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	<title>Art&#039;Empori &#187; manualità</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>Ilaria Fragnito fa outing: sono un&#8217;artigiana della lana, non più un addetto stampa!</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Mar 2015 09:42:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
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		<description><![CDATA[[di Tullia Bartolini e Alessio Masone] &#8220;Vendevo parole, quando ero addetto stampa. Non ero me stessa&#8221;. Così esordisce, in uno sfogo liberatorio, Ilaria Fragnito, durante la cenabaratto, su &#8220;Nativi digitali e perdita delle competenze manuali&#8221;, organizzata da Mariapaola Bianchini, psicologa cofondatrice del movimento Art&#8217;Empori-Resistenza P&#8217;Artigianale. .Con voce rotta dall&#8217;emozione, si racconta: &#8220;Per assecondare le aspettative degli [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="yiv0379741993yui_3_16_0_1_1425202849460_24658" style="text-align: justify;">[di <a href="http://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/autori-di-artempori/tullia-bartolini-autori/" target="_blank">Tullia Bartolini</a> e <a href="http://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/autori-di-artempori/alessio-masone-x-autori/" target="_blank">Alessio Masone</a>]<i id="yiv0379741993yui_3_16_0_1_1425202849460_24967"> </i>&#8220;Vendevo parole, quando ero addetto stampa. Non ero me stessa&#8221;. Così esordisce, in uno sfogo liberatorio, Ilaria Fragnito, durante la cenabaratto, su &#8220;Nativi digitali e perdita delle competenze manuali&#8221;, organizzata da Mariapaola Bianchini, psicologa cofondatrice del movimento Art&#8217;Empori-Resistenza P&#8217;Artigianale.</div>
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<div dir="ltr" id="yiv0379741993yui_3_16_0_1_1425202849460_24648" style="text-align: justify;"><span><span>.<br clear="none" />Con voce rotta dall&#8217;emozione, si racconta: &#8220;Per assecondare le aspettative degli altri, avevo studiato scienze della comunicazione e avevo intrapreso una professione intellettuale, ma ora ho trovato la mia naturale dimensione, sono rinata con le mie creazioni in lana&#8221;.</span></span></div>
<div dir="ltr" style="text-align: justify;">.</div>
<div dir="ltr" style="text-align: justify;">
<div id="yiv0379741993yqtfd14802"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/03/ilaria-fragnito-lailana-cenabaratto-gas-arcobaleno.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-16123" alt="ilaria fragnito lailana cenabaratto gas arcobaleno" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/03/ilaria-fragnito-lailana-cenabaratto-gas-arcobaleno-300x168.jpg" width="300" height="168" /></a>Ilaria si libera come un gay che smette di essere oppresso dalle aspettative altrui e fa outing: ormai, per molti, esercitare una professione intellettuale è un peso da sopportare per conformismo. Un esempio del fermento collettivo in corso che, reagendo al collasso dell&#8217;attuale modello di sviluppo, sta riportando i giovani verso i mestieri manuali: un bisogno di riappropriarsi delle proprie identità, del percepirsi comunità locale, del rapporto con la fisicità della vita che è anche un rigenerare economia fisica, riportandola in un argine territoriale, condiviso.<br clear="none" />.<br clear="none" />Questo e tanto altro è avvenuto durante l&#8217;affollata cenabaratto del 27 febbraio 2015, presso la libreria indipendente Masone Alisei, all&#8217;interno del Distretto di EcoVicinanza, con il GASb Arcobaleno e Art&#8217;Empori.<br clear="none" />.<br clear="none" />Unisci due competenze, due belle personalità, due forme di comunicazione e metti su un laboratorio, che vuol coinvolgere i più giovani, quelli che faranno il nostro futuro.<br clear="none" /><br clear="none" /><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/03/cenabaratto-01-mariapaola-bianchini.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-16112" alt="cenabaratto 01 mariapaola bianchini" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/03/cenabaratto-01-mariapaola-bianchini-300x168.jpg" width="300" height="168" /></a>Maria Paola Bianchini, psicologa dell&#8217;età evolutiva e Ilaria Fragnito, artigiana della lana, creativa, titolare di Lailana, (facebook.com/lailanahandmade), hanno organizzato un laboratorio per i più piccoli presso la libreria Masone Alisei (Benevento) e ce ne hanno parlato durante la cenabaratto. <br clear="none" />.