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	<title>Art&#039;Empori &#187; violenza sulle donne</title>
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	<link>https://www.artempori.it/artempori</link>
	<description>Movimento artistico/economico di fruitori responsabili</description>
	<lastBuildDate>Thu, 22 Jul 2021 21:41:15 +0000</lastBuildDate>
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	<item>
		<title>I miserabili. Violenza sulle donne. Al Madre di Napoli, 29 marzo. Coerenze:14/20</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2014/03/26/i-miserabili-violenza-sulle-donne-al-madre-di-napoli-29-marzo-coerenze1420/</link>
		<comments>https://www.artempori.it/artempori/2014/03/26/i-miserabili-violenza-sulle-donne-al-madre-di-napoli-29-marzo-coerenze1420/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2014 07:51:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Comunicati Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[barbara bonfilio]]></category>
		<category><![CDATA[Désirée Klain]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Gema Ruperez]]></category>
		<category><![CDATA[Giuliana Ippolito]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio De Giovanni]]></category>
		<category><![CDATA[mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Periferie del mondo – Periferia Immaginaria]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Renna]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>
		<category><![CDATA[violenza sulle donne]]></category>

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		<description><![CDATA[Presentazione del progetto I MISERABILI a cura di Rosaria Désirée Klain e Giuliana Ippolito per l’Associazione Culturale Periferie del mondo – Periferia Immaginaria 29.03.14 ore 10.00 &#8211; 19.00 Sala delle colonne, primo piano In occasione del mese di marzo, dedicato alla donna, il MADRE propone una giornata per festeggiare la figura femminile e portare l’attenzione [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3 id="yui_3_13_0_ym1_1_1395819027223_4605" style="text-align: left;" align="center">Presentazione del progetto<i id="yui_3_13_0_ym1_1_1395819027223_4603"><br />
<em id="yui_3_13_0_ym1_1_1395819027223_4602">I MISERABILI</em></i></h3>
<p id="yui_3_13_0_ym1_1_1395819027223_4608" style="text-align: left;" align="center">a cura di Rosaria Désirée Klain e Giuliana Ippolito per l’Associazione Culturale Periferie del mondo – Periferia Immaginaria</p>
<p id="yui_3_13_0_ym1_1_1395819027223_4475" style="text-align: left;" align="center">29.03.14<br />
ore 10.00 &#8211; 19.00<br />
Sala delle colonne, primo piano</p>
<p id="yui_3_13_0_ym1_1_1395819027223_4595" style="text-align: justify;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/03/madre-museo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-11425" alt="madre museo" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/03/madre-museo.jpg" width="100" height="100" /></a>In occasione del <b id="yui_3_13_0_ym1_1_1395819027223_4597">mese di marzo, dedicato alla donna</b>, il MADRE propone una giornata per festeggiare la figura femminile <b id="yui_3_13_0_ym1_1_1395819027223_4596">e portare l’attenzione su un tema di drammatica attualità, quale quello della violenza nei confronti delle donne</b>. Chi sono oggi <b id="yui_3_13_0_ym1_1_1395819027223_4610"><i id="yui_3_13_0_ym1_1_1395819027223_4609">I Miserabili</i></b>? Parafrasando il capolavoro di Victor Hugo, il progetto ribalta la prospettiva consegnataci dalla cronaca e porta l’attenzione del pubblico non verso le vittime delle violenze ma verso i loro carnefici spesso invisibili. Una selezione di immagini fotografiche mostra i volti invisibili di chi è autore della violenza, la miseria umana, lo squallore di un’esistenza che distrugge e si autodistrugge, annientata dalla follia di un gesto.</p>
<p>Il concept fotografico “I Miserabili” a cura di <b>Stefano Renna</b>, ideato e diretto da <b>Désirée Klain</b>, è il risultato di un accurato lavoro di ricerca; un lavoro reso possibile grazie all’apporto di reporter, psicologi, cronisti di giudiziaria e avvocati.<br />
In museo sarà presentato anche un corner concepito e realizzato da <b>Giuliana Ippolito</b>, una sorta di “sfogatoio” dove tutti i visitatori potranno portare nella giornata del 29 marzo un oggetto simbolicamente liberatorio rispetto alle violenze che ognuno a suo modo ha subito o continua a subire nel proprio quotidiano.</p>
<p id="yui_3_13_0_ym1_1_1395819027223_4616" style="text-align: justify;">Previste nella giornata del 29 marzo, dalle ore 10, anche due performance che coinvolgeranno il visitatore invitandolo a riflettere sulla orribile realtà della violenza, con l’intervento dell’artista spagnola <b>Gema Ruperez</b> e dell’artista italiana <b>Barbara Bonfilio</b>. &#8221;Le donne a differenza degli uomini – affermano ancora le curatrici &#8211; conservano oggetti ed emozioni. L’invito a tutte le donne a liberarsi di questo carico attraverso la performance artistica rappresenta un retrocedere rispetto a odi e violenze, una rappresentazione fisica di una memoria collettiva&#8221;.</p>
<p id="yui_3_13_0_ym1_1_1395819027223_4613" style="text-align: justify;">Durante la presentazione è infine previsto un intervento dello scrittore <b>Maurizio De Giovanni</b>, che proporrà un racconto inedito contro il femminicidio, scritto appositamente per la manifestazione.</p>
<p id="yui_3_13_0_ym1_1_1395819027223_4621" style="text-align: left;" align="center"><strong id="yui_3_13_0_ym1_1_1395819027223_4620">Ingresso gratuito al Museo per tutte le donne.</strong></p>
<p>—</p>
<p>SEGUONO I <a href="http://www.artempori.it/artempori/2013/09/27/metodi-responsabili-per-la-fruizione-di-iniziative-socio-culturali/" target="_blank"><strong>METODI RESPONSABILI</strong></a> CON CUI ART’EMPORI HA VAGLIATO L’EVENTO<br />
Chi è interessato può comunicarci eventuali modifiche da apportare alla seguente ipotesi (<a href="ecovicino@yahoo.it" target="_blank">ecovicino@yahoo.it</a>).</p>
<p>_____________________________________________________________</p>
<table width="690" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td rowspan="2" width="500" height="264"><em><strong>PoeCivismo.</strong><br />
<strong>Metodi responsabili<br />
per la fruizione di iniziative socio-culturali</strong><br />
