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	<title>Art&#039;Empori &#187; poesia</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>Alfonso Marino, quando contaminare è &#8216;resistere&#8217;</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Sep 2015 13:32:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Tullia Bartolini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[..Articoli Testata]]></category>
		<category><![CDATA[Chi ha scelto il cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[Resistenza artistica]]></category>
		<category><![CDATA[Tullia Bartolini]]></category>
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		<category><![CDATA[sabaudia]]></category>

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		<description><![CDATA[[di Tullia Bartolini] Parlare con Alfonso Marino non è mai banale. Lo conosco da tanto tempo, anche se ci siamo visti poche volte, a causa di distanze (chilometriche) che sono state sempre compensate da attenzione e sostegno. Lui è un poeta, un pittore, un artista a tutto tondo, molto attivo a Sabaudia, dove vive da [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/09/alfo.jpg"><img class="alignleft  wp-image-17419" alt="alfo" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/09/alfo-1024x768.jpg" width="393" height="295" /></a>[di <a href="http://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/autori-di-artempori/tullia-bartolini-autori/" target="_blank">Tullia Bartolini</a>] Parlare con Alfonso Marino non è mai banale. Lo conosco da tanto tempo, anche se ci siamo visti poche volte, a causa di distanze (chilometriche) che sono state sempre compensate da attenzione e sostegno. Lui è un poeta, un pittore, un artista a tutto tondo, molto attivo a Sabaudia, dove vive da anni.<br />
Ma è napoletano di origine, e si sente: per il calore, la partecipazione, la simpatia che emanano da lui.</p>
<p>E&#8217; un artista &#8216;resistente&#8217;: crede nel valore del gesto poetico, nell&#8217;iniziativa culturale che parte <em>dal basso</em>; da anni fa circolare in rete opere di autori non sempre noti al grande pubblico. In modo disinteressato e con grande generosità.</p>
<p>Gli ho rivolto alcune domande, incuriosita dal suo sguardo poetico sul mondo.</p>
<p><strong> Nasci napoletano. In che modo la “napoletanità” ha condizionato il tuo modo di essere?<br />
</strong></p>
<div id="attachment_17417" style="width: 160px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/09/a.m.-1.jpg"><img class="size-full wp-image-17417" alt="Un altro lavoro di Alfonso" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/09/a.m.-1.jpg" width="150" height="102" /></a><p class="wp-caption-text">Un altro lavoro di Alfonso</p></div>
<p>Non mi piace la parola &#8216;napoletanità&#8217;. Diverse volte mi sono chiesto quale significato possa avere e, ancora oggi, non riesco a darmi una risposta. Chiaramente, il luogo dove si nasce può influenzare una certa visione della vita. Nascere a Napoli, che è connotata, come sappiamo, da una lunga storia e da multiformi espressioni artistiche, culturali e sociali, non è la stessa cosa che nascere a Canicattì. Diciamo che quindi sono impregnato e fieramente sento di fare parte di questa cultura, ma sono, con una parola troppo abusata, soprattutto un “cittadino del mondo”, nel senso che sono aperto ai territori che mi stanno a cuore: l’arte visiva, la musica, la poesia. Ascoltavo mia madre che cantava, durante il lavoro di sarta, le canzoni della tradizione. Poi, crescendo, mi sono interessato ad altre forme musicali. Vorrei spiegare bene questo passaggio. Sono sempre stato un “inclusivo”, nel senso che un interesse artistico, musicale o letterario, secondo me, non ne esclude un altro (anche se essi possono sembrare lontani). I vari linguaggi si estrinsecano, in me, anche durante lo stesso periodo temporale. Intorno ai venticinque anni ho cominciato ad interessarmi allo studio del napoletano; la mia produzione in tal senso si compone di circa trenta poesie. Ho anche tradotto alcuni versi di Emily Dickinson e, insieme a Giovanni Paesano, ho tradotto in versi endecasillabi &#8216;Il Piccolo Principe&#8217;.</p>
<p><strong>Come approdi alla poesia?<br />
</strong></p>
<p>L’approdo prevede che vi sia un viaggio più o meno lungo. Nel mio caso si è trattato di una folgorazione. Durante il periodo scolastico ho “subito” la poesia: proprio non riusciva a piacermi. Dopo, non ci ho più pensato. Nel 1985, a seguito di un episodio che ha messo in discussione alcuni punti fermi della mia vita, ho sentito aprirsi dentro di me qualcosa, come una breccia in un muro. Ho scritto dapprima in forma caotica e ansiogena, poi, col tempo, ho lasciato sempre più spazio alla riflessione e all’arricchimento attraverso la lettura.</p>
<div id="attachment_17418" style="width: 111px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/09/alf.mar_..jpg"><img class="size-full wp-image-17418" alt="Un collage di Alfonso" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/09/alf.mar_..jpg" width="101" height="135" /></a><p class="wp-caption-text">Un collage di Alfonso</p></div>
<p><strong>Chi sono i tuoi autori preferiti?<br />
</strong></p>
<p>Credo che, nella vita, bisogna essere sempre innamorati o pronti a farlo. Io sono un tipo che si innamora continuamente. Di un motivo musicale, di un&#8217;immagine, di un gesto, di una parola, di un ritmo, del canto che pervade una poesia. E questo può venire dai versi di un grande poeta, ma pure da quelli dello sconosciuto che incontro per strada. Un nome su tutti, guardando alla sua produzione globale, posso però farlo, come eccezione a quanto appena detto. Ed è quello di Emily Dickinson: per la luminosita e, nel contempo, per l&#8217;oscurità dei suoi versi.</p>
<p><strong>In che modo l’irrequietezza fonda il gesto artistico?<br />
</strong></p>
