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	<title>Art&#039;Empori &#187; violenza di genere</title>
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	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
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		<title>Amore che non è</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Feb 2015 19:41:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[..Articoli Testata]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[michelangelo viscione]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>

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		<description><![CDATA[[di Michelangelo Viscione] L’evoluzione ha selezionato per l’uomo, essere sociale per eccellenza, un meccanismo connesso alla riproduzione e cura della prole che è stato ed è fondamentale per il successo della specie, e cioè l’innamoramento, ovvero l’attrazione tra due individui in genere di sesso differente (ma non sempre), atta a creare una relazione duratura che [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/02/violenza-donne_470x305.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-16007" alt="violenza-donne_470x305" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2015/02/violenza-donne_470x305-300x194.jpg" width="300" height="194" /></a>[di Michelangelo Viscione] L’evoluzione ha selezionato per l’uomo, essere sociale per eccellenza, un meccanismo connesso alla riproduzione e cura della prole che è stato ed è fondamentale per il successo della specie, e cioè l’innamoramento, ovvero l’attrazione tra due individui in genere di sesso differente (ma non sempre), atta a creare una relazione duratura che attraverso l’intesa sessuale e la vita in comune, permetta la nascita, crescita e maturazione della prole, o in mancanza di questa, consenta la conduzione di un’esistenza condivisa, in un rapporto di reciproca “dipendenza”, stima, aiuto, assistenza e conforto.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa condizione amorosa è stata considerata, come tutte  le cose che non si capiscono,  un mistero e, complici frotte di poeti, scrittori e cantori, come una malattia (per Shakespeare una febbre), o un vero e proprio stato di pazzia.</p>
<p style="text-align: justify;">Persino la filosofia ha contribuito a questa associazione. Platone nel suo Fedro, nel discorso a capo coperto, fa dire a Socrate che l’amore e’ pazzia o meglio “divina mania” che “mette le ali” all’uomo e lo eleva verso il mondo delle idee.</p>
<p style="text-align: justify;">La cosa si riflette anche nel linguaggio comune basti pensare alla locuzione  “pazzo d’amore”.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo accostamento di amore e pazzia è stato estremamente deleterio, a mio avviso, nel determinare un grave malinteso insito nella comune accezione  di questo sentimento. Infatti  ha contribuito ad accettare questa presunta follia come  fatto naturale, indissolubilmente legato al sentire amoroso,  inevitabile stato positivo di esaltazione  che nobilita chi ne è pervaso.</p>
<p style="text-align: justify;">Le neuroscienze stanno sempre più definendo centri nervosi e relativi neurotrasmettitori coinvolti in questo stato del nostro cervello, mentre non e’ interessato il cuore se non per qualche palpito indotto. Questi studi hanno evidenziato come l’amore sia associato ad uno stato di dipendenza, tipo quello che attraverso il circuito della ricompensa interviene nell’abuso di sostanze tossiche come l’eroina o la nicotina. Infatti si verificano  dipendenza, tolleranza, astinenza e ricaduta. Questo ha favorito il malinteso dell’amore come stato patologico.</p>
<p style="text-align: justify;">In realta’ si tratta di meccanismi fisiologici che possono però sfociare nella patologia allorché si innestano su un substrato genetico-ambientale di psicosi o di patologia dell’empatia, portando a quei delitti, sempre più frequenti, scatenati dal rifiuto violento dell’abbandono del partner.</p>
<p style="text-align: justify;">Sotto un ponte, in quel di Benevento, è scritto su un muro “ Se è vero amore si perdona anche un momento di follia”.</p>
<p style="text-align: justify;">Nulla di più falso per questa frase  che cela un substrato psicotico.</p>
<p style="text-align: justify;">L’equivoco nasce dal considerare la persona amata come un oggetto da possedere, una parte di se sulla quale ci si arroga ogni diritto, di vita e di morte persino.</p>
