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	<title>Art&#039;Empori &#187; solot</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
	<lastBuildDate>Thu, 22 Jul 2021 21:41:15 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Leggenda delle streghe. Presentazione del documentario. 22 marzo, Mulino Pacifico. Coerenze:17/20</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2014/03/19/leggenda-delle-streghe-presentazione-del-documentario-22-marzo-mulino-pacifico-coerenze1720/</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Mar 2014 14:46:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Comunicati Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[benevento]]></category>
		<category><![CDATA[leggenda delle streghe]]></category>
		<category><![CDATA[solot]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato 22 marzo 2014, al Mulino Pacifico di Benevento (Via Appio Claudio), alle 18.30, sarà presentato il documentario &#8220;A uno a uno le fil cuntavano: la leggenda delle streghe nel Sannio&#8221;. Il documentario nasce da un&#8217;idea di Francesca Gerardo che con la collaborazione di Marialaura Simeone e per la regia di Umberto Rinaldi ha scelto [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/03/mulino_pacifico_rid.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-11237" alt="mulino_pacifico_rid" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/03/mulino_pacifico_rid-300x219.jpg" width="300" height="219" /></a>Sabato 22 marzo 2014, al Mulino Pacifico di Benevento (Via Appio Claudio), alle 18.30, sarà presentato il documentario &#8220;A uno a uno le fil cuntavano: la leggenda delle streghe nel Sannio&#8221;. Il documentario nasce da un&#8217;idea di Francesca Gerardo che con la collaborazione di Marialaura Simeone e per la regia di Umberto Rinaldi ha scelto di ripercorrere la storia e le storie delle streghe nel Sannio. Dalle indagini storiche sul Sabba, il Noce e San Barbato alle storie tramandate nel tempo su personaggi locali quali la Zucculara, il documentario intreccia le fila del discorso storico ai racconti popolari.</p>
<p style="text-align: justify;">Studiosi ed appassionati di storia locale ripercorrono l&#8217;origine della leggenda cercando di dare risposta ad una serie di domande, in parte ancora insolute. A loro si aggiungono le voci di quanti con le streghe, anzi con le Janare – come le chiamano a Benevento – hanno avuto un rapporto più &#8216;diretto&#8217;. Vengono fuori le credenze comuni a molti paesi del beneventano, ma più in generale alle credenze sulle streghe. Il documentario è un viaggio, non solo metaforico, attraverso le storie e leggende trasmesse nei secoli, ma soprattutto fisico attraverso la provincia di Benevento.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;evento presentato dalla Solot-Compagnia di teatro stabile di Benevento sarà l&#8217;occasione per far conoscere al pubblico l&#8217;associazione Caat, di cui Francesca Gerardo è Presidente. L&#8217;associazione di promozione sociale, CAAT, pone al centro della propria azione la CULTURA, quale forza propulsiva per la crescita sociale e civile della collettività. L&#8217;obiettivo primario è evidenziare gli elementi che costituiscono l&#8217;essenza di una comunità: arte ambiente e territorio.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ingesso è gratuito.</p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/03/leggenda-streghe-mulino-pacifico.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-11236" alt="leggenda streghe mulino pacifico" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/03/leggenda-streghe-mulino-pacifico.jpg" width="600" height="848" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>—</p>
<p>SEGUONO I <a href="http://www.artempori.it/artempori/2013/09/27/metodi-responsabili-per-la-fruizione-di-iniziative-socio-culturali/" target="_blank"><strong>METODI RESPONSABILI</strong></a> CON CUI ART’EMPORI HA VAGLIATO L’EVENTO<br />
Chi è interessato può comunicarci eventuali modifiche da apportare alla seguente ipotesi.</p>
<p>_____________________________________________________________</p>
<table width="690" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td rowspan="2" width="500" height="264"><em><strong>PoeCivismo.</strong><br />
<strong>Metodi responsabili<br />
per la fruizione di iniziative socio-culturali</strong><br />
Questi Metodi agevolano PRATICHE<br />
capaci di inclusione e cittadinanza non delegata.<br />
Ogni iniziativa, infatti, a prescindere dall’encomiabile<br />
tema trattato, paradossalmente rischia di utilizzare<br />
un metodo escludente e delegato che è incoerente<br />
con qualsiasi processo culturale che voglia creare reale<br />
consapevolezza e capacità di azione partecipata dal cittadino.<br />
Non conta l’eccellenza di un’opera, di una teoria o di un evento,<br />
ma cosa ne fa il fruitore, portandola in prima persona nel mondo.<br />
_____________________________________________</em></td>
<td width="20"></td>
<td colspan="2" width="170"><span style="color: #ff0000;"><strong>Leggenda delle streghe. Presentazione del documentario. 22 marzo, Mulino Pacifico</strong></span></td>
</tr>
<tr>
<td width="20" height="131"><span style="color: #ff0000;"><em> <strong>17/20</strong></em></span></td>
<td width="116"><span style="color: #ff0000;"><em><strong>TOTALE</strong></em></span><br />
<span style="color: #ff0000;"><b><i>COERENZE</i></b></span><br />
<span style="color: #ff0000;"><em><strong>rilevate</strong></em></span><br />
<span style="color: #ff0000;"><em><strong>con i Metodi </strong></em></span><br />
<span style="color: #ff0000;"><em><strong>responsabili<br />
________</strong></em></span></td>
<td width="54"><em><strong> </strong></em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="150"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UNA RESISTENZA ECONOMICA TERRITORIALE</em><br />
<em>E UNA REDISTRIBUZIONE DEI REDDITI</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative culturali che, a prescindere<br />
dal tema, promuovono anche l’attitudine a contrastare<br />
la crisi economica che colpisce il cittadino medio e i territori </strong><br />
Ogni iniziativa dovrebbe considerare il bisogno di giustizia sociale<br />
di questa epoca in cui i redditi si stanno spostando dal cittadino<br />
