccio esperienziale, è utile dare<br />
visibilità ad artisti, semmai locali, che normalmente<br />
non hanno spazio sulle emittenti nazionali e nel circuito<br />
cinematografico e che non sono suggeriti dai mass media.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>15. Senza</strong><br />
<strong>artisti</strong><br />
<strong>massmediatici</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="138">_____________________________________________<br />
PER UN’INCLUSIONE SOCIALE<br />
<strong>Valorizzare, anche a teatro e ai concerti, le iniziative<br />
in cui non siano previsti posti privilegiati<br />
e biglietti omaggio per le autorità<br />
</strong><em>Per valutare realmente la portata di un evento culturale,<br />
gli esponenti politici ed istituzionali devono misurarsi</em><br />
<em>con esso, in veste di cittadini comuni.</em><br />
Nei luoghi dell’arte, siti dell’emancipazione e della giustizia,<br />
non dovrebbero esistere discriminazioni.</td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>16. Senza</strong><br />
<strong>spazi e posti</strong><br />
<strong>a sedere</strong><br />
<strong>privilegiati</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="148">_____________________________________________<br />
PER UN MODELLO DI SVILUPPO DI PICCOLA SCALA<br />
E PER REDDITI CHE RESTANO SUL TERRITORIO<br />
<strong>Valorizzare le iniziative realizzate senza quegli<br />
ingenti capitali che portano i profitti via dai territori<br />
e che promuovono quel modello di sviluppo che,<br />
basato sui sistemi di scala, è la causa dell’attuale<br />
disagio economico e sociale</strong><br />
<em>Per un modello di sviluppo che includa i piccoli operatori<br />
locali e che incentivi un’economia di piccola scala che</em><br />
<em>produce economia territoriale.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>17. Senza</strong><br />
<strong>ingenti</strong><br />
<strong>investimenti</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="148">_____________________________________________<br />
PER UN’AUTODETERMINAZIONE DEL TERRITORIO<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che, evitando, come sponsor,<br />
aziende estranee al territorio, non rischiano<br />
di veicolare condizionamenti a danno<br />
delle popolazioni locali</strong><br />
<em>Queste iniziative, in quanto di visibilità pubblica, devono essere<br />
autonome dalla aziende che potrebbero condizionare le attività<br />
di autodeterminazione e di coesione della popolazione locale.  </em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>18. Senza</strong><br />
<strong>sponsor<br />
sovraterritoriali</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="148">_____________________________________________<br />
PER UNA CULTURA MATERIALE RESPONSABILE<br />
E UN’ECONOMIA CONDIVISA<br />
<strong>Valorizzare le iniziative culturali che promuovono<br />
i prodotti del territorio o etici, quando prevedono<br />
la somministrazione di cibo o in quanto ospitate<br />
in esercizi commerciali che abitualmente<br />
somministrano cibo del territorio</strong><br />
<em>Processo culturale è quello che, a prescindere dal tema affrontato,<br />
dovrebbe comunque essere capace, nel metodo, di agevolare<br />
identità territoriale, redistribuzione del reddito, tutela ambientale.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>19. Cibo responsabile</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="145">_____________________________________________<br />
PER UN RESPONSABILE USO<br />
DELLE RISORSE NATURALI<br />
<strong>Evitare le iniziative culturali che prevedendo,</strong><br />
<strong>anche accessoriamente, sommistrazione di cibo<br />
e bevande, </strong><strong>utilizzano stoviglie monouso<br />
non biodegradabili</strong><br />
<em>Queste iniziative, in quanto di visibilità pubblica, devono essere</em><br />
<em>più responsabili dei singoli cittadini riguardo all’uso di stoviglie:</em><br />
<em>in caso di monouso, si utilizzino almeno quelle biodegradabili.</em><br />
_____________________________________________</td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>20. Stoviglie</strong><br />
<strong>ecosostenibili</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.artempori.it/artempori/2014/01/24/avere-a-cuore-il-mondo-25-gennaio-presentazione-a-san-lorenzello-coerenze1620/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Giornata di Pace, cultura e legalità. 4 gennaio 2014. Coerenze:18/20</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2013/12/30/giornata-di-pace-cultura-e-legalita-4-gennaio-2014/</link>
		<comments>https://www.artempori.it/artempori/2013/12/30/giornata-di-pace-cultura-e-legalita-4-gennaio-2014/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Dec 2013 13:52:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Comunicati Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[angela sateriale]]></category>
		<category><![CDATA[anna celotti]]></category>
