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	<title>Art&#039;Empori &#187; numen arti contemporanee</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
	<lastBuildDate>Thu, 22 Jul 2021 21:41:15 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Apertis Verbis. Opere di Barbara Bonfilio alla Numen di Benevento. Dal 25 gennaio. Coerenze:16/20</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2014/01/23/apertis-verbis-opere-di-barbara-bonfilio-alla-numen-di-benevento-dal-25-gennaio-coerenze1620/</link>
		<comments>https://www.artempori.it/artempori/2014/01/23/apertis-verbis-opere-di-barbara-bonfilio-alla-numen-di-benevento-dal-25-gennaio-coerenze1620/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 23 Jan 2014 03:17:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Comunicati Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[apertis verbis]]></category>
		<category><![CDATA[barbara bonfilio]]></category>
		<category><![CDATA[Loredana Barillaro]]></category>
		<category><![CDATA[numen arti contemporanee]]></category>

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		<description><![CDATA[Apertis Verbis: sguardi ed essenze di una femminilità consapevole si fondono alla Numen La Galleria Numen Arti Contemporanee di Benevento è lieta di inaugurare la personale di Barbara Bonfilio a cura di Loredana Barillaro Vernissage sabato 25 gennaio 2014 ore 19,00 - Vico Noce, 20/22/33, Benevento Forti, consapevoli, volitive: sono le donne raccontate da Barbara Bonfilio nella personale [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="center"><b><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/01/apertis-verbis-barbara-bonfilio.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10347" alt="apertis-verbis-barbara-bonfilio" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/01/apertis-verbis-barbara-bonfilio.jpg" width="120" height="215" /></a>Apertis Verbis</b>: sguardi ed essenze di una femminilità consapevole si fondono alla <b>Numen</b></p>
<p style="text-align: left;" align="center">La <b>Galleria Numen Arti Contemporanee</b> di Benevento è lieta di inaugurare la personale di <b>Barbara Bonfilio</b> a cura di <b>Loredana Barillaro</b></p>
<p style="text-align: left;" align="center"><b>Vernissage sabato 25 gennaio 2014 ore 19,00 - </b>Vico Noce, 20/22/33, Benevento</p>
<p>Forti, consapevoli, volitive: sono le donne raccontate da <b>Barbara Bonfilio</b> nella personale <b>Apertis Verbis</b>, curata da <b>Loredana Barillaro</b>, che si inaugura sabato 25 gennaio alle ore 19 alla <b>Galleria Numen Arti Contemporanee</b> di Benevento, in programma fino al 19 aprile 2014.</p>
<p>La mostra si aprirà con una performance di <b>Massimiliano D’Abrusco</b> per <b>Manlio</b>, boutique presente a Benevento dal 1967, che abbinerà essenze ai visi e agli occhi impressi nelle tele. Un progetto di ricerca in cui materia e olfatto si fonderanno, una scelta sensoriale ed emotiva. <b>Massimiliano D’Abrusco</b> aprirà il suo spazio a Benevento nella mattinata di sabato, momento in cui saranno presentati altri lavori di <b>Barbara Bonfilio</b>. Un’idea di <b>Giuliana Ippolito</b>, fondatrice della <b>Galleria Numen</b> che rientra nel progetto <b>Sponde</b>, partito già in dicembre con la mostra <b>Cross Xmas </b>di<b> Marina Iodice </b>e<b> Marina Sarracino </b>per<b> Semmai Factori</b>, in cui realtà e spazi della città di Benevento che operano in settori di ricerca anche diversi, entrano in contatto e collaborano.</p>
<p>Apertis Verbis</p>
<p>Quella raccontata da <b>Barbara Bonfilio</b> è una femminilità che si offre in modo diretto allo sguardo indagatore di chi osserva, che grida consapevolezza e coscienza sociale attraverso ‘apertis verbis’, quelle ‘parole esplicite’ scritte a grandi caratteri sulle tele, che sono ora un monito, ora un’esortazione, e che rivelano la forte attenzione dell’artista verso i grandi temi sociali, la sua volontà di scuotere gli animi, di far riflettere chi spesso è distratto o ‘orwellianamente’ escluso dalla verità.  Frasi che senza rumore vengono fuori dalle tele, ma che colpiscono lo sguardo con il loro ripetersi e restano impresse. Sequenze di lettere e frasi che mostrano l’urgenza dell’artista di comunicare il suo percorso emotivo, le sue scelte e le sue convinzioni, i suoi valori. Una strada introspettiva e personale che la Bonfilio rende palese attraverso le parole, oltre che con i colori e le forme dei suoi dipinti.</p>
<p>Le donne della Bonfilio sono fiere del proprio posto nel mondo, del proprio percorso personale di crescita. Sono le eroine dei grandi romanzi classici: eleganti, determinate e tenaci che conservano e rivelano elementi “naturali”: lo sguardo felino di un gatto, la leggerezza di una farfalla, la bellezza delicata di un fiore. In loro la natura animalesca e terrena è inequivocabile, sottolineata ancor di più dagli elementi ritratti con loro.</p>
<p>Sono anche donne comuni, che affrontano il quotidiano con caparbietà. Sono le sue nipoti Camilla e Carlotta con cui lavora da due anni e questa loro familiarità crea un trasporto emotivo che regala alle opere un significato simbolico ancor più forte. E simbolicamente le opere sono uno specchio attraverso cui la stessa autrice guarda se stessa e si rivela a chi la osserva, scopre e racconta il suo mondo, la sua arte, i suoi valori, ciò che la emoziona. Le stesse tele diventano superficie riflettente anche per chi guarda, per chi scruta quei tratti dipinti, in un continuo gioco di rimandi emotivi.</p>
<p><b>Apertis Verbis</b> è un progetto realizzato per la Numen che da tempo investe su giovani artiste del sud.</p>
<p><b>Apertis Verbis</b> sarà visitabile tutti i giorni, dal martedì al venerdì, dalle ore 10,00 alle ore 13,00 e su appuntamento, telefonando al numero 338 7503300.</p>
<p>La galleria <b>Numen Arti Contemporanee</b>, situata nel centro storico di Benevento in Vico Noce 20/22/33, è stata fondata nel 2008 da <b>Giuliana Ippolito</b> con l’idea di farne uno spazio diffuso per l’arte, un luogo in cui esterno e interno non siano contrapposti tra loro, ma anzi in completa continuità. Uno spazio sempre aperto alle novità artistiche e a nuove idee, come dimostra il progetto di inaugurare nel 2014 una residenza per artisti stranieri nelle immediate vicinanze della galleria. <a href="http://www.numen.it/">www.numen.it</a></p>