<br clear="none" />Eravamo in tanti, tra cibo vegano, buon vino, i piatti di Rocco, Brunella, Giuseppe, una filiera corta di intenti, entusiasmo e fiducia nel futuro, tutto rigorosamente non delegato e dal basso.<br clear="none" />.<br clear="none" />Siamo colpiti dalle creazioni di Ilaria, dai colori che sa usare così bene, dall&#8217;intreccio sapiente dei fili attraverso cui è capace di creare oggetti armoniosi, belli: bracciali, anelli, collane, scalda collo.<br clear="none" />.<br clear="none" />Durante l&#8217;incontro, le due giovani promesse hanno barattato la propria esperienza, sviluppata in campi solo apparentemente diversi: le unisce infatti la necessità di evidenziare l&#8217;importanza e il recupero delle competenze manuali, in particolare per i nativi digitali. &#8220;Lana in fabula&#8221; è il nome dato al laboratorio che vuol incentivare nei bambini la creatività, sviluppandola attraverso la dimensione materica del gioco manuale e della lettura dei libri cartacei. <br clear="none" />.<br clear="none" /><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/03/lana-in-fabula-libreria-masone-alisei-ilaria-fragnito-mariapaola-bianchini.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-16124" alt="lana in fabula libreria masone alisei ilaria fragnito mariapaola bianchini" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/03/lana-in-fabula-libreria-masone-alisei-ilaria-fragnito-mariapaola-bianchini-300x168.jpg" width="300" height="168" /></a>Sin da piccoli, i nativi digitali si abituano all&#8217;uso dei computer, all&#8217;interconnessione via internet, al linguaggio dei tablet, senza sviluppare competenze motorie, che li metta a contatto con la materia e con la possibilità di trasformarla, dando vita a qualcosa di personale, ricreando la realtà. Sappiamo bene quanto lo sviluppo senso-motorio e cognitivo dei più piccoli non possa prescindere dalla conoscenza tattile delle cose.<br clear="none" />.<br clear="none" />L&#8217;uso esclusivo di certi canali &#8211; che hanno certo i loro vantaggi, ma non possono escludere il resto &#8211; li lascia monchi, dando vita anche a deficit di attenzione e ad altre patologie attualmente allo studio degli psicologi. <br clear="none" />.<br clear="none" />Con l&#8217;aiuto di slide, Maria Paola Bianchini ci ha parlato di questi argomenti, mentre Ilaria ci ha raccontato la sua esperienza, la possibilità che si è data di cambiare vita, diventando &#8216;artigiana della lana&#8217;.</div>
<p><span id="yiv0379741993yui_3_16_0_1_1425202849460_24877">.<br clear="none" />&#8220;La crisi economica e sociale ci suggerisce un ritorno ai mestieri manuali per la rigenerazione di un’economia condivisa e di una felicità diffusa&#8221;, afferma il Distretto di EcoVicinanza. Il laboratorio &#8211; a cui si spera seguano altri incontri, anche in sedi diverse &#8211; è sostenuto anche da “Resistenza P’Artigianale, movimento per l’approccio artigianale e territoriale alla produzione, vendita e consumo dei beni e delle arti.</span></p>
</div>
<p style="text-align: justify;"><span>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/03/02/ilaria-fragnito-fa-outing-sono-unartigiana-della-lana-non-piu-un-addetto-stampa/cenabaratto-01-mariapaola-bianchini/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/03/cenabaratto-01-mariapaola-bianchini-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="cenabaratto 01 mariapaola bianchini" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/03/02/ilaria-fragnito-fa-outing-sono-unartigiana-della-lana-non-piu-un-addetto-stampa/cenabaratto-012-ilaria-fragnito/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/03/cenabaratto-012-ilaria-fragnito-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="cenabaratto 01,2 ilaria fragnito" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/03/02/ilaria-fragnito-fa-outing-sono-unartigiana-della-lana-non-piu-un-addetto-stampa/cenabaratto-02-nativi-digitali/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/03/cenabaratto-02-nativi-digitali-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="cenabaratto 02 nativi digitali" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/03/02/ilaria-fragnito-fa-outing-sono-unartigiana-della-lana-non-piu-un-addetto-stampa/cenabaratto-06-nativi-digitali/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/03/cenabaratto-06-nativi-digitali-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="cenabaratto 06 nativi