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	<title>Art&#039;Empori &#187; napoli</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>Senzatomica a Napoli</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Apr 2016 15:17:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Canzanella]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[[di Lorenzo Canzanella] Qualche anno fa sono stato a Cava de&#8217; Tirreni a sostenere la mostra Senzatomica, partecipando nel ruolo di &#8220;cicerone&#8221;. Era marzo 2014 per la precisione, e si trattava della versione &#8220;compact&#8221;. Quest&#8217;anno lo stesso evento ma in versione integrale, si sta tenendo a Napoli, nello splendido scenario di Castel Sant&#8217;Elmo. Presente dal 17 marzo al 17 aprile (ora poi fino [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/04/locandina-senzatomica.jpg" target="_blank">[di Lorenzo Canzanella]<img class="alignleft" title="locandina" alt="locandina-senzatomica" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/04/locandina-senzatomica-210x300.jpg" width="210" height="300" /></a></p>
<p>Qualche anno fa sono stato a Cava de&#8217; Tirreni a sostenere la mostra <strong><a href="http://www.senzatomica.it/" target="_blank">Senzatomica</a></strong>,</p>
<p>partecipando nel ruolo di &#8220;cicerone&#8221;. Era marzo 2014 per la precisione, e si trattava della versione &#8220;compact&#8221;. Quest&#8217;anno lo stesso evento ma in versione integrale, si sta tenendo a <strong>Napoli</strong>, nello splendido scenario di <strong>Castel Sant&#8217;Elmo</strong>. Presente <strong>dal 17 marzo al 17 aprile </strong>(ora poi fino a <strong>domenica 24</strong> mattina), la mostra mantiene le sue caratteristiche e lo spirito con cui nasce: informa, incoraggia, è <strong>GRATIS</strong>.</p>
<p>Promossa dalla <a href="http://www.sgi-italia.org/" target="_blank">Soka Gakkai Internazionale</a> (organizzazione laica buddista) l&#8217;evento sta facendo da diversi anni letteralmente il giro del mondo. A metterlo in piedi e portarlo avanti sono gli stessi membri, persone comuni che nella modalità del volontariato si sono attivate dal trovare la location, al contattare le scuole, dall&#8217;allestimento grafico, al montaggio e funzionamento di tutta la struttura, dall&#8217;accoglienza alla guida del percorso di visita. E&#8217; grazie insomma a questa enorme rete di persone che Napoli ora sta ospitando la media di quasi 1000 persone al giorno scolaresche, famiglie, adulti in almeno 5 lingue diverse.</p>
<p>Fine della mostra è quello d&#8217;informare i visitatori perché ci si possa, tutti insieme, orientare verso un mondo in cui le bombe atomiche siano <a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/04/img_20160409_164842-01.jpeg" target="_blank"><img class="alignright" alt="img_20160409_164842-01" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/04/img_20160409_164842-01.jpeg" width="271" height="200" /></a>&#8220;illegali&#8221; oltre che &#8220;immorali&#8221;, proprio come è stato fatto con le armi biologiche e chimiche in precedenza. Ma come? Il sottotitolo dell&#8217;evento recita <em>&#8220;trasformare lo spirito umano per un mondo libero da armi nucleari&#8221;</em>; la chiave per il successo infatti siamo noi. Il visitatore viene guidato a scoprire quanti passi in avanti siano stati già fatti dal dopoguerra ad oggi, quanti traguardi ancora si possono raggiungere insieme e sopratutto che ognuno è protagonista nei propri &#8220;tanti piccoli conflitti quotidiani&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/04/pasquasenzaatomica.jpg" target="_blank"><img class="alignleft" alt="pasquasenzaatomica" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/04/pasquasenzaatomica.jpg" width="295" height="197" /></a>La versione integrale lì presente offre 2 percorsi ben distinti: per adulti, per bambini. La seconda, spesso &#8220;sbirciata&#8221; anche dagli adulti, dopo i pannelli ha una grande sala dove i bambini giocano, assistono a spettacoli teatrali a tema, imparano gli origami e dove trovano una miriade di pennarelli colorati per lasciare il proprio pensiero che trova posto assieme alle altre centinaia di chi è passato prima di loro.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/04/origami1.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter" alt="origami1" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2016/04/origami1.jpg" width="730" height="180" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Brunch baratto con Michele Serio e Caravaggio. Domenica 16 marzo. C/o studio di Luciano Ferrara. Napoli. Coerenze:19/20</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2014/03/09/brunch-baratto-con-michele-serio-e-caravaggio-domenica-16-marzo-co-studio-di-luciano-ferrara-napoli-coerenze1920/</link>
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		<pubDate>Sun, 09 Mar 2014 14:39:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Comunicati Eventi]]></category>
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		<category><![CDATA[benevento]]></category>
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		<description><![CDATA[Luciano Ferrara, fotografo napoletano è stato ospite entusiasta di una cenabaratto del GAS Arcobaleno Benevento, presso la libreria Masone, iniziativa che consente uno scambio di competenze alimentari e artistiche. . Ferrara, quindi, ha voluto replicarne lo spirito, coinvolgendo noi beneventani in un brunch baratto che si terrà, domenica 16 marzo, a Napoli, presso il suo studio, in [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="yui_3_13_0_ym1_1_1394364176611_4039" style="text-align: justify;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/03/luciano-ferrara-cenabaratto-140214.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10996" alt="luciano-ferrara-cenabaratto-140214" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/03/luciano-ferrara-cenabaratto-140214-300x220.jpg" width="300" height="220" /></a>Luciano Ferrara, <span id="yui_3_13_0_ym1_1_1394364176611_4038"><a id="yui_3_13_0_ym1_1_1394364176611_4037" href="http://www.ziguline.com/luciano-ferrara-fotografia-e-rivoluzione/#" target="_blank" rel="nofollow">fotografo napoletano</a></span> è stato ospite entusiasta di una <a href="http://www.artempori.it/artempori/2014/02/12/la-fotografia-sociale-di-luciano-ferrara-alla-cenabaratto-del-14-febbraio-2014-coerenze1920/" target="_blank">cenabaratto</a> del GAS Arcobaleno Benevento, presso la libreria Masone, iniziativa che consente uno scambio di competenze alimentari e artistiche.</div>
<div style="text-align: justify;">.</div>
<div style="text-align: justify;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/2014/02/13/trailer-del-documentario-di-maria-manfredi-sul-fotoreporter-luciano-ferrara-in-proiezione-alla-cenabaratto-del-14-febbraio/" target="_blank">Ferrara</a>, quindi, ha voluto replicarne lo spirito, coinvolgendo noi beneventani in un brunch baratto che si terrà, domenica 16 marzo, a Napoli, presso il suo studio, in via dei Tribunali, 138, nel centro storico della città.</div>
<div style="text-align: justify;">.</div>
<div id="yui_3_13_0_ym1_1_1394364176611_4125" style="text-align: justify;">Il programma dell&#8217;evento prevede, sempre a via dei Tribunali, alle ore 11.00, la visita del museo &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pio_Monte_della_Misericordia" target="_blank" rel="nofollow">Pio Monte della Misericordia</a>&#8221; dove, guidati dallo scrittore Michele Serio, ammireremo l&#8217;opera del Caravaggio &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sette_opere_di_Misericordia" target="_blank" rel="nofollow">Le sette opere di Misericordia</a>&#8220;.</div>
<div id="yui_3_13_0_ym1_1_1394364176611_4127" style="text-align: justify;">.</div>
<div id="yui_3_13_0_ym1_1_1394364176611_4129" style="text-align: justify;">Alle ore 13.30, ci spostiamo allo studio di Luciano Ferrara dove si presenta l&#8217;opera &#8220;La medusa di Caravaggio&#8221; di Sofia Ferraioli.</div>
<div style="text-align: justify;">.</div>
<div id="yui_3_13_0_ym1_1_1394364176611_4131" style="text-align: justify;">Alle 14.00, inizia il brunch baratto in compagnia di <a href="http://www.marlineditore.it/autori.xhtml?id=49" target="_blank">Michele Serio</a>, autore di &#8220;<a href="http://napoliexpress.wordpress.com/2013/01/19/pizzeria-inferno-torna-in-libreria-la-napoli-onirica-di-michele-serio/" target="_blank">Pizzeria inferno</a>&#8221; che baratterà la sua esperienza di scrittore di noir.</div>
<div style="text-align: justify;">.</div>
<div style="text-align: justify;">A seguire, un&#8217;asta fotografica che sarà condotta da Gigi Monaco.</div>
<div style="text-align: justify;">.</div>
<div style="text-align: justify;">L&#8217;evento è organizzato con la collaborazione delle associazioni sannite GAS Arcobaleno, Art&#8217;Empori, Gli Enogastronauti e Mustilli vine&amp;culture.</div>
<div style="text-align: justify;">.</div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Modalità di partecipazione. </strong>Per partecipare è necessario portare una cibo cucinato da condividere con gli altri partecipanti: in alternativa, è possibile versare la quota per una bottiglia di vino Mustilli da condividere. Ogni cibo cucinato consente la partecipazione di due persone, ogni quota versata per il vino consente la partecipazione di una persona.</div>
<div style="text-align: justify;">.</div>
<div id="yui_3_13_0_ym1_1_1394364176611_4135" style="text-align: justify;">Per motivi di sostenibilità e di esperienzialità è fondamentale che ogni partecipante porti con sé le stoviglie che userà durante il brunch baratto: chi porta le stoviglie riceverà un SoldoCorto, buono sconto da utilizzare presso gli esercenti indipendenti del circuito locale sannita.</div>
<div style="text-align: justify;">.</div>
<div id="yui_3_13_0_ym1_1_1394364176611_4133" style="text-align: justify;">La socia GAS Dolores Troisi, con Gli Enogastronauti, si preoccupa di organizzare un mini pullman per agevolare la trasferta da Benevento.</div>
<div style="text-align: justify;">.</div>
<div style="text-align: justify;">Per prenotazioni, quindi, bisogna rivolgersi al 339 2179 464 (Gli Enograstronauti).</div>
<div style="text-align: justify;">Per informazioni ulteriori, comunque, potete contattare anche il 331 1571 893 (GAS Arcobaleno Benevento).</div>
<div style="text-align: justify;">.</div>
<div style="text-align: justify;">L&#8217;ingresso al Pio Monte della Misericordia, che verrà aperto apposta per noi, prevede un biglietto d&#8217;ingresso al costo agevolato di tre euro (invece dei previsti sette euro).</div>
<div style="text-align: justify;">.</div>