medio ai milionari.<br />
_____________________________________________</em></td>
<td width="20"><em> <strong><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong><strong>_________</strong><br />
1. Tutela </strong></em><br />
<em><strong>economica </strong></em><br />
<em><strong>del cittadino </strong></em><br />
<em><strong>e<br />
del territorio<br />
_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="126"><em>PER UN’IDENTITA’ TERRITORIALE</em><br />
<em>E UNA COESIONE SOCIALE</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative culturali che, a prescindere<br />
dal tema, promuovono anche l’identità del territorio<br />
e la coesione sociale che ne deriverebbe</strong><br />
Queste iniziative, in quanto di visibilità pubblica, dovrebbero<br />
considerare la vocazione territoriale e le specificità del luogo<br />
da tutelare come opportunità di identità e di reddito.<br />
_____________________________________________<br />
</em></td>
<td width="20"><em> </em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>2. Tutela<br />
identitaria<br />
del territorio</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><em> </em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="123"><em>PER UNA RESPONSABILITA’ SOCIALE CORTA</em><br />
<em>E NON DELEGATA</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative realizzate da associazioni locali<br />
o dai residenti, senza la partecipazione e i fondi<br />
degli enti pubblici</strong><br />
<em>Quando l’iniziativa non è calata dall’alto ma realizzata<br />
in prima persona dai residenti diventa opportunità per<br />
una coesione territoriale e una cittadinanza non delegata<br />
in tutti gli aspetti della vita collettiva.<br />
</em>Se l’iniziativa è realizzata senza i fondi pubblici contiene<br />
meno costi occulti: non pesa sulla collettività;<br />
non partecipa a un modello di sviluppo assistenzialista<br />
e delegato; non si agevola il clientelismo politico;<br />
non è complice dei costi pubblici che, gravando<br />
sull’economia reale, causano la crisi economica<br />
</em><em>a danno dei cittadini e dei territori. </em></td>
<td width="20"><em> NO<strong><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>3. Senza<br />
enti pubblici</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="177"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’INCLUSIONE DEI LUOGHI</em><br />
<em>CHE ANIMANO IL TERRITORIO</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che, realizzate presso le sedi</strong><br />
<strong>di associazioni e di aziende indipendenti, evitando<br />
i non luoghi </strong><strong>delle sedi istituzionali, si contaminano<br />
dei progetti </strong><strong>e delle persone del territorio</strong><br />
Quando l’iniziativa è realizzata in sedi istituzionali, oltre a gravare<br />
sulla collettività, rischia di proporsi unilateralmente in quanto<br />
non si contamina delle persone e dei progetti che animano<br />
il luogo ospitante.<br />
</em></td>
<td width="20"><em> <strong><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>4. Presso<br />
sedi</em></strong><br />
<strong><em>non<br />
istituzionali</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="130"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’ATTITUDINE ALL’INCLUSIONE</em><br />
<em>E PER DISINCENTIVARE IL FAMILISMO</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che, promosse da un’associazione,</strong><br />
<strong>coinvolgono nell’organizzazione le altre associazioni<br />
del territorio </strong><strong>e i residenti locali</strong><br />
Spesso, nelle attività quotidiane del cittadino<br />
e nelle attività culturali e di volontariato, si utilizzano metodi<br />
esclusivi e familistici come avviene<br />
nelle aziende e nella partitocrazia.<br />
</em></td>
<td width="20"><em> <strong><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>5. Coinvol-gimento<br />
delle altre associazioni</em></strong><br />
<strong><em>e dei residenti</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="145"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’INCLUSIONE DEI RIONI E DEL TERRITORIO</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che coinvolgono diffusamente<br />
i rioni della città e/o il territorio</strong><br />
Quando l’iniziativa è realizzata, in modo decentrato,<br />
fuori dai luoghi istituzionali, coivolgendo i luoghi, eventualmente<br />
all’aperto, dei rioni, in particolare quelli meno frequentati,<br />
consente un cambiamento che può rimuovere lo squilibrio sociale<br />
e urbanistico della città.<br />
</em></td>
<td width="20"><strong><em> NO<em><strong></strong></em><em><strong><br />
</strong></em></em></strong></td>
<td width="116"><strong><em>_________</em></strong><br />
<strong><em>6. Coinvol-<br />
gimento<br />
dei rioni<br />
e/o del<br />
territorio</em></strong><br />
<strong><em>_________</em></strong></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="143"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’AUTODETERMINAZIONE</em><br />
<em>E UNA COESIONE TERRITORIALE</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative ideate da soggetti locali senza aderire<br />
a iniziative promosse a livello sovraterritoriale</strong><br />
Quando l’iniziativa non è calata dall’alto, ma realizzata<br />
esperienzialmente da soggetti locali, diventa opportunità<br />
per una coesione territoriale e per un esercizio<br />
a una cittadinanza non delegata in ogni aspetto collettivo.</em></td>
<td width="20"><em> </em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>7. Senza<br />
aderire</em></strong><br />
<strong><em>a iniziative</em></strong><br />
<strong><em>nazionali</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><em> </em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="166"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER CONTRASTARE LA DELEGA,</em><br />
<em>IL VERTICISMO E L’ESCLUSIONE</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che, non prevedendo l’assegnazione<br />
di premi e riconoscimenti, non proiettano un approccio<br />
competitivo ed esclusivo dell’impegno e della cultura</strong><br />
Quando, all’interno di un’iniziativa, vengono assegnati premi<br />
