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	<title>Art&#039;Empori &#187; claudio russo</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>Bukòrto, rassegna del corto. Venerdì 18 luglio, Circolo Buko&#8217;. Coerenze:18/20</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2014/07/17/bukorto-rassegna-del-corto-venerdi-18-luglio-circolo-buko-coerenze1820/</link>
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		<pubDate>Thu, 17 Jul 2014 07:49:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Comunicati Eventi]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Circolo Virtuoso Bukó è lieto di annunciarvi la prima edizione del “Bukórto”, rassegna del corto del Circolo Virtuoso che si terrà venerdì, 18 luglio 2014, dalle 21.00 in poi, presso il Circolo Virtuoso Bukó, in via Stanislao Bologna 30, Benevento. Interverrà Alessandro Paolo Lombardo, come conduttore della serata che ospiterà la proiezione di sette cortometraggi. Contrariamente [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/07/bukorto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13326" alt="bukorto" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/07/bukorto-300x141.jpg" width="300" height="141" /></a><br />
Il Circolo Virtuoso Bukó è lieto di annunciarvi la prima edizione del “Bukórto”, rassegna del corto del Circolo Virtuoso che si terrà venerdì, 18 luglio 2014, dalle 21.00 in poi, presso il Circolo Virtuoso Bukó, in via Stanislao Bologna 30, Benevento.<br />
Interverrà Alessandro Paolo Lombardo, come conduttore della serata che ospiterà la proiezione di sette cortometraggi.</p>
<p style="text-align: justify;">Contrariamente a quanti di voi stanno pensando non c’è molto di nuovo rispetto alle altre rassegne del corto che ronzano intorno a noi negli ultimi e non ultimi periodi. Il Circolo Virtuoso Bukó in realtà si sta facendo scenario di una manifestazione già fatta e rifatta in altri contesti, con tanto di red carpet o di bouquet di rose.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia, in quanto circolo culturale, che si è messo in gioco con il primo contest di Poesia Slam organizzato per la prima volta da Francesca Mazzoni qui a Benevento, con il cine-forum d’autore, d’attore, tematico, estemporaneo, musicale e circostanziale, in quanto posto dove le attività culturali, sociali e politiche di varie associazioni (come il WAND – collettivo LGBT di Benevento, come l’associazione Sogni di Un Mondo Diverso, come l’associazione culturale Quinto Elemento, come il comitato NO TRIV e tante altre) hanno avuto luogo e sfogo, in quanto cassa di risonanza per tanti gruppi musicali, locali e non, per tanti gruppi di musicisti come, ad esempio, la portentosa e numerosa e rumorosamente armoniosa Banda del Bukó…in quanto tutto ciò, non poteva mancare un collegamento con il cine-autorato locale e – perché no? – d’oltre-Dormiente.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi, con questa premessa siamo lieti di introdurvi alla prima edizione del “Bukórto”, rassegna del corto del Circolo Virtuoso.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia, siamo spiacenti con gli amanti della competizione in quanto il “Bukórto” non sarà un festival che vedrà in fin dei conti un acclamato vincitore. Di certo, al pubblico spetterà apprezzare e speriamo che di applausi ne usciranno tanti, corposi e sentiti. Ma alla fine del festival, per i partecipanti, vi sarà solo la consapevolezza di aver partecipato, di aver presentato, fatto conoscere il proprio lavoro e di averlo fatto apprezzare. D&#8217;altronde, quale miglior modo per intavolare un confronto fra autori se non una sana rassegna priva di competizione?</p>
<p style="text-align: justify;">Nel ruolo di pubblico, di giuria ed estimatori delle opere che verranno presentate:</p>
<p style="text-align: justify;">TUTTI VOI che sarete in nostra compagnia il 18 luglio 2014, dalle 21.00 in poi, presso il Circolo Virtuoso Bukó<br />
via Stanislao Bologna 30, 82100 Benevento.</p>
<p style="text-align: justify;">Segue sinossi dei corti che saranno proiettati durante la sera del 18 luglio.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://bukocircolovirtuoso.files.wordpress.com/2014/07/due-corpi.jpg"><img alt="due corpi" src="http://bukocircolovirtuoso.files.wordpress.com/2014/07/due-corpi.jpg?w=300&amp;h=211" width="300" height="211" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">“DUE CORPI”, 2:46, Maria Pia Santillo</p>
<p style="text-align: justify;">mp86@live.it \\\ 3287089128</p>
<p style="text-align: justify;">Sinossi:<br />
“DUE CORPI” è la storia di un incontro e di una separazione. Il desiderio del re-incontro tiene viva l’immaginazione, facendo assumere ai due corpi forme e contorni sempre diversi.<br />
Un breve misterioso dialogo sospeso e notturno, ispirato principalmente alla poesia “Due corpi” di Octavio Paz.<br />
_________________________</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://bukocircolovirtuoso.files.wordpress.com/2014/05/versogiusto.jpg"><img alt="versogiusto" src="http://bukocircolovirtuoso.files.wordpress.com/2014/05/versogiusto.jpg?w=222&amp;h=300" width="222" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">“Il Verso Giusto’’, 10:55, Claudio Russo</p>
<p style="text-align: justify;">claudio.russo.cinema@gmail.com \\\ 3937607090</p>
<p style="text-align: justify;">Sinossi:<br />
”Il Verso Giusto” nasce dal desiderio di cercare, cercandosi. Nella città di Napoli, dove più che in ogni altro posto coincidono tradizione e trambusto moderno, estraniandosi dal caos quotidiano ed accompagnata dalla bellezza dei luoghi, la coscienza prende il sopravvento e scopre in modo radicale e diretto le differenze e le influenze che il posto genera nella trasformazione sociale e comportamentale, attraverso gli occhi di una persona comune che si abbandona alle proprie sensazioni.<br />
___________________________</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://bukocircolovirtuoso.files.wordpress.com/2014/07/fuori-dallarmadio.jpg"><img alt="fuori dall'armadio" src="http://bukocircolovirtuoso.files.wordpress.com/2014/07/fuori-dallarmadio.jpg?w=211&amp;h=300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">“Fuori Dall’Armadio”, 6.40, WAND – Collettivo LGBT Benevento</p>
<p style="text-align: justify;">luka-1992@live.it \\\ 3401866998</p>