<p>Credo che una delle doti che debba avere un artista sia quella della curiosità: avere mente, occhi e orecchie sempre spalancati per cogliere i segnali che possano provenire da qualunque parte egli punti i suoi organi di senso. Questa attitudine, o dono, si accompagna a quella che tu chiami irrequietezza. Irrequietezza vuol dire non accontentarsi di quello che hai prodotto, non adagiarsi su quello che hai fatto ieri, mettere in forse i risultati raggiunti, tentare di scardinare le proprie sicurezze. Mi capita spesso, per fortuna, che, terminato un lavoro, subito dopo mi sorprenda ad interrogarmi: “Mi piace quello che ho fatto, sì, ma come posso andare oltre, far diventare, questo, un nuovo punto di partenza?” .</p>
<div id="attachment_17416" style="width: 123px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/09/a.m..jpg"><img class="size-full wp-image-17416" alt="Un bel primo piano di Alfonso" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/09/a.m..jpg" width="113" height="85" /></a><p class="wp-caption-text">Un bel primo piano di Alfonso</p></div>
<p><strong>Poesia visiva: cos’è e perché l’hai scelta come ulteriore modo di esprimerti?<br />
</strong></p>
<p>All’inizio degli anni ’90, con il proliferare del virus dell&#8217;HIV, si assistette a un accanimento mediatico (sotto l’impulso della parte più retriva della società, influenzata dal potere cattolico), teso a condizionare i costumi sessuali e sociali della società. Tale bombardamento produsse in me uno stato di fastidio tremendo. Utilizzando una macchina per scrivere elettronica cominciai a reiterare l’acronimo AIDS. Nacque così una serie di lavori che riproducono croci, svastiche, oggetti vari &#8230; fino a formare dei muri o dar vita a giochi linguistici concettuali. Per capire quale fosse la strada che stavo percorrendo, li mostrai a un poeta amico il quale, appena li vide, disse: “Questa è poesia visiva”. Dopo di che iniziai a fare un lavoro utilizzando le parole, mettendole in contatto armonicamente o in opposizione con altre parole o concetti. La stessa cosa ho fatto con le immagini. Un amico mi presentò a Stelio Maria Martini al quale, mentre guardava i miei lavori, chiesi: &#8220;Maestro, mi spiega cos’è la poesia visiva”. Stelio, con la sua solita vena ironica e dissacratoria, mi rispse: &#8220;Ma tu la fai. Che cosa vuoi sapere?”. Da allora non mi sono più chiesto cosa fosse, né ho più rivolto ad altri la domanda. Trovo, comunque, che l’utilizzo di un linguaggio che scaturisca dal connubio di linguaggi preesistenti (non solo la scrittura e l’immagine, ma anche il suono, gli odori) aumenti in maniera esponenziale la possibilità di <em>dire di più </em>, e meglio, rispetto ai linguaggi presi separatamente.</p>
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		<item>
		<title>Storia della poesia irpina. Presentazione 21 marzo, Bonito AV. Coerenze:15/20</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2014/03/20/storia-della-poesia-irpina-presentazione-21-marzo-bonito-av-coerenze1520/</link>
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		<pubDate>Thu, 20 Mar 2014 08:21:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Comunicati Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[bonito]]></category>
		<category><![CDATA[grande madre]]></category>
		<category><![CDATA[paolo saggese]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Centro Ricerca Tradizioni Popolari “La Grande Madre” presenta “La Storia della Poesia Irpina (dal Primo Novecento ai giorni nostri)”, Vol. 2, Delta 3 edizioni di Paolo Saggese Introduzione di Ugo Piscopo Modera: Aldo Grieco, Vicepresidente Centro “La Grande Madre” Interventi Antonio Zullo, Sindaco di Bonito Silvio Sallicandro, Editore Paola Silano, Centro “La Grande Madre” [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/03/storia-poesia-irpina-paolo-saggese.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-11258" alt="storia poesia irpina paolo saggese" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/03/storia-poesia-irpina-paolo-saggese-212x300.jpg" width="212" height="300" /></a>Il Centro Ricerca Tradizioni Popolari “La Grande Madre”</p>
<p>presenta</p>
<p>“La Storia della Poesia Irpina<br />
(dal Primo Novecento ai giorni nostri)”,<br />
Vol. 2, Delta 3 edizioni</p>
<p>di Paolo Saggese</p>
<p>Introduzione di Ugo Piscopo</p>
<p>Modera: Aldo Grieco, Vicepresidente Centro “La Grande Madre”</p>
<p>Interventi<br />
Antonio Zullo, Sindaco di Bonito<br />
Silvio Sallicandro, Editore<br />
Paola Silano, Centro “La Grande Madre”<br />
Giuseppe Iuliano, Presidente CDPS<br />
Paolo Saggese, Direttore artistico- scientifico del CDPS</p>
<p>Musiche: Gerardo Lardieri e Nunzio Lucarelli, “La Grande Madre”<br />
Coreografia: Erminia Barbieri, Vicepresidente dell’Associazione “L’Ancora”</p>
<p>Bonito, Sala Consiliare 21 marzo 2014, ore 17.00</p>
<p>Nel corso della manifestazione saranno in particolare illustrate le opere degli autori di Bonito e dei paesi vicini.</p>
<p>&#8212;</p>
<p style="text-align: justify;">Il libro, che segue al primo volume (Elio Sellino editore, 2009), dà un altro notevole alla storia della poesia irpina, dal momento che qui sono studiati da Paolo Saggese altri 102 autori irpini, divisi in poeti fascisti, antifascisti, della tradizione, in latino, della diaspora americana, per il Primo Novecento, i poeti meridionalisti, realisti, civili, poeti della linea religiosa, poeti lirici, poeti sperimentali, dialettali e dell’ultima generazione per il Secondo Novecento.</p>
<p style="text-align: justify;">Il lavoro ambizioso, che Paolo Saggese, Giuseppe Iuliano, Salvatore Salvatore, Alessandro Di Napoli, Franca Molinaro, Alfonso Nannariello, Alfonso Attilio Faia, insieme anche all’UPI guidata da Michele Ciasullo e Tonino Morgante, prevede la realizzazione di altri tre volumi: un altro di storia letteraria, due di antologia, per un numero complessivo di duecentosessanta autori, studiati in duemila pagine. Il progetto dovrebbe essere completato nel novembre 2017: la prossima tappa è giugno 2015, con la pubblicazione del terzo volume di Storia della poesia. Le due antologie, che seguiranno, completeranno il quadro.<br />
Al proposito, nell’introduzione ha scritto Ugo Piscopo:</p>