Questi Metodi agevolano PRATICHE<br />
capaci di inclusione e cittadinanza non delegata.<br />
Ogni iniziativa, infatti, a prescindere dall’encomiabile<br />
tema trattato, paradossalmente rischia di utilizzare<br />
un metodo escludente e delegato che è incoerente<br />
con qualsiasi processo culturale che voglia creare reale<br />
consapevolezza e capacità di azione partecipata dal cittadino.<br />
Non conta l’eccellenza di un’opera, di una teoria o di un evento,<br />
ma cosa ne fa il fruitore, portandola in prima persona nel mondo.<br />
_____________________________________________</em></td>
<td width="20"></td>
<td colspan="2" width="170"><strong>I miserabili. Violenza sulle donne. Al Madre di Napoli, 29 marzo</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="20" height="131"><em> <strong>14/20</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong>TOTALE</strong></em><br />
<b><i>COERENZE</i></b><br />
<em><strong>rilevate</strong></em><br />
<em><strong>con i Metodi </strong></em><br />
<em><strong>responsabili<br />
________</strong></em></td>
<td width="54"><em><strong> </strong></em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="150"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UNA RESISTENZA ECONOMICA TERRITORIALE</em><br />
<em>E UNA REDISTRIBUZIONE DEI REDDITI</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative culturali che, a prescindere<br />
dal tema, promuovono anche l’attitudine a contrastare<br />
la crisi economica che colpisce il cittadino medio e i territori </strong><br />
Ogni iniziativa dovrebbe considerare il bisogno di giustizia sociale<br />
di questa epoca in cui i redditi si stanno spostando dal cittadino<br />
medio ai milionari.<br />
_____________________________________________</em></td>
<td width="20"><em> NO<strong><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong><strong>_________</strong><br />
1. Tutela </strong></em><br />
<em><strong>economica </strong></em><br />
<em><strong>del cittadino </strong></em><br />
<em><strong>e<br />
del territorio<br />
_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="126"><em>PER UN’IDENTITA’ TERRITORIALE</em><br />
<em>E UNA COESIONE SOCIALE</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative culturali che, a prescindere<br />
dal tema, promuovono anche l’identità del territorio<br />
e la coesione sociale che ne deriverebbe</strong><br />
Queste iniziative, in quanto di visibilità pubblica, dovrebbero<br />
considerare la vocazione territoriale e le specificità del luogo<br />
da tutelare come opportunità di identità e di reddito.<br />
_____________________________________________<br />
</em></td>
<td width="20"><em> NO</em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>2. Tutela<br />
identitaria<br />
del territorio</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><em> </em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="123"><em>PER UNA RESPONSABILITA’ SOCIALE CORTA</em><br />
<em>E NON DELEGATA</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative realizzate da associazioni locali<br />
o dai residenti, senza la partecipazione e i fondi<br />
degli enti pubblici</strong><br />
<em>Quando l’iniziativa non è calata dall’alto ma realizzata<br />
in prima persona dai residenti diventa opportunità per<br />
una coesione territoriale e una cittadinanza non delegata<br />
in tutti gli aspetti della vita collettiva.<br />
</em>Se l’iniziativa è realizzata senza i fondi pubblici contiene<br />
meno costi occulti: non pesa sulla collettività;<br />
non partecipa a un modello di sviluppo assistenzialista<br />
e delegato; non si agevola il clientelismo politico;<br />
non è complice dei costi pubblici che, gravando<br />
sull’economia reale, causano la crisi economica<br />
</em><em>a danno dei cittadini e dei territori. </em></td>
<td width="20"><em> <strong><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>3. Senza<br />
enti pubblici</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="177"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’INCLUSIONE DEI LUOGHI</em><br />
<em>CHE ANIMANO IL TERRITORIO</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che, realizzate presso le sedi</strong><br />
<strong>di associazioni e di aziende indipendenti, evitando<br />
i non luoghi </strong><strong>delle sedi istituzionali, si contaminano<br />
dei progetti </strong><strong>e delle persone del territorio</strong><br />
Quando l’iniziativa è realizzata in sedi istituzionali, oltre a gravare<br />
sulla collettività, rischia di proporsi unilateralmente in quanto<br />
non si contamina delle persone e dei progetti che animano<br />
il luogo ospitante.<br />
</em></td>
<td width="20"><em> NO<strong><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>4. Presso<br />
sedi</em></strong><br />
<strong><em>non<br />
istituzionali</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="130"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’ATTITUDINE ALL’INCLUSIONE</em><br />
<em>E PER DISINCENTIVARE IL FAMILISMO</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che, promosse da un’associazione,</strong><br />
<strong>coinvolgono nell’organizzazione le altre associazioni<br />
del territorio </strong><strong>e i residenti locali</strong><br />
Spesso, nelle attività quotidiane del cittadino<br />
e nelle attività culturali e di volontariato, si utilizzano metodi<br />
esclusivi e familistici come avviene<br />
nelle aziende e nella partitocrazia.<br />
</em></td>
<td width="20"><em> NO<strong><br />
</strong></em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>5. Coinvol-gimento<br />
delle altre associazioni</em></strong><br />
<strong><em>e dei residenti</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="145"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’INCLUSIONE DEI RIONI E DEL TERRITORIO</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che coinvolgono diffusamente<br />
i rioni della città e/o il territorio</strong><br />
Quando l’iniziativa è realizzata, in modo decentrato,<br />
fuori dai luoghi istituzionali, coivolgendo i luoghi, eventualmente<br />
all’aperto, dei rioni, in particolare quelli meno frequentati,<br />
consente un cambiamento che può rimuovere lo squilibrio sociale<br />
e urbanistico della città.<br />
