Appunti di vacanza consapevole

Quest’anno ho trascorso la mia vacanza estiva in Sardegna. Non ci ero mai stata ma già sapevo che me ne sarei innamorata. Non ho organizzato io il viaggio; un inverno così pieno di pensieri e cose da conciliare mi ha fatto scegliere di delegare. Io ho problemi con il delegare perché delegando si corre il rischio che le cose alla fine non ci appartengano veramente, ma ho voluto rischiare e mi è andata bene. Eravamo in 8, amici e amici di amici, siamo stati bene e ricorderemo la nostra vacanza come un bel momento di riposo e divertimento. Prima di partire mi è stato regalato un quadernetto per gli appunti di viaggi, giallo, in carta rigorosamente riciclata abbellita con decorazioni floreali ripescate dal XX secolo, così che fosse più facile scrivere di sensazioni e pensieri ispirati dal fruire consapevole della mia vacanza.

Io però al fruire consapevolmente del tempo e del luogo ci ho pensato ben poco tanta era la leggerezza e la spensieratezza del vivermi il tanto meritato momento di pausa, cerebrale prima di tutto. Quindi non sono stata poi così ponderata e analitica nello scegliere le spiagge in cui tuffarmi, i posti da visitare, le storie da ascoltare, i sapori da assaggiare. Delega completa su tutto.

Eppure il quadernetto a fine vacanza era pieno di appunti, forse perché fruire consapevolmente di qualcosa significa anche altro; stare dentro al momento ad esempio, riconoscerne le sensazioni fisiche, i pensieri, le emozioni.  E la Sardegna di stimoli  così completi me ne ha offerti tanti.

Una sintesi dal quadernetto giallo :

Primo, il mare.

La Sardegna la si sceglie soprattutto per lo splendido mare color smeraldo. Acqua trasparente con sabbia sottile, ogni tanto si vedeva qualche pesciolino, e avvicinandosi ai tanti scogli potevo osservare la flora marina direttamente a riva. Acqua che mi allietava piacevolmente dal caldo torrido; acqua da cui farmi cullare , anche. Alleggerire le tensioni, stendere i muscoli, respirare lentamente tanto i migliori salvagenti sono i nostri polmoni. Fare qualcosa di simile al training autogeno come se una sola settimana in questo meraviglioso mare  bastasse a stirare  le pieghe di un anno di lavoro. Ne è valsa la pena.

Secondo, la natura.

Un paesaggio naturale, quasi incontaminato dall’uomo. E dunque un pizzico di paura nell’attraversare le stradine strette e rocciose, senso di spaesamento tanta la disabitudine a posti privi di abitazioni, stupore per la forza delle rocce, del verde e delle pecore nei pascoli. Aria, ancora respiro.

Terzo i tramonti e le stelle la notte.

Il ritmo cosmico del giorno e della notte e le cose della terra che funzionano senza orologio.Una settima è bastata ad imparare come misurare il tempo, tipo aspettare il tramonto alla stessa ora del giorno prima. Doccia veloce ogni sera , fretta nel prepararmi, entusiasmo come  ad un appuntamento importate in cui la puntualità era fondamentale: il sole non aspetta nessuno per riposarsi sotto la linea del mare. E le stelle quante sono ? Tante quanto lo stupore di trovarsi sotto un cielo completamente libero, ampio, senza confini. Ma ero davvero nel XXI secolo ?

Terzo le spiagge.

Libere, nessun biglietto d’entrata, mare gratis, no ombrelloni tutti uguali ed allineati. Spiagge colorate quest’anno, creative, buffe. C’erano ombrelloni di plastica, di legno, di seta, a strisce, a fiori, a pois, a tinta unita, bicolori  o di tutti i colori, alcuni eleganti altri divertenti, mini tende in cui coprirsi dal sole, asciugamani singoli e teli indiani per 8. I miei occhi avevano bisogno anche di questi colori oltre lo smeraldo del mare, percezioni variate , creatività e possibilità di esprimere ognuno un mini pezzettino di sé anche solo dentro un pezzo di spiaggia di 1m². Inevitabile questa attenzione ai dettagli dopo un anno di lavoro trascorso a sensibilizzare la valorizzazione delle particolarità di ognuno.

Quarto i sapori e i lavori del luogo.

Formaggio pecorino da una terra che vive di pascolo, di agricoltura semplice, di pesca. Poche industrie. I sardi sono i  più longevi di Europa ? Pare di si, il vantaggio di vivere in un posto isolato del mediterraneo.   E poi ancora i prodotti tessili del territorio, tutti colorati. Tappeti, cesti, abiti, cappelli, tra le mie mani non è capitato nessun oggetto made in china. Ero davvero nel XXI secolo ?

Ultimo l’isola intera.

Spiata tra gli scaffali di una libreria all’aeroporto, perché una settimana trascorsa in un pezzo di isola è poco per conoscerla e allora ben venga qualche stimolo preso al volo prima di partire. Spunti di storia e di storie, di gente passata e presente in un luogo in cui il mare imprigiona e  il mare libera. Identità del luogo, qualcosa a cui sono sensibile quando mi presento  e dico : “io sono originaria di Benevento, la città delle streghe”. Città delle streghe ha tutta una sua storia di cui in qualche modo sono responsabile quando la porto in giro.

Turismo consapevole anche questo, apertura, curiosità, riconoscimento e valorizzazione delle specificità territoriali.

Una risposta a Appunti di vacanza consapevole

  1. Maurizio 28 agosto 2012 a 14:29

    Interessante: sinceramente preferisco la Germania e le gole del Danubio, per non parlare di tutto quello che fa di quel paese un monumento alla cultura…
    Mi fa piacere che la tua vacanza ti sia piaciuta.
    Maurizio

    Rispondi

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