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	<title>Art&#039;Empori &#187; matriarcato</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>Materr, scambio semi e matriarcato. Festa di comunità. 9 febbraio a Napoli. Coerenze:19/20</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2014/02/07/materr-scambio-semi-e-matriarcato-festa-di-comunita-9-febbraio-a-napoli-coerenze1920/</link>
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		<pubDate>Fri, 07 Feb 2014 08:36:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Comunicati Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[contadini]]></category>
		<category><![CDATA[ex asilo filangieri]]></category>
		<category><![CDATA[materr]]></category>
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		<category><![CDATA[ragnatela resistente]]></category>
		<category><![CDATA[scambio semi]]></category>

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		<description><![CDATA[MATERR. Domenica 9 febbraio 2014, presso ex asilo Filangieri, Napoli. Scambio semi, matriarcato, laboratori per bambini, musica, mercato, cucina comunitaria, spettacoli, rituali e altro ancora&#8230; Con la Candelora del 2 febbraio, l’inverno comincia a lasciare spazio alla primavera. E’ arrivato il momento delle semine e, come sempre, ci incontriamo per scambiarci i semi e saperi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><strong><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/02/scambio-semi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10648" alt="scambio semi" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/02/scambio-semi-213x300.jpg" width="213" height="300" /></a>MATERR. Domenica 9 febbraio 2014, presso ex asilo Filangieri, Napoli.<br />
</strong>Scambio semi, matriarcato, laboratori per bambini,<br />
musica, mercato, cucina comunitaria, spettacoli, rituali e altro ancora&#8230;</h3>
<p style="text-align: justify;">Con la Candelora del 2 febbraio, l’inverno comincia a lasciare spazio alla primavera.<br />
E’ arrivato il momento delle semine e, come sempre, ci incontriamo per scambiarci i semi e saperi legati all’agricoltura, all’ecologia, all’economia, che rappresentano l’humus che, in senso allargato, li nutre. Manteniamo l’attenzione ai nostri reali bisogni e, nel contempo, ai continui tentativi delle multinazionali di costruire un monopolio sui semi, sull’agricotura e sulla alimentazione; manteniamo alta l’intenzione di difendere e salvaguardare la biodiversità che è ricchezza per tutti.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, dedichiamo questo incontro al <strong>matriarcato</strong>: per riflettere sui modelli, sui paradigmi culturali che sottendono alle azioni e scelte che viviamo nel quotidiano, alla ricerca di altre modalità, in armonia con la Natura.<br />
Con il documentario e la presentazione del libro ‘<em>Matriarché</em>’ (curato da Francesca Colombini e Monica Di Bernardo – exorma edizioni), vogliamo aprire un dibattito intravedendo nei principi di cura e di accudimento, propri del materno, una via per riconciliarci agli altri ed alla natura; una via per trovare alternative all’attuale sistema dominante in crisi, degli esempi – come l’economia di sussistenza e l’economia del dono – che siamo rispettosi della vita e delle sue relazioni.<br />
‘Scambio e Dono’ stessi, possono riferirsi a due modalità differenti di economia e di socialità, riflettere sulle quali è un punto di partenza per allargare lo sguardo, poi, a tutto il resto cui siamo connessi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>PROGRAMMA</strong></p>
<p style="text-align: justify;">dalle ore 10  Mercato delle Autoproduzioni<br />
ore 10.30  Incontro con Pachamama: laboratorio per bambini, tra la terra e l’arte…<br />
ore 12 <strong>Scambio Semi</strong>: porta con te semi, piantine e pasta madre da scambiare<br />
ore 13-16 <strong>Cucina Comunitaria</strong> per assaporare pietanze preparate coi prodotti della rete ragnatela, con cura e con amore. Musica con la <strong>banda spaparanza</strong> e <strong>Luna Janara</strong><br />
ore 15 laboratorio per bambini: preparazione dei biscotti di pastafrolla<br />
ore 16 dibattito-presentazione del <strong>libro </strong><em><strong>Matriarchè</strong> – </em>il principio materno per una società egualitaria e solidale<br />