<p style="text-align: justify;">Amare viene confuso con possedere. In una società volta perennemente alla competizione per l’accumulo anche l’amore, sentimento altruistico per antonomasia, viene contaminato dall’egoismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Amare invece è saper rinunciare. E’ disinteresse e rispetto per chi si ama. E’ desiderare la felicità altrui. E’ identificare la felicita’ propria con quella della persona amata.</p>
<p style="text-align: justify;"> Il vero amante è quello che è felice quando si realizza la felicità dell’altro, anche se questo significa restare solo, altrimenti è sentimento egoistico che imponendo la propria volontà, incatena e soffoca, come un bambino che volendo trattenere il suo uccellino lo stringe troppo e  lo perde.</p>
<p style="text-align: justify;">Amare è lasciare libero ciò che si ama proprio perché si ama, anche se, non ricambiati, questo vuol dire vederlo nelle braccia di un altro/a. Si ama per ciò che si è disposti a sacrificare e non per ciò che non si è disposti a perdere (Salomone docet).</p>
<p style="text-align: justify;">Il cinema, la televisione, la letteratura e la poesia, dovrebbero correggere la rotta e mostrare l’amore come sentimento che eleva e non degrada allo stato ferale, educando allo stesso tempo al suo riconoscimento. Questo contribuirà a mettere in guardia specie il gentil sesso dal discernere il vero amore da quello patologico, evitando i rozzi e violenti, che con la pretesa del “tu sei tutto per me” si permettono di sottomettere, soggiogare ed usare violenza, cosa che riguarda soprattutto donne intrise di malinteso “romanticismo” ed ubriache di romanzi d’appendice (leggi Madame Bovary ), o di trasmissioni o fictions TV estremamente deleteri.</p>
<p style="text-align: justify;">In definitiva  ama col cervello nelle sue parti più istintuali (il cosiddetto “cuore”) ma sempre sotto il governo della ragione (corteccia frontale).</p>
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		<item>
		<title>I miserabili. Violenza sulle donne. Al Madre di Napoli, 29 marzo. Coerenze:14/20</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2014/03/26/i-miserabili-violenza-sulle-donne-al-madre-di-napoli-29-marzo-coerenze1420/</link>
		<comments>https://www.artempori.it/artempori/2014/03/26/i-miserabili-violenza-sulle-donne-al-madre-di-napoli-29-marzo-coerenze1420/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2014 07:51:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Comunicati Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[barbara bonfilio]]></category>
		<category><![CDATA[Désirée Klain]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Gema Ruperez]]></category>
		<category><![CDATA[Giuliana Ippolito]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio De Giovanni]]></category>
		<category><![CDATA[mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Periferie del mondo – Periferia Immaginaria]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Renna]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>
		<category><![CDATA[violenza sulle donne]]></category>

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		<description><![CDATA[Presentazione del progetto I MISERABILI a cura di Rosaria Désirée Klain e Giuliana Ippolito per l’Associazione Culturale Periferie del mondo – Periferia Immaginaria 29.03.14 ore 10.00 &#8211; 19.00 Sala delle colonne, primo piano In occasione del mese di marzo, dedicato alla donna, il MADRE propone una giornata per festeggiare la figura femminile e portare l’attenzione [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3 id="yui_3_13_0_ym1_1_1395819027223_4605" style="text-align: left;" align="center">Presentazione del progetto<i id="yui_3_13_0_ym1_1_1395819027223_4603"><br />
<em id="yui_3_13_0_ym1_1_1395819027223_4602">I MISERABILI</em></i></h3>
<p id="yui_3_13_0_ym1_1_1395819027223_4608" style="text-align: left;" align="center">a cura di Rosaria Désirée Klain e Giuliana Ippolito per l’Associazione Culturale Periferie del mondo – Periferia Immaginaria</p>
<p id="yui_3_13_0_ym1_1_1395819027223_4475" style="text-align: left;" align="center">29.03.14<br />
ore 10.00 &#8211; 19.00<br />
Sala delle colonne, primo piano</p>