<div style="text-align: justify;">In calce, la locandina realizzata da Luciano Ferrara per divulgare l&#8217;evento anche a Napoli.</div>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/03/brunch-baratto-16.03.14.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10997" style="border: 1px solid black;" alt="brunch-baratto-16.03.14" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/03/brunch-baratto-16.03.14.jpg" width="709" height="953" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p style="text-align: justify;">Michele Serio vive e lavora a Napoli. Dopo un inizio da musicista e autore teatrale, esordisce come narratore con <em>La signora dei lupi</em> (Spirali), un fantasy a sfondo erotico. Scrive poi <em>Pizzeria Inferno</em>, un horror che viene considerato un libro di culto dagli scrittori cosiddetti ‘pulp’, e <em>Nero metropolitano</em>, romanzo dal montaggio serrato che di recente è stato opzionato per una versione cinematografica (entrambi pubblicati da Baldini &amp; Castoldi). Il suo ultimo romanzo è <em>Reporter di strada</em> (l’ancora del mediterraneo), una divertente satira di costume dai risvolti erotici. Ha inoltre pubblicato il racconto<em>Uguale</em> nell’antologia <em>Italia odia</em> (Mondadori), da cui è stato tratto un fumetto uscito a puntate su un quotidiano a larga tiratura. Ha partecipato in Francia all’antologia <em>Portes d’Italie</em> con il racconto <em>La cagnetta</em> e contemporaneamente all’antologia <em>14 colpi al cuore</em> (Mondadori) con il racconto <em>La casa infestata</em>. Ha scritto programmi per la radio e la televisione, e collabora a numerosi quotidiani e riviste.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.marlineditore.it/autori.xhtml?id=49" target="_blank">http://www.marlineditore.it/autori.xhtml?id=49</a></p>
<p>—</p>
<p>SEGUONO I <a href="http://www.artempori.it/artempori/2013/09/27/metodi-responsabili-per-la-fruizione-di-iniziative-socio-culturali/" target="_blank"><strong>METODI RESPONSABILI</strong></a> CON CUI ART’EMPORI HA VAGLIATO L’EVENTO<br />
Chi è interessato può comunicarci eventuali modifiche da apportare alla seguente ipotesi.</p>
<p>_____________________________________________________________</p>
<table width="690" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td rowspan="2" width="500" height="264"><em><strong>PoeCivismo.</strong><br />
<strong>Metodi responsabili<br />
per la fruizione di iniziative socio-culturali</strong><br />
Questi Metodi agevolano PRATICHE<br />
capaci di inclusione e cittadinanza non delegata.<br />
Ogni iniziativa, infatti, a prescindere dall’encomiabile<br />
tema trattato, paradossalmente rischia di utilizzare<br />
un metodo escludente e delegato che è incoerente<br />
con qualsiasi processo culturale che voglia creare reale<br />
consapevolezza e capacità di azione partecipata dal cittadino.<br />
Non conta l’eccellenza di un’opera, di una teoria o di un evento,<br />
ma cosa ne fa il fruitore, portandola in prima persona nel mondo.<br />
_____________________________________________</em></td>
<td width="20"></td>
<td colspan="2" width="170"><span style="color: #ff0000;"><em><strong>Brunch baratto con Michele Serio e Caravaggio. 16 marzo<br />
C/o studio di Luciano Ferrara. Napoli<br />
__________</strong></em></span></td>
</tr>
<tr>
<td width="20" height="131"><span style="color: #ff0000;"><em> <strong>19/20</strong></em></span></td>
<td width="116"><span style="color: #ff0000;"><em><strong>TOTALE</strong></em></span><br />
<span style="color: #ff0000;"><b><i>COERENZE</i></b></span><br />
<span style="color: #ff0000;"><em><strong>rilevate</strong></em></span><br />
<span style="color: #ff0000;"><em><strong>con i Metodi </strong></em></span><br />
<span style="color: #ff0000;"><em><strong>responsabili<br />
________</strong></em></span></td>
<td width="54"><em><strong> </strong></em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="150"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UNA RESISTENZA ECONOMICA TERRITORIALE</em><br />
<em>E UNA REDISTRIBUZIONE DEI REDDITI</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative culturali che, a prescindere<br />
dal tema, promuovono anche l’attitudine a contrastare<br />
la crisi economica che colpisce il cittadino medio e i territori </strong><br />
Ogni iniziativa dovrebbe considerare il bisogno di giustizia sociale<br />
di questa epoca in cui i redditi si stanno spostando dal cittadino<br />
medio ai milionari.<br />
_____________________________________________</em></td>
<td width="20"><em> <strong><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong><strong>_________</strong><br />
1. Tutela </strong></em><br />
<em><strong>economica </strong></em><br />
<em><strong>del cittadino </strong></em><br />
<em><strong>e<br />
del territorio<br />
_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="126"><em>PER UN’IDENTITA’ TERRITORIALE</em><br />
<em>E UNA COESIONE SOCIALE</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative culturali che, a prescindere<br />
dal tema, promuovono anche l’identità del territorio<br />
e la coesione sociale che ne deriverebbe</strong><br />
Queste iniziative, in quanto di visibilità pubblica, dovrebbero<br />
considerare la vocazione territoriale e le specificità del luogo<br />
da tutelare come opportunità di identità e di reddito.<br />
_____________________________________________<br />
</em></td>
<td width="20"><em> </em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>2. Tutela<br />
identitaria<br />
del territorio</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><em> </em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="123"><em>PER UNA RESPONSABILITA’ SOCIALE CORTA</em><br />
<em>E NON DELEGATA</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative realizzate da associazioni locali<br />
o dai residenti, senza la partecipazione e i fondi<br />
degli enti istituzionali</strong><br />
<em><em>Se l&#8217;iniziativa è realizzata senza i fondi pubblici contiene<br />
meno costi occulti: non pesa sulla collettività;<br />
non partecipa a un modello di sviluppo assistenzialista<br />
e delegato; non si agevola il clientelismo politico;<br />
non è complice dei costi pubblici che, gravando<br />
sull&#8217;economia reale, causano la crisi economica<br />
</em><em>a danno dei cittadini e dei territori. </em></em><br />
</em></td>
<td width="20"><em> <strong><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>3. Senza<br />
enti pubblici</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="177"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’INCLUSIONE DEI LUOGHI</em><br />
<em>CHE ANIMANO IL TERRITORIO</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che, realizzate presso le sedi</strong><br />
<strong>di associazioni e di aziende indipendenti, evitando<br />
i non luoghi </strong><strong>delle sedi istituzionali, si contaminano<br />
dei progetti </strong><strong>e delle persone del territorio</strong><br />
Quando l’iniziativa è realizzata in sedi istituzionali, oltre a gravare sulla collettività, rischia di proporsi unilateralmente in quanto non si contamina delle persone e dei progetti che animano il luogo ospitante.<br />
</em></td>
<td width="20"><em> <strong><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>4. Presso<br />
sedi</em></strong><br />
<strong><em>non<br />
istituzionali</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="130"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’ATTITUDINE ALL’INCLUSIONE</em><br />
<em>E PER DISINCENTIVARE IL FAMILISMO</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che, promosse da un’associazione,</strong><br />
<strong>coinvolgono nell’organizzazione le altre associazioni<br />
del territorio </strong><strong>e i residenti locali</strong><br />
Spesso, nelle attività quotidiane del cittadino<br />
e nelle attività culturali e di volontariato, si utilizzano metodi<br />
esclusivi e familistici come avviene<br />
nelle aziende e nella partitocrazia.<br />
</em></td>
<td width="20"><em> <strong><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>5. Coinvol-gimento<br />
delle altre associazioni</em></strong><br />
<strong><em>e dei residenti</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="145"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’INCLUSIONE DEI RIONI E DEL TERRITORIO</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che coinvolgono diffusamente<br />
i rioni della città e/o il territorio</strong><br />
Quando l’iniziativa è realizzata, in modo decentrato,<br />
fuori dai luoghi istituzionali, coivolgendo i luoghi, eventualmente<br />
all’aperto, dei rioni, in particolare quelli meno frequentati,<br />
consente un cambiamento che può rimuovere lo squilibrio sociale<br />
e urbanistico della città.<br />
</em></td>
<td width="20"><strong><em> NO<em><strong></strong></em><em><strong><br />
</strong></em></em></strong></td>
<td width="116"><strong><em>_________</em></strong><br />
<strong><em>6. Coinvol-<br />
gimento<br />
dei rioni<br />
e/o del<br />
territorio</em></strong><br />
<strong><em>_________</em></strong></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="143"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’AUTODETERMINAZIONE</em><br />
<em>E UNA COESIONE TERRITORIALE</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative ideate da soggetti locali senza aderire<br />
a iniziative promosse a livello sovraterritoriale</strong><br />
Quando l’iniziativa non è calata dall’alto, ma realizzata<br />
esperienzialmente da soggetti locali, diventa opportunità<br />
per una coesione territoriale e per un esercizio<br />
a una cittadinanza non delegata in ogni aspetto collettivo.</em></td>
<td width="20"><em> </em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>7. Senza<br />
aderire</em></strong><br />
<strong><em>a iniziative</em></strong><br />
<strong><em>nazionali</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><em> </em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="166"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER CONTRASTARE LA DELEGA,</em><br />
<em>IL VERTICISMO E L’ESCLUSIONE</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che, non prevedendo l’assegnazione<br />
di premi e riconoscimenti, non proiettano un approccio<br />
competitivo ed esclusivo dell’impegno e della cultura</strong><br />
Quando, all’interno di un’iniziativa, vengono assegnati premi<br />
e riconoscimenti, è opportuno che questi almeno valorizzino<br />
persone non note e/o del territorio.<br />
Assegnando riconoscimenti a persone note, l’iniziativa tende<br />
a dare visibilità a se stessa.</em></td>
<td width="20"><em> </em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>8. Senza</em></strong><br />
<strong><em>premi</em></strong><br />