<p style="text-align: justify;">Sinossi:<br />
Quando Miriam decide di lasciare Giulia, lo fa con una lettera. Sente di doverle delle scuse, sente che quella scelta segnerà una precisa svolta nella sua vita. Le è stata data la possibilità di venire allo scoperto, ha scelto di nascondersi. Giulia rappresenta per lei l’amore, ma il sacrificio che le viene chiesto è troppo grande.<br />
Si sono amate a lungo e di nascosto, coltivando il sentimento nella riservatezza e nel silenzio. Quando un’amica le sorprende a baciarsi, Miriam si rende improvvisamente conto che non è disposta a sacrificare tutto ciò che ha per Giulia e sente il peso della sua codardia, insopportabile e vincolante. Non riesce a venire fuori dall’armadio in cui è reclusa, o meglio, gettata fuori, decide di tornarci. Parla all’amica che le ha sorprese e decide di mentirle. Compie la scelta che rimpiangerà per il resto della sua vita.<br />
Fuori dall’armadio è una storia d’amore omosessuale che non ha nulla di speciale e nella sua normalità si estingue. Miriam non è un’eroina, ma una società giusta non dovrebbe mai imporci di esserlo. Il coraggio che le manca la rende davvero una codarda? O forse siamo noi con i nostri pregiudizi a chiudere le ante dell’armadio e a lasciar marcire dentro la sincerità e l’amore?<br />
_____________________________</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://bukocircolovirtuoso.files.wordpress.com/2014/07/your-life-is-a-lie.jpg"><img alt="your life is a lie" src="http://bukocircolovirtuoso.files.wordpress.com/2014/07/your-life-is-a-lie.jpg?w=211&amp;h=300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">“Your life is a lie”, 14:00 circa, Francesco Giuseppe Nappi</p>
<p style="text-align: justify;">francescogiuseppenappi@hotmail.it<br />
francescogiuseppe.nappi@hotmail.com \\\ 348 06 98 279</p>
<p style="text-align: justify;">Sinossi:<br />
La società ci impone dei comportamenti dove lo scopo non è essere, ma apparire.<br />
schiavi di abitudini, di idee, di noi stessi.<br />
E se un giorno, guardandoti allo specchio, scopri che ciò che stavi vivendo non ti appartiene?<br />
Se, per caso, ti accorgi che non c’è altro, qualcosa di più profondo?<br />
Se ti dovessi trovare a dover scegliere tra continuare ad indossare una maschera o finalmente gettarla via, tu che faresti?_____________________________</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://bukocircolovirtuoso.files.wordpress.com/2014/07/puntini-sospensivi.jpg"><img alt="puntini sospensivi" src="http://bukocircolovirtuoso.files.wordpress.com/2014/07/puntini-sospensivi.jpg?w=300&amp;h=287" width="300" height="287" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">“Puntini sospensivi”, 6:27, Immaginaria Coop Sociale Onlus</p>
<p style="text-align: justify;">comunicazione@cooperativaimmaginaria.it \\\ 3498719789</p>
<p style="text-align: justify;">Sinossi:<br />
Onirico e visionario, Puntini sospensivi è un cortometraggio collettivo in cui i ragazzi delle scuole superiori di Benevento indagano il significato profondo della parola “Bene Comune”. Una riflessione inedita su come i giovani possono e devono riappropriarsi di nuovi spazi fisici, culturali e affettivi per essere cittadini attivi. Il corto ha una forte potenza visiva ed è stato realizzato al termine dell’omonimo progetto di animazione territoriale promosso dalla Cooperativa sociale Immaginaria onlus e realizzato grazie al co-finanziamento dell’Unione Europea attraverso il programma comunitario “Gioventù in Azione – Azione 1.2”<br />
_________________________</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://bukocircolovirtuoso.files.wordpress.com/2014/07/inoccupazione.jpg"><img alt="InOccupazione" src="http://bukocircolovirtuoso.files.wordpress.com/2014/07/inoccupazione.jpg?w=300&amp;h=168" width="300" height="168" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">“InOccupazione”, 6:57, Anna Mazzoni &amp; Giustino Pennino</p>
<p style="text-align: justify;">campanellino83@hotmail.it \\\ 3495645253<br />
giustino.pennino@gmail.com \\\ 3394572837</p>
<p style="text-align: justify;">Sinossi:<br />
Le storie di Emilia e Cesare, abitanti dell’Occupazione “Carlo Felice” a Roma. Clip inviata per il concorso “Servizio Pubblico – Generazione Reporter 2013″. Il corto-documentario è stato selezionato per “Ritratti”, lo speciale di “AnnoUno” con i migliori report partecipanti.<br />
_________________________</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://bukocircolovirtuoso.files.wordpress.com/2014/07/incontro_con_eduardo_-_locan-dina__ancora_pic3b9_piccola3.jpg"><img alt="INCONTRO_CON_EDUARDO_-_LOCAN DINA__ancora_più_piccola3" src="http://bukocircolovirtuoso.files.wordpress.com/2014/07/incontro_con_eduardo_-_locan-dina__ancora_pic3b9_piccola3.jpg?w=620" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">“INCONTRO CON EDUARDO”, 12:00, Nello Mascia</p>
<p style="text-align: justify;">Sinossi:<br />
Omaggio a Eduardo de Filippo in occasione del 30° anniversario della morte. Il giovane attore Ciro ha un incontro per un’audizione con Eduardo De Filippo. Un mito vivente. Un monumento. Ciro si precipita all’appuntamento della vita. Eduardo gli appare in fondo a un immenso terrazzo. Occhialoni con una lente nera e l’altra lente più chiara. La lente più chiara scopre un occhio di proporzioni smisurate. Non è un occhio. E’ un periscopio che scruta fin dentro l’anima. Eduardo è seduto dietro a un tavolino. Sul tavolino una caffettiera napoletana. Ciro è al colmo dell’emozione. Si avvicina. E….</p>
<p>—</p>
<div dir="ltr" align="left">SEGUONO I <a href="http://www.artempori.it/artempori/2013/09/27/metodi-responsabili-per-la-fruizione-di-iniziative-socio-culturali/" target="_blank"><strong>METODI RESPONSABILI</strong></a> CON CUI ART’EMPORI HA VAGLIATO L’EVENTO<br />
Chi è interessato può comunicarci eventuali modifiche da apportare alla seguente ipotesi.</div>
<div dir="ltr" align="left">_____________________________________________________________</div>
<table width="690" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td rowspan="2" width="500" height="264"><em><strong>PoeCivismo.</strong><br />
<strong>Metodi responsabili<br />
