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	<title>Art&#039;Empori &#187; Giuliana Ippolito</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
	<lastBuildDate>Thu, 22 Jul 2021 21:41:15 +0000</lastBuildDate>
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	<item>
		<title>I miserabili. Violenza sulle donne. Al Madre di Napoli, 29 marzo. Coerenze:14/20</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2014/03/26/i-miserabili-violenza-sulle-donne-al-madre-di-napoli-29-marzo-coerenze1420/</link>
		<comments>https://www.artempori.it/artempori/2014/03/26/i-miserabili-violenza-sulle-donne-al-madre-di-napoli-29-marzo-coerenze1420/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2014 07:51:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Comunicati Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[barbara bonfilio]]></category>
		<category><![CDATA[Désirée Klain]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Gema Ruperez]]></category>
		<category><![CDATA[Giuliana Ippolito]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio De Giovanni]]></category>
		<category><![CDATA[mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Periferie del mondo – Periferia Immaginaria]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Renna]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>
		<category><![CDATA[violenza sulle donne]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.artempori.it/artempori/?p=11424</guid>
		<description><![CDATA[Presentazione del progetto I MISERABILI a cura di Rosaria Désirée Klain e Giuliana Ippolito per l’Associazione Culturale Periferie del mondo – Periferia Immaginaria 29.03.14 ore 10.00 &#8211; 19.00 Sala delle colonne, primo piano In occasione del mese di marzo, dedicato alla donna, il MADRE propone una giornata per festeggiare la figura femminile e portare l’attenzione [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3 id="yui_3_13_0_ym1_1_1395819027223_4605" style="text-align: left;" align="center">Presentazione del progetto<i id="yui_3_13_0_ym1_1_1395819027223_4603"><br />
<em id="yui_3_13_0_ym1_1_1395819027223_4602">I MISERABILI</em></i></h3>
<p id="yui_3_13_0_ym1_1_1395819027223_4608" style="text-align: left;" align="center">a cura di Rosaria Désirée Klain e Giuliana Ippolito per l’Associazione Culturale Periferie del mondo – Periferia Immaginaria</p>
<p id="yui_3_13_0_ym1_1_1395819027223_4475" style="text-align: left;" align="center">29.03.14<br />
ore 10.00 &#8211; 19.00<br />
Sala delle colonne, primo piano</p>
<p id="yui_3_13_0_ym1_1_1395819027223_4595" style="text-align: justify;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/03/madre-museo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-11425" alt="madre museo" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/03/madre-museo.jpg" width="100" height="100" /></a>In occasione del <b id="yui_3_13_0_ym1_1_1395819027223_4597">mese di marzo, dedicato alla donna</b>, il MADRE propone una giornata per festeggiare la figura femminile <b id="yui_3_13_0_ym1_1_1395819027223_4596">e portare l’attenzione su un tema di drammatica attualità, quale quello della violenza nei confronti delle donne</b>. Chi sono oggi <b id="yui_3_13_0_ym1_1_1395819027223_4610"><i id="yui_3_13_0_ym1_1_1395819027223_4609">I Miserabili</i></b>? Parafrasando il capolavoro di Victor Hugo, il progetto ribalta la prospettiva consegnataci dalla cronaca e porta l’attenzione del pubblico non verso le vittime delle violenze ma verso i loro carnefici spesso invisibili. Una selezione di immagini fotografiche mostra i volti invisibili di chi è autore della violenza, la miseria umana, lo squallore di un’esistenza che distrugge e si autodistrugge, annientata dalla follia di un gesto.</p>
<p>Il concept fotografico “I Miserabili” a cura di <b>Stefano Renna</b>, ideato e diretto da <b>Désirée Klain</b>, è il risultato di un accurato lavoro di ricerca; un lavoro reso possibile grazie all’apporto di reporter, psicologi, cronisti di giudiziaria e avvocati.<br />
In museo sarà presentato anche un corner concepito e realizzato da <b>Giuliana Ippolito</b>, una sorta di “sfogatoio” dove tutti i visitatori potranno portare nella giornata del 29 marzo un oggetto simbolicamente liberatorio rispetto alle violenze che ognuno a suo modo ha subito o continua a subire nel proprio quotidiano.</p>
<p id="yui_3_13_0_ym1_1_1395819027223_4616" style="text-align: justify;">Previste nella giornata del 29 marzo, dalle ore 10, anche due performance che coinvolgeranno il visitatore invitandolo a riflettere sulla orribile realtà della violenza, con l’intervento dell’artista spagnola <b>Gema Ruperez</b> e dell’artista italiana <b>Barbara Bonfilio</b>. &#8221;Le donne a differenza degli uomini – affermano ancora le curatrici &#8211; conservano oggetti ed emozioni. L’invito a tutte le donne a liberarsi di questo carico attraverso la performance artistica rappresenta un retrocedere rispetto a odi e violenze, una rappresentazione fisica di una memoria collettiva&#8221;.</p>
<p id="yui_3_13_0_ym1_1_1395819027223_4613" style="text-align: justify;">Durante la presentazione è infine previsto un intervento dello scrittore <b>Maurizio De Giovanni</b>, che proporrà un racconto inedito contro il femminicidio, scritto appositamente per la manifestazione.</p>
<p id="yui_3_13_0_ym1_1_1395819027223_4621" style="text-align: left;" align="center"><strong id="yui_3_13_0_ym1_1_1395819027223_4620">Ingresso gratuito al Museo per tutte le donne.</strong></p>
<p>—</p>
<p>SEGUONO I <a href="http://www.artempori.it/artempori/2013/09/27/metodi-responsabili-per-la-fruizione-di-iniziative-socio-culturali/" target="_blank"><strong>METODI RESPONSABILI</strong></a> CON CUI ART’EMPORI HA VAGLIATO L’EVENTO<br />
Chi è interessato può comunicarci eventuali modifiche da apportare alla seguente ipotesi (<a href="ecovicino@yahoo.it" target="_blank">ecovicino@yahoo.it</a>).</p>
<p>_____________________________________________________________</p>
<table width="690" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td rowspan="2" width="500" height="264"><em><strong>PoeCivismo.</strong><br />
<strong>Metodi responsabili<br />
per la fruizione di iniziative socio-culturali</strong><br />
Questi Metodi agevolano PRATICHE<br />