<strong><em>e selezioni</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><em> </em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="140"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UNA CITTADINANZA INCLUSIVA</em><br />
<em>DELLE SPECIFICITA’ E NON FAMILISTICA</em><br />
<em><strong>Considerare le iniziative per i contenuti<br />
che possono </strong><strong>intrecciarsi con il nostro personale<br />
percorso e non </strong><strong>per il rapporto di amicizia/seduzione<br />
o di inimicizia/intolleranza</strong><br />
<strong>che intratteniamo con chi li organizza </strong><br />
</em><em>Spesso, siamo abituati ad approcciare gli eventi culturali</em><br />
<em>con metodo familistico: li evitiamo per pregiudizio negativo</em><br />
<em>(esclusione) o li frequentiamo per amicizia o simpatia (familismo).</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>9. Considerare</strong><br />
<strong>i contenuti</strong><br />
<strong>e non gli organizzatori</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="124">_____________________________________________<br />
PER UN’AZIONE ETICA DELLE EMOZIONI,<br />
RIDUCENDO LA FRUIZIONE ESTETICA DELLE EMOZIONI<br />
<strong>Considerare le iniziative per la capacità di cambiamento<br />
e non per la piacevolezza emozionale che può renderci passivi<br />
perpetuatori del malessere collettivo</strong><br />
<em>Spesso, siamo abituati ad approcciare gli eventi culturali</em><br />
<em>per l’attitudine emozionale (estetica) ereditata che impedisce</em><br />
<em>l’azione in prima persona e quindi il cambiamento.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>10. Fruizione</strong><br />
<strong>etica, </strong><strong>non estetica</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="158">_____________________________________________<br />
PER UNA COESIONE SOCIALE<br />
E UN’INCLUSIONE DELLE SPECIFICITA’<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che prevedono dibattiti in cui<br />
ogni relatore impegni il tavolo del convegno solo nel momento<br />
del proprio intervento</strong><br />
<em>Ogni relatore dovrebbe essere un membro della platea prestato,</em><br />
<em>temporaneamente e per una sua specificità, alla funzione</em><br />
<em>di consulente di una comunità in cui ognuno è consulente degli altri.</em><br />
<em>Quando possibile, è opportuno che i partecipanti al dibattito</em><br />
<em>siano disposti in cerchio.</em></td>
<td width="20"><strong> </strong></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>11. Senza</strong><br />
<strong>tavolo</strong><br />
<strong>dei relatori</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="113">_____________________________________________<br />
PER UN’INCLUSIONE DELLE SPECIFICITA’<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che, nel comunicare<br />
i nomi delle persone coinvolte, utilizzano<br />
solo eventuali qualifiche pertinenti con l’iniziativa.</strong><br />
<em>Ogni relatore dovrebbe essere impegnato nell’iniziativa<br />
per portare la sua personale specificità acquisita<br />
nel concreto, a prescindere dai titoli.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>12. Senza comunicare</strong><br />
<strong>titoli di studio</strong><br />
<strong>non pertinenti</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="152">_____________________________________________<br />
PER UNA PROMOZIONE<br />
DELLE SPECIFICITA’ DEI CITTADINI<br />
<strong>Valorizzare iniziative (convegni, dibattiti, ecc.)<br />
dove </strong><strong>prendono parte prevalentemente<br />
le competenze tecniche e di fatto</strong><br />
<strong>e non i personaggi politici e istituzionali</strong><br />
<em>Spesso il convegno perde di vista il suo contenuto e diventa</em><br />
<em>luogo di presenzialismo. Le autorità politiche e istituzionali</em><br />
<em>hanno comunque la possibilità di vedersi pubblicati</em><br />
<em>i propri comunicati sui media.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>13. Senza personaggi </strong><br />
<strong>istituzionali</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="117">_____________________________________________<br />
PER UNA CITTADINANZA ARTISTICA NON DELEGATA<br />
E UNA BIODIVERSITA’ CULTURALE<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che prevedono,<br />
come protagonisti, </strong><strong>personaggi e artisti<br />
</strong><strong>non mediaticamente noti<br />
</strong><em>Le iniziative locali hanno senso se danno visibilità<br />
</em><em>a personaggi e/o artisti che non sono già agevolati<br />
</em><em>dai media nazionali.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>14. Senza personaggi<br />
e/o artisti</strong><br />
<strong>massmediatici</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="155">_____________________________________________<br />
PER UNA CITTADINANZA ECONOMICA NON DELEGATA<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che utilizzano monete locali<br />
per incentivare un’economia condivisa, una coesione<br />
sociale e una resistenza economica territoriale<br />
</strong><em>Ogni gesto economico può essere portatore di giustizia<br />
sociale, redistribuzione dei redditi e inclusione del vicino.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>15. Con<br />
</strong><strong>moneta locale</strong><strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="138">_____________________________________________<br />
PER UN’INCLUSIONE SOCIALE<br />
<strong>Valorizzare, anche a teatro e ai concerti, le iniziative<br />
in cui non siano previsti posti privilegiati<br />
e biglietti omaggio per le autorità<br />
</strong><em>Per valutare realmente la portata di un evento culturale,<br />
gli esponenti politici ed istituzionali devono misurarsi</em><br />
<em>con esso, in veste di cittadini comuni.</em><br />
Nei luoghi dell’arte, siti dell’emancipazione e della giustizia,<br />
non dovrebbero esistere discriminazioni.</td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>16. Senza</strong><br />
<strong>spazi e posti</strong><br />
<strong>a sedere</strong><br />
<strong>privilegiati</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="148">_____________________________________________<br />
PER UN MODELLO DI SVILUPPO DI PICCOLA SCALA<br />
E PER REDDITI CHE RESTANO SUL TERRITORIO<br />
<strong>Valorizzare le iniziative realizzate senza quegli<br />
ingenti capitali che portano i profitti via dai territori<br />
e che promuovono quel modello di sviluppo che,<br />
basato sui sistemi di scala, è la causa dell’attuale<br />
disagio economico e sociale</strong><br />
<em>Per un modello di sviluppo che includa i piccoli operatori<br />
locali e che incentivi un’economia di piccola scala che</em><br />
<em>produce economia territoriale.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>17. Senza</strong><br />
<strong>ingenti</strong><br />
<strong>investimenti</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="148">_____________________________________________<br />
PER UN’AUTODETERMINAZIONE DEL TERRITORIO<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che, evitando, come sponsor<br />
e promotori, aziende estranee al territorio,<br />
non rischiano di veicolare condizionamenti<br />
a danno delle popolazioni locali</strong><br />
<em>Queste iniziative, in quanto di visibilità pubblica, devono essere<br />
autonome dalla aziende che potrebbero condizionare le attività<br />
di autodeterminazione e di coesione della popolazione locale.  </em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>18. Senza</strong><br />
<strong>sponsor<br />
sovraterritoriali</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="148">_____________________________________________<br />
PER UNA CULTURA MATERIALE RESPONSABILE<br />
E UN’ECONOMIA CONDIVISA<br />
<strong>Valorizzare le iniziative culturali che promuovono<br />
i prodotti del territorio o etici, quando prevedono<br />
la somministrazione di cibo o in quanto ospitate<br />
in esercizi commerciali che abitualmente<br />
somministrano cibo del territorio</strong><br />
<em>Processo culturale è quello che, a prescindere dal tema affrontato,<br />
dovrebbe comunque essere capace, nel metodo, di agevolare<br />
identità territoriale, redistribuzione del reddito, tutela ambientale.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>19. Cibo responsabile</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="145">_____________________________________________<br />
PER UN RESPONSABILE USO<br />
DELLE RISORSE NATURALI<br />
<strong>Evitare le iniziative culturali che prevedendo,</strong><br />
<strong>anche accessoriamente, sommistrazione di cibo<br />
e bevande, </strong><strong>utilizzano stoviglie monouso<br />
non biodegradabili</strong><br />
<em>Queste iniziative, in quanto di visibilità pubblica, devono essere</em><br />
<em>più responsabili dei singoli cittadini riguardo all’uso di stoviglie:</em><br />
<em>in caso di monouso, si utilizzino almeno quelle biodegradabili.</em><br />
_____________________________________________</td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>20. Stoviglie</strong><br />
<strong>ecosostenibili</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		</item>
		<item>
		<title>Francesca Spada ovvero la disillusione di partito. Un racconto</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2014/02/09/francesca-spada-ovvero-la-disillusione-di-partito-un-racconto/</link>
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		<pubDate>Sun, 09 Feb 2014 09:23:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[..Articoli Testata]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Tullia Bartolini]]></category>
		<category><![CDATA[francesca spada]]></category>
		<category><![CDATA[napoli]]></category>
		<category><![CDATA[partito comunista italiano]]></category>
		<category><![CDATA[pci]]></category>