per la fruizione di iniziative socio-culturali</strong><br />
Questi Metodi agevolano PRATICHE<br />
capaci di inclusione e cittadinanza non delegata.<br />
Ogni iniziativa, infatti, a prescindere dall’encomiabile<br />
tema trattato, <em>IN TERMINI DI LINGUAGGIO ESPERIENZIALE, </em><br />
paradossalmente rischia di realizzare STILI DI AZIONE CULTURALE<br />
che, dialogando con gli STILI DI VITA del fruitore,<br />
utilizzano un metodo escludente e delegato che è incoerente<br />
con qualsiasi processo culturale che voglia creare reale<br />
consapevolezza e capacità di azione partecipata dal cittadino.<br />
.<br />
Non conta l’eccellenza di un’opera, di una teoria o di un evento,<br />
ma cosa ne fa il fruitore, portandola in prima persona nel mondo.<br />
</em><em>.<br />
Ogni fruitore, nell’approcciarsi esperienzialmente all’evento,<br />
può considerare i criteri che ritiene utili<br />
</em><em>e può anche creare altri criteri adatti al proprio percorso.</em><em>Considerare le iniziative per la capacità di cambiamento<br />
(AZIONE ETICA) e non per la piacevolezza emozionale<br />
(FRUIZIONE ESTETICA DELLE EMOZIONI) che </em><em>può<br />
renderci passivi </em><em>perpetuatori del malessere collettivo<br />
</em><em><em>Spesso, siamo abituati ad approcciare gli eventi culturali<br />
</em></em><em><em>per l’attitudine emozionale (estetica) ereditata che impedisce<br />
</em></em><em><em>l’azione in prima persona e quindi il cambiamento.</em></em></p>
<p><em> </em></td>
<td width="20"></td>
<td colspan="2" width="170">Bukòrto, rassegna del corto. Venerdì 18 luglio, Circolo Buko&#8217;</td>
</tr>
<tr>
<td width="20" height="131"><em> 18<strong>/20</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong>TOTALE</strong></em><br />
<b>COERENZE</b><br />
<em><strong>rilevate</strong></em><br />
<em><strong>con i Metodi </strong></em><br />
<em><strong>responsabili<br />
________</strong></em></td>
<td width="54"><em><strong> </strong></em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="150"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UNA RESISTENZA ECONOMICA TERRITORIALE</em><br />
<em>E UNA REDISTRIBUZIONE DEI REDDITI</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative culturali che, a prescindere<br />
dal tema, promuovono anche l’attitudine a contrastare<br />
la crisi economica che colpisce il cittadino medio e i territori </strong><br />
Ogni iniziativa dovrebbe considerare il bisogno di giustizia sociale<br />
di questa epoca in cui i redditi si stanno spostando dal cittadino<br />
medio ai milionari.<br />
_____________________________________________</em></td>
<td width="20"><em> <strong><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong><strong>_________</strong><br />
1. Tutela </strong></em><br />
<em><strong>economica </strong></em><br />
<em><strong>del cittadino </strong></em><br />
<em><strong>e<br />
del territorio<br />
_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="126"><em>PER UN’IDENTITA’ TERRITORIALE</em><br />
<em>E UNA COESIONE SOCIALE</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative culturali che, a prescindere<br />
dal tema, promuovono anche l’identità del territorio<br />
e la coesione sociale che ne deriverebbe</strong><br />
Queste iniziative, in quanto di visibilità pubblica, dovrebbero<br />
considerare la vocazione territoriale e le specificità del luogo<br />
da tutelare come opportunità di identità e di reddito.<br />
_____________________________________________<br />
</em></td>
<td width="20"><em> </em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong>2. Tutela<br />
identitaria<br />
del territorio</strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><em> </em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="123"><em>PER UNA RESPONSABILITA’ SOCIALE CORTA</em><br />
<em>E NON DELEGATA</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative realizzate da associazioni locali<br />
o dai residenti, senza la partecipazione e i fondi<br />
degli enti pubblici</strong><br />
<em>Quando l’iniziativa non è calata dall’alto ma realizzata<br />
in prima persona dai residenti diventa opportunità per<br />
una coesione territoriale e una cittadinanza non delegata<br />
in tutti gli aspetti della vita collettiva.<br />
</em>Se l’iniziativa è realizzata senza i fondi pubblici contiene<br />
meno costi occulti: non pesa sulla collettività;<br />
non partecipa a un modello di sviluppo assistenzialista<br />
e delegato; non si agevola il clientelismo politico;<br />
non è complice dei costi pubblici che, gravando<br />
sull’economia reale, causano la crisi economica<br />
</em><em>a danno dei cittadini e dei territori. </em></td>
<td width="20"><em> <strong><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong>3. Senza<br />
enti pubblici</strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="177"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’INCLUSIONE DEI LUOGHI</em><br />
<em>CHE ANIMANO IL TERRITORIO</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che, realizzate presso le sedi</strong><br />
<strong>di associazioni e di aziende indipendenti, evitando<br />
i non luoghi </strong><strong>delle sedi istituzionali, si contaminano<br />
dei progetti </strong><strong>e delle persone del territorio</strong><br />
Quando l’iniziativa è realizzata in sedi istituzionali, oltre a gravare<br />
sulla collettività, rischia di proporsi unilateralmente in quanto<br />
non si contamina delle persone e dei progetti che animano<br />
il luogo ospitante.<br />
</em></td>
<td width="20"><em> <strong><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong>4. Presso<br />
sedi</strong><br />
<strong>non<br />
istituzionali</strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="130"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’ATTITUDINE ALL’INCLUSIONE</em><br />
<em>E PER DISINCENTIVARE IL FAMILISMO</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che, promosse da un’associazione,</strong><br />
<strong>coinvolgono nell’organizzazione le altre associazioni<br />
del territorio </strong><strong>e i residenti locali</strong><br />
Spesso, nelle attività quotidiane del cittadino<br />
e nelle attività culturali e di volontariato, si utilizzano metodi<br />