e riconoscimenti, è opportuno che questi almeno valorizzino<br />
persone non note e/o del territorio.<br />
Assegnando riconoscimenti a persone note, l’iniziativa tende<br />
a dare visibilità a se stessa.</em></td>
<td width="20"><em> </em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>8. Senza</em></strong><br />
<strong><em>premi</em></strong><br />
<strong><em>e selezioni</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><em> </em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="140"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UNA CITTADINANZA INCLUSIVA</em><br />
<em>DELLE SPECIFICITA’ E NON FAMILISTICA</em><br />
<em><strong>Considerare le iniziative per i contenuti<br />
che possono </strong><strong>intrecciarsi con il nostro personale<br />
percorso e non </strong><strong>per il rapporto di amicizia/seduzione<br />
o di inimicizia/intolleranza</strong><br />
<strong>che intratteniamo con chi li organizza </strong><br />
</em><em>Spesso, siamo abituati ad approcciare gli eventi culturali</em><br />
<em>con metodo familistico: li evitiamo per pregiudizio negativo</em><br />
<em>(esclusione) o li frequentiamo per amicizia o simpatia (familismo).</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>9. Considerare</strong><br />
<strong>i contenuti</strong><br />
<strong>e non gli organizzatori</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="124">_____________________________________________<br />
PER UN’AZIONE ETICA DELLE EMOZIONI,<br />
RIDUCENDO LA FRUIZIONE ESTETICA DELLE EMOZIONI<br />
<strong>Considerare le iniziative per la capacità di cambiamento<br />
e non per la piacevolezza emozionale che può renderci passivi<br />
perpetuatori del malessere collettivo</strong><br />
<em>Spesso, siamo abituati ad approcciare gli eventi culturali</em><br />
<em>per l’attitudine emozionale (estetica) ereditata che impedisce</em><br />
<em>l’azione in prima persona e quindi il cambiamento.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>10. Fruizione</strong><br />
<strong>etica, </strong><strong>non estetica</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="158">_____________________________________________<br />
PER UNA COESIONE SOCIALE<br />
E UN’INCLUSIONE DELLE SPECIFICITA’<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che prevedono dibattiti in cui<br />
ogni relatore impegni il tavolo del convegno solo nel momento<br />
del proprio intervento</strong><br />
<em>Ogni relatore dovrebbe essere un membro della platea prestato,</em><br />
<em>temporaneamente e per una sua specificità, alla funzione</em><br />
<em>di consulente di una comunità in cui ognuno è consulente degli altri.</em><br />
<em>Quando possibile, è opportuno che i partecipanti al dibattito</em><br />
<em>siano disposti in cerchio.</em></td>
<td width="20"><strong> </strong></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>11. Senza</strong><br />
<strong>tavolo</strong><br />
<strong>dei relatori</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="113">_____________________________________________<br />
PER UN’INCLUSIONE DELLE SPECIFICITA’<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che, nel comunicare<br />
i nomi delle persone coinvolte, utilizzano<br />
solo eventuali qualifiche pertinenti con l’iniziativa.</strong><br />
<em>Ogni relatore dovrebbe essere impegnato nell’iniziativa<br />
per portare la sua personale specificità acquisita<br />
nel concreto, a prescindere dai titoli.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>12. Senza comunicare</strong><br />
<strong>titoli di studio</strong><br />
<strong>non pertinenti</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="152">_____________________________________________<br />
PER UNA PROMOZIONE<br />
DELLE SPECIFICITA’ DEI CITTADINI<br />
<strong>Valorizzare iniziative (convegni, dibattiti, ecc.)<br />
dove </strong><strong>prendono parte prevalentemente<br />
le competenze tecniche e di fatto</strong><br />
<strong>e non i personaggi politici e istituzionali</strong><br />
<em>Spesso il convegno perde di vista il suo contenuto e diventa</em><br />
<em>luogo di presenzialismo. Le autorità politiche e istituzionali</em><br />
<em>hanno comunque la possibilità di vedersi pubblicati</em><br />
<em>i propri comunicati sui media.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>13. Senza personaggi </strong><br />
<strong>istituzionali</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="117">_____________________________________________<br />
PER UNA CITTADINANZA ARTISTICA NON DELEGATA<br />
E UNA BIODIVERSITA’ CULTURALE<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che prevedono,<br />
come protagonisti, </strong><strong>personaggi e artisti<br />
</strong><strong>non mediaticamente noti<br />
</strong><em>Le iniziative locali hanno senso se danno visibilità<br />
</em><em>a personaggi e/o artisti che non sono già agevolati<br />
</em><em>dai media nazionali.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>14. Senza personaggi<br />
e/o artisti</strong><br />
<strong>massmediatici</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="155">_____________________________________________<br />
PER UNA CITTADINANZA ECONOMICA NON DELEGATA<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che utilizzano monete locali<br />
per incentivare un’economia condivisa, una coesione<br />
sociale e una resistenza economica territoriale<br />
</strong><em>Ogni gesto economico può essere portatore di giustizia<br />
sociale, redistribuzione dei redditi e inclusione del vicino.</em></td>
<td width="20"> NO</td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>15. Con<br />
</strong><strong>moneta locale</strong><strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="138">_____________________________________________<br />
PER UN’INCLUSIONE SOCIALE<br />
<strong>Valorizzare, anche a teatro e ai concerti, le iniziative<br />
in cui non siano previsti posti privilegiati<br />
e biglietti omaggio per le autorità<br />
</strong><em>Per valutare realmente la portata di un evento culturale,<br />
gli esponenti politici ed istituzionali devono misurarsi</em><br />
<em>con esso, in veste di cittadini comuni.</em><br />
Nei luoghi dell’arte, siti dell’emancipazione e della giustizia,<br />