</em></td>
<td width="20"><strong><em> NO<em><strong><br />
</strong></em></em></strong></td>
<td width="116"><strong><em>_________</em></strong><br />
<strong><em>6. Coinvol-<br />
gimento<br />
dei rioni<br />
e/o del<br />
territorio</em></strong><br />
<strong><em>_________</em></strong></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="143"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UN’AUTODETERMINAZIONE</em><br />
<em>E UNA COESIONE TERRITORIALE</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative ideate da soggetti locali senza aderire<br />
a iniziative promosse a livello sovraterritoriale</strong><br />
Quando l’iniziativa non è calata dall’alto, ma realizzata<br />
esperienzialmente da soggetti locali, diventa opportunità<br />
per una coesione territoriale e per un esercizio<br />
a una cittadinanza non delegata in ogni aspetto collettivo.</em></td>
<td width="20"><em> </em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>7. Senza<br />
aderire</em></strong><br />
<strong><em>a iniziative</em></strong><br />
<strong><em>nazionali</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><em> </em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="166"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER CONTRASTARE LA DELEGA,</em><br />
<em>IL VERTICISMO E L’ESCLUSIONE</em><br />
<em><strong>Valorizzare le iniziative che, non prevedendo l’assegnazione<br />
di premi e riconoscimenti, non proiettano un approccio<br />
competitivo ed esclusivo dell’impegno e della cultura</strong><br />
Quando, all’interno di un’iniziativa, vengono assegnati premi<br />
e riconoscimenti, è opportuno che questi almeno valorizzino<br />
persone non note e/o del territorio.<br />
Assegnando riconoscimenti a persone note, l’iniziativa tende<br />
a dare visibilità a se stessa.</em></td>
<td width="20"><em> </em></td>
<td width="116"><em><strong>_________</strong></em><br />
<strong><em>8. Senza</em></strong><br />
<strong><em>premi</em></strong><br />
<strong><em>e selezioni</em></strong><br />
<em><strong>_________</strong></em></td>
<td width="54"><em> </em></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="140"><em>_____________________________________________</em><br />
<em>PER UNA CITTADINANZA INCLUSIVA</em><br />
<em>DELLE SPECIFICITA’ E NON FAMILISTICA</em><br />
<em><strong>Considerare le iniziative per i contenuti<br />
che possono </strong><strong>intrecciarsi con il nostro personale<br />
percorso e non </strong><strong>per il rapporto di amicizia/seduzione<br />
o di inimicizia/intolleranza</strong><br />
<strong>che intratteniamo con chi li organizza </strong><br />
</em><em>Spesso, siamo abituati ad approcciare gli eventi culturali</em><br />
<em>con metodo familistico: li evitiamo per pregiudizio negativo</em><br />
<em>(esclusione) o li frequentiamo per amicizia o simpatia (familismo).</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>9. Considerare</strong><br />
<strong>i contenuti</strong><br />
<strong>e non gli organizzatori</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="124">_____________________________________________<br />
PER UN’AZIONE ETICA DELLE EMOZIONI,<br />
RIDUCENDO LA FRUIZIONE ESTETICA DELLE EMOZIONI<br />
<strong>Considerare le iniziative per la capacità di cambiamento<br />
e non per la piacevolezza emozionale che può renderci passivi<br />
perpetuatori del malessere collettivo</strong><br />
<em>Spesso, siamo abituati ad approcciare gli eventi culturali</em><br />
<em>per l’attitudine emozionale (estetica) ereditata che impedisce</em><br />
<em>l’azione in prima persona e quindi il cambiamento.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>10. Fruizione</strong><br />
<strong>etica, </strong><strong>non estetica</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="158">_____________________________________________<br />
PER UNA COESIONE SOCIALE<br />
E UN’INCLUSIONE DELLE SPECIFICITA’<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che prevedono dibattiti in cui<br />
ogni relatore impegni il tavolo del convegno solo nel momento<br />
del proprio intervento</strong><br />
<em>Ogni relatore dovrebbe essere un membro della platea prestato,</em><br />
<em>temporaneamente e per una sua specificità, alla funzione</em><br />
<em>di consulente di una comunità in cui ognuno è consulente degli altri.</em><br />
<em>Quando possibile, è opportuno che i partecipanti al dibattito</em><br />
<em>siano disposti in cerchio.</em></td>
<td width="20"><strong> </strong></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>11. Senza</strong><br />
<strong>tavolo</strong><br />
<strong>dei relatori</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="113">_____________________________________________<br />
PER UN’INCLUSIONE DELLE SPECIFICITA’<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che, nel comunicare<br />
i nomi delle persone coinvolte, utilizzano<br />
solo eventuali qualifiche pertinenti con l’iniziativa.</strong><br />
<em>Ogni relatore dovrebbe essere impegnato nell’iniziativa<br />
per portare la sua personale specificità acquisita<br />
nel concreto, a prescindere dai titoli.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>12. Senza comunicare</strong><br />
<strong>titoli di studio</strong><br />
<strong>non pertinenti</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="152">_____________________________________________<br />
PER UNA PROMOZIONE<br />
DELLE SPECIFICITA’ DEI CITTADINI<br />
<strong>Valorizzare iniziative (convegni, dibattiti, ecc.)<br />
dove </strong><strong>prendono parte prevalentemente<br />
le competenze tecniche e di fatto</strong><br />
<strong>e non i personaggi politici e istituzionali</strong><br />
<em>Spesso il convegno perde di vista il suo contenuto e diventa</em><br />
<em>luogo di presenzialismo. Le autorità politiche e istituzionali</em><br />
<em>hanno comunque la possibilità di vedersi pubblicati</em><br />
<em>i propri comunicati sui media.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>13. Senza personaggi </strong><br />
<strong>istituzionali</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="117">_____________________________________________<br />
PER UNA CITTADINANZA ARTISTICA NON DELEGATA<br />
E UNA BIODIVERSITA’ CULTURALE<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che prevedono,<br />