<p style="text-align: justify;">«A monte di questo libro, come di tutta l’opera di Saggese intesa alla ricognizione della poesia e della cultura in Irpinia nell’età moderna e contemporanea, per poi contattare e interrogare, andando à rebours, le situazioni e gli autori del passato e i problemi generali, si colloca un lascito di idee che rinviano al realismo romantico e alla grande scuola storico-filologica che è a cavallo fra secondo Ottocento e primo Novecento.</p>
<p style="text-align: justify;">Di qua discende una suggestiva aura vivificante l’interesse a cercare i documenti, a ricostruire paesaggi complessivi e a dialogare con gli animatori di quegli ambienti e di quegli eventi, come alla ricerca degli etimi culturali specifici delle specifiche opzioni linguistiche, retorico-stilistiche, ideali.</p>
<p style="text-align: justify;">Sulla sua formazione influiscono in maniera decisiva gli anni di studio universitario e postuniversitario di Firenze, dove egli ha avuto a punto fondamentale di riferimento, per il suo noviziato di studioso indagatore dei testi in maniera non estetizzante, ma rigorosamente costituita sull’attrezzatura mentale critico-filologica, l’insegnamento di Antonio La Penna, ispirato, come avviene anche per Sebastiano Timpanaro che è testimone e interprete di una vicenda culturale speculare e parallela, alla lezione rigorosa e lucidissima di Giorgio Pasquali costituita su cifre e griglie di alta filologia.<br />
Da La Penna e dall’ambiente toscano, Saggese raccoglie fondamentali suggerimenti anche per la coniugazione militante della ricerca intellettuale con l’impegno a spendersi in maniera totale, ma non gregaria, sul versante delle battaglie etico-civili, per una nuova cultura, per una nuova società. Di qua, l’incontro con Gramsci innanzitutto e quindi con il meridionalismo di Dorso, di Manlio Rossi-Doria, di Carlo Muscetta, che adegua l’analisi e lo scandaglio intellettuale a campo di battaglia per idee e per scelte da calare nel concreto della società, per un avanzamento, anzi una rinascita del Sud e con il Sud di tutto il contesto nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">E nel segno dell’inclusività e della difesa dell’identità, assolutamente immune da angustie localistiche, è l’operazione di Saggese. È da anni che si è rimboccate le maniche e si è messo a lavorare di buona lena, conseguendo consensi e risultati stimolanti e, insieme, generando aspettative di nuove e più aperte situazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Non mancano, tuttavia, critiche, a cui accenna l’autore stesso nella nota iniziale qui allegata al testo.</p>
<p style="text-align: justify;">Facendo riferimento a eccezioni sollevategli di scarsa selettività, egli rilascia a margine delle veloci glosse di molto buon senso. A integrazione e a potenziamento delle quali, qui se ne aggiungono altre.<br />
Non selettivo, Saggese? Aperto a trattare di tutto? Bene, diciamo noi, perché la linea seguita era/è nelle sue premesse oltre che nella cultura che gli fa da griglia di sostegno.</p>
<p style="text-align: justify;">Egli vuole costruire includendo, non escludendo, è attento, secondo programma, coerentemente, a tutti i segni in movimento sul territorio di consapevolezza letteraria e di volontà di fare in direzione di un nuovo profilo dell’Irpinia. In realtà, qualcosa oggi si sta muovendo, in Irpinia, nel Sannio, nel Cilento, nel Sud e più generalmente nella realtà contemporanea, dettato da nuove istanze identitarie, ma anche novatrici, in consonanza con processi più generali di liberazione dell’immaginario. Con pazienza e umiltà muratoriane, Saggese si mette al loro servizio, proprio come il grande autore dei Rerum Italicarum scriptores guardava ai testi che veniva raccogliendo e inquisendo pensando a una nuova frontiera della civiltà e della vita nazionali. Inoltre, dalla stessa cultura di riferimento, Saggese è incoraggiato a procedere non unidirezionalmente, non in esecuzione di formule e di schemi coattivi, accademici, di supporto ai poteri degli autori consacrati dal successo e dei centri di formazione e di orientamento dell’opinione pubblica arroccati in difesa dei feticci e delle poltrone sinodali, ma prestando ascolto agli indizi di nuove situazioni in movimento, costruttivamente, con tutta serietà di offerta.<br />
È qui il segreto della sua motivazione di ricerca, apparentemente facile, anzi, come potrebbe apparire, troppo facile, ma in sostanza rischiosa e scomoda, perché essa richiede una vigilanza a trecentosessanta gradi su tutto ciò che può insorgere o che sta lievitando sul territorio e attorno ad esso.»</p>
<div>
<p>—</p>
<p>SEGUONO I <a href="http://www.artempori.it/artempori/2013/09/27/metodi-responsabili-per-la-fruizione-di-iniziative-socio-culturali/" target="_blank"><strong>METODI RESPONSABILI</strong></a> CON CUI ART’EMPORI HA VAGLIATO L’EVENTO<br />
Chi è interessato può comunicarci eventuali modifiche da apportare alla seguente ipotesi.</p>
<p>_____________________________________________________________</p>
<table width="690" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td rowspan="2" width="500" height="264"><em><strong>PoeCivismo.</strong><br />
<strong>Metodi responsabili<br />
per la fruizione di iniziative socio-culturali</strong><br />
Questi Metodi agevolano PRATICHE<br />
capaci di inclusione e cittadinanza non delegata.<br />
Ogni iniziativa, infatti, a prescindere dall’encomiabile<br />
tema trattato, paradossalmente rischia di utilizzare<br />
un metodo escludente e delegato che è incoerente<br />
con qualsiasi processo culturale che voglia creare reale<br />
consapevolezza e capacità di azione partecipata dal cittadino.<br />
Non conta l’eccellenza di un’opera, di una teoria o di un evento,<br />
ma cosa ne fa il fruitore, portandola in prima persona nel mondo.<br />
_____________________________________________</em></td>
<td width="20"></td>
<td colspan="2" width="170"><strong>Storia della poesia irpina. Presentazione 21 marzo, Bonito AV</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="20" height="131"><em> <strong>15/20</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong>TOTALE</strong></em><br />
<b><i>COERENZE</i></b><br />