ore 18 e ore 19.30 <strong><a title="matrici" href="http://effepielle.wordpress.com/i-tre-riti/" target="_blank"><em>Matrici</em></a></strong>* secondo rito della trilogia a cura di Alessandra Asuni e Marina Rippa (ingresso limitato a 18 persone per ogni rito in ordine di prenotazione; per prenotare scrivi a effepielle@gmail.com)<br />
ore 18.30 <em>‘<strong>La canzone di Sontga Margriata</strong></em>’ interpretata da Federica Catalano con accompagnamento di Pietro Festa con la sega musicale.</p>
<p style="text-align: justify;">Come sempre, è un<strong> evento a rifiuti 0</strong>, porta la mappatella con bicchiere e stoviglie e contribuirai al buon funzionamento della giornata.</p>
<p style="text-align: justify;">°°°</p>
<p style="text-align: justify;">All’Ex Asilo Filangieri i concerti, gli spettacoli, le proiezioni, gli incontri sono ad ingresso libero. E’ gradito un contributo a piacere che serve ad abbattere delle spese minime e a dotare gli spazi dell’Ex Asilo Filangieri dei mezzi di produzione necessari ai lavoratori dello spettacolo e dell’immateriale per produrre arte e cultura.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ex Asilo Filangieri si trova in vico Giuseppe Maffei 4, San Gregorio Armeno (Napoli)</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/02/scambio-semi.jpg"><img alt="scambio semi" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/02/scambio-semi.jpg" width="885" height="1243" /></a></p>
<p>—</p>
<div>
<p>SEGUONO I <a href="http://www.artempori.it/artempori/2013/09/27/metodi-responsabili-per-la-fruizione-di-iniziative-socio-culturali/" target="_blank"><strong>METODI RESPONSABILI</strong></a> CON CUI ABBIAMO VAGLIATO L’EVENTO<br />
_____________________________________________________________</p>
<table width="690" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<colgroup>
<col width="500" />
<col width="20" />
<col width="116" />
<col width="54" /></colgroup>
<tbody>
<tr>
<td rowspan="2" width="500" height="264"><em><strong>PoeCivismo.</strong><br />
<strong>Metodi responsabili<br />
per la fruizione di iniziative socio-culturali</strong><br />
Questi Metodi agevolano PRATICHE<br />
capaci di inclusione e cittadinanza non delegata.<br />
Ogni iniziativa, infatti, a prescindere dall’encomiabile<br />
tema trattato, paradossalmente rischia di utilizzare<br />
un metodo escludente e delegato che è incoerente<br />
con qualsiasi processo culturale che voglia creare reale<br />
consapevolezza e capacità di azione partecipata dal cittadino.<br />
Non conta l’eccellenza di un’opera, di una teoria o di un evento,<br />
ma cosa ne fa il fruitore, portandola in prima persona nel mondo.<br />
_____________________________________________</em></td>
<td width="20"></td>
<td colspan="2" width="170"><strong><span style="color: #ff0000;"><em>Materr, scambio semi e matriarcato. Festa di comunità. 9 febbraio a Napoli.</em><em>__________</em></span></strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="20" height="131"><strong><span style="color: #ff0000;"><em> 19/20</em></span></strong></td>
<td width="116"><strong><span style="color: #ff0000;"><em>TOTALE</em></span></strong><br />
<strong><span style="color: #ff0000;"><i>COERENZE</i></span></strong><br />
<strong><span style="color: #ff0000;"><em>rilevate</em></span></strong><br />
<strong><span style="color: #ff0000;"><em>con i Metodi </em></span></strong><br />
<strong><span style="color: #ff0000;"><em>responsabili<br />
________</em></span></strong></td>
<td width="54"><em><strong> </strong></em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="150"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UNA RESISTENZA ECONOMICA TERRITORIALE</em><br />
<em>E UNA REDISTRIBUZIONE DEI REDDITI</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative culturali che, a prescindere<br />
dal tema, promuovono anche l’attitudine a contrastare<br />
la crisi economica che colpisce il cittadino medio e i territori </strong><br />
Ogni iniziativa dovrebbe considerare il bisogno di giustizia sociale<br />
di questa epoca in cui i redditi si stanno spostando dal cittadino<br />
medio ai milionari.<br />
_____________________________________________</em></td>
<td width="20"><em> <strong><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong><strong>_________</strong><br />
1. Tutela </strong></em><br />
<em><strong>economica </strong></em><br />
<em><strong>del cittadino </strong></em><br />
<em><strong>e<br />
del territorio<br />