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		<description><![CDATA[[racconto di Tullia Bartolini] Hanno suonato il piano a lungo, parlato della morte. Poi, si sono separate. Sua figlia l’ha inseguita a piccoli passi  fino alla porta, le ha stretto le gambe forte, all’altezza delle cosce. I bambini sentono sempre ciò che sta per accadere. Ora, sale verso i Camaldoli, lungo i tornanti trafficati. Ai [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Calibri;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/02/francescaspadaconilcane.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10661" alt="francescaspadaconilcane" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/02/francescaspadaconilcane.jpg" width="168" height="332" /></a>[racconto di Tullia Bartolini] Hanno suonato il piano a lungo, parlato della morte. Poi, si sono separate. </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Calibri;">Sua figlia l’ha inseguita a piccoli passi  fino alla porta, le ha stretto le gambe forte, all’altezza delle cosce.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Calibri;">I bambini sentono sempre ciò che sta per accadere.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Calibri;">Ora, sale verso i Camaldoli, lungo i tornanti trafficati. </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Calibri;">Ai semafori lancia uno sguardo ai muretti a secco invasi dalle erbacce, alle scritte che inneggiano all’amore libero. La conosce: è la sua Napoli in disuso, stanca come una vecchia in pantofole. Ma Francesca guarda ormai tutto questo  senza  disgusto. </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Calibri;">E’ bella ancora, la ruga tra le sopracciglia non appesantisce il suo sguardo, che resta curioso come quello di un bambino.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Calibri;">Fa caldo, nonostante si sia lontani dall’estate. E’ un giorno di ricorrenze e giaculatorie nelle chiese. Sente le mani incollate al volante. Sudano come quelle di sua figlia quando gliele ha strette sulla porta di casa dicendole solo, senza guardarla negli occhi: <i>Torno subito</i>. </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Calibri;">Un ragazzo in motorino le taglia la strada, tra le labbra gli penzola una sigaretta, alza le mani in segno di scusa. La frenata brusca la riporta alla realtà, per un attimo si riprende, si dice: ‘Va’ da loro, ti aspettano, <i>cosa cazzo stai facendo’</i>. </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Calibri;">Ma poi è proprio il pensiero di Renzo a farla andare avanti. E&#8217; convinta di aver interrotto fin troppo il suo cammino, intralciandoglielo come avrebbe fatto una donna qualunque.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Calibri;">Allora prosegue, pigiando forte il piede sull’acceleratore e svolta a destra, verso casa sua.  </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Calibri;">E’ l’ultima volta che il suo sguardo si posa su quegli incroci, sulle piazzole di sosta, sulla tettoia del distributore di carburante, lesionato dal vento. Eppure sembrerebbe ancora tutto da fare: la vita, i progetti. </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Calibri;">C’è un posto che è l’ultimo, nel territorio in cui si è deciso di vivere e questo, lei, lo sa bene. Come Renzo, che ha scelto il luogo definitivo della coerenza. Con Renato ne hanno discusso spesso, e sempre parlavano di determinare la propria vita a costo di ogni sofferenza. Discutevano pure di  musica: era un modo come un altro per riconoscere &#8211; e accettare &#8211; la loro mancanza di uso del mondo.  </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Calibri;">Renzo li guardava scuotendo il capo, l’espressione conciliante, ma erano stati momenti di intensa felicità.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Calibri;">E pure Renato, dov’è andato a finire?  In un buco senza fondo, nello spazio bianco, dentro l’infinito smarrimento della morte.  Non credo in Dio, le diceva, credo nell’eternità e anche su questo loro due erano d’accordo. Perciò la scomparsa di Renato non era stata solo un evento doloroso e inaspettato. Era stata, piuttosto, un segno, un messaggio, una rivelazione. Suonavano il piano seduti uno accanto all’altra, le mani che si sfioravano, gli occhi chiusi, lei col capo inclinato verso di lui, lui assorto in un’assenza. </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Calibri;">La politica, i discorsi intellettuali, le domande pressanti sulla società, su dove stesse andando il Partito, ogni cosa si faceva lontana, in quei momenti.   </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Calibri;">Al liceo Francesca studiava solo quello che le piaceva, ma scrivere l’appassionava  e, nonostante il suo carattere ribelle, era molto amata dai  professori. Le piaceva Euripide, la storia simbiotica tra Alcesti e Admeto. Quando un argomento catturava la sua attenzione non c’era più niente da fare.  Lo aveva tradotto in modo mirabile, il testo, tant’è che il professore s’era pure complimentato con i suoi genitori, aggiungendo qualcosa a proposito della sua incostanza.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Calibri;">Poi arriva sotto casa e cerca freneticamente le chiavi sul fondo della borsa. E’, anche questo, un ultimo gesto. Ancora tutto potrebbe essere rimescolato, come carte sul tavolo da gioco. </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Calibri;">Perciò, forse, il pensiero dei volti amici l’afferra: come se anche chi è <i>già morto</i> fosse ancora lì, a ricordarle la vita che è stata e che non sarà più, a darle il coraggio di tentare un ultimo salto, attraversando il ponte che separa la vita dal nulla. </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Calibri;">Poi trova le chiavi, le tiene nel palmo della mano, chiuse nel pugno, e resta ferma,  i piedi inchiodati al pavimento.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Calibri;">In giardino ha reciso delle rose che tiene strette al petto, avvolte in un foulard. Lascia che le spine la graffino, in un dolore meraviglioso.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Calibri;">Ecco che avanza, ora. Senza guardarsi intorno. E’ bene abituarsi <i>all’invisibilità.</i> </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Calibri;">Anche le scale le sale come se fosse un fantasma, temendo di incontrare qualcuno. Poi gira le chiavi nella toppa ed entra nell’appartamento in cui ristagna un odore di chiuso e di muffa. Tutto, nel palazzo dagli intonaci scrostati, è silenzio. I suoi passi risuonano sul pavimento di marmo, spaventandola.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Calibri;">Tergiversa, poi dirige verso la camera da letto e, d’un tratto, ha paura di non farcela. Tira fuori dall’armadio la coperta fatta all’uncinetto, con le rose e le pagode cinesi.  La stende sul materasso con cura, e già le mani le tremano. </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Calibri;">Spruzza del profumo di colonia che ha trovato sul cassettone mangiato dai tarli. Il buon odore quasi la consola, assieme a quello dei fiori, così struggente e diverso. </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Calibri;">Chissà perché, apre le rose con le mani, premendo sui petali finché non cedono. Li sparge sul letto con un’indolenza spaventata e muta, poi vi si sdraia sopra, ancora con le scarpe ai piedi. <i>‘Così non va bene’</i>, pensa. </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Calibri;">Ha messo in borsa una camicia da notte di seta, la tira fuori, a lungo ne accarezza la consistenza. Dopotutto, si tratta delle ultime cose da fare. Allora si spoglia, la pelle tremante,  sentendo il freddo dell’appartamento chiuso da mesi.  </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Calibri;">La pelle delle sue spalle è liscia, senza macchie. Francesca è bella. Si guarda nello specchio della toletta di fronte al letto e si  vede. E’ stata sempre una donna desiderabile. </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Calibri;">Agli uomini piacciono le irregolari come lei, che non calcolano. Sono donne comode e scomode allo stesso tempo, perché non sanno mettere radici.  Fanno domande che riguardano la vita, ignorano le querimonie quotidiane, girano le pagine, non restano attaccate.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Calibri;">Non ce l’ha col Partito, Francesca. Non più. Hanno detto di lei che era macchiata. Tutti quei figli, la fatica per tenere assieme i fatti, le fughe da casa: queste non sono che piacciono agli uomini del P.C.I.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Calibri;">Perciò Renzo meritava di più, più di una come lei, di quella misera esistenza. <i>Gliel’hanno sempre fatto capire. </i></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Calibri;">Riprende coraggio,<i> </i>si sdraia sul letto. Accanto a sé ha la copia del libro di Rilke. Non lascia altro, a Renzo. Ma sa che lui capirà.  </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Calibri;">E’ quasi fatta. Prende il flacone con mani tremanti, versa l’acqua nel bicchiere. Coordina i gesti con calma, lei che è sempre stata famosa per i suoi scatti d’ira.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Calibri;">Due, tre, sette pillole. </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Calibri;">Hanno un sapore amarissimo.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Calibri;">Inizia con uno stordimento, un giramento di testa, <i>quella cosa</i>. Adesso sa cos’è. </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Calibri;">Il cervello pare spostarsi più in là del cranio, delle mani, del seno.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Calibri;">Bene. Dunque è così. </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Calibri;">Poi avverte un dolore lancinante allo stomaco, e sudori freddi lungo la schiena, la fronte.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Calibri;">I volti, certe frasi, s’accavallano dentro la sua mente. </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Calibri;">Se non fosse tanto doloroso. Stringe i pugni così forte da tagliarsi i palmi delle mani. Non durerà a lungo. Non lo vuole quel dolore che la lega al corpo, a tratti. Il corpo non c’entra niente,  non vuole star lì, e inizia a contorcersi. Stende le gambe in un crampo che la taglia in due, prova a scendere dal  letto, ma i piedi non riescono a toccare terra. Guarda la stanza con gli occhi chiusi, adesso, in una smorfia che immagina orribile. </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Calibri;"><i>“Torna presto”,</i>  le aveva detto, perentoria, sua figlia, sulla soglia di casa, la piccola bocca imbronciata. </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Calibri;">Nel momento in cui le appare quel piccolo volto, Francesca smette di pensarlo.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Calibri;">E’ solo un attimo, l’ultimo respiro.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;">&#8212;</span></p>
<p style="text-align: justify;">(Foto in evidenza nello scorrevole: Nicola Rapuano)</p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Calibri;">(Francesca Nobili &#8211; che si firmava Spada &#8211; fu corrispondente per l’Unità e compagna di Renzo La Piccirella, medico napoletano, anch’egli editorialista dell’Unità e membro del PCI. Due anni dopo il suicidio di Renato Caccioppoli, matematico napoletano, Francesca si toglierà a vita, ingerendo una massiccia dose di barbiturici. Era convinta di aver danneggiato il marito all’interno del partito, ledendone l’immagine. Accanto a lei, sul letto, furono ritrovati dei versi di Rilke  dedicati ad Alcesti, l’eroina del mondo greco che sacrifica la sua vita per salvare quella del marito Admeto).</span></span></em></p>