<em><strong>rilevate</strong></em><br />
<em><strong>con i Metodi </strong></em><br />
<em><strong>responsabili<br />
________</strong></em></td>
<td width="54"><em><strong> </strong></em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="150"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UNA RESISTENZA ECONOMICA TERRITORIALE</em><br />
<em>E UNA REDISTRIBUZIONE DEI REDDITI</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative culturali che, a prescindere<br />
dal tema, promuovono anche l’attitudine a contrastare<br />
la crisi economica che colpisce il cittadino medio e i territori </strong><br />
Ogni iniziativa dovrebbe considerare il bisogno di giustizia sociale<br />
di questa epoca in cui i redditi si stanno spostando dal cittadino<br />
medio ai milionari.<br />
_____________________________________________</em></td>
<td width="20"><em> <strong><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong><strong>_________</strong><br />
1. Tutela </strong></em><br />
<em><strong>economica </strong></em><br />
<em><strong>del cittadino </strong></em><br />
<em><strong>e<br />
del territorio<br />
_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="126"><em>PER UN’IDENTITA’ TERRITORIALE</em><br />
<em>E UNA COESIONE SOCIALE</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative culturali che, a prescindere<br />
dal tema, promuovono anche l’identità del territorio<br />
e la coesione sociale che ne deriverebbe</strong><br />
Queste iniziative, in quanto di visibilità pubblica, dovrebbero<br />
considerare la vocazione territoriale e le specificità del luogo<br />
da tutelare come opportunità di identità e di reddito.<br />
_____________________________________________<br />
</em></td>
<td width="20"><em> </em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>2. Tutela<br />
identitaria<br />
del territorio</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><em> </em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="123"><em>PER UNA RESPONSABILITA’ SOCIALE CORTA</em><br />
<em>E NON DELEGATA</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative realizzate da associazioni locali<br />
o dai residenti, senza la partecipazione e i fondi<br />
degli enti pubblici</strong><br />
<em>Quando l’iniziativa non è calata dall’alto ma realizzata<br />
in prima persona dai residenti diventa opportunità per<br />
una coesione territoriale e una cittadinanza non delegata<br />
in tutti gli aspetti della vita collettiva.<br />
</em>Se l’iniziativa è realizzata senza i fondi pubblici contiene<br />
meno costi occulti: non pesa sulla collettività;<br />
non partecipa a un modello di sviluppo assistenzialista<br />
e delegato; non si agevola il clientelismo politico;<br />
non è complice dei costi pubblici che, gravando<br />
sull’economia reale, causano la crisi economica<br />
</em><em>a danno dei cittadini e dei territori. </em></td>
<td width="20"><em> <strong><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>3. Senza<br />
enti pubblici</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="177"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’INCLUSIONE DEI LUOGHI</em><br />
<em>CHE ANIMANO IL TERRITORIO</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che, realizzate presso le sedi</strong><br />
<strong>di associazioni e di aziende indipendenti, evitando<br />
i non luoghi </strong><strong>delle sedi istituzionali, si contaminano<br />
dei progetti </strong><strong>e delle persone del territorio</strong><br />
Quando l’iniziativa è realizzata in sedi istituzionali, oltre a gravare<br />
sulla collettività, rischia di proporsi unilateralmente in quanto<br />
non si contamina delle persone e dei progetti che animano<br />
il luogo ospitante.<br />
</em></td>
<td width="20"><em> NO<strong><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>4. Presso<br />
sedi</em></strong><br />
<strong><em>non<br />
istituzionali</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="130"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’ATTITUDINE ALL’INCLUSIONE</em><br />
<em>E PER DISINCENTIVARE IL FAMILISMO</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che, promosse da un’associazione,</strong><br />
<strong>coinvolgono nell’organizzazione le altre associazioni<br />
del territorio </strong><strong>e i residenti locali</strong><br />
Spesso, nelle attività quotidiane del cittadino<br />
e nelle attività culturali e di volontariato, si utilizzano metodi<br />
esclusivi e familistici come avviene<br />
nelle aziende e nella partitocrazia.<br />
</em></td>
<td width="20"><em> <strong><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>5. Coinvol-gimento<br />
delle altre associazioni</em></strong><br />
<strong><em>e dei residenti</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="145"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’INCLUSIONE DEI RIONI E DEL TERRITORIO</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che coinvolgono diffusamente<br />
i rioni della città e/o il territorio</strong><br />
Quando l’iniziativa è realizzata, in modo decentrato,<br />
fuori dai luoghi istituzionali, coivolgendo i luoghi, eventualmente<br />
all’aperto, dei rioni, in particolare quelli meno frequentati,<br />
consente un cambiamento che può rimuovere lo squilibrio sociale<br />
e urbanistico della città.<br />
</em></td>
<td width="20"><strong><em> NO<em><strong></strong></em><em><strong><br />
</strong></em></em></strong></td>
<td width="116"><strong><em>_________</em></strong><br />
<strong><em>6. Coinvol-<br />
gimento<br />
dei rioni<br />
e/o del<br />
territorio</em></strong><br />
<strong><em>_________</em></strong></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="143"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’AUTODETERMINAZIONE</em><br />
<em>E UNA COESIONE TERRITORIALE</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative ideate da soggetti locali senza aderire<br />
a iniziative promosse a livello sovraterritoriale</strong><br />
Quando l’iniziativa non è calata dall’alto, ma realizzata<br />
