La campagna “Basta Compiti” partecipa alla costruzione di una cittadinanza esperienziale, non delegata

basta compiti[di Alessio Masone] La campagna “Basta Compiti”, per quanto appaia provocatoria, esprime il sintomo dei cambiamenti in corso: si pone come obiettivo la riduzione delle attività nozionistiche per agevolare maggiore spazio alla creatività dello scolaro e all’esperienzialità del futuro cittadino.

La proposta ci risulterà più credibile, se la collochiamo all’interno di una serie di fattori che, nel mondo, stanno portando alla ribalta le attività esperienziali/manuali, mentre le attività nozionistiche/formali appaiono sempre più il filo conduttore di una società barcollante al cospetto di una crisi economica che è anche culturale.

Finalmente, stiamo prendendo atto che il collasso dell’attuale modello di sviluppo non è procurato da frange minoritarie di incolti e criminali, ma che è da addebitare alla classe dominante: questa coincide con il mondo intellettuale che, facendo il pari con il cittadino delegante, ha prevaricato fino ad oggi il mondo dell’esperienzialità, dell’agire in prima persona che fa il pari con i mestieri manuali.

Bisogna restituire unione tra  attività intellettuali e saperi manuali, tra dirigenza e cittadinanza, se vogliamo realmente il cambiamento, se vogliamo cittadini che smettano di delegare e inizino ad agire in prima persona, in modo esperienziale, fisico, manuale. Non serve una soluzione, se calata dall’alto, ma un percorso esperito in prima persona per arrivare alla soluzione. Mentre il nozionismo e la delega omologano, generando competizione, la creatività e l’esperienzialità generano inclusione dei talenti di cui ognuno è portatore.

In questa direzione vanno i vari movimenti di neoruralesimo, di decrescita felice, di artigianato creativo. Sempre più numerosi, complice la crisi economica, sono i laureati che si rivolgono ad attività rurali, artigianali e di piccolo commercio.

Nello stesso solco si pone la “cittadinanza artistica non delegata” promossa dal nostro movimento di Resistenza P’Artigianale/distretto di EcoVicinanza (economia relazionale e arte inclusiva).
Qui, si incentiva nel concreto una fruizione esperienziale dei processi culturali, economici e giuridici: Art’Empori.it (movimento artistico/economico di fruitori creativi), Lettor’Indie. Festival Diffuso del Lettore Indipendente (per mettere al centro dell’opera le competenze del lettore), Giornate P’Artigianali (fiera delle autoproduzioni e del baratto di competenze), GASb Arcobaleno (approccio esperienziale al cibo tramite i Gruppi d’Acquisto Solidale e Barattario), CeneBaratto (fruizione esperienziale degli eventi culturali tramite il baratto tra competenze alimentari e intellettuali), SoldoCorto (moneta locale/buono sconto per un’economia condivisa).

Ebbene, chiunque frequenti attività simili al nostro movimento, troverà consona la campagna “Basta compiti” promossa da Maurizio Parodi.

Iniziativa suggerita da Valentina Ricciardi, insegnante.
Per firmare la petizione:

Campagna: BASTA COMPITI!

 

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