_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="126"><em>PER UN’IDENTITA’ TERRITORIALE</em><br />
<em>E UNA COESIONE SOCIALE</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative culturali che, a prescindere<br />
dal tema, promuovono anche l’identità del territorio<br />
e la coesione sociale che ne deriverebbe</strong><br />
Queste iniziative, in quanto di visibilità pubblica, dovrebbero<br />
considerare la vocazione territoriale e le specificità del luogo<br />
da tutelare come opportunità di identità e di reddito.<br />
_____________________________________________<br />
</em></td>
<td width="20"><em> </em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>2. Tutela<br />
identitaria<br />
del territorio</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><em> </em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="123"><em>PER UNA RESPONSABILITA’ SOCIALE CORTA</em><br />
<em>E NON DELEGATA</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative realizzate da associazioni locali<br />
o dai residenti, senza la partecipazione e i fondi<br />
degli enti pubblici</strong><br />
Quando l’iniziativa è realizzata in sedi istituzionali, oltre a gravare<br />
sulla collettività, rischia di proporsi unilateralmente<br />
in quanto non si contamina delle persone e dei progetti<br />
che animano il luogo ospitante.</em></td>
<td width="20"><em> <strong><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>3. Senza<br />
enti pubblici</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="177"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’INCLUSIONE DEI LUOGHI</em><br />
<em>CHE ANIMANO IL TERRITORIO</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che, realizzate presso le sedi</strong><br />
<strong>di associazioni e di aziende indipendenti, evitando<br />
i non luoghi </strong><strong>delle sedi istituzionali, si contaminano<br />
dei progetti </strong><strong>e delle persone del territorio</strong><br />
Quando l’iniziativa è realizzata in sedi istituzionali, oltre a gravare sulla collettività, rischia di proporsi unilateralmente in quanto non si contamina delle persone e dei progetti che animano il luogo ospitante.<br />
</em></td>
<td width="20"><em> <strong><span style="color: #ff0000;">NO</span><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>4. Presso<br />
sedi</em></strong><br />
<strong><em>non<br />
istituzionali</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="130"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’ATTITUDINE ALL’INCLUSIONE</em><br />
<em>E PER DISINCENTIVARE IL FAMILISMO</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che, promosse da un’associazione,</strong><br />
<strong>coinvolgono nell’organizzazione le altre associazioni<br />
del territorio </strong><strong>e i residenti locali</strong><br />
Spesso, nelle attività quotidiane del cittadino<br />
e nelle attività culturali e di volontariato, si utilizzano metodi<br />
esclusivi e familistici come avviene<br />
nelle aziende e nella partitocrazia.<br />
</em></td>
<td width="20"><em> <strong><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>5. Coinvol-gimento<br />
delle altre associazioni</em></strong><br />
<strong><em>e dei residenti</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="145"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’INCLUSIONE DEI RIONI E DEL TERRITORIO</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che coinvolgono diffusamente<br />
i rioni della città e/o il territorio</strong><br />
Quando l’iniziativa è realizzata, in modo decentrato,<br />
fuori dai luoghi istituzionali, coivolgendo i luoghi, eventualmente<br />
all’aperto, dei rioni, in particolare quelli meno frequentati,<br />
consente un cambiamento che può rimuovere lo squilibrio sociale<br />
e urbanistico della città.<br />
</em></td>
<td width="20"><strong><em> <em><strong></strong></em><em><strong><br />
</strong></em></em></strong></td>
<td width="116"><strong><em>_________</em></strong><br />
<strong><em>6. Coinvol-<br />
gimento<br />
dei rioni<br />
e/o del<br />
territorio</em></strong><br />
<strong><em>_________</em></strong></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="143"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’AUTODETERMINAZIONE</em><br />
<em>E UNA COESIONE TERRITORIALE</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative ideate da soggetti locali senza aderire<br />
a iniziative promosse a livello sovraterritoriale</strong><br />