esperienzialmente da soggetti locali, diventa opportunità<br />
per una coesione territoriale e per un esercizio<br />
a una cittadinanza non delegata in ogni aspetto collettivo.</em></td>
<td width="20"><em> </em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>7. Senza<br />
aderire</em></strong><br />
<strong><em>a iniziative</em></strong><br />
<strong><em>nazionali</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><em> </em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="166"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER CONTRASTARE LA DELEGA,</em><br />
<em>IL VERTICISMO E L’ESCLUSIONE</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che, non prevedendo l’assegnazione<br />
di premi e riconoscimenti, non proiettano un approccio<br />
competitivo ed esclusivo dell’impegno e della cultura</strong><br />
Quando, all’interno di un’iniziativa, vengono assegnati premi<br />
e riconoscimenti, è opportuno che questi almeno valorizzino<br />
persone non note e/o del territorio.<br />
Assegnando riconoscimenti a persone note, l’iniziativa tende<br />
a dare visibilità a se stessa.</em></td>
<td width="20"><em> </em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>8. Senza</em></strong><br />
<strong><em>premi</em></strong><br />
<strong><em>e selezioni</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><em> </em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="140"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UNA CITTADINANZA INCLUSIVA</em><br />
<em>DELLE SPECIFICITA’ E NON FAMILISTICA</em><br />
<em><strong>Considerare le iniziative per i contenuti<br />
che possono </strong><strong>intrecciarsi con il nostro personale<br />
percorso e non </strong><strong>per il rapporto di amicizia/seduzione<br />
o di inimicizia/intolleranza</strong><br />
<strong>che intratteniamo con chi li organizza </strong><br />
</em><em>Spesso, siamo abituati ad approcciare gli eventi culturali</em><br />
<em>con metodo familistico: li evitiamo per pregiudizio negativo</em><br />
<em>(esclusione) o li frequentiamo per amicizia o simpatia (familismo).</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>9. Considerare</strong><br />
<strong>i contenuti</strong><br />
<strong>e non gli organizzatori</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="124">_____________________________________________<br />
PER UN’AZIONE ETICA DELLE EMOZIONI,<br />
RIDUCENDO LA FRUIZIONE ESTETICA DELLE EMOZIONI<br />
<strong>Considerare le iniziative per la capacità di cambiamento<br />
e non per la piacevolezza emozionale che può renderci passivi<br />
perpetuatori del malessere collettivo</strong><br />
<em>Spesso, siamo abituati ad approcciare gli eventi culturali</em><br />
<em>per l’attitudine emozionale (estetica) ereditata che impedisce</em><br />
<em>l’azione in prima persona e quindi il cambiamento.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>10. Fruizione</strong><br />
<strong>etica, </strong><strong>non estetica</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="158">_____________________________________________<br />
PER UNA COESIONE SOCIALE<br />
E UN’INCLUSIONE DELLE SPECIFICITA’<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che prevedono dibattiti in cui<br />
ogni relatore impegni il tavolo del convegno solo nel momento<br />
del proprio intervento</strong><br />
<em>Ogni relatore dovrebbe essere un membro della platea prestato,</em><br />
<em>temporaneamente e per una sua specificità, alla funzione</em><br />
<em>di consulente di una comunità in cui ognuno è consulente degli altri.</em><br />
<em>Quando possibile, è opportuno che i partecipanti al dibattito</em><br />
<em>siano disposti in cerchio.</em></td>
<td width="20"><strong> NO</strong></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>11. Senza</strong><br />
<strong>tavolo</strong><br />
<strong>dei relatori</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="113">_____________________________________________<br />
PER UN’INCLUSIONE DELLE SPECIFICITA’<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che, nel comunicare<br />
i nomi delle persone coinvolte, utilizzano<br />
solo eventuali qualifiche pertinenti con l’iniziativa.</strong><br />
<em>Ogni relatore dovrebbe essere impegnato nell’iniziativa<br />
per portare la sua personale specificità acquisita<br />
nel concreto, a prescindere dai titoli.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>12. Senza comunicare</strong><br />
<strong>titoli di studio</strong><br />
<strong>non pertinenti</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="152">_____________________________________________<br />
PER UNA PROMOZIONE<br />
DELLE SPECIFICITA’ DEI CITTADINI<br />
<strong>Valorizzare iniziative (convegni, dibattiti, ecc.)<br />
dove </strong><strong>prendono parte prevalentemente<br />
le competenze tecniche e di fatto</strong><br />
<strong>e non i personaggi politici e istituzionali</strong><br />
<em>Spesso il convegno perde di vista il suo contenuto e diventa</em><br />
<em>luogo di presenzialismo. Le autorità politiche e istituzionali</em><br />
<em>hanno comunque la possibilità di vedersi pubblicati</em><br />
<em>i propri comunicati sui media.</em></td>
<td width="20"> NO</td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>13. Senza personaggi </strong><br />
<strong>istituzionali</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="117">_____________________________________________<br />
PER UNA CITTADINANZA ARTISTICA NON DELEGATA<br />
E UNA BIODIVERSITA’ CULTURALE<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che prevedono,<br />
come protagonisti, </strong><strong>personaggi e artisti<br />
</strong><strong>non mediaticamente noti<br />
</strong><em>Le iniziative locali hanno senso se danno visibilità<br />
</em><em>a personaggi e/o artisti che non sono già agevolati<br />
</em><em>dai media nazionali.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>14. Senza personaggi<br />
e/o artisti</strong><br />
<strong>massmediatici</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="155">_____________________________________________<br />