<p><b>Giuliana Ippolito</b>,<b> </b>Art Director della Galleria Numen<b>,</b> è nata a Napoli ma vive e lavora a Benevento.</p>
<p>—</p>
<div>
<div>
<p>SEGUONO I <a href="http://www.artempori.it/artempori/2013/09/27/metodi-responsabili-per-la-fruizione-di-iniziative-socio-culturali/" target="_blank"><strong>METODI RESPONSABILI</strong></a> CON CUI ABBIAMO VAGLIATO L’EVENTO<br />
_____________________________________________________________</p>
<table width="690" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<colgroup>
<col width="500" />
<col width="20" />
<col width="116" />
<col width="54" /></colgroup>
<tbody>
<tr>
<td rowspan="2" width="500" height="264"><em><strong>PoeCivismo.</strong><br />
<strong>Metodi responsabili<br />
per la fruizione di iniziative socio-culturali</strong><br />
Questi Metodi agevolano PRATICHE<br />
capaci di inclusione e cittadinanza non delegata.<br />
Ogni iniziativa, infatti, a prescindere dall’encomiabile<br />
tema trattato, paradossalmente rischia di utilizzare<br />
un metodo escludente e delegato che è incoerente<br />
con qualsiasi processo culturale che voglia creare reale<br />
consapevolezza e capacità di azione partecipata dal cittadino.<br />
Non conta l’eccellenza di un’opera, di una teoria o di un evento,<br />
ma cosa ne fa il fruitore, portandola in prima persona nel mondo.<br />
_____________________________________________</em></td>
<td width="20"></td>
<td colspan="2" width="170"><span style="color: #ff0000;"><em><strong>Apertis verbis<br />
25 gennaio 2014<br />
Numen Arti Contemp.<br />
Benevento<br />
___________</strong></em></span></td>
</tr>
<tr>
<td width="20" height="131"><span style="color: #ff0000;"><em> <strong>16/20</strong></em></span></td>
<td width="116"><span style="color: #ff0000;"><em><strong>TOTALE</strong></em></span><br />
<span style="color: #ff0000;"><b><i>COERENZE</i></b></span><br />
<span style="color: #ff0000;"><em><strong>rilevate</strong></em></span><br />
<span style="color: #ff0000;"><em><strong>con i Metodi </strong></em></span><br />
<span style="color: #ff0000;"><em><strong>responsabili<br />
________</strong></em></span></td>
<td width="54"><em><strong> </strong></em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="150"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UNA RESISTENZA ECONOMICA TERRITORIALE</em><br />
<em>E UNA REDISTRIBUZIONE DEI REDDITI</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative culturali che, a prescindere<br />
dal tema, promuovono anche l’attitudine a contrastare<br />
la crisi economica che colpisce il cittadino medio e i territori </strong><br />
Ogni iniziativa dovrebbe considerare il bisogno di giustizia sociale<br />
di questa epoca in cui i redditi si stanno spostando dal cittadino<br />
medio ai milionari.<br />
_____________________________________________</em></td>
<td width="20"><em> <span style="color: #ff0000;"><em><strong>NO</strong></em></span><strong><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong><strong>_________</strong><br />
1. Tutela </strong></em><br />
<em><strong>economica </strong></em><br />
<em><strong>del cittadino </strong></em><br />
<em><strong>e<br />
del territorio<br />
_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="126"><em>PER UN’IDENTITA’ TERRITORIALE</em><br />
<em>E UNA COESIONE SOCIALE</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative culturali che, a prescindere<br />
dal tema, promuovono anche l’identità del territorio<br />
e la coesione sociale che ne deriverebbe</strong><br />
Queste iniziative, in quanto di visibilità pubblica, dovrebbero<br />
considerare la vocazione territoriale e le specificità del luogo<br />
da tutelare come opportunità di identità e di reddito.<br />
_____________________________________________<br />
</em></td>
<td width="20"><em> <span style="color: #ff0000;"><em><strong>NO</strong></em></span></em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>2. Tutela<br />
identitaria<br />
del territorio</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><em> </em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="123"><em>PER UNA RESPONSABILITA’ SOCIALE CORTA</em><br />
<em>E NON DELEGATA</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative realizzate da associazioni locali<br />
o dai residenti, senza la partecipazione e i fondi<br />
degli enti pubblici</strong><br />
Quando l’iniziativa è realizzata in sedi istituzionali, oltre a gravare<br />
sulla collettività, rischia di proporsi unilateralmente<br />
in quanto non si contamina delle persone e dei progetti<br />
che animano il luogo ospitante.</em></td>
<td width="20"><em> <strong><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>3. Senza<br />
enti pubblici</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="177"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’INCLUSIONE DEI LUOGHI</em><br />
<em>CHE ANIMANO IL TERRITORIO</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che, realizzate presso le sedi</strong><br />
<strong>di associazioni e di aziende indipendenti, evitando<br />
i non luoghi </strong><strong>delle sedi istituzionali, si contaminano<br />
dei progetti </strong><strong>e delle persone del territorio</strong><br />
Quando l’iniziativa è realizzata fuori dai luoghi istituzionali,<br />
coinvolgendo i luoghi, eventualmente all’aperto, dei rioni,<br />
in particolare quelli meno frequentati, consente un cambiamento<br />
che può rimuovere lo squilibrio sociale e urbanistico della città.<br />
</em></td>
<td width="20"><em> <strong><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>4. Presso<br />
sedi</em></strong><br />
<strong><em>non<br />
istituzionali</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="130"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’ATTITUDINE ALL’INCLUSIONE</em><br />
<em>E PER DISINCENTIVARE IL FAMILISMO</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che, promosse da un’associazione,</strong><br />
<strong>coinvolgono nell’organizzazione le altre associazioni<br />
del territorio </strong><strong>e i residenti locali</strong><br />