capaci di inclusione e cittadinanza non delegata.<br />
Ogni iniziativa, infatti, a prescindere dall’encomiabile<br />
tema trattato, paradossalmente rischia di utilizzare<br />
un metodo escludente e delegato che è incoerente<br />
con qualsiasi processo culturale che voglia creare reale<br />
consapevolezza e capacità di azione partecipata dal cittadino.<br />
Non conta l’eccellenza di un’opera, di una teoria o di un evento,<br />
ma cosa ne fa il fruitore, portandola in prima persona nel mondo.<br />
_____________________________________________</em></td>
<td width="20"></td>
<td colspan="2" width="170"><strong>I miserabili. Violenza sulle donne. Al Madre di Napoli, 29 marzo</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="20" height="131"><em> <strong>14/20</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong>TOTALE</strong></em><br />
<b><i>COERENZE</i></b><br />
<em><strong>rilevate</strong></em><br />
<em><strong>con i Metodi </strong></em><br />
<em><strong>responsabili<br />
________</strong></em></td>
<td width="54"><em><strong> </strong></em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="150"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UNA RESISTENZA ECONOMICA TERRITORIALE</em><br />
<em>E UNA REDISTRIBUZIONE DEI REDDITI</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative culturali che, a prescindere<br />
dal tema, promuovono anche l’attitudine a contrastare<br />
la crisi economica che colpisce il cittadino medio e i territori </strong><br />
Ogni iniziativa dovrebbe considerare il bisogno di giustizia sociale<br />
di questa epoca in cui i redditi si stanno spostando dal cittadino<br />
medio ai milionari.<br />
_____________________________________________</em></td>
<td width="20"><em> NO<strong><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong><strong>_________</strong><br />
1. Tutela </strong></em><br />
<em><strong>economica </strong></em><br />
<em><strong>del cittadino </strong></em><br />
<em><strong>e<br />
del territorio<br />
_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="126"><em>PER UN’IDENTITA’ TERRITORIALE</em><br />
<em>E UNA COESIONE SOCIALE</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative culturali che, a prescindere<br />
dal tema, promuovono anche l’identità del territorio<br />
e la coesione sociale che ne deriverebbe</strong><br />
Queste iniziative, in quanto di visibilità pubblica, dovrebbero<br />
considerare la vocazione territoriale e le specificità del luogo<br />
da tutelare come opportunità di identità e di reddito.<br />
_____________________________________________<br />
</em></td>
<td width="20"><em> NO</em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>2. Tutela<br />
identitaria<br />
del territorio</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><em> </em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="123"><em>PER UNA RESPONSABILITA’ SOCIALE CORTA</em><br />
<em>E NON DELEGATA</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative realizzate da associazioni locali<br />
o dai residenti, senza la partecipazione e i fondi<br />
degli enti pubblici</strong><br />
<em>Quando l’iniziativa non è calata dall’alto ma realizzata<br />
in prima persona dai residenti diventa opportunità per<br />
una coesione territoriale e una cittadinanza non delegata<br />
in tutti gli aspetti della vita collettiva.<br />
</em>Se l’iniziativa è realizzata senza i fondi pubblici contiene<br />
meno costi occulti: non pesa sulla collettività;<br />
non partecipa a un modello di sviluppo assistenzialista<br />
e delegato; non si agevola il clientelismo politico;<br />
non è complice dei costi pubblici che, gravando<br />
sull’economia reale, causano la crisi economica<br />
</em><em>a danno dei cittadini e dei territori. </em></td>
<td width="20"><em> <strong><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>3. Senza<br />
enti pubblici</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="177"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’INCLUSIONE DEI LUOGHI</em><br />
<em>CHE ANIMANO IL TERRITORIO</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che, realizzate presso le sedi</strong><br />
<strong>di associazioni e di aziende indipendenti, evitando<br />
i non luoghi </strong><strong>delle sedi istituzionali, si contaminano<br />
dei progetti </strong><strong>e delle persone del territorio</strong><br />
Quando l’iniziativa è realizzata in sedi istituzionali, oltre a gravare<br />
sulla collettività, rischia di proporsi unilateralmente in quanto<br />
non si contamina delle persone e dei progetti che animano<br />
il luogo ospitante.<br />
</em></td>
<td width="20"><em> NO<strong><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>4. Presso<br />
sedi</em></strong><br />
<strong><em>non<br />
istituzionali</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="130"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’ATTITUDINE ALL’INCLUSIONE</em><br />
<em>E PER DISINCENTIVARE IL FAMILISMO</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che, promosse da un’associazione,</strong><br />
<strong>coinvolgono nell’organizzazione le altre associazioni<br />
del territorio </strong><strong>e i residenti locali</strong><br />
Spesso, nelle attività quotidiane del cittadino<br />
e nelle attività culturali e di volontariato, si utilizzano metodi<br />
esclusivi e familistici come avviene<br />
nelle aziende e nella partitocrazia.<br />
</em></td>
<td width="20"><em> NO<strong><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>5. Coinvol-gimento<br />
delle altre associazioni</em></strong><br />
<strong><em>e dei residenti</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="145"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’INCLUSIONE DEI RIONI E DEL TERRITORIO</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che coinvolgono diffusamente<br />
i rioni della città e/o il territorio</strong><br />
Quando l’iniziativa è realizzata, in modo decentrato,<br />
fuori dai luoghi istituzionali, coivolgendo i luoghi, eventualmente<br />
all’aperto, dei rioni, in particolare quelli meno frequentati,<br />
consente un cambiamento che può rimuovere lo squilibrio sociale<br />
e urbanistico della città.<br />
</em></td>
<td width="20"><strong><em> NO<em><strong><br />
