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	<title>Art&#039;Empori &#187; elide apice</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>Leggiamo all&#8217;uncinetto: martedì comincia un laboratorio creativo all&#8217;Ebby Chic Cafè</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Oct 2014 15:50:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Mariapaola Bianchini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Comunicati Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Laboratori]]></category>
		<category><![CDATA[elide apice]]></category>
		<category><![CDATA[gianna volpe]]></category>
		<category><![CDATA[uncinetto]]></category>

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		<description><![CDATA[[di Mariapaola Bianchini] Martedì 28 ottobre comincia, all’Ebby Chic Cafè, il laboratorio “LEGGIAMO ALL’UNCINETTO”, un’esperienza creativa in cui si potrà imparare a lavorare all’uncinetto, condividendo nel frattempo il piacere di letture condivise e tisane, perfette per accogliere l’inverno in arrivo. E’ un laboratorio aperto a tutti, senza costi e restrizioni, siamo tutti invitati. Principalmente sarà [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>[di Mariapaola Bianchini]</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/10/leggiamo-alluncinetto.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-14985" alt="leggiamo all'uncinetto" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/10/leggiamo-alluncinetto-300x199.jpg" width="300" height="199" /></a>Martedì 28 ottobre comincia, all’Ebby Chic Cafè, il laboratorio “LEGGIAMO ALL’UNCINETTO”, un’esperienza creativa in cui si potrà imparare a lavorare all’uncinetto, condividendo nel frattempo il piacere di letture condivise e tisane, perfette per accogliere l’inverno in arrivo. E’ un laboratorio aperto a tutti, senza costi e restrizioni, siamo tutti invitati. Principalmente sarà Elide Apice, nota giornalista della città appassionata di arte e cultura, a condurre il laboratorio. Elide lavora all’uncinetto da sempre, da quando bambina sua nonna le insegnava le prime catenelle. Elide ricorda che mentre cucivano insieme, ascoltavano la radio. L’ascolto era rilassante, come la pratica stessa dell’uncinetto. Da qui l’idea di accettare la proposta di letture condivise fatta da Gianna Volpe, counselor e clown dottore dell’associazione Clown Sfusi &#8211; la tribù dei nasi rossi. Anche Gianna sa lavorare all’uncinetto e come Elide condividerà questo sapere. Una persona a turno leggerà pagine dai libri preferiti, evocando suoni e voci della radio che rilassavano Elide da bambina.</p>
<p>L’obiettivo generale del laboratorio è fare in modo che l’antica attività manuale sia recuperata. Nello specifico si impareranno i punti base del lavoro (punto catenella – maglia bassa – maglia mezza bassa – maglia alta – maglia altissima e maglia tripla), si lavorerà sulle rifiniture delle manifatture e si riprodurranno modelli di lavori già realizzati e mostrati durante il corso.</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/10/uncinetto.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-14986" alt="uncinetto" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/10/uncinetto.jpg" width="259" height="194" /></a>L’uncinetto è una delle più antiche tecniche di lavorazione dei filati e prende il nome dall’attrezzo che viene utilizzato, un piccolo uncino di acciaio le cui dimensioni variano a seconda del cotone da utilizzare. Il lavoro consiste nel creare un disegno, attraverso i “punti” alternati a quadretti vuoti e pieni. Anticamente veniva usato per realizzare merletti, tende, centrini, tovaglie e impreziosire così ogni ambiente della casa. Oggi lo si sta riscoprendo per creare abiti, gioielli, bambole, accessori e oggetti di ogni tipo tutti accomunati dal bisogno di bellezza, creatività e originalità.</p>