come protagonisti, </strong><strong>personaggi e artisti<br />
</strong><strong>non mediaticamente noti<br />
</strong><em>Le iniziative locali hanno senso se danno visibilità<br />
</em><em>a personaggi e/o artisti che non sono già agevolati<br />
</em><em>dai media nazionali.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>14. Senza personaggi<br />
e/o artisti</strong><br />
<strong>massmediatici</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="155">_____________________________________________<br />
PER UNA CITTADINANZA ECONOMICA NON DELEGATA<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che utilizzano monete locali<br />
per incentivare un’economia condivisa, una coesione<br />
sociale e una resistenza economica territoriale<br />
</strong><em>Ogni gesto economico può essere portatore di giustizia<br />
sociale, redistribuzione dei redditi e inclusione del vicino.</em></td>
<td width="20"> NO</td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>15. Con<br />
</strong><strong>moneta locale</strong><strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="138">_____________________________________________<br />
PER UN’INCLUSIONE SOCIALE<br />
<strong>Valorizzare, anche a teatro e ai concerti, le iniziative<br />
in cui non siano previsti posti privilegiati<br />
e biglietti omaggio per le autorità<br />
</strong><em>Per valutare realmente la portata di un evento culturale,<br />
gli esponenti politici ed istituzionali devono misurarsi</em><br />
<em>con esso, in veste di cittadini comuni.</em><br />
Nei luoghi dell’arte, siti dell’emancipazione e della giustizia,<br />
non dovrebbero esistere discriminazioni.</td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>16. Senza</strong><br />
<strong>spazi e posti</strong><br />
<strong>a sedere</strong><br />
<strong>privilegiati</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="148">_____________________________________________<br />
PER UN MODELLO DI SVILUPPO DI PICCOLA SCALA<br />
E PER REDDITI CHE RESTANO SUL TERRITORIO<br />
<strong>Valorizzare le iniziative realizzate senza quegli<br />
ingenti capitali che portano i profitti via dai territori<br />
e che promuovono quel modello di sviluppo che,<br />
basato sui sistemi di scala, è la causa dell’attuale<br />
disagio economico e sociale</strong><br />
<em>Per un modello di sviluppo che includa i piccoli operatori<br />
locali e che incentivi un’economia di piccola scala che</em><br />
<em>produce economia territoriale.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>17. Senza</strong><br />
<strong>ingenti</strong><br />
<strong>investimenti</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="148">_____________________________________________<br />
PER UN’AUTODETERMINAZIONE DEL TERRITORIO<br />
<strong>Valorizzare le iniziative che, evitando, come sponsor,<br />
aziende estranee al territorio, non rischiano<br />
di veicolare condizionamenti a danno<br />
delle popolazioni locali</strong><br />
<em>Queste iniziative, in quanto di visibilità pubblica, devono essere<br />
autonome dalla aziende che potrebbero condizionare le attività<br />
di autodeterminazione e di coesione della popolazione locale.  </em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>18. Senza</strong><br />
<strong>sponsor<br />
sovraterritoriali</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="148">_____________________________________________<br />
PER UNA CULTURA MATERIALE RESPONSABILE<br />
E UN’ECONOMIA CONDIVISA<br />
<strong>Valorizzare le iniziative culturali che promuovono<br />
i prodotti del territorio o etici, quando prevedono<br />
la somministrazione di cibo o in quanto ospitate<br />
in esercizi commerciali che abitualmente<br />
somministrano cibo del territorio</strong><br />
<em>Processo culturale è quello che, a prescindere dal tema affrontato,<br />
dovrebbe comunque essere capace, nel metodo, di agevolare<br />
identità territoriale, redistribuzione del reddito, tutela ambientale.</em></td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>19. Cibo responsabile</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
<td width="54"></td>
</tr>
<tr>
<td width="500" height="145">_____________________________________________<br />
PER UN RESPONSABILE USO<br />
DELLE RISORSE NATURALI<br />
<strong>Evitare le iniziative culturali che prevedendo,</strong><br />
<strong>anche accessoriamente, sommistrazione di cibo<br />
e bevande, </strong><strong>utilizzano stoviglie monouso<br />
non biodegradabili</strong><br />
<em>Queste iniziative, in quanto di visibilità pubblica, devono essere</em><br />
<em>più responsabili dei singoli cittadini riguardo all’uso di stoviglie:</em><br />
<em>in caso di monouso, si utilizzino almeno quelle biodegradabili.</em><br />
_____________________________________________</td>
<td width="20"></td>
<td width="116"><strong>_________</strong><br />
<strong>20. Stoviglie</strong><br />
<strong>ecosostenibili</strong><br />
<strong>_________</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.artempori.it/artempori/2014/03/26/i-miserabili-violenza-sulle-donne-al-madre-di-napoli-29-marzo-coerenze1420/feed/</wfw:commentRss>
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		<title>Violenza di genere, uno slogan per non confrontarsi con la violenza che è in tutti noi?</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2014/03/22/violenza-di-genere-uno-slogan-per-non-confrontarsi-con-la-violenza-che-e-in-tutti-noi/</link>
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		<pubDate>Sat, 22 Mar 2014 11:58:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione1]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[..Articoli Testata]]></category>
		<category><![CDATA[Pensiero della differenza di genere]]></category>
		<category><![CDATA[vincenzo leso]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>
		<category><![CDATA[violenza sulle donne]]></category>