</strong></em></em></strong></td>
<td width="116"><strong><em>_________</em></strong><br />
<strong><em>6. Coinvol-<br />
gimento<br />
dei rioni<br />
e/o del<br />
territorio</em></strong><br />
<strong><em>_________</em></strong></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="143"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’AUTODETERMINAZIONE</em><br />
<em>E UNA COESIONE TERRITORIALE</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative ideate da soggetti locali senza aderire<br />
a iniziative promosse a livello sovraterritoriale</strong><br />
Quando l’iniziativa non è calata dall’alto, ma realizzata<br />
esperienzialmente da soggetti locali, diventa opportunità<br />
per una coesione territoriale e per un esercizio<br />
a una cittadinanza non delegata in ogni aspetto collettivo.</em></td>
<td width="20"><em> </em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>7. Senza<br />
aderire</em></strong><br />
<strong><em>a iniziative</em></strong><br />
<strong><em>nazionali</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><em> </em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="166"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER CONTRASTARE LA DELEGA,</em><br />
<em>IL VERTICISMO E L’ESCLUSIONE</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che, non prevedendo l’assegnazione<br />
di premi e riconoscimenti, non proiettano un approccio<br />
competitivo ed esclusivo dell’impegno e della cultura</strong><br />
Quando, all’interno di un’iniziativa, vengono assegnati premi<br />
e riconoscimenti, è opportuno che questi almeno valorizzino<br />
persone non note e/o del territorio.<br />
Assegnando riconoscimenti a persone note, l’iniziativa tende<br />
a dare visibilità a se stessa.</em></td>
<td width="20"><em> </em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>8. Senza</em></strong><br />
<strong><em>premi</em></strong><br />
<strong><em>e selezioni</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><em> </em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="140"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UNA CITTADINANZA INCLUSIVA</em><br />
<em>DELLE SPECIFICITA’ E NON FAMILISTICA</em><br />
<em><strong>Considerare le iniziative per i contenuti<br />
che possono </strong><strong>intrecciarsi con il nostro personale<br />
percorso e non </strong><strong>per il rapporto di amicizia/seduzione<br />
o di inimicizia/intolleranza</strong><br />
<strong>che intratteniamo con chi li organizza </strong><br />
</em><em>Spesso, siamo abituati ad approcciare gli eventi culturali</em><br />
<em>con metodo familistico: li evitiamo per pregiudizio negativo</em><br />
<em>(esclusione) o li frequentiamo per amicizia o simpatia (familismo).</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>9. Considerare</strong><br />
<strong>i contenuti</strong><br />
<strong>e non gli organizzatori</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="124">_____________________________________________<br />
PER UN’AZIONE ETICA DELLE EMOZIONI,<br />
RIDUCENDO LA FRUIZIONE ESTETICA DELLE EMOZIONI<br />
<strong>Considerare le iniziative per la capacità di cambiamento<br />
e non per la piacevolezza emozionale che può renderci passivi<br />
perpetuatori del malessere collettivo</strong><br />
<em>Spesso, siamo abituati ad approcciare gli eventi culturali</em><br />
<em>per l’attitudine emozionale (estetica) ereditata che impedisce</em><br />
<em>l’azione in prima persona e quindi il cambiamento.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>10. Fruizione</strong><br />
<strong>etica, </strong><strong>non estetica</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="158">_____________________________________________<br />
PER UNA COESIONE SOCIALE<br />
E UN’INCLUSIONE DELLE SPECIFICITA’<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che prevedono dibattiti in cui<br />
ogni relatore impegni il tavolo del convegno solo nel momento<br />
del proprio intervento</strong><br />
<em>Ogni relatore dovrebbe essere un membro della platea prestato,</em><br />
<em>temporaneamente e per una sua specificità, alla funzione</em><br />
<em>di consulente di una comunità in cui ognuno è consulente degli altri.</em><br />
<em>Quando possibile, è opportuno che i partecipanti al dibattito</em><br />
<em>siano disposti in cerchio.</em></td>
<td width="20"><strong> </strong></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>11. Senza</strong><br />
<strong>tavolo</strong><br />
<strong>dei relatori</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="113">_____________________________________________<br />
PER UN’INCLUSIONE DELLE SPECIFICITA’<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che, nel comunicare<br />
i nomi delle persone coinvolte, utilizzano<br />
solo eventuali qualifiche pertinenti con l’iniziativa.</strong><br />
<em>Ogni relatore dovrebbe essere impegnato nell’iniziativa<br />
per portare la sua personale specificità acquisita<br />
nel concreto, a prescindere dai titoli.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>12. Senza comunicare</strong><br />
<strong>titoli di studio</strong><br />
<strong>non pertinenti</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="152">_____________________________________________<br />
PER UNA PROMOZIONE<br />
DELLE SPECIFICITA’ DEI CITTADINI<br />
<strong>Valorizzare iniziative (convegni, dibattiti, ecc.)<br />
dove </strong><strong>prendono parte prevalentemente<br />
le competenze tecniche e di fatto</strong><br />
<strong>e non i personaggi politici e istituzionali</strong><br />
<em>Spesso il convegno perde di vista il suo contenuto e diventa</em><br />
<em>luogo di presenzialismo. Le autorità politiche e istituzionali</em><br />
<em>hanno comunque la possibilità di vedersi pubblicati</em><br />
<em>i propri comunicati sui media.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>13. Senza personaggi </strong><br />
<strong>istituzionali</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="117">_____________________________________________<br />
PER UNA CITTADINANZA ARTISTICA NON DELEGATA<br />
E UNA BIODIVERSITA’ CULTURALE<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che prevedono,<br />
come protagonisti, </strong><strong>personaggi e artisti<br />