<p id="yui_3_13_0_ym1_1_1395819027223_4595" style="text-align: justify;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/03/madre-museo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-11425" alt="madre museo" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/03/madre-museo.jpg" width="100" height="100" /></a>In occasione del <b id="yui_3_13_0_ym1_1_1395819027223_4597">mese di marzo, dedicato alla donna</b>, il MADRE propone una giornata per festeggiare la figura femminile <b id="yui_3_13_0_ym1_1_1395819027223_4596">e portare l’attenzione su un tema di drammatica attualità, quale quello della violenza nei confronti delle donne</b>. Chi sono oggi <b id="yui_3_13_0_ym1_1_1395819027223_4610"><i id="yui_3_13_0_ym1_1_1395819027223_4609">I Miserabili</i></b>? Parafrasando il capolavoro di Victor Hugo, il progetto ribalta la prospettiva consegnataci dalla cronaca e porta l’attenzione del pubblico non verso le vittime delle violenze ma verso i loro carnefici spesso invisibili. Una selezione di immagini fotografiche mostra i volti invisibili di chi è autore della violenza, la miseria umana, lo squallore di un’esistenza che distrugge e si autodistrugge, annientata dalla follia di un gesto.</p>
<p>Il concept fotografico “I Miserabili” a cura di <b>Stefano Renna</b>, ideato e diretto da <b>Désirée Klain</b>, è il risultato di un accurato lavoro di ricerca; un lavoro reso possibile grazie all’apporto di reporter, psicologi, cronisti di giudiziaria e avvocati.<br />
In museo sarà presentato anche un corner concepito e realizzato da <b>Giuliana Ippolito</b>, una sorta di “sfogatoio” dove tutti i visitatori potranno portare nella giornata del 29 marzo un oggetto simbolicamente liberatorio rispetto alle violenze che ognuno a suo modo ha subito o continua a subire nel proprio quotidiano.</p>
<p id="yui_3_13_0_ym1_1_1395819027223_4616" style="text-align: justify;">Previste nella giornata del 29 marzo, dalle ore 10, anche due performance che coinvolgeranno il visitatore invitandolo a riflettere sulla orribile realtà della violenza, con l’intervento dell’artista spagnola <b>Gema Ruperez</b> e dell’artista italiana <b>Barbara Bonfilio</b>. &#8221;Le donne a differenza degli uomini – affermano ancora le curatrici &#8211; conservano oggetti ed emozioni. L’invito a tutte le donne a liberarsi di questo carico attraverso la performance artistica rappresenta un retrocedere rispetto a odi e violenze, una rappresentazione fisica di una memoria collettiva&#8221;.</p>
<p id="yui_3_13_0_ym1_1_1395819027223_4613" style="text-align: justify;">Durante la presentazione è infine previsto un intervento dello scrittore <b>Maurizio De Giovanni</b>, che proporrà un racconto inedito contro il femminicidio, scritto appositamente per la manifestazione.</p>
<p id="yui_3_13_0_ym1_1_1395819027223_4621" style="text-align: left;" align="center"><strong id="yui_3_13_0_ym1_1_1395819027223_4620">Ingresso gratuito al Museo per tutte le donne.</strong></p>
<p>—</p>
<p>SEGUONO I <a href="http://www.artempori.it/artempori/2013/09/27/metodi-responsabili-per-la-fruizione-di-iniziative-socio-culturali/" target="_blank"><strong>METODI RESPONSABILI</strong></a> CON CUI ART’EMPORI HA VAGLIATO L’EVENTO<br />
Chi è interessato può comunicarci eventuali modifiche da apportare alla seguente ipotesi (<a href="ecovicino@yahoo.it" target="_blank">ecovicino@yahoo.it</a>).</p>
<p>_____________________________________________________________</p>
<table width="690" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td rowspan="2" width="500" height="264"><em><strong>PoeCivismo.</strong><br />
<strong>Metodi responsabili<br />
per la fruizione di iniziative socio-culturali</strong><br />
Questi Metodi agevolano PRATICHE<br />
capaci di inclusione e cittadinanza non delegata.<br />
Ogni iniziativa, infatti, a prescindere dall’encomiabile<br />
tema trattato, paradossalmente rischia di utilizzare<br />
un metodo escludente e delegato che è incoerente<br />
con qualsiasi processo culturale che voglia creare reale<br />
consapevolezza e capacità di azione partecipata dal cittadino.<br />
Non conta l’eccellenza di un’opera, di una teoria o di un evento,<br />
ma cosa ne fa il fruitore, portandola in prima persona nel mondo.<br />
_____________________________________________</em></td>
<td width="20"></td>
<td colspan="2" width="170"><strong>I miserabili. Violenza sulle donne. Al Madre di Napoli, 29 marzo</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="20" height="131"><em> <strong>14/20</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong>TOTALE</strong></em><br />
<b><i>COERENZE</i></b><br />
<em><strong>rilevate</strong></em><br />
<em><strong>con i Metodi </strong></em><br />
<em><strong>responsabili<br />