<p>Riscoprire, in chiava moderna, l’arte dell’uncinetto ci fa riflettere su quanto oggi sia importante riscoprire le nostre radici. Fino a non tanto tempo fa (un trentennio circa) lavorare all’uncinetto era frequente. Era l’occasione per imparare un mestiere in un’epoca in cui il ciclo d’istruzione in media era più breve e il lavoro operaio era un valore ed una ricchezza. Ancora era l’occasione per incontrarsi, uno stimolo relazionale: si trascorreva il tempo insieme, confrontandosi e chiacchierando delle novità, si tramandavano le tradizioni. Oggi che la società è profondamente cambiata, questo è perso. Sappiamo che l’allungamento del ciclo di istruzione ci ha si dato il diritto sacrosanto alla piena realizzazione delle nostre potenzialità, ma ci ha allontanati dalla praticità manuale, che invece in tempo crisi si sta di nuovo imponendo come un’alternativa adattiva. Stanno quindi aumentando le iniziative, i manuali, i siti internet e i blog in cui si riscoprono l&#8217;uncinetto,  il taglio e cucito, il ricamo e il punto a croce. Se ne rivaluta l&#8217;utilità (possibilità dell&#8217;autoproduzione), la creatività, ed anche la possibilità di usarle come tecniche di rilassamento e di socialità.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>One, l&#8217;essenziale contro la folla di solitudini. La fotografia di Diego Orlacchio.</title>
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		<pubDate>Sun, 04 May 2014 19:44:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Articoli Testata]]></category>
		<category><![CDATA[..Distretto di Economia Solidale e di Arte Inclusiva]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[diego orlacchio]]></category>
		<category><![CDATA[elide apice]]></category>
		<category><![CDATA[fotogafia]]></category>
		<category><![CDATA[one]]></category>

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		<description><![CDATA[[di Elide Apice da Teatri e Culture] “E’ un progetto sull’unicità e su tutto ciò che stiamo perdendo con l’evoluzione”, così Diego Orlacchio, sabato sera, 3 maggio 2014, alla libreria Masone di Benevento, dove è appena stata inaugurata “One”, la mostra fotografica che raccoglie scatti fotografici suggestivi nella loro essenzialità. “Era il 2009 e durante [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/05/diego-orlacchio-libreria-masone2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-12077" alt="diego orlacchio libreria masone2" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/05/diego-orlacchio-libreria-masone2-300x168.jpg" width="300" height="168" /></a>[di Elide Apice da <a href="http://www.sannioteatrieculture.it/dettagliocomunicato.php?vIdComunicato=2057vTorna=main.php" target="_blank">Teatri e Culture</a>] “E’ un progetto sull’unicità e su tutto ciò che stiamo perdendo con l’evoluzione”, così Diego Orlacchio, sabato sera, 3 maggio 2014, alla libreria Masone di Benevento, dove è appena stata inaugurata “One”, la mostra fotografica che raccoglie scatti fotografici suggestivi nella loro essenzialità.</p>
<p style="text-align: justify;">“Era il 2009 e durante una cena in un ristorante,  nella sera di San Valentino, vidi una coppia di ragazzi che invece di parlarsi erano fissi con lo sguardo sui telefonini. Fu una scena tristissima che ho tenuto dentro me per un po’ di tempo fino ad elaborare un mio pensiero. One vuole essere appunto la mia idea di unicità che un po’ solitudine, stato che sento molto mio” I soggetti sono tutti soli, si inizia con una prima fotografia che è appena un accenno di linee e ombre e ci porta in una natura ancora incontaminata per poi proseguire in un viaggio metaforico in cui, in ogni scatto, comincia ad aggiungersi un nuovo elemento.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/05/diego-orlacchio-libreria-masone3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-12076" alt="diego orlacchio libreria masone3" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/05/diego-orlacchio-libreria-masone3-300x168.jpg" width="300" height="168" /></a>“In questa fotografia – indica Diego – comincia ad apparire un simbolo della comunicazione, il palo dei cavi telefonici, e in quest’altra una strada, su tutto però, un uccellino sembra demandare ancor alla natura”.<br />
Poi il percorso si fa più antropizzato e da una foto spunta un’antenna, sola, in primo piano rispetto alla linearità di un muretto e un orizzonte ammantato di nebbia.</p>
<p style="text-align: justify;">La nebbia è l’elemento costante ricercato in giorni di attesa “ per  dare il senso di un ‘senza tempo’, l’idea di foto che non hanno una collocazione temporale, foto in cui il soggetto che osserva è ‘ uno’ rispetto all’uno rappresentato”.<br />