Spesso, nelle attività quotidiane del cittadino<br />
e nelle attività culturali e di volontariato, si utilizzano metodi<br />
esclusivi e familistici come avviene<br />
nelle aziende e nella partitocrazia.<br />
</em></td>
<td width="20"><em> <span style="color: #ff0000;"><strong>NO</strong></span></em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>5. Coinvol-gimento<br />
delle altre associazioni</em></strong><br />
<strong><em>e dei residenti</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="145"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’INCLUSIONE DEI RIONI E DEL TERRITORIO</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che coinvolgono diffusamente<br />
i rioni della città e/o il territorio</strong><br />
Quando l’iniziativa è realizzata, in modo decentrato,<br />
fuori dai luoghi istituzionali, coivolgendo i luoghi, eventualmente<br />
all’aperto, dei rioni, in particolare quelli meno frequentati,<br />
consente un cambiamento che può rimuovere lo squilibrio sociale<br />
e urbanistico della città.<br />
</em></td>
<td width="20"><strong><em><span style="color: #ff0000;">NO</span> </em></strong></td>
<td width="116"><strong><em>_________</em></strong><br />
<strong><em>6. Coinvol-<br />
gimento<br />
dei rioni<br />
e/o del<br />
territorio</em></strong><br />
<strong><em>_________</em></strong></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="143"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’AUTODETERMINAZIONE</em><br />
<em>E UNA COESIONE TERRITORIALE</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative ideate da soggetti locali senza aderire<br />
a iniziative promosse a livello sovraterritoriale</strong><br />
Quando l’iniziativa non è calata dall’alto, ma realizzata<br />
esperienzialmente da soggetti locali, diventa opportunità<br />
per una coesione territoriale e per un esercizio<br />
a una cittadinanza non delegata in ogni aspetto collettivo.</em></td>
<td width="20"><em> </em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>7. Senza<br />
aderire</em></strong><br />
<strong><em>a iniziative</em></strong><br />
<strong><em>nazionali</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><em> </em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="166"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER CONTRASTARE LA DELEGA,</em><br />
<em>IL VERTICISMO E L’ESCLUSIONE</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che, non prevedendo l’assegnazione<br />
di premi e riconoscimenti, non proiettano un approccio<br />
competitivo ed esclusivo dell’impegno e della cultura</strong><br />
Quando, all’interno di un’iniziativa, vengono assegnati premi<br />
e riconoscimenti, è opportuno che questi almeno valorizzino<br />
persone non note e/o del territorio.<br />
Assegnando riconoscimenti a persone note, l’iniziativa tende<br />
a dare visibilità a se stessa.</em></td>
<td width="20"><em> </em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>8. Senza</em></strong><br />
<strong><em>premi</em></strong><br />
<strong><em>e selezioni</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><em> </em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="140"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UNA CITTADINANZA INCLUSIVA</em><br />
<em>DELLE SPECIFICITA’ E NON FAMILISTICA</em><br />
<em><strong>Considerare le iniziative per i contenuti<br />
che possono </strong><strong>intrecciarsi con il nostro personale<br />
percorso e non </strong><strong>per il rapporto di amicizia/seduzione<br />
o di inimicizia/intolleranza</strong><br />
<strong>che intratteniamo con chi li organizza </strong><br />
</em><em>Spesso, siamo abituati ad approcciare gli eventi culturali</em><br />
<em>con metodo familistico: li evitiamo per pregiudizio negativo</em><br />
<em>(esclusione) o li frequentiamo per amicizia o simpatia (familismo).</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>9. Considerare</strong><br />
<strong>i contenuti</strong><br />
<strong>e non gli organizzatori</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="124">_____________________________________________<br />
PER UN’AZIONE ETICA DELLE EMOZIONI,<br />
RIDUCENDO LA FRUIZIONE ESTETICA DELLE EMOZIONI<br />
<strong>Considerare le iniziative per la capacità di cambiamento<br />
e non per la piacevolezza emozionale che può renderci passivi<br />
perpetuatori del malessere collettivo</strong><br />
<em>Spesso, siamo abituati ad approcciare gli eventi culturali</em><br />
<em>per l’attitudine emozionale (estetica) ereditata che impedisce</em><br />
<em>l’azione in prima persona e quindi il cambiamento.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>10. Fruizione</strong><br />
<strong>etica, </strong><strong>non estetica</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="158">_____________________________________________<br />
PER UNA COESIONE SOCIALE<br />
E UN’INCLUSIONE DELLE SPECIFICITA’<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che prevedono dibattiti in cui<br />
ogni relatore impegni il tavolo del convegno solo nel momento<br />
del proprio intervento</strong><br />
<em>Ogni relatore dovrebbe essere un membro della platea prestato,</em><br />
<em>temporaneamente e per una sua specificità, alla funzione</em><br />
<em>di consulente di una comunità in cui ognuno è consulente degli altri.</em><br />
<em>Quando possibile, è opportuno che i partecipanti al dibattito</em><br />
<em>siano disposti in cerchio.</em></td>
<td width="20"><strong> </strong></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>11. Senza</strong><br />
<strong>tavolo</strong><br />
<strong>dei relatori</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="113">_____________________________________________<br />
PER UN’INCLUSIONE DELLE SPECIFICITA’<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che, nel comunicare<br />
i nomi delle persone coinvolte, utilizzano<br />
solo eventuali qualifiche pertinenti con l’iniziativa.</strong><br />
<em>Ogni relatore dovrebbe essere impegnato nell’iniziativa<br />
per portare la sua personale specificità acquisita<br />
nel concreto, a prescindere dai titoli.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>12. Senza comunicare</strong><br />
<strong>titoli di studio</strong><br />