		<category><![CDATA[Carmela Longo]]></category>
		<category><![CDATA[castel del lago]]></category>
		<category><![CDATA[è tutto]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe ciarcia]]></category>
		<category><![CDATA[monica sebillo]]></category>
		<category><![CDATA[roberto d'andrea]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.artempori.it/artempori/?p=9780</guid>
		<description><![CDATA[Giornata di Pace, cultura e legalità presso Castel del Lago (AV), il 4 gennaio, alle ore 17.00, presso la scuola elementare. Interverranno:Carmela Longo, autrice del libro &#8220;Avere a Cuore il Mondo&#8221;Anna Celotti, Libera contro le MafieGiuseppe Ciarcia, Comitato Tutela Fiume CaloreRoberto D&#8217;Andrea, Le jour et Oeuvres, progetto Africa Monica Sebillo, Emergency Progetto ItaliaOre 18.00, Spettacolo teatrale [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/01/cultura-pace.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9781" alt="cultura pace" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/01/cultura-pace-215x300.jpg" width="215" height="300" /></a>Giornata di Pace, cultura e legalità presso Castel del Lago (AV), il 4 gennaio, alle ore 17.00, presso la scuola elementare. <br clear="none" /><br clear="none" />Interverranno:<br clear="none" />Carmela Longo, autrice del libro &#8220;Avere a Cuore il Mondo&#8221;<br clear="none" />Anna Celotti, Libera contro le Mafie<br clear="none" />Giuseppe Ciarcia, Comitato Tutela Fiume Calore<br clear="none" />Roberto D&#8217;Andrea, Le jour et Oeuvres, progetto Africa <br clear="none" />Monica Sebillo, Emergency Progetto Italia<br clear="none" /><br clear="none" />Ore 18.00, Spettacolo teatrale <br clear="none" />&#8220;E&#8217; tutto di Angelo Sateriale&#8221;<br clear="none" />Scritto, diretto e interpretato da Angelo Sateriale</p>
<p>&#8212;</p>
<p>&#8212;</p>
<p>SEGUONO I <a href="http://www.artempori.it/artempori/2013/09/27/metodi-responsabili-per-la-fruizione-di-iniziative-socio-culturali/" target="_blank"><strong>METODI RESPONSABILI</strong></a> CON CUI ABBIAMO VAGLIATO L’EVENTO<br />
_____________________________________________________________</p>
<table width="690" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<colgroup>
<col width="500" />
<col width="20" />
<col width="116" />
<col width="54" /></colgroup>
<tbody>
<tr>
<td rowspan="2" width="500" height="264"><em><strong>PoeCivismo.</strong><br />
<strong>Metodi responsabili<br />
per la fruizione di iniziative socio-culturali</strong><br />
Questi Metodi agevolano PRATICHE<br />
capaci di inclusione e cittadinanza non delegata.<br />
Ogni iniziativa, infatti, a prescindere dall’encomiabile<br />
tema trattato, paradossalmente rischia di utilizzare<br />
un metodo escludente e delegato che è incoerente<br />
con qualsiasi processo culturale che voglia creare reale<br />
consapevolezza e capacità di azione partecipata dal cittadino.<br />
Non conta l’eccellenza di un’opera, di una teoria o di un evento,<br />
ma cosa ne fa il fruitore, portandola in prima persona nel mondo.<br />
_____________________________________________</em></td>
<td width="20"></td>
<td colspan="2" width="170"><span style="color: #ff0000;"><em><strong>Cultura, pace e legalità.<br />
</strong></em><em><strong>4 gennaio 2014<br />
</strong></em><em><strong>Scuola elementare<br />
</strong></em><em><strong>Caste del Lago (AV)<br />
___________</strong></em></span></td>
</tr>
<tr>
<td width="20" height="131"><span style="color: #ff0000;"><em> <strong>18/20</strong></em></span></td>
<td width="116"><span style="color: #ff0000;"><em><strong>TOTALE</strong></em></span><br />
<span style="color: #ff0000;"><b><i>COERENZE</i></b></span><br />
<span style="color: #ff0000;"><em><strong>rilevate</strong></em></span><br />
<span style="color: #ff0000;"><em><strong>con i Metodi </strong></em></span><br />
<span style="color: #ff0000;"><em><strong>responsabili<br />
________</strong></em></span></td>
<td width="54"><em><strong> </strong></em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="150"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UNA RESISTENZA ECONOMICA TERRITORIALE</em><br />
<em>E UNA REDISTRIBUZIONE DEI REDDITI</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative culturali che, a prescindere<br />
dal tema, promuovono anche l’attitudine a contrastare<br />
la crisi economica che colpisce il cittadino medio e i territori </strong><br />
Ogni iniziativa dovrebbe considerare il bisogno di giustizia sociale<br />
di questa epoca in cui i redditi si stanno spostando dal cittadino<br />
medio ai milionari.<br />
_____________________________________________</em></td>
<td width="20"><em> <strong><em><span style="color: #ff0000;">NO</span> </em></strong><strong><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong><strong>_________</strong><br />
1. Tutela </strong></em><br />
<em><strong>economica </strong></em><br />
<em><strong>del cittadino </strong></em><br />
<em><strong>e<br />