</strong><strong>non mediaticamente noti<br />
</strong><em>Le iniziative locali hanno senso se danno visibilità<br />
</em><em>a personaggi e/o artisti che non sono già agevolati<br />
</em><em>dai media nazionali.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>14. Senza personaggi<br />
e/o artisti</strong><br />
<strong>massmediatici</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="155">_____________________________________________<br />
PER UNA CITTADINANZA ECONOMICA NON DELEGATA<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che utilizzano monete locali<br />
per incentivare un’economia condivisa, una coesione<br />
sociale e una resistenza economica territoriale<br />
</strong><em>Ogni gesto economico può essere portatore di giustizia<br />
sociale, redistribuzione dei redditi e inclusione del vicino.</em></td>
<td width="20"> NO</td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>15. Con<br />
</strong><strong>moneta locale</strong><strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="138">_____________________________________________<br />
PER UN’INCLUSIONE SOCIALE<br />
<strong>Valorizzare, anche a teatro e ai concerti, le iniziative<br />
in cui non siano previsti posti privilegiati<br />
e biglietti omaggio per le autorità<br />
</strong><em>Per valutare realmente la portata di un evento culturale,<br />
gli esponenti politici ed istituzionali devono misurarsi</em><br />
<em>con esso, in veste di cittadini comuni.</em><br />
Nei luoghi dell’arte, siti dell’emancipazione e della giustizia,<br />
non dovrebbero esistere discriminazioni.</td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>16. Senza</strong><br />
<strong>spazi e posti</strong><br />
<strong>a sedere</strong><br />
<strong>privilegiati</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="148">_____________________________________________<br />
PER UN MODELLO DI SVILUPPO DI PICCOLA SCALA<br />
E PER REDDITI CHE RESTANO SUL TERRITORIO<br />
<strong>Valorizzare le iniziative realizzate senza quegli<br />
ingenti capitali che portano i profitti via dai territori<br />
e che promuovono quel modello di sviluppo che,<br />
basato sui sistemi di scala, è la causa dell’attuale<br />
disagio economico e sociale</strong><br />
<em>Per un modello di sviluppo che includa i piccoli operatori<br />
locali e che incentivi un’economia di piccola scala che</em><br />
<em>produce economia territoriale.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>17. Senza</strong><br />
<strong>ingenti</strong><br />
<strong>investimenti</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="148">_____________________________________________<br />
PER UN’AUTODETERMINAZIONE DEL TERRITORIO<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che, evitando, come sponsor,<br />
aziende estranee al territorio, non rischiano<br />
di veicolare condizionamenti a danno<br />
delle popolazioni locali</strong><br />
<em>Queste iniziative, in quanto di visibilità pubblica, devono essere<br />
autonome dalla aziende che potrebbero condizionare le attività<br />
di autodeterminazione e di coesione della popolazione locale.  </em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>18. Senza</strong><br />
<strong>sponsor<br />
sovraterritoriali</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="148">_____________________________________________<br />
PER UNA CULTURA MATERIALE RESPONSABILE<br />
E UN’ECONOMIA CONDIVISA<br />
<strong>Valorizzare le iniziative culturali che promuovono<br />
i prodotti del territorio o etici, quando prevedono<br />
la somministrazione di cibo o in quanto ospitate<br />
in esercizi commerciali che abitualmente<br />
somministrano cibo del territorio</strong><br />
<em>Processo culturale è quello che, a prescindere dal tema affrontato,<br />
dovrebbe comunque essere capace, nel metodo, di agevolare<br />
identità territoriale, redistribuzione del reddito, tutela ambientale.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>19. Cibo responsabile</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="145">_____________________________________________<br />
PER UN RESPONSABILE USO<br />
DELLE RISORSE NATURALI<br />
<strong>Evitare le iniziative culturali che prevedendo,</strong><br />
<strong>anche accessoriamente, sommistrazione di cibo<br />
e bevande, </strong><strong>utilizzano stoviglie monouso<br />
non biodegradabili</strong><br />
<em>Queste iniziative, in quanto di visibilità pubblica, devono essere</em><br />
<em>più responsabili dei singoli cittadini riguardo all’uso di stoviglie:</em><br />
<em>in caso di monouso, si utilizzino almeno quelle biodegradabili.</em><br />
_____________________________________________</td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>20. Stoviglie</strong><br />
<strong>ecosostenibili</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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		<title>Gema Rupérez Alonso alla Numen di Benevento, con Acuerdos Tácitos, dall&#8217;8 ottobre all&#8217;8 dicembre 2011</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Oct 2011 00:23:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per il formato pdf clicca su invito GEMA RUPEREZ ALONSO Opening personale di Gema Ruperez Alonso      Acuerdos Tácitos Numen arti contemporanee benevento/italia Sabato 8 ottobre 2011, dalle ore 19.00, presso lo spazio NUMEN, vico noce 20/22/33 benevento, aprirà la personale dell’artista Gema Ruperez Alonso, nell’ambito della settima giornata del contemporaneo organizzata dall’AMACI. La mostra consta di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2011/10/gema-ruperez-alonso-1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4034" title="GEMA-RUPEREZ-ALONSO-1" src="http://artempori.files.wordpress.com/2011/10/gema-ruperez-alonso-1.jpg" alt="" width="500" height="500" /></a></strong></p>
<p><strong>Per il formato pdf clicca su <a href="http://artempori.files.wordpress.com/2011/10/invito-gema-ruperez-alonso.pdf" target="_blank">invito GEMA RUPEREZ ALONSO</a></strong></p>
<p><strong>Opening</strong> personale di <strong>Gema Ruperez Alonso     </strong></p>
<p><strong>Acuerdos Tácitos</strong></p>
<p><strong>Numen</strong> arti contemporanee <strong>benevento/italia</strong></p>