Quando l’iniziativa non è calata dall’alto, ma realizzata<br />
esperienzialmente da soggetti locali, diventa opportunità<br />
per una coesione territoriale e per un esercizio<br />
a una cittadinanza non delegata in ogni aspetto collettivo.</em></td>
<td width="20"><em> </em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>7. Senza<br />
aderire</em></strong><br />
<strong><em>a iniziative</em></strong><br />
<strong><em>nazionali</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><em> </em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="166"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER CONTRASTARE LA DELEGA,</em><br />
<em>IL VERTICISMO E L’ESCLUSIONE</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che, non prevedendo l’assegnazione<br />
di premi e riconoscimenti, non proiettano un approccio<br />
competitivo ed esclusivo dell’impegno e della cultura</strong><br />
Quando, all’interno di un’iniziativa, vengono assegnati premi<br />
e riconoscimenti, è opportuno che questi almeno valorizzino<br />
persone non note e/o del territorio.<br />
Assegnando riconoscimenti a persone note, l’iniziativa tende<br />
a dare visibilità a se stessa.</em></td>
<td width="20"><em> </em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>8. Senza</em></strong><br />
<strong><em>premi</em></strong><br />
<strong><em>e selezioni</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><em> </em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="140"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UNA CITTADINANZA INCLUSIVA</em><br />
<em>DELLE SPECIFICITA’ E NON FAMILISTICA</em><br />
<em><strong>Considerare le iniziative per i contenuti<br />
che possono </strong><strong>intrecciarsi con il nostro personale<br />
percorso e non </strong><strong>per il rapporto di amicizia/seduzione<br />
o di inimicizia/intolleranza</strong><br />
<strong>che intratteniamo con chi li organizza </strong><br />
</em><em>Spesso, siamo abituati ad approcciare gli eventi culturali</em><br />
<em>con metodo familistico: li evitiamo per pregiudizio negativo</em><br />
<em>(esclusione) o li frequentiamo per amicizia o simpatia (familismo).</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>9. Considerare</strong><br />
<strong>i contenuti</strong><br />
<strong>e non gli organizzatori</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="124">_____________________________________________<br />
PER UN’AZIONE ETICA DELLE EMOZIONI,<br />
RIDUCENDO LA FRUIZIONE ESTETICA DELLE EMOZIONI<br />
<strong>Considerare le iniziative per la capacità di cambiamento<br />
e non per la piacevolezza emozionale che può renderci passivi<br />
perpetuatori del malessere collettivo</strong><br />
<em>Spesso, siamo abituati ad approcciare gli eventi culturali</em><br />
<em>per l’attitudine emozionale (estetica) ereditata che impedisce</em><br />
<em>l’azione in prima persona e quindi il cambiamento.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>10. Fruizione</strong><br />
<strong>etica, </strong><strong>non estetica</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="158">_____________________________________________<br />
PER UNA COESIONE SOCIALE<br />
E UN’INCLUSIONE DELLE SPECIFICITA’<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che prevedono dibattiti in cui<br />
ogni relatore impegni il tavolo del convegno solo nel momento<br />
del proprio intervento</strong><br />
<em>Ogni relatore dovrebbe essere un membro della platea prestato,</em><br />
<em>temporaneamente e per una sua specificità, alla funzione</em><br />
<em>di consulente di una comunità in cui ognuno è consulente degli altri.</em><br />
<em>Quando possibile, è opportuno che i partecipanti al dibattito</em><br />
<em>siano disposti in cerchio.</em></td>
<td width="20"><strong> </strong></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>11. Senza</strong><br />
<strong>tavolo</strong><br />
<strong>dei relatori</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="113">_____________________________________________<br />
PER UN’INCLUSIONE DELLE SPECIFICITA’<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che, nel comunicare<br />
i nomi delle persone coinvolte, utilizzano<br />
solo eventuali qualifiche pertinenti con l’iniziativa.</strong><br />
<em>Ogni relatore dovrebbe essere impegnato nell’iniziativa<br />
per portare la sua personale specificità acquisita<br />