del territorio<br />
_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="126"><em>PER UN’IDENTITA’ TERRITORIALE</em><br />
<em>E UNA COESIONE SOCIALE</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative culturali che, a prescindere<br />
dal tema, promuovono anche l’identità del territorio<br />
e la coesione sociale che ne deriverebbe</strong><br />
Queste iniziative, in quanto di visibilità pubblica, dovrebbero<br />
considerare la vocazione territoriale e le specificità del luogo<br />
da tutelare come opportunità di identità e di reddito.<br />
_____________________________________________<br />
</em></td>
<td width="20"><em> </em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>2. Tutela<br />
identitaria<br />
del territorio</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><em> </em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="123"><em>PER UNA RESPONSABILITA’ SOCIALE CORTA</em><br />
<em>E NON DELEGATA</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative realizzate da associazioni locali<br />
o dai residenti, senza la partecipazione e i fondi<br />
degli enti pubblici</strong><br />
Quando l’iniziativa è realizzata in sedi istituzionali, oltre a gravare<br />
sulla collettività, rischia di proporsi unilateralmente<br />
in quanto non si contamina delle persone e dei progetti<br />
che animano il luogo ospitante.</em></td>
<td width="20"><em> <strong><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>3. Senza<br />
enti pubblici</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="177"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’INCLUSIONE DEI LUOGHI</em><br />
<em>CHE ANIMANO IL TERRITORIO</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che, realizzate presso le sedi</strong><br />
<strong>di associazioni e di aziende indipendenti, evitando<br />
i non luoghi </strong><strong>delle sedi istituzionali, si contaminano<br />
dei progetti </strong><strong>e delle persone del territorio</strong><br />
Quando l’iniziativa è realizzata fuori dai luoghi istituzionali,<br />
coinvolgendo i luoghi, eventualmente all’aperto, dei rioni,<br />
in particolare quelli meno frequentati, consente un cambiamento<br />
che può rimuovere lo squilibrio sociale e urbanistico della città.<br />
</em></td>
<td width="20"><em> <span style="color: #ff0000;"><em><strong>NO </strong></em></span><strong><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>4. Presso<br />
sedi</em></strong><br />
<strong><em>non<br />
istituzionali</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="130"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’ATTITUDINE ALL’INCLUSIONE</em><br />
<em>E PER DISINCENTIVARE IL FAMILISMO</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che, promosse da un’associazione,</strong><br />
<strong>coinvolgono nell’organizzazione le altre associazioni<br />
del territorio </strong><strong>e i residenti locali</strong><br />
Spesso, nelle attività quotidiane del cittadino<br />
e nelle attività culturali e di volontariato, si utilizzano metodi<br />
esclusivi e familistici come avviene<br />
nelle aziende e nella partitocrazia.<br />
</em></td>
<td width="20"><em> <strong><em> </em></strong><strong><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>5. Coinvol-gimento<br />
delle altre associazioni</em></strong><br />
<strong><em>e dei residenti</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="145"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’INCLUSIONE DEI RIONI E DEL TERRITORIO</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che coinvolgono diffusamente<br />
i rioni della città e/o il territorio</strong><br />
Quando l’iniziativa è realizzata, in modo decentrato,<br />
fuori dai luoghi istituzionali, coivolgendo i luoghi, eventualmente<br />
all’aperto, dei rioni, in particolare quelli meno frequentati,<br />
consente un cambiamento che può rimuovere lo squilibrio sociale<br />
e urbanistico della città.<br />
</em></td>
<td width="20"><strong><em> </em></strong></td>
<td width="116"><strong><em>_________</em></strong><br />
<strong><em>6. Coinvol-<br />
gimento<br />
dei rioni<br />
e/o del<br />
territorio</em></strong><br />
<strong><em>_________</em></strong></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="143"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’AUTODETERMINAZIONE</em><br />
<em>E UNA COESIONE TERRITORIALE</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative ideate da soggetti locali senza aderire<br />
a iniziative promosse a livello sovraterritoriale</strong><br />
Quando l’iniziativa non è calata dall’alto, ma realizzata<br />
esperienzialmente da soggetti locali, diventa opportunità<br />
per una coesione territoriale e per un esercizio<br />
a una cittadinanza non delegata in ogni aspetto collettivo.</em></td>
<td width="20"><em> </em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>7. Senza<br />
aderire</em></strong><br />
<strong><em>a iniziative</em></strong><br />