non dovrebbero esistere discriminazioni.</td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>16. Senza</strong><br />
<strong>spazi e posti</strong><br />
<strong>a sedere</strong><br />
<strong>privilegiati</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="148">_____________________________________________<br />
PER UN MODELLO DI SVILUPPO DI PICCOLA SCALA<br />
E PER REDDITI CHE RESTANO SUL TERRITORIO<br />
<strong>Valorizzare le iniziative realizzate senza quegli<br />
ingenti capitali che portano i profitti via dai territori<br />
e che promuovono quel modello di sviluppo che,<br />
basato sui sistemi di scala, è la causa dell’attuale<br />
disagio economico e sociale</strong><br />
<em>Per un modello di sviluppo che includa i piccoli operatori<br />
locali e che incentivi un’economia di piccola scala che</em><br />
<em>produce economia territoriale.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>17. Senza</strong><br />
<strong>ingenti</strong><br />
<strong>investimenti</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="148">_____________________________________________<br />
PER UN’AUTODETERMINAZIONE DEL TERRITORIO<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che, evitando, come sponsor,<br />
aziende estranee al territorio, non rischiano<br />
di veicolare condizionamenti a danno<br />
delle popolazioni locali</strong><br />
<em>Queste iniziative, in quanto di visibilità pubblica, devono essere<br />
autonome dalla aziende che potrebbero condizionare le attività<br />
di autodeterminazione e di coesione della popolazione locale.  </em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>18. Senza</strong><br />
<strong>sponsor<br />
sovraterritoriali</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="148">_____________________________________________<br />
PER UNA CULTURA MATERIALE RESPONSABILE<br />
E UN’ECONOMIA CONDIVISA<br />
<strong>Valorizzare le iniziative culturali che promuovono<br />
i prodotti del territorio o etici, quando prevedono<br />
la somministrazione di cibo o in quanto ospitate<br />
in esercizi commerciali che abitualmente<br />
somministrano cibo del territorio</strong><br />
<em>Processo culturale è quello che, a prescindere dal tema affrontato,<br />
dovrebbe comunque essere capace, nel metodo, di agevolare<br />
identità territoriale, redistribuzione del reddito, tutela ambientale.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>19. Cibo responsabile</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="145">_____________________________________________<br />
PER UN RESPONSABILE USO<br />
DELLE RISORSE NATURALI<br />
<strong>Evitare le iniziative culturali che prevedendo,</strong><br />
<strong>anche accessoriamente, sommistrazione di cibo<br />
e bevande, </strong><strong>utilizzano stoviglie monouso<br />
non biodegradabili</strong><br />
<em>Queste iniziative, in quanto di visibilità pubblica, devono essere</em><br />
<em>più responsabili dei singoli cittadini riguardo all’uso di stoviglie:</em><br />
<em>in caso di monouso, si utilizzino almeno quelle biodegradabili.</em><br />
_____________________________________________</td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>20. Stoviglie</strong><br />
<strong>ecosostenibili</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
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			<wfw:commentRss>https://www.artempori.it/artempori/2014/03/19/leggenda-delle-streghe-presentazione-del-documentario-22-marzo-mulino-pacifico-coerenze1720/feed/</wfw:commentRss>
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		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Il mulino dei matti&#8221;. 15,16,17 giugno 2010, &#8220;Tutti pazzi per il teatro&#8221;, Solot al Mulino Pacifico</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2010/06/14/il-mulino-dei-matti-151617-giugno-2010-tutti-pazzi-per-il-teatro-solot-al-mulino-pacifico/</link>
		<comments>https://www.artempori.it/artempori/2010/06/14/il-mulino-dei-matti-151617-giugno-2010-tutti-pazzi-per-il-teatro-solot-al-mulino-pacifico/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 Jun 2010 09:39:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Solot]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[benevento]]></category>
		<category><![CDATA[mulino dei pazzi]]></category>
		<category><![CDATA[mulino pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[solot]]></category>
		<category><![CDATA[tutti pazzi per il teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[Mulino Pacifico: martedì 15 &#8211; mercoledì  16 – giovedì 17 giugno ore 19,00 e 21,00 Necessaria la prenotazione allo 0824 47037 perché lo spettacolo è a numero chiuso (massimo 20 spettatori).  Scheda dello spettacolo   “Il Mulino dei Matti” realizzazione dagli Allievi della Scuola Teatro Solot. Regia di Michelangelo Fetto.  L’ultimo spettacolo della rassegna “teatro [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Mulino Pacifico: martedì 15 &#8211; mercoledì  16 – giovedì 17 giugno ore 19,00 e 21,00 </strong></p>
<p><strong>Necessaria la prenotazione allo 0824 47037 perché lo spettacolo è a numero chiuso (massimo 20 spettatori).  Scheda dello spettacolo</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><em>“Il Mulino dei Matti”</em> realizzazione dagli Allievi della Scuola Teatro Solot. Regia di Michelangelo Fetto.  </strong></p>
<p style="text-align:justify;">L’ultimo spettacolo della rassegna “teatro della diversità” organizzata dal Centro di salute Mentale di Puglianello diretto dal dottore Maurizio Volpe è quello della <strong>compagnia SOLOT</strong> che fa capo a Tonino Intorcia e Michelangelo Fetto, conosciuta a Benevento: sia per gli spettacoli che ha messo in scena, sia per le rassegne teatrali che organizza, sia per il suo impegno nel sociale dimostrato in diverse occasioni realizzando anche spettacoli con i detenuti nel carcere di Benevento.</p>
<p style="text-align:justify;">Con questo spirito di partecipazione civile e solidarietà sociale, dunque, la Scuola Teatro della Solot ha aderito alla “Rassegna teatro della diversità” perché, come dichiarato dal regista Michelangelo Fetto: “Troviamo di fondamentale importanza far conoscere le tematiche della salute mentale ai  nostri giovani allievi ed esprimere un’opinione attraverso quel meraviglioso atto di libertà che è uno spettacolo teatrale”.</p>