digitali" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/03/02/ilaria-fragnito-fa-outing-sono-unartigiana-della-lana-non-piu-un-addetto-stampa/cenabaratto-07-nativi-digitali/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/03/cenabaratto-07-nativi-digitali-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="cenabaratto 07 nativi digitali" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/03/02/ilaria-fragnito-fa-outing-sono-unartigiana-della-lana-non-piu-un-addetto-stampa/cenabaratto-08-nativi-digitali/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/03/cenabaratto-08-nativi-digitali-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="cenabaratto 08 nativi digitali" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/03/02/ilaria-fragnito-fa-outing-sono-unartigiana-della-lana-non-piu-un-addetto-stampa/cenabaratto10-lailana-ilaria-fragnito/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/03/cenabaratto10-lailana-ilaria-fragnito-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="cenabaratto10 lailana ilaria fragnito" /></a>
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<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/03/02/ilaria-fragnito-fa-outing-sono-unartigiana-della-lana-non-piu-un-addetto-stampa/cenabaratto11-ilaria-fragnito-lailana/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/03/cenabaratto11-ilaria-fragnito-lailana-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="cenabaratto11 ilaria fragnito lailana" /></a>
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<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/03/02/ilaria-fragnito-fa-outing-sono-unartigiana-della-lana-non-piu-un-addetto-stampa/cenabaratto21-ilaria-fragnito-mariapaola-bianchini/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/03/cenabaratto21-ilaria-fragnito-mariapaola-bianchini-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="cenabaratto21 ilaria fragnito mariapaola bianchini" /></a>
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		<title>Lana in fabula: riflessioni pedagogiche e foto</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Mar 2015 17:48:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Mariapaola Bianchini]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[..Distretto di Economia Solidale e di Arte Inclusiva]]></category>
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		<description><![CDATA[[di Mariapaola Bianchini] Il mese di febbraio 2015 alla libreria Masone, si è concluso con un evento tutto per bambini, il primo di una lunga serie futura. &#8220;LANA IN FABULA&#8221; è il titolo dell&#8217;esperienza organizzata e condotta da me (Mariapaola Bianchini, psicologa dell&#8217;età evolutiva e membra attiva di art empori) e   Ilaria Fragnito, artigiana della [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">[di <a href="http://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/autori-di-artempori/mariapaola-bianchini-x-autori/" target="_blank">Mariapaola Bianchini</a>] Il mese di febbraio 2015 alla libreria Masone, si è concluso con un evento tutto per bambini, il primo di una lunga serie futura.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;LANA IN FABULA&#8221; è il titolo dell&#8217;esperienza organizzata e condotta da me (Mariapaola Bianchini, psicologa dell&#8217;età evolutiva e membra attiva di art empori) e   Ilaria Fragnito, artigiana della lana (Lailanahttps://www.facebook.com/lailanahandmade?fref=ts ).</p>
<p style="text-align: justify;">Obiettivo dell&#8217;evento, replicabile su richiesta, era sensibilizzare sulla riscoperta e valutazione del lavoro manuale nei bambini. In questo caso il lavoro manuale riguardava la lana, grazie all&#8217;esperienza di Ilaria in questo settore. Attraverso la sua guida i bambini hanno realizzato delle pecorelle di lana che poi hanno portato con sè come ricordo dell&#8217;esperienza vissuta. Seppure piccoli (età prescolare) sono riusciti a costruire personalmente un oggetto, maturando una piena consapevolezza della sua essenza: passaggi tecnico-manuali per realizzarli e conoscenza della lana, dall&#8217;origine (pecore ed altri animali, tosatura, trasformazione in fili, colorazione) alla sua esplorazione sensoriale (attenzione focalizzata su forma, colore, morbidezza e sostanza).</p>