________</strong></em></td>
<td width="54"><em><strong> </strong></em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="150"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UNA RESISTENZA ECONOMICA TERRITORIALE</em><br />
<em>E UNA REDISTRIBUZIONE DEI REDDITI</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative culturali che, a prescindere<br />
dal tema, promuovono anche l’attitudine a contrastare<br />
la crisi economica che colpisce il cittadino medio e i territori </strong><br />
Ogni iniziativa dovrebbe considerare il bisogno di giustizia sociale<br />
di questa epoca in cui i redditi si stanno spostando dal cittadino<br />
medio ai milionari.<br />
_____________________________________________</em></td>
<td width="20"><em> NO<strong><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong><strong>_________</strong><br />
1. Tutela </strong></em><br />
<em><strong>economica </strong></em><br />
<em><strong>del cittadino </strong></em><br />
<em><strong>e<br />
del territorio<br />
_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="126"><em>PER UN’IDENTITA’ TERRITORIALE</em><br />
<em>E UNA COESIONE SOCIALE</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative culturali che, a prescindere<br />
dal tema, promuovono anche l’identità del territorio<br />
e la coesione sociale che ne deriverebbe</strong><br />
Queste iniziative, in quanto di visibilità pubblica, dovrebbero<br />
considerare la vocazione territoriale e le specificità del luogo<br />
da tutelare come opportunità di identità e di reddito.<br />
_____________________________________________<br />
</em></td>
<td width="20"><em> NO</em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>2. Tutela<br />
identitaria<br />
del territorio</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><em> </em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="123"><em>PER UNA RESPONSABILITA’ SOCIALE CORTA</em><br />
<em>E NON DELEGATA</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative realizzate da associazioni locali<br />
o dai residenti, senza la partecipazione e i fondi<br />
degli enti pubblici</strong><br />
<em>Quando l’iniziativa non è calata dall’alto ma realizzata<br />
in prima persona dai residenti diventa opportunità per<br />
una coesione territoriale e una cittadinanza non delegata<br />
in tutti gli aspetti della vita collettiva.<br />
</em>Se l’iniziativa è realizzata senza i fondi pubblici contiene<br />
meno costi occulti: non pesa sulla collettività;<br />
non partecipa a un modello di sviluppo assistenzialista<br />
e delegato; non si agevola il clientelismo politico;<br />
non è complice dei costi pubblici che, gravando<br />
sull’economia reale, causano la crisi economica<br />
</em><em>a danno dei cittadini e dei territori. </em></td>
<td width="20"><em> <strong><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>3. Senza<br />
enti pubblici</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="177"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’INCLUSIONE DEI LUOGHI</em><br />
<em>CHE ANIMANO IL TERRITORIO</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che, realizzate presso le sedi</strong><br />
<strong>di associazioni e di aziende indipendenti, evitando<br />
i non luoghi </strong><strong>delle sedi istituzionali, si contaminano<br />
dei progetti </strong><strong>e delle persone del territorio</strong><br />
Quando l’iniziativa è realizzata in sedi istituzionali, oltre a gravare<br />
sulla collettività, rischia di proporsi unilateralmente in quanto<br />
non si contamina delle persone e dei progetti che animano<br />
il luogo ospitante.<br />
</em></td>
<td width="20"><em> NO<strong><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>4. Presso<br />
sedi</em></strong><br />
<strong><em>non<br />
istituzionali</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="130"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’ATTITUDINE ALL’INCLUSIONE</em><br />
<em>E PER DISINCENTIVARE IL FAMILISMO</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che, promosse da un’associazione,</strong><br />
<strong>coinvolgono nell’organizzazione le altre associazioni<br />
del territorio </strong><strong>e i residenti locali</strong><br />
Spesso, nelle attività quotidiane del cittadino<br />
e nelle attività culturali e di volontariato, si utilizzano metodi<br />
esclusivi e familistici come avviene<br />
nelle aziende e nella partitocrazia.<br />
</em></td>