PER UNA CITTADINANZA ECONOMICA NON DELEGATA<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che utilizzano monete locali<br />
per incentivare un’economia condivisa, una coesione<br />
sociale e una resistenza economica territoriale<br />
</strong><em>Ogni gesto economico può essere portatore di giustizia<br />
sociale, redistribuzione dei redditi e inclusione del vicino.</em></td>
<td width="20"> NO</td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>15. Con<br />
</strong><strong>moneta locale</strong><strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="138">_____________________________________________<br />
PER UN’INCLUSIONE SOCIALE<br />
<strong>Valorizzare, anche a teatro e ai concerti, le iniziative<br />
in cui non siano previsti posti privilegiati<br />
e biglietti omaggio per le autorità<br />
</strong><em>Per valutare realmente la portata di un evento culturale,<br />
gli esponenti politici ed istituzionali devono misurarsi</em><br />
<em>con esso, in veste di cittadini comuni.</em><br />
Nei luoghi dell’arte, siti dell’emancipazione e della giustizia,<br />
non dovrebbero esistere discriminazioni.</td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>16. Senza</strong><br />
<strong>spazi e posti</strong><br />
<strong>a sedere</strong><br />
<strong>privilegiati</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="148">_____________________________________________<br />
PER UN MODELLO DI SVILUPPO DI PICCOLA SCALA<br />
E PER REDDITI CHE RESTANO SUL TERRITORIO<br />
<strong>Valorizzare le iniziative realizzate senza quegli<br />
ingenti capitali che portano i profitti via dai territori<br />
e che promuovono quel modello di sviluppo che,<br />
basato sui sistemi di scala, è la causa dell’attuale<br />
disagio economico e sociale</strong><br />
<em>Per un modello di sviluppo che includa i piccoli operatori<br />
locali e che incentivi un’economia di piccola scala che</em><br />
<em>produce economia territoriale.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>17. Senza</strong><br />
<strong>ingenti</strong><br />
<strong>investimenti</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="148">_____________________________________________<br />
PER UN’AUTODETERMINAZIONE DEL TERRITORIO<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che, evitando, come sponsor,<br />
aziende estranee al territorio, non rischiano<br />
di veicolare condizionamenti a danno<br />
delle popolazioni locali</strong><br />
<em>Queste iniziative, in quanto di visibilità pubblica, devono essere<br />
autonome dalla aziende che potrebbero condizionare le attività<br />
di autodeterminazione e di coesione della popolazione locale.  </em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>18. Senza</strong><br />
<strong>sponsor<br />
sovraterritoriali</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="148">_____________________________________________<br />
PER UNA CULTURA MATERIALE RESPONSABILE<br />
E UN’ECONOMIA CONDIVISA<br />
<strong>Valorizzare le iniziative culturali che promuovono<br />
i prodotti del territorio o etici, quando prevedono<br />
la somministrazione di cibo o in quanto ospitate<br />
in esercizi commerciali che abitualmente<br />
somministrano cibo del territorio</strong><br />
<em>Processo culturale è quello che, a prescindere dal tema affrontato,<br />
dovrebbe comunque essere capace, nel metodo, di agevolare<br />
identità territoriale, redistribuzione del reddito, tutela ambientale.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>19. Cibo responsabile</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="145">_____________________________________________<br />
PER UN RESPONSABILE USO<br />
DELLE RISORSE NATURALI<br />
<strong>Evitare le iniziative culturali che prevedendo,</strong><br />
<strong>anche accessoriamente, sommistrazione di cibo<br />
e bevande, </strong><strong>utilizzano stoviglie monouso<br />
non biodegradabili</strong><br />
<em>Queste iniziative, in quanto di visibilità pubblica, devono essere</em><br />
<em>più responsabili dei singoli cittadini riguardo all’uso di stoviglie:</em><br />
<em>in caso di monouso, si utilizzino almeno quelle biodegradabili.</em><br />
_____________________________________________</td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>20. Stoviglie</strong><br />
<strong>ecosostenibili</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Rosso come il latte: le poesie di Annalisa Parente presentate da Parliamone. 27.01.12</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2012/01/30/rosso-come-il-latte-le-poesie-di-annalisa-parente-presentate-da-parliamone-27-01-12/</link>
		<comments>https://www.artempori.it/artempori/2012/01/30/rosso-come-il-latte-le-poesie-di-annalisa-parente-presentate-da-parliamone-27-01-12/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 19:28:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[artempori01]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Presentazioni libri]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Donnarumma]]></category>
		<category><![CDATA[Enza Paola Catalano]]></category>
		<category><![CDATA[lorenzo fiorito]]></category>
		<category><![CDATA[lucia maio]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[salka riccio]]></category>
		<category><![CDATA[Tullia Bartolini]]></category>

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		<description><![CDATA[Rosso come il latte: le poesie di Annalisa Parente presentate da Parliamone. 27.01.12 al Convitto Giannone di Benevento di Tullia Bartolini  Poesia di donna. Cosa vuol dire? Esiste dunque una letteratura di genere? Qui non vogliamo fornire alcuna risposta. &#8216;Rosso come il latte&#8217;, l&#8217;ultimo lavoro di Annalisa Parente, edito da Melagrana, è poesia del corpo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color:#993300;"><strong><span id="more-4626"></span>Rosso come il latte: le poesie di Annalisa Parente presentate da Parliamone. 27.01.12 al Convitto Giannone di Benevento</strong></span><br />
