Valuta corta, la banca siamo noi. Baratto valutario contro la crisi economica

50 lire[di Emilio Fabozzi da Il Mattino] Chissà se Alessio Masone, titolare della storica libreria cittadina, conosce la storia di Antonino De Masi, imprenditore calabrese che dopo aver denunciato gli abusi del sistema bancario, ritrovò l’ingresso della sua azienda crivellato da quarantaquattro proiettili di mitragliatore Kalashnikov AK-47.
Masone, che oltre al ruolo di libraio svolge da tempo un’intensa attività nell’associazionismo sannita (è l’animatore, tra l’altro, di un Gruppo di acquisto solidale che punta sul ”chilometro zero”), ha messo a punto da poco un nuovo sistema per rispondere all’esigenza di liquidità di molte piccole aziende del territorio, abbandonate alle proprie difficoltà e sempre più pressate dalla crisi economica e
dalla complessità di accesso al credito del sistema bancario classico.
L’idea alternativa si chiama ”Valuta corta” e costituisce, dal punto di vista del cittadino, un investimento diverso da quelli promossi dalle banche, mentre è, nell’ottica della piccola attività associata, una soluzione diretta all’esigenze finanziarie connesse alla propria impresa. Come funziona? «Semplice, – ci spiega Masone – ogni cittadino può decidere di investire una quota di 100 euro in una piccola attività che aderisce all’iniziativa, come una salumeria, una pizzeria, un artigiano. Solitamente è un esercizio di vicinato che abitualmente frequenta.
I soldi saranno accreditati sul conto dell’esercente e daranno diritto ad uno sconto del 3% sugli acquisti effettuati nel corso dell’anno presso l’attività finanziata. Lo sconto si aggiunge alle normali promozioni. In ogni momento sarà possibile decidere di ritirare i soldi investiti, che saranno però restituiti in merce».
A questo punto, Masone confidando nella nostra preparazione economica, si avventura in una confidenza matematico finanziaria da esperto ragioniere: «Considerando l’investimento iniziale di 100 euro e lo sconto del 3% riconosciuto, la rendita percentuale della somma depositata aumenta all’aumentare degli acquisti fatti nel corso dell’anno.
Renderà un 3% netto con 100 euro di spesa, il 6% al raggiungimento di 200 euro, il 9% con 300 euro e così via. Si tratta di percentuali molto differenti da quelle riconosciute dall’attuale sistema bancario». Masone parla di un ”baratto valutario” che si contrappone al sistema ufficiale di accesso al credito anche per il rapporto fiduciario, diretto, che esiste tra finanziatore ed attività sostenuta. È, in parte la stessa differenza che passa tra l’essere un investitore o un socio.
da Il Mattino del 27 febbraio 2014
Per progetto della ValutaCorta:
www.barattovalutario.wordpress.com

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>