<td width="20"><em> NO<strong><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>5. Coinvol-gimento<br />
delle altre associazioni</em></strong><br />
<strong><em>e dei residenti</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="145"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’INCLUSIONE DEI RIONI E DEL TERRITORIO</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che coinvolgono diffusamente<br />
i rioni della città e/o il territorio</strong><br />
Quando l’iniziativa è realizzata, in modo decentrato,<br />
fuori dai luoghi istituzionali, coivolgendo i luoghi, eventualmente<br />
all’aperto, dei rioni, in particolare quelli meno frequentati,<br />
consente un cambiamento che può rimuovere lo squilibrio sociale<br />
e urbanistico della città.<br />
</em></td>
<td width="20"><strong><em> NO<em><strong><br />
</strong></em></em></strong></td>
<td width="116"><strong><em>_________</em></strong><br />
<strong><em>6. Coinvol-<br />
gimento<br />
dei rioni<br />
e/o del<br />
territorio</em></strong><br />
<strong><em>_________</em></strong></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="143"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’AUTODETERMINAZIONE</em><br />
<em>E UNA COESIONE TERRITORIALE</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative ideate da soggetti locali senza aderire<br />
a iniziative promosse a livello sovraterritoriale</strong><br />
Quando l’iniziativa non è calata dall’alto, ma realizzata<br />
esperienzialmente da soggetti locali, diventa opportunità<br />
per una coesione territoriale e per un esercizio<br />
a una cittadinanza non delegata in ogni aspetto collettivo.</em></td>
<td width="20"><em> </em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>7. Senza<br />
aderire</em></strong><br />
<strong><em>a iniziative</em></strong><br />
<strong><em>nazionali</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><em> </em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="166"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER CONTRASTARE LA DELEGA,</em><br />
<em>IL VERTICISMO E L’ESCLUSIONE</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che, non prevedendo l’assegnazione<br />
di premi e riconoscimenti, non proiettano un approccio<br />
competitivo ed esclusivo dell’impegno e della cultura</strong><br />
Quando, all’interno di un’iniziativa, vengono assegnati premi<br />
e riconoscimenti, è opportuno che questi almeno valorizzino<br />
persone non note e/o del territorio.<br />
Assegnando riconoscimenti a persone note, l’iniziativa tende<br />
a dare visibilità a se stessa.</em></td>
<td width="20"><em> </em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>8. Senza</em></strong><br />
<strong><em>premi</em></strong><br />
<strong><em>e selezioni</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><em> </em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="140"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UNA CITTADINANZA INCLUSIVA</em><br />
<em>DELLE SPECIFICITA’ E NON FAMILISTICA</em><br />
<em><strong>Considerare le iniziative per i contenuti<br />
che possono </strong><strong>intrecciarsi con il nostro personale<br />
percorso e non </strong><strong>per il rapporto di amicizia/seduzione<br />
o di inimicizia/intolleranza</strong><br />
<strong>che intratteniamo con chi li organizza </strong><br />
</em><em>Spesso, siamo abituati ad approcciare gli eventi culturali</em><br />
<em>con metodo familistico: li evitiamo per pregiudizio negativo</em><br />
<em>(esclusione) o li frequentiamo per amicizia o simpatia (familismo).</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>9. Considerare</strong><br />
<strong>i contenuti</strong><br />
<strong>e non gli organizzatori</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="124">_____________________________________________<br />
PER UN’AZIONE ETICA DELLE EMOZIONI,<br />
RIDUCENDO LA FRUIZIONE ESTETICA DELLE EMOZIONI<br />
<strong>Considerare le iniziative per la capacità di cambiamento<br />
e non per la piacevolezza emozionale che può renderci passivi<br />
perpetuatori del malessere collettivo</strong><br />
<em>Spesso, siamo abituati ad approcciare gli eventi culturali</em><br />
<em>per l’attitudine emozionale (estetica) ereditata che impedisce</em><br />
<em>l’azione in prima persona e quindi il cambiamento.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>10. Fruizione</strong><br />