<p style="text-align:justify;">Come evidenzia il titolo <strong><em>“Il Mulino dei Matti” </em></strong>lo spettacolo si tiene al Mulino Pacifico: riservato solo a una ventina di spettatori per volta – indispensabile, perciò la prenotazione, &#8211; vedrà il pubblico e gli attori muoversi insieme e confondersi in uno spazio scenico allargato sia all’interno che all’esterno del Mulino Pacifico.</p>
<p style="text-align:justify;">E lo spettacolo, come si legge nelle note di regia: “Racconta di come un giorno un medico coraggioso fece capire al paese intero che la malattia mentale era curabile e che il sistema sanitario in merito aveva adottato una metodologia completamente sbagliata. Fino ad allora la cura riservata ai cosiddetti malati di mente era qualcosa che poco differiva dal sistema carcerario italiano e che comunque portava allo stesso risultato: la morte civile. Il sistema supportato dalla comunità scientifica nazionale trovava più semplice considerare il malato un individuo da sedare, trattare con l’elettroshock, all’occorrenza malmenare ed isolare dal resto della società civile perché inadatto a farne parte, addirittura pericoloso.</p>
<p style="text-align:justify;">Nacque dunque la legge 180 il cui spirito era quello di porsi in ascolto del malato, recuperare il rapporto con le famiglie, tirar fuori il male oscuro attraverso pratiche inusuali come per esempio quelle artistiche: teatro, pittura, musica. I risultati ? Eccezionali e per due ordini di motivi: il primo consiste nell’enorme numero di esseri viventi strappati all’oblio e recuperati ad un’esistenza vera (sono migliaia le testimonianze), il secondo sta nella chiusura dei lager (manicomi) che si distinguevano dai campi di sterminio solo per l’assenza delle camere a gas…  perché per il resto, e cioè per la sporcizia, i modi di trattamento, l’esiguità e la pessima qualità  del vitto, la pratica della tortura (malati legati al letto per mesi interi a dimenarsi nelle proprie feci e martoriati dalle piaghe da decubito), per i comportamenti dei carcerieri (medici ed infermieri), era veramente difficile notare le differenze.</p>
<p style="text-align:justify;">Ed oggi? La cronaca di tutti i giorni ci dice che, fra le altre, anche la legge 180 non è granché rispettata ed i manicomi  esistono ancora ……. Una cortina di silenzio è l’ultima cosa che serve in casi come questi, in una situazione sociale che a causa del moltiplicarsi delle nevrosi imposte dalla modernità vede il moltiplicarsi dei disturbi di mente magari in forme anche più subdole del passato. Pensate ad esempio alle vittime della depressione che insorge nei milioni di persone che ogni anno restano senza lavoro : pensate che in molti casi la depressione è solo il prologo di una grave atto (estremo) come il suicidio.</p>
<p style="text-align:justify;">Perciò, sottolineando quale meraviglioso atto di libertà è uno spettacolo teatrale, ci piace concludere citando quel grande artista che fu Giorgio Gaber: <strong><em>“La libertà non è star sopra un albero. Non è neanche avere un’opinione. La libertà non è uno spazio libero. Libertà è partecipazione</em></strong>””</p>
<p style="text-align:justify;"><strong><em>Associazione la “Rete sociale onlus”  </em></strong></p>
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		<title>Tutti pazzi per il teatro: 3, 7, 8 e 16 giugno 2010</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 15:41:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Solot]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[antonella santagata]]></category>
		<category><![CDATA[centro uocsm puglianello]]></category>
		<category><![CDATA[compagnia teatrale instabile]]></category>
		<category><![CDATA[franco basaglia]]></category>
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		<category><![CDATA[luce di dentro]]></category>
		<category><![CDATA[maurizio volpe]]></category>
		<category><![CDATA[michelangelo fetto]]></category>
		<category><![CDATA[mulino dei pazzi]]></category>
		<category><![CDATA[raffaela melisi]]></category>
		<category><![CDATA[solot]]></category>
		<category><![CDATA[tutti pazzi per il teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutti Pazzi x il Teatro: Rassegna Teatro della Diversità 3 GIUGNO-TEATRO COMUNALE La luce di dentro. Viva Franco Basaglia. Regia di Giuliano Scabia in collaborazione con Claudio Misculin e Accademia della Follia  7 GIUGNO-TEATRO COMUNALE Non ti pago di Eduardo De Filippo Regia di Raffaela Melisi. LABORATORIO E’ PIU’ BELLO INSIEME-COOPERATIVA LA SOLIDARIETA’ 8 GIUGNO-TEATRO [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/06/tuttipazzi_post.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2808" title="tuttipazzi_post" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/06/tuttipazzi_post.jpg" alt="" width="500" height="358" /></a><br />
Tutti Pazzi x il Teatro: Rassegna Teatro della Diversità</strong></p>
<p><strong>3 GIUGNO-TEATRO COMUNALE<br />
</strong><strong>La luce di dentro. Viva Franco Basaglia.<br />
</strong><strong>Regia di Giuliano Scabia<br />
</strong>in collaborazione con Claudio Misculin e Accademia della Follia</p>
<p><strong> </strong><strong>7 GIUGNO-TEATRO COMUNALE<br />
</strong><strong><em>Non ti pago</em></strong><strong> di Eduardo De Filippo<br />
</strong><strong>Regia di Raffaela Melisi.<br />
</strong>LABORATORIO E’ PIU’ BELLO INSIEME-COOPERATIVA LA SOLIDARIETA’</p>
<p><strong>8 GIUGNO-TEATRO COMUNALE<br />
</strong><strong>Il medico dei Pazzi-Eduardo Scarpetta<br />
</strong><strong>Regia di Antonello Santagata<br />
</strong>LA COMPAGNIA TEATRALE “ I N S T A B I L E”DEL CENTRO “UOCSM” DI PUGLIANELLO</p>
<p><strong>16</strong> <strong>GIUGNO-MULINO PACIFICO 0824 47037<br />
</strong><strong><em>Il Mulino dei Pazzi</em></strong><strong>  di Michelangelo Fetto<br />
</strong>ALLIEVI SCUOLA TEATRO SOLOT </p>
<p>Organizzazione: UOCSM Puglianello<br />
Responsabile: Maurizio Volpe<br />
Direzione Artistica: Antonello Santagata</p>
<p>Rete Sociale ONLUS  <a href="http://www.ilenzuolibianchi.wordpress.com">www.ilenzuolibianchi.wordpress.com</a><br />
<strong>Ingresso libero&gt;prenotazioni 0824.946550 <a href="mailto:info@tabularasaeventi.net">info@tabularasaeventi.net</a> </strong></p>