<strong>non pertinenti</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="152">_____________________________________________<br />
PER UNA PROMOZIONE<br />
DELLE SPECIFICITA’ DEI CITTADINI<br />
<strong>Valorizzare iniziative (convegni, dibattiti, ecc.)<br />
dove </strong><strong>prendono parte prevalentemente<br />
le competenze tecniche e di fatto</strong><br />
<strong>e non i personaggi politici e istituzionali</strong><br />
<em>Spesso il convegno perde di vista il suo contenuto e diventa</em><br />
<em>luogo di presenzialismo. Le autorità politiche e istituzionali</em><br />
<em>hanno comunque la possibilità di vedersi pubblicati</em><br />
<em>i propri comunicati sui media.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>13. Senza personaggi</strong><br />
<strong>istituzionali</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="117">_____________________________________________<br />
PER UNA CITTADINANZA NON DELEGATA<br />
E UNA BIODIVERSITA’ CULTURALE<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che prevedono,<br />
come protagonisti,</strong><br />
<strong>personaggi non mediaticamente noti </strong><br />
<em>Le iniziative locali hanno senso se danno visibilità </em><br />
<em>a personaggi e istanze che non sono già agevolati </em><br />
<em>dai media nazionali.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>14. Senza personaggi</strong><br />
<strong>massmediatici</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="155">_____________________________________________<br />
PER UNA CITTADINANZA ARTISTICA NON DELEGATA:<br />
FRUIZIONE RESPONSABILE DELLE ARTI<br />
<strong>Valorizzare le iniziative (spettacoli, concerti, mostre)<br />
che propongono soggetti e artisti non veicolati<br />
da TV, cinema e media nazionali   </strong><br />
<em>Per biodiversità e approccio esperienziale, è utile dare<br />
visibilità ad artisti, semmai locali, che normalmente<br />
non hanno spazio sulle emittenti nazionali e nel circuito<br />
cinematografico e che non sono suggeriti dai mass media.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>15. Senza</strong><br />
<strong>artisti</strong><br />
<strong>massmediatici</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="138">_____________________________________________<br />
PER UN’INCLUSIONE SOCIALE<br />
<strong>Valorizzare, anche a teatro e ai concerti, le iniziative<br />
in cui non siano previsti posti privilegiati<br />
e biglietti omaggio per le autorità<br />
</strong><em>Per valutare realmente la portata di un evento culturale,<br />
gli esponenti politici ed istituzionali devono misurarsi</em><br />
<em>con esso, in veste di cittadini comuni.</em><br />
Nei luoghi dell’arte, siti dell’emancipazione e della giustizia,<br />
non dovrebbero esistere discriminazioni.</td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>16. Senza</strong><br />
<strong>spazi e posti</strong><br />
<strong>a sedere</strong><br />
<strong>privilegiati</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="148">_____________________________________________<br />
PER UN MODELLO DI SVILUPPO DI PICCOLA SCALA<br />
E PER REDDITI CHE RESTANO SUL TERRITORIO<br />
<strong>Valorizzare le iniziative realizzate senza quegli<br />
ingenti capitali che portano i profitti via dai territori<br />
e che promuovono quel modello di sviluppo che,<br />
basato sui sistemi di scala, è la causa dell’attuale<br />
disagio economico e sociale</strong><br />
<em>Per un modello di sviluppo che includa i piccoli operatori<br />
locali e che incentivi un’economia di piccola scala che</em><br />
<em>produce economia territoriale.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>17. Senza</strong><br />
<strong>ingenti</strong><br />
<strong>investimenti</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="148">_____________________________________________<br />
PER UN’AUTODETERMINAZIONE DEL TERRITORIO<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che, evitando, come sponsor,<br />
aziende estranee al territorio, non rischiano<br />
di veicolare condizionamenti a danno<br />
delle popolazioni locali</strong><br />
<em>Queste iniziative, in quanto di visibilità pubblica, devono essere<br />
autonome dalla aziende che potrebbero condizionare le attività<br />
di autodeterminazione e di coesione della popolazione locale.  </em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>18. Senza</strong><br />
<strong>sponsor<br />
sovraterritoriali</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="148">_____________________________________________<br />
PER UNA CULTURA MATERIALE RESPONSABILE<br />
E UN’ECONOMIA CONDIVISA<br />
<strong>Valorizzare le iniziative culturali che promuovono<br />
i prodotti del territorio o etici, quando prevedono<br />
la somministrazione di cibo o in quanto ospitate<br />
in esercizi commerciali che abitualmente<br />
somministrano cibo del territorio</strong><br />
<em>Processo culturale è quello che, a prescindere dal tema affrontato,<br />
dovrebbe comunque essere capace, nel metodo, di agevolare<br />
identità territoriale, redistribuzione del reddito, tutela ambientale.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>19. Cibo responsabile</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="145">_____________________________________________<br />
PER UN RESPONSABILE USO<br />
DELLE RISORSE NATURALI<br />
<strong>Evitare le iniziative culturali che prevedendo,</strong><br />
<strong>anche accessoriamente, sommistrazione di cibo<br />
e bevande, </strong><strong>utilizzano stoviglie monouso<br />
non biodegradabili</strong><br />
<em>Queste iniziative, in quanto di visibilità pubblica, devono essere</em><br />
<em>più responsabili dei singoli cittadini riguardo all’uso di stoviglie:</em><br />
<em>in caso di monouso, si utilizzino almeno quelle biodegradabili.</em><br />
_____________________________________________</td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>20. Stoviglie</strong><br />
<strong>ecosostenibili</strong><br />
<strong>_____</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