<strong>etica, </strong><strong>non estetica</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="158">_____________________________________________<br />
PER UNA COESIONE SOCIALE<br />
E UN’INCLUSIONE DELLE SPECIFICITA’<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che prevedono dibattiti in cui<br />
ogni relatore impegni il tavolo del convegno solo nel momento<br />
del proprio intervento</strong><br />
<em>Ogni relatore dovrebbe essere un membro della platea prestato,</em><br />
<em>temporaneamente e per una sua specificità, alla funzione</em><br />
<em>di consulente di una comunità in cui ognuno è consulente degli altri.</em><br />
<em>Quando possibile, è opportuno che i partecipanti al dibattito</em><br />
<em>siano disposti in cerchio.</em></td>
<td width="20"><strong> </strong></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>11. Senza</strong><br />
<strong>tavolo</strong><br />
<strong>dei relatori</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="113">_____________________________________________<br />
PER UN’INCLUSIONE DELLE SPECIFICITA’<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che, nel comunicare<br />
i nomi delle persone coinvolte, utilizzano<br />
solo eventuali qualifiche pertinenti con l’iniziativa.</strong><br />
<em>Ogni relatore dovrebbe essere impegnato nell’iniziativa<br />
per portare la sua personale specificità acquisita<br />
nel concreto, a prescindere dai titoli.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>12. Senza comunicare</strong><br />
<strong>titoli di studio</strong><br />
<strong>non pertinenti</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="152">_____________________________________________<br />
PER UNA PROMOZIONE<br />
DELLE SPECIFICITA’ DEI CITTADINI<br />
<strong>Valorizzare iniziative (convegni, dibattiti, ecc.)<br />
dove </strong><strong>prendono parte prevalentemente<br />
le competenze tecniche e di fatto</strong><br />
<strong>e non i personaggi politici e istituzionali</strong><br />
<em>Spesso il convegno perde di vista il suo contenuto e diventa</em><br />
<em>luogo di presenzialismo. Le autorità politiche e istituzionali</em><br />
<em>hanno comunque la possibilità di vedersi pubblicati</em><br />
<em>i propri comunicati sui media.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>13. Senza personaggi </strong><br />
<strong>istituzionali</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="117">_____________________________________________<br />
PER UNA CITTADINANZA ARTISTICA NON DELEGATA<br />
E UNA BIODIVERSITA’ CULTURALE<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che prevedono,<br />
come protagonisti, </strong><strong>personaggi e artisti<br />
</strong><strong>non mediaticamente noti<br />
</strong><em>Le iniziative locali hanno senso se danno visibilità<br />
</em><em>a personaggi e/o artisti che non sono già agevolati<br />
</em><em>dai media nazionali.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>14. Senza personaggi<br />
e/o artisti</strong><br />
<strong>massmediatici</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="155">_____________________________________________<br />
PER UNA CITTADINANZA ECONOMICA NON DELEGATA<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che utilizzano monete locali<br />
per incentivare un’economia condivisa, una coesione<br />
sociale e una resistenza economica territoriale<br />
</strong><em>Ogni gesto economico può essere portatore di giustizia<br />
sociale, redistribuzione dei redditi e inclusione del vicino.</em></td>
<td width="20"> NO</td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>15. Con<br />
</strong><strong>moneta locale</strong><strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="138">_____________________________________________<br />
PER UN’INCLUSIONE SOCIALE<br />
<strong>Valorizzare, anche a teatro e ai concerti, le iniziative<br />
in cui non siano previsti posti privilegiati<br />
e biglietti omaggio per le autorità<br />
</strong><em>Per valutare realmente la portata di un evento culturale,<br />
gli esponenti politici ed istituzionali devono misurarsi</em><br />
<em>con esso, in veste di cittadini comuni.</em><br />
Nei luoghi dell’arte, siti dell’emancipazione e della giustizia,<br />
non dovrebbero esistere discriminazioni.</td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>16. Senza</strong><br />
<strong>spazi e posti</strong><br />
<strong>a sedere</strong><br />
<strong>privilegiati</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="148">_____________________________________________<br />