<strong><em>nazionali</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><em> </em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="166"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER CONTRASTARE LA DELEGA,</em><br />
<em>IL VERTICISMO E L’ESCLUSIONE</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che, non prevedendo l’assegnazione<br />
di premi e riconoscimenti, non proiettano un approccio<br />
competitivo ed esclusivo dell’impegno e della cultura</strong><br />
Quando, all’interno di un’iniziativa, vengono assegnati premi<br />
e riconoscimenti, è opportuno che questi almeno valorizzino<br />
persone non note e/o del territorio.<br />
Assegnando riconoscimenti a persone note, l’iniziativa tende<br />
a dare visibilità a se stessa.</em></td>
<td width="20"><em> </em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>8. Senza</em></strong><br />
<strong><em>premi</em></strong><br />
<strong><em>e selezioni</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><em> </em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="140"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UNA CITTADINANZA INCLUSIVA</em><br />
<em>DELLE SPECIFICITA’ E NON FAMILISTICA</em><br />
<em><strong>Considerare le iniziative per i contenuti<br />
che possono </strong><strong>intrecciarsi con il nostro personale<br />
percorso e non </strong><strong>per il rapporto di amicizia/seduzione<br />
o di inimicizia/intolleranza</strong><br />
<strong>che intratteniamo con chi li organizza </strong><br />
</em><em>Spesso, siamo abituati ad approcciare gli eventi culturali</em><br />
<em>con metodo familistico: li evitiamo per pregiudizio negativo</em><br />
<em>(esclusione) o li frequentiamo per amicizia o simpatia (familismo).</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>9. Considerare</strong><br />
<strong>i contenuti</strong><br />
<strong>e non gli organizzatori</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="124">_____________________________________________<br />
PER UN’AZIONE ETICA DELLE EMOZIONI,<br />
RIDUCENDO LA FRUIZIONE ESTETICA DELLE EMOZIONI<br />
<strong>Considerare le iniziative per la capacità di cambiamento<br />
e non per la piacevolezza emozionale che può renderci passivi<br />
perpetuatori del malessere collettivo</strong><br />
<em>Spesso, siamo abituati ad approcciare gli eventi culturali</em><br />
<em>per l’attitudine emozionale (estetica) ereditata che impedisce</em><br />
<em>l’azione in prima persona e quindi il cambiamento.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>10. Fruizione</strong><br />
<strong>etica, </strong><strong>non estetica</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="158">_____________________________________________<br />
PER UNA COESIONE SOCIALE<br />
E UN’INCLUSIONE DELLE SPECIFICITA’<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che prevedono dibattiti in cui<br />
ogni relatore impegni il tavolo del convegno solo nel momento<br />
del proprio intervento</strong><br />
<em>Ogni relatore dovrebbe essere un membro della platea prestato,</em><br />
<em>temporaneamente e per una sua specificità, alla funzione</em><br />
<em>di consulente di una comunità in cui ognuno è consulente degli altri.</em><br />
<em>Quando possibile, è opportuno che i partecipanti al dibattito</em><br />
<em>siano disposti in cerchio.</em></td>
<td width="20"><strong> </strong></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>11. Senza</strong><br />
<strong>tavolo</strong><br />
<strong>dei relatori</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="113">_____________________________________________<br />
PER UN’INCLUSIONE DELLE SPECIFICITA’<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che, nel comunicare<br />
i nomi delle persone coinvolte, utilizzano<br />
solo eventuali qualifiche pertinenti con l’iniziativa.</strong><br />
<em>Ogni relatore dovrebbe essere impegnato nell’iniziativa<br />
per portare la sua personale specificità acquisita<br />
nel concreto, a prescindere dai titoli.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>12. Senza comunicare</strong><br />
<strong>titoli di studio</strong><br />
<strong>non pertinenti</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="152">_____________________________________________<br />
PER UNA PROMOZIONE<br />
DELLE SPECIFICITA’ DEI CITTADINI<br />
<strong>Valorizzare iniziative (convegni, dibattiti, ecc.)<br />
dove </strong><strong>prendono parte prevalentemente<br />
le competenze tecniche e di fatto</strong><br />
<strong>e non i personaggi politici e istituzionali</strong><br />
<em>Spesso il convegno perde di vista il suo contenuto e diventa</em><br />
<em>luogo di presenzialismo. Le autorità politiche e istituzionali</em><br />
<em>hanno comunque la possibilità di vedersi pubblicati</em><br />
<em>i propri comunicati sui media.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>13. Senza personaggi</strong><br />