esclusivi e familistici come avviene<br />
nelle aziende e nella partitocrazia.<br />
</em></td>
<td width="20"><em> NO<strong><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong>5. Coinvol-gimento<br />
delle altre associazioni</strong><br />
<strong>e dei residenti</strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="145"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’INCLUSIONE DEI RIONI E DEL TERRITORIO</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che coinvolgono diffusamente<br />
i rioni della città e/o il territorio</strong><br />
Quando l’iniziativa è realizzata, in modo decentrato,<br />
fuori dai luoghi istituzionali, coinvolgendo i luoghi, eventualmente<br />
all’aperto, dei rioni, in particolare quelli meno frequentati,<br />
consente un cambiamento che può rimuovere lo squilibrio sociale<br />
e urbanistico della città.<br />
</em></td>
<td width="20"><strong><em>NO <em><strong><br />
</strong></em></em></strong></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>6. Coinvol-<br />
gimento<br />
dei rioni<br />
e/o del<br />
territorio</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="143"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’AUTODETERMINAZIONE</em><br />
<em>E UNA COESIONE TERRITORIALE</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative ideate da soggetti locali senza aderire<br />
a iniziative promosse a livello sovraterritoriale</strong><br />
Quando l’iniziativa non è calata dall’alto, ma realizzata<br />
esperienzialmente da soggetti locali, diventa opportunità<br />
per una coesione territoriale e per un esercizio<br />
a una cittadinanza non delegata in ogni aspetto collettivo.</em></td>
<td width="20"><em> </em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong>7. Senza<br />
aderire</strong><br />
<strong>a iniziative</strong><br />
<strong>nazionali</strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><em> </em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="166"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER CONTRASTARE LA DELEGA,</em><br />
<em>IL VERTICISMO E L’ESCLUSIONE</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che, non prevedendo l’assegnazione<br />
di premi e riconoscimenti, non proiettano un approccio<br />
competitivo ed esclusivo dell’impegno e della cultura</strong><br />
Quando, all’interno di un’iniziativa, vengono assegnati premi<br />
e riconoscimenti, è opportuno che questi almeno valorizzino<br />
persone non note e/o del territorio.<br />
Assegnando riconoscimenti a persone note, l’iniziativa tende<br />
a dare visibilità a se stessa.</em></td>
<td width="20"><em> </em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong>8. Senza</strong><br />
<strong>premi</strong><br />
<strong>e selezioni</strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><em> </em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="140"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UNA CITTADINANZA INCLUSIVA</em><br />
<em>DELLE SPECIFICITA’ E NON FAMILISTICA</em><br />
<em><strong>Considerare le iniziative per i contenuti<br />
che possono </strong><strong>intrecciarsi con il nostro personale<br />
percorso e non </strong><strong>per il rapporto di amicizia/seduzione<br />
o di inimicizia/intolleranza</strong><br />
<strong>che intratteniamo con chi li organizza </strong><br />
</em><em>Spesso, siamo abituati ad approcciare gli eventi culturali</em><br />
<em>con metodo familistico: li evitiamo per pregiudizio negativo</em><br />
<em>(esclusione) o li frequentiamo per amicizia o simpatia (familismo).</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>9. Considerare</strong><br />
<strong>i contenuti</strong><br />
<strong>e non gli organizzatori</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="124">_____________________________________________<br />
PER UNA COMUNICAZIONE NON FAMILISTICA<br />
E INDIPENDENTE DALLE MULTINAZIONALI DEL WEB<br />
<strong>Valorizzare le iniziative divulgate prevalentemente<br />
tramite strumenti indipendenti da quei social network<br />
che agevolano il familismo nelle relazioni<br />
</strong>Spesso, nell’ansia di divulgare l’evento, usiamo strumenti fondati<br />
sul familismo e l’omologazione, come i social network basati sulle<br />
cerchie di amicizie e non sui percorsi progettuali e territoriali.</td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong><strong>10. </strong></strong><strong>Comunicazione </strong><br />
<strong>indipendente dai social<br />
</strong><strong style="line-height: 19px;">_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="158">_____________________________________________<br />
PER UNA COESIONE SOCIALE<br />
E UN’INCLUSIONE DELLE SPECIFICITA’<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che prevedono dibattiti in cui<br />
ogni relatore impegni il tavolo del convegno solo nel momento<br />
del proprio intervento</strong><br />
<em>Ogni relatore dovrebbe essere un membro della platea prestato,</em><br />
<em>temporaneamente e per una sua specificità, alla funzione</em><br />
<em>di consulente di una comunità in cui ognuno è consulente degli altri.</em><br />
<em>Quando possibile, è opportuno che i partecipanti al dibattito</em><br />
<em>siano disposti in cerchio.</em></td>
<td width="20"><strong> </strong></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>11. Senza</strong><br />
<strong>tavolo</strong><br />
<strong>dei relatori</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="113">_____________________________________________<br />
PER UN’INCLUSIONE DELLE SPECIFICITA’<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che, nel comunicare<br />
i nomi delle persone coinvolte, utilizzano<br />
solo eventuali qualifiche pertinenti con l’iniziativa.</strong><br />
<em>Ogni relatore dovrebbe essere impegnato nell’iniziativa<br />
per portare la sua personale specificità acquisita<br />
nel concreto, a prescindere dai titoli.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>12. Senza comunicare</strong><br />
<strong>titoli di studio</strong><br />
<strong>non pertinenti</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="152">_____________________________________________<br />
PER UNA PROMOZIONE<br />
