I dieci film di Pasquale Palmieri (bmagazine aprile 2009)

Stalker
Andrej Tarkovskij, 1979

Il sorpasso
Dino Risi, 1962

Miracolo a Milano
Vittorio De Sica, 1951

Sogni
Akira Kurosawa, 1990

Dancer in the dark
Lars von Trier, 2000

Totò, Peppino e la  malafemmina
Camillo Mastrocinque, 1956

Deserto Rosso
Michelangelo Antonioni, 1964

Un Mercoledi da Leoni
John Milius, 1978

Il Vento
Victor Sjöström, 1928

Quijote
Mimmo Paladino, 2006

Concordo pienamente con Aldo Rossi quando diceva di essere stato influenzato più dal cinema che dall’architettura. La prefigurazione degli spazi, la struttura narrativa per immagini, la capacità di amplificare gli stati d’animo dei protagonisti restituiscono oggi al cinema il ruolo che, fino all’avvento delle avanguardie, è stato proprio della pittura. Da architetto e fotografo, anche quando ancora non sapevo di esserlo, il cinema è sempre stato per me lo strumento principe per indagare la centralità della visione ed il rapporto dell’uomo con lo spazio ed il tempo.

I film che hanno avuto un senso nella ricerca di una personale verità?  Non sono necessariamente i più belli, ovvio, ma quelli in cui, per dirla con Andrej Tarkovskij, “un mondo intero si riflette in una goccia d’acqua, in una goccia d’acqua solamente”. E la prima, ed in assoluto la più significativa tappa del mio percorso nel cinema è proprio il suo “Stalker”, visionario viaggio nella stanza dei desideri, nello scettico cinismo dell’uomo, condotto con una spettacolare capacità di filmare l’impalpabile. Il mio viaggio prosegue poi nella mitica Aurelia B24 spyder de “Il Sorpasso”, che mette in scena debolezze e mali di un simpatico cialtrone con cui in fondo avrei voluto immedesimarmi, ben sapendo di somigliare al noioso e timido Trintignant, trattenendo il respiro in un finale che ogni volta vorrei che magicamente cambiasse.

Il miracolo della visione prosegue con “Miracolo a Milano”, geniale favola neorealista, delicatissima fusione di denuncia e poesia, e indugia nei “Sogni” di Kurosawa, trasfigurazione del reale in fin troppo pittoriche visioni. Mi è capitato però di precipitare a cinema nel disperato ed agghiacciante “Dancer in the dark” e nel Dogma dello spiazzante e radicale Lars von Trier per poi tornare a casa e anticipare, senza mai stancarsi, le mirabili battute del Principe e della sua memorabile spalla in “Totò, Peppino e la  malafemmina”, ripassato in TV per l’ennesima volta. Ma il disagio e l’estraneità anche a se stessi mi ha fatto vagare nelle pianure del “Deserto Rosso” di Antonioni fino ad approdare sulle spiagge californiane di “Un mercoledì da leoni” di John Milius, nella adolescenziale ricerca di un amico, di quelli che “ti difendono anche quando hai torto”!

Concludo questo viaggio nei fotogrammi con due film lontanissimi fra loro nel tempo.1928 con “Il Vento” dello svedese Victor Sjöström, perché nulla più di un film muto può farti sentire sulla pelle il contatto della sabbia sospesa nell’aria. 2006 con il “Quijote”, di Mimmo Paladino, perché per la prima volta ho visto il cinema dall’altra parte dello schermo, accompagnando come fotografo di scena il grande artista fra terre familiari alla ricerca di nuovi percorsi narrativi.

Pasquale Palmieri.

Pasquale Palmieri. Non sa se definirsi un architetto che ha imparato a percepire e plasmare lo spazio grazie alla fotografia o un fotografo che trasferisce nelle architetture le suggestioni della visione. Di certo affianca i due mestieri. Il primo, che inizia con la fortunata opportunità di realizzare l’Hortus Conclusus al fianco dell’autore Mimmo Paladino e dell’amico e collega Roberto Serino, per approdare ai recenti restauri dell’Arco del Sacramento e la Chiesa di Santa Sofia. Il secondo, che gli ha permesso mostre e pubblicazioni di arte e architettura sulle principali testate del settore e la realizzazione delle fotografie di scena del Quijote dello stesso Paladino, per le quali ha conseguito il primo premio – serie in bianco e nero -  al concorso nazionale per la fotografia di Scena di Cesena. È responsabile dell’Ufficio per i Beni Culturali del Comune di Benevento.

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