<strong>istituzionali</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="117">_____________________________________________<br />
PER UNA CITTADINANZA NON DELEGATA<br />
E UNA BIODIVERSITA’ CULTURALE<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che prevedono,<br />
come protagonisti,</strong><br />
<strong>personaggi non mediaticamente noti </strong><br />
<em>Le iniziative locali hanno senso se danno visibilità </em><br />
<em>a personaggi e istanze che non sono già agevolati </em><br />
<em>dai media nazionali.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>14. Senza personaggi</strong><br />
<strong>massmediatici</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="155">_____________________________________________<br />
PER UNA CITTADINANZA ARTISTICA NON DELEGATA:<br />
FRUIZIONE RESPONSABILE DELLE ARTI<br />
<strong>Valorizzare le iniziative (spettacoli, concerti, mostre)<br />
che propongono soggetti e artisti non veicolati<br />
da TV, cinema e media nazionali   </strong><br />
<em>Per biodiversità e approccio esperienziale, è utile dare<br />
visibilità ad artisti, semmai locali, che normalmente<br />
non hanno spazio sulle emittenti nazionali e nel circuito<br />
cinematografico e che non sono suggeriti dai mass media.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>15. Senza</strong><br />
<strong>artisti</strong><br />
<strong>massmediatici</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="138">_____________________________________________<br />
PER UN’INCLUSIONE SOCIALE<br />
<strong>Valorizzare, anche a teatro e ai concerti, le iniziative<br />
in cui non siano previsti posti privilegiati<br />
e biglietti omaggio per le autorità<br />
</strong><em>Per valutare realmente la portata di un evento culturale,<br />
gli esponenti politici ed istituzionali devono misurarsi</em><br />
<em>con esso, in veste di cittadini comuni.</em><br />
Nei luoghi dell’arte, siti dell’emancipazione e della giustizia,<br />
non dovrebbero esistere discriminazioni.</td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>16. Senza</strong><br />
<strong>spazi e posti</strong><br />
<strong>a sedere</strong><br />
<strong>privilegiati</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="148">_____________________________________________<br />
PER UN MODELLO DI SVILUPPO DI PICCOLA SCALA<br />
E PER REDDITI CHE RESTANO SUL TERRITORIO<br />
<strong>Valorizzare le iniziative realizzate senza quegli<br />
ingenti capitali che portano i profitti via dai territori<br />
e che promuovono quel modello di sviluppo che,<br />
basato sui sistemi di scala, è la causa dell’attuale<br />
disagio economico e sociale</strong><br />
<em>Per un modello di sviluppo che includa i piccoli operatori<br />
locali e che incentivi un’economia di piccola scala che</em><br />
<em>produce economia territoriale.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>17. Senza</strong><br />
<strong>ingenti</strong><br />
<strong>investimenti</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="148">_____________________________________________<br />
PER UN’AUTODETERMINAZIONE DEL TERRITORIO<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che, evitando, come sponsor,<br />
aziende estranee al territorio, non rischiano<br />
di veicolare condizionamenti a danno<br />
delle popolazioni locali</strong><br />
<em>Queste iniziative, in quanto di visibilità pubblica, devono essere<br />
autonome dalla aziende che potrebbero condizionare le attività<br />
di autodeterminazione e di coesione della popolazione locale.  </em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>18. Senza</strong><br />
<strong>sponsor<br />
sovraterritoriali</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="148">_____________________________________________<br />
PER UNA CULTURA MATERIALE RESPONSABILE<br />
E UN’ECONOMIA CONDIVISA<br />
<strong>Valorizzare le iniziative culturali che promuovono<br />
i prodotti del territorio o etici, quando prevedono<br />
la somministrazione di cibo o in quanto ospitate<br />
in esercizi commerciali che abitualmente<br />
somministrano cibo del territorio</strong><br />
<em>Processo culturale è quello che, a prescindere dal tema affrontato,<br />
dovrebbe comunque essere capace, nel metodo, di agevolare<br />
identità territoriale, redistribuzione del reddito, tutela ambientale.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>19. Cibo responsabile</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="145">_____________________________________________<br />
PER UN RESPONSABILE USO<br />
DELLE RISORSE NATURALI<br />
<strong>Evitare le iniziative culturali che prevedendo,</strong><br />
<strong>anche accessoriamente, sommistrazione di cibo<br />
e bevande, </strong><strong>utilizzano stoviglie monouso<br />
non biodegradabili</strong><br />
<em>Queste iniziative, in quanto di visibilità pubblica, devono essere</em><br />
<em>più responsabili dei singoli cittadini riguardo all’uso di stoviglie:</em><br />