<p>Sabato <strong>8 ottobre 2011, dalle ore 19.00, </strong>presso lo <strong>spazio NUMEN</strong>, vico noce 20/22/33 benevento, aprirà la personale dell’artista <strong>Gema Ruperez Alonso</strong>, nell’ambito della settima giornata del contemporaneo organizzata dall’<strong>AMACI</strong>.</p>
<p>La mostra consta di cinque installazioni ed una serie di disegni su carta giapponese, che parlano delle ossessioni dell&#8217;essere umano, nel suo vivere quotidiano.</p>
<p>Le opere si compongono di materiali ed oggetti attraverso cui l’artista di Saragozza, che attualmente vive a Madrid dove sta portando a termine un progetto di residenza per artisti “residencia Casa Velazquez”, interagisce con lo spazio, creando quasi una scenografia che le consente di manipolare esteticamente le sue sensazioni, esprimendosi sul rapporto e sui contrasti di sentimenti quali la fragilitá, la fuga, la solitudine o l&#8217;assenza.</p>
<p>“Alla fine il mio lavoro” spiega l’artista  “é un osservazione continua che faccio sul nostro individuale rapporto con l’ identità e le contraddizioni del nostro vivere”. “Cerco di lavorare sulle trasparenze e sulle sovrapposizioni di materiali fragili” spiega ancora Gema Ruperez Alonso,  “per sottolineare il senso di precarietà e di fragilità che appartiene ad ogniuno”.</p>
<p>La mostra sarà visitabile presso la galleria NUMEN, vico noce 20/22/33 Benevento <strong>dall’11 ottobre all’8 dicembre 2011</strong> dal martedi’ al venerdì dalle  ore 10.00 alle 13.00 e su appuntamento. www.numen.it info. 338/7503300. <strong>L’ingresso è libero.</strong></p>
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		<title>Alfredo Granata a Palazzo Paolo V e alla Numen Art &#8211; 21 ottobre &gt; 30 novembre 2010</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Oct 2010 16:02:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Pittura]]></category>
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		<description><![CDATA[[slideshow] Alfredo Granata &#8211; Expansion of light. Thinking Joachim A cura di Loredana Barillaro Dal 21 ottobre al 30 novembre 2010 - Benevento Palazzo Paolo V  fino al 3 novembre (tutti i giorni, dalle 16.30 alle 20.00) Numen Arti Contemporanee fino al 30 novembre (mar/mer/gio dalle 10.00 alle 13.00 &#8211; ven/sab dalle 17.00 alle 20.00) 338.7503300    [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div><strong>[slideshow]<br />
Alfredo Granata &#8211; Expansion of light. Thinking Joachim<br />
</strong><em>A cura di Loredana Barillaro<br />
Dal 21 ottobre al 30 novembre 2010 - </em><em>Benevento</em></div>
<div><em>Palazzo Paolo V  fino al 3 novembre (tutti i giorni, dalle 16.30 alle 20.00)</em></div>
<div><em>Numen Arti Contemporanee fino al 30 novembre (mar/mer/gio dalle 10.00 alle 13.00 &#8211; ven/sab dalle 17.00 alle 20.00) 338.7503300 </em></div>
<div><em> </em></div>
<div style="text-align:justify;">Si tratta di un percorso tracciato secoli fa da Gioacchino da Fiore, il cui gesto e la cui poetica sono stati così forti da lasciare una traccia indelebile e duratura nella cultura europea. Molti segni ci suggeriscono quasi una sorta di rinnovato misticismo, in un perfetto connubio e dualismo fra l’abate e l’artista contemporaneo, Alfredo Granata.</div>
<div style="text-align:justify;"><strong> </strong></div>
<div style="text-align:justify;"><strong>Conversazione con Alfredo Granata<br />
</strong><em>di Loredana Barillaro</em></div>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>Loredana Barillaro</strong>/ <strong>Dimmi Alfredo, che valore hanno per te le parole del Sephirot?</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/10/alfredo-granata-artempori1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3422" title="Alfredo Granata artempori1" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/10/alfredo-granata-artempori1.jpg?w=150" alt="" width="150" height="150" /></a>Alfredo Granata</strong>/<em> </em>Prima vorrei parlarti della genesi di questa mostra che parte da un elemento apparentemente banale. Gaspare Turchiaro, medico psichiatra in pensione nonché raffinato intellettuale di  notevole spessore, mi chiese di fare una ricerca sul Sephirot. Nella bibliografia c&#8217;era un rimando ad Umberto Eco e al suo bellissimo e, per certi versi, difficilissimo romanzo “Il pendolo di Foucault” nel quale riscrive la Storia Universale dividendola in dieci capitoli e identificandoli, a loro volta, con le identità del Sephirot o Albero della vita.   Le  dieci Sephirot costituiscono la sintesi  dei più noti e importanti insegnamenti della Cabala Ebraica. Dieci entità profondamente affascinanti e contemporanee. <strong>Corona, Intelligenza, Saggezza, Potere, Amore, Bellezza, Gloria, Eternità, Giustizia </strong>e <strong>Presenza</strong> potrebbero assolvere secondo me ad un compito difficile che è quello di  contribuire a rappresentare, descrivere e riscrivere la realtà che stiamo affannosamente vivendo. Se qualcuno mi chiedesse di descrivere in dieci parole la nostra società non farei altro che citare le entità del Sephirot. Queste “parole”  mi hanno da subito affascinato e rapito costringendomi ad elaborarle artisticamente. Da tempo ero alla ricerca di qualcosa che potesse descrivere in modo etico  il nostro frenetico <em>modus vivendi ed operandi</em>. La conoscenza e lo studio di queste dieci entità mi hanno aperto e introdotto in un mondo affascinante e misterioso aiutandomi a capire la natura e ad apprezzarne con semplicità la ricchezza che, forse, “qualcuno” ci ha donato. Non a caso, come ho già detto, le Sephirot vengono identificate come Albero della vita. Il grande filosofo della scienza e della poesia francese Gaston Bachelard così descriveva l&#8217;albero: “L’immaginazione è un albero. Ha le virtù integratrici di un albero. E’ radici e rami. Vive tra terra e cielo. Vive nella terra e nel vento”. Le Sephirot  hanno aiutato la mia immaginazione a trasformarsi in  albero, ad estendere e unire, con la sua verticalità, il cielo alla terra, il sacro al profano, il visibile all’invisibile, in modo del tutto disincantato.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span id="more-3405"></span>LB</strong>/ <strong>Nel realizzare questi lavori, hai forse immaginato di compiere anche tu una sorta di viaggio spirituale?</strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/10/alfredo-granata-artempori2.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3423" title="Alfredo Granata artempori2" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/10/alfredo-granata-artempori2.jpg?w=150" alt="" width="150" height="150" /></a>AG</strong><em>/ </em>Sono nato e cresciuto in un territorio, la Presila cosentina, pregno di spiritualità, da qui è transitato San Francesco da Paola ed è proprio qui, a Celico, che è nato Gioacchino da Fiore.  Due visionari colmi di spiritualità genuina e rivoluzionaria. Gioacchino fu un monaco controcorrente e scomodo che  riuscì nei secoli a procurarsi tante e autorevoli ammirazioni ma, guarda caso, anche tanti nemici e per lo più provenienti dalla sua stessa “santa chiesa”. Papa Benedetto XVI, nella sua recente udienza generale del 10 marzo 2010 interamente dedicata a San Bonaventura da Bagnoregio, ha parlato di Gioacchino da Fiore e del Gioachimismo come origine di un “utopismo spiritualistico ed anarchico” e che grazie ai timonieri della chiesa &#8211;  Paolo VI e Giovanni Paolo II &#8211; questo pensiero innovatore e rivoluzionario non riuscì a prevalere dopo il Concilio Vaticano II.  Non potevo uscire indenne, come artista, da questo “utopismo spiritualistico ed anarchico”, sento Gioacchino da Fiore fortemente vicino, la sua filosofia, la sua esegesi e la sua immensa spiritualità mi hanno spinto a celebrarlo con questa mostra che non ho difficoltà a definire spirituale e per certi versi scomoda. Un tentativo di riunire etica, estetica e spiritualità in un percorso lungo, difficile ma affascinante. Sono felice di definirmi come un sognatore impregnato di quella spiritualità  anarchica, libera e indipendente tipica di Gioacchino da Fiore.<em> </em></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>LB/</strong> <strong>Sembra che tu compia una doppia operazione, ti allontani dal passato, da una certa pratica di studio per fondarne un&#8217;altra, più moderna, vitale e immediata la quale però, a sua volta, sembra trovare origine nel Liber Figurarum di Gioacchino.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/10/afredo-granata-corona.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3424" title="Afredo Granata corona" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/10/afredo-granata-corona.jpg?w=150" alt="" width="150" height="150" /></a>AG/</strong> Nessun artista visivo contemporaneo, fino ad oggi, ha tentato  di contestualizzare, con nuovi linguaggi, la figura e l&#8217;opera di Gioacchino da Fiore. Esistono varie opere che immortalano l&#8217;Abate Cistercense, ma in modo del tutto iconografico. Dal punto di vista moderno molti sono stati, invece, gli artisti  che  hanno preso spunto dai concetti spirituali dettati da opere visivo &#8211; scritturali dell&#8217;abate. Il grande pioniere della pittura moderna, Vassily Kandinsky, si serve dell’albero trinitario di Gioacchino da Fiore per illustrare la propria visione sull’evoluzione spirituale dell’arte. L’arte non consiste di nuove scoperte che cancellano le precedenti, ma di uno sviluppo organico fondato su una precedente saggezza, così come il tronco dell’albero non diventa superfluo per lo spuntare di un nuovo ramo. In occasione di un’esposizione, il grande amico di Kandinsky, Paul Klee, si serve della parabola dell’albero per esprimere il concetto del processo che opera nell’artista: “l’artista si limita, al suo posto nel tronco dell’albero, a raccogliere ciò che emerge dal profondo e a trasmetterlo oltre”. In altre parole Klee vedeva nella creatività umana semplicemente la prosecuzione del processo cosmico. Il Liber Figurarum di Gioacchino da Fiore rappresenta una grande opera dove parole ed immagini lavorano in perfetta  sinergia trovando un equilibrio estetico ineguagliabile. Una sorta di poesia visiva tramandata da un poeta visionario vissuto oltre ottocento anni fa. Nell&#8217;opera è perfettamente illustrato il complesso ed originale pensiero profetico dell’Abate Florense, basato sulla teologia trinitaria della storia e sulla esegesi concordistica della Bibbia. L’opera ci rimane oggi in tre esemplari ben conservati, il codice di Oxford, il codice di Reggio Emilia e il codice di Dresda. Più antico è il manoscritto di Oxford, prodotto dall’Officina scrittoria di un monastero calabrese, probabilmente l’abbazia di San Giovanni in Fiore, tra il 1200 e il 1230.    I lavori esposti in questa mostra segnano un ritorno alle proprie radici artistiche,  ad una classicità moderna della pittura in cui gestualità, colore e sedimentazioni del tempo  trovano un equilibrio che si ripercuote sulla propria creatività. La progettazione e la costruzione di questa mostra ha rappresentato per me un periodo felice dove Incanto e Disincanto della pittura hanno interagito con le parole Superbia ed Umiltà, altre due entità molto care a Gioacchino<strong><em>.  </em></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>LB/</strong><strong> Già in passato hai riflettuto sulla funzione sociale dell&#8217;artista, alla luce di questa mostra qual è oggi il tuo ruolo? In che tempo e in che dimensione collochi il tuo essere artista?</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/10/alfredo-granata-artempori31.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3429" title="Alfredo Granata artempori3" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/10/alfredo-granata-artempori31.jpg?w=150" alt="" width="150" height="150" /></a>AG/<em>  </em></strong>Nella precedente mostra personale dal titolo “Obbedire, credere, combattere, comprendere&#8230;”  era palese il tentativo di  riappropriarmi di quel ruolo sociale e politico  che apparteneva agli artisti e all&#8217;arte tout-court negli anni del secolo appena trascorso e in cui gli sconfinamenti dell&#8217;arte riguardavano tutto, a partire dalla politica, attraverso il teatro e la poesia fino alla musica, al cinema e alle arti visive. Oggi, certamente, non è cambiato il mio modo di concepire l&#8217;arte e chi la produce. Continuo con le mie “sane provocazioni” che in questa mostra diventano, senza tentennamenti o dubbi, “sante”. Potrei definire questi lavori come “preghiere laceranti”  che si levano al cielo, che chiedono, interrogano ed urlano per apprendere  il mistero della vita. Con questa esposizione tento uno spostamento del baricentro, che è anche spaesamento, e da una posizione prettamente materialista e materica passo ad una concezione spirituale ed astratta quasi impalpabile. L&#8217;artista è un piccolo “insetto” con antenne ipersensibili che captano e assorbono gli umori della società in cui vive. Ha un compito importante, quello di trasmettere alle nuove generazioni le attese, le partenze e gli arrivi del nostro contemporaneo.   