nel concreto, a prescindere dai titoli.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>12. Senza comunicare</strong><br />
<strong>titoli di studio</strong><br />
<strong>non pertinenti</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="152">_____________________________________________<br />
PER UNA PROMOZIONE<br />
DELLE SPECIFICITA’ DEI CITTADINI<br />
<strong>Valorizzare iniziative (convegni, dibattiti, ecc.)<br />
dove </strong><strong>prendono parte prevalentemente<br />
le competenze tecniche e di fatto</strong><br />
<strong>e non i personaggi politici e istituzionali</strong><br />
<em>Spesso il convegno perde di vista il suo contenuto e diventa</em><br />
<em>luogo di presenzialismo. Le autorità politiche e istituzionali</em><br />
<em>hanno comunque la possibilità di vedersi pubblicati</em><br />
<em>i propri comunicati sui media.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>13. Senza personaggi</strong><br />
<strong>istituzionali</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="117">_____________________________________________<br />
PER UNA CITTADINANZA NON DELEGATA<br />
E UNA BIODIVERSITA’ CULTURALE<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che prevedono,<br />
come protagonisti,</strong><br />
<strong>personaggi non mediaticamente noti </strong><br />
<em>Le iniziative locali hanno senso se danno visibilità </em><br />
<em>a personaggi e istanze che non sono già agevolati </em><br />
<em>dai media nazionali.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>14. Senza personaggi</strong><br />
<strong>massmediatici</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="155">_____________________________________________<br />
PER UNA CITTADINANZA ARTISTICA NON DELEGATA:<br />
FRUIZIONE RESPONSABILE DELLE ARTI<br />
<strong>Valorizzare le iniziative (spettacoli, concerti, mostre)<br />
che propongono soggetti e artisti non veicolati<br />
da TV, cinema e media nazionali   </strong><br />
<em>Per biodiversità e approccio esperienziale, è utile dare<br />
visibilità ad artisti, semmai locali, che normalmente<br />
non hanno spazio sulle emittenti nazionali e nel circuito<br />
cinematografico e che non sono suggeriti dai mass media.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>15. Senza</strong><br />
<strong>artisti</strong><br />
<strong>massmediatici</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="138">_____________________________________________<br />
PER UN’INCLUSIONE SOCIALE<br />
<strong>Valorizzare, anche a teatro e ai concerti, le iniziative<br />
in cui non siano previsti posti privilegiati<br />
e biglietti omaggio per le autorità<br />
</strong><em>Per valutare realmente la portata di un evento culturale,<br />
gli esponenti politici ed istituzionali devono misurarsi</em><br />
<em>con esso, in veste di cittadini comuni.</em><br />
Nei luoghi dell’arte, siti dell’emancipazione e della giustizia,<br />
non dovrebbero esistere discriminazioni.</td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>16. Senza</strong><br />
<strong>spazi e posti</strong><br />
<strong>a sedere</strong><br />
<strong>privilegiati</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="148">_____________________________________________<br />
PER UN MODELLO DI SVILUPPO DI PICCOLA SCALA<br />
E PER REDDITI CHE RESTANO SUL TERRITORIO<br />
<strong>Valorizzare le iniziative realizzate senza quegli<br />
ingenti capitali che portano i profitti via dai territori<br />
e che promuovono quel modello di sviluppo che,<br />
basato sui sistemi di scala, è la causa dell’attuale<br />
disagio economico e sociale</strong><br />
<em>Per un modello di sviluppo che includa i piccoli operatori<br />
locali e che incentivi un’economia di piccola scala che</em><br />
<em>produce economia territoriale.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>17. Senza</strong><br />
<strong>ingenti</strong><br />
<strong>investimenti</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="148">_____________________________________________<br />
PER UN’AUTODETERMINAZIONE DEL TERRITORIO<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che, evitando, come sponsor,<br />
aziende estranee al territorio, non rischiano<br />
di veicolare condizionamenti a danno<br />
delle popolazioni locali</strong><br />
<em>Queste iniziative, in quanto di visibilità pubblica, devono essere<br />