DELLE SPECIFICITA’ DEI CITTADINI<br />
<strong>Valorizzare iniziative (convegni, dibattiti, ecc.)<br />
dove </strong><strong>prendono parte prevalentemente<br />
le competenze tecniche e di fatto</strong><br />
<strong>e non i personaggi politici e istituzionali</strong><br />
<em>Spesso il convegno perde di vista il suo contenuto e diventa</em><br />
<em>luogo di presenzialismo. Le autorità politiche e istituzionali</em><br />
<em>hanno comunque la possibilità di vedersi pubblicati</em><br />
<em>i propri comunicati sui media.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>13. Senza personaggi </strong><br />
<strong>istituzionali</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="117">_____________________________________________<br />
PER UNA CITTADINANZA ARTISTICA NON DELEGATA<br />
E UNA BIODIVERSITA’ CULTURALE<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che prevedono,<br />
come protagonisti, </strong><strong>personaggi e artisti<br />
</strong><strong>non mediaticamente noti<br />
</strong><em>Le iniziative locali hanno senso se danno visibilità<br />
</em><em>a personaggi e/o artisti che non sono già agevolati<br />
</em><em>dai media nazionali.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>14. Senza personaggi<br />
e/o artisti</strong><br />
<strong>massmediatici</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="155">_____________________________________________<br />
PER UNA CITTADINANZA ECONOMICA NON DELEGATA<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che utilizzano monete locali<br />
per incentivare un’economia condivisa, una coesione<br />
sociale e una resistenza economica territoriale<br />
</strong><em>Ogni gesto economico può essere portatore di giustizia<br />
sociale, redistribuzione dei redditi e inclusione del vicino.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>15. Con<br />
</strong><strong>moneta locale<br />
</strong><strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="138">_____________________________________________<br />
PER UN’INCLUSIONE SOCIALE<br />
<strong>Valorizzare, anche a teatro e ai concerti, le iniziative<br />
in cui non siano previsti posti privilegiati<br />
e biglietti omaggio per le autorità<br />
</strong><em>Per valutare realmente la portata di un evento culturale,<br />
gli esponenti politici ed istituzionali devono misurarsi</em><br />
<em>con esso, in veste di cittadini comuni.</em><br />
Nei luoghi dell’arte, siti dell’emancipazione e della giustizia,<br />
non dovrebbero esistere discriminazioni.</td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>16. Senza</strong><br />
<strong>spazi e posti</strong><br />
<strong>a sedere</strong><br />
<strong>privilegiati</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="148">_____________________________________________<br />
PER UN MODELLO DI SVILUPPO DI PICCOLA SCALA<br />
E PER REDDITI CHE RESTANO SUL TERRITORIO<br />
<strong>Valorizzare le iniziative realizzate senza quegli<br />
ingenti capitali che portano i profitti via dai territori<br />
e che promuovono quel modello di sviluppo che,<br />
basato sui sistemi di scala, è la causa dell’attuale<br />
disagio economico e sociale</strong><br />
<em>Per un modello di sviluppo che includa i piccoli operatori<br />
locali e che incentivi un’economia di piccola scala che</em><br />
<em>produce economia territoriale.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>17. Senza</strong><br />
<strong>ingenti</strong><br />
<strong>investimenti</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="148">_____________________________________________<br />
PER UN’AUTODETERMINAZIONE DEL TERRITORIO<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che, evitando, come sponsor,<br />
aziende estranee al territorio, non rischiano<br />
di veicolare condizionamenti a danno<br />
delle popolazioni locali</strong><br />
<em>Queste iniziative, in quanto di visibilità pubblica, devono essere<br />
autonome dalla aziende che potrebbero condizionare le attività<br />
di autodeterminazione e di coesione della popolazione locale.  </em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>18. Senza</strong><br />
<strong>sponsor<br />
sovraterritoriali</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="148">_____________________________________________<br />
PER UNA CULTURA MATERIALE RESPONSABILE<br />
E UN’ECONOMIA CONDIVISA<br />
<strong>Valorizzare le iniziative culturali che promuovono<br />
i prodotti del territorio o etici, quando prevedono<br />
la somministrazione di cibo o in quanto ospitate<br />
in esercizi commerciali che abitualmente<br />
somministrano cibo del territorio</strong><br />
<em>Processo culturale è quello che, a prescindere dal tema affrontato,<br />
dovrebbe comunque essere capace, nel metodo, di agevolare<br />
identità territoriale, redistribuzione del reddito, tutela ambientale.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>19. Cibo responsabile</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="145">_____________________________________________<br />
PER UN RESPONSABILE USO<br />
DELLE RISORSE NATURALI<br />
<strong>Evitare le iniziative culturali che prevedendo,</strong><br />
<strong>anche accessoriamente, sommistrazione di cibo<br />
e bevande, </strong><strong>utilizzano stoviglie monouso<br />
non biodegradabili</strong><br />
<em>Queste iniziative, in quanto di visibilità pubblica, devono essere</em><br />
<em>più responsabili dei singoli cittadini riguardo all’uso di stoviglie:</em><br />
<em>in caso di monouso, si utilizzino almeno quelle biodegradabili.</em><br />
_____________________________________________</td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>20. Stoviglie</strong><br />
<strong>ecosostenibili</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Rosso Floyd</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2010/07/22/rosso-floyd/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 08:31:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[luidig]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Libreria Luidig]]></category>
		<category><![CDATA[Libri - saggistica]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
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		<category><![CDATA[claudio russo]]></category>