In un’altra foto una gru si erge minacciosa ad indicare che la realtà è una continua sovrapposizione  dell’artificio umano alla natura che, però, nell’ultima  foto, appare in primo piano, sullo sfondo lo skyline di costruzioni, forse per essere monito a rallentare e a godere dell’ombra di un albero o, forse, per dare una speranza all’umanità sempre più persa in una corsa verso il nulla.<br />
La mostra i concluderà il prossimo 7 giugno con l’Ast Ap, aperitivo con vendita all’asta delle opere esposte.</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/05/diego-orlacchio-libreria-masone.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-12075" alt="diego orlacchio libreria masone" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/05/diego-orlacchio-libreria-masone-576x1024.jpg" width="576" height="1024" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Libro su produzione vitivinicola campana. 18 gennaio, incontro con l&#8217;autrice Luciana Palumbo. Coerenze:17/20</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2014/01/14/libro-su-produzione-vitivinicola-campana-18-gennaio-incontro-con-lautrice-luciana-palumbo/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 Jan 2014 11:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Comunicati Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[antonio follo]]></category>
		<category><![CDATA[campania]]></category>
		<category><![CDATA[elide apice]]></category>
		<category><![CDATA[luciana palumbo]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;La Campania ha una grossa risorsa: l&#8217;enologia e il business del vino, nati proprio in questa regione, in tempi molto lontani. Se ancora esistono, significa che hanno di sicuro valore, fatto di unicità. Diventa importante guadagnare competenza. Si è competenti quando si è capaci di non perdere il proprio obiettivo che non è il profitto, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="pagelet_event_details" data-referrer="pagelet_event_details">
<table cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/01/produzione-vitivinicola-palumbo-luciana.jpg"><img class="alignleft  wp-image-10174" alt="produzione-vitivinicola-palumbo-luciana" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/01/produzione-vitivinicola-palumbo-luciana.jpg" width="295" height="602" /></a>&#8220;La Campania ha una grossa risorsa: l&#8217;enologia e il business del vino, nati proprio in questa regione, in tempi molto lontani. Se ancora esistono, significa che hanno di sicuro valore, fatto di unicità.</p>
<p>Diventa importante guadagnare competenza. Si è competenti quando si è capaci di non perdere il proprio obiettivo che non è il profitto, ma il riconoscimento sul mercato&#8221;.</p>
<p>L&#8217;autrice di &#8220;La produzione vitivinicola di qualità in Campania&#8221;, Luciana Palumbo, di origine sannita, vive a Mirabella Eclano. Laureatasi in sociologia, insegna come esperto esterno negli Istituti di Istruzione Secondaria. La rivitalizzazione della passione per il mondo vitivinicolo, l&#8217;ha condotta alla stesura delle pagine del suo primo libro edito da Mephite.</p>
<p>Presso la libreria Masone di Benevento, sabato 18 gennaio 2014, alle 18.00, si realizza l&#8217;incontro con l&#8217;autrice. Parteciperanno Elide Apice e Antonio Follo, enoestimatore.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<div>
<p>.</p>
<p>.</p>
<p>SEGUONO I <a href="http://www.artempori.it/artempori/2013/09/27/metodi-responsabili-per-la-fruizione-di-iniziative-socio-culturali/" target="_blank"><strong>METODI RESPONSABILI</strong></a> CON CUI ABBIAMO VAGLIATO L’EVENTO<br />
_____________________________________________________________</p>
<table width="690" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<colgroup>
<col width="500" />
<col width="20" />
<col width="116" />
<col width="54" /></colgroup>
<tbody>
<tr>
<td rowspan="2" width="500" height="264"><em><strong>PoeCivismo.</strong><br />
<strong>Metodi responsabili<br />
per la fruizione di iniziative socio-culturali</strong><br />
Questi Metodi agevolano PRATICHE<br />
capaci di inclusione e cittadinanza non delegata.<br />
Ogni iniziativa, infatti, a prescindere dall’encomiabile<br />
tema trattato, paradossalmente rischia di utilizzare<br />
un metodo escludente e delegato che è incoerente<br />
con qualsiasi processo culturale che voglia creare reale<br />
consapevolezza e capacità di azione partecipata dal cittadino.<br />