<em>in caso di monouso, si utilizzino almeno quelle biodegradabili.</em><br />
_____________________________________________</td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>20. Stoviglie</strong><br />
<strong>ecosostenibili</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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		<title>Avere a cuore il mondo di Carmela Longo. Resoconto della presentazione.</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Oct 2013 15:29:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[[di Tullia Bartolini] Carmela Longo, psicoterapeuta, è una persona dotata di rara empatia: ha un viso bello, aperto e, come ha raccontato lei stessa, ha deciso sin da ragazzina di fare &#8216;qualcosa per gli altri&#8217;. Non a caso è diventata psicologa e, da tantissimi anni, si occupa di volontariato, di associazionismo, di società. Sabato, 19 [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2013/10/carmela-longo-patagoscia2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8583" alt="carmela longo patagoscia2" src="http://artempori.files.wordpress.com/2013/10/carmela-longo-patagoscia2.jpg" width="152" height="112" /></a>[di Tullia Bartolini] Carmela Longo, psicoterapeuta, è una persona dotata di rara empatia: ha un viso bello, aperto e, come ha raccontato lei stessa, ha deciso sin da ragazzina di fare &#8216;qualcosa per gli altri&#8217;. Non a caso è diventata psicologa e, da tantissimi anni, si occupa di volontariato, di associazionismo, di società.  Sabato, 19 ottobre, ha presentato il suo libro &#8216;Avere a cuore il mondo&#8217;, edito da Meridiana, nei locali della Libreria &#8216;Masone&#8217;. E&#8217; oltre un decennio che il suo titolare, Alessio, si batte per motivazioni simili a quelle di Carmela: per un rinnovamento dal basso della società civile, che non ammette deleghe, grazie ai &#8216;GAS&#8217;, ad associazioni quali Benevento EcoSolidale, ad Art&#8217;Empori, alle cene-baratto.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8216;Questo è un testo che è un bilancio&#8217;, ci ha detto Carmela, &#8216;un condensato di ciò che ho capito finora&#8217;. Alla presenza di moltissime persone, Carmela ci ha regalato un incontro corale, ripercorrendo la strada fatta e vissuta come un vero e proprio percorso evolutivo (nel frattempo sono nati anche tre, amatissimi figli). &#8216;La domanda che mi sono sempre posta è: come possiamo fare tutti per migliorare il mondo?&#8217;, ci ha detto.&#8217;Soprattutto in tempi come quelli che viviamo, dominati dal conflitto, dal rancore e dall&#8217;incapacità di assumerci delle responsabilità&#8217;.</p>
<div style="text-align: justify;"></div>
<p style="text-align: justify;"> Tra i tanti amici venuti a rendere omaggio a Carmela, ci ha molto colpiti Roberto Priore, psicanalista. La sua testimonianza di vita ricalca i valori propugnati dalla Longo nel suo libro. &#8216;E&#8217; un testo&#8217;, ha detto, &#8216;che ci spinge a farci molte domande. Ma la verità è che noi non abbiamo ancora capito cosa stiamo facendo alla terra&#8217;. Il benessere dell&#8217;Occidente a discapito del resto del mondo, eppure, ha detto Priore, &#8216;l&#8217;uomo che siamo non era il nostro destino, su questo pianeta&#8217;. Anche Alessio Masone ha preso la parola, raccontando l&#8217;incontro con Carmela, la loro amicizia negli anni, le tante battaglie portate avanti assieme. Ha parlato di verità e di metodo, cioè di cosa ne facciamo, di questa verità: in questo senso, il mondo intellettuale, ha detto, &#8216;ha grosse responsabilità&#8217;. Gianna Volpe, Antonio Polichetti (autore di &#8216;Quo vadis Italia), Mario Festa, Enzo Maddaloni, hanno portato le loro testimonianze, tutte a favore del volontariato e dell&#8217;impegno civile. Una serata intensa, ricca, vera. Eravamo in tanti: cittadini stanchi di delegare, di essere &#8216;plebe docile&#8217; che ammette passivamente tutto ciò che le viene propinato.</p>
<p style="text-align: justify;">Segue una galleria di foto realizzate da Camillo Fragnito.</p>

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		<title>Incontro con Carmela Longo, autrice di “Avere a cuore il mondo”, su psicologia, volontariato e professioni d&#8217;aiuto</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Oct 2013 17:50:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Avere a cuore il mondo. Prendersi cura di sé, degli altri, del bene comune”, pubblicato dalle edizioni La Meridiana, è il  libro di Carmela Longo, psicologa e psicoterapeuta impegnata nell’associazionismo, oggetto dell’incontro che si terrà presso la libreria Masone di Benevento, sabato 19 ottobre 2013, alle ore 19.00. I temi proposti dal libro, che muovono [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><b><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2013/10/avere-a-cuore-il-mondo-carmela-longo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8561" alt="avere a cuore il mondo carmela longo" src="http://artempori.files.wordpress.com/2013/10/avere-a-cuore-il-mondo-carmela-longo.jpg?w=222" width="222" height="300" /></a>“Avere a cuore il mondo. Prendersi cura di sé, degli altri, del bene comune”,<i> </i></b>pubblicato dalle edizioni La Meridiana,<b><i> </i></b>è il  libro di Carmela Longo, psicologa e psicoterapeuta impegnata nell’associazionismo, oggetto dell’incontro che si terrà presso la <b>libreria Masone di Benevento, sabato 19 ottobre 2013, alle ore 19.00.</b></p>
