Giornate p’artigianali in fattoria e borghi. Domenica 6 luglio, SpigaBruna Bio, Pietrelcina. Coerenze:20/20

Turismo ecovicino con erbe spontanee, contadini, artigiani e bottegai resistenti

spigabruna bio logoDomenica, 6 luglio 2014, presso l’azienda agricola SpigaBruna Bio di Pietrelcina (BN), sita in contrada Piana Romana e fornitrice del GAS Arcobaleno, si svolge la prima tappa delle “Giornate p’artigianali in fattorie e borghi. Turismo ecovicino con erbe spontanee, contadini, artigiani e bottegai resistenti”.
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La rassegna vuole agevolare l’attitudine artigianale 
che, contrapposta a quella seriale, accomuna, in uno spontaneo movimento di “resistenza p’artigianale”, il mondo rurale, i mestieri manuali, i negozianti indipendenti e i consumatori responsabili, consentendo una reazione propositiva alla crisi economica e alla grande distribuzione che sottraggono redditi e coesione alle comunità territoriali.
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Ogni appuntamento prevede tre distinte fasi:
 gli ospiti potranno scegliere se partecipare a tutte o ad alcune di esse per essere coinvolti in questa forma di “turismo ecovicino o p’artigianale”.
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La mattina di domenica, 6 luglio, alle ore 10.30,
 Rosa Viola, animatrice dell’azienda SpigaBruna Bio, in quanto anche insegnante di yoga, nel bosco prossimo alla fattoria, guiderà i partecipanti a sperimentarsi nella pratica del respiro e del rilassamento.
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Normalmente, la mattina degli altri appuntamenti,
 grazie a Daniela Severgnini,  sarà dedicata alle erbe, con una passeggiata per il riconoscimento e la raccolta e un mini laboratorio per utilizzarle in cucina o per autoprodurre cosmetici naturali.
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Poi, la giornata prosegue con la visita della fattoria
 ”Il sentiero della rosa” con annesso pranzo che ci consentirà di gustare una pasta di grano Senatore Cappelli coltivato, trasformato e cucinato dall’azienda SpigaBruna Bio che ci ospita. Conosceremo i campi dove si coltivano i grani antichi Senatore Cappelli, Gentilrosso e farro che, essendo meno incrociati dei grani moderni e già consumati dai nostri avi, risultano più digeribili e proteici. Poi, si visiterà il laboratorio artigianale di SpigaBruna Bio dove si trasforma il grano in pasta a lenta essiccazione.
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Nel pomeriggio, grazie a Gli Enogastronauti, è prevista una passeggiata nel borgo di Pietrelcina, per familiarizzare, tramite un esperto, con la storia locale e con gli artigiani e negozietti indipendenti del luogo che resistono alla grande distribuzione.
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Per motivi di sostenibilità ed esperienzialità,
 è opportuno che i partecipanti portino da casa le stoviglie (non monouso) che useranno durante il pranzo in fattoria.
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Si accetta il SoldoCorto, la moneta locale/artigianale del Sannio.
Un SoldoCorto verrà distribuito a tutti quelli che verranno forniti di stoviglie.
La quota di partecipazione, per il pranzo, è di euro dieci e, per la visita guidata nel pomeriggio, comprensiva di consumazione al bar, è di euro cinque.
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Prenotazioni e informazioni: 339 7450 826 (SpigaBruna Bio), 339 2179 464 (Gli Enogastronauti), 331 1571 893 (GAS Arcobaleno Benevento).
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La rassegna è promossa da numerose associazioni: GAS Arcobaleno, Gli Enogastronauti, CAAT, Gramigna pioniera e tenace, Lentamente, LerkaMinerka, Art’Empori, SoldoCorto, LIPU Benevento, WWF Associazione Sannio, CAI Benevento, Distretto di EcoVicinanza, Benevento Longobarda, Karitartè, Corpo-Anima-Spirito, Januaria, La Grande madre. La rassegna è promossa inoltre dai produttori del GAS Arcobaleno: Donato Callisto-Molinara, Maria Pia Cutillo-San Salvatore T., Fattoria D’Oro-Apice La Carrucola-Benevento, Oro del Sannio-Santa Croce del Sannio, Domenico Perito-Casalbore, Rucasa-Sant’Agata de’ Goti, Savoia-Tufara, SpigaBruna Bio-Pietrelcina, Terraculta-Pietrelcina, Terramica-Calvi, Raffaele Zarrillo-Apice.
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giornate-partigianali-logoTurismo ecovicino o p’artigianale è la modalità con cui si vuole coinvolgere i partecipanti in una nuova forma di turismo intraprovinciale, rurale e solidale:

- visitare fattorie, botteghe artigiane e anche semplici negozietti indipendenti di paese, conoscendo da vicino la personalità dell’esercente/partigiano, incentiva una resistenza contro le dinamiche della produzione seriale e della grande distribuzione che sottraggono redditi, identità e coesione alle comunità locali;

- contro l’economia intermediaria (burocrazia e grande distribuzione) che è causa dell’attuale crisi dell’economia reale, dobbiamo osare provocazioni culturali che ripristinino il valore sociale dei mestieri manuali e del piccolo commercio;

- non più solo gli abitanti della provincia che si recano nella città principale a fare la spesa con flussi centralizzati, ma flussi economici decentrati che valorizzano diffusamente le piccole realtà economiche e identitarie dei piccoli centri di provincia;

- Giornate P’artigianali perché artigianale non è solo un metodo di produzione di oggetti e di cibi (agricoltura contadina o familiare o artigianale, pesca artigianale…) ma anche l’attitudine alla vendita può essere artigianale, in quanto non seriale, come invece avviene nei franchising e nella grande distribuzione; produttori e venditori dall’approccio artigianale sono partigiani del nuovo secolo;

- ma  anche il consumatore può essere attore protagonista del cambiamento e non solo fruitore passivo, configurandosi come “produttore artigianale”, in quanto si attiva nel “produrre un acquisto responsabile” e non seriale; l’autore di un “acquisto artigianale” è un “artista del quotidiano” perché produce cambiamento nel mondo in ogni momento, al contrario degli “artisti convenzionali o eventuali” (in quanto producono solo nelle singole opere artistiche ma non nel quotidiano degli stili di vita) che hanno perso ogni contatto con il mondo reale, la crisi economica e il bisogno di giustizia sociale; per questi motivi, anche il consumatore artigianale è un partigiano del nuovo secolo.

Per la locandina in formato pdf, clicca su: Giornate p’artigianali SpigaBruna Bio 06 07 14

giornate-partigianali-06-07-14-spigabruna-bio

SEGUONO I METODI RESPONSABILI CON CUI ART’EMPORI HA VAGLIATO L’EVENTO
Chi è interessato può comunicarci eventuali modifiche da apportare alla seguente ipotesi.
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PoeCivismo.
Metodi responsabili
per la fruizione di iniziative socio-culturali

Questi Metodi agevolano PRATICHE
capaci di inclusione e cittadinanza non delegata.
Ogni iniziativa, infatti, a prescindere dall’encomiabile
tema trattato, IN TERMINI DI LINGUAGGIO ESPERIENZIALE, 
paradossalmente rischia di realizzare STILI DI AZIONE CULTURALE
che, dialogando con gli STILI DI VITA del fruitore,
utilizzano un metodo escludente e delegato che è incoerente
con qualsiasi processo culturale che voglia creare reale
consapevolezza e capacità di azione partecipata dal cittadino.
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Non conta l’eccellenza di un’opera, di una teoria o di un evento,
ma cosa ne fa il fruitore, portandola in prima persona nel mondo.
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Ogni fruitore, nell’approcciarsi esperienzialmente all’evento,
può considerare i criteri che ritiene utili
e può anche creare altri criteri adatti al proprio percorso.
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Giornate p’artigianali in fattoria e borghi. Domenica 6 luglio, SpigaBruna Bio, Pietrelcina
 20/20 TOTALE
COERENZE
rilevate
con i Metodi 
responsabili
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PER UNA RESISTENZA ECONOMICA TERRITORIALE
E UNA REDISTRIBUZIONE DEI REDDITI
Valorizzare le iniziative culturali che, a prescindere
dal tema, promuovono anche l’attitudine a contrastare
la crisi economica che colpisce il cittadino medio e i territori 

Ogni iniziativa dovrebbe considerare il bisogno di giustizia sociale
di questa epoca in cui i redditi si stanno spostando dal cittadino
medio ai milionari.
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1. Tutela 

economica 
del cittadino 
e
del territorio
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PER UN’IDENTITA’ TERRITORIALE
E UNA COESIONE SOCIALE
Valorizzare le iniziative culturali che, a prescindere
dal tema, promuovono anche l’identità del territorio
e la coesione sociale che ne deriverebbe

Queste iniziative, in quanto di visibilità pubblica, dovrebbero
considerare la vocazione territoriale e le specificità del luogo
da tutelare come opportunità di identità e di reddito.
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2. Tutela
identitaria
del territorio

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PER UNA RESPONSABILITA’ SOCIALE CORTA
E NON DELEGATA
Valorizzare le iniziative realizzate da associazioni locali
o dai residenti, senza la partecipazione e i fondi
degli enti pubblici

Quando l’iniziativa non è calata dall’alto ma realizzata
in prima persona dai residenti diventa opportunità per
una coesione territoriale e una cittadinanza non delegata
in tutti gli aspetti della vita collettiva.
Se l’iniziativa è realizzata senza i fondi pubblici contiene
meno costi occulti: non pesa sulla collettività;
non partecipa a un modello di sviluppo assistenzialista
e delegato; non si agevola il clientelismo politico;
non è complice dei costi pubblici che, gravando
sull’economia reale, causano la crisi economica
a danno dei cittadini e dei territori. 
 