</div>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Gema Rupérez Alonso alla Numen di Benevento, con Acuerdos Tácitos, dall&#8217;8 ottobre all&#8217;8 dicembre 2011</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2011/10/08/gema-ruperez-alonso-alla-numen-di-benevento-con-acuerdos-tacitos-dall8-ottobre-all8-dicembre-2011/</link>
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		<pubDate>Sat, 08 Oct 2011 00:23:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
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		<description><![CDATA[Per il formato pdf clicca su invito GEMA RUPEREZ ALONSO Opening personale di Gema Ruperez Alonso      Acuerdos Tácitos Numen arti contemporanee benevento/italia Sabato 8 ottobre 2011, dalle ore 19.00, presso lo spazio NUMEN, vico noce 20/22/33 benevento, aprirà la personale dell’artista Gema Ruperez Alonso, nell’ambito della settima giornata del contemporaneo organizzata dall’AMACI. La mostra consta di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2011/10/gema-ruperez-alonso-1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4034" title="GEMA-RUPEREZ-ALONSO-1" src="http://artempori.files.wordpress.com/2011/10/gema-ruperez-alonso-1.jpg" alt="" width="500" height="500" /></a></strong></p>
<p><strong>Per il formato pdf clicca su <a href="http://artempori.files.wordpress.com/2011/10/invito-gema-ruperez-alonso.pdf" target="_blank">invito GEMA RUPEREZ ALONSO</a></strong></p>
<p><strong>Opening</strong> personale di <strong>Gema Ruperez Alonso     </strong></p>
<p><strong>Acuerdos Tácitos</strong></p>
<p><strong>Numen</strong> arti contemporanee <strong>benevento/italia</strong></p>
<p>Sabato <strong>8 ottobre 2011, dalle ore 19.00, </strong>presso lo <strong>spazio NUMEN</strong>, vico noce 20/22/33 benevento, aprirà la personale dell’artista <strong>Gema Ruperez Alonso</strong>, nell’ambito della settima giornata del contemporaneo organizzata dall’<strong>AMACI</strong>.</p>
<p>La mostra consta di cinque installazioni ed una serie di disegni su carta giapponese, che parlano delle ossessioni dell&#8217;essere umano, nel suo vivere quotidiano.</p>
<p>Le opere si compongono di materiali ed oggetti attraverso cui l’artista di Saragozza, che attualmente vive a Madrid dove sta portando a termine un progetto di residenza per artisti “residencia Casa Velazquez”, interagisce con lo spazio, creando quasi una scenografia che le consente di manipolare esteticamente le sue sensazioni, esprimendosi sul rapporto e sui contrasti di sentimenti quali la fragilitá, la fuga, la solitudine o l&#8217;assenza.</p>
<p>“Alla fine il mio lavoro” spiega l’artista  “é un osservazione continua che faccio sul nostro individuale rapporto con l’ identità e le contraddizioni del nostro vivere”. “Cerco di lavorare sulle trasparenze e sulle sovrapposizioni di materiali fragili” spiega ancora Gema Ruperez Alonso,  “per sottolineare il senso di precarietà e di fragilità che appartiene ad ogniuno”.</p>
<p>La mostra sarà visitabile presso la galleria NUMEN, vico noce 20/22/33 Benevento <strong>dall’11 ottobre all’8 dicembre 2011</strong> dal martedi’ al venerdì dalle  ore 10.00 alle 13.00 e su appuntamento. www.numen.it info. 338/7503300. <strong>L’ingresso è libero.</strong></p>
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		<title>Alfredo Granata a Palazzo Paolo V e alla Numen Art &#8211; 21 ottobre &gt; 30 novembre 2010</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2010/10/24/alfredo-granata-a-palazzo-paolo-v-e-alla-numen-art-21-ottobre-30-novembre-2010/</link>
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		<pubDate>Sun, 24 Oct 2010 16:02:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
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		<category><![CDATA[Pittura]]></category>
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		<category><![CDATA[benevento]]></category>
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		<description><![CDATA[[slideshow] Alfredo Granata &#8211; Expansion of light. Thinking Joachim A cura di Loredana Barillaro Dal 21 ottobre al 30 novembre 2010 - Benevento Palazzo Paolo V  fino al 3 novembre (tutti i giorni, dalle 16.30 alle 20.00) Numen Arti Contemporanee fino al 30 novembre (mar/mer/gio dalle 10.00 alle 13.00 &#8211; ven/sab dalle 17.00 alle 20.00) 338.7503300    [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div><strong>[slideshow]<br />
Alfredo Granata &#8211; Expansion of light. Thinking Joachim<br />
</strong><em>A cura di Loredana Barillaro<br />
Dal 21 ottobre al 30 novembre 2010 - </em><em>Benevento</em></div>
<div><em>Palazzo Paolo V  fino al 3 novembre (tutti i giorni, dalle 16.30 alle 20.00)</em></div>
<div><em>Numen Arti Contemporanee fino al 30 novembre (mar/mer/gio dalle 10.00 alle 13.00 &#8211; ven/sab dalle 17.00 alle 20.00) 338.7503300 </em></div>
<div><em> </em></div>
<div style="text-align:justify;">Si tratta di un percorso tracciato secoli fa da Gioacchino da Fiore, il cui gesto e la cui poetica sono stati così forti da lasciare una traccia indelebile e duratura nella cultura europea. Molti segni ci suggeriscono quasi una sorta di rinnovato misticismo, in un perfetto connubio e dualismo fra l’abate e l’artista contemporaneo, Alfredo Granata.</div>
<div style="text-align:justify;"><strong> </strong></div>
<div style="text-align:justify;"><strong>Conversazione con Alfredo Granata<br />
</strong><em>di Loredana Barillaro</em></div>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>Loredana Barillaro</strong>/ <strong>Dimmi Alfredo, che valore hanno per te le parole del Sephirot?</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/10/alfredo-granata-artempori1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3422" title="Alfredo Granata artempori1" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/10/alfredo-granata-artempori1.jpg?w=150" alt="" width="150" height="150" /></a>Alfredo Granata</strong>/<em> </em>Prima vorrei parlarti della genesi di questa mostra che parte da un elemento apparentemente banale. Gaspare Turchiaro, medico psichiatra in pensione nonché raffinato intellettuale di  notevole spessore, mi chiese di fare una ricerca sul Sephirot. Nella bibliografia c&#8217;era un rimando ad Umberto Eco e al suo bellissimo e, per certi versi, difficilissimo romanzo “Il pendolo di Foucault” nel quale riscrive la Storia Universale dividendola in dieci capitoli e identificandoli, a loro volta, con le identità del Sephirot o Albero della vita.   