		<category><![CDATA[gennaro del piano]]></category>
		<category><![CDATA[giancarlo tretola]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe di gioia]]></category>
		<category><![CDATA[luidig]]></category>
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		<description><![CDATA[25 Luglio ore 21,00 presso la Libreria Luidig Associazione Luidig presenta ROSSO FLOYD Uomo Gatto &#8211; Selene D&#8217;Alessandro Uomo Cane &#8211; Giuseppe Di Gioia Uomo Cavallo &#8211; Giancarlo Tretola Uomo Topo &#8211; Mario Buonarobba e con: Claudio Russo, Alessandro Di Gioia, Gennaro Del Piano supporto musicale live: Luigi Furno e Alessandro Caporaso «Syd è impazzito perché [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2>25 Luglio ore 21,00</h2>
<p>presso la Libreria Luidig</p>
<p><img class="alignleft" style="margin-left:5px;margin-right:5px;" title="Rosso Floyd" src="http://www.luidig.it/images/eventi/rosso_floyd_locandina.jpg" alt="Rosso Floyd" width="488" height="347" /><strong><span id="more-3002"></span>Associazione Luidig</strong><br />
<em>presenta</em></p>
<h1><strong><span style="color:#333399;">ROSSO FLOYD</span></strong></h1>
<p><strong>Uomo Gatto</strong> &#8211; Selene D&#8217;Alessandro<br />
<strong>Uomo Cane</strong> &#8211; Giuseppe Di Gioia<br />
<strong>Uomo Cavallo</strong> &#8211; Giancarlo Tretola<br />
<strong>Uomo Topo</strong> &#8211; Mario Buonarobba</p>
<p><em>e con:</em> Claudio Russo, Alessandro Di Gioia, Gennaro Del Piano<br />
supporto musicale live: Luigi Furno e Alessandro Caporaso</p>
<p style="text-align:justify;">«Syd è impazzito perché era sempre un passo più avanti, e non essere mai in sintonia con gli altri fa di te un naufrago su uno scoglio, o un astronauta perso nello spazio. Qualsiasi cosa facesse o pensasse era sempre all&#8217;avanguardia, sempre: a un certo punto si trovò così in là che intorno a lui non c&#8217;era più nulla, e in quel vuoto precipitò».</p>
<p style="text-align:justify;">«Mio padre si chiamava Eric Fletcher Waters. Morì ad Anzio il 18 febbraio 1944. Io sono nato 165 giorni prima della sua morte. La gente mi conosce come Roger Waters, voce, bassista e autore della maggior parte dei testi dei Pink Floyd». Inizia così una delle confessioni dell&#8217;immaginaria «istruttoria» che fa da spina dorsale a questo libro. Un romanzo che ricostruisce la parabola artistica dei Pink Floyd facendo coincidere i dati biografici con quelli fantastici, dando forma a un impasto unico modellato intorno a una delle band più celebrate del ventesimo secolo. A sovraintendere a questa febbrile requisitoria sono «i siamesi»: due cervelli per un solo corpo, un legame conflittuale come quello che unì Roger Waters e David Gilmour.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma qual è stato l&#8217;originario «evento scarlatto» che ha fatto dei Pink Floyd la leggenda che sono diventati? Sappiamo che Syd «Diamante Pazzo» Barrett &#8211; dopo appena due dischi e un&#8217;esperienza psichedelica dalla quale non si riprenderà mai più &#8211; viene allontanato dai suoi stessi compagni. È allora che decide di rinchiudersi nello scantinato della casa di famiglia a Cambridge, in compagnia delle sue amate chitarre e di tutta la musica che ha in testa. La stessa musica che, grazie ai concerti tenuti dal gruppo, continua a fare il giro del mondo: come se il talento visionario di Barrett &#8211; tramite insondabili vie oniriche &#8211; avesse continuato a influenzare sotterraneamente ogni canzone composta dagli altri Pink Floyd dopo il suo esilio.<br />
L&#8217;estro catalogatore ed enciclopedico di Michele Mari si fa in questo libro vertiginoso: l&#8217;autore sembra schiudere le porte del suo laboratorio per interrogare in profondità la genesi del processo creativo. Il potere della letteratura si allea in queste pagine a quello della musica: solo così è possibile far dialogare i personaggi delle canzoni dei Pink Floyd con i membri stessi della band, Stanley Kubrick con le coriste, David Bowie con Michelangelo Antonioni&#8230; Come il prisma scompone un raggio di luce mostrando lo spettro di colori che lo costituisce, così l&#8217;autore disseziona il nucleo incandescente delle canzoni dei Pink Floyd fino a svelare come dietro ogni loro singolo verso si nasconda un messaggio rivolto all&#8217;<em>altrove</em>.<!--more--></p>
<div>
<p><strong>Michele Mari &#8211; Rosso Floyd</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><img title="Rosso   Floyd" src="http://www.luidig.it/images/eventi/rosso_floyd.jpg" border="0" alt="Rosso Floyd" width="250" height="408" /></p>
<p>«Meraviglioso».<br />
<strong>Tiziano Scarpa</strong></p>
<p>«Testo inusuale, il romanzo di Mari è un caso pressoché unico nel panorama italiano. È qualcosa che somiglia a un sogno. Ecco, <em>Rosso Floyd</em> è scritto come uno di quei sogni in cui i personaggi veri si mescolano a figure non reali e si combinano in un racconto fatto di associazioni ed enigmi».<br />
<strong>Ranieri Polese, <em>Corriere della Sera</em></strong></p>
<p>«Non è una biografia sul gruppo, né la solita storia ben documentata su protagonisti e vicende, ma un romanzo in piena regola, tra finzione e fatti reali, tenuti in perfetto equilibrio dalla fine sapienza letteraria di Michele Mari».<br />
<strong>Valeria Parrella, <em>Grazia</em></strong></p>
<p>«Centro pieno: Mari firma il miglior libro sulla musica popolare mai scritto da queste parti e nella biblioteca ideale va a collocarsi accanto ai capolavori del genere. (&#8230;) Se non avete la minima idea di chi sia Syd Barrett, né intendete informarvi, la bellezza di <em>Rosso Floyd</em> non cambia di una virgola».</p>
<p><strong>Alessandro Gnocchi, <em>Il Giornale</em></strong></p>
<p>«Nella sua eclettica ispirazione, Michele Mari ci offre un altro geniale esempio di come la letteratura possa intrufolarsi ovunque, dal puro romanzo alla più deflagrante contaminazione meta-narrativa, quando a sorreggerla c&#8217;è una scrittura alta, tentacolare, intelligente. (&#8230;) In questa strepitosa contaminazione di linguaggi e di ipotesi, <em>Rosso Floyd</em> è un libro amabilmente &#8211; diabolicamente &#8211; unico».<br />
<strong>Sergio Pent, <em>ttL</em></strong></p>