<p style="text-align: justify;">Ho cercato di curare il contenimento emotivo dell&#8217;esperienza, accompagnando i bambini ad una reciproca conoscenza. In età prescolare esperienze di questo tipo sono rese più difficili dalle ansie naturali dei bambini (cambiamento di contesto, allontanamento dalle figure di accudimento, interazione con bimbi sconosciuti, esperienza nuove) ma vala la pensa insistere e lavorare in questa direzione. I bambini ancora lattanti già sanno usare il touch screen e tutte le nuove tecnologie (si parla infatti di generazione touch), con le enormi potenzialità che questo comporta ma anche con i rischi presenti, soprattutto se non si pongono limiti e non si cercano bilanciamenti (come i lavori creativi e manuali: disegni, manipolazione carta, legno ecc.) Se in età prescolare l&#8217;attenzione e la partecipazione  sono funzionali ad apprendimenti più consapevoli, allora è giusto cominciare da qui. Con bimbi di questa età funzionano la consapevolezza sensoriale e la fantasia; motivo per cui nel nostro laboratorio fili colorati e morbidi sono serviti a creare oggetti con cui inventare storie e divertirsi con poco. Il laboratorio è durato circa un&#8217;ora considerando i tempi di attenzioni, ma è bastata loro per portarsi a casa la piacevolezza del lavoro manuale.  Una bimba piccola era attratta dalla mia collana ma a fine esperienza l&#8217;ho guidata a capire la differenza valoriale tra un oggetto acquistato attraverso il denaro ed uno guadagnato attraverso gli sforzi personale. La pecorella allora è apparsa più bella per quello è, il risultato di uno sforzo.</p>
<p style="text-align: justify;">Speriamo di riproporre tutto ciò ad altri bimbi, anche più grandi. L&#8217;artigianato va riscoperto e riportato al centro. Le nostre nonne e le nostre zie hanno provato, tempo fa, a spiegarci che la manualità a servizio della creatività è importante quanto la cultura e che anzi, se vissuta con consapevolezza è di per sè cultura. Noi, però,  non abbiamo ascoltato, non abbiamo capito, e abbiamo praticato altre vie. Adesso è il momento di riprendere questi insegnamenti con le consapevolezze e conoscenze di oggi (risultati dei nostri percorsi), con i linguaggi e i saperi di oggi (Internet e tecnologia) e bilanciare tutto insegnando, sensibilizzando, tracciando vie alternative.</p>
<p>-<br />
<span style="color: #993300;">Le foto dell’articolo sono state scattate da Art’Empori durante la serata del 5 gennaio 2015.</span><br />
<span style="color: #993300;">Per una visione ottimale delle foto, <strong>cliccare all’interno della foto in testa all’articolo</strong> e, poi (apertasi una nuova finestra), cliccare sulla destra di ogni foto (per andare avanti) o cliccare sulla sinistra della foto (per andare indietro).</span></p>
<div><span style="color: #993300;">Le foto scorrono più velocemente se si utilizza la rondella del mouse (solo in avanti).</span><br />
<span style="color: #993300;"><strong>E’ sconsigliato</strong> cliccare sulle foto in miniatura che qui seguono.</span></div>

<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/03/01/lana-in-fabula-riflessioni-pedagogiche-e-foto/1-2/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/03/1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="laboratorio lana in fabula libreria masone alisei" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/03/01/lana-in-fabula-riflessioni-pedagogiche-e-foto/2-2/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/03/2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="2" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/03/01/lana-in-fabula-riflessioni-pedagogiche-e-foto/3-2/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/03/3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="3" /></a>
<a href='https://www.artempori.it/artempori/2015/03/01/lana-in-fabula-riflessioni-pedagogiche-e-foto/4-2/'><img width="150" height="150" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/03/4-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="4" /></a>
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		<title>Donne e ordine esperienziale. Catarsi e manualità versus potere e intellettualità.</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Dec 2014 09:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
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		<description><![CDATA[[di Alessio Masone] A orientarsi nel pensiero femminile, tra i numerosi indirizzi possibili, non si dovrebbe considerare una via (al maschile) che sia salvezza delle sole donne, ma bisognerebbe utilizzare una via (al femminile) che sia salvezza per il mondo intero in crisi. &#8220;Eccoli, i nostri fratelli che sono stati educati nelle scuole private e nelle [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/06/Giovanni-De-Caro-donna-etiopia.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-12663" alt="Giovanni-De-Caro-donna--etiopia" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/06/Giovanni-De-Caro-donna-etiopia.jpg" width="567" height="379" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">[<a href="http://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/autori-di-artempori/alessio-masone-x-autori/" target="_blank">di Alessio Masone</a>] A orientarsi nel pensiero femminile, tra i numerosi indirizzi possibili, non si dovrebbe considerare una via (al maschile) che sia salvezza delle sole donne, ma bisognerebbe utilizzare una via (al femminile) che sia salvezza per il mondo intero in crisi.</p>