Le  dieci Sephirot costituiscono la sintesi  dei più noti e importanti insegnamenti della Cabala Ebraica. Dieci entità profondamente affascinanti e contemporanee. <strong>Corona, Intelligenza, Saggezza, Potere, Amore, Bellezza, Gloria, Eternità, Giustizia </strong>e <strong>Presenza</strong> potrebbero assolvere secondo me ad un compito difficile che è quello di  contribuire a rappresentare, descrivere e riscrivere la realtà che stiamo affannosamente vivendo. Se qualcuno mi chiedesse di descrivere in dieci parole la nostra società non farei altro che citare le entità del Sephirot. Queste “parole”  mi hanno da subito affascinato e rapito costringendomi ad elaborarle artisticamente. Da tempo ero alla ricerca di qualcosa che potesse descrivere in modo etico  il nostro frenetico <em>modus vivendi ed operandi</em>. La conoscenza e lo studio di queste dieci entità mi hanno aperto e introdotto in un mondo affascinante e misterioso aiutandomi a capire la natura e ad apprezzarne con semplicità la ricchezza che, forse, “qualcuno” ci ha donato. Non a caso, come ho già detto, le Sephirot vengono identificate come Albero della vita. Il grande filosofo della scienza e della poesia francese Gaston Bachelard così descriveva l&#8217;albero: “L’immaginazione è un albero. Ha le virtù integratrici di un albero. E’ radici e rami. Vive tra terra e cielo. Vive nella terra e nel vento”. Le Sephirot  hanno aiutato la mia immaginazione a trasformarsi in  albero, ad estendere e unire, con la sua verticalità, il cielo alla terra, il sacro al profano, il visibile all’invisibile, in modo del tutto disincantato.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span id="more-3405"></span>LB</strong>/ <strong>Nel realizzare questi lavori, hai forse immaginato di compiere anche tu una sorta di viaggio spirituale?</strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/10/alfredo-granata-artempori2.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3423" title="Alfredo Granata artempori2" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/10/alfredo-granata-artempori2.jpg?w=150" alt="" width="150" height="150" /></a>AG</strong><em>/ </em>Sono nato e cresciuto in un territorio, la Presila cosentina, pregno di spiritualità, da qui è transitato San Francesco da Paola ed è proprio qui, a Celico, che è nato Gioacchino da Fiore.  Due visionari colmi di spiritualità genuina e rivoluzionaria. Gioacchino fu un monaco controcorrente e scomodo che  riuscì nei secoli a procurarsi tante e autorevoli ammirazioni ma, guarda caso, anche tanti nemici e per lo più provenienti dalla sua stessa “santa chiesa”. Papa Benedetto XVI, nella sua recente udienza generale del 10 marzo 2010 interamente dedicata a San Bonaventura da Bagnoregio, ha parlato di Gioacchino da Fiore e del Gioachimismo come origine di un “utopismo spiritualistico ed anarchico” e che grazie ai timonieri della chiesa &#8211;  Paolo VI e Giovanni Paolo II &#8211; questo pensiero innovatore e rivoluzionario non riuscì a prevalere dopo il Concilio Vaticano II.  Non potevo uscire indenne, come artista, da questo “utopismo spiritualistico ed anarchico”, sento Gioacchino da Fiore fortemente vicino, la sua filosofia, la sua esegesi e la sua immensa spiritualità mi hanno spinto a celebrarlo con questa mostra che non ho difficoltà a definire spirituale e per certi versi scomoda. Un tentativo di riunire etica, estetica e spiritualità in un percorso lungo, difficile ma affascinante. Sono felice di definirmi come un sognatore impregnato di quella spiritualità  anarchica, libera e indipendente tipica di Gioacchino da Fiore.<em> </em></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>LB/</strong> <strong>Sembra che tu compia una doppia operazione, ti allontani dal passato, da una certa pratica di studio per fondarne un&#8217;altra, più moderna, vitale e immediata la quale però, a sua volta, sembra trovare origine nel Liber Figurarum di Gioacchino.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/10/afredo-granata-corona.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3424" title="Afredo Granata corona" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/10/afredo-granata-corona.jpg?w=150" alt="" width="150" height="150" /></a>AG/</strong> Nessun artista visivo contemporaneo, fino ad oggi, ha tentato  di contestualizzare, con nuovi linguaggi, la figura e l&#8217;opera di Gioacchino da Fiore. Esistono varie opere che immortalano l&#8217;Abate Cistercense, ma in modo del tutto iconografico. Dal punto di vista moderno molti sono stati, invece, gli artisti  che  hanno preso spunto dai concetti spirituali dettati da opere visivo &#8211; scritturali dell&#8217;abate. Il grande pioniere della pittura moderna, Vassily Kandinsky, si serve dell’albero trinitario di Gioacchino da Fiore per illustrare la propria visione sull’evoluzione spirituale dell’arte. L’arte non consiste di nuove scoperte che cancellano le precedenti, ma di uno sviluppo organico fondato su una precedente saggezza, così come il tronco dell’albero non diventa superfluo per lo spuntare di un nuovo ramo. In occasione di un’esposizione, il grande amico di Kandinsky, Paul Klee, si serve della parabola dell’albero per esprimere il concetto del processo che opera nell’artista: “l’artista si limita, al suo posto nel tronco dell’albero, a raccogliere ciò che emerge dal profondo e a trasmetterlo oltre”. In altre parole Klee vedeva nella creatività umana semplicemente la prosecuzione del processo cosmico. Il Liber Figurarum di Gioacchino da Fiore rappresenta una grande opera dove parole ed immagini lavorano in perfetta  sinergia trovando un equilibrio estetico ineguagliabile. Una sorta di poesia visiva tramandata da un poeta visionario vissuto oltre ottocento anni fa. Nell&#8217;opera è perfettamente illustrato il complesso ed originale pensiero profetico dell’Abate Florense, basato sulla teologia trinitaria della storia e sulla esegesi concordistica della Bibbia. L’opera ci rimane oggi in tre esemplari ben conservati, il codice di Oxford, il codice di Reggio Emilia e il codice di Dresda. Più antico è il manoscritto di Oxford, prodotto dall’Officina scrittoria di un monastero calabrese, probabilmente l’abbazia di San Giovanni in Fiore, tra il 1200 e il 1230.    