autonome dalla aziende che potrebbero condizionare le attività<br />
di autodeterminazione e di coesione della popolazione locale.  </em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>18. Senza</strong><br />
<strong>sponsor<br />
sovraterritoriali</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="148">_____________________________________________<br />
PER UNA CULTURA MATERIALE RESPONSABILE<br />
E UN’ECONOMIA CONDIVISA<br />
<strong>Valorizzare le iniziative culturali che promuovono<br />
i prodotti del territorio o etici, quando prevedono<br />
la somministrazione di cibo o in quanto ospitate<br />
in esercizi commerciali che abitualmente<br />
somministrano cibo del territorio</strong><br />
<em>Processo culturale è quello che, a prescindere dal tema affrontato,<br />
dovrebbe comunque essere capace, nel metodo, di agevolare<br />
identità territoriale, redistribuzione del reddito, tutela ambientale.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>19. Cibo responsabile</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="145">_____________________________________________<br />
PER UN RESPONSABILE USO<br />
DELLE RISORSE NATURALI<br />
<strong>Evitare le iniziative culturali che prevedendo,</strong><br />
<strong>anche accessoriamente, sommistrazione di cibo<br />
e bevande, </strong><strong>utilizzano stoviglie monouso<br />
non biodegradabili</strong><br />
<em>Queste iniziative, in quanto di visibilità pubblica, devono essere</em><br />
<em>più responsabili dei singoli cittadini riguardo all’uso di stoviglie:</em><br />
<em>in caso di monouso, si utilizzino almeno quelle biodegradabili.</em><br />
_____________________________________________</td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>20. Stoviglie</strong><br />
<strong>ecosostenibili</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
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		<title>Donne come resistenza all&#8217;economia escludente e recessiva? &#8220;Le società matriarcali&#8221; di Goettner-Abendroth</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2013/03/30/donne-come-resistenza-alleconomia-escludente-e-recessiva-le-societa-matriarcali-di-heide-goettner-abendroth/</link>
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		<pubDate>Sat, 30 Mar 2013 15:16:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Nina Iadanza]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[.Art'Empori-Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[.Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[Pensiero della differenza di genere]]></category>
		<category><![CDATA[comune-info]]></category>
		<category><![CDATA[Luciana Percovich]]></category>
		<category><![CDATA[matriarcato]]></category>

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		<description><![CDATA[di Luciana Percovich* (dal sito Comune-Info) [...] l’antropologia che viene correntemente insegnata nelle università italiane nega l’esistenza di milioni di donne e uomini che oggi, sparsi nei vari continenti, vivono in una rete di relazioni familiari, economiche e culturali che hanno al loro centro la figura della madre. Heide Goettner Abendroth, filosofa tedesca contemporanea, dopo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2013/03/societa-matriarcali-libro.jpg"><img class="alignleft  wp-image-6525" alt="societa-matriarcali-libro" src="http://artempori.files.wordpress.com/2013/03/societa-matriarcali-libro.jpg" width="253" height="384" /></a>di Luciana Percovich* (<a href="http://comune-info.net/2013/03/allinizio-le-madri/" target="_blank">dal sito Comune-Info</a>)</p>
<p style="text-align:justify;">[...] l’antropologia che viene correntemente insegnata nelle università italiane nega l’esistenza di milioni di donne e uomini che oggi, sparsi nei vari continenti, vivono in una rete di relazioni familiari, economiche e culturali che hanno al loro centro la figura della madre.</p>
<p style="text-align:justify;">Heide Goettner Abendroth, filosofa tedesca contemporanea, dopo aver lavorato per vari anni in ambito accademico, ha dedicato la sua vita a studiare in modo indipendente le società matriarcali, indagate nei loro aspetti sociali, politici, artistici e spirituali. Fondata nel 1986 l’Accademia Hagia per gli Studi Matriarcali Moderni, attraverso una serie di viaggi ma soprattutto basandosi sugli studi di numerosi ricercatori e ricercatrici indigene, ha pubblicato i dati delle sue ricerche in più volumi, usciti in Germania tra il 1988 e il 2000 con la Kohlhammer Verlag di Stuttgart. La traduzione italiana, che qui presentiamo, è stata fatta sulla versione inglese pubblicata nel 2012 da Peter Lang Publishing, New York.</p>