<blockquote><p>&#8220;Eccoli, i nostri fratelli che sono stati educati nelle scuole private e nelle due università; salgono quelle scalinate, entrano e escono da quelle porte, ascendono a quei pulpiti, pronunciano orazioni, impartiscono lezioni, amministrano la giustizia, praticano la medicina, concludono affari, fanno quattrini. &#8230; Uno era vescovo. Un altro giudice. Uno era ammiraglio. Un altro generale. Uno era professore all&#8217;Università. Un altro era medico. &#8230; Questo infatti dobbiamo domandarci senza indugi: abbiamo voglia di unirci a quel corteo, oppure no? A quali condizioni ci uniremo ad esso? E, soprattutto, dove ci conduce il corteo degli uomini colti?&#8221;<br />
[Virginia Woolf, Le tre ghinee]</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Esperienzialità e manualità: vita non delegata.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Quando leggiamo un romanzo, utilizziamo molta della nostra creatività per completare, in prima persona, le descrizioni che l’autore ci fornisce.</p>
<p id="yui_3_16_0_1_1401612071053_2686" style="text-align: justify;">Nel film, invece, il regista, tramite le immagini e il sonoro, decide molti più dettagli, alleggerendo l’incombenza/esperienzialità del fruitore (vedi <a href="http://www.artempori.it/artempori/2013/04/30/conoscere-di-persona-i-personaggi-dei-romanzi-dal-blog-di-isabella-pedicini/" target="_blank">Conoscere di persona i personaggi dei romanzi</a> di Isabella Pedicini).</p>
<p id="yui_3_16_0_1_1401612071053_2686" style="text-align: justify;">In pratica, <strong>quanto più deleghiamo alla tecnologia che ci alleggerisce la fatica del vivere, tanto più ci viene sottratta vita.</strong> Questa visione darebbe giustizia agli uomini che ci hanno preceduto senza aver conosciuto TV, computer, aerei, ma che forse, più di noi, hanno vissuto in prima persona ed esperienzialmente, riuscendo ad essere, più di oggi, coautori del mondo.</p>
<p id="yui_3_16_0_1_1401612071053_2809" style="text-align: justify;">Allo stesso modo, noi non possiamo ritenerci più sfortunati delle prossime generazioni che delegheranno maggiormente alle tecnologie. Di questo passo, <strong>possiamo ipotizzare che i lavori manuali, essendo più esperienziali, siano più appaganti di quelli intellettuali.</strong> Potremmo anche ipotizzare che le specie viventi più sono primordiali (meno sovrastrutturate) e più sono connesse alla vita.<br id="yui_3_16_0_5_1401612071053_36" />Questa sarebbe giustizia universale.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong><br />
Sottomissione volontaria e catarsi riducono la violenza nel mondo.</strong></span></p>
<p id="yui_3_16_0_1_1401612071053_2809" style="text-align: justify;">In parallelo, potremmo ipotizzare che l&#8217;individuo quanto più occupa le posizioni basse della scala sociale, tanto più vive l&#8217;assoluto perché <strong>la sottomissione potrebbe configurare la via naturale per sganciarsi dalla dimensione individualistica/competitiva e utile a raggiungere la catarsi,</strong> la comunione assoluta: immaginate un mistico che mette in stallo il proprio individualismo biologico infliggendosi volontariamente un dolore fisico. <strong>Basterebbe definire &#8220;catartico&#8221; ogni atto di sottomissione volontaria per rivoluzionare</strong> tutta la lettura del rapporto col potere e incidere sulla brama competitiva presente in tutti noi. <strong>E&#8217; necessario restituire dignità e senso a tutti i sottomessi (uomini e donne) del passato e di oggi: torturati, assassinati, derubati, incarcerati, resi schiavi, umiliati, esclusi, poveri, vittime di bullismo, di razzismo, di sessismo&#8230;</strong></p>
<p id="yui_3_16_0_1_1401612071053_2809" style="text-align: justify;"><strong>Rivisitando le differenze di genere, potremmo ipotizzare che, originariamente, le donne vivevano la dimensione catartica (inclusione e manualità) e l&#8217;uomo invece la dimensione biologica (esclusione e intellettualità),</strong> quella strumentale alla sopravvivenza della specie: la competizione, la dipendenza da potere. Infatti, l&#8217;uomo, sottomesso alla biologia, è condannato a competere tutta la vita, per essere selezionato dalla donna che, grazie all&#8217;uomo assoggettato alla biologia, può permettersi un&#8217;armonia con l&#8217;universo.</p>