I lavori esposti in questa mostra segnano un ritorno alle proprie radici artistiche,  ad una classicità moderna della pittura in cui gestualità, colore e sedimentazioni del tempo  trovano un equilibrio che si ripercuote sulla propria creatività. La progettazione e la costruzione di questa mostra ha rappresentato per me un periodo felice dove Incanto e Disincanto della pittura hanno interagito con le parole Superbia ed Umiltà, altre due entità molto care a Gioacchino<strong><em>.  </em></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>LB/</strong><strong> Già in passato hai riflettuto sulla funzione sociale dell&#8217;artista, alla luce di questa mostra qual è oggi il tuo ruolo? In che tempo e in che dimensione collochi il tuo essere artista?</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/10/alfredo-granata-artempori31.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3429" title="Alfredo Granata artempori3" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/10/alfredo-granata-artempori31.jpg?w=150" alt="" width="150" height="150" /></a>AG/<em>  </em></strong>Nella precedente mostra personale dal titolo “Obbedire, credere, combattere, comprendere&#8230;”  era palese il tentativo di  riappropriarmi di quel ruolo sociale e politico  che apparteneva agli artisti e all&#8217;arte tout-court negli anni del secolo appena trascorso e in cui gli sconfinamenti dell&#8217;arte riguardavano tutto, a partire dalla politica, attraverso il teatro e la poesia fino alla musica, al cinema e alle arti visive. Oggi, certamente, non è cambiato il mio modo di concepire l&#8217;arte e chi la produce. Continuo con le mie “sane provocazioni” che in questa mostra diventano, senza tentennamenti o dubbi, “sante”. Potrei definire questi lavori come “preghiere laceranti”  che si levano al cielo, che chiedono, interrogano ed urlano per apprendere  il mistero della vita. Con questa esposizione tento uno spostamento del baricentro, che è anche spaesamento, e da una posizione prettamente materialista e materica passo ad una concezione spirituale ed astratta quasi impalpabile. L&#8217;artista è un piccolo “insetto” con antenne ipersensibili che captano e assorbono gli umori della società in cui vive. Ha un compito importante, quello di trasmettere alle nuove generazioni le attese, le partenze e gli arrivi del nostro contemporaneo.   Sento di essere  un termometro sensibile ai cambiamenti, tento di misurarmi con un territorio che esprime aspirazioni ed ispirazioni represse e che sollecitano una crescita ed una maturità urlata da una moltitudine di giovani. Non mi definisco né periferico né  marginale. Sento profondamente di essermi posizionato al centro del mondo, convinto come sono che non esistono né centri e né periferie, bensì, solo, centri e periferie mentali. </p>
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		<title>&#8220;Sacri(in)ficio&#8221; di Antonella Romano alla galleria Numen Benevento, 4 sett &gt; 30 ott 2010</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 09:51:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[SACRI(IN)FICIO di Loredana Barillaro L’installazione di Antonella Romano presenta un dualismo in cui il dato negativo si veste di sembianze positive, l’opera si fa contenitore di un messaggio che nulla ha di armonioso. Un titolo, che solo, richiama alla mente il dolore insito nella parola sacrificio. Un profondo senso di disfatta, è il segno che [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/09/antonella-romano-numen-art.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3190" title="Antonella-Romano-Numen-Art" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/09/antonella-romano-numen-art.jpg" alt="" width="500" height="500" /></a></p>
<p><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/09/antonella-romano-numen-art2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3191" title="Antonella-Romano-Numen-Art2" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/09/antonella-romano-numen-art2.jpg" alt="" width="500" height="500" /></a></p>
<p><span style="color:#993300;"><strong>SACRI(IN)FICIO di Loredana Barillaro</strong></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">L’installazione di Antonella Romano presenta un dualismo in cui il dato negativo si veste di sembianze positive, l’opera si fa contenitore di un messaggio che nulla ha di armonioso. Un titolo, che solo, richiama alla mente il dolore insito nella parola sacrificio. Un profondo senso di disfatta, è il segno che qualcosa non va, un equilibrio che si è rotto, quello stato della natura in cui ogni cosa trova posto.<span id="more-3189"></span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Ma, per molti, non sembra esserci più alcun posto, uomini donne e bambini  sembrano paradossalmente non avere diritto ad un’esistenza, ed ecco allora che su quelle lamiere è impresso forse il loro sudore, le tracce del loro sangue. Gli indumenti ammassati ne rendono tangibile il dolore, ogni straccio ha perso la sua dignità, non copre più nulla, nessuna parte, di nessun corpo. Non raccontano più alcuna storia.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Un messaggio di grande attualità che si connota come momento di ribellione dell’artista, ma che diventa bisogno di negazione collettiva. Ella ci mostra il dopo, il momento in cui qualcosa di terribile è già accaduto o che forse deve ancora compiersi da qualche parte nel mondo. Un lavoro che diviene testimone di un sogno, una speranza, un grido di aiuto soffocato e anonimo che solo lo spettatore può decidere di udire e  recepire. Ogni elemento trova la sua collocazione nello spazio, ogni cosa è simbolo che conduce ad un’esperienza, quella della natura, e ne racconta la ribellione all’interno di un circuito in cui l’uomo è al contempo vittima e carnefice di se stesso, un teorema, una linea che parte da un punto e ad esso si ricongiunge. Un lavoro duro, faticoso, a creare un’apparenza per nulla drammatica; come le due facce di una stessa medaglia, i tre lavori che compongono unitariamente l’installazione appaiono come uno spettacolo felice, ma dai risvolti drammatici subito dietro l’angolo, quasi un brusco risveglio a riportarci ad una terribile attualità.