<p style="text-align:justify;">H. G. Abendroth dedica il libro «a tutti i popoli matriarcali, anche a quelli che qui non ho potuto menzionare, da cui ho avuto il privilegio di imparare molte cose. Senza la loro saggezza, non avrei potuto scriverlo».</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>La prima parte è dedicata a due questioni filosofiche</strong> e metodologiche che da sole coprono un’area di studi vasta e controversa: la definizione della parola «matriarcato» e la storia critica del pensiero sul matriarcato.</p>
<p style="text-align:justify;">La seconda parte invece è interamente dedicata a un’approfondita presentazione dei popoli che vivono attualmente in società che, pur chiamate in maniere diverse nelle lingue diverse parlate dalle singole «etnie», presentano tuttavia alcune caratteristiche che ne fanno dei matriarcati a tutti gli effetti.</p>
<p style="text-align:justify;">Un Glossario dei termini specifici ricorrenti nel testo conclude il volume, insieme a una bibliografia di oltre quaranta pagine.</p>
<p style="text-align:justify;">In un viaggio serrato che parte dall’India nordorientale dei Khasi, dal Nepal e dal Tibet, incontriamo i popoli delle montagne della Cina, della Korea e del Giappone. Dai Minangkabau dell’Indonesia (una delle più numerose popolazioni matriarcali esistenti, con oltre tre milioni di persone che mantengono il loro adaat in uno stato di tipo occidentale, con l’Islam come religione ufficiale, <strong>foto</strong>), il viaggio prosegue incontrando i popoli melanesiani e polinesiani e approda nelle Americhe degli Aruachi, dei Cuna, degli Hopi e degli Irochesi. Attraversa l’oceano e incontra i matriarcati dell’Africa settentrionale (Tuareg e Berberi), occidentale (Akan e Ashanti) e centrale (Bantu e Bemba), per tornare infine nell’India dei Nayar, dei Pulayan e dei Parayan, dove il contrasto con il patriarcato dei bramini induisti si mostra esemplare in tutta la sua violenza.</p>
<p style="text-align:justify;">Sono settecento pagine che volano via tutte d’un fiato, come se fossimo in un romanzo utopico, solo che questa volta non siamo portati in paesi immaginari, come la letteratura da Platone a Voltaire, dalla Terradilei di Charlotte Perkins Gilman alla Kirghisia di Silvano Agosti o al Waslala di Gioconda Belli ci ha abituato, ma in luoghi reali, che esistono qui e ora, su questo pianeta.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Circa la scelta di usare la parola «matriarcato»</strong>, l’autrice la spiega e sostiene argomentando che «recuperare questo termine significa rivendicare il sapere economico, politico, sociale e culturale di società create dalle donne. La lunga storia di queste culture è stata portata avanti da donne e uomini che hanno contribuito in egual misura a mantenerle in vita e a tramandarle alle generazioni future».</p>
<p style="text-align:justify;">Inoltre, la parola greca <em>arché</em> non significa solo «dominio», come ci ha abituato a pensare la parola «patri-arcato», ma «inizio», che è anche il significato più antico della parola. Matri-arcato vuol dire dunque «all’inizio le madri», alludendo sia al dato biologico (le donne generano l’inizio della vita), sia al dato culturale (l’inizio della civiltà è stata creata dalle madri).</p>
<p style="text-align:justify;">«All’inizio le madri» dunque e non «il dominio delle madri», in forma speculare al patriarcato: le pacifiche e ugualitarie civiltà del Neolitico sono state società improntate sui valori materni di cura e di sostegno della vita così come oggi lo sono le società matriarcali che, nascoste sotto forme politiche e religiose importate e imposte dall’esterno, continuano a tenere vivo un diverso modello di civiltà, per donne e uomini.</p>
<p style="text-align:justify;">Nella parte dedicata alla storia critica del pensiero filosofico che si è sviluppato intorno al termine matriarcato, l’autrice introduce i Pionieri (Lafitau, Bachofen, Morgan) e tratta quindi il dibattito marxista, gli studi etno-antropologici, la preistoria, gli studi religiosi, lo studio delle tradizioni orali, gli studi archeologici fino ai moderni studi matriarcali indigeni e femministi.</p>