PER UN MODELLO DI SVILUPPO DI PICCOLA SCALA<br />
E PER REDDITI CHE RESTANO SUL TERRITORIO<br />
<strong>Valorizzare le iniziative realizzate senza quegli<br />
ingenti capitali che portano i profitti via dai territori<br />
e che promuovono quel modello di sviluppo che,<br />
basato sui sistemi di scala, è la causa dell’attuale<br />
disagio economico e sociale</strong><br />
<em>Per un modello di sviluppo che includa i piccoli operatori<br />
locali e che incentivi un’economia di piccola scala che</em><br />
<em>produce economia territoriale.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>17. Senza</strong><br />
<strong>ingenti</strong><br />
<strong>investimenti</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="148">_____________________________________________<br />
PER UN’AUTODETERMINAZIONE DEL TERRITORIO<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che, evitando, come sponsor,<br />
aziende estranee al territorio, non rischiano<br />
di veicolare condizionamenti a danno<br />
delle popolazioni locali</strong><br />
<em>Queste iniziative, in quanto di visibilità pubblica, devono essere<br />
autonome dalla aziende che potrebbero condizionare le attività<br />
di autodeterminazione e di coesione della popolazione locale.  </em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>18. Senza</strong><br />
<strong>sponsor<br />
sovraterritoriali</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="148">_____________________________________________<br />
PER UNA CULTURA MATERIALE RESPONSABILE<br />
E UN’ECONOMIA CONDIVISA<br />
<strong>Valorizzare le iniziative culturali che promuovono<br />
i prodotti del territorio o etici, quando prevedono<br />
la somministrazione di cibo o in quanto ospitate<br />
in esercizi commerciali che abitualmente<br />
somministrano cibo del territorio</strong><br />
<em>Processo culturale è quello che, a prescindere dal tema affrontato,<br />
dovrebbe comunque essere capace, nel metodo, di agevolare<br />
identità territoriale, redistribuzione del reddito, tutela ambientale.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>19. Cibo responsabile</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="145">_____________________________________________<br />
PER UN RESPONSABILE USO<br />
DELLE RISORSE NATURALI<br />
<strong>Evitare le iniziative culturali che prevedendo,</strong><br />
<strong>anche accessoriamente, sommistrazione di cibo<br />
e bevande, </strong><strong>utilizzano stoviglie monouso<br />
non biodegradabili</strong><br />
<em>Queste iniziative, in quanto di visibilità pubblica, devono essere</em><br />
<em>più responsabili dei singoli cittadini riguardo all’uso di stoviglie:</em><br />
<em>in caso di monouso, si utilizzino almeno quelle biodegradabili.</em><br />
_____________________________________________</td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>20. Stoviglie</strong><br />
<strong>ecosostenibili</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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		<title>Violenza di genere, uno slogan per non confrontarsi con la violenza che è in tutti noi?</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2014/03/22/violenza-di-genere-uno-slogan-per-non-confrontarsi-con-la-violenza-che-e-in-tutti-noi/</link>
		<comments>https://www.artempori.it/artempori/2014/03/22/violenza-di-genere-uno-slogan-per-non-confrontarsi-con-la-violenza-che-e-in-tutti-noi/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 22 Mar 2014 11:58:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[..Articoli Testata]]></category>
		<category><![CDATA[Pensiero della differenza di genere]]></category>
		<category><![CDATA[vincenzo leso]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>
		<category><![CDATA[violenza sulle donne]]></category>