Sento di essere  un termometro sensibile ai cambiamenti, tento di misurarmi con un territorio che esprime aspirazioni ed ispirazioni represse e che sollecitano una crescita ed una maturità urlata da una moltitudine di giovani. Non mi definisco né periferico né  marginale. Sento profondamente di essermi posizionato al centro del mondo, convinto come sono che non esistono né centri e né periferie, bensì, solo, centri e periferie mentali. </p>
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		<title>Installazioni corporee a più dimensioni: quando opera e fruitore sono un unicum.</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Feb 2010 01:45:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Masone]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando opera d&#8217;arte e fruitore sono un unicum. Alla ricerca della dimensione oltre. Mostra nella mostra. Durante l&#8217;opening di &#8220;Pettinesse&#8221; di Francesca Capasso, ho registrato alcune performance involontarie realizzatesi, tra spettatore e opera, nella Numen Art Gallery, il 20 febbraio 2010. Ogni performance denuncia l&#8217;assenza di un linguaggio comune tra dimensione spirituale e dimensione fisica, tra [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp mceIEcenter">
<h3 class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align:center;"><span style="color:#800000;">Quando opera d&#8217;arte e fruitore sono un unicum.<br />
</span><span style="color:#800000;">Alla ricerca della dimensione oltre.</span></h3>
<h4 class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align:center;"><span style="color:#800000;">Mostra nella mostra. Durante l&#8217;opening di &#8220;Pettinesse&#8221; di Francesca Capasso, ho registrato alcune performance involontarie realizzatesi, tra spettatore e opera, nella Numen Art Gallery, il 20 febbraio 2010.<br />
Ogni performance denuncia l&#8217;assenza di un linguaggio comune tra dimensione spirituale e dimensione fisica, tra sentire femminile e vedere maschile.</span></h4>
<h4 class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align:center;"><span style="color:#800000;">Alessio Masone</span></h4>
</div>
<div id="attachment_2436" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/02/img_1667web41.jpg"><img class="size-full wp-image-2436" title="IMG_1667web4" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/02/img_1667web41.jpg" alt="" width="500" height="500" /></a><p class="wp-caption-text">&quot;Verso Amsterdam&quot;. (Particolare di) Corpo di donna pittorica (bidimensionale) resa ignuda da corpi maschili (tridimensionali, fuori campo) che la osservano, come merce, oltre la vetrina. A terra, miriade di pettinesse tridimensionali infrante nell&#039;incapacità di penetrare nella natura bidimensionale delle chiome della donna pittorica.</p></div>
<div id="attachment_2400" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/02/img_1672-web-4b.jpg"><img class="size-full wp-image-2400" title="IMG_1672-web-4b" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/02/img_1672-web-4b.jpg" alt="" width="500" height="500" /></a><p class="wp-caption-text">Dittico di corpi tridimensionali rappresentanti una gallerista e una architetto con lo sfondo di affresco murale monocromatico</p></div>
<div id="attachment_2404" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/02/img_1670web-4.jpg"><img class="size-full wp-image-2404" title="IMG_1670web-4" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/02/img_1670web-4.jpg" alt="" width="500" height="500" /></a><p class="wp-caption-text">&quot;L&#039;ombra della donna&quot;. Corpo di donna romana che, con le sue ombre, dialoga, sul piano bidimensionale, con il corpo di donna pittorica.</p></div>
<div id="attachment_2406" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/02/img_1675web-4.jpg"><img class="size-full wp-image-2406" title="IMG_1675web-4" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/02/img_1675web-4.jpg" alt="" width="500" height="500" /></a><p class="wp-caption-text">(Particolare di) Corpo di donna pittorica mentre è fotografata e ammirata da corpi umani tridimensionali (fuori campo).</p></div>
<div id="attachment_2409" style="width: 364px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/02/img_1673web.jpg"><img class="size-full wp-image-2409" title="IMG_1673web" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/02/img_1673web.jpg" alt="" width="354" height="1079" /></a><p class="wp-caption-text">(Particolare di) Corpo di donna pittorica disperata mentre un corpo tridimensionale maschile, che la fotografa, catturatore del solo corpo di lei, calpesta i suoi pettini/sogni infranti. </p></div>
<div id="attachment_2420" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/02/img_1669web-b.jpg"><img class="size-full wp-image-2420" title="IMG_1669web-b" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/02/img_1669web-b.jpg" alt="" width="500" height="252" /></a><p class="wp-caption-text">&quot;Assenti che costringono&quot;. Barriera di corpi umani che impedisce la visione della dimensione pittorica che si intravede solo grazie ai vuoti creati da assenze che costringono/consentono di guardare oltre, anche oltre l&#039;ombra che segue il passo. </p></div>
<div id="attachment_2426" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/02/img_1676web4.jpg"><img class="size-full wp-image-2426" title="IMG_1676web4" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/02/img_1676web4.jpg" alt="" width="500" height="416" /></a><p class="wp-caption-text">&quot;Corpi sonanti&quot;. Dittico di corpi umani tridimensionali che, rappresentando due musicisti, producono la dimensione sonora. Con lo sfondo di due affreschi murali simmetrici e monocromatici.</p></div>