<p style="text-align: justify;">Al riguardo leggi:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://georgiamada.wordpress.com/2013/11/30/francesca-spada-di-edda-melon/" target="_blank">http://georgiamada.wordpress.com/2013/11/30/francesca-spada-di-edda-melon/</a></p>
<p style="text-align: justify;">e l&#8217;articolo di Erri De Luca (Corriere della sera, 30 settembre 1995),</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://archiviostorico.corriere.it/1995/settembre/30/eresia_Renato_Francesca_comunisti_soffocati_co_0_95093012009.shtml" target="_blank">http://archiviostorico.corriere.it/1995/settembre/30/eresia_Renato_Francesca_comunisti_soffocati_co_0_95093012009.shtml</a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri; font-size: medium;"> </span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.artempori.it/artempori/2014/02/09/francesca-spada-ovvero-la-disillusione-di-partito-un-racconto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Materr, scambio semi e matriarcato. Festa di comunità. 9 febbraio a Napoli. Coerenze:19/20</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2014/02/07/materr-scambio-semi-e-matriarcato-festa-di-comunita-9-febbraio-a-napoli-coerenze1920/</link>
		<comments>https://www.artempori.it/artempori/2014/02/07/materr-scambio-semi-e-matriarcato-festa-di-comunita-9-febbraio-a-napoli-coerenze1920/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 07 Feb 2014 08:36:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Comunicati Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[contadini]]></category>
		<category><![CDATA[ex asilo filangieri]]></category>
		<category><![CDATA[materr]]></category>
		<category><![CDATA[matriarcato]]></category>
		<category><![CDATA[matriarché]]></category>
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		<category><![CDATA[ragnatela resistente]]></category>
		<category><![CDATA[scambio semi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.artempori.it/artempori/?p=10647</guid>
		<description><![CDATA[MATERR. Domenica 9 febbraio 2014, presso ex asilo Filangieri, Napoli. Scambio semi, matriarcato, laboratori per bambini, musica, mercato, cucina comunitaria, spettacoli, rituali e altro ancora&#8230; Con la Candelora del 2 febbraio, l’inverno comincia a lasciare spazio alla primavera. E’ arrivato il momento delle semine e, come sempre, ci incontriamo per scambiarci i semi e saperi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><strong><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/02/scambio-semi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10648" alt="scambio semi" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/02/scambio-semi-213x300.jpg" width="213" height="300" /></a>MATERR. Domenica 9 febbraio 2014, presso ex asilo Filangieri, Napoli.<br />
</strong>Scambio semi, matriarcato, laboratori per bambini,<br />
musica, mercato, cucina comunitaria, spettacoli, rituali e altro ancora&#8230;</h3>
<p style="text-align: justify;">Con la Candelora del 2 febbraio, l’inverno comincia a lasciare spazio alla primavera.<br />
E’ arrivato il momento delle semine e, come sempre, ci incontriamo per scambiarci i semi e saperi legati all’agricoltura, all’ecologia, all’economia, che rappresentano l’humus che, in senso allargato, li nutre. Manteniamo l’attenzione ai nostri reali bisogni e, nel contempo, ai continui tentativi delle multinazionali di costruire un monopolio sui semi, sull’agricotura e sulla alimentazione; manteniamo alta l’intenzione di difendere e salvaguardare la biodiversità che è ricchezza per tutti.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, dedichiamo questo incontro al <strong>matriarcato</strong>: per riflettere sui modelli, sui paradigmi culturali che sottendono alle azioni e scelte che viviamo nel quotidiano, alla ricerca di altre modalità, in armonia con la Natura.<br />
Con il documentario e la presentazione del libro ‘<em>Matriarché</em>’ (curato da Francesca Colombini e Monica Di Bernardo – exorma edizioni), vogliamo aprire un dibattito intravedendo nei principi di cura e di accudimento, propri del materno, una via per riconciliarci agli altri ed alla natura; una via per trovare alternative all’attuale sistema dominante in crisi, degli esempi – come l’economia di sussistenza e l’economia del dono – che siamo rispettosi della vita e delle sue relazioni.<br />
‘Scambio e Dono’ stessi, possono riferirsi a due modalità differenti di economia e di socialità, riflettere sulle quali è un punto di partenza per allargare lo sguardo, poi, a tutto il resto cui siamo connessi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>PROGRAMMA</strong></p>
<p style="text-align: justify;">dalle ore 10  Mercato delle Autoproduzioni<br />
ore 10.30  Incontro con Pachamama: laboratorio per bambini, tra la terra e l’arte…<br />
ore 12 <strong>Scambio Semi</strong>: porta con te semi, piantine e pasta madre da scambiare<br />
ore 13-16 <strong>Cucina Comunitaria</strong> per assaporare pietanze preparate coi prodotti della rete ragnatela, con cura e con amore. Musica con la <strong>banda spaparanza</strong> e <strong>Luna Janara</strong><br />
ore 15 laboratorio per bambini: preparazione dei biscotti di pastafrolla<br />
ore 16 dibattito-presentazione del <strong>libro </strong><em><strong>Matriarchè</strong> – </em>il principio materno per una società egualitaria e solidale<br />
ore 18 e ore 19.30 <strong><a title="matrici" href="http://effepielle.wordpress.com/i-tre-riti/" target="_blank"><em>Matrici</em></a></strong>* secondo rito della trilogia a cura di Alessandra Asuni e Marina Rippa (ingresso limitato a 18 persone per ogni rito in ordine di prenotazione; per prenotare scrivi a effepielle@gmail.com)<br />
ore 18.30 <em>‘<strong>La canzone di Sontga Margriata</strong></em>’ interpretata da Federica Catalano con accompagnamento di Pietro Festa con la sega musicale.</p>
<p style="text-align: justify;">Come sempre, è un<strong> evento a rifiuti 0</strong>, porta la mappatella con bicchiere e stoviglie e contribuirai al buon funzionamento della giornata.</p>
<p style="text-align: justify;">°°°</p>
<p style="text-align: justify;">All’Ex Asilo Filangieri i concerti, gli spettacoli, le proiezioni, gli incontri sono ad ingresso libero. E’ gradito un contributo a piacere che serve ad abbattere delle spese minime e a dotare gli spazi dell’Ex Asilo Filangieri dei mezzi di produzione necessari ai lavoratori dello spettacolo e dell’immateriale per produrre arte e cultura.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ex Asilo Filangieri si trova in vico Giuseppe Maffei 4, San Gregorio Armeno (Napoli)</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/02/scambio-semi.jpg"><img alt="scambio semi" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/02/scambio-semi.jpg" width="885" height="1243" /></a></p>
<p>—</p>
<div>
<p>SEGUONO I <a href="http://www.artempori.it/artempori/2013/09/27/metodi-responsabili-per-la-fruizione-di-iniziative-socio-culturali/" target="_blank"><strong>METODI RESPONSABILI</strong></a> CON CUI ABBIAMO VAGLIATO L’EVENTO<br />
_____________________________________________________________</p>
<table width="690" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<colgroup>
<col width="500" />
<col width="20" />
<col width="116" />
<col width="54" /></colgroup>
<tbody>
<tr>
<td rowspan="2" width="500" height="264"><em><strong>PoeCivismo.</strong><br />
<strong>Metodi responsabili<br />
per la fruizione di iniziative socio-culturali</strong><br />
Questi Metodi agevolano PRATICHE<br />
capaci di inclusione e cittadinanza non delegata.<br />
Ogni iniziativa, infatti, a prescindere dall’encomiabile<br />
tema trattato, paradossalmente rischia di utilizzare<br />
un metodo escludente e delegato che è incoerente<br />
con qualsiasi processo culturale che voglia creare reale<br />
consapevolezza e capacità di azione partecipata dal cittadino.<br />
Non conta l’eccellenza di un’opera, di una teoria o di un evento,<br />
ma cosa ne fa il fruitore, portandola in prima persona nel mondo.<br />
_____________________________________________</em></td>
<td width="20"></td>
<td colspan="2" width="170"><strong><span style="color: #ff0000;"><em>Materr, scambio semi e matriarcato. Festa di comunità. 9 febbraio a Napoli.</em><em>__________</em></span></strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="20" height="131"><strong><span style="color: #ff0000;"><em> 19/20</em></span></strong></td>
<td width="116"><strong><span style="color: #ff0000;"><em>TOTALE</em></span></strong><br />
<strong><span style="color: #ff0000;"><i>COERENZE</i></span></strong><br />
<strong><span style="color: #ff0000;"><em>rilevate</em></span></strong><br />
<strong><span style="color: #ff0000;"><em>con i Metodi </em></span></strong><br />
<strong><span style="color: #ff0000;"><em>responsabili<br />
________</em></span></strong></td>
<td width="54"><em><strong> </strong></em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="150"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UNA RESISTENZA ECONOMICA TERRITORIALE</em><br />
<em>E UNA REDISTRIBUZIONE DEI REDDITI</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative culturali che, a prescindere<br />
dal tema, promuovono anche l’attitudine a contrastare<br />
la crisi economica che colpisce il cittadino medio e i territori </strong><br />
Ogni iniziativa dovrebbe considerare il bisogno di giustizia sociale<br />
di questa epoca in cui i redditi si stanno spostando dal cittadino<br />
medio ai milionari.<br />
_____________________________________________</em></td>
<td width="20"><em> <strong><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong><strong>_________</strong><br />
1. Tutela </strong></em><br />
<em><strong>economica </strong></em><br />
<em><strong>del cittadino </strong></em><br />
<em><strong>e<br />
del territorio<br />
_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="126"><em>PER UN’IDENTITA’ TERRITORIALE</em><br />
<em>E UNA COESIONE SOCIALE</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative culturali che, a prescindere<br />
dal tema, promuovono anche l’identità del territorio<br />
e la coesione sociale che ne deriverebbe</strong><br />
Queste iniziative, in quanto di visibilità pubblica, dovrebbero<br />
considerare la vocazione territoriale e le specificità del luogo<br />
da tutelare come opportunità di identità e di reddito.<br />
_____________________________________________<br />
</em></td>
<td width="20"><em> </em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>2. Tutela<br />
identitaria<br />
del territorio</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><em> </em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="123"><em>PER UNA RESPONSABILITA’ SOCIALE CORTA</em><br />