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3. Senza
enti pubblici

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_____________________________________________
PER UN’INCLUSIONE DEI LUOGHI
CHE ANIMANO IL TERRITORIO
Valorizzare le iniziative che, realizzate presso le sedi
di associazioni e di aziende indipendenti, evitando
i non luoghi 
delle sedi istituzionali, si contaminano
dei progetti 
e delle persone del territorio
Quando l’iniziativa è realizzata in sedi istituzionali, oltre a gravare
sulla collettività, rischia di proporsi unilateralmente in quanto
non si contamina delle persone e dei progetti che animano
il luogo ospitante.
 
_________
4. Presso
sedi

non
istituzionali

_________
 
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PER UN’ATTITUDINE ALL’INCLUSIONE
E PER DISINCENTIVARE IL FAMILISMO
Valorizzare le iniziative che, promosse da un’associazione,
coinvolgono nell’organizzazione le altre associazioni
del territorio 
e i residenti locali
Spesso, nelle attività quotidiane del cittadino
e nelle attività culturali e di volontariato, si utilizzano metodi
esclusivi e familistici come avviene
nelle aziende e nella partitocrazia.
 
_________
5. Coinvol-gimento
delle altre associazioni

e dei residenti
_________
 
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PER UN’INCLUSIONE DEI RIONI E DEL TERRITORIO
Valorizzare le iniziative che coinvolgono diffusamente
i rioni della città e/o il territorio

Quando l’iniziativa è realizzata, in modo decentrato,
fuori dai luoghi istituzionali, coinvolgendo i luoghi, eventualmente
all’aperto, dei rioni, in particolare quelli meno frequentati,
consente un cambiamento che può rimuovere lo squilibrio sociale
e urbanistico della città.
 
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6. Coinvol-
gimento
dei rioni
e/o del
territorio

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_____________________________________________
PER UN’AUTODETERMINAZIONE
E UNA COESIONE TERRITORIALE
Valorizzare le iniziative ideate da soggetti locali senza aderire
a iniziative promosse a livello sovraterritoriale

Quando l’iniziativa non è calata dall’alto, ma realizzata
esperienzialmente da soggetti locali, diventa opportunità
per una coesione territoriale e per un esercizio
a una cittadinanza non delegata in ogni aspetto collettivo.
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7. Senza
aderire

a iniziative
nazionali
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PER CONTRASTARE LA DELEGA,
IL VERTICISMO E L’ESCLUSIONE
Valorizzare le iniziative che, non prevedendo l’assegnazione
di premi e riconoscimenti, non proiettano un approccio
competitivo ed esclusivo dell’impegno e della cultura

Quando, all’interno di un’iniziativa, vengono assegnati premi
e riconoscimenti, è opportuno che questi almeno valorizzino
persone non note e/o del territorio.
Assegnando riconoscimenti a persone note, l’iniziativa tende
a dare visibilità a se stessa.
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8. Senza
premi
e selezioni
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PER UNA CITTADINANZA INCLUSIVA
DELLE SPECIFICITA’ E NON FAMILISTICA
Considerare le iniziative per i contenuti
che possono 
intrecciarsi con il nostro personale
percorso e non 
per il rapporto di amicizia/seduzione
o di inimicizia/intolleranza

che intratteniamo con chi li organizza 
Spesso, siamo abituati ad approcciare gli eventi culturali
con metodo familistico: li evitiamo per pregiudizio negativo
(esclusione) o li frequentiamo per amicizia o simpatia (familismo).
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9. Considerare
i contenuti
e non gli organizzatori
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PER UN’AZIONE ETICA DELLE EMOZIONI,
RIDUCENDO LA FRUIZIONE ESTETICA DELLE EMOZIONI
Considerare le iniziative per la capacità di cambiamento
e non per la piacevolezza emozionale che può renderci passivi
perpetuatori del malessere collettivo

Spesso, siamo abituati ad approcciare gli eventi culturali
per l’attitudine emozionale (estetica) ereditata che impedisce
l’azione in prima persona e quindi il cambiamento.
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10. Fruizione
etica, non estetica
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PER UNA COESIONE SOCIALE
E UN’INCLUSIONE DELLE SPECIFICITA’
Valorizzare le iniziative che prevedono dibattiti in cui
ogni relatore impegni il tavolo del convegno solo nel momento
del proprio intervento

Ogni relatore dovrebbe essere un membro della platea prestato,
temporaneamente e per una sua specificità, alla funzione
di consulente di una comunità in cui ognuno è consulente degli altri.
Quando possibile, è opportuno che i partecipanti al dibattito
siano disposti in cerchio.
  _________
11. Senza
tavolo
dei relatori
_________
 
_____________________________________________
PER UN’INCLUSIONE DELLE SPECIFICITA’
Valorizzare le iniziative che, nel comunicare
i nomi delle persone coinvolte, utilizzano
solo eventuali qualifiche pertinenti con l’iniziativa.