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		<title>Numen Art Gallery: 14.11.09, opening di Adelaide Di Nunzio</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 15:11:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Masone]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[.Eventi locali]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1948" title="lumen-14.11.09_Pagi1" src="http://artempori.files.wordpress.com/2009/11/lumen-14-11-09_pagi1.jpg" alt="lumen-14.11.09_Pagi1" width="500" height="500" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1951" title="lumen-14.11.09_Pagi2" src="http://artempori.files.wordpress.com/2009/11/lumen-14-11-09_pagi2.jpg" alt="lumen-14.11.09_Pagi2" width="500" height="500" /></p>
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		<title>IN NUMEN… DELL’ARTE. INTERVISTA A GIULIANA IPPOLITO di Loredana Barillaro</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Aug 2009 08:59:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[acrilici]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
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		<description><![CDATA[Giuliana Ippolito Giuliana Ippolito è una giovane gallerista che lavora a Benevento. Il suo spazio, la Numen Art gallery, è situato nel cuore della città, fra i vicoli del centro storico, a due passi dall&#8217;Hortus Conclusus, dove si trovano le sculture di Mimmo Paladino. Un luogo ricco di storia, ma ancora non del tutto intriso [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color:#993300;"></p>
<h3 class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align:justify;">
<dl class="wp-caption   aligncenter">
<dt class="wp-caption-dt"><img class="size-full wp-image-1614" title="giulianaIppolito" src="http://artempori.files.wordpress.com/2009/08/giulianaippolito2.jpg" alt="Giuliana Ippolito" width="300" height="273" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Giuliana Ippolito</dd>
</dl>
</h3>
<h3><span style="color:#800000;"><em>Giuliana Ippolito è una giovane gallerista che lavora a Benevento. Il suo spazio, la Numen Art gallery, è situato nel cuore della città, fra i vicoli del centro storico, a due passi dall&#8217;Hortus Conclusus, dove si trovano le sculture di Mimmo Paladino. Un luogo ricco di storia, ma ancora non del tutto intriso di una tradizione legata al contemporaneo. Giuliana ha scelto di lavorare in provincia per dimostrare che, in fondo, centro e  periferia altro non sono che due facce di una stessa medaglia. Così il suo lavoro diviene intenso e appassionato, lontano da logiche di potere, incentrato unicamente sul talento, per vivere appieno l&#8217;arte e creare, con gli artisti, l&#8217;immaginario.</em></span></h3>
<h3><span style="color:#800000;">Loredana Barillaro/ Ciao Giuliana, vorrei che tu mi raccontassi il tuo lavoro di gallerista: quando hai deciso di lavorare con l’arte contemporanea?<br />
Giuliana Ippolito/ Ho deciso di lavorare nel mondo dell’arte circa venti anni fa. Il mio primo approccio l’ho avuto con il teatro, dove ho sperimentato per alcuni anni il corpo. Poi, pian piano, ho alimentato lo spirito con studi di filosofia e architettura, fino ad approdare alle arti contemporanee.</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#800000;">LB/ Quali sono i tuoi gusti? In base a quale criterio scegli gli artisti coi cui lavori?<br />
GI/ Mi piace seguire l’istinto, mi piacciono gli artisti che mi percepiscono e che si affidano, con cui poter progettare l’immaginario.</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#800000;">LB/ Abiti a Benevento, una città molto interessante, ricca di storia, ma lontana dai grossi centri dell’arte contemporanea, quali Roma o Milano. Pensi sia difficile per un artista e per un gallerista essere tali in provincia?<br />
GI/ Aprire uno spazio a Benevento, che è la mia città da appena cinque anni, è stata una sfida. Fare cultura in provincia mi appartiene da tempo, ho sempre scelto di far vivere l’arte in periferia per disabituarmi all’idea del centro che, peraltro, esiste solo da noi nel mondo.</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#800000;">LB/ Dunque è stata una scelta, o solo una conseguenza del tuo vivere quotidiano?<br />
GI/ Mi sono trasferita a Benevento per affinità elettive del tutto casuali, mentre la scelta di aprire una galleria è stata fortemente voluta e progettata per questa città, valutando certamente che non esiste ancora un mercato specifico, né esistono altri spazi dedicati al contemporaneo, se non il museo Arcos, il quale si trova a 50 metri dalla mia galleria e con cui ho rapporti di collaborazione.</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#800000;">LB/ E’ sempre più attuale la riflessione che mira ad una riqualificazione della provincia italiana mediante l’arte contemporanea. Ti senti parte di questo movimento?<br />
GI/ Sì, se di qualità.</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#800000;">LB/ Che tipo di pubblico frequenta la tua galleria? I collezionisti locali sono ricettivi verso ciò che proponi, o ti rivolgi soprattutto all’esterno?<br />
GI/ La galleria è frequentata soprattutto da giovani, e questo mi lusinga molto. Sento di potermi considerare una giovane gallerista in tutti i sensi, ed è proprio al collezionismo giovane che intendo rivolgermi, proponendo giovani artisti e piccoli investimenti. Un unico rischio: vivere la bellezza!!!</span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#800000;">LB/ In un momento di forte crisi economica, molti si domandano se il mercato dell’arte contemporanea possa reggere o meno. Tu cosa pensi? Che peso assume il dato economico, in particolare nel Meridione?<br />
GI/ C&#8217;è necessità di più arte e meno forza di potere. Oggi nel mondo dell’arte qualcuno decide e nasce un artista, qualcuno decide e nasce un critico…e così di seguito. Credo che questo meccanismo sia espressione solo di potere e non di talento. </span></h3>
<h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#800000;">LB/ Cosa ti aspetti per il futuro della Numen Art Gallery? Hai un sogno nel cassetto?<br />
GI/ L’etimo latino di Numen è “potere divino”…quindi…lunga e gioiosa vita alla Numen Art Gallery!</span></h3>
<p></span></p>
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