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		<description><![CDATA[[di Vincenzo Leso] Sento e leggo spesso parlare di violenza degli uomini sulle donne. Con grande clamore e strepito di tanti indignati. Ma credo si perda di vista che la violenza, in realtà, è ben più vasta e certo non è legata al &#8220;genere&#8221;. La violenza, senza affrontare ora le sue origini e e le [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" align="left"><span style="font-family: Helvetica;"><span style="color: #333333;"><a href="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/03/lichtenstein-wallpaper.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-11292" alt="lichtenstein-wallpaper" src="http://www.artempori.it/artempori/wp-content/uploads/2014/03/lichtenstein-wallpaper-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a>[di Vincenzo Leso] Sento e leggo spesso parlare di violenza degli uomini sulle donne. Con grande clamore e strepito di tanti indignati. Ma credo si perda di vista che la violenza, in realtà, è ben più vasta e certo non è legata al &#8220;genere&#8221;. </span></span></p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><span style="font-family: Helvetica;"><span>La violenza, senza affrontare ora le sue origini e e le sue dinamiche, è essenzialmente un comportamento, diffusissimo, che inevitabilmente si manifesta quando c&#8217;è una persona (carica di aggressività) più forte in relazione ad un&#8217;altra più debole.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><span style="font-family: Helvetica;"><span>Quindi si può trattare certo di un uomo (se più forte) rispetto ad una donna. Ma anche del contrario. Ed anche (e spessissimo) di adulti (donne o uomini) nei confronti di bambini. E di dirigenti (uomini e donne) nei confronti di sottoposti. E di bambini nei confronti di altri bambini. E di adolescenti nei confronti di adulti. E di insegnanti nei confronti degli studenti. Dello Stato contro i cittadini e viceversa. Violenza di pregiudizi contro persone senza pregiudizi. Violenza di popoli contro altri popoli. E di persone contro gli &#8220;animali&#8221;&#8230;</span></span></p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><span style="font-family: Helvetica;"><span>Violenze fisiche eclatanti e violenze psicologiche subdole e sotterranee. Violenze occasionali esplosive e violenze silenziose e continue.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><span style="font-family: Helvetica;"><span style="color: #333333;">Un elenco infinito, perché è inutile nascondersi il fatto che la violenza è presente, fin troppo, nel nostro Mondo. </span></span><span style="font-family: Helvetica;"><span>Non, semplicisticamente, nel nostro &#8220;sistema sociale&#8221; o in un genere sessuale. </span></span><span style="font-family: Helvetica;"><span>La violenza è insita nel nostro mondo e nel nostro essere. Pronta ad emergere, pronta a manifestarsi. </span></span><span style="font-family: Helvetica;"><span>In tutti. Magari nascosta dietro uno splendido sorriso&#8230;</span></span></p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><span style="font-family: Helvetica;"><span style="color: #333333;">Con ciò, io ritorno ad un tema che ho toccato varie volte: la necessità di prendere atto della nostra vera natura (con le sue luci e con le sue ombre) e, dopo, iniziare a rivoluzionare questa natura. Gradualmente ed incessantemente.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><span style="font-family: Helvetica;"><span style="color: #333333;">Chi invece continua a proiettare (o solo ad attribuire ad altri la &#8220;diversità&#8221; dell&#8217;essere violento) fuori da sé e sugli altri certi comportamenti negativi, non parte con il piede giusto. Si preoccupa solo di buttare i &#8220;rifiuti&#8221; fuori dalla propria casa, nel vicolo dabbasso.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;" align="left">&#8212;</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Sullo stesso argomento, pubblicati su Art&#8217;Empori:<br />
<a href="http://www.artempori.it/artempori/violenza-sulle-donne-e-societa-competitiva-pensiero-della-differenza-per-una-cultura-non-violenta-e-inclusiva/" target="_blank">Violenza sulle donne e società competitiva. Pensiero della differenza per una cultura non violenta e inclusiva<br />
</a><br />
<a href="http://www.artempori.it/artempori/femminicidio-e-genocidio-economico-differenze-di-genere-e-crisi-economica/" target="_blank">Femminicidio e genocidio economico. Differenze di genere e crisi economica</a></p>
<p><a href="http://www.artempori.it/artempori/2010/07/27/levoluzione-dellumanita-risiede-nello-sguardo-differente-delle-donne/" target="_blank">L’evoluzione dell’umanità risiede nello sguardo differente delle donne</a></p>
<p style="text-align: justify;" align="left">
]]></content:encoded>
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		<title>Perché le Sex Worker sono escluse dal dibattito riguardante la violenza sulle donne?</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2013/07/21/perche-le-sex-worker-sono-escluse-dal-dibattito-riguardante-la-violenza-sulle-donne/</link>
		<comments>https://www.artempori.it/artempori/2013/07/21/perche-le-sex-worker-sono-escluse-dal-dibattito-riguardante-la-violenza-sulle-donne/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 21 Jul 2013 18:42:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Nina Iadanza]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[.Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Mestieri sessuali]]></category>
		<category><![CDATA[Nina Iadanza]]></category>
		<category><![CDATA[Pensiero della differenza di genere]]></category>
		<category><![CDATA[Violenza sulle donne]]></category>
		<category><![CDATA[prostituzione]]></category>
		<category><![CDATA[violenza sulle donne]]></category>