<p id="yui_3_16_0_1_1401612071053_2809" style="text-align: justify;">Siamo biologia e nessun uomo volontariamente sarebbe capace di sottomettersi, facendo a meno dei comfort della modernità, del potere acquisito nella scala sociale, delle competenze intellettuali acquisite per allontanare le fatiche  manuali, del dominio sul sesso femminile.</p>
<p id="yui_3_16_0_1_1401612071053_2809" style="text-align: justify;">Invece le donne avevano altre e superiori opportunità: ribelli alla leggi della biologia che danno ordine violento alla società umana, immettono nel mondo energia volontaria e gratuita, in termini di &#8220;sottomissione&#8221;, di atto asimmetrico, di gesto d&#8217;amore per il mondo. Usare la sottomissione volontaria nel mondo biologico, mettendo in stallo la competizione, è l&#8217;effettiva rivoluzione femminile. <strong>La violenza nel mondo è diminuita nei secoli grazie alla donna che, generazione per generazione, ha imparato a selezionare uomini meno violenti e meno competitivi</strong>, in quanto affini al sentire femminile, appunto meno biologico e più catartico. Grazie alla donna, l&#8217;umanità ha preso le distanze dallo stadio animale. Quindi, <strong>alla dimensione maschile/biologica si contrappone la dimensione femminile/culturale,</strong> in quanto mette in discussione la violenza della biologia.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong><br />
Ordine catartico esperienziale contro la crisi economica e sociale.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Oggi, è ormai fallito definitivamente l&#8217;attuale modello di sviluppo, quello occidentale/maschile basato sulle leggi biologiche</strong> della competizione, che è arrivato alle estreme conseguenze anche per essere stato, nelle epoche recenti, avallato da una donna maschilizzata alla ricerca di un potere/parità al maschile: a questo punto, <strong>diventa urgente recuperare anche per l&#8217;uomo un nuovo ordine femminilizzato</strong>, in quanto rigetterebbe la competizione e il potere. <strong>Oggi, l&#8217;ordine esperienziale deve diventare di tutti, se vogliamo contrastare la crisi economica e sociale in corso che è stata causata</strong> <strong>da una cittadinanza sempre meno esperienziale e sempre più delegata</strong> a quell&#8217;economia dei servizi e delle professioni intellettuali passata da una posizione accessoria a quella dominante sull&#8217;economia fisica e dei mestieri manuali.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Immaginate che rivoluzione culturale, capace di coesione e felicità diffusa, si innescherebbe se iniziassimo a imitare coloro che rifuggono il potere e a sospettare di infelicità chiunque insegua la competizione e il dominio?</strong> Immaginate quanta violenza e quanta criminalità verrebbero spontaneamente meno nel mondo, se già nel fruire delle arti eliminassimo competizione, classifiche, premi e quotazioni di mercato? Immaginate quanta attitudine all&#8217;inclusione e alla coesione si diffonderebbe nella popolazione, se evitassimo esclusione e competizione nell&#8217;organizzare le iniziative culturali? Immaginate quanta economia nuova, reale e condivisa si avrebbe se volessimo dare più valore ai lavori manuali che a quelli intellettuali?</p>
<p id="yui_3_16_0_1_1401612071053_2809" style="text-align: justify;">Nella relazione dei sessi, l&#8217;uomo era il sacerdote che, &#8220;sottomesso&#8221; alle dure leggi della biologia e dell&#8217;evoluzione, viveva una vita relativa per consentire la vita catartica e assoluta alla donna. La donna sembra individuare e istruire il suo uomo per consentire che ciò avvenga.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong><br />
Donna e cambiamento dal basso come superamento della maschile democrazia rappresentativa.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Dalla sua posizione catartica, solo in termini biologici definita di sottomissione ai simili ma ribelle alla biologia e all&#8217;omologazione, la donna è portatrice per antonomasia del cambiamento dal basso, quello che avviene nel quotidiano, con il linguaggio esperienziale della non violenza, dell&#8217;inclusione e della cura: una democrazia diffusa, come alternativa alla democrazia rappresentativa e delegata. Altri cambiamenti, se avvengono tramite il ricorso al potere pubblico, al maschile, al di là delle intenzioni, sono di fatto funzionali all&#8217;immobilismo e all&#8217;ingiustizia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La donna catartica, dal basso, nel privato quotidiano, ha sempre promosso una giustizia per tutti, mentre la donna femminista, pubblicamente, lotta solo per sé.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La lotta in corso non è tra donne e uomini, ma tra cambiamento dal basso e politica (democrazia rappresentativa), tra esperienzialità e delega, tra manualità e intellettualità e tra cooperazione e quella sopraffazione che non è solo del maschile sul femminile.</p>