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Forse tutto è una scommessa: il fiore, simbolo per eccellenza della natura, nella sua semplicità viene qui triplicato a formare il nucleo perfetto, la famiglia, l’unione fra due esseri porta il suo frutto il quale si apre però, ad una condizione innaturale, restituita nella sua deformità dall’immagine nello specchio. E allora, potrà un prato capovolto crescere e vivere, o il suo collocarsi in una dimensione che non gli è propria ne segna certamente la fine? Il viaggio intrapreso da un’umanità disperata avrà un approdo? L’anima, intesa qui nella sua globalità, dà vita ad una lotta con se stessa, un corpo a corpo che, solo metaforicamente, può alimentarsi, poiché costretta ad una vita non sua.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Un lavoro che diviene, forse, prova di un più ampio fenomeno di spettacolarizzazione e umiliazione della natura, la quale perde, gradatamente ma inesorabilmente, il suo equilibrio.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Un work in progress, dunque, un patto malato fra l’uomo e la natura, il cui tempo non si esaurisce, ma il cui spazio diviene, invece, gabbia e contenitore oltre cui probabilmente non poter andare, un’opera che sembra voler trasmettere uno stato d’animo – il senso di sconfitta misto a speranza &#8211; così tipico della società contemporanea.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#339966;"><strong>Antonella  Romano,</strong> nata nel 1970, vive e  lavora a Napoli. Nel 1993, si avvicina al  teatro come attrice, sperimentando diversi linguaggi, passando dal Teatro di strada al Teatro tradizionale per approdare infine al Teatro contemporaneo. Tra le esperienze più significative, si annoverano quelle con la compagnia catalana La Fura del Baus in “Simbiosis”; con Isa Danieli diretta da Cristina Pezzoli in “Filumena Marturano”; con Arturo Cirillo con cui lavora dal 2003 in diversi spettacoli ;nel 2005 vince il Primio Girulà  come migliore attrice giovane per spettacolo “L’Ereditiera “ di Annibale Ruccello regia Arturo Cirillo. La  sua  ricerca attoriale la porta ad approfondire la consapevolezza e la forza dell’espressione corporea, attraverso  studi di danza contemporanea (Raffaella Giordano), di  danza BUTO (Masaki Iwana), ponendo sempre più attenzione all’essenzialità di un corpo in movimento nello spazio vuoto, fino a sentire la necessità di trascendere dal proprio corpo, utilizzando l’esperienza acquisita per plasmare la materia, rame  e ferro, in forma scultorea.  Dal 2008 collabora con la galleria Numen, arti contemporanee  di Giuliana Ippolito.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;"><strong>IL TEMPO DELLA MATERIA di Loredana Barillaro</strong></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Il lavoro di Antonella Romano sembra palesarsi immediatamente per una grande gestualità,  all’interno di una ricerca in cui la sperimentazione degli strumenti diviene, simbioticamente, momento contemplativo e realizzazione dell’opera; l’idea si forma nella mente e in essa diviene sostanza, cresce fin quando non sarà matura per venire al mondo, senza passaggi intermedi e senza certezze su quale potrà, poi, essere il risultato finale. Un lavoro fatto di pazienza, di calma e di manualità; il gesto di intrecciare i fili di metallo, quasi a tessere preziose trame ha il sapore di altri tempi.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Ed ecco che l’artista si riappropria del proprio tempo, della durata dell’azione che non si discosta dalla durata del pensiero, la quale poi altro non è che la durata del corpo, della materia e della natura. Non è pertanto lo spazio, ma forse un ritmo ad accompagnarne il lavoro.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Quelli di Antonella Romano sono lavori “abitabili”, in cui sembra quasi poter transitare e in cui la luce gioca un ruolo fondamentale, divenendo elemento tangibile nella costruzione dell’opera, attraverso le trame di una maglia o passando tra le fessure di una finestra. Le installazioni di Antonella Romano tracciano, ognuna, la propria esistenza di opera d’arte rimanendo comunque – e seppur in una acquisita autonomia – quasi un’appendice dell’artista, in uno spazio che viene ridefinito nella sua interezza mediante il mirabile controllo delle proporzioni ed in cui la materia acquisisce la teatralità necessaria alla sua messa in opera, all’interno di un processo creativo in cui ogni cosa &#8211; luce, segno, forma &#8211; ne è parte.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Nessuna regola alla base, dunque, nessuna costrizione fatta di schemi, solo l’immagine mentale che, lungi  dal definirsi concetto o momento prestabilito, nasce come apertura verso l’esterno. Elemento visivo  costantemente recepito e stimolato, esso traccia un percorso e ne diviene linea guida. La scelta dei materiali, il metallo o la pietra, sembra pertanto collocare l’artista in un tempo trascorso, in cui il gesto, la mano e la fatica definivano, e definiscono, un rapporto con la materia che si fa intenso, mentale e carnale,  ed in cui il tangibile e l’intangibile divengono, semplicemente, le due anime di uno stesso corpo.  …La mia esperienza con il metallo, con la sua forza e sua la sua energia che mi attraversano, il rischio che corro ogni volta che lo lavoro, che lo trasporto, che lo vivo… la sensibilità che gli restituisco nel dargli una vita diversa. L’atto di intrecciare, di tessere, mi riporta ad un tempo lontano, in cui il ferro è il mio filo, e lo strumento per tessere, le mie mani… (A. Romano</span>)</p>
<p style="text-align:justify;"> La mostra SACRI(IN)FICIO sarà aperta fino al 30 ottobre 2010 dal martedì al giovedì dalle ore 10.00 alle 13.00 ed il venerdì e sabato dalle 17.00 alle 20.00 e su appuntamento telefonando al 338/7503300.<br />
L’ingresso è libero.<br />
Numen arti contemporanee &#8211; Vico noce 20/22/33  &#8211; Benevento_italia<br />
Info_338/7503300 &#8211; <a href="http://www.numen.it/">www.numen.it</a><span style="color:#000000;">  - </span><a href="mailto:info@numen.it">info@numen.it</a></p>
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