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		<title>Valani. Attori e spettatori, di ieri e di oggi</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2010/05/09/valani-attori-e-spettatori-di-ieri-e-di-oggi/</link>
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		<pubDate>Sun, 09 May 2010 00:02:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Masone]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[benevento]]></category>
		<category><![CDATA[solot]]></category>
		<category><![CDATA[valani]]></category>

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		<description><![CDATA[Valani: attori e spettatori di ieri e di oggi Nel Valani, del 5 maggio, al Teatro Comunale, facendo eccezione alla mia pigra attitudine di fruitore culturale, ho assistito, tra le altre cose mirabili, a un ottimo Tonino Intorcia. Così convincente che, quando parodiava gli spettatori della fiera ignobile, mi ha trasferito il senso di morbosità dello spettatore. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h4 style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Valani: attori e spettatori di ieri e di oggi</span></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Nel Valani, del 5 maggio, al Teatro Comunale, facendo eccezione alla mia pigra attitudine di fruitore culturale, ho assistito, tra le altre cose mirabili, a un ottimo Tonino Intorcia.</span></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Così convincente che, quando parodiava gli spettatori della fiera ignobile, mi ha trasferito il senso di morbosità dello spettatore. Tale è stata la capacità di elevare dal passato una denuncia che io, come spettatore del &#8220;Valani&#8221;, mi sono percepito colpevole delle odierne ingiustizie quanto, all&#8217;epoca, lo era lo spettatore della fiera dei valani.</span></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Ho rivisto la morbosità che, per spegnere la propria noia, il passante utilizzava soffermandosi alla fiera dei valani. Ebbene quel suo gesto morboso al servizio dell&#8217;ignavia poteva essere indirizzato altrove al servizio di un&#8217;idea, di un progetto che cambiasse il mondo, invece di esserne complice.</span></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Ho pensato che se fosse sufficiente essere spettatori, alla fine di uno spettacolo pregnante come Valani, tutti &#8220;cadremmo in ginocchio a venerarci l&#8217;un l&#8217;altro&#8221;.</span></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Ho pensato alla funzione di chi agisce e a quella di fruitore. Ho pensato alla morbosità che, tutta d&#8217;un pezzo, il protagonista (egocentrico?) utilizza per una direzione che incide nel mondo e a quella morbosità sparsa che, invece, la persona normalizzata disperde, nell&#8217;essere complice del mondo, in tanti piccoli frammentari pezzi che, presi ognuno a sé stante, non evidenziano alcuna negatività, ma che, nell&#8217;insieme, costituiscono una morbosità collettiva che decide al posto dell&#8217;uomo. </span></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Ho pensato alla morbosità diluita, come resa invisibile, quando disperdiamo le nostre energie, per colmare la noia con approccio individualistico, in viaggi che non ci portano a nessuna parte, in comunicazioni voyeuristiche su fb, nell&#8217;acquistare un ennesimo prodotto di cui non abbiamo bisogno.</span></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Ho pensato a quei villaggi rurali dove la festa del grano non era, come oggi, uno spettacolo promosso da attori a favore di curiosi e morbosi, quanto inutili, spettatori, ma un&#8217;azione di condivisione naturale e obbligata che coinvolgeva, come protagonisti, tutti i componenti di una comunità territoriale.</span></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Certo, la specializzazione del lavoro, causa principale di una carente coesione sociale, non può essere rimossa, ma certo si possono perseguire degli adattamenti.</span></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Lo spettacolo Valani è un evento comunitario perché coinvolge, a vario titolo, più persone e più elementi del nostro territorio: le attività per la realizzazione dello spettacolo, “iniziate” negli anni cinquanta, vedono, come protagonisti, l&#8217;indimenticabile don Ciccio Romano (avvocato beneventano), Elisabetta Landi (Libreria Luidig, BN), Michelangelo Fetto e Tonino Intorcia (Solot) e i Sancto Ianne. </span></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">La valenza comunitaria di questo evento dovrebbe dare la stura a un più ampio e strutturato agire condiviso in cui ognuno, in base alle proprie specificità, da protagonista, mette a disposizione del territorio, canalizzandole, le proprie energie (morbosità) e contribuendo a uno spettacolo collettivo che vede tutti, come attori e spettatori emozionati dall&#8217;altro.</span></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Questo procedere in rete consente che le specificità (diversità) siano motivo di inclusione e non di esclusione. Mettere in circuito le competenze di ognuno di noi realizza le basi per una democrazia partecipata.</span></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">La congiuntura sperimentata dal &#8220;Valani&#8221; non sia svilita per consentire, a noi spettatori di oggi, un inutile gesto di pietismo, quando ormai è tardi, quando l&#8217;ingiustizia è acclarata sotto gli occhi di tutti.</span></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Evitiamo che il beneventano di oggi, rivestendo il ruolo di spettatore scandalizzato dei valani di ieri, di fatto, sia autorizzato ad essere lo spettatore inconsapevole di quelle ingiustizie di oggi che non sono ancora acclarate.    </span></h4>
<h4 style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Alessio Masone</span></h4>
<p> </p>
<p><a href="http://artempori.wordpress.com/2010/03/25/valani-una-storia-nostra-di-peppe-porcaro/">http://artempori.wordpress.com/2010/03/25/valani-una-storia-nostra-di-peppe-porcaro/</a></p>
<p><a href="http://artempori.wordpress.com/2010/03/19/valani-solot-e-sancto-ianne-20-e-21-marzo-2010-al-mulino-pacifico-bn/">http://artempori.wordpress.com/2010/03/19/valani-solot-e-sancto-ianne-20-e-21-marzo-2010-al-mulino-pacifico-bn/</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Valani. Replica al Teatro Comunale, 5 maggio 2010</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2010/05/03/valani-replica-al-teatro-comunale-5-maggio-2010/</link>