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		<description><![CDATA[[Rassegna stampa da Intersezioni] di Kate Zen [...] L’indifferenza della polizia e delle forze dell’ordine verso le sex worker, e il disprezzo e lo stigma che la società in generale rivolge a questo gruppo marginalizzato di persone, fa sì che centinaia e centinaia di morti restino impunite e sommerse per periodi di tempo assurdi e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>[Rassegna stampa da <a href="http://intersezioni.noblogs.org/post/2013/07/10/perche-le-sex-worker-sono-escluse-dal-dibattito-riguardante-la-violenza-sulle-donne/" target="_blank">Intersezioni</a>] di Kate Zen</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2013/07/donne.png"><img class="alignleft  wp-image-7872" alt="donne" src="http://artempori.files.wordpress.com/2013/07/donne.png?w=300" width="240" height="126" /></a>[...] L’indifferenza della polizia e delle forze dell’ordine verso le sex worker, e il disprezzo e lo stigma che la società in generale rivolge a questo gruppo marginalizzato di persone, fa sì che centinaia e centinaia di morti restino impunite e sommerse per periodi di tempo assurdi e disumani.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche se la prostituzione è spesso definita come come il “mestiere più antico del mondo,” i circa 40 – 42 milioni di persone che su scala mondiale si dedicano a questa professione non sono ancora riconosciut* come lavoratori/lavoratrici e non godono dei diritti fondamentali degli altri lavoratori e delle altre lavoratrici. Secondo uno studio condotto dalla Fondation Scelles e pubblicato nel gennaio del 2012 , tre quarti di questi 40-42 milioni di persone hanno un’età compresa tra i 13 e i 25 anni, e l’80% di loro è costituito da donne. Secondo uno studio longitudinale pubblicato nel 2004 il tasso di omicidi di prostitute è stimato nell’ordine di 204 su 100 000 — il che costituisce il tasso di mortalità sul lavoro più alto rispetto a qualsiasi altro gruppo di donne mai studiato.</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure, nonostante tutto questo, a livello di Nazioni Unite nei diversi dibattiti sui diritti umani incentrati sulla violenza contro le donne non viene quasi mai fatta menzione della violenza subita dalle sex worker. La scorsa settimana, al termine della 57a sessione della Commissione delle Nazioni Unite sulla condizione della donna, il Segretario Generale Ban-Ki Moon ha confermato l’impegno, della durata di sette anni, preso delle Nazioni Unite per concentrarsi sulla lotta alla violenza contro le donne fino al 2015:</p>
<p style="text-align: justify;">“La violenza contro le donne è una violazione dei diritti umani atroce, una minaccia globale, una minaccia per la salute pubblica e un oltraggio morale”, ha dichiarato Ban-Ki Moon: “Indipendentemente da dove vive e indipendentemente dalla sua cultura e società di appartenenza, ogni donna e ogni ragazza ha il diritto di vivere libera dalla paura.”</p>
<p style="text-align: justify;">Ma per dirlo con le parole della suffragetta nera Sojourner Truth:</p>
<p style="text-align: justify;">“Non sono forse una donna?”</p>
<p style="text-align: justify;">Perché le sex worker non rientrano nel dibattito sulla violenza contro le donne? Le sex worker sono figlie, sorelle, madri pienamente inserite nella comunità, che vivono nella vostra stessa città, prendono il vostro stesso autobus, mangiano negli stessi ristoranti e frequentano le stesse biblioteche. Anche se la maggioranza delle sex worker è di sesso femminile o si identifica come donna, molti sono anche figli, fratelli, padri e amanti. Gay, etero, ner*, bianc*, alt*, bass*, ricc* e pover*, i/le sex worker provengono da una varietà di ambienti diversi e scelgono il lavoro sessuale per molte ragioni differenti. Alcun* di loro migrano in tutto il mondo in cerca di migliori opportunità e alcun* sono vittime della tratta di esseri umani contro la propria volontà. Alcun* sono dipendenti da droghe e alcun* hanno dottorati; questi due gruppi non sono nemmeno mutualmente esclusivi. Tu stess* o qualcuno che ami probabilmente conosce un/a sex worker, magari ne hai anche amat* un*.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre a tenere sommersa questa enorme industria, lo stigma sottopone i/le sex worker alla violenza fisica impunita da parte di clienti, datori di lavoro e polizia — a cui si aggiunge la violenza dell’isolamento sociale e della vergogna interiorizzata. Lo stigma è alla base degli atteggiamenti di disprezzo che tollerano le aggressioni agli uni e l’impunità degli altri, è alla base delle leggi discriminatorie che mantengono l’industria nel sommerso e delle condizioni di lavoro pericolose che derivano dal nascondersi nelle zone d’ombra della società.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo la sociologa Elizabeth Bernstein, la prostituzione al giorno d’oggi è un fenomeno molto diverso da quello che è stato in passato. La tecnologia di Internet, la globalizzazione, la crescente disparità di ricchezza, la crisi economica, i debiti accumulati negli anni di studio e le variazioni nei gusti e nelle rappresentazioni sessuali, hanno tutti contribuito all’evoluzione di questa industria. Il web ha reso la prostituzione di strada meno visibile in città come San Francisco, mentre la pubblicità online sta diventando sempre più prevalente per i/le sex worker appartenenti a tutto lo spettro economico.</p>
<p style="text-align: justify;">Le circostanze, le razze e le classi sociali dei/delle sex worker sono molto diverse tra loro – non esiste un canovaccio che descrive la situazione di tutt*. L’ipotesi suggerita dal benintenzionato movimento anti-tratta è che la maggior parte delle persone nel mercato del sesso siano state vittime del traffico di esseri umani, e siano state costrette a lavorare contro la propria volontà e le proprie caste intenzioni. Tuttavia, le statistiche utilizzate per avvalorare questa tesi sono decisamente poche e poco affidabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Per molte persone, il lavoro sessuale è un atto che esprime autodeterminazione e resistenza, un modo di fare i conti con disuguaglianze più opprimenti. Mentre i lavoratori/le lavoratrici migranti si prendono sempre più spesso carico dei logoranti lavori di cura nel settore dei servizi delle città globali, alcun* scelgono il lavoro sessuale come alternativa più redditizia all’interno di un mercato del lavoro discriminante per classe e genere. Il lavoro sessuale è uno dei pochi settori lavorativi in cui le donne vengono pagate più degli uomini e le madri a volte riescono a negoziare un orario flessibile per la cura dei bambini. Per una persona con disabilità o senza accesso all’istruzione superiore, può anche essere il modo più pragmatico di guadagnare denaro, che pone ostacoli di ingresso relativamente facili da superare.</p>