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		<description><![CDATA[[di Vincenzo Leso] Sento e leggo spesso parlare di violenza degli uomini sulle donne. Con grande clamore e strepito di tanti indignati. Ma credo si perda di vista che la violenza, in realtà, è ben più vasta e certo non è legata al &#8220;genere&#8221;. La violenza, senza affrontare ora le sue origini e e le [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" align="left"><span style="font-family: Helvetica;"><span style="color: #333333;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/03/lichtenstein-wallpaper.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-11292" alt="lichtenstein-wallpaper" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/03/lichtenstein-wallpaper-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a>[di Vincenzo Leso] Sento e leggo spesso parlare di violenza degli uomini sulle donne. Con grande clamore e strepito di tanti indignati. Ma credo si perda di vista che la violenza, in realtà, è ben più vasta e certo non è legata al &#8220;genere&#8221;. </span></span></p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><span style="font-family: Helvetica;"><span>La violenza, senza affrontare ora le sue origini e e le sue dinamiche, è essenzialmente un comportamento, diffusissimo, che inevitabilmente si manifesta quando c&#8217;è una persona (carica di aggressività) più forte in relazione ad un&#8217;altra più debole.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><span style="font-family: Helvetica;"><span>Quindi si può trattare certo di un uomo (se più forte) rispetto ad una donna. Ma anche del contrario. Ed anche (e spessissimo) di adulti (donne o uomini) nei confronti di bambini. E di dirigenti (uomini e donne) nei confronti di sottoposti. E di bambini nei confronti di altri bambini. E di adolescenti nei confronti di adulti. E di insegnanti nei confronti degli studenti. Dello Stato contro i cittadini e viceversa. Violenza di pregiudizi contro persone senza pregiudizi. Violenza di popoli contro altri popoli. E di persone contro gli &#8220;animali&#8221;&#8230;</span></span></p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><span style="font-family: Helvetica;"><span>Violenze fisiche eclatanti e violenze psicologiche subdole e sotterranee. Violenze occasionali esplosive e violenze silenziose e continue.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><span style="font-family: Helvetica;"><span style="color: #333333;">Un elenco infinito, perché è inutile nascondersi il fatto che la violenza è presente, fin troppo, nel nostro Mondo. </span></span><span style="font-family: Helvetica;"><span>Non, semplicisticamente, nel nostro &#8220;sistema sociale&#8221; o in un genere sessuale. </span></span><span style="font-family: Helvetica;"><span>La violenza è insita nel nostro mondo e nel nostro essere. Pronta ad emergere, pronta a manifestarsi. </span></span><span style="font-family: Helvetica;"><span>In tutti. Magari nascosta dietro uno splendido sorriso&#8230;</span></span></p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><span style="font-family: Helvetica;"><span style="color: #333333;">Con ciò, io ritorno ad un tema che ho toccato varie volte: la necessità di prendere atto della nostra vera natura (con le sue luci e con le sue ombre) e, dopo, iniziare a rivoluzionare questa natura. Gradualmente ed incessantemente.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><span style="font-family: Helvetica;"><span style="color: #333333;">Chi invece continua a proiettare (o solo ad attribuire ad altri la &#8220;diversità&#8221; dell&#8217;essere violento) fuori da sé e sugli altri certi comportamenti negativi, non parte con il piede giusto. Si preoccupa solo di buttare i &#8220;rifiuti&#8221; fuori dalla propria casa, nel vicolo dabbasso.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;" align="left">&#8212;</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Sullo stesso argomento, pubblicati su Art&#8217;Empori:<br />
<a href="http://www.artempori.it/artempori/violenza-sulle-donne-e-societa-competitiva-pensiero-della-differenza-per-una-cultura-non-violenta-e-inclusiva/" target="_blank">Violenza sulle donne e società competitiva. Pensiero della differenza per una cultura non violenta e inclusiva<br />
</a><br />
<a href="http://www.artempori.it/artempori/femminicidio-e-genocidio-economico-differenze-di-genere-e-crisi-economica/" target="_blank">Femminicidio e genocidio economico. Differenze di genere e crisi economica</a></p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/2010/07/27/levoluzione-dellumanita-risiede-nello-sguardo-differente-delle-donne/" target="_blank">L’evoluzione dell’umanità risiede nello sguardo differente delle donne</a></p>
<p style="text-align: justify;" align="left">
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.artempori.it/artempori/2014/03/22/violenza-di-genere-uno-slogan-per-non-confrontarsi-con-la-violenza-che-e-in-tutti-noi/feed/</wfw:commentRss>
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