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		<pubDate>Mon, 03 May 2010 21:16:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Solot]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[michelangelo fetto]]></category>
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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/05/valani-5-maggio-101.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2675" title="Valani-5-maggio-'10" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/05/valani-5-maggio-101.jpg" alt="" width="500" height="706" /></a></p>
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		<item>
		<title>&#8220;Valani, una storia nostra&#8221; di Peppe Porcaro</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2010/03/25/valani-una-storia-nostra-di-peppe-porcaro/</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 22:36:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[.Rassegna stampa]]></category>
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		<description><![CDATA[Posto l&#8217;ottimo articolo di Peppe Porcaro sullo spettacolo “Valani”. Lo definisce &#8220;una storia nostra&#8221; perché “Valani” descrive una consuetudine radicata nella normalità della vita beneventana, poi, riconosciuta vergognosa. Ma è &#8220;una storia nostra&#8221; anche perché le attività per la realizzazione dello spettacolo, “iniziate” negli anni cinquanta, vedono, come protagonisti, l&#8217;indimenticabile don Ciccio Romano (avvocato beneventano), Elisabetta Landi (Libreria Luidig, BN), Michelangelo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Posto l&#8217;ottimo articolo di Peppe Porcaro sullo spettacolo “Valani”. Lo definisce &#8220;una storia nostra&#8221; perché “Valani” descrive una consuetudine radicata nella normalità della vita beneventana, poi, riconosciuta vergognosa.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Ma è &#8220;una storia nostra&#8221; anche perché le attività per la realizzazione dello spettacolo, “iniziate” negli anni cinquanta, vedono, come protagonisti, l&#8217;indimenticabile don Ciccio Romano (avvocato beneventano), Elisabetta Landi (Libreria Luidig, BN), Michelangelo Fetto e Tonino Intorcia (Solot) e i Sancto Ianne. </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Ritengo di ringraziare tutti questi per aver fatto giustizia due volte: nell&#8217;innescare processi culturali che procurano giustizia (ai valani di ieri) e nell&#8217;utilizzare temi e risorse locali che agevolano una comunità che, identitaria e coesa, è portatrice naturale di giustizia (ai valani di oggi).</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#993300;">Alessio Masone</span></p>
<p><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/03/valani-2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2565" title="valani 2" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/03/valani-2.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p><a title="Permanent Link: Valani, una storia nostra" rel="bookmark" href="http://www.campaniapress.com/?p=5298">Valani, una storia nostra </a></p>
<div>
<div>
<p>di <strong>Peppe Porcaro &#8211; </strong>23 marzo 2010 &#8211; Sanniopress</p>
</div>
<p style="text-align:justify;">C’è una storia mai raccontata che riguarda noi tutti, una storia negata, nascosta. Una storia da non divulgarsi, da tenersi  <em>ammucciata</em> tra le rive del sabato e del Calore.  Una storia che i più preferirebbero dimenticare, tanto la vergogna che si porta dietro.</p>
<p>Una storia di ordinario sfruttamento e schiavitù andata in scena nelle campagne del beneventano fino agli anni sessanta del secolo scorso, quando giovani fanciulli di sesso maschile, e in qualche caso anche i loro padri, venivano venduti agli agrari, notabili proprietari terrieri, per qualche sacco di grano e poche lire.</p>
<p style="text-align:justify;">Il prezzo veniva concordato nella centralissima piazza Orsini di Benevento, all’ombra delle macerie del Duomo fatto oggetto del bombardamento alleato. Tutto accadeva alla luce del sole,dunque. Sotto gli occhi della città ignava. Il 15 di agosto, giorno dedicato all’Assunta, le famiglie povere del contado beneventano portavano i loro figli sul candido marmo degli scalini del Duomo perché, acquistati dal Padrone, diventassero infine Valani.</p>
<p style="text-align:justify;">L’acquisto del Valano da parte del Padrone avveniva dietro  un’attenta valutazione morfofunzionale del candidato: al malcapitato veniva richiesto di aprire la bocca perché si constatasse lo stato di salute. Poi il Padrone controllava spalle e gambe per sincerarsi della capacità del <em>Ualano</em> a sopportare lo sforzo fisico. Infine si pattuiva il prezzo, che per un anno di lavoro non andava oltre 2-3 quintali di grano e mille-duemila lire! </p>
<p style="text-align:justify;">I giovani <em>valani</em> così acquistati  passavano, per un intero anno, nella piena disponibilità degli agrari il giorno 8 settembre, natività della vergine Maria non a caso Protettrice dei <em>Ualani</em>. Presso il padrone il valano si occupava in genere del lavoro in stalla e di ogni altra attività propria del calendario agricolo. Tornava il valano  presso la sua famiglia per poche ore ogni 2-3 settimane per la cambiata, ossia per depositare panni sporchi e prenderne di puliti, quando c’erano. Per il resto ai giovani schiavi non restava che lavoro a servizio e sopraffazione, anche fisica, fino al 15 agosto successivo quando, tornati in piazza Orsini, ci si poteva ancora una volta vendere ad un nuovo padrone. E così via, di catena in catena.</p>
<p style="text-align:justify;">La città di Benevento, come detto, assisteva con ignavia  al mercato dei <em>Ualani.</em> Per molti beneventani, in verità, il giorno dell’Assunta era un diversivo importante, un modo come un altro per godersi lo spettacolo.</p>