Non conta l’eccellenza di un’opera, di una teoria o di un evento,<br />
ma cosa ne fa il fruitore, portandola in prima persona nel mondo.<br />
_____________________________________________</em></td>
<td width="20"></td>
<td colspan="2" width="170"><em><strong><span style="color: #ff0000;">Libro produzione vitivinicola campana</span><br />
<span style="color: #ff0000;"> 18 gennaio 2014</span><br />
<span style="color: #ff0000;"> Libreria Masone</span><br />
<span style="color: #ff0000;"> Benevento</span><br />
___________</strong></em></td>
</tr>
<tr>
<td width="20" height="131"><em> <span style="color: #ff0000;"><strong>17/20</strong></span></em></td>
<td width="116"><span style="color: #ff0000;"><em><strong>TOTALE</strong></em></span><br />
<span style="color: #ff0000;"> <b><i>COERENZE</i></b></span><br />
<span style="color: #ff0000;"> <em><strong>rilevate</strong></em></span><br />
<span style="color: #ff0000;"> <em><strong>con i Metodi </strong></em></span><br />
<span style="color: #ff0000;"> <em><strong>responsabili<br />
________</strong></em></span></td>
<td width="54"><em><strong> </strong></em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="150"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UNA RESISTENZA ECONOMICA TERRITORIALE</em><br />
<em>E UNA REDISTRIBUZIONE DEI REDDITI</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative culturali che, a prescindere<br />
dal tema, promuovono anche l’attitudine a contrastare<br />
la crisi economica che colpisce il cittadino medio e i territori </strong><br />
Ogni iniziativa dovrebbe considerare il bisogno di giustizia sociale<br />
di questa epoca in cui i redditi si stanno spostando dal cittadino<br />
medio ai milionari.<br />
_____________________________________________</em></td>
<td width="20"><em> <strong><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong><strong>_________</strong><br />
1. Tutela </strong></em><br />
<em><strong>economica </strong></em><br />
<em><strong>del cittadino </strong></em><br />
<em><strong>e<br />
del territorio<br />
_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="126"><em>PER UN’IDENTITA’ TERRITORIALE</em><br />
<em>E UNA COESIONE SOCIALE</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative culturali che, a prescindere<br />
dal tema, promuovono anche l’identità del territorio<br />
e la coesione sociale che ne deriverebbe</strong><br />
Queste iniziative, in quanto di visibilità pubblica, dovrebbero<br />
considerare la vocazione territoriale e le specificità del luogo<br />
da tutelare come opportunità di identità e di reddito.<br />
_____________________________________________<br />
</em></td>
<td width="20"><em> </em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>2. Tutela<br />
identitaria<br />
del territorio</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><em> </em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="123"><em>PER UNA RESPONSABILITA’ SOCIALE CORTA</em><br />
<em>E NON DELEGATA</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative realizzate da associazioni locali<br />
o dai residenti, senza la partecipazione e i fondi<br />
degli enti pubblici</strong><br />
Quando l’iniziativa è realizzata in sedi istituzionali, oltre a gravare<br />
sulla collettività, rischia di proporsi unilateralmente<br />
in quanto non si contamina delle persone e dei progetti<br />
che animano il luogo ospitante.</em></td>
<td width="20"><em> <strong><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>3. Senza<br />
enti pubblici</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="177"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’INCLUSIONE DEI LUOGHI</em><br />
<em>CHE ANIMANO IL TERRITORIO</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che, realizzate presso le sedi</strong><br />
<strong>di associazioni e di aziende indipendenti, evitando<br />
i non luoghi </strong><strong>delle sedi istituzionali, si contaminano<br />
dei progetti </strong><strong>e delle persone del territorio</strong><br />
Quando l’iniziativa è realizzata fuori dai luoghi istituzionali,<br />
coinvolgendo i luoghi, eventualmente all’aperto, dei rioni,<br />
in particolare quelli meno frequentati, consente un cambiamento<br />
che può rimuovere lo squilibrio sociale e urbanistico della città.<br />
</em></td>