<p style="text-align: justify;"><b></b>I temi proposti dal libro, che muovono dalla psicologia al volontariato, dall’economia solidale a una diffusa cittadinanza non delegata, durante l’evento saranno introdotti dall’autrice e da alcuni esponenti dell’associazionismo e del mondo delle professioni di cura, per poi coinvolgere attivamente, nel confronto, le persone presenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Interagiranno con i contenuti del libro <b>Antonio Polichetti</b>, ricercatore presso la Società di Studi Politici di Napoli, nell’introdurre la serata; <b>Roberto Priore</b>, psicoanalista; <b>Alessio Masone</b>, esponente di Art’Empori e del Distretto di EcoVicinanza, nell’illustrare i “Metodi responsabili per la fruizione di iniziative socio-culturali”; <b>Mario Festa</b>, architetto e attivista per la sensibilizzazione all&#8217;economia solidale e per una cultura inclusiva e partecipata; <b>Gianna Volpe</b>, counselor ed esperta in facilitazione nei gruppi, nel proporre un sondaggio inerente le criticità nel mondo associativo, specialmente per ciò che riguarda  la difficoltà di affrontare in maniera costruttiva i conflitti, sia intra che inter associazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Carmela Longo, psicoterapeuta, è psicologa presso l’Unità Operativa Dipendenze Patologiche, ASL BN1, di Telese Terme. Svolge attività di volontariato nel campo della clownterapia con l’associazione Comunità RNCD, Raduno Clown Dottori di Benevento. Si occupa inoltre di tematiche legate alla tutela e all’ambiente, all’economia solidale e alla diffusione di una cultura capace di bene comune.<br />
<b>&#8212;</b></p>
<p style="text-align: justify;">Il libro.<i> Avere a cuore il mondo</i>: è quello che proviamo a fare ogni giorno, è quello per cui ci riuniamo in associazioni, in comitati, in forme varie di volontariato, è la forza che spinge talune energie spassionate anche nel mondo politico, è la spinta di chi crede che possiamo e dobbiamo essere presenti in questo fibrillante inizio millennio. Ma fin dove possono essere efficaci l&#8217;associazionismo e il volontariato, senza una azione politica e amministrativa di ricerca e attuazione del bene comune? Come e perché può essere necessaria una riflessione interna al mondo dell&#8217;impegno civico, affinché non si dissipino le energie e le potenzialità? E&#8217; veramente il tempo di un salto di qualità come persone e come associazioni? E la psicologia, quando non è esercizio di un mero individualismo autoreferenziale, può essere decisiva nella costruzione di comunità competenti e sempre più responsabili?</p>
<p style="text-align: justify;"><b>E&#8217; ora di smetterla con le deleghe</b>! I singoli, i gruppi, le comunità, tutti insieme devono prendere in mano la situazione, e non aspettare che qualche potere “forte” si decida a risollevare le sorti. I poteri forti non hanno nessun interesse a cambiare lo status quo. Allora, incontriamoci per confrontarci sui temi proposti in questo libro. Vi aspettiamo tutti, da coloro che, singolarmente nel proprio lavoro, o nel mondo del volontariato e dell&#8217;impegno civico, danno ogni giorno appassionatamente e spassionatamente il loro contributo per costruire un mondo migliore, agli operatori della relazione d&#8217;aiuto, educatori, operatori nel sociale, psicologi, medici, insegnanti, esponenti religiosi: <b>oggi è la Terra che ha bisogno d&#8217;aiuto, e con essa noi,</b> e tutte le espressioni di vita. In questa  presa di coscienza collettiva, necessaria e improcrastinabile, possiamo beneficiare dei numerosi input che offre la Psicologia, specialmente nel campo della risoluzione dei conflitti e nella costruzione di relazioni nutritive e di scambio significativo. Allo stesso modo, gli operatori che a vario titolo rientrano nell&#8217;area psicologica, devono sempre più espandere la loro ottica, affinché sia finalizzata ad un bene più grande, che vada oltre il singolo o il gruppo, per abbracciare un&#8217;azione olistica del <b>prendersi cura di sé, degli altri e della Terra. </b>Possiamo provare a fare un salto di consapevolezza collettiva? Il tempo è arrivato. Non possiamo più rimandare. Dobbiamo costruire  tutti insieme una <b>politica come ricerca condivisa, come cantiere sociale di relazioni entro cui poter attuare buone pratiche volte al bene di  tutti</b>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il volontariato non deve, come talvolta succede, diventare il braccio buono del sistema. Non  deve rivestire il ruolo di tacito servo del regime che perpetua lo status quo.  