<p style="text-align:justify;">Ci volle la penna e la sensibilità dell’indimenticato Francesco “Ciccio” Romano per denunciare pubblicamente l’ignobile mercato. Romano pubblicò un primo articolo nel 1950 sul Secolo Nuovo (Uomini venduti in cambio di sacchi di grano) cui fecero seguito altri due articoli-denunce. Successivamente all’avvocato Francesco Romano dell’ignobile tratta si interessano Corrado Alvaro, Luigi Einaudi, Gaetano Salvemini. Ci fu anche un’interrogazione parlamentare, nel 1952, a firma del socialista Luigi Renato Sansone. Grande scandalo per la pubblica esposizione di carne umana nel mercato di piazza Duomo Benevento.</p>
<p style="text-align:justify;">Ci si interrogò sulla stampa nazionale delle condizioni in cui versavano le popolazioni rurali nel Mezzogiorno. Poi i cambiamenti economici che investirono l’Italia del secondo dopoguerra (campagne comprese) posero fine alla tratta dei <em>Ualani</em> oggi in verità sostituita, in molte realtà agricole del Paese, dal vergognoso sfruttamento degli immigrati, soprattutto africani ma anche rumeni e indiani, i nuovi valani.</p>
<p style="text-align:justify;">Quella dei <em>Ualani</em>, gli schiavi bambini, rischiava di essere una storia non raccontata, una storia persa. Dunque, una non storia. Ci ha pensato però una giovane studiosa sannita, Elisabetta Landi, a dare voce ai <em>Ualani </em>con la sua pregevole Tesi in storia moderna e contemporanea<em> “Valani e Varzoni: la schiavitù nel beneventano nel secondo dopoguerra (1945-1960</em>)”. Ora quel lavoro della Landi, liberamente adattato dalla Solot compagnia stabile di Benevento,  è diventata un’opera teatrale e magistralmente rivive con le parole di Michelangelo Fetto e Tonino Intorcia e le musiche originali, eseguite dal vivo, dei Sancto Ianne chiamati pure a sostenere il ruolo del Coro recitante, come da migliore tradizione. Valani, questo il titolo, è andato in scena con gran successo al Mulino Pacifico il 20 e 21 marzo.</p>
<p style="text-align:justify;">Due sole serate per ricordare l’immane dramma che ha riguardato diverse centinaia di giovani <em>Ualani</em> e una fetta di storia della nostra città.  L’augurio è che la città voglia ora riscattarsi da questa sua storia, vergognandosene quanto basta ma non nascondendola, come sua consuetudine. La si porti in giro nei teatri, dunque. Che se ne faccia un libro, e poi un altro ancora. E magari un film, perché no? Ma soprattutto, che qualche docente coraggioso, o forse soltanto curioso, ne parli a scuola a quei ragazzi che oggi hanno la stessa età dei <em>Ualani</em> di allora.</p>
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		<title>&#8220;Valani&#8221;: Solot e Sancto Ianne, 20 e 21 marzo 2010 al Mulino Pacifico BN</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 10:28:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[.Eventi locali]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[michelangelo fetto]]></category>
		<category><![CDATA[mulino pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[sancto ianne]]></category>
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		<description><![CDATA[Ci fu un tempo, neanche tanto lontano, in cui nella nostra città si svolgeva periodicamente una fiera. Non era una fiera convenzionale in cui si vendevano alimenti, vino, manufatti o bestiame … si vendevano i valani. Chi erano i valani? Bambini, figli di povera gente, fittati in cambio di un sacco di grano di scarsa [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2010/03/valani.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2543" title="valani" src="http://artempori.files.wordpress.com/2010/03/valani.jpg?w=300" alt="" width="300" height="200" /></a>Ci fu un tempo, neanche tanto lontano, in cui nella nostra città si svolgeva periodicamente una fiera. Non era una fiera convenzionale in cui si vendevano alimenti, vino, manufatti o bestiame … si vendevano i valani. Chi erano i valani? Bambini, figli di povera gente, fittati in cambio di un sacco di grano di scarsa qualità e poche lire, per una stagione o un anno intero, al proprietario terriero, che da quel giorno diventava il padrone. Il mercato si svolgeva a Benevento, il giorno dell’Assunta, in Piazza Orsini …</p>
<p>Solot e Sancto Ianne, prendendo spunto da documenti inediti e testimonianze orali, raccontano tra musica e parole una tragedia locale che, ancora oggi, Benevento non vuole ricordare.</p>
<p>[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=YzZP2PuMDUc]</p>
<p>Mulino Pacifico 20 e 21 marzo ore 20.30<br />
Solot Compagnia Stabile di Benevento e Sancto Ianne<br />
presentano</p>
<p>Valani</p>
<p>di Michelangelo Fetto<br />
musiche composte ed eseguite dai Sancto Ianne</p>
<p>con<br />
Michelangelo Fetto e Antonio Intorcia<br />
e con<br />
Gianni Principe – voce<br />
Ciro Maria Schettino – chitarre e mandoloncello<br />
Antonio Pasquariello – chitarre<br />
Raffaele Tiseo – violino<br />
Sargio Napolitano – fisarmonica<br />
Massimo Amoriello – basso elettrico<br />
Alfonso Coviello – percussioni</p>
<p>regia Michelangelo Fetto<br />
una produzione Solot Compagnia Stabile di Benevento e Sancto Ianne</p>
<p>Figli senza a faccia<br />
pe’ chi vo’ sulo doje braccia,<br />
figli pelle e chianto<br />
nisciuno ve fa santo maje,<br />
figli ‘e poca storia<br />
stipata int’a memoria,<br />
figli malaciorta<br />
e chi pensa: a ciorta se po accattà,<br />
o futuro e chesta terra è scritto già<br />
dint’all’ uocchie e chillo figlio che sarrà.<br />
(da Valani – di Ciro Schettino)</p>
<p>Un lavoro di scrittura che ha impegnato Michelangelo Fetto nell’indagare un fenomeno tipico e ancora oscuro della nostra storia, che riporta a galla ricordi dolorosi per i sopravvissuti insieme alla consapevolezza che il centro storico della città sia stato scenario di immensa crudeltà.<br />
Le atmosfere musicali dei Sancto Ianne che accompagnano la drammatizzazione si accordano con il lavoro storico del gruppo, che si è sempre ispirato a storie strettamente legate al territorio.<br />
Attori e musicisti si sono incontrati nel desiderio comune di dare voce alla vicenda storica di quegli uomini che ancora oggi portano sulla pelle i segni della violenza e tra le labbra il sapore della fame, vecchi guerrieri col viso ancora segnato a raccontare il dramma che ne ha segnato l’esistenza, rendendoli per sempre “valani”.</p>
<p>Biglietteria dalle ore 17.00 presso il Mulino Pacifico.  <a href="http://www.solot.it/">http://www.solot.it/</a></p>
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