<td width="20"><em> <strong><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>4. Presso<br />
sedi</em></strong><br />
<strong><em>non<br />
istituzionali</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="130"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’ATTITUDINE ALL’INCLUSIONE</em><br />
<em>E PER DISINCENTIVARE IL FAMILISMO</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che, promosse da un’associazione,</strong><br />
<strong>coinvolgono nell’organizzazione le altre associazioni<br />
del territorio </strong><strong>e i residenti locali</strong><br />
Spesso, nelle attività quotidiane del cittadino<br />
e nelle attività culturali e di volontariato, si utilizzano metodi<br />
esclusivi e familistici come avviene<br />
nelle aziende e nella partitocrazia.<br />
</em></td>
<td width="20"><em> <span style="color: #ff0000;"><strong>NO</strong></span></em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>5. Coinvol-gimento<br />
delle altre associazioni</em></strong><br />
<strong><em>e dei residenti</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="145"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’INCLUSIONE DEI RIONI E DEL TERRITORIO</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che coinvolgono diffusamente<br />
i rioni della città e/o il territorio</strong><br />
Quando l’iniziativa è realizzata, in modo decentrato,<br />
fuori dai luoghi istituzionali, coivolgendo i luoghi, eventualmente<br />
all’aperto, dei rioni, in particolare quelli meno frequentati,<br />
consente un cambiamento che può rimuovere lo squilibrio sociale<br />
e urbanistico della città.<br />
</em></td>
<td width="20"><span style="color: #ff0000;"><strong><em>NO </em></strong></span></td>
<td width="116"><strong><em>_________</em></strong><br />
<strong><em>6. Coinvol-<br />
gimento<br />
dei rioni<br />
e/o del<br />
territorio</em></strong><br />
<strong><em>_________</em></strong></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="143"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’AUTODETERMINAZIONE</em><br />
<em>E UNA COESIONE TERRITORIALE</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative ideate da soggetti locali senza aderire<br />
a iniziative promosse a livello sovraterritoriale</strong><br />
Quando l’iniziativa non è calata dall’alto, ma realizzata<br />
esperienzialmente da soggetti locali, diventa opportunità<br />
per una coesione territoriale e per un esercizio<br />
a una cittadinanza non delegata in ogni aspetto collettivo.</em></td>
<td width="20"><em> </em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>7. Senza<br />
aderire</em></strong><br />
<strong><em>a iniziative</em></strong><br />
<strong><em>nazionali</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><em> </em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="166"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER CONTRASTARE LA DELEGA,</em><br />
<em>IL VERTICISMO E L’ESCLUSIONE</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che, non prevedendo l’assegnazione<br />
di premi e riconoscimenti, non proiettano un approccio<br />
competitivo ed esclusivo dell’impegno e della cultura</strong><br />
Quando, all’interno di un’iniziativa, vengono assegnati premi<br />
e riconoscimenti, è opportuno che questi almeno valorizzino<br />
persone non note e/o del territorio.<br />
Assegnando riconoscimenti a persone note, l’iniziativa tende<br />
a dare visibilità a se stessa.</em></td>
<td width="20"><em> </em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>8. Senza</em></strong><br />
<strong><em>premi</em></strong><br />
<strong><em>e selezioni</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><em> </em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="140"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UNA CITTADINANZA INCLUSIVA</em><br />
<em>DELLE SPECIFICITA’ E NON FAMILISTICA</em><br />
<em><strong>Considerare le iniziative per i contenuti<br />
che possono </strong><strong>intrecciarsi con il nostro personale<br />
percorso e non </strong><strong>per il rapporto di amicizia/seduzione<br />
o di inimicizia/intolleranza</strong><br />
<strong>che intratteniamo con chi li organizza </strong><br />
</em><em>Spesso, siamo abituati ad approcciare gli eventi culturali</em><br />
<em>con metodo familistico: li evitiamo per pregiudizio negativo</em><br />