<span style="color:#993300;"><em>di Tullia Bartolini </em></span></p>
<p><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2012/01/anna-lisa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4635" title="anna lisa" src="http://artempori.files.wordpress.com/2012/01/anna-lisa.jpg?w=208" alt="" width="208" height="300" /></a>Poesia di donna. Cosa vuol dire? Esiste dunque una letteratura di genere? Qui non vogliamo fornire alcuna risposta. &#8216;Rosso come il latte&#8217;, l&#8217;ultimo lavoro di Annalisa Parente, edito da Melagrana, è poesia del corpo e del sangue.<br />
Sangue e affetto. Rosso e bianco.</p>
<p>Come accade alle donne che hanno pronto un dono di sè gentile, totale.<br />
Cambia forse il modo di raccontare l&#8217;evento se, a farlo, è una donna? Cambia perchè diversa è la sua storia? Ma l&#8217;esperienza resta &#8211; come vuole la letteratura universale &#8211; patrimonio di tutti.</p>
<p>Un lavoro ben riuscito, denso, presentato nella Sala Dante del Convitto Giannone, in Piazza Roma, a Benevento, il 27 gennaio scorso.<br />
A parlarci di Annalisa è stata Cristina Donnarumma, sua insegnante alle Superiori : &#8216;Era una studentessa geniale, volitiva, che apprendeva con velocità e che faceva suo il mondo&#8217;.</p>
<p><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2012/01/lorenzo-fiorito-27-gennaio-2012.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4637" title="lorenzo fiorito 27 gennaio 2012" src="http://artempori.files.wordpress.com/2012/01/lorenzo-fiorito-27-gennaio-2012.jpg?w=300" alt="" width="300" height="203" /></a>Lorenzo Fiorito, che insegna negli atenei di Napoli e Cassino e che ha curato la prefazione al testo, ci fa un discorso complesso: il vero poeta è un assassino, compie il delitto perfetto, uccide i suoi padri e crea nuova memoria di versi.</p>
<p>&#8216;I poeti&#8217;, dice, &#8216;sono i segreti legislatori del mondo, anticipano i fatti, sanno prevederli&#8221;.</p>
<p>Enza Paola Catalano e Salka Riccio hanno letto le poesie di Annalisa.<br />
Ne riporto alcune:</p>
<p><span style="color:#993300;"><em>&#8221; Il retaggio di te</em></span><br />
<span style="color:#993300;"><em>Getta un muro ad</em></span><br />
<span style="color:#993300;"><em>Ogni mio psasso</em></span><br />
<span style="color:#993300;"><em>Dio mio, forse è vero:</em></span></p>
<p><span style="color:#993300;"><em>incanto, poi stanco&#8221;.</em></span></p>
<p>E, ancora:<br />
<em><span style="color:#993300;">&#8220;Come se fossi tua&#8230;</span></em><br />
<em><span style="color:#993300;">Non sono tua:</span></em></p>
<p><em><span style="color:#993300;">è mio il tuo amore&#8221;</span></em></p>
<p><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2012/01/tullia-bartolini-annalisa-parente-27-01-12.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4638" title="tullia bartolini annalisa parente 27 01 12" src="http://artempori.files.wordpress.com/2012/01/tullia-bartolini-annalisa-parente-27-01-12.jpg?w=300" alt="" width="300" height="217" /></a>In parte, nel leggere il libro di Annalisa, la mia impressione è stata di trovarmi dinanzi alla descrizione del desiderio. Le donne sanno cantarlo? Sono abituate a farlo? Un terreno impervio ma privilegiato, dove si incontrano Venere e Marte, il maschile e il femminile, la salvazione e il baratro.</p>
<p>Annalisa percorre questo sentiero in modo aperto, sincero.</p>
<p><em><span style="color:#993300;">&#8220;lievito e indurisco,</span></em><br />
<em><span style="color:#993300;">annaffio i pomi immangiabili che spuntano sul mio</span></em><br />
<em><span style="color:#993300;">corpo</span></em><br />
<em><span style="color:#993300;">farfuglio oscenità</span></em><br />
<em><span style="color:#993300;">io</span></em><br />
<em><span style="color:#993300;">come fronda</span></em><br />
<em><span style="color:#993300;">forse troppo ramo&#8221;.</span></em></p>
<p><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2012/01/272bg-2012.jpg"><img src="http://artempori.files.wordpress.com/2012/01/272bg-2012.jpg?w=300" alt="" width="320" height="214" border="0" /></a></p>
<p>(Foto di <strong>Lucia Maio</strong>, tutti i diritti riservati)</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>I nomi delle cose</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2009/08/21/i-nomi-delle-cose/</link>
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		<pubDate>Fri, 21 Aug 2009 14:38:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[acrilici]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore]]></category>
		<category><![CDATA[Fromm Erich]]></category>
		<category><![CDATA[Marianna De Luca]]></category>
		<category><![CDATA[Pier Paolo Sorrentino]]></category>
		<category><![CDATA[Poesie]]></category>
		<category><![CDATA[Post della lista di discussione]]></category>
		<category><![CDATA[Stefania Leone]]></category>
		<category><![CDATA[artempori]]></category>
		<category><![CDATA[benevento]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[Senza l&#8217;ansia di assomigliare a sé stesso, senza nome è l&#8217;amore capace di liberare. Pier Paolo Sorrentino *** &#8220;L&#8217;amore immaturo dice: ti amo perché ho bisogno di te. L&#8217;amore maturo dice: ho bisogno di te perché ti amo&#8221;. Erich Fromm (suggerito da Marianna De Luca) *** L&#8217;amore uccide ciò che siamo stati perché si possa [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color:#993300;"><em>Senza l&#8217;ansia di assomigliare a sé stesso,<br />
senza nome è l&#8217;amore capace di liberare.</em></span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">Pier Paolo Sorrentino</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">***</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">&#8220;L&#8217;amore immaturo dice:<br />
</span><span style="color:#993300;">ti amo perché ho bisogno di te. </span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">L&#8217;amore maturo dice:<br />
</span><span style="color:#993300;">ho bisogno di te perché ti amo&#8221;.</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;"><em>Erich Fromm</em></span></h3>