<p style="text-align: justify;">Per i clienti con disabilità, il lavoro sessuale può essere un mezzo confortevole per esplorare la propria sessualità, come dimostrato da Rachel Wotton, una sex worker australiana che gestisce una associazione senza scopo di lucro che si occupa di lavoro sessuale con clienti disabili. Mentre ci sono molti lavoratori migranti sfruttati, costretti ad accettare lavori a bassa retribuzione in condizioni precarie per pagarsi i costi della migrazione, ci sono anche molti studenti a reddito medio, che non riescono a gestire gli oneri del prestito studentesco, le scadenze e la crisi economica. Gli studenti universitari rappresentano una porzione sempre più vasta dei/delle sex worker in Inghilterra e Galles.</p>
<p style="text-align: justify;">La rapida crescita del lavoro sessuale negli ultimi due decenni si compone in gran parte di persone della nostra generazione, tra cui studenti delle nostre scuole. Se siete tra quest*: fatevi riconoscere, Aspasia, fatti riconoscere. Insieme, possiamo rendere questo lavoro più sicuro anche per gli/le altr*. Tutte le persone impegnate nel lavoro sessuale potrebbero trarre vantaggio da una maggiore comprensione e da uno stigma inferiore. Come società, possiamo affrontare la violenza, solo se siamo dispost* a lasciare che la realtà venga alla luce. La generazione di questo millennio ha l’opportunità di ridefinire il modo in cui il lavoro sessuale è percepito nel 21° secolo. Mentre infuriano molti dibattiti teorici tra le femministe benintenzionate e gli/le attivist* anti-traffico se la prostituzione dovrebbe o non dovrebbe esistere, preferirei non ribadire questi concetti qui. Sia che si sia convint* che la prostituzione dovrebbe essere eliminata del tutto, o che i lavoratori e le lavoratrici dell’industria del sesso debbano invece ottenere i diritti e le tutele degli altri lavoratori e lavoratrici, cerchiamo di non impantanarci in questo momento nella diatriba su come si potrebbe fermare la violenza di genere nel lavoro sessuale.</p>
<p style="text-align: justify;">Prendiamoci prima un momento solo per riconoscere che la violenza diffusa e strutturale nel corso della storia contro questo gruppo inascoltato di persone è una questione di diritti umani. Il lavoro forzato di tutti gli uomini e di tutte le donne, dai lavoratori agricoli ai lavoratori sfruttati nelle fabbriche agli schiavi del sesso, è ingiusto. Siamo tutti d’accordo su questo. Difendere i diritti dei lavoratori del sesso non si pone in antitesi con chi si batte contro il traffico di esseri umani; infatti, come dimostrato da DMSC (l’unione indiana delle sex worker con più di 60000 attiviste), le sex worker possono anche essere tra le più efficaci ‘agenti sul campo’ nella lotta contro il traffico sessuale e il coinvolgimento dei minori nella prostituzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla luce dei fatti recenti che hanno portato sotto i riflettori la violenza di genere, a partire delle Nazioni Unite, al One Billion Rising di Eve Ensler, alle manifestazioni per la giornata internazionale delle donne, mi piacerebbe vedere femministe e attivist* per i diritti umani unit* su alcuni punti sui quali possiamo considerarci d’accordo:</p>
<p style="text-align: justify;">Le donne sono ancora oggetto di discriminazione e disuguaglianza. Le persone che scelgono il lavoro sessuale sono spesso quelle che sperimentano tale disuguaglianza in maniera più lancinante. Dalla disuguaglianza economica, il divario salariale persistente tra uomini e donne, alla disparità di genere nella scuola in molte parti del mondo, al costo irragionevolmente elevato delle tasse universitarie e di un sistema di debito formativo deformato, alla responsabilità ancora prevalentemente femminile di assistenza all’infanzia – questi sono i problemi sui quali le femministe stanno lavorando. E questi sono anche i motivi per cui le persone si dedicano al lavoro sessuale, volontariamente o meno. Cerchiamo di non punirle ulteriormente per le condizioni ingiuste che non hanno creato. Il femminismo è per tutte le donne e i diritti umani sono per tutti gli esseri umani. Nessuno merita di essere oggetto di violenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Le persone impegnate nell’industria del sesso evidenziano alcune delle più profonde contraddizioni della società, le crepe nelle strutture che abbiamo più care. È un importante tornasole della forza e la coerenza dei nostri quadri ideologici: per vedere se siamo in grado di estenderli ai membri più emarginati della nostra società. Quando si tratta di unirci nella lotta contro la violenza di genere, facciamo del 2013 l’anno in cui la violenza contro i lavoratori e le lavoratrici del sesso entra finalmente nella coscienza pubblica come una questione di diritti umani.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8212;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Kate Zen è una femminista e attivista per i diritti umani, nonché una studentessa di scienze sociali ed ex mistress.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://iawoman.us5.list-manage.com/subscribe?u=1af7b86fab6a7564349dfaf4a&amp;id=689d578711" target="_blank">Include All Woman</a> è una campagna realizzata per dare visibilità alla violenza contro le sex worker, nell’ambito dei dibattiti sui diritti umani incentrati sulla violenza contro le donne delle Nazioni Unite.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Ain’t I a woman?” è alla ricerca di mediattivist*, ricercatrici/ori e artist* per realizzare una campagna che includa la violenza contro le sex worker nell’ambito della commissione delle Nazioni Unite sulla condizione della donna entro il 2015.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Articolo originale <a href="http://www.policymic.com/articles/30812/why-are-sex-workers-left-out-of-the-violence-against-women-conversation" target="_blank">qui</a> - traduzione di feminoska, revisione H2O.</em></p>
<p><a href="http://intersezioni.noblogs.org/post/2013/07/10/perche-le-sex-worker-sono-escluse-dal-dibattito-riguardante-la-violenza-sulle-donne/" target="_blank">http://intersezioni.noblogs.org/post/2013/07/10/perche-le-sex-worker-sono-escluse-dal-dibattito-riguardante-la-violenza-sulle-donne/</a></p>
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		<title>Violenza sulle donne e società competitiva. Pensiero della differenza per una cultura non violenta e inclusiva</title>