<em>(esclusione) o li frequentiamo per amicizia o simpatia (familismo).</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>9. Considerare</strong><br />
<strong>i contenuti</strong><br />
<strong>e non gli organizzatori</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="124">_____________________________________________<br />
PER UN’AZIONE ETICA DELLE EMOZIONI,<br />
RIDUCENDO LA FRUIZIONE ESTETICA DELLE EMOZIONI<br />
<strong>Considerare le iniziative per la capacità di cambiamento<br />
e non per la piacevolezza emozionale che può renderci passivi<br />
perpetuatori del malessere collettivo</strong><br />
<em>Spesso, siamo abituati ad approcciare gli eventi culturali</em><br />
<em>per l’attitudine emozionale (estetica) ereditata che impedisce</em><br />
<em>l’azione in prima persona e quindi il cambiamento.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>10. Fruizione</strong><br />
<strong>etica, </strong><strong>non estetica</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="158">_____________________________________________<br />
PER UNA COESIONE SOCIALE<br />
E UN’INCLUSIONE DELLE SPECIFICITA’<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che prevedono dibattiti in cui<br />
ogni relatore impegni il tavolo del convegno solo nel momento<br />
del proprio intervento</strong><br />
<em>Ogni relatore dovrebbe essere un membro della platea prestato,</em><br />
<em>temporaneamente e per una sua specificità, alla funzione</em><br />
<em>di consulente di una comunità in cui ognuno è consulente degli altri.</em><br />
<em>Quando possibile, è opportuno che i partecipanti al dibattito</em><br />
<em>siano disposti in cerchio.</em></td>
<td width="20"><strong> <span style="color: #ff0000;">NO</span></strong></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>11. Senza</strong><br />
<strong>tavolo</strong><br />
<strong>dei relatori</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="113">_____________________________________________<br />
PER UN’INCLUSIONE DELLE SPECIFICITA’<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che, nel comunicare<br />
i nomi delle persone coinvolte, utilizzano<br />
solo eventuali qualifiche pertinenti con l’iniziativa.</strong><br />
<em>Ogni relatore dovrebbe essere impegnato nell’iniziativa<br />
per portare la sua personale specificità acquisita<br />
nel concreto, a prescindere dai titoli.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>12. Senza comunicare</strong><br />
<strong>titoli di studio</strong><br />
<strong>non pertinenti</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="152">_____________________________________________<br />
PER UNA PROMOZIONE<br />
DELLE SPECIFICITA’ DEI CITTADINI<br />
<strong>Valorizzare iniziative (convegni, dibattiti, ecc.)<br />
dove </strong><strong>prendono parte prevalentemente<br />
le competenze tecniche e di fatto</strong><br />
<strong>e non i personaggi politici e istituzionali</strong><br />
<em>Spesso il convegno perde di vista il suo contenuto e diventa</em><br />
<em>luogo di presenzialismo. Le autorità politiche e istituzionali</em><br />
<em>hanno comunque la possibilità di vedersi pubblicati</em><br />
<em>i propri comunicati sui media.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>13. Senza personaggi</strong><br />
<strong>istituzionali</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="117">_____________________________________________<br />
PER UNA CITTADINANZA NON DELEGATA<br />
E UNA BIODIVERSITA’ CULTURALE<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che prevedono,<br />
come protagonisti,</strong><br />
<strong>personaggi non mediaticamente noti </strong><br />
<em>Le iniziative locali hanno senso se danno visibilità </em><br />
<em>a personaggi e istanze che non sono già agevolati </em><br />
<em>dai media nazionali.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>14. Senza personaggi</strong><br />
<strong>massmediatici</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="155">_____________________________________________<br />
PER UNA CITTADINANZA ARTISTICA NON DELEGATA:<br />
FRUIZIONE RESPONSABILE DELLE ARTI<br />
<strong>Valorizzare le iniziative (spettacoli, concerti, mostre)<br />
che propongono soggetti e artisti non veicolati<br />
da TV, cinema e media nazionali   </strong><br />