<em>E NON DELEGATA</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative realizzate da associazioni locali<br />
o dai residenti, senza la partecipazione e i fondi<br />
degli enti pubblici</strong><br />
Quando l’iniziativa è realizzata in sedi istituzionali, oltre a gravare<br />
sulla collettività, rischia di proporsi unilateralmente<br />
in quanto non si contamina delle persone e dei progetti<br />
che animano il luogo ospitante.</em></td>
<td width="20"><em> <strong><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>3. Senza<br />
enti pubblici</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="177"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’INCLUSIONE DEI LUOGHI</em><br />
<em>CHE ANIMANO IL TERRITORIO</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che, realizzate presso le sedi</strong><br />
<strong>di associazioni e di aziende indipendenti, evitando<br />
i non luoghi </strong><strong>delle sedi istituzionali, si contaminano<br />
dei progetti </strong><strong>e delle persone del territorio</strong><br />
Quando l’iniziativa è realizzata in sedi istituzionali, oltre a gravare sulla collettività, rischia di proporsi unilateralmente in quanto non si contamina delle persone e dei progetti che animano il luogo ospitante.<br />
</em></td>
<td width="20"><em> <strong><span style="color: #ff0000;">NO</span><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>4. Presso<br />
sedi</em></strong><br />
<strong><em>non<br />
istituzionali</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="130"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’ATTITUDINE ALL’INCLUSIONE</em><br />
<em>E PER DISINCENTIVARE IL FAMILISMO</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che, promosse da un’associazione,</strong><br />
<strong>coinvolgono nell’organizzazione le altre associazioni<br />
del territorio </strong><strong>e i residenti locali</strong><br />
Spesso, nelle attività quotidiane del cittadino<br />
e nelle attività culturali e di volontariato, si utilizzano metodi<br />
esclusivi e familistici come avviene<br />
nelle aziende e nella partitocrazia.<br />
</em></td>
<td width="20"><em> <strong><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>5. Coinvol-gimento<br />
delle altre associazioni</em></strong><br />
<strong><em>e dei residenti</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="145"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’INCLUSIONE DEI RIONI E DEL TERRITORIO</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che coinvolgono diffusamente<br />
i rioni della città e/o il territorio</strong><br />
Quando l’iniziativa è realizzata, in modo decentrato,<br />
fuori dai luoghi istituzionali, coivolgendo i luoghi, eventualmente<br />
all’aperto, dei rioni, in particolare quelli meno frequentati,<br />
consente un cambiamento che può rimuovere lo squilibrio sociale<br />
e urbanistico della città.<br />
</em></td>
<td width="20"><strong><em> <em><strong></strong></em><em><strong><br />
</strong></em></em></strong></td>
<td width="116"><strong><em>_________</em></strong><br />
<strong><em>6. Coinvol-<br />
gimento<br />
dei rioni<br />
e/o del<br />
territorio</em></strong><br />
<strong><em>_________</em></strong></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="143"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’AUTODETERMINAZIONE</em><br />
<em>E UNA COESIONE TERRITORIALE</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative ideate da soggetti locali senza aderire<br />
a iniziative promosse a livello sovraterritoriale</strong><br />
Quando l’iniziativa non è calata dall’alto, ma realizzata<br />
esperienzialmente da soggetti locali, diventa opportunità<br />
per una coesione territoriale e per un esercizio<br />
a una cittadinanza non delegata in ogni aspetto collettivo.</em></td>
<td width="20"><em> </em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>7. Senza<br />
aderire</em></strong><br />
<strong><em>a iniziative</em></strong><br />
<strong><em>nazionali</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><em> </em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="166"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER CONTRASTARE LA DELEGA,</em><br />
<em>IL VERTICISMO E L’ESCLUSIONE</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che, non prevedendo l’assegnazione<br />
di premi e riconoscimenti, non proiettano un approccio<br />
competitivo ed esclusivo dell’impegno e della cultura</strong><br />
Quando, all’interno di un’iniziativa, vengono assegnati premi<br />
e riconoscimenti, è opportuno che questi almeno valorizzino<br />
persone non note e/o del territorio.<br />
Assegnando riconoscimenti a persone note, l’iniziativa tende<br />
a dare visibilità a se stessa.</em></td>
<td width="20"><em> </em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>8. Senza</em></strong><br />
<strong><em>premi</em></strong><br />
<strong><em>e selezioni</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><em> </em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="140"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UNA CITTADINANZA INCLUSIVA</em><br />
<em>DELLE SPECIFICITA’ E NON FAMILISTICA</em><br />
<em><strong>Considerare le iniziative per i contenuti<br />
che possono </strong><strong>intrecciarsi con il nostro personale<br />
percorso e non </strong><strong>per il rapporto di amicizia/seduzione<br />
o di inimicizia/intolleranza</strong><br />
<strong>che intratteniamo con chi li organizza </strong><br />
</em><em>Spesso, siamo abituati ad approcciare gli eventi culturali</em><br />
<em>con metodo familistico: li evitiamo per pregiudizio negativo</em><br />
<em>(esclusione) o li frequentiamo per amicizia o simpatia (familismo).</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>9. Considerare</strong><br />
<strong>i contenuti</strong><br />
<strong>e non gli organizzatori</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="124">_____________________________________________<br />
PER UN’AZIONE ETICA DELLE EMOZIONI,<br />
RIDUCENDO LA FRUIZIONE ESTETICA DELLE EMOZIONI<br />
<strong>Considerare le iniziative per la capacità di cambiamento<br />
e non per la piacevolezza emozionale che può renderci passivi<br />
perpetuatori del malessere collettivo</strong><br />
<em>Spesso, siamo abituati ad approcciare gli eventi culturali</em><br />
<em>per l’attitudine emozionale (estetica) ereditata che impedisce</em><br />
<em>l’azione in prima persona e quindi il cambiamento.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>10. Fruizione</strong><br />
<strong>etica, </strong><strong>non estetica</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="158">_____________________________________________<br />
PER UNA COESIONE SOCIALE<br />
E UN’INCLUSIONE DELLE SPECIFICITA’<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che prevedono dibattiti in cui<br />
ogni relatore impegni il tavolo del convegno solo nel momento<br />
del proprio intervento</strong><br />
<em>Ogni relatore dovrebbe essere un membro della platea prestato,</em><br />
<em>temporaneamente e per una sua specificità, alla funzione</em><br />
<em>di consulente di una comunità in cui ognuno è consulente degli altri.</em><br />
<em>Quando possibile, è opportuno che i partecipanti al dibattito</em><br />
<em>siano disposti in cerchio.</em></td>
<td width="20"><strong> </strong></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>11. Senza</strong><br />
<strong>tavolo</strong><br />
<strong>dei relatori</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="113">_____________________________________________<br />
PER UN’INCLUSIONE DELLE SPECIFICITA’<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che, nel comunicare<br />
i nomi delle persone coinvolte, utilizzano<br />
solo eventuali qualifiche pertinenti con l’iniziativa.</strong><br />
<em>Ogni relatore dovrebbe essere impegnato nell’iniziativa<br />
per portare la sua personale specificità acquisita<br />
nel concreto, a prescindere dai titoli.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>12. Senza comunicare</strong><br />
<strong>titoli di studio</strong><br />
<strong>non pertinenti</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="152">_____________________________________________<br />
PER UNA PROMOZIONE<br />
DELLE SPECIFICITA’ DEI CITTADINI<br />
<strong>Valorizzare iniziative (convegni, dibattiti, ecc.)<br />
dove </strong><strong>prendono parte prevalentemente<br />
le competenze tecniche e di fatto</strong><br />
<strong>e non i personaggi politici e istituzionali</strong><br />
<em>Spesso il convegno perde di vista il suo contenuto e diventa</em><br />
<em>luogo di presenzialismo. Le autorità politiche e istituzionali</em><br />
<em>hanno comunque la possibilità di vedersi pubblicati</em><br />
<em>i propri comunicati sui media.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>13. Senza personaggi</strong><br />
<strong>istituzionali</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="117">_____________________________________________<br />
PER UNA CITTADINANZA NON DELEGATA<br />
E UNA BIODIVERSITA’ CULTURALE<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che prevedono,<br />
come protagonisti,</strong><br />
<strong>personaggi non mediaticamente noti </strong><br />
<em>Le iniziative locali hanno senso se danno visibilità </em><br />
<em>a personaggi e istanze che non sono già agevolati </em><br />
<em>dai media nazionali.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>14. Senza personaggi</strong><br />
<strong>massmediatici</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="155">_____________________________________________<br />
PER UNA CITTADINANZA ARTISTICA NON DELEGATA:<br />
FRUIZIONE RESPONSABILE DELLE ARTI<br />
<strong>Valorizzare le iniziative (spettacoli, concerti, mostre)<br />
che propongono soggetti e artisti non veicolati<br />
da TV, cinema e media nazionali   </strong><br />
<em>Per biodiversità e approccio esperienziale, è utile dare<br />
visibilità ad artisti, semmai locali, che normalmente<br />
non hanno spazio sulle emittenti nazionali e nel circuito<br />
cinematografico e che non sono suggeriti dai mass media.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>15. Senza</strong><br />
<strong>artisti</strong><br />
<strong>massmediatici</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="138">_____________________________________________<br />
PER UN’INCLUSIONE SOCIALE<br />
<strong>Valorizzare, anche a teatro e ai concerti, le iniziative<br />
in cui non siano previsti posti privilegiati<br />
e biglietti omaggio per le autorità<br />
</strong><em>Per valutare realmente la portata di un evento culturale,<br />
gli esponenti politici ed istituzionali devono misurarsi</em><br />
<em>con esso, in veste di cittadini comuni.</em><br />