<p><span style="color:#993300;">(suggerito da Marianna De Luca)</span></p>
<h3><span style="color:#993300;">***</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">L&#8217;amore uccide ciò che siamo stati perché si possa diventare ciò che non eravamo! </span></h3>
<h3><span style="color:#993300;"> Sant&#8217;Agostino</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">Solo l&#8217;amore che Libera ci rende diversi da ciò che siamo stati e ci trasforma in ciò che saremo.</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;"><em>Stefania Leone</em></span></h3>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La clandestinità della parola</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Jun 2009 07:17:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[acrilici]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Dickinson Emily]]></category>
		<category><![CDATA[Poesie]]></category>
		<category><![CDATA[Stefania Leone]]></category>
		<category><![CDATA[artempori]]></category>
		<category><![CDATA[Emily Dickinson]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[Emily Dickinson è una creatura delicata, ma non disarmata, né innocua. Per ferire sceglie la clandestinità, la clandestinità della parola poetica, che vive in mezzo alla folla di parole banali con la sua estraneità tagliente e salvifica. Con la parola poetica si può compiere il delitto perfetto: uccidere la paura, e con essa la morte, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align:left;"><span style="color:#993300;">Emily Dickinson è una creatura delicata, ma non disarmata, né innocua. </span></h3>
<h3 style="text-align:left;"><span style="color:#993300;">Per ferire sceglie la clandestinità, la clandestinità della parola poetica, che vive in mezzo alla folla di parole banali con la sua estraneità tagliente e salvifica.</span></h3>
<h3 style="text-align:left;"><span style="color:#993300;">Con la parola poetica si può compiere il delitto perfetto: uccidere la paura, e con essa la morte, perchè la morte non è che la paura della morte.</span></h3>
<h3 style="text-align:left;"><span style="color:#993300;">(a cura di A. Quattrone)</span></h3>
<p style="text-align:left;"><span style="color:#993300;"> </span></p>
<h3 style="text-align:left;"><span style="color:#993300;"><em>&#8220;Se le mie pene future  in una volta</em></span></h3>
<h3 style="text-align:left;"><span style="color:#993300;"><em>venissero  ad affliggermi quest&#8217;oggi,</em></span></h3>
<h3 style="text-align:left;"><span style="color:#993300;"><em>sono così felice che &#8211; son certa -</em></span></h3>
<h3 style="text-align:left;"><span style="color:#993300;"><em>si allontanerebbero ridendo.</em></span></h3>
<h3 style="text-align:left;"><span style="color:#993300;"><em> </em></span></h3>
<h3 style="text-align:left;"><span style="color:#993300;"><em>Se le mie gioie future in una volta </em></span></h3>
<h3 style="text-align:left;"><span style="color:#993300;"><em>venissero ad invadermi quest&#8217;oggi,</em></span></h3>
<h3 style="text-align:left;"><span style="color:#993300;"><em>non potrebbero esser così grandi</em></span></h3>
<h3 style="text-align:left;"><span style="color:#993300;"><em>come questa che mi possiede adesso&#8221;.</em></span></h3>
<h3 style="text-align:left;"><span style="color:#993300;"><br />
(Emily Dickinson)</span></h3>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Lentamente Muore</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2009/06/01/lentamente-muore/</link>
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		<pubDate>Mon, 01 Jun 2009 13:31:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[acrilici]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesie]]></category>
		<category><![CDATA[Stefania Leone]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[Lentamente muore chi diventa schiavo dell&#8217;abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce. Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle &#8220;i&#8221; piuttosto che un insieme di emozioni, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align:left;"><span style="color:#993300;">Lentamente muore<br />
</span><span style="color:#993300;">chi diventa schiavo dell&#8217;abitudine,<br />
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,<br />
chi non cambia la marcia,<br />
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,<br />
chi non parla a chi non conosce.</span></h3>
<h3 style="text-align:left;"><span style="color:#993300;">Muore lentamente chi evita una passione,<br />
chi preferisce il nero su bianco<br />
e i puntini sulle &#8220;i&#8221;<br />
piuttosto che un insieme di emozioni,<br />
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,<br />
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,<br />
quelle che fanno battere il cuore<br />
davanti all&#8217;errore e ai sentimenti.<br />
</span><span style="color:#993300;"><br />
Lentamente muore<br />
chi non capovolge il tavolo,<br />
chi e&#8217; infelice sul lavoro,<br />
chi non rischia la certezza per l&#8217;incertezza per inseguire un sogno,<br />
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">Lentamente muore chi non viaggia,<br />
chi non legge,<br />
chi non ascolta musica,<br />
chi non trova grazia in se stesso.</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">Muore lentamente chi distrugge l&#8217;amor proprio,<br />
chi non si lascia aiutare;<br />
chi passa i giorni a lamentarsi<br />
della propria sfortuna o della pioggia incessante.</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,<br />
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,<br />
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">Evitiamo la morte a piccole dosi,<br />
ricordando sempre che essere vivo<br />
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.</span></h3>
<h3><span style="color:#993300;">Soltanto l&#8217;ardente pazienza<br />
porterà al raggiungimento<br />
di una splendida felicità.</span></h3>
<h3 style="text-align:left;"><span style="color:#993300;">(Martha Medeiros)</span></h3>
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