		<link>https://www.artempori.it/artempori/2012/11/26/violenza-sulle-donne-e-societa-competitiva-pensiero-della-differenza-per-una-cultura-non-violenta-e-inclusiva/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Nov 2012 16:41:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Masone]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[..Art'Empori. Post x il Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[.Art'Empori-Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[Alessio Masone]]></category>
		<category><![CDATA[Cambiamento dal basso]]></category>
		<category><![CDATA[Donna]]></category>
		<category><![CDATA[Femminile]]></category>
		<category><![CDATA[Pensiero della differenza di genere]]></category>
		<category><![CDATA[femminicidio]]></category>
		<category><![CDATA[violenza sulle donne]]></category>

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		<description><![CDATA[[di Alessio Masone] Nella giornata dedicata alla violenza sulle donne, abbiamo avvertito un invito. Ma siamo mai riusciti ad eliminare i crimini grazie a una semplice sensibilizzazione? Questo forse perché, nel quotidiano non agiamo nessun cambiamento, nessuna messa in discussione che ci consenta di non essere complici di una società competitiva ed escludente che agevola [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial;"><a href="http://artempori.files.wordpress.com/2012/11/frida-kahlo.png"><img class="alignleft size-full wp-image-5971" title="frida kahlo" alt="" src="http://artempori.files.wordpress.com/2012/11/frida-kahlo.png" width="223" height="226" /></a></span>[di <a href="http://www.artempori.it/artempori/category/mappa-sito/autori-di-artempori/alessio-masone-x-autori/">Alessio Masone</a>] Nella giornata dedicata alla violenza sulle donne, abbiamo avvertito un invito. Ma siamo mai riusciti ad eliminare i crimini grazie a una semplice sensibilizzazione?</p>
<p style="text-align: justify;">Questo forse perché, nel quotidiano non agiamo nessun cambiamento, nessuna messa in discussione che ci consenta di non essere complici di una società competitiva ed escludente che agevola la violenza sulle donne ma anche la prevaricazione in genere.</p>
<div style="text-align: justify;">In mancanza di una comunità coesa e inclusiva, ogni individuo, adulto o giovane, è spinto naturalmente a esercitare potere verso gli altri: tramite la forza fisica, ma anche tramite la violenza morale che è meno individuabile e perseguibile.</div>
<div style="text-align: justify;">La società civile e il mondo intellettuale ritengono di fare la propria parte condannando moralmente la violenza sulle donne.</div>
<div style="text-align: justify;">.</div>
<div style="text-align: justify;">Ma secondo il metodo del cambiamento dal basso, questo non è sufficiente: è necessario che la società civile faccia la sua parte rinunciando a proprie abitudini che involontariamente sono promotrici di una collettività che fisiologicamente genera sopraffazione e violenza.</div>
<div style="text-align: justify;">.</div>
<div style="text-align: justify;">Deleghiamo le responsabilità sempre all’altro, ma ognuno di noi, a suo modo, nel suo mondo, è portatore di competizione e di violenza. Alcuni di noi lo fanno in modo latente, alcuni lo fanno in modo formalmente lecito, altri non avendo altro modo di esercitare potere sull’altro, lo fanno sugli unici esponenti su cui possono agire: i propri familiari, la donna e i minori.</div>
<div style="text-align: justify;">.</div>
<div style="text-align: justify;">Per questo motivo, sono scettico sulle singole giornate simbolicamente dedicate alla violenza sulla donna o agli abusi sui minori o al bullismo o alla devastazione dell’ambiente o alla fame nel mondo o alla legalità: sono facce di un unico problema quotidiano.</div>
<div style="text-align: justify;">Analizzando la questione con il metodo di Art’Empori (il cambiamento dal basso applicato alla fruizione culturale ed artistica), dobbiamo ipotizzare che esista una corrispondenza diretta fra la tendenza a fruire di un autore/artista, in quanto semplicemente più noto di altri, tramite i mass media (esclusione e delega), e la commissione di atti violenti sulla donna e di prevaricazioni in genere.<br />
.<br />
A proposito di donne, Art’Empori promuove un metodo utilizzato dal pensiero della differenza femminile per agevolare un linguaggio della non violenza: non citare i grandi autori per dare credibilità alle proprie convinzioni, ma utilizzare un linguaggio laico (scevro da dogmi e inclusivo) e capace di esperienzialità.<br />
.<br />
Ebbene, sempre più, quando leggo uno scritto molto erudito e ricco di citazioni, insieme alla piacevolezza (fruizione estetica), io scorgo un linguaggio grondante sangue, in quanto esclusivo e competitivo (fruizione etica). In quel momento, come un visionario, scorgo insieme tutte le violenze e le prevaricazione che stanno avvenendo contro le donne e contro l’umanità: forse, oltre a dare spazio ai poeti che scrivono, dovremmo tentare di essere poeti nel leggere, quindi di essere coautori dell&#8217;opera e del mondo.<br />
Questa fruizione etica ed esperienziale delle arti costituisce una cittadinanza artistica non delegata.<br />
.<br />
Ma le donne, nel pensiero della differenza di genere, sono portatrici nel mondo anche di un&#8217;attitudine alla cooperazione, alla cura, alla solidarietà: esse, se non venissero omologate all&#8217;uomo (quote rosa), sarebbero capaci di promuovere un uomo meno competitivo ed escludente, meno bramoso di potere, quindi meno violento nelle ripercussioni diffuse del suo agire.<br />
In questo caso, possiamo guardare le donne come protagoniste capaci di condizionare il mondo e non come vittime passive da tutelare.<br />
.<br />
È necessario rimuovere la causa dell’ingiustizia, non semplicemente concentrarsi sui sintomi dell’ingiustizia, su quegli autori materiali di cui siamo noi i mandanti quotidiani: con l&#8217;esclusione che agevoliamo anche nel guardare un film premiato, nel comprare un libro promosso in televisione o sui giornali, nel partecipare a un dibattito dove i relatori sono tutti insieme contrapposti agli spettatori, nell&#8217;amare i personaggi nazionali della cultura e nell&#8217;odiare quelli vicini di casa.<br />
.<br />
Mettere in discussione le nostre abitudini di fruizione artistica è faticoso per noi quanto lo è per un alcolizzato violento non picchiare la moglie.</div>
]]></content:encoded>
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