Nei luoghi dell’arte, siti dell’emancipazione e della giustizia,<br />
non dovrebbero esistere discriminazioni.</td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>16. Senza</strong><br />
<strong>spazi e posti</strong><br />
<strong>a sedere</strong><br />
<strong>privilegiati</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="148">_____________________________________________<br />
PER UN MODELLO DI SVILUPPO DI PICCOLA SCALA<br />
E PER REDDITI CHE RESTANO SUL TERRITORIO<br />
<strong>Valorizzare le iniziative realizzate senza quegli<br />
ingenti capitali che portano i profitti via dai territori<br />
e che promuovono quel modello di sviluppo che,<br />
basato sui sistemi di scala, è la causa dell’attuale<br />
disagio economico e sociale</strong><br />
<em>Per un modello di sviluppo che includa i piccoli operatori<br />
locali e che incentivi un’economia di piccola scala che</em><br />
<em>produce economia territoriale.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>17. Senza</strong><br />
<strong>ingenti</strong><br />
<strong>investimenti</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="148">_____________________________________________<br />
PER UN’AUTODETERMINAZIONE DEL TERRITORIO<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che, evitando, come sponsor,<br />
aziende estranee al territorio, non rischiano<br />
di veicolare condizionamenti a danno<br />
delle popolazioni locali</strong><br />
<em>Queste iniziative, in quanto di visibilità pubblica, devono essere<br />
autonome dalla aziende che potrebbero condizionare le attività<br />
di autodeterminazione e di coesione della popolazione locale.  </em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>18. Senza</strong><br />
<strong>sponsor<br />
sovraterritoriali</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="148">_____________________________________________<br />
PER UNA CULTURA MATERIALE RESPONSABILE<br />
E UN’ECONOMIA CONDIVISA<br />
<strong>Valorizzare le iniziative culturali che promuovono<br />
i prodotti del territorio o etici, quando prevedono<br />
la somministrazione di cibo o in quanto ospitate<br />
in esercizi commerciali che abitualmente<br />
somministrano cibo del territorio</strong><br />
<em>Processo culturale è quello che, a prescindere dal tema affrontato,<br />
dovrebbe comunque essere capace, nel metodo, di agevolare<br />
identità territoriale, redistribuzione del reddito, tutela ambientale.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>19. Cibo responsabile</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="145">_____________________________________________<br />
PER UN RESPONSABILE USO<br />
DELLE RISORSE NATURALI<br />
<strong>Evitare le iniziative culturali che prevedendo,</strong><br />
<strong>anche accessoriamente, sommistrazione di cibo<br />
e bevande, </strong><strong>utilizzano stoviglie monouso<br />
non biodegradabili</strong><br />
<em>Queste iniziative, in quanto di visibilità pubblica, devono essere</em><br />
<em>più responsabili dei singoli cittadini riguardo all’uso di stoviglie:</em><br />
<em>in caso di monouso, si utilizzino almeno quelle biodegradabili.</em><br />
_____________________________________________</td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>20. Stoviglie</strong><br />
<strong>ecosostenibili</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/02/scambio-semi.jpg"> </a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Niente paura, il meglio deve ancora venire</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jul 2012 19:57:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Mariapaola Bianchini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Crisi economica]]></category>
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		<category><![CDATA[Musica]]></category>
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		<description><![CDATA[di Mariapaola Bianchini Paura, un’emozione primaria. Nel senso che si attiva in automatico in caso di pericolo, agisce nel movimento del corpo &#8211; fuga o immobilizzazione &#8211; e nelle espressioni del viso &#8211; sopracciglia sollevate e riavvicinate, ruga al centro della fronte, labbra tese e stirate. Il pericolo in questione puo’ essere qualcosa di oggettivo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Mariapaola Bianchini</em></p>
<p>Paura, un’emozione primaria. Nel senso che si attiva in automatico in caso di pericolo, agisce nel movimento del corpo &#8211; fuga o immobilizzazione &#8211; e nelle espressioni del viso &#8211; sopracciglia sollevate e riavvicinate, ruga al centro della fronte, labbra tese e stirate. Il pericolo in questione puo’ essere qualcosa di oggettivo &#8211; un serpente, un fuoco, un terremoto &#8211; o di soggettivo &#8211; un insetto, un rumore, la crisi che uccide il futuro . Ieri sera ero ad un concerto; nulla a che fare con la paura, anche se mi trovavo nel cuore di Napoli e mi era stato chiesto di portare un marsupio con dentro solo un pacchetto di fazzoletti, una bottiglia d’acqua ed il biglietto per entrare in  piazza Plebiscito. Nient’altro, giusto per stare tranquilla; al massimo potevano rubare solo direttamente me, così mi avevano spiegato. Il cantante, un tipo famoso considerando che in piazza c’erano trentamila persone, per introdurre il secondo pezzo in scaletta ha cominciato a conversare di paura: “<em>il 95% delle paure che abbiamo non esiste, è frutto della nostra mente”</em>. Sull’esattezza della percentuale ho dei dubbi perché i pericoli oggettivi potrebbero essere qualcuno di più. Concordo invece nell’associare le emozioni, paura compresa, alle attribuzioni e interpretazioni degli eventi piuttosto che agli eventi in sé;  ben convinta che gi eventi accadono come fatti e ogni mente vi risponde a suo modo: ognuno ha un suo stile di pensiero nel leggere i fatti e un suo modo di risposta nell’attivare le emozioni. E allora ci posso stare, mi sta bene che lui abbia detto così a trentamila persone me compresa. E mi sta bene che abbia cantato un po’ di coraggio – <em>NIENTE PAURA</em> -  ce n’è bisogno per superare le preoccupazioni soprattutto adesso che non si parla d’altro che di crisi e futuro nero. E magari anche per superare il dolore, qualcosa di più di un’emozione, che quando c’è rende difficile ogni passo, ogni gesto, ogni azione per vivere e si finisce col  sopravvivere. E allora mi sta bene che abbia cantato anche di dolore e che ai  trentamila presenti abbia fatto cantare  <em>“che la vita è sempre forte molto più che facile “</em>.</p>
<p>Il potenziale dell’arte, quello che più mi affascina, è attivare emozioni. Molti pensano che questo crei una realtà fittizia  e pericolosa, in cui c’è il rischio di farsi prendere dalle sensazioni del momento e farsi  portare fuori dal proprio percorso. Io invece penso che le emozioni, che accadano spontaneamente o che le ricerchiamo di proposito o che vi ci imbattiamo casualmente, siano sempre parte del nostro percorso e anzi ne siano la bussola di monitoraggio. Nel percorso , sia esso di “<em>strade strette e diritte</em>” o di “<em>rotte deviate e bloccate”</em>  sono le emozione a informarci su quel che succede; e riconosciute, verbalizzate, scomposte nelle componenti sensazioni del corpo e pensieri della mente, ci guidano nel proseguire il percorso esattamente come farebbe una bussola.</p>
<p>Io questo ieri ce l’avevo ben in mente a piazza del Plebiscito. Sarà che scrivendo di fruizione consapevole ho cominciato a fruire consapevolmente ? O invece fruendo spesso consapevolmente ho cominciato a scrivere di fruizione consapevole ?</p>
<p>La risposta non importa, mi importa aver riconosciuto, a un certo punto della serata, che le emozioni in piazza erano un po’ diverse da quelle che mi aspettavo e a cui ero abituata. Meno emozioni piacevoli, come l’amore, lo stare bene con gli altri, essere positivi sul futuro e più emozioni spiacevoli, come la paura, l’incertezza, il dolore, la rabbia. Si capiva dall’intensità delle voci, nonostante l’entusiasmo di essere presenti alla musica di un così grande artista, in un così <em>“capolavoro di piazza”</em> in un così <em>“capolavoro di città</em>”.</p>
<p>E’ un brutto periodo: non circolano soldi, gli anziani non vanno in pensione e i giovani non lavorano, buona notte all’Italia “<em>che c’ha il suo bel da fare tra un domani che arriva ma che sembra in apnea”</em>. I dati di recenti studi scientifici  hanno mostrato che il picco di depressione nel nostro paese e negli altri paesi dell’Europa centrale si è spostato nella fascia d’età di 30 anni. Chissà perchè ?! E soprattutto chissà come se ne esce ?!</p>
<p>Aumento di depressione clinicamente significativa nella fascia d’età 30 anni vuol dire che sono aumentati e sono in tanti i giovani che reagiscano poco attivamente alle difficoltà del quotidiano, rimanendo bloccati e fermi in emozioni spiacevoli di tristezza, disagio e ansia, sensazioni di malessere psicosomatico e di stress, pensieri negativi e poco funzionali. Io che ho quasi 30 anni i dati delle ricerche riesco a sentirmeli sulla pelle e vedo che i miei amici e colleghi non sono da meno. Siamo la generazione di mezzo tra il progresso e la crisi e stiamo sostenendo costi alti; però vedo anche che inquadrare le situazioni da angolature diverse e riuscire a cogliere gli aspetti costruttivi dei cambiamenti in qualche modo ripaga. Quando mi sono ri-avvicinata a Benevento mi ha colpita l’aver trovato una città ancora piena di problemi ma che in qualche modo tenta di attivarsi, re-inventarsi, cambiare. Come se forse una risposta verso il cambiamento sia cominciare ad avere un pensiero diverso, meno disfunzionale e più positivo. Il che non vuol dire fingere di non vedere la realtà, anche perché quella si impone con così drammatica evidenza, ma piuttosto cercare di inquadrarla in ogni angolo fino a cogliere il potenziale del cambiamento, e realizzarlo con creatività, passione, energia,  pensiero positivo.  Pensiero positivo prima di tutto , perchè è il modo di vedere le cose a fare la differenza, la fiducia nel futuro. Sembra un concetto scontato e invece non lo è per niente dato che in automatico, e i dati sulla depressione lo dimostrano, si ha la tendenza ad attivare pensieri opposti di pessimismo e sfiducia che hanno l’effetto contrario di chiudere al cambiamento, arrendersi all’apatia, accettare compromessi. In automatico significa che la mente li ha memorizzati e generalizzati al punto che si innescano da soli; è come quando si impara a guidare la macchina o la bicicletta, a un certo punto è tutto automatico. Ebbene modificare il modo di pensare è difficile e richiede esercizio ed energia. Comporta allenarsi a riconoscere i pensieri negativi e formulare alternative, ogni giorno, ogni ora, ogni minuto. E trovarsi una frase salvagente, magari dentro una canzone visto che la musica potenzia le parole.</p>