<em>Per biodiversità e approccio esperienziale, è utile dare<br />
visibilità ad artisti, semmai locali, che normalmente<br />
non hanno spazio sulle emittenti nazionali e nel circuito<br />
cinematografico e che non sono suggeriti dai mass media.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>15. Senza</strong><br />
<strong>artisti</strong><br />
<strong>massmediatici</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="138">_____________________________________________<br />
PER UN’INCLUSIONE SOCIALE<br />
<strong>Valorizzare, anche a teatro e ai concerti, le iniziative<br />
in cui non siano previsti posti privilegiati<br />
e biglietti omaggio per le autorità<br />
</strong><em>Per valutare realmente la portata di un evento culturale,<br />
gli esponenti politici ed istituzionali devono misurarsi</em><br />
<em>con esso, in veste di cittadini comuni.</em><br />
Nei luoghi dell’arte, siti dell’emancipazione e della giustizia,<br />
non dovrebbero esistere discriminazioni.</td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>16. Senza</strong><br />
<strong>spazi e posti</strong><br />
<strong>a sedere</strong><br />
<strong>privilegiati</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="148">_____________________________________________<br />
PER UN MODELLO DI SVILUPPO DI PICCOLA SCALA<br />
E PER REDDITI CHE RESTANO SUL TERRITORIO<br />
<strong>Valorizzare le iniziative realizzate senza quegli<br />
ingenti capitali che portano i profitti via dai territori<br />
e che promuovono quel modello di sviluppo che,<br />
basato sui sistemi di scala, è la causa dell’attuale<br />
disagio economico e sociale</strong><br />
<em>Per un modello di sviluppo che includa i piccoli operatori<br />
locali e che incentivi un’economia di piccola scala che</em><br />
<em>produce economia territoriale.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>17. Senza</strong><br />
<strong>ingenti</strong><br />
<strong>investimenti</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="148">_____________________________________________<br />
PER UN’AUTODETERMINAZIONE DEL TERRITORIO<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che, evitando, come sponsor,<br />
aziende estranee al territorio, non rischiano<br />
di veicolare condizionamenti a danno<br />
delle popolazioni locali</strong><br />
<em>Queste iniziative, in quanto di visibilità pubblica, devono essere<br />
autonome dalla aziende che potrebbero condizionare le attività<br />
di autodeterminazione e di coesione della popolazione locale.  </em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>18. Senza</strong><br />
<strong>sponsor<br />
sovraterritoriali</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="148">_____________________________________________<br />
PER UNA CULTURA MATERIALE RESPONSABILE<br />
E UN’ECONOMIA CONDIVISA<br />
<strong>Valorizzare le iniziative culturali che promuovono<br />
i prodotti del territorio o etici, quando prevedono<br />
la somministrazione di cibo o in quanto ospitate<br />
in esercizi commerciali che abitualmente<br />
somministrano cibo del territorio</strong><br />
<em>Processo culturale è quello che, a prescindere dal tema affrontato,<br />
dovrebbe comunque essere capace, nel metodo, di agevolare<br />
identità territoriale, redistribuzione del reddito, tutela ambientale.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>19. Cibo responsabile</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="145">_____________________________________________<br />
PER UN RESPONSABILE USO<br />
DELLE RISORSE NATURALI<br />
<strong>Evitare le iniziative culturali che prevedendo,</strong><br />
<strong>anche accessoriamente, sommistrazione di cibo<br />
e bevande, </strong><strong>utilizzano stoviglie monouso<br />
non biodegradabili</strong><br />
<em>Queste iniziative, in quanto di visibilità pubblica, devono essere</em><br />
<em>più responsabili dei singoli cittadini riguardo all’uso di stoviglie:</em><br />
<em>in caso di monouso, si utilizzino almeno quelle biodegradabili.</em><br />
_____________________________________________</td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>20. Stoviglie</strong><br />
<strong>ecosostenibili</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
</div>
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