<p style="text-align: justify;">La donna, probabilmente, non abitava i luoghi delle politica pubblica perché, questa, a differenza del cambiamento dal basso, si configura come democrazia rappresentativa che è portatrice di violenza e omologazione, in quanto legittima una maggioranza che schiaccia le minoranze e le differenze.</p>
<p id="yui_3_16_0_1_1401612071053_2809" style="text-align: justify;">Certo, possiamo stupirci che, nel passato, alle donne venisse impedito di studiare e di esercitare professioni intellettuali. Ma, in una visione che va oltre il biologico,<strong> si potrebbe ipotizzare che gli uomini, a differenza delle donne, avessero bisogno di studiare per surrogare quel sapere catartico, innato nelle donne</strong>, e quei saperi concreti di cui le donne sono maestre con le loro attitudini alla manualità e alla cura. Mentre l&#8217;uomo parla di cultura, spesso utilizzando <strong>&#8220;stili di azione biologica&#8221;</strong> (in quanto carichi di competizione e esclusione), la donna faceva cultura, in modo esperienziale e manuale, utilizzando nel quotidiano, <strong>&#8220;stili di azione culturale&#8221;</strong> coerenti con un linguaggio della pace e dell&#8217;inclusione, quindi mettendo in discussione le leggi della biologia.</p>
<p style="text-align: justify;">La donna, nel suo quotidiano catartico, facendo un paragone, è l&#8217;artista, mentre l&#8217;uomo, in funzione complementare e temporanea, è il critico d&#8217;arte, lo studioso dell&#8217;arte svolta dalle donne. <strong>L&#8217;uomo è l&#8217;esecutore del sentire femminile, come il poliziotto è l&#8217;esecutore delle decisioni del legislatore: ma, quando si è bambini, si pensa che il potere di giustizia sia tutto in mano al poliziotto. </strong><br />
<strong>Anche il femminismo, quando sarà adulto, smetterà di confondere il ruolo dell&#8217;esecutore con quello di chi decide.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Spesso, dimentichiamo che lo studio è solo strumentale alla vita reale, quella esperienziale, manuale. Forse, gli antichi non sono stati più sfortunati di noi per non aver conosciuto aerei e automobili: siamo noi moderni che, perse le esperienzialità degli antichi, abbiamo acquisito la dipendenza da un viaggiare esteriore che necessita di delegare a mezzi di trasporto sempre più tecnologici e veloci.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8212;</p>
<p id="yui_3_16_0_1_1401612071053_2686"><a href="http://www.dekaro.com/africa/index.html" target="_blank">Foto di Giovanni De Caro. Donna etiope.</a></p>
<p id="yui_3_16_0_1_1401612071053_2884">Sulla fruizione esperienziale dell&#8217;opera vedi post di Isabella Pedicini: <a href="http://www.artempori.it/artempori/2013/04/30/conoscere-di-persona-i-personaggi-dei-romanzi-dal-blog-di-isabella-pedicini/" target="_blank">Conoscere di persona i personaggi dei romanzi</a></p>
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<div id="yui_3_16_0_1_1401612071053_9802">Articoli di Alessio Masone collegati:</div>
<div id="yui_3_16_0_1_1401612071053_9801">- <a href="http://www.artempori.it/artempori/2010/07/27/levoluzione-dellumanita-risiede-nello-sguardo-differente-delle-donne/" target="_blank">L&#8217;evoluzione dell&#8217;umanità risiede nello sguardo differente delle donne</a></div>
<div>- <a href="http://www.artempori.it/artempori/2013/08/22/femminicidio-e-genocidio-economico-differenze-di-genere-e-crisi-economica/" target="_blank">Femminicidio e genocidio economico. Differenze di genere e crisi economica</a></div>
<div id="yui_3_16_0_1_1401612071053_9798">- <a href="http://www.artempori.it/artempori/2012/11/26/violenza-sulle-donne-e-societa-competitiva-pensiero-della-differenza-per-una-cultura-non-violenta-e-inclusiva/" target="_blank"> Violenza sulle donne e società competitiva. Pensiero della differenza per una cultura non violenta e inclusiva</a></div>
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