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	<title>Art&#039;Empori &#187; isis</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>Siamo tutti islamici, tutti vittime del modello occidentale ormai collassato</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Jan 2015 20:18:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
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		<category><![CDATA[Alessio Masone]]></category>
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		<description><![CDATA[[di Alessio Masone] Un attentato è il sintomo estremo ed esecrabile di un malessere collettivo. Se le forze dell&#8217;ordine devono contrastarne i sintomi (i reati), la società civile dovrebbe preoccuparsi di rimuoverne le cause. Finché esisteranno crimini nel mondo, sintomi di una patologia collettiva che si fenomenizza negli anelli più deboli, ogni società civile ne sarà moralmente [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/01/centro-commerciale2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-15743" alt="centro commerciale2" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/01/centro-commerciale2-300x155.jpg" width="300" height="155" /></a>[<a href="http://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/autori-di-artempori/alessio-masone-x-autori/" target="_blank">di Alessio Masone</a>] <strong>Un attentato è il sintomo estremo ed esecrabile di un malessere collettivo.</strong> Se le forze dell&#8217;ordine devono contrastarne i sintomi (i reati), la società civile dovrebbe preoccuparsi di rimuoverne le cause. Finché esisteranno crimini nel mondo, sintomi di una patologia collettiva che si fenomenizza negli anelli più deboli, ogni società civile ne sarà moralmente responsabile.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Se nel 2001, con la recessione economica ancora lontana,</strong> non potevamo comprendere le motivazioni dello spietato attentato alle torri gemelle, oggi, con una crisi sempre più cocente, soprattutto a danno di noi cittadini medi, sempre più marginalizzati dal flusso delle ricchezze, possiamo comprendere il disagio dell&#8217;Islam e rivedere il rapporto conflittuale che questo ha con il nostro mondo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I movimenti islamici si radicalizzano dando luogo a fenomeni di integralismo e terrorismo</strong> se, nel mondo arabo, è sempre meno arginabile l&#8217;ingerenza del modello culturale americano ed europeo veicolato, in modo seducente, da multinazionali e mass media.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non possiamo condividere molti aspetti della cultura islamica</strong>, ma dobbiamo ammettere che, a differenza di noi, l&#8217;Islam vuol preservare un&#8217;identità: buona o cattiva che sia, questa li tutela dall&#8217;omologazione globale in cui noi tutti siamo integrati e annientati.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Se l&#8217;Islam impone evidenti limiti alle libertà individuali</strong>, l&#8217;Occidente ci costringe, in modo occulto, a stili di vita che ci rendono schiavi inconsapevoli di un sistema che ci vuole infelici e, ora, anche poveri.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le coesioni territoriali e le economie locali italiane, come quelle orientali, sono annientate da centri commerciali e vendite online.</strong> I territori italiani, aggrediti da cementificazioni, TAV e trivellazioni petrolifere, possono immedesimarsi nel bisogno di autodeterminazione del mondo arabo. Il Sud italiano, che fino ad oggi è stato visto come arretrato solo perché non si allineava al modello efficientista ma alienante del Nord, può immedesimarsi nel mondo arabo colonizzato dall&#8217;immaginario imposto da multinazionali e mass media.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Durante il telegiornale, che trasmetteva le immagini delle dodici persone assassinate a Parigi</strong> (Charlie Hebdo), scorrevano i sottotitoli di notizie di quotidiana cronaca narranti di ancor più numerose persone morte rischiando la vita per divertimento: in montagna sciando, in auto viaggiando, in moto per essere nel mito della Dakar, in aereo per delirio di onnipresenza geografica. Ci scandalizzano le poche persone morte per un attentato (come nella strage di Parigi), ogni sei mesi, e non i tanti che, ogni giorno, muoiono per sfuggire alla noia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Forse perché, nel primo caso, i mandanti delle morti sono comodamente individuabili all&#8217;esterno di noi</strong>, facendo in modo che si deleghi e nulla cambi, mentre, nel secondo caso, i mandanti siamo noi stessi, con le nostre abitudini culturali troppo faticose da mettere in discussione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La modernità occidentale potrebbe essere causa del terrorismo islamico perché, annientando le identità e le coesioni territoriali,</strong> genera diffusamente quell&#8217;infelicità occulta che, tra l&#8217;altro, costringe le persone benestanti a rischiare la vita per noia e induce gli esclusi sociali alla protesta, anche estrema e smodata.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il modello occidentale maschile, ormai, sta mostrando il vero volto di sfruttatore anche a danno di noi cittadini medi,</strong> vittime di un&#8217;iniqua distribuzione dei redditi. Col senno di poi, potremo intuire che gli islamici, grazie a uno sguardo differente, lo avevano compreso molto prima.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Oggi, quando si estremizza il divario tra capitalisti e ceto medio,</strong> la condizione sociale di noi cittadini comuni è più affine a quella di un islamico comune che alle caste dei privilegiati occidentali, come politici, dirigenti, finanzieri e multinazionali.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ogni dissenso islamico all&#8217;omologazione, nel bene e nel male, è anche a nostro favore per agevolare un nuovo modello</strong>, quello lento, inclusivo e relazionale, quello delle donne, dei territori, della ruralità, dei mestieri manuali e dell&#8217;economia fisica, in contrapposizione a quello occidentale, maschile, competitivo, centralizzato, tecnologico, burocratizzato, delle professioni intellettuali e dell&#8217;efficienza, ma ormai collassato.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Paradossalmente, l&#8217;Islam delle donne oppresse mette in discussione il modello occidentale e maschile</strong>, mentre le donne occidentali, credendosi libere, maschilizzandosi, lo incentivano, quando ormai è collassato.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8212;</p>
<p style="text-align: justify;">Leggi anche:<br />
Giovanna Ferrara &#8211;  <a href="http://www.glistatigenerali.com/coesione-sociale/il-danno-di-dirsi-charlie/" target="_blank">www.glistatigenerali.com/coesione-sociale/il-danno-di-dirsi-charlie</a></p>
<p style="text-align: justify;">Nunzio Castaldi - <a href="http://www.artempori.it/artempori/2015/01/09/si-puo-dire-una-liberta-che-aggredisce-la-liberta-di-altre-culture-e-un-controsenso/" target="_blank">www.artempori.it/si-puo-dire-una-liberta-che-aggredisce-la-liberta-di-altre-culture-e-un-controsenso</a></p>
<p style="text-align: left;">Intervista a MIGUEL MELLINO &#8211; di ANNA CURCIO -<a href="http://www.commonware.org/index.php/cloe/542-je-suis-ouest" target="_blank"> www.commonware.org/index.php/cloe/542-je-suis-ouest</a></p>
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