<p style="text-align:justify;">Ed è a questi ultimi che va il merito di aver finalmente elaborato una soddisfacente e articolata griglia di condizioni che permette, fuori da ogni confusione più o meno innocente, di riconoscere quali sono le caratteristiche strutturali delle società matriarcali, a livello economico, sociale, politico e religioso.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>A livello economico le società matriarcali sono società che creano un’economia bilanciata</strong>: le donne distribuiscono i beni tenendo come obiettivo la «mutualità economica»; una tale economia ha caratteristiche in comune con l’«economia del dono» (teorizzata da Genevieve Vaughan): sono società di mutualità economica, basate sulla circolazione dei doni.</p>
<p style="text-align:justify;">A livello sociale si basano sulla matrilinearità e la matrilocalità, all’interno di un contesto di uguaglianza di genere: sono società orizzontali, non gerarchiche, di discendenza matrilineare.</p>
<p style="text-align:justify;">A livello politico si basano sul consenso. La casa del clan è il nodo di connessione del processo decisionale, sia a livello locale che regionale, spesso rappresentata all’esterno da un delegato maschio; la politica rigorosa dei processi di consenso produce e garantisce non solo l’uguaglianza di genere, ma uguaglianza nell’intera società: sono società egualitarie di consenso.</p>
<p style="text-align:justify;">A livello religioso e culturale sono caratterizzate da una profonda attitudine spirituale che permea ogni aspetto della vita; tutto il mondo è considerato divino e ha origine nel divino femminile, e ciò dà vita a una cultura sacra: sono società e culture sacre del divino femminile.</p>
<p style="text-align:justify;">Un libro come questo ha il grande merito di aiutare a costruire uno sguardo davvero diverso su tutto ciò che non rientra tra i prodotti del patriarcato, uno sguardo che l’antropologia, pur interrogandosi in proposito, non era ancora riuscita a generare, perché prigioniera nel grande vicolo cieco della sessuazione non riconosciuta al maschile, spacciata per neutra. Uno sguardo che si libera e con stupore finalmente riesce a vedere e osserva cose che da sempre sono state sotto agli occhi di tutte/i, testimonianze del passato come realtà vive del presente, ma mute perché mancanti di un soggetto determinato a nominarle.</p>
<p style="text-align:justify;">Sicché oggi possiamo ben dire che siamo le prime generazioni, dopo qualche millennio di oscuramento e afasia, che cominciano a «sapere» la storia e le culture indigene del mondo fuori dagli schemi dominanti del pensiero unico e universale. Oggi sappiamo che un altro mondo è stato ed è possibile. Che sostenerlo non è una fantasia consolatoria o un’utopia irraggiungibile. E a questa nuova conoscenza che sa curare le ferite del dominio e dalla necrofilia dei Padri-Padroni, donne e uomini possiamo attingere per riprendere il processo della creazione interrotta. A meno che non decidiamo volutamente di tapparci occhi e orecchie.</p>
<p style="text-align:justify;">«Le Società Matriarcali. Studi sulle culture indigene del mondo» (traduzione di Nicoletta Cocchi e Luisa Vicinelli, Collana Le Civette Saggi, Venexia, 2013, 700 pp., 28 euro),</p>
<p style="text-align:justify;">*Attiva nel movimento delle donne dagli anni Settanta. Luciana Percovich si è occupata di formazione presso la Libera Università delle Donne di Milano, ha diretto collane di saggistica (attualmente la collana Le Civette/Saggi per l’Editrice Venexia) e scritto su varie riviste occupandosi di medicina delle donne, scienza, antropologia, mitologia e spiritualità femminile (tra i suoi libri più importanti «Colei che dà la vita, Colei che dà la forma. Miti di creazione femminili, Venexia, 2009»).</p>
<p style="text-align:justify;">Per l&#8217;articolo completo (<strong><a href="http://comune-info.net/2013/03/allinizio-le-madri/" target="_blank">All&#8217;inizio le madri. Esistono società matriarcali? Come e perché provano a rifiutare i principi e le pratiche del dominio e del capitalismo? Recensione di «Le Società Matriarcali. Studi sulle culture indigene del mondo» (Venexia) di Heide Goettner-Abendroth.</a>):</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://comune-info.net/2013/03/allinizio-le-madri/" target="_blank">http://comune-info.net/2013/03/allinizio-le-madri/</a></p>
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