<p>«<em>Rosso Floyd</em>, romanzo serio, non deve essere un libro per pochi».<br />
<strong>Goffredo Fofi, <em>Internazionale</em></strong></p>
<p><strong>Un romanzo impetuoso e visionario, un viaggio nell&#8217;universo dei Pink Floyd, alla scoperta dell&#8217;«evento scarlatto» che ha fatto della band una leggenda</strong>. 30 confessioni, 53 testimonianze, 27 lamentazioni (di cui 11 oltremondane), 6 interrogazioni, 3 esortazioni, 15 referti, una rivelazione e una contemplazione. E al centro, la musica e l&#8217;estro creativo di un gruppo che ha rivoluzionato il rock.</p>
<p>Dopo appena due album, Syd Barrett sprofonda in un delirio psichedelico che determinerà la rottura con Roger Waters e David Gilmour. Barrett perde il contatto con la realtà, non si presenta ai concerti, o decide di scordare la chitarra nel bel mezzo delle esibizioni e fissare il vuoto. Allontanato dai suoi stessi compagni, Barrett si rinchiuderà nello scantinato della casa di famiglia, a Cambridge, e rimarrà là sotto, con la sola compagnia dei suoi strumenti e delle sue visioni, mentre la musica che ha composto per i Pink Floyd continua a fare il giro del mondo. Nonostante non faccia più parte della band, le idee di Barrett e la sua inconfondibile impronta continueranno a influenzare i testi e il sound Pink Floyd in modo duraturo, in una sorta di collegamento onirico che non verrà mai interrotto.</p>
<p><strong>Michele Mari trasporta il lettore nel vortice del rock, riunendo tutti i personaggi che hanno incontrato Syd Barrett e anche quelli che hanno solo tangenzialmente avuto a che fare con i Pink Floyd</strong>, personaggi realmente esistiti &#8211; come Stanley Kubrick, David Bowie, Michelangelo Antonioni, i membri stessi della band, dalle coriste ai tecnici del suono &#8211; e personaggi immaginari &#8211; protagonisti delle canzoni o figure apparse nei film che hanno raccontato il gruppo. In un impareggiabile sforzo di catalogazione e documentazione, Michele Mari dà voce alla galassia Pink Floyd, in una sorta di tavola rotonda, di banco degli imputati in cui tutti raccontano un frammento della loro esperienza, in un puzzle di ricordi, testimonianze, fatti &#8220;storici&#8221; e invenzioni che si intrecciano o si perdono. A dirigere la requisitoria, sono «i siamesi»: due cervelli per un solo corpo, simbolo della parabola artistica del gruppo, uniti in un legame conflittuale come fu quello tra Roger Waters e David Gilmour.<br />
<em>Rosso Floyd</em> è un laboratorio narrativo che si spinge fino al cuore della musica dei Pink Floyd, una miniera di documenti e citazioni, un dialogo immaginario che è anche il racconto di un mito.</p>
<p>Michele Mari parla di <em>Rosso Floyd</em> in una <a href="http://tv.repubblica.it/palinsesto/2010-06-03/9128" target="_blank">videointervista a RepubblicaTV</a>:</p>
</div>
<p><!-- / MODULO IMMAGINE sinistra - TESTO DESTRA --><!-- /module/einaudi_mod_1.tpl --><!-- /module/am_article.tpl --><!-- line/include_code.tpl --></p>
<p><!-- /line/include_code.tpl --><!-- MODULO SEPARATORE --></p>
<div>
<hr /></div>
<p><strong>Materiali a margine</strong></p>
<div>
<div>
<p>Uno dei piaceri che il lettore incontra nel romanzo di Michele Mari <em>Rosso Floyd</em>, deriva, come accade ogni tanto nella migliore letteratura, dall’aprirsi di un mondo. In questo caso un sistema astrale che ruota intorno a un «diamante pazzo», Syd Barrett, ed è composto a sua volta da un pianeta principale, i Pink Floyd, e numerosi satelliti, asteroidi e fors’anche qualche buco nero.</p>
<p>Fuor di metafora, chi ha letto o leggerà <em>Rosso Floyd</em>, può essere interessato a vedere con i suoi occhi alcune esecuzioni, episodi e personaggi, a cui il libro fa riferimento e quanto segue è solo un parziale ed arbitrario tentativo di soddisfare tali curiosità. I filmati di YouTube a cui si accede dai link sottostanti sono accostati ad alcuni brani di <em>Rosso Floyd</em> che, più o meno da vicino, li riguardano.</p>
</div>
</div>
<p><!-- / MODULO SOLO TESTO --><!-- /module/einaudi_mod_6.tpl --><!-- /module/am_article.tpl --><!-- MODULO SEPARATORE --></p>
<div>
<hr /></div>
<p><!-- /MODULO SEPARATORE --><!-- line/include_code.tpl --><strong>Astronomy Domine</strong></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=ts-2lg5fpQ4&amp;feature=player_embedded" target="_blank"><img src="http://www.einaudi.it/var/einaudi/storage/images/media/immagini/video-rf-1-astronomy-domine/37513-1-ita-IT/video-RF-1-Astronomy-Domine.jpe" border="0" alt="" /></a></p>
<p>Questi ragazzi hanno prodotto una musica inconfondibile grazie al concorso di ogni tipo di rumore: battiti cardiaci, cinguettii, bisbigli, risate, gracidii, rumori di automobili, di elicotteri, di lavatrici, di registratori di cassa, porte sbattute, passi, ticchettii, voci di giornalisti sportivi, annunci pubblicitari, onde radio gracchianti, vagiti, sfrigolii di uova e bacon in padella, ululati, fischi del vento, respiri ansimanti, tuoni, tintinnii di monete, scrosci d’acqua, esplosioni, crolli, stormire di fronde…<br />
(p. 223)<br />
<strong>Arnold Layne</strong></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=EQTFRq1hjtM" target="_blank"><img src="http://www.einaudi.it/var/einaudi/storage/images/media/immagini/video-rf-2-arnold-layne/37518-1-ita-IT/video-RF-2-Arnold-Layne.jpe" border="0" alt="" /></a></p>
<p>Ci ho mica mai parlato, neanche il mio nome gli ho detto, figurarsi se gli raccontavo il mio segreto… Bòn, una mattina vado in centro e tutti cantano quella canzone, la storia di uno che ruba la biancheria delle donne e se la mette davanti allo specchio, uno che si chiama preciso come me, Arnold Layne! Che è poi anche il titolo della canzone, così da quel giorno io sono quello delle mutande… l’uomo che si traveste… Non ho più avuto pace…<br />
(p. 6)</p>
<p><strong>See Emily Play</strong></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=wH3pqYwDBdQ" target="_blank"><img src="http://www.einaudi.it/var/einaudi/storage/images/media/immagini/video-rf-3-see-emily-play/37523-1-ita-IT/video-RF-3-See-Emily-Play.jpe" border="0" alt="" /></a></p>