Ogni relatore dovrebbe essere impegnato nell’iniziativa
per portare la sua personale specificità acquisita
nel concreto, a prescindere dai titoli.
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12. Senza comunicare
titoli di studio
non pertinenti
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_____________________________________________
PER UNA PROMOZIONE
DELLE SPECIFICITA’ DEI CITTADINI
Valorizzare iniziative (convegni, dibattiti, ecc.)
dove 
prendono parte prevalentemente
le competenze tecniche e di fatto

e non i personaggi politici e istituzionali
Spesso il convegno perde di vista il suo contenuto e diventa
luogo di presenzialismo. Le autorità politiche e istituzionali
hanno comunque la possibilità di vedersi pubblicati
i propri comunicati sui media.
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13. Senza personaggi 
istituzionali
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PER UNA CITTADINANZA ARTISTICA NON DELEGATA
E UNA BIODIVERSITA’ CULTURALE
Valorizzare le iniziative che prevedono,
come protagonisti, 
personaggi e artisti
non mediaticamente noti
Le iniziative locali hanno senso se danno visibilità
a personaggi e/o artisti che non sono già agevolati
dai media nazionali.
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14. Senza personaggi
e/o artisti

massmediatici
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PER UNA CITTADINANZA ECONOMICA NON DELEGATA
Valorizzare le iniziative che utilizzano monete locali
per incentivare un’economia condivisa, una coesione
sociale e una resistenza economica territoriale
Ogni gesto economico può essere portatore di giustizia
sociale, redistribuzione dei redditi e inclusione del vicino.
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15. Con
moneta locale
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_____________________________________________
PER UN’INCLUSIONE SOCIALE
Valorizzare, anche a teatro e ai concerti, le iniziative
in cui non siano previsti posti privilegiati
e biglietti omaggio per le autorità
Per valutare realmente la portata di un evento culturale,
gli esponenti politici ed istituzionali devono misurarsi

con esso, in veste di cittadini comuni.
Nei luoghi dell’arte, siti dell’emancipazione e della giustizia,
non dovrebbero esistere discriminazioni.
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16. Senza
spazi e posti
a sedere
privilegiati
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_____________________________________________
PER UN MODELLO DI SVILUPPO DI PICCOLA SCALA
E PER REDDITI CHE RESTANO SUL TERRITORIO
Valorizzare le iniziative realizzate senza quegli
ingenti capitali che portano i profitti via dai territori
e che promuovono quel modello di sviluppo che,
basato sui sistemi di scala, è la causa dell’attuale
disagio economico e sociale

Per un modello di sviluppo che includa i piccoli operatori
locali e che incentivi un’economia di piccola scala che

produce economia territoriale.
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17. Senza
ingenti
investimenti
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_____________________________________________
PER UN’AUTODETERMINAZIONE DEL TERRITORIO
Valorizzare le iniziative che, evitando, come sponsor,
aziende estranee al territorio, non rischiano
di veicolare condizionamenti a danno
delle popolazioni locali

Queste iniziative, in quanto di visibilità pubblica, devono essere
autonome dalla aziende che potrebbero condizionare le attività
di autodeterminazione e di coesione della popolazione locale.  
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18. Senza
sponsor
sovraterritoriali

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PER UNA CULTURA MATERIALE RESPONSABILE
E UN’ECONOMIA CONDIVISA
Valorizzare le iniziative culturali che promuovono
i prodotti del territorio o etici, quando prevedono
la somministrazione di cibo o in quanto ospitate
in esercizi commerciali che abitualmente
somministrano cibo del territorio

Processo culturale è quello che, a prescindere dal tema affrontato,
dovrebbe comunque essere capace, nel metodo, di agevolare
identità territoriale, redistribuzione del reddito, tutela ambientale.
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19. Cibo responsabile
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PER UN RESPONSABILE USO
DELLE RISORSE NATURALI
Evitare le iniziative culturali che prevedendo,
anche accessoriamente, sommistrazione di cibo
e bevande, 
utilizzano stoviglie monouso
non biodegradabili

Queste iniziative, in quanto di visibilità pubblica, devono essere
più responsabili dei singoli cittadini riguardo all’uso di stoviglie:
in caso di monouso, si utilizzino almeno quelle biodegradabili.
_____________________________________________
_________
20. Stoviglie
ecosostenibili
_________

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