<p><em>IL MEGLIO DEVE ANCORA VENIRE</em>  mi sembra una buona frase e buono è il discorso che c’è dietro : <em>“se vedete un futuro nero vi prefigurate un futuro nero; al contrario pensare il meglio per voi vi aiuterà a impegnarvi nel raggiungerlo. Non lasciate rubarvi il futuro” .</em></p>
<p>Io questo cantante lo stimo, e piazza Plebiscito anche ha dato prova di stimarlo. Non mi resta che presentarlo, ma un grande artista come Luciano Ligabue si presenta da solo .</p>
<p><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2012/07/dscn0014-copia.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-5379" title="Luciano Ligabue, sotto bombardamento tour.  Napoli, 20 luglio 2012" alt="" src="http://artempori.files.wordpress.com/2012/07/dscn0014-copia.jpg?w=1024" height="605" width="1024" /></a></p>
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		<title>&#8220;Sacri(in)ficio&#8221; di Antonella Romano alla galleria Numen Benevento, 4 sett &gt; 30 ott 2010</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 09:51:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Numen Art Gallery]]></category>
		<category><![CDATA[antonella romano]]></category>
		<category><![CDATA[benevento]]></category>
		<category><![CDATA[Loredana Barillaro]]></category>
		<category><![CDATA[napoli]]></category>
		<category><![CDATA[numen arti contemporanee]]></category>
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		<description><![CDATA[SACRI(IN)FICIO di Loredana Barillaro L’installazione di Antonella Romano presenta un dualismo in cui il dato negativo si veste di sembianze positive, l’opera si fa contenitore di un messaggio che nulla ha di armonioso. Un titolo, che solo, richiama alla mente il dolore insito nella parola sacrificio. Un profondo senso di disfatta, è il segno che [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/09/antonella-romano-numen-art.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3190" title="Antonella-Romano-Numen-Art" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/09/antonella-romano-numen-art.jpg" alt="" width="500" height="500" /></a></p>
<p><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/09/antonella-romano-numen-art2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3191" title="Antonella-Romano-Numen-Art2" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/09/antonella-romano-numen-art2.jpg" alt="" width="500" height="500" /></a></p>
<p><span style="color:#993300;"><strong>SACRI(IN)FICIO di Loredana Barillaro</strong></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">L’installazione di Antonella Romano presenta un dualismo in cui il dato negativo si veste di sembianze positive, l’opera si fa contenitore di un messaggio che nulla ha di armonioso. Un titolo, che solo, richiama alla mente il dolore insito nella parola sacrificio. Un profondo senso di disfatta, è il segno che qualcosa non va, un equilibrio che si è rotto, quello stato della natura in cui ogni cosa trova posto.<span id="more-3189"></span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Ma, per molti, non sembra esserci più alcun posto, uomini donne e bambini  sembrano paradossalmente non avere diritto ad un’esistenza, ed ecco allora che su quelle lamiere è impresso forse il loro sudore, le tracce del loro sangue. Gli indumenti ammassati ne rendono tangibile il dolore, ogni straccio ha perso la sua dignità, non copre più nulla, nessuna parte, di nessun corpo. Non raccontano più alcuna storia.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Un messaggio di grande attualità che si connota come momento di ribellione dell’artista, ma che diventa bisogno di negazione collettiva. Ella ci mostra il dopo, il momento in cui qualcosa di terribile è già accaduto o che forse deve ancora compiersi da qualche parte nel mondo. Un lavoro che diviene testimone di un sogno, una speranza, un grido di aiuto soffocato e anonimo che solo lo spettatore può decidere di udire e  recepire. Ogni elemento trova la sua collocazione nello spazio, ogni cosa è simbolo che conduce ad un’esperienza, quella della natura, e ne racconta la ribellione all’interno di un circuito in cui l’uomo è al contempo vittima e carnefice di se stesso, un teorema, una linea che parte da un punto e ad esso si ricongiunge. Un lavoro duro, faticoso, a creare un’apparenza per nulla drammatica; come le due facce di una stessa medaglia, i tre lavori che compongono unitariamente l’installazione appaiono come uno spettacolo felice, ma dai risvolti drammatici subito dietro l’angolo, quasi un brusco risveglio a riportarci ad una terribile attualità.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Forse tutto è una scommessa: il fiore, simbolo per eccellenza della natura, nella sua semplicità viene qui triplicato a formare il nucleo perfetto, la famiglia, l’unione fra due esseri porta il suo frutto il quale si apre però, ad una condizione innaturale, restituita nella sua deformità dall’immagine nello specchio. E allora, potrà un prato capovolto crescere e vivere, o il suo collocarsi in una dimensione che non gli è propria ne segna certamente la fine? Il viaggio intrapreso da un’umanità disperata avrà un approdo? L’anima, intesa qui nella sua globalità, dà vita ad una lotta con se stessa, un corpo a corpo che, solo metaforicamente, può alimentarsi, poiché costretta ad una vita non sua.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Un lavoro che diviene, forse, prova di un più ampio fenomeno di spettacolarizzazione e umiliazione della natura, la quale perde, gradatamente ma inesorabilmente, il suo equilibrio.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Un work in progress, dunque, un patto malato fra l’uomo e la natura, il cui tempo non si esaurisce, ma il cui spazio diviene, invece, gabbia e contenitore oltre cui probabilmente non poter andare, un’opera che sembra voler trasmettere uno stato d’animo – il senso di sconfitta misto a speranza &#8211; così tipico della società contemporanea.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#339966;"><strong>Antonella  Romano,</strong> nata nel 1970, vive e  lavora a Napoli. Nel 1993, si avvicina al  teatro come attrice, sperimentando diversi linguaggi, passando dal Teatro di strada al Teatro tradizionale per approdare infine al Teatro contemporaneo. Tra le esperienze più significative, si annoverano quelle con la compagnia catalana La Fura del Baus in “Simbiosis”; con Isa Danieli diretta da Cristina Pezzoli in “Filumena Marturano”; con Arturo Cirillo con cui lavora dal 2003 in diversi spettacoli ;nel 2005 vince il Primio Girulà  come migliore attrice giovane per spettacolo “L’Ereditiera “ di Annibale Ruccello regia Arturo Cirillo. La  sua  ricerca attoriale la porta ad approfondire la consapevolezza e la forza dell’espressione corporea, attraverso  studi di danza contemporanea (Raffaella Giordano), di  danza BUTO (Masaki Iwana), ponendo sempre più attenzione all’essenzialità di un corpo in movimento nello spazio vuoto, fino a sentire la necessità di trascendere dal proprio corpo, utilizzando l’esperienza acquisita per plasmare la materia, rame  e ferro, in forma scultorea.  Dal 2008 collabora con la galleria Numen, arti contemporanee  di Giuliana Ippolito.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;"><strong>IL TEMPO DELLA MATERIA di Loredana Barillaro</strong></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Il lavoro di Antonella Romano sembra palesarsi immediatamente per una grande gestualità,  all’interno di una ricerca in cui la sperimentazione degli strumenti diviene, simbioticamente, momento contemplativo e realizzazione dell’opera; l’idea si forma nella mente e in essa diviene sostanza, cresce fin quando non sarà matura per venire al mondo, senza passaggi intermedi e senza certezze su quale potrà, poi, essere il risultato finale. Un lavoro fatto di pazienza, di calma e di manualità; il gesto di intrecciare i fili di metallo, quasi a tessere preziose trame ha il sapore di altri tempi.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Ed ecco che l’artista si riappropria del proprio tempo, della durata dell’azione che non si discosta dalla durata del pensiero, la quale poi altro non è che la durata del corpo, della materia e della natura. Non è pertanto lo spazio, ma forse un ritmo ad accompagnarne il lavoro.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Quelli di Antonella Romano sono lavori “abitabili”, in cui sembra quasi poter transitare e in cui la luce gioca un ruolo fondamentale, divenendo elemento tangibile nella costruzione dell’opera, attraverso le trame di una maglia o passando tra le fessure di una finestra. Le installazioni di Antonella Romano tracciano, ognuna, la propria esistenza di opera d’arte rimanendo comunque – e seppur in una acquisita autonomia – quasi un’appendice dell’artista, in uno spazio che viene ridefinito nella sua interezza mediante il mirabile controllo delle proporzioni ed in cui la materia acquisisce la teatralità necessaria alla sua messa in opera, all’interno di un processo creativo in cui ogni cosa &#8211; luce, segno, forma &#8211; ne è parte.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Nessuna regola alla base, dunque, nessuna costrizione fatta di schemi, solo l’immagine mentale che, lungi  dal definirsi concetto o momento prestabilito, nasce come apertura verso l’esterno. Elemento visivo  costantemente recepito e stimolato, esso traccia un percorso e ne diviene linea guida. La scelta dei materiali, il metallo o la pietra, sembra pertanto collocare l’artista in un tempo trascorso, in cui il gesto, la mano e la fatica definivano, e definiscono, un rapporto con la materia che si fa intenso, mentale e carnale,  ed in cui il tangibile e l’intangibile divengono, semplicemente, le due anime di uno stesso corpo.  …La mia esperienza con il metallo, con la sua forza e sua la sua energia che mi attraversano, il rischio che corro ogni volta che lo lavoro, che lo trasporto, che lo vivo… la sensibilità che gli restituisco nel dargli una vita diversa. L’atto di intrecciare, di tessere, mi riporta ad un tempo lontano, in cui il ferro è il mio filo, e lo strumento per tessere, le mie mani… (A. Romano</span>)</p>
<p style="text-align:justify;"> La mostra SACRI(IN)FICIO sarà aperta fino al 30 ottobre 2010 dal martedì al giovedì dalle ore 10.00 alle 13.00 ed il venerdì e sabato dalle 17.00 alle 20.00 e su appuntamento telefonando al 338/7503300.<br />
L’ingresso è libero.<br />
Numen arti contemporanee &#8211; Vico noce 20/22/33  &#8211; Benevento_italia<br />
Info_338/7503300 &#8211; <a href="http://www.numen.it/">www.numen.it</a><span style="color:#000000;">  - </span><a href="mailto:info@numen.it">info@numen.it</a></p>
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