<p>Emily sono io, era con me quando ha composto <em>See Emily play</em>, è a me che l’ha dedicata, non posso pensarci senza sentirmi male perché è dall’enorme successo di quel singolo che è incominciato tutto, la tremenda pressione perché ne tirasse fuori subito un altro… E mi intristisce che tutti si ricordino di quella canzone e nessuno del lato B, perché sul lato B c’era lui, o meglio c’era quello che sarebbe diventato presto, come se lo sapesse già… <em>The scarecrow</em>, c’era…<br />
(p. 95)</p>
<p><strong>Jugband Blues</strong></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=78bnTgZpsCI&amp;feature=PlayList&amp;p=B3200C95A4FC2CF5&amp;playnext_from=PL&amp;playnext=1&amp;index=54" target="_blank"><img src="http://www.einaudi.it/var/einaudi/storage/images/media/immagini/video-rf-4-jugband/37528-1-ita-IT/video-RF-4-Jugband.jpe" border="0" alt="" /></a></p>
<p>Barrett, talmente pallido che sembrava truccato con la biacca, cantò <em>Jugband blues</em> rimanendo immobile come un morto, e interpretando la canzone in modo astratto e stranito, come se veramente, ciò che appunto dice il testo, lui non ci fosse già più. Era evidente che si trattava di un testamento, anche se nel diagnosticarsi da sé come schizofrenico Barrett dimostrava di saper essere ancora spiritoso. Ma la cosa più impressionante era che <em>Jugband blues</em> riusciva con micidiale precisione a rappresentare in tempo reale l’ultimo atto della schizofrenia, l’istante in cui la mente delirante piomba per sempre nel buio: è quando la canzone sembra finita e si sente un bizzarro suono di banda – lì in trasmissione Barrett dovette accennarlo a voce – dopodiché, pronunciati in modo ancora più impersonale, ci sono quattro versi che sono ormai dentro la pazzia, la pazzia che sentenzia che il mare non è verde e si chiede cosa «esattamente» sia un sogno, cosa «esattamente» uno scherzo…<br />
(p. 137)</p>
<p><strong>Vegetable Man</strong></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=1E_m586FAGg" target="_blank"><img src="http://www.einaudi.it/var/einaudi/storage/images/media/immagini/video-rf-5-vegetable-man/37533-1-ita-IT/video-RF-5-Vegetable-man.jpe" border="0" alt="" /></a></p>
<p>Quello che non ho mai capito è perché siano rimaste fuori canzoni terribili come <em>Vegetable man </em>e <em>Scream thy last scream</em>: fuori, dico, non solo da quei due album o da <em>Opel</em>, quella strana accozzaglia di inediti e di varianti messa insieme non so da chi nell’88, ma anche da tutti i cofanetti celebrativi fatti uscire dalla EMI negli ultimi vent’anni… Forse perché contengono un autoritratto troppo straziante, senza le dovute mediazioni artistiche? Eppure quei brani hanno incominciato a circolare clandestinamente quasi subito, tanto che non c’è un solo fan di Syd che non li conosca…<br />
(p. 144)</p>
<p><strong>Syd Barrett&#8217;s First trip</strong></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=BUliMqPcrW8&amp;feature=PlayList&amp;p=A8E97042FCFBE639&amp;playnext_from=PL&amp;playnext=1&amp;index=10" target="_blank"><img src="http://www.einaudi.it/var/einaudi/storage/images/media/immagini/video-rf-6-syd-barrett-first-trip/37538-1-ita-IT/video-RF-6-Syd-Barrett-first-trip.jpe" border="0" alt="" /></a></p>
<p>Giunti in cima mi ordina di filmarlo, e in quello stesso momento si trasforma: da serio e taciturno diventa un buffone, corre agitando le braccia in modo disarticolato, grugnisce, squittisce, fa una smorfia dietro l’altra, e ride, ride sguaiatamente con la testa piegata all’indietro… Poi si lascia rotolare giù da una duna riempiendosi i capelli di sabbia, risale e rotola di nuovo, svelle arbusti, ruota su se stesso come un derviscio: e intanto io filmo tutto…<br />
(p. 107)</p>
<p><strong>Rachel Fury</strong></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=biN0Mp42CmE" target="_blank"><img src="http://www.einaudi.it/var/einaudi/storage/images/media/immagini/video-rf-racheal-fury/37616-1-ita-IT/video-RF-Racheal-Fury.jpe" border="0" alt="" /></a></p>
<p>In un caso io ero anche solista: nel celeberrimo assolo di <em>The great Gig in the sky</em>. Ora, non ci vuol molto a capire che cimentarsi in quel pezzo significa misurarsi con il fantasma di Clare Torry, la vocalist che lo eseguì divinamente, anzi che lo inventò, per la registrazione dell’album.<br />
(p. 181)</p>
<p><strong>Clare Torry, intervista alla Comunidad Floydiana del Perù</strong></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=h1LTSLbhyoY" target="_blank"><img src="http://www.einaudi.it/var/einaudi/storage/images/media/immagini/video-rf-8-clare-torry/37543-1-ita-IT/video-RF-8-Clare-Torry.jpe" border="0" alt="" /></a></p>
<p>«Questo sarà un disco meraviglioso» ha aggiunto, «ma perché sia perfetto gli manca un tocco di… sì, un tocco di sessualità»… «E a me la chiedi, la sessualità?» «A te, sì, perché gli altri sono già troppo… oh fìdati, domani ti mando un tipino che ti aiuterà a sistemar la canzone»… Ed è arrivato il tipino, una vocalist che si chiamava Clare Torry, una che ha tirato fuori certi acuti, certi gorgheggi che sembravano davvero un orgasmo, insomma a farla breve fra lei e me abbiamo realizzato <em>The great Gig in the sky</em>. Gli altri sono rimasti senza parole.<br />
(p. 14)</p>
<p><strong>Michael Stipe Dark Globe</strong></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=rEAmpFCCJVw" target="_blank"><img src="http://www.einaudi.it/var/einaudi/storage/images/media/immagini/video-rf-9-michael-stipe-dark-globe/37548-1-ita-IT/video-RF-9-Michael-Stipe-dark-globe.jpe" border="0" alt="" /></a></p>
<p>Alla fine del concerto, mentre se ne stanno andando, proprio Stipe torna al centro del palco, e sorprendendo i suoi stessi compagni si mette a cantare <em>Dark globe</em> a cappella. Dovevo prenderlo come un omaggio? Io l’ho preso come un rimprovero, tu che ne dici bel chitarrista?<br />
(p. 150)</p>
<p><strong>Robyn Hitchcock Dominoes</strong></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=RPuwdpJCuLc" target="_blank"><img src="http://www.einaudi.it/var/einaudi/storage/images/media/immagini/video-rf-10-hitchcock/37553-1-ita-IT/video-RF-10-Hitchcock.jpe" border="0" alt="" /></a></p>
<p>Lui che quando compongo o quando canto mi sta appollaiato sulla testa come un avvoltoio… è la mia ossessione, il mio <em>horlà</em>… mi possiede, mi plagia, ma solo così riesco a creare… scosso dal demone creo, ma cosa creo?<br />
(p. 148)</p>
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