Il volontariato volto solo a una mera beneficenza, che non persegua anche contemporaneamente una pressione forte per il cambiamento dello stile di vita consumistico, (che crea <i>violenza strutturale</i> nella società, favorendo disuguaglianze e povertà) è colluso con il sistema, o quanto meno non ne mette in discussione le fondamenta. Rifuggiamo questa impostazione <i>ignava </i>del volontariato: non basta  <i>fare del bene </i>nel breve periodo<i> </i> e nella realtà non impedire lo sfascio ambientale, o non spendere una parola contro cattive pratiche amministrative anche locali che nella realtà vanno contro il bene comune. Il volontariato non può e non deve trincerarsi dietro  un buonismo autoreferenziale che altro non è che l&#8217;altra faccia dell&#8217;indifferenza o, peggio, della connivenza col sistema. Di tutto questo discuteremo, nell&#8217;auspicio che possiamo  recuperare l&#8217;indignazione, imparare a costruire un progetto comune, uscire fuori dal sonno della responsabilità personale: questa è la sfida per le nostre  comunità.</p>
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		<title>Psicoterapia ovvero il paradigma artistico. Dizionario del cambiamento</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Aug 2013 18:34:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[..Articoli Testata]]></category>
		<category><![CDATA[Carmela Longo]]></category>
		<category><![CDATA[Dizionario del cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
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		<description><![CDATA[La psicoterapia, laddove non diventi la mano normatrice dell’appiattimento collettivo, può essere considerata uno dei luoghi privilegiati in cui l’uomo ricerca e coglie il senso profondo del suo essere-nel-mondo. Essa cioè ha tutte le potenzialità per diventare, secondo Hillman, cellula rivoluzionaria “perché ci si interroga anche su ciò che, proprio adesso, mi sta facendo veramente violenza”. Nel percorso psicoterapeutico [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2013/08/centanni-psicoterapia.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8071" alt="cent'anni psicoterapia" src="http://artempori.files.wordpress.com/2013/08/centanni-psicoterapia.jpg" width="149" height="240" /></a>La psicoterapia, laddove non diventi la mano normatrice dell’appiattimento collettivo, può essere considerata uno dei luoghi privilegiati in cui l’uomo ricerca e coglie il <i>senso profondo </i>del suo essere-nel-mondo. Essa cioè ha tutte le potenzialità per diventare, secondo Hillman, <i>cellula rivoluzionaria</i> “<i>perché ci si interroga anche su ciò che, proprio adesso, mi sta facendo veramente violenza</i>”. Nel percorso psicoterapeutico la persona può seguire fino in fondo i meandri della sua interiorità, e legarli consapevolmente all’agire degli altri: il Sé individuale è inevitabilmente  intriso del <i>senso della comunità,</i> quale humus vivificatore.</p>
<p style="text-align: justify;">La critica di Hillman arriva dunque anche a denunciare una certa pratica della psicoterapia che tende a uniformare le persone anziché esaltarle nella loro unicità, a normarle e normalizzarle anziché aiutarle ad esprimere in pieno la parte creativa e vitale.</p>
<p style="text-align: justify;">[...] Interroghiamoci dunque continuamente, nella prassi clinica, sui molteplici e talvolta oscuri sottintesi di termini come “esame di realtà”, “maturo”, “ben orientato”, “compensato”, espressioni che dicono molto anche rispetto al sistema che li ha nel tempo prodotti. Può essere utile riflettere su queste parole di Hillman: “<i>Se la terapia immagina che il suo compito sia quello di aiutare la gente a sopportare (e a non protestare), ad adattarsi (e a non ribellarsi), a normalizzare le proprie eccentricità (…) allora la terapia sta collaborando a realizzare quello che vuole lo stato: una plebe docile</i>.” (James Hillman, Cent&#8217;anni di psicoterapia e il mondo va sempre peggio, Raffaello Cortina 1998).</p>
<p style="text-align: justify;">Il <b>paradigma artistico</b>, secondo Hillman, è efficace nel riassumere una possibile lettura della psicoterapia: l’arte esalta <i>l’unicità dell’individuo</i> ed è inoltre <i>sensibile alle ingiustizie sociali</i>; non ultimo, l’arte ha come <i>nemico fondamentale la mediocrità</i>.</p>
<p style="text-align: justify;">C’è dunque bisogno di tutta la nostra peculiare e incancellabile diversità, perché riusciamo a non omologarci ma, al contrario, a tenere viva l’attenzione e la <b>capacità di critica e di azione</b> in questo mondo e nel tempo che ci è dato, nel continuo, perenne tentativo di comprendere chi siamo.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Da Carmela Longo, Avere a cuore il mondo, Edizioni La Meridiana, Molfetta 2013, pp. 32-33.</em></p>
<p style="text-align: justify;" align="left">
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